domenica 30 giugno 2013

Napolitano e i marò



Dichiarazione del Presidente Napolitano sulla vicenda che vede coinvolti in India due militari italiani
Roma, 07/03/2012

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla vicenda che vede coinvolti in India due militari italiani:

"Credo sia stato molto significativo e importante il colloquio telefonico che oggi si è riusciti a realizzare tra il primo ministro indiano e il presidente Monti. Come ho potuto sapere, si è trattato di un colloquio improntato alla massima cordialità e a uno sforzo di reciproca comprensione.

Sono stato fin dall'inizio in continuo contatto con i ministri degli Esteri, della Difesa, e anche personalmente e direttamente con il sottosegretario De Mistura che era in India. E ho avuto modo di rivolgermi ai familiari dei due marò per esprimere la mia apprensione, la mia partecipazione e la massima vicinanza e solidarietà.

Per riportare, essendo questo l'obiettivo di tutti noi, i nostri due marò in Italia, l'unica via è quella di una accorta azione sul piano giuridico e giudiziario, anche perchè abbiamo una magistratura indiana che opera secondo le sue regole e in piena indipendenza, e di un'azione molto tenace e riservata anche sul piano politico e diplomatico. Questo è l'unico modo per riportare i ragazzi a casa. Riaffermiamo con decisione le ragioni dei nostri militari impegnati in una missione di indubbia importanza per la comunità internazionale, ed evitiamo qualsiasi elemento di incrinatura nel rapporto di amicizia e di reciproco rispetto tra Italia e India perché la continuità di questo rapporto è la migliore garanzia per una soluzione positiva del caso dei nostri due marò".
3 aprile 2012
 Giorgio Napolitano in visita ad Amman in Giordania rispondendo a delle domande sui marò dichiara :“Che la situazione è molto difficile ma ce la mettiamo tutta. Se qualcun altro oltre a mettere qualche striscione ha delle idee, aspettiamo di conoscerle...”

Roma, 8 giugno 2012
Messaggio del Presidente Napolitano in occasione della Festa della Marina Militare
C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli, il seguente messaggio: "Nell'anniversario dell'eroica impresa di Premuda, che concorse a determinare l'esito del primo conflitto mondiale, saluto la Bandiera della Marina Militare e rivolgo un pensiero commosso a tutti i marinai che hanno perso la vita per la difesa della Patria e per l'affermazione dei valori di libertà, democrazia e cooperazione pacifica tra i popoli a cui l'Italia si ispira.
Istituita nel 1861 con la fusione di diverse formazioni navali pre-unitarie, la Forza Armata costituisce oggi uno strumento operativo altamente professionale, dotato di mezzi tecnologicamente all'avanguardia, integrato nelle strutture dell'Unione Europea e dell'Alleanza Atlantica e pienamente impegnato nel complesso e ambizioso processo di trasformazione e razionalizzazione della difesa.
Negli scenari mutevoli e densi di rischi di un mondo sempre più interdipendente, la Marina concorre efficacemente all'azione delle organizzazioni internazionali per la salvaguardia dei commerci marittimi e della libertà di navigazione e per il contrasto dei traffici clandestini e dell'emergente fenomeno della pirateria. A fianco delle altre Forze Armate, essa contribuisce altresì alle missioni per la stabilizzazione e il ripristino della legalità nelle aree di crisi.
Nell'esprimere il mio apprezzamento per le altissime qualità umane e professionali degli uomini e delle donne della Marina Militare ed il plauso per l'impegno costante e incondizionato che essi profondono nell'assolvimento del proprio compito, rivolgo un particolare pensiero e incoraggiamento ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora ingiustamente costretti lontano dall'Italia e dai propri affetti famigliari.
Ufficiali, sottufficiali, marinai e personale civile della Forza Armata, in questo giorno di festa giungano a voi tutti e alle vostre famiglie il saluto caloroso e l'augurio più fervido dei cittadini italiani e miei personali.
Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate, viva l'Italia!"


4 novembre 2012
Giorgio Napolitano ha voluto  ringraziare i militari impegnati in missioni di pace all'estero, esprimendo a tutti "vicinanza e gratitudine, con particolare affetto e ansietà per chi è ancora privato della libertà, ovvero i nostri Marò in India" e affermando che il governo continuerà a compiere "ogni tenace sforzo" per una soluzione positiva della vicenda.

Roma, 14 dicembre 2012

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale, i familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da dieci mesi trattenuti in India, accompagnati dal Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. Il Capo dello Stato ha manifestato la propria solidarietà ai due sottufficiali della Marina Militare e ai loro familiari, esprimendo il sostegno del Paese e il costante, forte impegno delle istituzioni per una rapida soluzione della dolorosa vicenda.

Roma, 14 dicembre 2012
Il Presidente Napolitano ha ricevuto i familiari dei marò italiani trattenuti in India
C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale, i familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da dieci mesi trattenuti in India, accompagnati dal Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. Il Capo dello Stato ha manifestato la propria solidarietà ai due sottufficiali della Marina Militare e ai loro familiari, esprimendo il sostegno del Paese e il costante, forte impegno delle istituzioni per una rapida soluzione della dolorosa vicenda.


Marzo 2013 I Marò tornano in India nota del Quirinale.

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano," si legge nella nota, "ha avuto una conversazione telefonica con il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre nel corso della quale ha espresso a lui e al suo collega Salvatore Girone l'apprezzamento per il senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del Governo e ha assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l'augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni".

Toni Capuozzo: I marò sono innocenti, ecco perché

maro
30 GIU – Il ministro della Difesa Mario Mauro sabato scorso, a Brindisi, nella caserma che è stata la caserma di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si è detto fiducioso della possibilità che i due fucilieri di marina possano scontare la pena in Italia. Il ministro degli Esteri Emma Bonino, pochi giorni fa, ha parlato di una soluzione “rapida e giusta” alla vicenda che si protrae da un anno e mezzo. Noi siamo in grado di dire che, al contrario, speriamo in un non luogo a procedere o in un’assoluzione piena per non aver commesso il fatto, sia pure davanti a una corte indiana, che in base al diritto internazionale non può essere il giudice naturale per un fatto avvenuto al di fuori delle acque territoriali indiane.
Lo diciamo in base a un paziente e caparbio lavoro di ricerca di documenti e di incrocio degli stessi, che ci consente di sostenere la piena innocenza dei nostri marò. Non è compito di chi ha a cuore la loro sorte, né compito di chi si occupa della difesa di un incriminato ricercare il vero colpevole, onere che spetta all’accusa. Basterebbe evidenziare i clamorosi e ripetuti errori dell’impianto accusatorio indiano, ma abbiamo voluto anche ipotizzare una plausibile dinamica dell’incidente del 15 febbraio 2012 che ha visto la morte di due innocenti pescatori indiani.
I fatti
Tra le 16 e le 16.30 – ora indiana – la Enrica Lexie è avvicinata da un’imbarcazione sospetta. Non ricevendo risposta a segnalazioni luminose e acustiche, il team dei fucilieri di marina a bordo spara dei colpi in acqua, mentre l’equipaggio viene fatto riparare nei locali blindati della cosiddetta “cittadella”. L’imbarcazione sospetta cambia rotta e si allontana. Nella circostanza il comandante Vitelli lancia l’allarme SSAS Alert, che avvisa in tempo reale, tra gli altri, anche la Guardia Costiera indiana.
Alle 19.16 il comandante Vitelli invia una mail riferendo l’accaduto allo MSCHOA del Corno d’Africa e all’UKMTO (UK Maritime Trade Operations). La Guardia Costiera indiana riceve copia della mail. Alle 23.20 il peschereccio St Anthony rientra nel porto di Neendankara. A bordo di sono due pescatori uccisi da colpi d’arma da fuoco. Il capitano e armatore Freddy Bosco dichiara alle televisioni che l’incidente di cui sono state vittime è avvenuto intorno alle 21.30. E conferma di aver allertato immediatamente, via radiotelefono la Guardia Costiera indiana.
Alle 21.36 la Guardia Costiera indiana si è messa per la prima volta in contatto con la Enrica Lexie, invitandola a rientrare a Kochi . Con tutta evidenza ha avuto notizia da pochi minuti dei due morti, e ha collegato il fatto con la notizia dell’incidente della Lexie.
Alle 22.20 la nave greca Olympic Flair comunica all’IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) di aver subito un attacco da due imbarcazioni pirata, che desistono davanti all’allerta dell’equipaggio. Che non ha subito danni, specifica il messaggio. La Guardia Costiera indiana a questo punto ha sul tavolo tre fatti: un incidente avvenuto alle 16.30 – la Lexie – due pescatori uccisi alle 21.30, un altro incidente avvenuto prima delle 22.20. Ma ha anche a disposizione la Lexie che sta rientrando a Kochi, mentre la nave greca è ben lontana. E si getta sulla prima pista, nonostante una differenza di cinque ore tra i due primi incidenti, e la sovrapposizione degli ultimi due (Attacco alle 21.30 secondo Bosco, allarme Olympic Flair 50 minuti dopo).
Se si sia trattato di errore in buona fede, di accanimento su un teorema investigativo, di presunti colpevoli offerti sul piatto d’argento, di speculazione politica alla vigilia di una campagna elettorale, non sta a noi dirlo qui. Quello che è certo è che l’inchiesta indiana ha peccato da subito di un’omissione di indagini. Ed è altrettanto certo che poi gli orari sono stati piegati a confermare il teorema. Non conosciamo gli atti delle prime indagini, né l’andamento delle indagini in corso da parte della NIA. Ma è probabile che entrambe contengano una ricostruzione dei fatti simile a quella apparsa sulla rivista ufficiale della Guardia Costiera indiana. Che sposta nel tempo (alle 18.25) l’attenzione sulla Lexie (che in realtà come abbiamo visto comunica l’avvenuto alle 19.16). Che dichiara l’avvistamento della Lexie da parte di un aereo della Guardia Costiera alle 19.50, e l’intercettazione del mercantile italiano da parte di una motovedetta alle 20.45. In realtà – lo confermano i documenti in nostro possesso – tale mobilitazione avviene solo dopo le 21.36, dopo aver avuto notizia della morte dei due pescatori. Una tale manipolazione dei dati getta una luce obliqua su molti altri punti dell’inchiesta, dalla perizie balistiche all’analisi dei tracciati radar.
Un’ipotesi che possiamo avanzare è che intorno alle 21.30, in condizioni di oscurità, il mercantile greco venga attaccato da un’imbarcazione pirata. Nei pressi, sfortunatamente, c’è il St Anthony. I greci scambiano le due imbarcazione come parti di un unico attacco pirata. Il St Anthony viene preso nel mezzo (ciò che spiegherebbe la singolar inclinazione dei colpi finiti sul peschereccio, conficcatisi con traiettoria non inclinata, come i colpi che si sparano da una grande petroliera verso un barchino, ma quasi orizzontali). Chi potrebbe aver sparato dall’Olympic Flair ? A fatica i greci hanno ammesso che a bordo c’era un team di una security ellenica, la Diaplous. Secondo fonti greche, un team senza armi. Improbabile, e se fossero stati armati, avrebbero avuto armi con calibro Nato.
Ma è un’inchiesta che non tocca a noi. Quel che ci interessa è quel buco di cinque ore tra i due incidenti. La stessa distanza che passa tra la colpa e l’innocenza.  
Toni Capuozzo

Caso marò:Salto di qualità del governo italiano,ora si affermano le negazioni.

Una vera e propria rivoluzione semantica è in atto,la negazione delle affermazioni ora è stata sostituita dalle affermazioni delle negazioni.
Un grande rappresentante ed esponente di questa nuova avanguardia letteral- politica è il Ministro della difesa Mario Mauro. Come si parla di una vicenda dove il business ha prevalso sulle prerogative Costituzionali e sulla dignità umana? Semplice si riporta l’uomo al centro di tutto- "La nostra preoccupazione è per i due fucilieri del San Marco. Riteniamo che la missione di questo governo non sarà conclusa se non quando avremo risolto con tenacia e perseveranza anche quel problema. Sono gli uomini il centro delle Forze armate, non i cannoni, gli aerei e le navi". Queste le parole del Ministro Mauro,chiaramente non ha aggiunto la parola “elicotteri” perché qualcuno poteva criticare questa nuova avanguardia.
Ma la novità non riguarda soltanto questo nuovo stile,la novità riguarda anche l’andamento delle relazioni bilaterali con l’India.
Nonostante con la calata di braghe si sia concordato tutto,procedura da adottare,atteggiamento da avere,all’interno e all’esterno del paese,coordinamento per raccontare la stessa favoletta,inviato e memoria storica a disposizione,qualcosa è andato male.
"Vogliamo fare il punto della situazione con tutti i ministri competenti - ha detto Mauro - abbiamo adottato questo metodo fin dall'inizio perché vogliamo che, evitando personalismi ed evitando che ci siano notizie date e non date, tutti sappiano tutto in qualsiasi momento di questa vicenda".Queste sono le parole del Ministro,ora il concordato rischia di andare a farsi benedire,sia per colpe esterne che per colpe interne.
Gli indiani nonostante la soddisfazione per come hanno condotto il caso,e per la calata di braghe italiana,vogliono sempre di più. Ora vogliono i quattro marò presenti sulla Enrica Lexie,tornati grazie a un impegno scritto,e i novanta giorni sono passati. Qualcuno poi in India vorrebbe usare e strumentalizzare la situazione per fini politici,e nel 2014 si vota .E sempre qualche maligno bene informato,può pensare che la documentazione del Kerala non arrivi completa e quindi mancano i dati,che la testimonianza dei quattro è fondamentale,che qualche altra festività o intoppo economico verrà fuori e in questo caso cosa farà il Governo calabraghe?
Si dovranno concordare altre storielle.
In Italia poi addirittura quattro cittadini presenti nei vari gruppi promarò, mettono in discussione la sacralità dell’atteggiamento governativo,si sono pure messi a fare gli investigatori,e quel materiale a disposizione del  governo che non è mai stato tirato fuori perché qualche furbo ha deciso che non era il caso di appellarsi al diritto internazionale,alla sovranità nazionale violata,all’immunità funzionale,all’atto di guerra vero e proprio fatto dall’India in acque internazionali con due ore di ultimatum per rientrare a Kochi ,pena abbordaggio e attacco ,come fanno i pirati oserei aggiungere e ora di cosa parleranno venerdi?
Forse qualcuno diventerà  il fesso di turno ,sicuramente fra poco De Mistura verrà sacrificato,fa ancora in tempo il governo a cambiare atteggiamento,passare dalla menzogna alla verità non è difficile e rientra nei compiti di chi giura sulla Costituzione,se proprio hanno voglia di vendere qualcuno,lasciassero perdere i cittadini italiani,e…si offrissero come merce di scambio. L’idea non è malvagia,trasformerebbero la loro e vigliaccheria  in atto eroico.

L’India calpesta i Diritti Internazionali


DAL BLOG DI FERNANDO TERMENTINI
http://fernandotermentini.blogspot.it/


Si è scritto molto sulle interpretazioni indiane del Diritto Internazionale, della Convenzione di Montego Bay e delle garanzie che il Diritto pattizio assicura a chi opera  in ambienti internazionali  od in altri paesi perchè incaricato di garantire la sovranità e la sicurezza al proprio Paese.

Tutti hanno condiviso che Delhi nel caso della vicenda dei due Fucilieri della Marina Militare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha prevaricato anche le norme più elementari che regolano i rapporti fra Stati, rinnegando anche atti internazionali concordati sotto l’egida delle Nazioni Unite e sottoscritti dal Governo indiano.

Una verità ormai riconosciuta da tutti, ma forse ignorata unicamente da alcuni esponenti istituzionali italiani assoggettati all’arroganza indiana e che, per taluni aspetti, la condividono accettando che i nostri Marò siano sottoposti a processo penale in India nonostante che i fatti a loro addebitati sono avvenuti inequivocabilmente in acque internazionali, su territorio italiano e quindi assolutamente non di competenza indiana.
 
In questo contesto, chi dovrebbe invece puntare i piedi per garantire il rispetto della sovranità nazionale e del Diritto consolidato sul piano internazionale unica garanzia per la sicurezza globale,  accetta l’indecente approccio indiano, a partire dalla recente minaccia di ritorsioni nei confronti dell’Ambasciatore italiano. Un’azione  che potrebbe ripetersi come  modello ormai consolidato in considerazione che l’Italia, a suo tempo,  ha supinamente accettato l’iniziativa indiana.
 
L'India è arrivata a marzo a minacciare  di arrestare l'Ambasciatore italiano perché, come annunciato dal dott. De Mistura l’11 marzo 2013 i Ministri italiani coinvolti nella vicenda avevano  deciso, con la condivisione dell’allora Presidente del Consiglio, di non "riestradare"  i due Fucilieri di Marina in India dopo la scadenza del permesso di quattro settimane per partecipare alle elezioni politiche in Italia.

Un’azione arbitraria che potrebbe ripetersi solo se l’Italia tornasse a non condividere o semplicemente a contrastare il “modus operandi” di Delhi, attuando un ricatto infinito ed inaccettabile sul piano formale e sostanziale.

Qualsiasi Ambasciatore non può rappresentare in qualsiasi controversia internazionale  “merce di scambio”. Egli beneficia di determinati diritti e privilegi la maggior parte dei quali codificati nella Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961. L'articolo 29 della Convenzione recita, infatti : la persona del diplomatico è inviolabile. Egli non può  essere sottoposto ad alcuna forma di arresto o di detenzione. Lo Stato di residenza lo deve trattare con il dovuto rispetto e deve adottare tutte le misure necessarie per prevenire ogni attacco alla sua persona, alla sua libertà o alla sua dignità.

Addirittura all’articolo 39 della Convenzione si legge: …….l’immunità cessa quando il titolare della stessa termina le proprie funzioni e lascia il Paese dove è accreditato …… ma deve sussistere fino a questo momento, anche in caso di conflitto armato. Inoltre l’immunità continua a sussistere per tutti gli atti compiuti dal diplomatico nell’esercizio delle proprie funzioni….. .

 Perfino in caso di guerra l’obbligo della garanzia dell’immunità diplomatica deve essere garantito dalla “Nazione Ospite”. L'articolo 44 della Convenzione, infatti, in caso di conflitti armati , prevede che lo Stato di residenza deve garantire strutture idonee per proteggere le incolumità delle persone che godono di privilegi e immunità e delle loro famiglie……., fornendogli ogni mezzo per consentire loro di lasciare il più presto possibile l’area di crisi …..

La norma sull'immunità diplomatica si applica a qualsiasi azione penale o civile, non è un privilegio alla persona ma una garanzia alle funzioni della carica che essa rappresenta, uno scudo importante  che deve essere gestito da un  sistema internazionale capace di creare e mantenere canali di comunicazione aperti, per evitare che  uno Stato, in un qualsiasi controversia, eserciti attraverso fantasiose accuse un ricatto politico nei confronti di un altro Paese.

L’India, di fatto, da più di sedici mesi sta esercitando questo ricatto e l’Italia dimostra giorno dopo giorno di non essere in grado di contrastarlo preferendo ancora una volta la strada del compromesso e dell’accondiscendenza. Un’Italia che a marzo ha consentito a Delhi di minacciare l’arresto del  nostro Ambasciatore pur non avendo  motivi legali per farlo e di impedirgli di fare ritorno nel proprio Paese forzandone ogni diritto.

 L’Italia ha accettato tutto questo e sta continuando a subire una palese prevaricazione della propria sovranità nel momento che il Ministro Bonino ufficializza che “il processo a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri della Marina militare trattenuti in India, inizierà a luglio e i due marò saranno "difesi da un collegio di avvocati italiani dello Stato e da avvocati indiani”  e  quando il Vice Ministro agli Esteri Pistilli parla di “regole di ingaggio” concordate con gli indiani per la soluzione del problema.
 
Il tutto mentre il dott. De Mistura, rappresentante del Governo delegato a gestire la vicenda, diventato un “pendolare con l’India” ,  non ritiene, come atto di rispetto nei confronti degli italiani,  di informare l’opinione pubblica sui risultati della “Sua intensa azione di negoziati” a favore di due cittadini italiani.   

Una vicenda nata male e diventata nel tempo  sempre più difficile ed ermetica. Solo  un fatto è certo: l’India calpesta il Diritto Internazionale e l’Italia dimostra accondiscendenza non ricorrendo all’arbitrato internazionale. Accetta invece il rischio di essere ancora una volta ricattata da Delhi attraverso possibili azioni ingannevoli nei confronti di coloro che rappresentano l’Italia in quella terra lontana che forse ha dimenticato troppo rapidamente i concetti di democrazia ereditati dalla lunga egemonia britannica esercitata in quel Paese.

Un’Italia che sta dimostrando di preferire l’accettazione dell’approccio indiano, assopita di fronte a palesi prevaricazioni della propria sovranità, complice nell’affermare un modello di controversia fra Stati che se  gestito come l’attuale può portare ad estremizzazioni come avvenuto in un passato anche recente e che hanno rappresentato un effetto destabilizzante sulla sicurezza internazionale.
 
30 giugno 2013 , ore 12,00

La gaffe di Mauro condanna i marò in anticipo

Il ministro della difesa commette una gaffe e dice che i due fucilieri potranno scontare la pena in Italia. Ma il processo non è ancora cominciato.



29 giugno 2013 - Il ministro della Difesa Mario Mauro, dopo le criticate dichiarazioni delle ultime settimane sugli F35, fa parlare di sé per le parole pronunciate su i due fucilieri, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre: "Come ministro mi consenta di essere più fiducioso di lei". Così Mauro ha risposto ad un cronista sulla possibilità che, chiuso il dibattimento in India, i due marò possano scontare la pena in Italia. Il ministro lo ha detto dopo aver incontrato stamani i familiari dei due militari nella caserma Carlotto di Brindisi, dove sono di stanza Latorre e Girone.

"È un impegno prioritario del Governo che non potrà considerare conclusa la propria missione se non avrà risolto questo caso", ha proseguito Mauro. "Il presidente Letta - ha ricordato Mauro - nel discorso di esordio alle Camere, ha ricordato a tutti che è impegno del Governo risolvere questo caso e su questo ha chiesto la fiducia. È una missione del Governo, né più, né meno. Anzi, forse, più di ogni altra cosa e di ogni altro provvedimento". "Non sarà conclusa la missione di questo Governo - ha concluso - fin quando non sarà risolto questo caso".

Marò, l'India evoca l'attenuante della "buona fede"

"Se uno agisce in buona fede non c'è colpevolezza penale" ha detto il ministro degli Esteri indiano, che ha ribadito che i due fucilieri non rischiano la pena di morte. L'Italia, si legge in una nota della Farnesina, "auspica una soluzione equa e rapida"



A Mosca, parlando coi giornalisti del caso marò, il ministro degli Esteri indiano Salman Kurshid ha ricordato che nella legge indiana esiste "un'attenuante molto cruciale, quella della buona fede". E ha sottolineato che "se uno agisce in buona fede non c'è colpevolezza penale". Poi, ha auspicato che la sua collega Emma Bonino "venga informata a breve adeguatamente" sul caso di Salvatore Girone e Massimo Latorre che "possa metterlo nella giusta prospettiva per andare avanti" considerando fugati i dubbi sull'eventualità di una pena di morte.

Italia, indagini in tempi stretti e soluzione rapida - L'Italia, intanto, auspica che le indagini sulla vicenda dei marò si svolgano in tempi serrati per favorire una soluzione equa e rapida del caso. Lo si legge in una nota della Farnesina sul passaggio di consegne tra il ministro degli Esteri ad interim uscente Mario Monti ed il neo ministro Emma Bonino. Dal 19 febbraio 2012, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, fucilieri appartenenti alla Forza da Sbarco della Marina Militare, sono trattenuti in India con l'accusa di responsabilità nella morte di due pescatori in un incidente in mare al largo delle coste del Kerala.

Breve ricostruzione degli eventi del 15 Febbraio 2012. di Stefano Tronconi.

A beneficio del Gruppo voglio qui sintetizzare in estremo la nuova ricostruzione degli eventi del 15 Febbraio 2012:

1) L'Enrica Lexie viene avvicinata da una barca pirata che respinge verso le 16.00; 
2) Verso le 21.30 avviene l'incidente tra l'Olympic Flair e quelle che ritiene due barche pirata (quella veramente pirata ed il St. Anthony che era lì a pescare); il St. Anthony viene preso tra i due fuochi e muoiono i pescatori; 
3) la gurdia costiera indiana, ancora ignara del report Olympic Flair, avvisata immediatamente per telefono collega gli incidenti ed alle 21.36 chiede alla Lexie di rientrare; 
4) alle 22.20 l'Olymic Flair fa il suo report dell'incidente all'IMO ma nel frattempo tutti sono concentrati sulla Lexie e la nave greca se ne va;
5) il giorno dopo in Kerala si trovano con una nave italiana e ed un governo italiano in posizione servile;
6) il primo ministro del Kerala decide che per vincere le elezioni locali ed estorcere un pò di soldi gli italiani vanno bene;
7) di fronte all'ipotesi di avere dei soldi Freddie Louis e gli altri pescatori aggiustano le dichiarazioni;
8) l'indagine farsa tarocca tutti gli orari spostando verso il tardi le azioni italiane e soprattutto anticipando negli orari le azioni indiane.
Questo è il quadro in estrema sisntesi che ha voluto delineare anche Toni Capuozzo e che è supportato da innumerevoli documenti ed arricchibile di centinaia di altri aspetti e dettagli.
Stefano Tronconi

Massimiliano e Salvatore, una favola infinita

DAL BLOG DI FERNANDO TERMENTINI
http://fernandotermentini.blogspot.it/

Riproporre qualcosa che già è stato pubblicato rappresenta un esercizio di memoria molto spesso utile. Nel caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, due italiani dimenticati, è doveroso per ricordare e sottolineare la sovranità nazionale troppe volte calpestata dalle Istituzioni .
Eravamo bambini e per tranquillizzarci ci venivano proposte storie fantasiose con la partecipazione di entità reali, uomini, donne ed animali. Le fiabe, racconti inventati ma credibili dai fanciulli perché narrate da adulti meritevoli della massima fiducia, i genitori e  gli insegnanti.
Una volta cresciuti, le storie fantasiose di una volta sono maturate in favole, ossia avvenimenti proposti spesso per offrire speranze ed orizzonti di felicità e giustizia, ma destinati il più delle volte  ad essere rapidamente sconfessati  dalla realtà contingente.
Uno di questi racconti continua da sedici mesi. E’ rinnovato e riproposto agli italiani da “moderni  Esopo”, convinti dell’efficacia della loro narrazione perché convinti essere  destinata ad una moltitudine di ingenui, i concittadini di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Gente comune che, invece, è stanca di essere considerata “spettatori creduloni”,  pronti a condividere le trame di una storia che vede protagonisti due loro concittadini, servitori dello Stato indebitamente tenuti in ostaggio da uno Paese terzo.
Una favola proposta in chiave moderna alla stessa stregua di una telenovela a puntate in cui i protagonisti si sono proposti in altalenanti interpretazioni, spaziando dall’approccio indignato all’accondiscendenza indotta da un timido low profile. 
Una lunga storia che inaspettatamente l’11 marzo è uscita dall'appiattimento di una narrazione ormai noiosa ed ha risvegliato l’attenzione dei sopiti spettatori. Quel giorno, uno dei maggiori e più qualificati gestori della trama annunciava, infatti, che Massimiliano e Salvatore in quel momento in Italia non sarebbero più rientrati in India. In quella occasione veniva anche sottolineato che “la divergenza di opinioni tra l’Italia e l’India sulle questioni della giurisdizione e dell’immunità richiede un arbitrato internazionale: il ricorso al diritto internazionale o una sentenza di una corte internazionale ….”.
Improvvisamente, però, come in tutte le favole le favole di effetto, vi è stato  il colpo di scena. Dopo solo 11 giorni  l’Italia rinuncia ai diritti dichiarati e con tante scuse, restituisce Massimiliano e Salvatore all’India.  
La telenovela veniva così rivitalizzata arricchendo la storia infinita di nuovi episodi. Il 28 aprile l’Italia ha un nuovo Esecutivo, solerte ad informare i cittadini che uno dei problemi di prioritaria importanza sarebbe stato quello di risolvere il problema dei due Fucilieri di Marina.
A tale riguardo, l’expertise del dott. De Mistura, impegnato a risolvere il problema dal febbraio 2012, viene giustamente esaltata con la nomina dell’ex Funzionario delle Nazioni Unite  ad “ inviato speciale presso il governo indiano per la questione dei due Marò”.

Da questo momento la favola torna ad essere una fiaba connotata come tutte le leggende non da fatti concreti ma da contesti riconducibili a grandi capacità di immaginazione. Si passa da capitoli in cui si parla di “soluzione equa e rapida del caso” a pagine bianche caratterizzate da silenzio assoluto.

Molte le assicurazioni rassicuranti come quella del Ministro degli Affari Esteri, “Sulla base del diritto internazionale consuetudinario e pattizio, continuiamo a ritenere che la giurisdizione sui due Fucilieri di Marina coinvolti nel tragico episodio spetti all’Italia e che essi debbano essere giudicati dalla magistratura italiana” ed assicura che “…..il dialogo avviato ha fatto emergere la consapevolezza, anche da parte indiana, di dover affrontare con maggiore decisione, linearità e speditezza la vicenda, per una sua soluzione equa e rapida”, non seguite, però,  da fatti come l’avvio di un arbitrato internazionale e non coerenti nella sostanza, nel momento che viene lasciata agli indiani la prerogativa di indagare e poi giudicare, nonostante non ne abbiano il diritto.
Un Vice Ministro degli Esteri, Lapo Pistelli, che parlando a Firenze a margine del Forum dei giornalisti del Mediterraneo sulla vicenda dei due Fucilieri di Marina, ci dice che  "Nelle ultime settimane questa vicenda e' stata rimessa correttamente nei binari. Sarebbe poco saggio fare delle previsioni temporali ma la vicenda è instradata nei binari corretti e presto, mi sento di dire, si risolverà positivamente".  "In questo momento la collaborazione con le autorità indiane e' ottima”, ha aggiunto Pistelli. “Sono state già concordate le “regole di ingaggio” per il giudizio che gli indiani si apprestano a dare sui due fucilieri…,..”.
Informazioni che trasformano il “romanzo noir” in un vero e proprio “triller”. L’Italia rinuncia ad azioni internazionali in difesa delle proprie prerogative di Stato sovrano,  delega all’India il diritto di giudicare, concorda regole di ingaggio nemmeno si dovesse portare avanti un’azione militare. Le puntate della telenovela continuano.
 Probabilmente domani, in occasione della tradizionale parata militare per la ricorrenza della festa della Repubblica, la fiaba sarà riproposta con personaggi e fatti nuovi, speriamo però concreti e coerenti.
Gli italiani sono ormai stanchi di ascoltare favole o racconti di fantascienza. Vogliono, invece, atti concreti che riconsegnino all’Italia la dovuta credibilità internazionale e, nello stesso tempo, auspicano che a chiunque, civile o militare, impegnato all’estero per proteggere gli interessi  nazionali, sia assicurata la certezza che lo Stato esiste, pronto a garantire loro un  diritto essenziale, quello dell’immunità funzionale.
Solo così la fiaba si trasformerà in  una narrazione concreta con  protagonisti uomini e non gnomi personaggi di fantasiose vicende ed alla telenovela potrà essere scritta la parola fine.
1 giugno 2013, ore 11.00

sabato 29 giugno 2013

Parole,parole,parole...di Giovanna Lucchini

Parole, parole, parole e ancora parole. Anch'io avevo un figlio fuciliere del San Marco , ma quando per un esaurimento nervoso nella caserma di Brindisi , rimase paralizzato per paraparesi spastica e sospetta sclerosi multipla , il Ministero della Difesa si è sbrigato a congedarlo. A fronte di questa terribile esperienza, ben consapevole che non sono gli Uomini al centro delle Forze Armate, ma interessi che non ci saranno mai confessati, mi sento di dire che purtroppo la faccenda dei Marò non si concluderà a breve, ma solo quando lo vorranno. Povere mogli e figli che attendono fiduciosamente...........Spero per loro che possano avere più fortuna di quanta ne abbia avuta io. Da non sottovalutare, che mio figlio era nella stessa caserma di Nicola Farfaglia il militare che si è suicidato a Roma , sull'altare della patria mentre era di servizio per la SOC (Servizio Ordine Capitale
Giovanna Lucchini

le ragioni dell' INNOCENZA !!!


da Enrica Lexie: Analisi Tecnica 

Tutto il lavoro svolto a sostegno delle ragioni della difesa dei nostri due fucilieri di Marina, dal giorno dell’incidente fino ad oggi, avrebbe ben poca utilità se tutte le evidenze, le ipotesi e le incongruenze emerse rimanessero in rete e non venissero messe a disposizione delle Autorità italiane e indiane che si stanno occupando della vicenda.

Per questo motivo lo scorso 13 marzo 2013 ho depositato presso la Procura della Repubblica del tribunale di Roma un ESPOSTO DENUNCIA a cui sono successivamente seguiti alcuni allegati integrativi su specifici argomenti.

Questi documenti tradotti in inglese sono stati inviati per opportuna conoscenza anche alla National Investigation Agency (NIA) indiana che sta conducendo proprie indagini sul caso, come richiesto della Corte Speciale indiana che ha di fatto azzerato il lavoro condotto dagli inquirenti dello stato del Kerala.
fonte : Luigi Di Stefano
http://www.seeninside.net/piracy/esposto.pdf
http://www.seeninside.net/piracy/esposto2.pdf
http://www.seeninside.net/piracy/esposto3.pdf
http://www.seeninside.net/piracy/esposto4.pdf

non giocate a far gli indiani.....riportate a casa i Maro' Italiani !


National » Kerala                                                                        http://www.thehindu.com/news/national/kerala/italian-marines-case-no-headway-in-probe-by-nia/article4861065.ece 
NEW DELHI, June 29, 2013 

Italian marines case: No headway in probe by NIA



Even though a special court was set up in March to try the case, there is no substantial progress in the probe being conducted by the National Investigation Agency (NIA) into the killing of two fishermen off Kerala on February 15, 2012 involving two Italian marines. 

One NIA source told The Hindu: “We’ve received records pertaining to the case and the investigation is in progress. A fresh chargesheet will be filed in the special court.” 

Last week, Italian Ambassador to India Daniele Mancini met Union Home Minister Sushilkumar Shinde to ascertain the progress. 

Under the Code of Criminal Procedure, a chargesheet has to be filed within 90 days of the registration of a First Information Report, in normal circumstances. But in a case being monitored by the Supreme Court, when there is a specific direction for speedy trial, there is no reason why there should be any inordinate delay in filing a fresh chargesheet when all the material is available before the NIA. 

On January 18, the Supreme Court, while quashing charges, held that the State of Kerala had no jurisdiction to investigate the incident; only the Union of India had the jurisdiction. The Supreme Court asked the Centre to set up a Special Court to try the marines, Massimilano Latorre and Salvatore Girone. The case pending in the Kollam sessions court was directed to be transferred to the special court. 

The Chief Metropolitan Magistrate Court, Patiala Court Complex in New Delhi, was designated as the special court. The NIA filed a fresh FIR in the special court in early April and booked the marines under Sections 302 (murder), 307 (attempt to murder), 427 (mischief), with Section 34 (common intent) of the IPC. 

The NIA booked them under the Suppression of Unlawful Acts against Safety of Maritime Navigation and Fixed Platforms on Continental Shelf Act, 2002. This law pertains to cargo ships and maritime navigational facilities whose personnel indulge in offences while at sea. The maximum penalty is death in cases involving death. The NIA in its FIR alleged that two fishermen were shot dead by the marines on board ‘Enrica Lexie.’ 

On April 26, the Supreme Court told the NIA to proceed. The case diary files were handed over by the Kerala police to an NIA team. A compact disk containing the files was also handed over to it. 

The Kollam sessions court transferred the documents and material objects to the Supreme Court. These ranged from the FIR to forensic test reports. Informed sources said that since the original chargesheet was in Malayalam, it had to be translated into English. 

Some of the documents in Italian were translated by Rev. Fr. Rolden Jacob, secretary to the Kollam Bishop. The documents translated were those required by the prosecution (Kerala police) as part of pre-trial procedure. The documents translated include the ship’s log, e-mail communications and arms register. 

Once the NIA files the fresh chargesheet, the special court will dispose of the matter in accordance with the provisions of the Maritime Zones Act, 1976, the Indian Penal Code, the CrPC and, most importantly, the provisions of United Nations Convention on the Law of the Sea, 1982, where “there is no conflict between the domestic law and UNCLOS 1982.” 

The Supreme Court had given the two marines liberty to invoke the provisions of Article 100 of UNCLOS 1982 and raise the question of jurisdiction of the Union of India to investigate the incident and for courts in India to try the accused. (FONTE : THE HINDU)
Traduzione google......Anche se un tribunale speciale è stato istituito a marzo per provare il caso, non vi è alcun progresso sostanziale nella sonda condotto dalla National Investigation Agency (NIA) sull'uccisione di due pescatori al largo Kerala il 15 febbraio, 2012 coinvolge due marines italiani .

Una fonte ha detto NIA The Hindu: "Abbiamo ricevuto i record relativi al caso e l'inchiesta è in corso. Un chargesheet fresco sarà depositata presso il tribunale speciale. "

La scorsa settimana, l'Ambasciatore italiano in India Daniele Mancini ha incontrato Unione casa Ministro Sushilkumar Shinde per accertare lo stato di avanzamento.

Ai sensi del Codice di procedura penale, una chargesheet deve essere presentata entro 90 giorni dalla registrazione di un First Information Report, in circostanze normali. Ma in un caso oggetto di monitoraggio da parte della Corte Suprema, quando c'è una direzione specifica per il processo rapido, non vi è alcun motivo per cui non ci dovrebbe essere alcun ritardo eccessivo nel deposito di un chargesheet fresca quando tutto il materiale è disponibile prima della NIA.

Il 18 gennaio, la Corte Suprema, mentre annullando accuse, ha dichiarato che lo Stato del Kerala non era competente a indagare sull'incidente, solo l'Unione dell'India aveva la giurisdizione. La Corte Suprema ha chiesto al Centro di istituire un Tribunale speciale per provare i marines, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La causa pendente davanti al giudice sessioni Kollam è stato diretto da trasferire al tribunale speciale.

Il Capo Metropolitan Magistrate Court, Patiala Corte Complex a Nuova Delhi, è stato designato come il tribunale speciale. Il NIA ha presentato una nuova FIR nel tribunale speciale ai primi di aprile e prenotato i marines sotto Sezioni 302 (omicidio), 307 (tentativo di omicidio), 427 (malizia), con la Sezione 34 (intento comune) delle DAC.

Il NIA loro prenotato sotto la repressione di atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima e delle piattaforme fisse sulla piattaforma continentale Act, 2002. Tale diritto spetta al navi da carico e gli impianti di navigazione marittima il cui personale indulgere in reati, mentre in mare. La pena massima è la morte nei casi di morte. Il NIA nel suo FIR ha affermato che due pescatori sono stati uccisi dai marines a bordo 'Enrica Lexie.'

Il 26 aprile, la Corte Suprema ha detto il NIA per procedere. I file del diario di casi sono stati consegnati dalla polizia del Kerala per una squadra di NIA. Un disco compatto che contiene i file è stato inoltre consegnato ad esso.

La corte sessioni Kollam trasferito i documenti e gli oggetti materiali alla Corte Suprema. Tra questi si annoverano la FIR a rapporti di prova forense. Fonti informate ha detto che da quando il chargesheet originale era in Malayalam, doveva essere tradotto in inglese.

Alcuni dei documenti in italiano sono stati tradotti dal Rev. P.. Rolden Jacob, segretario del vescovo di Kollam. I documenti tradotti sono quelli richiesti dal pubblico ministero (polizia Kerala) come parte della procedura di pre-trial. I documenti tradotti includono log, comunicazioni e-mail della nave e il registro armi.

Una volta che la NIA deposita la chargesheet fresco, il tribunale speciale disporrà della questione in conformità con le disposizioni della Maritime Zones Act, del 1976, il codice penale indiano, il CRPC e, soprattutto, le disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, dove "non c'è conflitto tra la legge nazionale e UNCLOS 1982."

La Corte Suprema aveva dato i due marines libertà di invocare le disposizioni dell'articolo 100 della convenzione di Montego Bay del 1982 e sollevare la questione della competenza dell'Unione in India per indagare sull'incidente e per i tribunali in India per provare l'imputato.

Mauro: venerdì vertici con i ministri. sul caso dei marò bloccati in India

Il premier ha convocato i ministri competenti per affrontare il nodo dei nostri militari sotto processo in India. "Riunione collegiale perché vogliamo evitare personalismi ed evitare che ci siano notizie date e non date"




 BRINDISI - Venerdì della prossima settimana è previsto a Roma "un nuovo incontro voluto dal presidente del Consiglio con tutti i ministeri competenti per fare il punto della situazione". Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Mario Mauro, alla caserma Carlotto di Brindisi riferendosi alla vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sotto processo in India. I due sono accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati.

"Abbiamo adottato questo metodo fin dall'inizio - ha aggiunto Mauro - perché vogliamo che, evitando personalismi ed evitando che ci siano notizie date e non date, tutti sappiano tutto in qualsiasi momento di questa vicenda".
(Fonte)

Maro':Mauro,lasceremo quando loro a casa

Ministro in visita alla caserma Carlotto di Brindisi




 (ANSA) - BRINDISI, 29 GIU - "La nostra preoccupazione è per i due fucilieri del San Marco. Riteniamo che la missione di questo governo non sarà conclusa se non quando avremo risolto con tenacia e perseveranza anche quel problema. Sono gli uomini il centro delle Forze armate, non i cannoni, gli aerei e le navi".
Lo ha detto il ministro della Difesa, Mario Mauro, in visita alla caserma Carlotto di Brindisi, sede della Brigata Marina San Marco, riferendosi alla vicenda dei marò Latorre e Girone, trattenuti in India.
(Fonte)

Una nota al Ministro Emma Bonino. di Nicola Evoli

una nota al Ministro Emma Bonino con la richiesta specifica di annullare il mandato conferito a De Mistura, domanda per la restituzione delle indennita' percepite e onorari. Ecco le qualita' richieste al nostro corpo diplomatico (fonte MAE): "l’ambasciata e il consolato costituiscono ormai centri attorno ai quali si coagula il Sistema Paese, avanguardie dell’Italia, vetrine dei prodotti delle sue imprese, dell’ingegno dei suoi cittadini e della bellezza delle sue terre. Essi sono anche rappresentanti dei valori di libertà, uguaglianza e rispetto dei diritti fondamentali e dello stato di diritto che stanno alla base della nostra Costituzione e, allo stesso tempo, fornitori di servizi ai cittadini, agli stranieri e alle imprese.
A tutte queste esigenze, la rappresentanza diplomatico consolare deve far fronte potendo spesso contare su risorse umane e finanziarie limitate. Per questo è fondamentale che chi la dirige, il diplomatico, sviluppi una particolare propensione all’ottimizzazione di persone e strumenti, a interagire con il settore privato e ad assicurare una proiezione unitaria e coerente della presenza italiana.
Una sfida impossibile? Non con la giusta preparazione: un bagaglio culturale e di esperienze importante, l’attitudine alla soluzione dei problemi, uno stile comunicativo chiaro ed efficace, la capacità di esprimersi compiutamente in più di una lingua straniera, l’abitudine all’esercizio dell’analisi critica e, naturalmente, il buon senso. Patrimonio che si costruisce nel tempo, prima e dopo l’ingresso in carriera." Ecco a me non sembra che De Mistura rappresenti tutto questo. Vorremmo vedere la nota spese dell'inviato speciale rendicondata per capitolo di spesa dal momento in cui mise piede nel Kerala. Dopodiche' in via contestuale vorremmo un suo riscontro alla perizia dell'Ing Di Stefano depositata in procura a Roma sulla quale De Mistura non si pronuncia, ma al contrario si affretto' a dare ragione agli indiani! "Caso marò, De Mistura: perizia armi trasparente
Il sottosegretario agli Esteri conferma che le verifiche ulle armi sequestrate a bordo della Enrica Lexie è stata condotta in modo corretto. La perizia tecnico-scientifica sulle armi sequestrate a bordo della Enrica Lexie è stata “trasparente”. Lo ha dichiarato a Kollam, il nostro sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, che sta seguendo la vicenda dei due marò italiani accusati dall’India di aver ucciso due pescatori. Per de Mistura c’è “totale collaborazione da parte delle autorità locali”. Fatti e aprole che lasciano storditi quando questo signore ancora e' messo in una posizione che puo' recare ancor piu' grave pregiudizio al contenzioso.

Nicola Evoli 

venerdì 28 giugno 2013

Caso Marò:La madre di tutte le porcate.

 Il governo più vigliacco di tutti i tempi sarà ricordato sempre,come l’esempio più lampante di come si possano massacrare i suoi cittadini,di come si possa fingere e portare la finzione ad oltranza,di come rendere tutti poveri e miserabili ed aspiranti suicidi.
Per quanto riguarda la via diplomatica il governo Monti con un capolavoro tattico di equilibrismo diabolico,ha trasformato tutti i suoi cittadini in ostaggi,ostaggi di tutto e tutti.
Nessuna legge,nessuna tutela,nessuna garanzia,solo continue prese in giro e passaggio di testimone a chi succede.
Non sto parlando di un Grimorio medioevale,ma di un atteggiamento cinico,da serial killer.
Prendiamo il caso marò,senza andare a fare l’elenco dell’accumulo di idiozie combinate,vediamo cosa è stato detto dopo aver rinnegato l’unica azione decente,quella di aver deciso di trattenerli in Italia.
Un personaggio indefinibile chiamato De Mistura si permette di vendere agli italiani un’idea legata a delle condizioni e legata alla sacralità della parola
“ Le nuove garanzie,  sono che ai marò in caso di condanna non sarà applicata la pena di morte e che potranno risiedere nell’ambasciata di Delhi con libertà di movimento”.
Queste erano le stesse garanzie che avevano prima,si è aggiunta soltanto la non applicazione della pena di morte,in un documento visto visionato e sottoscritto solo da lui,non confermato dall’India,e raccontato come un mantra da chi gli doveva dare corda.
Ma il vero capolavoro avviene quando parla della sacralità della parola di un italiano,a tutto si aggrappa pur di vendere un accumulo di idiozie e di porcate,perché questa è la parola corretta,di fronte alle innumerevoli violazioni delle prerogative costituzionali :” “la parola data da un italiano è sacra: noi avevamo solo sospeso” il rientro in India “in attesa che New Delhi garantisse alcune condizioni”.
Certo la parola di un italiano è sacra,non certo quella di De Mistura,che da 16 mesi continua a raccontare menzogne,e a offendere l’intelligenza delle persone,e deve appartenere a qualche loggia molto potente se invece di essere inquisito per alto tradimento,insieme a qualche altro compare,diventa addirittura memoria storica del caso.
Probabilmente il neo Presidente Letta deve avere una profonda ammirazione per chi l’ha preceduto,e ha deciso di seguire le sue orme,e per quanto riguarda questa vicenda,è entrato in competizione con Mario Monti,una bella gara a chi ferisce e vende meglio la dignità degli italiani,e in questo ,leggendo le azioni fatte e le dichiarazioni rilasciate alla stampa,dobbiamo dedurre che di porcellum governativi siamo arrivati al bis.

La Bonino rassicura sui marò ma abbiamo già perso la faccia

bonino

Comunque vada in questa guerra abbiamo già perso: la faccia. Il generale Fernando Termentini, una vita al servizio del Genio, una laurea in scienze Strategiche e consulente militare, non può accettare che passi il messaggio del “va tutto bene” fatto trapelare dal ministro Bonino nelle sue comunicazioni alla Camera ieri mattina parlando del caso dei marò prigionieri in India e accusati di omicidio volontario. La Bonino ha annunciato che “le indagini supplementari sul caso dei marò finiranno tra poco”, che a luglio dovrebbe iniziare il processo presso la Corte speciale di Nuova Delhi e che è “convinta che sia stata trovata la strada per una soluzione giusta e rapida”.
“Che il ministro ritegna rapido ciò che sta accadendo ai nostri fucilieri di marina mi sembra un paradosso- afferma il generale – sia per il tempo trascorso fino a oggi, sia perché la tempistica delle indagini della Nia era già nota e coincide con quanto sta accadendo. Quanto al concetto di ‘giusta’ nutro fortissime perplessità che il fatto di far giudicare i nostri soldati da un Tribunale indiano possa essere considerata una misura ‘giusta’, a prescindere da come andrà il processo”.

LETTERA APERTA AL MINISTRO EMMA BONINO

Gent.ma Ministro Emma Bonino,
la presente per sensibilizzare la Sua attenzione sulla vicenda che vede protagonisti i due militari della Brigata San Marco, forza di protezione anfibia delle Forze armate Italiane, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone imbarcati in servizio di protezione anti-pirateria, sul mercantile battente Bandiera Italiana, Enrica Lexie, ai sensi dell’articolo 5 del decreto-legge 12 luglio 2011, n.107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n.130. Tale Legge dello Stato Italiano è stata emanata per l'attuazione delle Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite recante “Misure urgenti antipirateria”.
I due fanti di Marina sono stati sottoposti ad un regime carcerario in India e successivamente imputati in un processo penale, sempre in India, con l’accusa di aver ucciso, nell’esercizio delle loro funzioni, due pescatori di nazionalità indiana scambiandoli per pirati.
Tralasciando i numerosi dubbi ed incongruenze circa la ricostruzione dei fatti effettuati dalle Autorità Indiane, è certo che l’episodio sia avvenuto in acque non territoriali i e che pertanto, in base al diritto internazionale, sia applicabile la giurisdizione Nazionale dello Stato di Bandiera.
Sono, dunque, da applicare le norme di diritto internazionale ed in particolare la Convenzione delle
Nazioni Unite sul diritto del mare o UNCLOS (United Nations Convention on the Law of the Sea),
aperta alla firma a Montego Bay ed a cui hanno aderito ad oggi 162 Stati, tra cui Italia ed India. Tuttavia l’aver accertato che la nave si trovava in acque non territoriali, non rileva ai fini della
giurisdizione perché in ogni caso i nostri compatrioti sono coperti da immunità. Infatti, sempre le norme di diritto internazionale di natura convenzionale e consuetudinaria, stabiliscono che i militari che si trovano all’estero, devono essere sottoposti alla giurisdizione dello Stato di provenienza.: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono due Militari, sono organi dello Stato Italiano che hanno agito nell’esercizio delle loro funzioni. Di conseguenza, la loro azione non può essere imputata loro personalmente, ma deve esserlo allo Stato Italiano
Solo lo Stato italiano può giudicare i reati compiuti dai propri militari: quindi perchè i nostri due Militari della Brigata San Marco sono stati consegnati alle autorità dello Stato Indiano? Perché L’india sta ignorando le regole del diritto Internazionale? Perché lo Stato Italiano non ha chiesto il sostegno e l’intervento degli Organismi Internazionali? Perché in questi lunghissimi 16 mesi nessun membro delle Istituzioni ha messo in dubbio la veridicità del castello accusatorio costruito contro i due marò? Perché non si fa leva sulle discordanti versioni raccontate dal Comandante del Sir Anthony? Perché non sono stati resi noti i dubbi sulla perizia balistica, che in vero scagionerebbe i nostri ragazzi? Perché Salvatore e Massimiliano sono stati ri consegnati per ben due volte all’India, nonostante un espresso divieto sancito da norme di rango Costituzionale? L’atteggiamento degli Indiani ma non meno quello degli Italiani, lascia a dir poco interdetti, trattandosi di un illecito internazionale. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono due servitori della Patria, due militari che stanno affrontando questa vicenda dimostrando di avere un profondo attaccamento alla propria Terra. Questa vicenda, nonostante sia poco trattata dai media, ha portato gli Italiani a rivalutare l’amor di patria, un sentimento antico ma mai superato che ancor oggi si manifesta in diverse forme.
Vogliamo continuare a sentirci fieri e sventolare col petto gonfio d’orgoglio il tricolore, ed è per questo che Le chiediamo di sollecitare la via diplomatica, affinché si giunga ad una soluzione in tempi rapidi della vicenda, permettendo ai due Fanti di Marina di poter tornare sul territorio dello Stato che servono ed hanno servito con Onore.