mercoledì 31 luglio 2013

Incomprensibile Gioco

SCACCO O STALLO?


Nonostante siano emersi elementi che scagionano i nostri Fucilieri del S. Marco, o quantomeno di dubbio sul loro coinvolgimento dei fatti concernenti il peschereccio S. Antony, non è comprensibile la posizione del Governo Italiano che continua a mantenere la linea iniziale impostata dal precedente esecutivo.
Dopo aver sbandierato "priorità, impegno e team di Luminari del diritto internazionale" con dichiarazioni attestanti un "processo rapido ed equo" i nostri illuminati politici hanno pensato bene di giocare un po a braccio di ferro sulla questione dell'interrogatorio degli altri quattro Fucilieri, pur sapendo che esiste un affidavit che li impegna a rispettare tale richiesta, con l'unico risultato di allungare i tempi delle indagini e indispettire la magistratura Indiana che, sulla parola data, ha un concetto di sacralità che forse noi non abbiamo più.
Ma alla luce delle analisi peritali, svolte dall'ottimo Luigi Di Stefano, il collegio difensivo dei Fucilieri (composto anche da avvocati Italiani) quantomeno dovevano subito richiedere, alla Suprema Corte, l'acquisizione agli atti di tale documentazione come controdeduzioni alle teorie dell'accusa.
Ma, forse, la difesa vuole tenere tale documentazione come asso nella manica o prendere spunto da essa per impostare una linea difensiva difficilmente confutabile dall'accusa anche se, si presume, che siano ormai tutti a conoscenza di questa, visto il massiccio invio fatto da alcuni sostenitori della causa di Latorre e Girone a giornali, Agenzie e TV Indiane,  per non citare la NIA e la Suprema Corte.
L'incognita è sapere se queste ultime abbiano preso in considerazione la cosa; voci non confermate dicono che sono state valutate dai dirigenti ma non si conosce la considerazione ottenuta.
Rimane il fatto che, ne il MAE ne il Governo Italiano abbiano rilasciato dichiarazioni in merito anzi continuano a sostenere la teoria di un processo "rapido ed equo come se ci fosse già un accordo col giudice Monocratico del Tribunale Speciale.
Ora bisogna dire che, continuando su questa linea, tra India e Italia la partita  è  in stallo e che se la NIA non dovesse  poter terminare il proprio compito le ripercussioni sarebbero tutt'altro che favorevoli per Latorre e Girone.
L'impressione che se ne ricava è che il nostro governo non voglia sostenere l'innocenza dei nostri ragazzi in primis De Mistura che ha sempre dichiarato "incidente" il fatto,  perdurando su una linea che si è rivelata dannosa e umiliante per noi,  quindi i leader dei dicasteri interessati che continuano a fare dichiarazioni fantasiose come se tutto fosse già risolto e non volendo ricorrere all'arbitrato internazionale dichiarando che i tempi si allungherebbero.
Insomma il buon Macchiavelli  rimarrebbe sbalordito di fronte a simili comportamenti ma, evidentemente, chi ricopre incarichi istituzionali non pensa ad agire con raziocinio e secondo i dettami del Diritto ma predilige favorire gli interessi economici. e dare risposte di comodo ad eventuali interrogazioni.
A nulla valgono le pressioni dei numerosi gruppi che chiedono, a gran voce, giustizia per Massimiliano e Salvatore, le petizioni firmate da migliaia di persone, gli appelli delle associazioni d'Arma, i nostri politici rimangono impassibili e non accennano minimamente a cambiare tattica con la fondata certezza che se subiscono una pesante sconfitta non è colpa loro ma di chi li ha preceduti, se invece la partita si chiuderà a nostro favore, prontissimi a sbandierare l'efficacia del metodo adottato e pavoneggiarsi per una vittoria tutta loro.

Caso marò:E Mauro si prepara a cavalcare l’innocenza.

Il Ministro della difesa Mario Mauro si prepara a cavalcare l’eventuale liberazione dei nostri marò,e per la prima volta si permette di parlare anche della loro innocenza,forse perché quel gruppo di cittadini irriducibili e ostinati,che non si sono mai fermati ad accettare questa vergogna,e qua non parliamo soltanto della vicenda,ma di una vergogna continua perpetrata a danno di un intera collettività,che si dovrebbe tutelare,preservare, proteggere,valorizzare. Dagli elementi essenziali di questa vicenda,si è passati ad altro, perché la politica deve preservare se stessa e non chi rappresenta. E ancora una volta il Ministro Mauro da il meglio di se,arriva addirittura a parlare di visibilità,dopo che hanno oscurato tutto ,dopo che hanno impedito a tutti di parlarne. Hanno usato la stampa come una casa di risonanza personale pronta a demistificare e creare sensi altri rispetto al niente.
Rispetto al niente di questo governo,all’assenza di azioni degne di questo nome,dopo aver continuato la sciagurata azione di svendita di due cittadini per non turbare il business,e ricordiamo che l’unica azione fatta da questo governo è stata quella di concordare con l’India il processo e l’eventuale condanna. E nonostante tutto ciò è stato pure incapace di assecondare l’India,in quanto c’è l’audizione degli altri quattro marò. Questo è il motivo dei viaggi in India di De Mistura sempre fallimentari e annunciati da mesi come segno di interesse e azione.
Le parole del Ministro Mauro seguono questa linea.
In un intervista al quotidiano l’Avvenire il ministro della difesa ha parlato della visita ai marò in India e a proposito della loro innocenza ha detto:” «Sono convinto della loro innocenza e non da ieri. Ora però sono più convinto del fatto che riusciremo a dimostrarlo, e che presto i nostri marò potranno tornare a casa”.
Il menefreghismo governativo e il fallimento diplomatico è stato fatto passare,da Mauro,come “Una visita per dire innanzitutto che i due marò non sono soli nella loro ormai interminabile battaglia legale.
Per loro sono al lavoro, praticamente senza sosta, due avvocati dello Stato, un ufficiale della Marina con competenze giuridiche in diritto internazionale e della navigazione, ma anche uno staff di avvocati indiani che fa capo a uno studio legale locale di primo livello.In Italia a seguire il caso, invece, c'è una struttura
permanente facente capo alla Farnesina con funzionari della Difesa e della Giustizia”.
Parlando poi delle loro condizioni ha detto:”  Il regime cui sono sottoposti è molto dignitoso,presso la nostra ambasciata godono di grande libertà e hanno il conforto dei familiari. Tuttavia parliamo di persone presunte innocenti, che noi come loro sappiamo esserlo, che non possono che vivere come una  mortificazione il loro dover permanere lì a disposizione in ogni momento dell'autorità giudiziaria indiana e non nel loro luogo di servizio, a Brindisi,con l'impossibilità di recarsi a casa”.
Bene sapere che sono innocenti è già un passo avanti per questo governo,e in questo dovrebbero ringraziare quel gruppo di cittadini irriducibili che da oltre 500 giorni fanno anche gli investigatori privati,per dimostrare l’innocenza dei marò,cosa che il governo italiano non ha mai fatto anzi,ha nascosto documenti e tracciati che dimostravano questa innocenza,perché il problema loro,l’unica grande ossessione era il business. Tanto meno parole farneticanti come quelle dette dalla Ministro degli esteri Bonino,non dovrebbero più sentirsi,in quelle parole si denotava l’assoluta e totale non conoscenza dei fatti,e la comunicazione di una sentenza non ancora arrivata ma già concordata.
Meno male che i cittadini italiani non mollano.
Il finale dell’intervista  è spettacolare ,Mauro invita la stampa e il paese a parlare di loro,esattamente il contrario di quello che hanno fatto ma veniamo alle parole del ministro:” Mantenere desta l'attenzione, più di quanto stia avvenendo, ed è questo che mi hanno chiesto, più di tutto, nei nostri incontri, Girone e Latorre.
Alfredo d’Ecclesia
 

Siamo tutti San Tommaso



Mercoledi' 31 Luglio, oggi è una giornata estiva come tante, calda come è giusto che sia, invoglia ad andare in spiaggia ma.......resto bloccato davanti al PC, appare per magia un intervista del Ministro della Difesa Mauro sul quotidiano "avvenire"   http://www.avvenire.it/Politica/Pagine/maro-innocenti-presto-torneranno-a-casa.aspx

Incuriosito dal titolo : Mauro: «Marò innocenti, presto torneranno a casa»
inizio a leggere l' intervista che inizia con questa frase : «Sono convinto della loro innocenza e non da ieri. Ora però sono più convinto del fatto che riusciremo a dimostrarlo, e che presto i nostri marò potranno tornare a casa».

Accidenti mi dico, dopo 528 giorni dall' inizio di questa triste vicenda, dopo l' assordante silenzio voluto dal precedente governo monti, dopo il "Fast & Fair" auspicato dalla bonino, dopo le pressioni dei sostenitori dei Fucilieri, dopo il lavoro fatto da semplici cittadini Italiani tramutatisi in tanti Sherlock Holmes, vuoi vedere che finalmente la verita' sta per balzar fuori.......

ma, ( a tutto c'è un ma ), da fedele sostenitore dell' innocenza dei nostri Fucilieri di Marina personalmente non ci credo, mi sento come San Tommaso, voglio toccare con mano ! voglio essere certo che le parole del ministro siano mere e pure, voglio essere certo che i miei Fratelli Italiani siano rilasciati con la piena assoluzione, voglio esser certo che non sia un intervista rilasciata perchè siamo prossimi alle ferie e quindi per dare un contentino, voglio esser certo che alle parole seguano i fatti, voglio esser certo che il tutto sia fatto in difesa di due fedeli servitori dello stato e non per mettersi in primo piano come solo i politici sanno fare

Se e quando i fatti si atterranno alle parole del ministro saro' il primo a ricredermi, ma per il momento mi sento San Tommaso !


Oggi voglio riportare il motto di una persona che stimo, ANDIAMO AVANTI !

La Vera Italia non si ferma mai ! siamo tutti San Tommaso !





lunedì 29 luglio 2013

E ci risiamo....foto e sorrisi, ma i fatti quando ?



 NEW DELHI, 28 LUG - Il ministro della Difesa italiano Mario Mauro ha incontrato oggi i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nell'ambasciata d'Italia a New Delhi. Lo ha appreso l'ANSA da un portavoce della delegazione. L'incontro, che ha visto partecipi anche le famiglie dei due marò, ha avuto un carattere strettamente privato. Non sono previsti contatti ufficiali con le autorita' indiane ed il ministro lascerà New Delhi domani verso le 14.
FONTE (ANSA )


Con queste poche righe abbiamo saputo che il Ministro della Difesa si è recato a nuova delhi per visitare l' ambasciata Italiana e i nostri Fucilieri di Marina, ma potenza dei nostri tempi la comunicazione su FB viaggia ad altissima velocita', sulla sua pagina FB il Ministro Mauro ha dedicato ben tre post alla sua visita, come testimoniano le foto bene in mostra, unica pecca i commenti ai suddetti post......

Eh si caro Ministro, credeva forse di aver applausi e sviolinate ?

non sono sfuggiti ai fedelissimi dei Fucilieri i suoi post, e in moltissimi commenti si chiede a gran voce un unica cosa, l' unica soluzione giusta .....l' assoluzione da quelle vergognose e infamanti accuse, la gente non ne puo' piu' !


 questi sono i post del Ministro : 

Molti mi hanno chiesto il contenuto del mio incontro privato a New Delhi con Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, preferisco non rilasciare dichiarazioni perchè riferirò i particolari al mio rientro al Premier Enrico Letta e al Ministro degli Esteri Emma Bonino. Questa mattina ho nuovamente incontrato i nostri Latorre e Girone, che al momento prestano servizio presso l'Ufficio dell'Addetto per la Difesa italiano, e ho ringraziato il personale dell'Ambasciata per il loro importante contributo alla promozione della dignità umana.


New Delhi - Ambasciata d'Italia: Oggi ho incontrato i nostri Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

New Delhi - Ambasciata d'Italia : con i Fucilieri di Marina Salvatore Girone, Massimiliano Latorre e le loro mogli.

FONTE ( https://www.facebook.com/pages/Mario-Mauro/282343541897701?ref=ts&fref=ts )

In questi Post si vede un unica chiara voglia, quello di far credere che sia tutto sotto controllo, quando sappiamo che ancora tutto è in alto mare....

 Poi c'è il capitolo mass-media, sabato scorso Toni Capuozzo ha condotto un altra puntata della sua trasmissione " mezzi toni " sulla vicenda, possibile che sia l' unico a parlarne ? 

perchè i grossi nomi del giornalismo nostrano non ne parlano ?

perchè le TV non ne parlano ?

perchè il M.A.E. Bonino non ne parla ?



Agosto è vicino, ma la Vera Italia non va in ferie !
Noi saremo sempre qui stretti a Voi cari Ministri, basta con i sorrisi e le dichiarazioni di convenienza , è l' ora dei fatti !

PS
Non vogliamo sentire piu' parole come " Fast & Fair"
L' inviato speciale Staffan De Mistura dove si trova ?
Dobbiamo rivolgerci a chi l' ha visto ?





sabato 27 luglio 2013

Caso marò:Il governo italiano fa il gioca giuoe.

Tuttuturututu  DeMistura tuttutturututu Mauro tututurututu Bonino tututurututu Letta tatataratatatarata tatarata…silenzio …autostop…tuturututu…viaggio tatataratata..
Il governo del fare si sta divertendo molto nell’irritualità del caso,non è più reato tradire,non è più reato mentire in parlamento ,mentire ai cittadini non è stato mai reato chiariamo,le sfumature della dialettica politica consentono questo e altro. Certo anche la stampa è irrituale,nessuna inchiesta,certo c’è qualche eccezione da parte di qualcuno che nega la malafede che il governo vecchio e nuovo ha voluto dare a questa vicenda,una lunga immensa e INFINITA MENZOGNA.
In questa lunga e infinita menzogna ,un solo punto è chiaro niente e nessuno deve turbare il business tra Italia e India,nessun o deve permettersi di toccare questo punto fermo e questo giustifica dichiarazioni alluci…pardon diciamo irrituali per ricordare un termine caro al nostro Presidente della Repubblica.
Ora alternativamente e puntualmente hanno raccontato un'altra realtà.Dopo aver accettato tutte le ragioni dell’India,cioè il non riconoscimento della giurisdizione italiana e del diritto internazionale,e dopo aver deciso che per San Business,non bisognava chiedere nessun arbitrato internazionale,i nostri governanti insieme a chi ha imposto questa linea,si sono incartati da soli.
Sarà un processo equo e veloce,le indagini saranno brevi,dobbiamo riportarli a casa e pensare alle vedove e a chi non c’è più…potrei fare un elenco lunghissimo delle stesse stup….parole irrituali e tutto per nascondere una realtà molto semplice,De Mistura andava in India solo ed esclusivamente per trattare l’audizione degli altri quattro marò,il bluff è finito,questo non è stato detto in parlamento,non è stato detto nelle commissioni,non è stato detto dalla stampa.
Le indagini sono bloccate perché gli indiani vogliono interrogare i quattro marò in India,De Mistura si fa puntualmente la scampagnata,fa le proposte alternative,che puntualmente vengono rifiutate,ritorna in Italia si fanno la riunione dicono le sciocch….le frasi irrituali e si ricomincia.
Un certo gruppo invece di fare inchieste e approfondire parlava di narrazione tossica,di fascismo e comunismo,di un grande uomo il De Mistura amato dagli indiano,quasi venerato,ma non della menzogna del governo,declamata e conclamata,ma non si doveva parlare del business,credo che in un paese civile i venditori di fandonie e falsità come minimo debbano chiedere scusa ai cittadini italiani,non sottovalutateli i cittadini italiani,potete anche non rispettarli,ma non sottovalutateli.
E ora anche questo bluff è venuto fuori,chi comincerà nel nostro parlamento chiedere spiegazioni e dimissioni? Cosa faranno i deputati che rappresentano i cittadini italiani?Cosa farà la Meloni che è stata presa in giro denuncerà il governo? Cosa faranno i deputati cinque stelle? Cosa faranno i deputati della lega? Cosa faranno i deputati della maggioranza che dicono d’amare questo paese ?
Io non so chi sarà il primo a scatenare l’inferno…in parlamento ma so che tutti i responsabili di questo schifo poi non potranno dire che non sapevano o che non erano stati informati devono essere chieste le loro dimissioni per tradimento e indegnità morale nei confrinti degli italiani.
Alfredo d’Ecclesia.

venerdì 26 luglio 2013

Caso marò vergogna infinita. Intervista al gen.Fernando Termentini.

Egregio gen . Termentini aiuti a capire quello che è successo e a farsi interprete dei sentimenti di tutti gli italiani, ma quello che sta accadendo è reale o stiamo vivendo un incubo collettivo?

La parola incubo collettivo credo che sia la più appropriata e credo che rappresentianche lo stato psicologico dominante per le famiglie di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Dall'immensa gioia di sapere che i propri cari sarebbero rimasti in Italia ed avrebbero ripreso il servizio attivo al buio più profondo nel vederli preparare i bagagli in fretta e furia per l'ordine di rientro in India. Il tutto nell'arco di una settimana nel più assoluto dispregio dello stato emotivo dei figli degli interessati, come se fosse lecito a chi è deputato a gestire lo Stato giocare con le emozioni della gente. In questo caso, inoltre, si è giocato e si sta giocando peraltro da un anno anche con la vita delle persone. La gestione del problema sembra essere affidato ad improvvisati gestori della Politica Estera italiana e della politica in generale. Un Premier che sconfessa pubblicamente il proprio Ministro degli Esteri come riportato virgolettato dal Secolo XIX il 22 marzo 2013 a pag. 4 ("L'accusa del Premier "Non mi aveva anticipato la decisione di trattenere i militari""), un Sottosegretario agli Esteri che cerca di vendere come una dichiarazione di garanzia contro la pena di morte la comunicazione indiana che non "saranno condannati con la pena di morte". Un'estradizione a tutti gli effetti nonostante che la Costituzione probisca che siano estradati finanche cittadini non italiani ma residenti sul territorio italiano in Paesi dove sia prevista la pena di morte. Tutto nell'assoluto silenzio del Capo dello Stato peraltro Comandante Supremo delle nostre Forze Armate.
A seguire questa storia sembra quasi che l’Italia non sia più una nazione,ma un entità geografica comandata da un gruppo di aziende private che segue i suoi interessi .Che ne pensa gen.Termentini?

Concordo, visto che una delle motivazioni ricorrenti a base della decisione di consegnare alla giustizia indiana due cittadini italiani è quella che altrimenti avremmo compromesso contratti miliardiari con l'India. Costoro forse abituati a frequentare salotti dell'alta finanza internazionale, Club esclusivi come ad esempio quello della Bieldberg e della Trilaterale dove il danaro prevale su tutto. Costoro hanno dimenticato un vecchio detto che tramanda che "nella vita non si vive di solo pane". Credo che la maggior parte degli italiani avrebbe accettato di buon grado anche nel grave momento di congiuntura econonomica un versamento "una tantum" destinato a ripianare le ipotizzate perdite economiche pur di trattenere i due cittadini in Italia. Invece appena l'India ha alzato la voce peraltro per bocca di una "ex italiana", l'Italia si è calata le brache ed ha accettato il ricatto. Peraltro non è detto che in questo modo è stato almeno escluso il rischio di ulteriori prelievi preziosi forzosi dalle tasche degli italiani, magari per ripianare errori commessi da qualche ragioneire seppure di livello accademico che ha sbagliato qualche somma o trend previsionale.

Il Presidente Napolitano ha avuto una conversazione telefonica con il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre nel corso della quale ha espresso a lui e al suo collega Salvatore Girone l’apprezzamento per il senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del Governo e ha assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l’augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni. Queste parole riportate da una nota sono vere, caro gen Termentini cosa ne pensa?

Dimostrano a mio modesto una sola cosa. I due Fucilieri di Marina sono stati ancora una volta utilizzati per scopi politici dopo altre due precedenti occasioni. La prima volta a Natale quando gli furono fatte recitare frasi preconfezionate di circostanza al loro arrivo in Italia. Note di linguaggio magari consegnate loro nei 15 minuti di attesa dall'arrivo dell'aereo alla loro discesa dalla scaletta. La seconda volta quando ebbero la sorpresa di essere accolti al rientro in Italia per "la licenza elettorale" dal Premier che si strinse ai due ragazzi facendosi fotografare dopo 13 mesi di defilamento assoluto. Cosa poteva rispondere Massimiliano al Suo Capo Supremo se non accettare con fierezza l'invito e ripetere "obbedisco" di garibaldina memoria !

Il ministro Terzi quando qualcuno ha postato la notizia nella ha risposto a questa maniera” a parte che qui è off-topic (c'è un thread sui Marò aperto) ma comunque è strano che il Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana non ne sappia nulla.” E sempre Terzi in un intervista a Repubblica ha dichiarato “Senza lo strappo non avremmo potuto contrattare con il governo indiano le condizioni attuali, che prevedono per loro condizioni di vivibilità quotidiana nel paese e la garanzia che non verrà applicata la pena massima prevista per il reato di cui sono accusati. Su questo adesso non abbiamo più preoccupazioni.Deve essere chiaro che il nostro sforzo non finisce qui. Con l’India abbiamo aperto adesso un canale di comunicazione diplomatica e giuridica che riparte da presupposti diversi, e che si basa sul principio del mutuo rispetto tra i due Paesi, così come ha chiesto l’Onu più volte“. Generale mi rassicuri ma siamo in Alice il Paese delle meraviglie o siamo in Italia ?

Credo che qualcuno continui a mancare di rispetto all'intelligenza degli italiani ed ad applicare nei loro confronti tecniche di diplomazia insegnate nelle scuole specifiche. Le frasi di circostanza, le circonlocuzioni permeate di sorrisi vanno bene nei "local party diplomatici" nei confronti di partner stranieri dai quali si vuole ottenere qualcosa. Offendono invece l'intelligenza della gente se dirette ai propri concittadini cercando loro di far credere che se un asino avesse le ali diventerebbe un aereo ! Se invece poi il Ministro crede anche lui nelle sue affermazioni e non ho motivo di dubitarne, allora dovrebbe ripercorrere all'indietro questi tredici mesi ed analizzare quanto e come è stato fatto a partira dal low profile applicato e dimenticato quello che la storia poteva aver insegnato magari con i fatti di Sigonella del 1986.

Il Presidente Monti è indefinibile non parla,non si espone,ma agisce,e agisce sempre a senso unico. Conosce bene i suoi obbiettivi e funzioni .Perchè ha agito a questa maniera,cosa voleva dimostrare?

Una domanda a cui non so rispondere anche perchè non posso fare un "processo alle intenzioni". Posso solo dire che il Senatore Monti ha di nuovo evidenziato il particolare dominante del Suo DNA di Accademico illuminato. Forse, ma è un'ipotesi peregrina, in questa circostanza potrebbe anche aver pensato di tutelare gli accordi Bocconi - Mumbai sottoscritti l'11 dicembre 2011 per l'apertura di una Scuola di formazione al management a Mumbai, gestita dall'Università privata Bocconi.
Anche il Ministro della giustizia Paola Severino ha dato una versione della vicenda al limite tra il grottesco e il paradosso “Da ministro della Giustizia – precisa il Guardasigilli - il mio solo compito era ed è quello che ai nostri due militari venga riconosciuto un livello di garanzia tale da assicurare loro un giusto processo. Quindi, che possano essere giudicati da un tribunale che si ispira ai principi della normativa internazionale e che si abbia la garanzia che, neppure dal punto di vista ipotetico, possano essere assoggettati alla pena di morte. Queste sono le due condizioni che sono sempre rimaste fisse”. Ma sono impazziti Generale o stanno scherzando cosa ne pensa lei?

Mi inchino alle parole di un famoso penalista quale il Ministro Severino, alla quale però vorrei chiedere se ci aiuta a capire come può garantire "il giusto processo" in un Paese che per tredici mesi ha dimostrato una gestione assolutamente discutibile del Diritto Internazionale, che non garantisce la presentazione delle prove e che, per quanto noto, ancora non ha risposto a due rogatorie della Procura della Repubblica di Roma con la richiesta degli esami autoptici e balistici. In questo senso vorrei chiedere non al Ministro Severino ma all'Avvocato penalista come imposterebbe lei la difesa degli imputati in carenza di queste garanzie.

“Ciò che è cambiato è che avevamo chiesto agli Indiani alcune garanzie, queste garanzie ci sono state fornite per iscritto ieri, sulla base di questa previsione e di questa situazione ci sono state riunioni a livello di Governo”. Con le garanzie è prevalso un bene fondamentale per l’Italia che è quello della parola data; nel caso non ci fosse stata una garanzia sull’aspetto della pena capitale, che non è marginale, quello sarebbe bastato per non mantenere una parola che comunque è importante mantenere. Una volta ricevute queste garanzie ha prevalso la parola data dalla Nazione, dall’ambasciatore a nome del Governo e da due Marò. E questo è stato il punto di svolta sul quale si è deciso, con difficoltà per me che li ho dovuti accompagnare in India, per le famiglie, per i marò. Ma la parola di un italiano conta e vogliamo che conti”.Qua caro Generale raggiungiamo il massimo,sono le parole del sottosegretario De Mistura .Cosa ne pensa Generale Termentini?

Parole di chi cerca di arrampicarsi sugli specchi per giustificare una decisione che ripeto non trova giustificazione. Non mi dilungo, chiedo solo ufficialmente al Sottosegretario De Mistura se il Suo Ministro degli Esteri di cui è Deputy nella catena gerarchico funzionale del MAE, non avesse informato nemmeno lui delle decioni a suo tempo prese per trattenere i due marò in Italia. Se così fosse il Ministro Terzi avrebbe compiuto un vero e proprio "golpe bianco" non avendo informato nè il Premier nè il suo staff, ma non credo proprio che ciò sia avvenuto in quanto simili iniziative non credo che facciano parte dello stile etico / professionale del Funzionario Terzi.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, a nome ed insieme a tutto il personale delle Forze Armate, si stringe affettuosamente ai nostri Fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ammirandone l’esempio, il coraggio, la disciplina e il senso dello Stato».E' quanto si legge in una nota dello Stato Maggiore della Difesa.«È consapevole e condivide la loro sofferenza - prosegue la nota - e soprattutto quella delle loro famiglie che da noi non saranno mai abbandonate, oggi così come dopo la conclusione di questa vicenda. Auspica che questa vicenda che sta sempre più assumendo i toni di una farsa si concluda quanto prima e che i nostri Fucilieri, funzionari dello Stato in servizio di stato, alla stessa stregua di tutti i militari che operano all’estero con Onore per la pace e stabilità internazionali, siano al più presto riconsegnati alla giurisdizione italiana».Lo Stato Maggiore della Difesa precisa che "il presente comunicato è stato partecipato anche al Presidente del COCER interforze, Generale Cotticelli", in rappresentanza di tutti i militari italiani. Cosa ne pensa di questa nota Generale Termentini?


Una dichiarazione che fa onore al Comandante ed all'uomo ma forse un pò tardiva. Forse una maggiore incisività dei tre Ammiragli o ex, attualmente al vertice delle Forze Armate a partire dal Ministro della Difesa, con prese di posizioni concrete potrebbe rappresentare un motivo di stimolo per tutti i cittadini in divisa che in questo momento stanno rischiando la vita in terre lontane in nome dell'Italia ed ai quali non è certamente di supporto morale e motivo di tranquillità quello che sta avvenendo ai nostri marò. Un'etica professionale consolidata dovrebbe guidare chi è deputato a gestire uomini anche con decisioni che potrebbero compromettere la vita di qualcuno come avviene nelle operazioni militari, ha l'obbligo morale di difenderli nel bene e nel male. Qualora non ci riesca l'unica strada da percorrere e quella di dimettersi altrimenti diventa complice di chi prende decisioni criticate e non condivise. Se siamo di fronte ad una farsa non ci sono troppe alternative. O lottiamo perchè la commedia finisca, ma credo che ormai ci sia poco spazio di manovra, o ci ritiriamo in buon ordine.

I marò in Italia per il voto: Intervista al Generale Fernando Termentini di Alfredo d’Ecclesia

La Corte suprema di New Delhi ha concesso oggi un permesso di quattro settimane ai marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre per recarsi in Italia e permettere loro, tra l'altro, di votare alle elezioni. Nel concedere il permesso, la sezione della Corte Suprema presieduta dal giudice capo Altamas Kabir ha chiesto ai due maro' di firmare un affidavit relativamente ai loro obblighi nei confronti della giustizia indiana.(ANSA).Come commenta questa notizia Generale?


Commentare una notizia del genere senza esprimere indignazione con la probabilità di lasciarsi sfuggire qualche parole “forte” sarebbe molto difficile, per cui mi limito ad esprimere un parere personale.
E’ mortificante come italiano sapere che ci si è impegnati per ottenere un permesso di 4 settimane per “votazioni” da concedere a due nostri militari in libertà provvisoria in India perché nei loro confronti la Giustizia indiana ha esercitato un diritto non dovuto.
Una vera e propria questua per ottenere un atto di clemenza da parte della Giustizia di uno Stato che sicuramente non è stato né clemente né rispettoso delle Leggi internazionali. Piuttosto ha approfittato di una situazione contingente e della scarsa consistenza delle azioni italiane per gestire beghe interne di carattere politico e non solo.
La scelta italiana lascia perplessi e non concorre sicuramente a migliorare la credibilità dell’Italia in ambito internazionale ormai precitata ai minimi storici. Un Italia che chiede una licenza per espletare un diritto di voto di due militari italiani momentaneamente all’estero nonostante che un apposito disposto di legge (D.L. del 18 dicembre 2012, n. 223) e relative norme applicative della Difesa prevedano questa opportunità anche non rientrando in Italia, rappresentano un messaggio negativo in ambito internazionale e confermano la validità dei contenuti dell’affermazione ironica di molti nostri alleati quando parlano di “soluzioni all’italiana”.
Una licenza di 4 settimane, durata assolutamente non coerente con l’esigenza che ne motiva la richiesta e la concessione e che sicuramente porterà ad essere giudicati ancora una volta come una “repubblica delle banane”, ciò un Paese in cui la incapacità di far valere le proprie ragioni nelle opportune sedi e con la necessaria fermezza , ricorre a soluzioni “levantine” per ottenere ciò che invece rappresenta un suo diritto.
Forse un maggiore coinvolgimento fin dall’inizio delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea sarebbe stato altamente auspicabile, ricordando peraltro alla UE che l’Italia è a tutti gli effetti Membro costitutivo e non solo azionista in perdita della “Holding Europa”. Se poi questo intervento ci sia stato ed i risultati sono quelli a cui assistiamo allora ogni commento diventa pleonastico !
Ancora una volta l’inconsistenza del peso italiano è dimostrato anche dal fatto che il Giudice Indiano ha chiesto giustamente e correttamente sul piano giuridico un impegno ai due interessati perché siano rispettati i loro obblighi nei confronti della Giustizia indiana. Di fatto quindi la vantata azione diplomatica italiana è superata dall’azione giudiziaria dei difensori dei due militari, nel momento che il Giudice non chiede garanzia all’Italia ma ai due diretti interessati.


Generale Termentini da ufficiale che ha girato il mondo in missioni internazionali,consapevole di rappresentare il suo paese non è indignato ?



Sono indignato, offeso ed adirato. Uno stato emozionale sicuramente destinato a crescere quando assisteremo allo show dell’accoglienza istituzionale dei nostri ragazzi al rientro in Italia e saremo inondati dalle dichiarazioni ufficiali sintetizzabili in una frase “quanto siamo stati bravi noi”. Atti che con ogni probabilità saranno compiuti a ridosso delle giornate elettorali o peggio ad urne già aperte.



Come ci vedono nel mondo secondo lei? Personalmente credo che entreremo nelle accademie di tutto il mondo come esempio di come non bisogna comportarsi e credo anche che sarà naturale il sorrisetto di circostanza quando si parlerà di questa vicenda. Sbaglio a pensarla in questo modo?




Sicuramente l’intera vicenda entrerà a far parte della letteratura specifica come esempio in negativo, non da imitare.
Sono, comunque, convinto che della vicenda già da tempo se ne parla ed è stata seguita da vicino nei vari contesti internazionali non soltanto occidentali. Nel corso di un anno non c’è stato nessun pronunciamento internazionale a favore dell’Italia nella difficile gestione del problema dei due Marò, ma subito dopo la consegna del primo elicottero italiano agli indiani il mondo è stato informato di non trasparenti operazioni commerciali, notizie che sicuramente non hanno aiutato a risolvere il problema specifico.
L’India era e forse sarà ancora, in procinto di acquisire 12 elicotteri militari caratterizzati da sofisticate tecnologie militari realizzati da un’industria di eccellenza italiana nota in tutto il mondo. Macchine caratterizzate da sofisticati requisiti militari e di avionica, come la possibilità di operare a 15.000 piedi. Macchine assolutamente affidabili in alta montagna in grado di operare oltre picchi di 4000 metri ricorrenti nella catena dell’Himalaia. Una commessa che sicuramente per motivi commerciali non è vista con simpatia da altri concorrenti internazionali che operano nel settore come Francia, Gran Bretagna ed USA e che per motivi operativi ha indotto preoccupazione nel Pakistan da sempre nemico dell’India e forse impensierito che il suo avversario avrebbe potuto disporre di velivoli militari di eccellenza in grado di garantire grande efficacia per il controllo del Kashimir.
Di fronte a questo scempio di credibilità dopo aver piatito all’India una licenza di due settimane per “ferie natalizie” ne chiediamo altre 4 per far espletare il diritto di voto ai due militari quando tutti sanno che potevano farlo a Delhi.
Ogni altra parola sarebbe di troppo.




Il Ministro degli esteri Giulio Terzi ha sempre parlato di decisioni collegiali da parte del Governo italiano,lei ha visto qualche decisione collegiale Generale Termentini?



Domanda non semplice da rispondere in mancanza di riferimenti certi. Sul piano delle ipotesi credo che se decisioni collegiali ci sono state esse sono state probabilmente condivise dai Dicasteri coinvolti (Esteri e Difesa) ed avallate dal Capo dell’Esecutivo.
Sicuramente non è stato coinvolto il Parlamento con atti pubblici, decisione comunque discutibile trattandosi di decisioni attinenti alla sorte di due nostri militari.
Ma i nostri militari sono ostaggio degli indiani o sono ostaggio degli italiani?Per italiani intendo i rappresentanti del popolo italiano.


Forse dott d’Ecclesia la risposta è nella Sua domanda.


Il Presidente del Consiglio non ha mai parlato dei nostri marò,e nelle varie occasioni dove poteva e doveva farlo vedi discorso all’Onu o incontri con leader mondiali non è mai venuta fuori una parola. Crede che in qualsiasi altro paese del mondo poteva accadere una cosa del genere?


Non credo che il Presidente americano, piuttosto che francese o inglese avrebbe annegato nel proprio silenzio l’intera vicenda, limitandosi per quanto reso noto dai media ad un solo contatto diretto con il Presidente indiano.
Se invece le parole di vicinanza, fratellanza, impegno concettuale e quanto altro di simile rappresentano per qualcuno la strada maestra da percorrere, allora possiamo dire che di interventi ce ne siano stati anche troppi.


Mi parli del Presidente della Repubblica ,in questa vicenda è stato un buon comandante?


Non mi permetto di esprimere giudizi sull’operato del Capo dello Stato, prendo solo atto di quanto a mio modesto avviso sarebbe dovuto avvenire e non è avvenuto, peraltro da me auspicato con due lettere ufficiali.
A me è stato sempre insegnato che un buon Comandante deve avere sempre come obbligo morale e funzionale quello di tutelare i propri dipendenti in particolare se in condizioni difficili. Nel momento che si accetta di essere Comandanti per nomina o per dettato Costituzionale questi vincoli credo che debbano rappresentare un imperativo assoluto per chi è chiamato ad esercitare funzioni di comando.
Vincoli nei quali credo forse in maniera esageratamente idealistica e che ho anche proposto al Capo dello Stato con due circostanziate istanze con l’auspicio che la validità dei valori etici da me rappresentati poteva indurre una risposta del Capo Supremo delle nostre Forze Armate.
Fino ad ora l’unico risultato è stato : nessuna riscontro !

Il Ministro della difesa ha avuto anche lui un ruolo defilato,bene attento soltanto al blocco delle notizie. Quelle poche volte che hanno rotto il muro del silenzio con cerimoniali ben organizzati è stato sempre il primo a rendersi visibile ma la domanda per lei è questa può un comandante abbandonare i suoi uomini?


Il ruolo della Difesa sicuramente non è stato dei più chiari ma non credo si possa parlare di “abbandono dei propri uomini” . Piuttosto di una scelta cosciente che ha suggerito di assecondare gli “ordini superiori” piuttosto che abbandonare gli schemi imposti da scelte non condivisibili.
Per il ruolo del Comandante mi rifaccio alla mia risposta alla precedente domanda.


L’intera classe politica italiana ha mostrato disinteresse per la vicenda nonostante siano arrivate a tutti sollecitazioni da parte dei cittadini a intervenire,nessuno lo ha fatto anche loro hanno delegato al governo che ha delegato a sua volta al ministri degli esteri Giulio Terzi. Non è vergognoso questo atteggiamento Generale Termentini?


Assolutamente vergognoso per un Paese Civile in cui la classe politica è scelta ed eletta dal popolo sovrano.
Un vero e proprio ceffone a tutti i militari ed a tutti i servitori dello stato che nel tempo hanno donato la loro vita al loro Paese per difenderne la stabilità, le tradizioni e la sovranità.
Una disattenzione ingiustificabile, difficile da accettare e che sicuramente ha contribuito pesantemente a far sì che il Ministro degli Esteri fosse costretto ad affrontare il problema da solo, gestendo una situazione sicuramente non facile e che avrebbe, invece, dovuto coinvolgere l’intero Paese e particolarmente di coloro che eletti dal popolo sovrano, devono garantirne i diritti.
Una solitudine palpabile e che mi porta ad azzardare che il Ministro Terzi non sia stato felicissimo che i due Marò siano rientrati dopo la licenza natalizia. In questo frangente è stato lasciato solo anche dalla magistratura che ha aperto un fascicolo, ha interrogato nella mattinata i due militari e non ha emesso alcun provvedimento restrittivo nei loro confronti “per assenza di pericolo di fuga”. I due marò alle 16.00 dello stesso giorno hanno ripreso il volo verso Delhi.

Molti malignavano caro Generale che il giorno prima delle elezioni sarebbe accaduto qualcosa il ritorno in Italia per il voto è la risposta a questa voce? E qualcuno pensa di ottenere in maniera sotterranea un riconoscimento(voti)per un azione del genere.Non le sembra strano quello che è accaduto?
Non è strano, forse solo la conferma della incapacità d compiere atti concreti a prescindere dalle parole.


Quanta rabbia ha dentro Generale,vedere l'Italia la nostra Italia ridotta a questa maniera,mi dica la verità mi dica quello che ha dentro Generale e me lo dica con il cuore...


Più che rabbia direi tristezza. La tristezza di chi ha scelto di servire lo Stato credendo nelle sue istituzioni e dando alla propria Nazione tutto quanto poteva dare, sul piano soggettivo ed oggettivo.
La malinconia di colui che ha sempre cercato come Comandante di essere vigile e pronto a prevenire prima di soddisfare i bisogni dei propri dipendenti, a vantaggio loro e delle proprie famiglie, con l’ottica di considerare preminente rispetto a tutto il valore dei propri sottoposti. Prima di tutto uomini e poi dipendenti.
L’amarezza di un uomo che deve prendere atto che forse la sua interpretazione intransigente dei propri diritti e doveri poteva essere gestita in maniera meno vincolante non essendo più premiante come forse il mondo ci sta forse dimostrando ma che, nonostante tutto, se ritornasse indietro rifarebbe le scelte fatte 50 anni orsono.

giovedì 25 luglio 2013

Marò, che fine ha fatto il processo a Girone e Latorre?

Nuova battuta d'arresto nelle "trattative diplomatiche" tra Italia e India, mentre a Panorama.itparla Stefano Tronconi, l'autore della ricostruzione dei fatti che scagiona i fucilieri

Marò, che fine ha fatto il processo a Girone e Latorre?




di Eleonora Lorusso
Ma che fine hanno fatto Salvatore Girone e Massimiliano Latorre? Sono sempre in India, in attesa di un processo che sembra non arrivare mai. Ma se la lentezza della giustizia indiana ha fatto sì che siano passati ormai 17 mesi dall'incidente che li ha visti coinvolti a bordo del mercantile italiano Enrica Lexie, al largo delle coste indiane del Kerala, se i fucilieri non tornano ancora in Italia è anche "colpa" di Roma. Almeno secondo fonti governative di New Delhi.
Le nuove indagini affidate lo scorso 4 aprile dalla Corte Suprema alla National Investigation Agency (Nia), ovvero l'antiterrosimo indiano, sono infatti ormai agli sgoccioli, ma qualcosa sembra essersi inceppato nel difficile meccanismo che sembrava aver portato ad un "tacito accordo" i governi di Roma e New Delhi. Solo pochi giorni fa, infatti, un portavoce governativo indiano ha chiaramente detto che i tempi lunghi delle indagini sono dovuti a resistenze italiane nel far deporre in India gli altri 4 marò del Nucleo di Protezione Militare che quel 15 febbraio 2012 erano a bordo della Lexie:
"L’Italia si augura spirito di collaborazione ed uno stretto coordinamento operativo e diplomatico per arrivare ad una rapida soluzione - ha dichiarato alla stampa indiana l'alto funzionario - Noi ci auguriamo altrettanto e speriamo che l’Italia voglia facilitare l’accesso ai testimoni chiave, come è nel suo interesse ed in quello dei Marò trattenuti. Solo quando questa incombenza sarà stata esperita si potrà avviare un processo rapido con udienze giornaliere" .
Siamo dunque di fronte ad un nuovo stop nelle "trattive"?
"Penso che si tratti di una scusa, per prendere tempo, perchèfino a 3/4 settimane fa il caso sembrava avviato ad una soluzione diplomatica che prevedeva una condanna, seppure molto lieve, per i marò, che sarebbe poi stata scontata in Italia" ha spiegato Stefano Tronconi a Panorama.it. "Un accordo che avrebbe salvato la faccia sia all'India che al nostro Paese" per Tronconi, che ha seguito il caso da privato cittadino e in questa veste si è preso la briga di leggere i giornali indiani, scrivere su blog e forum dei principali quotidiani, ma anche di raccogliere documenti, carte, indicazioni e rilievi che gli hanno permesso di arrivare ad una ricostruzione dei fatti così dettagliata da non aver ancora ricevuto smentita alcuna.
Fatta circolare sui media indiani, giunta anche i vertici politici e militari italiani, la ricostruzione di Tronconi sostiene la completa innocenza di Girone e Latorre. Analizzando le dichiarazioni del peschereccio St. Anthony, i documenti della Guardia Costiera Indiana, il rapporto trasmesso all'Organizzazione Marittima Internazionale da parte della nave greca Olympic Flair (che denunciò un attacco pirata e che, alla luce dei dati raccolti, sembra essere stata la nave che ha realmente incrociato la propria rotta con quella del peschereccio indiano il 15 febbraio 2012, NdR), Tronconi spiega la sua ricostruzione dei fatti, ma soprattutto si chiede come sia stato possibile che in oltre un anno e mezzo gli inquirenti e le istituzioni preposte non siano arrivate alle stesse conclusioni. E soprattutto perchè nessuno, soprattutto in Italia, abbia "difeso" i marò.
"La nostra ricostruzione è difficilmente smentibile nei fatti - spiega Tronconi a Panorama.it - anche da parte della Nia che, in caso di condanna di Girone e Latorre, si sarebbe trovata in seria difficoltà, perchè ormai queste carte dimostrano che quella del Kerala era un'indagine costruita a tavolino. Forse per questo adesso occorre trovare una nuova via d'uscita, che salvi la faccia all'India, ma non solo".
Perchè non solo?
"Perchè sono convinto che Girone e Latorre siano ostaggi soprattutto dell'Italia, che non ha mai presentato protesta formale nè richiesta d'intervento sul caso ad alcun organismo internazionale".
Ma perchè Lei si è interessato a questo caso?
"Per senso di giustizia. Ho iniziato a leggere della vicenda, mi sono incuriosito e per chiunque abbia un po' di confedenza con l'inglese non è difficile seguire i media indiani e interagire con loro e i lettori.
E loro cosa ne pensano di questa vicenda?
"All'inizio, quando il ministro degli Esteri indiano era S.M. Krishna, c'era una forte ostilità nei confronti dei due marò italiani, ma con il nuovo ministro, Salman Kurshid, le cose sono cambiate e anche lì si è capito che la vicenda era differente da come era stata presentata inizialmente. Molti lettori indiani sono increduli di fronte a questa vicenda".
E intanto in Italia è stato definitivamente chiuso il gruppo su Facebook che riuniva i familiari dei marò e molta gente comune, che ogni giorno inviava messaggi di solidarietà ai fucilieri. Perché?
"Io so solo che la cosa incredibile è che il ministro della Difesa, Mauro, ha pubblicizzato la notizia sul proprio sito".
Proprio Mauro, solo 3 giorni fa, ha dichiarato cheentro fine agosto dovrebbe iniziare il processo a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e che questo non dovrebbe durare più di due mesi. Il ministro degli Esteri, Bonino, dal canto suo ha assicurato che i fucilieri dovrebbero tornare a casa "entro Natale", ma in molti in rete si chiedono ironicamente a Natale di quale anno.
Lei non ha mai ricevuto nessun contatto da parte dei vertici diplomatici o governativi, dopo che la Sua ricostruzione è circolata anche sui media indiani?
"No, anche se mi sarei aspettato il contrario. Mi sarei aspettato anche maggior eco in Italia, dove solo il giornalista Tony Capuozzo, nel suo programma Mezzi Toni su Tgcom24, si è occupato del caso".
In tutto questo le famiglie dei due marò mantengono il silenzio, attendono il processo e,  in attesa che inizi, hanno accettato di passare alcune settimane con i due fucilieri in India, senza clamori, senza chiederne a gran voce il ritorno a casa, ma solo sperando che questa brutta storia finisca quanto prima.

Marò: l’innocenza è una carta selvaggia

Italia e India, sulla questione dei marò, sembrano due giocatori di poker che litigano su un dettaglio -la finestra aperta perché uno fuma troppe sigarette, la luce che l’altro vorrebbe più tenue  – evitando la madre di tutti i problemi, le carte che ognuno dei due ha in mano. Adesso l’intoppo che prolunga l’inchiesta dell’Agenzia Nazionale di Investigazioni indiana è la questione dell’interrogatorio degli altri quattro fucilieri di marina che erano, con Latorre e Girone, a bordo della Lexie, quel 15 di febbraio di un anno fa. Per l’India non vanno bene gli interrogatori via skype, nè via mail, nè l’invio di funzionari a Roma per effettuare l’interrogatorio. Per l’Italia non va bene inviare in India i quattro. La questione non è di poco conto, perché sembra che le raffazzonate perizie balistiche non abbiano confermato che a sparare siano state le armi sequestrate con  Latorre e Girone, e come si sa ogni arma è strettamente individuale e ogni arma lascia un segno unico sui proiettili.
Non è di poco conto perché pare ovvio che l’Italia tema provvedimenti restrittivi anche nei confronti degli altri quattro, e che  comunque ne faccia una questione di orgoglio. Lo stesso sta facendo l’India, che sbandiera un impegno sottoscritto a suo tempo dall’Italia, secondo il quale gli altri membri del team del San Marco, liberi di rientrare in patria, sarebbero comunque rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria indiana. Ma è un intoppo che fa comodo ad entrambi: consente all’Italia di fare, una volta tanto, l’irremovibile, e all’India di non chiudere l’inchiesta della Nia, anche dopo che sono scaduti i 90 giorni previsti dalle legge indiana.
Una specie di gioco della parti, sullo sfondo di quello che il pigro vocabolario politico italiano chiamerebbe un inciucio, e un cronista giudiziario definirebbe patteggiamento: una condanna simbolica dei due marò, e il ritorno a casa, con una pena da scontare nei modi più quieti e tranquilli, salvando l’onore, e non solo quello, di tutti. Un finale deamicisiano, che non a caso il ministro degli Esteri colloca prima di Natale. Il problema è che l’India fatica a chiudere l’inchiesta perché le premesse da cui si è mossa erano davvero sgangherate: gli inquirenti del Kerala si sono mossi come elefanti sulla scena del crimine, hanno manipolato dati e testimonianze, hanno omesso ipotesi investigative importanti.  L’Italia, davanti alle evidenze che contribuiscono a confermare l’innocenza dei due fucilieri di marina (hanno sparato sì, come del resto hanno confermato, ma in una circostanza e a un’ora molto diversa da quella che ha visto la morte di due pescatori indiani) ha eretto il muro del silenzio, nella politica e sui grandi media. E’ facile immaginare che abbiano prospettato, anche ai marò e alle loro famiglie, la via compromissoria scelta come la più veloce e la più sicura per tornare a casa: battersi per l’innocenza provocherebbe l’irrigidimento dell’India, proprio adesso che abbiamo trovato una scappatoia…. L’India sa che celebrare il processo con le “prove” che ha in mano è rischioso, e deve destreggiarsi in una situazione delicata: sono fuori gioco i campioni della colpevolezza della prima ora, la giustizia del Kerala e quel governatore del Kerala sommerso da scandali, ma sono pur sempre in vista, la prossima primavera, le elezioni presidenziali. Cavarsela con un’insufficienza di prove sarebbe un colpo da maestro, che circonderebbe la Suprema Corte di un’aura di coraggiosa patria del diritto, ma alimenterebbe critiche e strumentalizzazioni politiche. Ma peggio ancora sarebbe ammettere che i colpevoli della morte dei due pescatori erano altri, e se li sono fatti filare via sotto il naso. Un imbarazzo su cui l’Italia, debole da sempre, in questa vicenda, non vuole maramaldeggiare: meglio l’uovo della pena casalinga, e le uova degli affari come sempre, della gallina domani.
Così, romperemo qualche uovo, sabato prossimo, a Mezzi Toni, portando nuovi elementi che appuntano i sospetti sul comportamento della Olimpic Flair, la nave greca. Convinti che si possono avere, insieme, la libertà e il ritorno a  casa per i due marò, e la dignità che sottende a quella parola semplice che nessun ministro italiano ha mai avuto il coraggio di pronunciare, anche quando avevano ragione sulla questione della giurisdizione, quando compensavano- quasi come un’ammissione- le famiglie delle vittime, quando nutrivano timori comprensibili, come sull’interrogatorio degli altri quattro, senza mai però dire che non dobbiamo aver paura delle indagini,e  piuttosto pretenderle, e serie. Una parola : innocenza.
Toni Capuozzo 

METTIAMO LE COSE A POSTO

MEGLIO ESSERE CHIARI E ONESTI



Moltissime persone continuano a confondere la Nazione Indiana ( che è uno stato federativo) con lo Stato del Kerala  responsabile (per scelte politiche) del "pasticcio" dei Fucilieri del S. Marco.

Il Kerala (o Keralammalayalamകേരളം) è uno Stato dell'India meridionale, che occupa una stretta striscia della costa sud-occidentale del Paese con 33 387 677 abitanti  Governatore  Hansraj Bhardwaj



                                                                   Hansraj Bhardwaj

Chiamato Keralam dai suoi abitanti, il Kerala è lo stato indiano con il tasso di alfabetizzazione più elevato (oltre il 90% della popolazione). Le lingue ufficiali dello Stato sono l'inglese e il Malayalam... All'epoca dell'arrivo dei Portoghesi si diffuse il nome Malankar, nome ancora in uso.

 Il moderno Kerala nacque in seguito all'unione di tre regioni: il regno di Thiruvithamcoore, il regno di Kochi e la provincia del Malabar. Inizialmente Thiruvithaamcoore e Kochi furono fusi nel Thiru-Kochi (1º luglio 1949); ad essi si aggiunse, su proposta della Commissione per la Riorganizzazione dello Stato voluta dal governo indiano, il Malabar (1º novembre 1956).
L'attuale primo ministro è Oommen Chandy, eletto dopo la vittoria del Partito del Congrresso Indiano a scapito del Partito Comunista dell'India nelle ultime elezione tenutesi nel maggio 2012.
La politica del Kerala è contrassegnata dal continuo cambio di potere ogni 5 anni dove si alternano al Governo il Partito Comunista dell'India (di orientamento marxista) e il Partito del Congresso Indiano
La presenza del Partito Popolare Indiano (Bharatiya Janata Party , BJP) è minima in questo stato. Questo è un dato rilevante alla luce degli eventi che hanno caratterizzato i governi BJP, di stampo nazionalista e di difesa dell'identità induista. Infatti il BJP conta pochi elettori in Kerala anche grazie alla presenza quasi omogenea di induisti, musulmani e cristiani.
Da notare che il Kerala è stato il primo Stato al mondo ad aver eletto un candidato Comunista democraticamente (E.M.S. Nampoothiripad), che divenne 1° Primo Ministro del Kerala nel 1956, dopo la riorganizzazione dei confini dello stato seguente l'indipendenza ottenuta dall'India nel 1947. La politica e l'essere membro di un partito sono concetti molto sentiti in Kerala.   D'altro canto grazie alle politiche progressiste del CPI il Kerala vanta un tasso di alfabetizzazione del 91% (il più alto dell'India) Usando termini per lo più occidentali potremmo dire che il Kerala è fortemente di sinistra ed è la "roccaforte rossa" dell'India essendo i due partiti più grandi l'uno comunista e l'altro socialista.
Detto questo bisogna valutare il periodo e il contesto del caso dei nostri Fucilieri.
Quelli che spinsero, Magistratura, Polizia, Guardia Costiera e Vertici governativi furono i dirigenti del partito BJP, che non persero tempo a sobillare la comunità dei pescatori, che cavalcavano l'onda del nazionalismo anti Italiano (Sonia Gandi) pensando di trarne un vantaggio elettorale e con la complice buona fede prima dell'armatore della E. Lexie che pensava ad un semplice controllo, poi del console Italiano di Mumbai, che cadde nella trappola della Polizia permettendo lo sbarco dei due Fucilieri valutando anche che la cosa si sarebbe risolta a livello diplomatico. 
Tralasciamo falsificazioni di atti giudiziari, perizie taroccate, verbali modificati, testimonianze contraddittorie e tutto il resto quando venne interessata la Corte Suprema di Delhi apparve chiaro a tutti che: togliendo il caso al Kerala e avviare nuove indagini affidandole alla NIA (organismo che si occupa prevalentemente di antiterrorismo)
i giudici, fin da subito, mettevano in dubbio l'operato dei funzionari Keralitesi.
Infine subentra la nostra furbissima diplomazia pilotata da un primo ministro tecnico e da funzionari inetti che con un tanto decantato "Low Profile" risarciscono i familiari delle vittime, versano cauzioni, mettono in difficoltà il nostro ambasciatore firmando Affidavit a cuor leggero per poi pensare di non rispettare quanto firmato e tradendo la parola data.
Questo, forse sarà usuale  in Italia ma non in India dove è prevalente la cultura anglosassone e la parola data ha , di fronte alla magistratura valore assoluto  indipendentemente dai soprusi iniziali della vicenda, allora mi chiedo:-
E' colpa degli Indiani se i nostri Diplomatici si rivelano delle nullità?
E' colpa degli Indiani se le trattative che il governo vuole fare cozzano contro la loro costituzione?
E' colpa degli Indiani se le indagini devono subire rinvii per la mancata audizione di 4 testi.
E' colpa degli Indiani se i nostri governanti non funzionano?
Per questi motivi mi sento di dire: no signori la colpa è solo nostra, nostra perché siamo un popolo di creduloni; nostra perché diamo credito ai partiti; nostra perché non abbiamo più quei valori che facevano dell'Italia una grande Nazione; nostra perché permettiamo ancora ad un migliaio di sanguisughe, truffatori, ladri, malversatori, intrallazzatori, voltagabbana, corrotti, mentitori ecc. di approfittare della buona fede di molti e, con l'aiuto di pochi, affossare l'Italia in nome di un economia che non esiste più.
Quindi facciamo un esame di coscienza, l'India avrà i suoi torti ma noi abbiamo tantissime colpe.