sabato 30 novembre 2013

Massimiliano e Salvatore, una condanna già scritta ?


Il dott. de Mistura ieri ha raccomandato di non dare credito alle notizie che arrivano dall’India, ma non ha fornito altri elementi di conoscenza su quanto sta accadendo intorno a Massimiliano e Salvatore.

Il Ministro degli Esteri non ci dice di più. Solo affermazioni del tipo “ Non è accertata l’innocenza dei due Marò”, “auspichiamo un processo rapido ed equo”, “saranno a casa per Natale” dimenticando di esplicitare l’anno, “è esclusa la pena di morte e non dico altro”. Una serie di dogmatiche affermazioni prive di qualsiasi motivazione, quasi a trasmettere il messaggio: se lo dico io …..!

I cittadini comuni, quindi, tutti coloro che non sono illuminati dalla “sapienza” istituzionale e politica e non hanno altri riferimenti, non possono che trarre conclusioni facendo riferimento a ciò che solo la stampa indiana ci propone.

L’India ci dice che   la NIA avrebbe rilevato nel proprio rapporto che i nostri Fucilieri di Marina non hanno rispettato le comuni procedure, quali  avvertimenti con la voce, fuoco dissuasivo e quanto altro necessario per indurre il possibile avversario a recedere nelle proprie intenzioni.

 Frasi preoccupanti quelle che dovrebbero essere state scritte a conclusione del rapporto investigativo, come ci informa un’ANSA di oggi da Delhi. "Allorchè una unità sospetta si avvicina - ha dichiarato la fonte - dovrebbero essere utilizzati altoparlanti e sparati colpi di avvertimento. Ma in questo caso non sono state seguite le regole. C'erano undici pescatori sulla St. Antony quando i fucilieri di Marina italiani gli hanno sparato contro". "solo due di essi - Ajesh Binki e Jelestine - sono stati colpiti mentre erano ai comandi del peschereccio. I rimanenti nove dormivano al momento in cui e' avvenuto l'incidente".  

La fonte ha concluso che a suo avviso i due sono stati uccisi in una sorta di tiro al bersaglio, colpiti uno in fronte e l'altro al cuore, colpi che si sono rivelati “istantaneamente letali".

Affermazioni gravissime che ci piombano addosso assolutamente imprevedibili, conseguenza di un vuoto comunicativo sicuramente non rispettoso delle più elementari regole di democrazia. Qualcosa che palesemente coglie di sorpresa anche chi avrebbe dovuto averne sentore, se non altro per aver seguito la vicenda fin dall’inizio. Dimostrazione che forse non si è riusciti in 22 mesi nemmeno a creare un network locale che permettesse di ottenere informazioni preventive anche “off record”, essenziali ed indispensabili per decidere come affrontare l’evolversi della situazione ed  applicare corrette contromisure.

La vicenda sembra precipitare, le notizie si accavallano inducendo pessimistiche previsioni. Si conferma solo quanto a suo tempo intuito dalle affermazioni del Vice Ministro Pistilli che poco dopo il suo insediamento  ci informava di “regole di ingaggio” concordate e condivise con l’India. Se la condivisione era quella di una condanna rabbrividiamo,  anche nella ipotesi che in questi giorni sembra essere caldeggiata da fonti non meglio collocate, di una “colpa non dolosa” dei due militari.

Sbigottimento ancora più marcato nel momento che si è lasciato il diritto di giudicare a chi non lo aveva, cedendo sovranità e credibilità internazionale magari solo per poter un giorno pronunciare slogan del tipo “ abbiamo scongiurato il peggio, siamo stati bravi”.

Un’ipotesi non troppo azzardata, visto come la vicenda specifica è stata fino ad ora accettata e gestita in particolare dal 22 marzo in poi

Fernando Termentini, 30 nov. 2013 - ore 12,30
 

Massimiliano e Salvatore, una condanna già scritta ? di Fernando Termentini


Il dott. de Mistura ieri ha raccomandato di non dare credito alle notizie che arrivano dall’India, ma non ha fornito altri elementi di conoscenza su quanto sta accadendo intorno a Massimiliano e Salvatore.
 
Il Ministro degli Esteri non ci dice di più. Solo affermazioni del tipo “ Non è accertata l’innocenza dei due Marò”, “auspichiamo un processo rapido ed equo”, “saranno a casa per Natale” dimenticando di esplicitare l’anno, “è esclusa la pena di morte e non dico altro”. Una serie di dogmatiche affermazioni prive di qualsiasi motivazione, quasi a trasmettere il messaggio: se lo dico io …..!
 
I cittadini comuni, quindi, tutti coloro che non sono illuminati dalla “sapienza” istituzionale e politica e non hanno altri riferimenti, non possono che trarre conclusioni facendo riferimento a ciò che solo la stampa indiana ci propone.
 
L’India ci dice che   la NIA avrebbe rilevato nel proprio rapporto che i nostri Fucilieri di Marina non hanno rispettato le comuni procedure, quali  avvertimenti con la voce, fuoco dissuasivo e quanto altro necessario per indurre il possibile avversario a recedere nelle proprie intenzioni.
 
Frasi preoccupanti quelle che dovrebbero essere state scritte a conclusione del rapporto investigativo, come ci informa un’ANSA di oggi da Delhi. "Allorchè una unità sospetta si avvicina - ha dichiarato la fonte - dovrebbero essere utilizzati altoparlanti e sparati colpi di avvertimento. Ma in questo caso non sono state seguite le regole. C'erano undici pescatori sulla St. Antony quando i fucilieri di Marina italiani gli hanno sparato contro". "solo due di essi - Ajesh Binki e Jelestine - sono stati colpiti mentre erano ai comandi del peschereccio. I rimanenti nove dormivano al momento in cui e' avvenuto l'incidente".  
 
La fonte ha concluso che a suo avviso i due sono stati uccisi in una sorta di tiro al bersaglio, colpiti uno in fronte e l'altro al cuore, colpi che si sono rivelati “istantaneamente letali".
 
Affermazioni gravissime che ci piombano addosso assolutamente imprevedibili, conseguenza di un vuoto comunicativo sicuramente non rispettoso delle più elementari regole di democrazia. Qualcosa che palesemente coglie di sorpresa anche chi avrebbe dovuto averne sentore, se non altro per aver seguito la vicenda fin dall’inizio. Dimostrazione che forse non si è riusciti in 22 mesi nemmeno a creare un network locale che permettesse di ottenere informazioni preventive anche “off record”, essenziali ed indispensabili per decidere come affrontare l’evolversi della situazione ed  applicare corrette contromisure.
 
La vicenda sembra precipitare, le notizie si accavallano inducendo pessimistiche previsioni. Si conferma solo quanto a suo tempo intuito dalle affermazioni del Vice Ministro Pistilli che poco dopo il suo insediamento  ci informava di “regole di ingaggio” concordate e condivise con l’India. Se la condivisione era quella di una condanna rabbrividiamo,  anche nella ipotesi che in questi giorni sembra essere caldeggiata da fonti non meglio collocate, di una “colpa non dolosa” dei due militari.
 
Sbigottimento ancora più marcato nel momento che si è lasciato il diritto di giudicare a chi non lo aveva, cedendo sovranità e credibilità internazionale magari solo per poter un giorno pronunciare slogan del tipo “ abbiamo scongiurato il peggio, siamo stati bravi”.
 
Un’ipotesi non troppo azzardata, visto come la vicenda specifica è stata fino ad ora accettata e gestita in particolare dal 22 marzo in poi
 

Fernando Termentini

venerdì 29 novembre 2013

Le bugie Indiane, le vergogne Italiane !


A ormai 650 giorni dagli accadimenti  ricordiamo ancora una volta tutte le bugie Indiane, e continuiamo a chiedere perchè il De Mistura e la Bonino e lo stesso Presidente Napolitano sono cosi' remissivi e non battono i pugni sul tavolo, chi vuole nascondere tutto questo ? 
Il problema è solo uno, atteggiamenti vergognosi dei nostri governanti e intanto due Famiglie Italiane vivono la quotidiana disperazione senza che qualcuno affermi l' innocenza dei Fucilieri di Marina, aspettiamo le elezioni indiane per compiacere gli amici degli amici col turbante ?

VERGOGNA !

QUESTO LO SI SAPEVA DA SUBITO, E NESSUNO HA FATTO NIENTE !



Inchiesta Marò, giallo-orari
"Barca non poteva essere lì"

Due rotte diverse emergono dalla versione del comandante indiano. I dubbi: aveva detto a caldo in tv: "Incidente avvenuto di sera". Poi ha cambiato ricostruzione
di Lorenzo Bianchi
 
I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Ansa)
I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Ansa)

Lorenzo Bianchi
BOLOGNA, 24 maggio 2013 - C’È UN FILMATO di «Venad News», una tv del Kerala, un minuto e 31 secondi di dichiarazioni, che fa crollare il castello dell’accusa. Dice Freddy Bosco, proprietario del Saint Antony e datore di lavoro dei due pescatori uccisi dai fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone secondo una traballante inchiesta della polizia locale: «Erano le 9 e 30 della sera. Ho sentito un grande rumore. Mi sono svegliato e ho visto Julas che perdeva sangue dal naso e dalle orecchie. Ho gridato. Ho svegliato gli altri. Anche loro urlavano. Quando ci hanno sentito, dalla nave hanno cominciato a spararci addosso. Era nera in alto e rossa alla base». Freddy Bosco è appena sceso su un molo a Neendakara. Parla a una selva di microfoni. Vicino a lui c’è un poliziotto. Un cronista, sorpreso, lo interrompe. «L’incidente — obietta — è avvenuto prima delle 17!». Bosco insiste: «Erano le 9 e 30 di sera». I corpi di Valentine Jalastine, 45 anni, detto ‘Julas’, e di Ajish Pink, 25, vengono caricati su furgoni frigoriferi. Attenzione agli orari. Non funzionano. La Enrica Lexie è stata avvicinata dai pirati alle 16 locali del 15 febbraio 2012, cinque ore e mezzo prima dell’orario denunciato da Freddy Bosco a caldo. A quell’ora si trovava a 20,5 miglia da Alappuzha. Il Centro Marittimo di Ricerca e Soccorso (Cmrs) di Mumbai dà l’allarme solo alle 18 e 25. L’armatore del Saint Antony parla alle 23 e 15, secondo il Cmrs, che è contraddetto dai filmati postati su YouTube e dal giornale della Guardia Costiera indiana «Safe water», dai quali risulta che siano invece le 22 e 25.
IN OGNI CASO, anche prendendo per buono l’orario di Mumbai, in un’ora e tre quarti il Saint Antony, che naviga a una velocità massima di 8 nodi, può aver percorso, a essere generosi, 14 miglia e non 20,5. Senza contare che Alappuzha è 84 chilometri a nord di Neendakara, il porto di Kollam. Le 21 e 30 hanno un senso solo se si riferiscono alla sera del giorno prima, il 14 febbraio. Se l’incidente è avvenuto, come tanti altri (di frequente mortali per i pescatori indiani), nel braccio di mare ricco di sgombri e di tonni fra lo Sri Lanka e il Tamil Nadu, lo stato indiano nel quale è registrato il Saint Antony, in 22,5 ore il peschereccio può essere arrivato a Neendakara. Le foto mostrano che nel lungo tragitto il braccio destro di Pink si è bloccato in un rigor mortis che raggiunge i grandi muscoli in un arco di tempo compreso fra 3 e 10-12 ore.

NON A CASO Freddy Bosco e i suoi uomini hanno propinato un incredibile balletto di versioni diverse dei fatti. Secondo la prima, quella del pescatore anziano Clemens, nel pomeriggio del 15 febbraio la barca era al largo di Allappuzha «ben dentro le acque territoriali (12 miglia ndr.)» perché «funzionavano i cellulari» con i quali furono informati dell’incidente Prabhu, un pescatore amico di Bosco, e la Guardia Costiera. La Enrica Lexie quindi incrociava almeno 8,5 miglia nautiche più al largo. La testimonianza è stata raccolta dal giornale ‘The Hindu’ il 17 febbraio. Sennonché la Marina Militare italiana il 15 febbraio, nel suo primo comunicato stampa, ha scritto che la petroliera italiana era a 30 miglia dalla costa. Il rapido e ingegnoso Bosco si adegua e cambia narrativa. Il 3 marzo dice al giornale ‘Deccan Chronicle’ che alle 16 era al largo di Chertala, a 35 miglia a sud di Kochi. Peccato che a quell’ora la Lexie navigasse 28 miglia più a sud. Si arriva così alla terza verità raccontata il 23 marzo all’inviata di ‘Oggi’ Fiamma Tinelli. La nuova posizione è venti miglia al largo di Neendakara. Sfortuna vuole che la Lexie alle 16 incrociasse 27 miglia più a nord. Nell’intervista Bosco ammette che il nome della petroliera glielo ha suggerito la polizia. Le dichiarazioni e i filmati sono oggetto di un esposto elaborato dal gruppo di esperti guidato dall’ingegner Luigi Di Stefano, il perito del proprietario dell’Itavia Aldo Davanzali nel processo per il Dc 9 abbattuto nel cielo di Ustica, e destinato alla Procura della Repubblica di Roma



Napolitano e i marò

Dichiarazione del Presidente Napolitano sulla vicenda che vede coinvolti in India due militari italiani
Roma, 07/03/2012

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla vicenda che vede coinvolti in India due militari italiani:

"Credo sia stato molto significativo e importante il colloquio telefonico che oggi si è riusciti a realizzare tra il primo ministro indiano e il presidente Monti. Come ho potuto sapere, si è trattato di un colloquio improntato alla massima cordialità e a uno sforzo di reciproca comprensione.

Sono stato fin dall'inizio in continuo contatto con i ministri degli Esteri, della Difesa, e anche personalmente e direttamente con il sottosegretario De Mistura che era in India. E ho avuto modo di rivolgermi ai familiari dei due marò per esprimere la mia apprensione, la mia partecipazione e la massima vicinanza e solidarietà.

Per riportare, essendo questo l'obiettivo di tutti noi, i nostri due marò in Italia, l'unica via è quella di una accorta azione sul piano giuridico e giudiziario, anche perchè abbiamo una magistratura indiana che opera secondo le sue regole e in piena indipendenza, e di un'azione molto tenace e riservata anche sul piano politico e diplomatico. Questo è l'unico modo per riportare i ragazzi a casa. Riaffermiamo con decisione le ragioni dei nostri militari impegnati in una missione di indubbia importanza per la comunità internazionale, ed evitiamo qualsiasi elemento di incrinatura nel rapporto di amicizia e di reciproco rispetto tra Italia e India perché la continuità di questo rapporto è la migliore garanzia per una soluzione positiva del caso dei nostri due marò".
3 aprile 2012
 Giorgio Napolitano in visita ad Amman in Giordania rispondendo a delle domande sui marò dichiara :“Che la situazione è molto difficile ma ce la mettiamo tutta. Se qualcun altro oltre a mettere qualche striscione ha delle idee, aspettiamo di conoscerle...”

Roma, 8 giugno 2012
Messaggio del Presidente Napolitano in occasione della Festa della Marina Militare
C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli, il seguente messaggio: "Nell'anniversario dell'eroica impresa di Premuda, che concorse a determinare l'esito del primo conflitto mondiale, saluto la Bandiera della Marina Militare e rivolgo un pensiero commosso a tutti i marinai che hanno perso la vita per la difesa della Patria e per l'affermazione dei valori di libertà, democrazia e cooperazione pacifica tra i popoli a cui l'Italia si ispira.
Istituita nel 1861 con la fusione di diverse formazioni navali pre-unitarie, la Forza Armata costituisce oggi uno strumento operativo altamente professionale, dotato di mezzi tecnologicamente all'avanguardia, integrato nelle strutture dell'Unione Europea e dell'Alleanza Atlantica e pienamente impegnato nel complesso e ambizioso processo di trasformazione e razionalizzazione della difesa.
Negli scenari mutevoli e densi di rischi di un mondo sempre più interdipendente, la Marina concorre efficacemente all'azione delle organizzazioni internazionali per la salvaguardia dei commerci marittimi e della libertà di navigazione e per il contrasto dei traffici clandestini e dell'emergente fenomeno della pirateria. A fianco delle altre Forze Armate, essa contribuisce altresì alle missioni per la stabilizzazione e il ripristino della legalità nelle aree di crisi.
Nell'esprimere il mio apprezzamento per le altissime qualità umane e professionali degli uomini e delle donne della Marina Militare ed il plauso per l'impegno costante e incondizionato che essi profondono nell'assolvimento del proprio compito, rivolgo un particolare pensiero e incoraggiamento ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora ingiustamente costretti lontano dall'Italia e dai propri affetti famigliari.
Ufficiali, sottufficiali, marinai e personale civile della Forza Armata, in questo giorno di festa giungano a voi tutti e alle vostre famiglie il saluto caloroso e l'augurio più fervido dei cittadini italiani e miei personali.
Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate, viva l'Italia!"


4 novembre 2012
Giorgio Napolitano ha voluto  ringraziare i militari impegnati in missioni di pace all'estero, esprimendo a tutti "vicinanza e gratitudine, con particolare affetto e ansietà per chi è ancora privato della libertà, ovvero i nostri Marò in India" e affermando che il governo continuerà a compiere "ogni tenace sforzo" per una soluzione positiva della vicenda.

Roma, 14 dicembre 2012

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale, i familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da dieci mesi trattenuti in India, accompagnati dal Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. Il Capo dello Stato ha manifestato la propria solidarietà ai due sottufficiali della Marina Militare e ai loro familiari, esprimendo il sostegno del Paese e il costante, forte impegno delle istituzioni per una rapida soluzione della dolorosa vicenda.

Roma, 14 dicembre 2012
Il Presidente Napolitano ha ricevuto i familiari dei marò italiani trattenuti in India
C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale, i familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da dieci mesi trattenuti in India, accompagnati dal Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. Il Capo dello Stato ha manifestato la propria solidarietà ai due sottufficiali della Marina Militare e ai loro familiari, esprimendo il sostegno del Paese e il costante, forte impegno delle istituzioni per una rapida soluzione della dolorosa vicenda.


Marzo 2013 I Marò tornano in India nota del Quirinale.

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano," si legge nella nota, "ha avuto una conversazione telefonica con il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre nel corso della quale ha espresso a lui e al suo collega Salvatore Girone l'apprezzamento per il senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del Governo e ha assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l'augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni".

Marò:"Noi abbiamo tenuto duro",dice De Mistura.

ueste le parole di Staffan De Mistura, inviato speciale del Governo italiano sul caso Maro',a "Prima di tutto" su Radio 1. Forse nell'accordo è previsto anche la presa in giro ai poveri cittadini italiani,pazienti più di Budda,i calci in culo sarebbero volati,Immaginate una situazione del genere in Inghilterra,in Germania,in Francia .anche la stampa foraggiata avrebbe chiesto le dimissioni del governo e azioni incisive,mentre il nostro Ministro degli esteri continua a fare la spocchiosa ,due parole e punto. E quelle due parole e punto,volano nelle agenzie e nelle prime pagine,suo malgrado.
Ecco le parole del De Mistura
,

"Da parte nostra non ci sono dubbi. Noi vogliamo, e siamo convinti che sia giusto cosi', che la vicenda si concluda con i due fucilieri di marina che tornano a casa a testa alta, dopo aver passato 22, forse 24 mesi in India per un incidente avvenuto in acque internazionali mentre facevano il loro dovere. Anche se l'incidente e' stato involontario, e' capitato nel compimento del dovere da parte di Girone e Latorre, e in questi casi l'incidente puo' succedere. Ma tutto questo va provato." "Noi abbiamo tenuto duro - ha aggiunto - ed e' stato giusto cosi', sulla questione di interrogare gli altri 4 fucilieri, giacche' ci saremmo trovati a quel punto ben 6 nostri connazionali interrogati in India, un fatto inconcepibile, inaccettabile. Questo muro contro muro ha pero' dilatato i tempi, facendo trascorrere tre mesi, pertanto risolvere la questione entro Natale, che era la nostra speranza, sulla base delle indicazioni degli avvocati indiani, non sara' possibile. I familiari di Girone e Latorre potranno stare naturalmente coi loro cari ma in India. Aspettiamo il rapporto della NIA, che e' un po' la Digos indiana. Una volta arrivato questo rapporto, credo entro il 15 dicembre, a quel punto il giudice emettera' il capo d'accusa". E questo, "sara' un passaggio importante, perche' il capo d'accusa ci dira' in che direzione si vuole mandare il processo. Noi abbiamo argomenti su argomenti, siamo pronti ad affrontare qualunque circostanza, ma sara' un momento cruciale. Poi ci sara' il processo che puo' durare 3 mesi".

L' apoteosi del quarto potere !




Quarto potere : 

Definizione spesso usata per la stampa, ed oggi anche per gli altri strumenti dell' informazione di massa, con allusione alla sua influenza sull' opinione pubblica, e conseguentemente sull' azione dei tre poteri dello Stato ( legislativo, esecutivo e giudiziario ).
Quarto potere si intitolava la versione Italiana del celebre film di Orson Welles " Citizen Kane " (1941 ) che affrontava drammaticamente il problema e il cui successo ne fece diffondere l' espressione.



Dopo le notizie diffuse ieri dai media nazionali in seguito ad un articolo dell' Hindustan Times ci aspettavamo tutt' altra reazione, invece il quarto potere ha trionfato, la stragrande maggioranza dei media non ha fatto altro che riportare la stessa notizia, ovvero il nulla, a questo proposito diffondiamo uno scritto di Stefano Tronconi a cui ci associamo nella ferma condanna verso chi da tempo doveva risolvere il problema invece di lasciarlo sedimentare, avendone tutte le informazioni possibili diffuse tramite televisione da Toni Capuozzo ed ahimè fino ad ora oscurate dal " quarto potere "

Di Stefano Tronconi :

IL SOLLIEVO DEGLI ILLUSI E DEI PERDENTI

29 Novembre 2013

Stefano Tronconi

E così, dopo cinque mesi di stallo e di pausa di riflessione, vista l'incredibile assenza di una vera e propria 'controffensiva' italiana attesa dagli stessi indiani a seguito degli elementi emersi a prova dell'innocenza dei nostri marò, gli indiani sembrano ora pronti a ripartire con il classico gioco del gatto con il topo.

Ieri mattina la notizia giornalistica della richiesta della pena di morte per i nostri due marò da parte della NIA che ha immediatamente scatenato in Italia la corsa a gridare ed ingigantire la notizia a prescindere da ogni valutazione ragionata della stessa (per rispetto della famiglie Latorre e Girone, noi abbiamo provato a darne la corretta interpretazione già di primo mattino, ma quale può essere il nostro impatto a confronto della diffusione di una banale agenzia ANSA di poche righe?).

Oggi il quasi respiro di sollievo per le smentite giunte dall'India che hanno esattamente la stessa rilevanza della notizia collegata alla pena di morte di ieri: cioè, nessuna!

Ventiquattro ore in cui buona parte della stampa e delle TV italiane (ovviamente con le solite poche lodevoli eccezioni) ha parlato tanto senza dire o aggiungere niente di significativo, quando invece da portare alla conoscenza della grande opinione pubblica ce ne sarebbero davvero tante di cose importanti! O meglio, come ha fatto fin dall'inizio di questa vicenda, gran parte del giornalismo italiano ha lasciato che l'iniziativa la prendessero come al solito i media indiani, mentre quelli italiani non hanno fatto altro che mettersi all'inseguimento dell'osso loro lanciato (ovviamente nella direzione sbagliata).

Stesso discorso vale per i patetici interventi che abbiamo ascoltato da parte dei nostri soliti inconcludenti politici Bonino e De Mistura. In particolare quest'ultimo ha rassicurato, come suo costume da quasi due anni a questa parte, che sono in preparazione “strategie e contromosse adeguate nel caso in cui si passi da uno scenario ad un altro”.

Signori dei media e della politica italiana, lasciate che ve lo si ripeta ancora una volta: se voi oggi accettate di nuovo per incapacità, interessi o vigliaccheria di lasciare che il gioco venga condotto dalla politica corrotta dell'India, dalla magistratura collusa dell'India e dalla stampa manipolata dell'India, come l'avete vergognosamente accettato fin dall'inizio di questa vicenda, non c'è da tirare alcun sospiro di sollievo e da questa storia l'Italia ne uscirà ignobilmente perdente in qualunque modo finisca!

Signori dei media e della politica italiana, se da parte vostra non vi sarà il coraggio di controbattere punto su punto alla campagna mediatica falsa, colpevolista e politicamente diretta che viene portata avanti in India impostando una contro-campagna mediatica che porti tutti a conoscere le prove a dimostrazione dell'innocenza dei due marò vittime di un vero e proprio sequestro di persona, non si potrà tirare alcun sospiro di sollievo e da questa storia l'Italia ne uscirà ignobilmente perdente in qualunque modo finisca!

Signori dei media e della politica italiana, non avete ancora capito qual'è il gioco sporco fatto da quel gruppo politico-criminale indiano che ha sequestrato i nostri marò e che attraverso il passaggio di 'veline' a giornalisti compiacenti mira così a creare il fatto compiuto, pur diverso da quello contenuto nella 'velina', ma pur sempre a vostro danno (e soprattutto a danno di Girone e Latorre)?

Signori dei media e della politica italiana, ed in particolare lei sig. De Mistura, non avete ancora capito che se continuate a 'prepararvi per i diversi possibili scenari indiani', anziché prendere l'iniziativa facendo capire chiaramente alle controparti indiane che l'Italia è pronta (ovvio che lo debba essere davvero!) a lavare i panni sporchi del malaffare e della corruzione indiana che ha portato al sequestro di due nostri concittadini di fronte all'opinione pubblica internazionale, l'India è pronta a riprendere a fare 'ammuina' sulla pelle dei nostri marò tra docce scozzesi e parole rassicuranti fino alle prossime elezioni politiche?

Signori dei media e della politica italiana, potremmo andare avanti per pagine a riformulare in maniera diversa gli stessi concetti già più volte espressi nei nostri articoli precedenti adattandoli di volta in volta alle notizie che vengono pubblicate e questa sorta di invettiva nei vostri confronti potrebbe riempire pagine. Ma che senso ha? Noi vogliamo solo poche, ma chiare cose da voi:

AGITE, AVETE TUTTI GLI ELEMENTI PER FARLO!

PRENDETE L'INIZIATIVA, NON C'E' PIU' RAGIONE PERCHE' SUBIATE QUELLA INDIANA!

SMETTETELA DI ILLUDERVI E ILLUDERE CHE IN INDIA SU QUESTA VICENDA VI POSSA ESSERE UN PROCESSO EQUO!

SMETTETELA DI ESSERE PERDENTI COME LO SIETE STATI FINO AD OGGI ED A PERMETTERE CHE LA PROPAGANDA DEL VINCITORE (INDIA) DIVENTI LA REALTA' DELLO SCONFITTO (ITALIA)!

AGITE, DI QUESTA FARSA NON NE POSSIAMO PIU'!


fonte : https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?hc_location=timeline

Marò:E l’India fa all’Italia un bel servizio completo

"Il caso dei marò non ha le caratteristiche di un crimine punibile con la morte", ha dichiarato ieri all' Ansa, Syed Akbaruddin, il portavoce del ministero degli Esteri indiano. Subito la gentile Emma Bonino, ha fatto sapere al mondo(tramite Corriere della sera) che questo rischio della pena capitale «è già stato ufficialmente escluso».
 Staffan De Mistura, sulla pena di morte ha detto”inconcepibile e neppure da prendere in considerazione”. “Avevo già detto che la Nia poteva essere tentata di alzare il tiro, ma conta la posizione del giudice e delle autorità indiane. A quel punto abbiamo le nostre mosse e contromosse”.
Di ufficiale non c’è ancora niente,ma una cosa è certa l’Italia è continuamente umiliata,al di la se l’Italia sia un grande o un piccolo paese,al di la se l’Italia sia ben rappresentata,o non rappresentata,ma un punto è chiaro  Il governo presieduto da Letta ha sbagliato tutte le sue mosse,e riconoscendo la giurisdizione del caso indiano ha compiuto un atto incostituzionale.
Nella nota dell’Hindustan times si legge
“La NIA, che ha condotto l’istruttoria relativa ai due Marines italiani accusati dell’uccisione di due pescatori del Kerala, ha raccomandato che essi siano perseguiti secondo una normativa che preveda l’applicazione della pena capitale. Il rapporto della NIA inviato al MHA (ministero degli interni)  nonostante ripetute suppliche  inviate dal MEA (Ministero degli Esteri, ) per la considerazione di reati meno gravi. La NIA, il MEA ed il MHA hanno confermato che il rapporto è stato circolato tra gli interessati la tarda serata di martedì scorso .In precedenza, il ministro degli esteri Salman Khurshid aveva assicurato agli italiani  che i Marò non sarebbero stati accusati per reati che contemplano la pena di morte. Khurshid prese questo impegno quando i marines si rifiutavano di ritornare in India lo scorso febbraio. Il collegio di difesa di Latorre e Girone hanno ribadito che i loro rappresentati hanno sparato in acqua a presunti pirati e che non hanno mai sparato contro nessuno deliberatamente per colpire. Il cuore del furioso dibattito  nella fattispecie è rappresentato dalla legge approvata nel 2002 : “The Suppression of Unlawful Acts Against Safety of Maritime Navigation and Fixed Platforms on Continental Shelf” Act (SUA), denominata SUA 2002, la quale dispone di comminare la pena capitale a chiunque causi volutamente la morte di qualcuno in mare. Questo disposto è chiaramente riferito dalla lettera dell’Art. 3 commi (g) ed (i) che recitano molto crudamente che chi causa la morte di una persona va punito con la morte. Il MEA è impegnato a risolvere in qualche modo questo punto per non fare giudicare i Marò nell’ambito di questa (drastica e truculenta, ndr) normativa, anche per non violare l’impegno che si era assunto Khurshid che dovrebbe rappresentare una garanzia con piena sovranità. Ma la NIA ed il MHA la pensano diversamente e ritengono che il file istruttorio prodotto sia del tutto valido e che decidere la sorte dei marines è una prerogativa solo della Corte dell’India.
Il punto che dà da  pensare è l’estensione della Sua act ai limiti territoriali. Il diritto internazionale e marittimo stabiliscono a 12 miglia le acque territoriali e a 24 miglia quella di zona contigua,nella quale alcune funzioni  vengono conservate:arrivo e sbarco di clandestini,traffico di droga e di armi.
Anche gli indiani hanno ammesso che l’incidente è avvenuto a 20,5 miglia quindi fuori dalle acque territoriali e al di fuori dei casi che prevedono le prerogative pertinenti a uno Stato,a quanto pare la Nia ha esteso a 200 miglia la tutela dei propri interessi,aspettiamo sempre l’ufficialità,chiariamo.,queste sono le anteprime.
Ma ritornando a noi bisogna dire chiaramente che  chi ha fatto determinate scelte va denunciato,il non riconoscimento della giurisdizione dell’Italia da parte di questo governo è follia pura. La non richiesta di arbitrato internazionale e spocchiosamente dire e far dire sempre le stesse cavolate,dalla gentile Bonino e dal pugliesizzato(a mangiare)De Mistura.
Il prode Letta artefice e autore dell’intervento contro Terzi all’annuncio delle sue dimissioni,ha preso in giro tutti dichiarando della priorità del caso marò,e se non si riconosce ne la legge italiana,dove sono le procure? E ne la legge internazionale? Che cavolo fanno li,e che cavolo fanno i parlamentari e ancora non si sa chi ha dato gli ordini ,e ancora non si sa chi è il regista di questo incubo.
Dov’è il Capo delle forze armate? Dov’è la gentile Ministro degli esteri Bonino pronta a imbavagliare tutti  e a bannare tutti nella sua pagina,tutti quelli che chiedono dei marò Perché non hanno chiesto l’arbitrato internazionale ?
Secondo il gen.Fernando Termentini  “L'arbitrato internazionale è stato annunciato l’11 marzo 2013 con un’Agenzia AGI delle 17,51 dall’allora Sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura oggi Commissario di Governo per la vicenda dei due Marò. Da quel momento non se ne è parlato più ed il Ministro degli Esteri Emma Bonino che avrebbe dovuto attivarlo essendo subentrata alla Farnesina con il nuovo esecutivo non lo ha mai portato avanti o, almeno, come sua abitudine non ci ha informato. Il dott de Mistura invece ha dichiarato pubblicamente in occasione di un’intervista alla trasmissione telefonica Zapping che non è stato avviato perché sarebbero trascorsi anni. Motivazione non condivisibile in quanto sconfessata dal parere di illustri Accademici esperti di Diritto internazionale che ci dicono 60-90 giorni dalla formalizzazione”.
Ora l’intero paese si aspetta una cacciata a pedate del governo attuale ,a prescindere dai giochetti che continueranno con l’India e su questa base conviene rompere le relazioni diplomatiche ,è una questione di dignità,hanno ceduto la giurisdizione e invito tutti a leggersi e rileggersi le sante parole della gentile Bonino sulla risoluzione equa e rapida del caso.




E in Italia esplode l'opposizione a Letta: "Interrompere i rapporti con New Delhi"

La Russa chiede l'uscita dalle missioni internazionali. Proposto il boicottaggio delle imprese con interessi indiani
Sul caso marò l'opposizione al governo Letta si scatena. Ed in rete i fan dei fucilieri di Marina trattenuti a Delhi propongono il boicottaggio delle aziende italiane che hanno interessi in India.
Fratelli d'Italia annuncia una mozione in Parlamento per «interrompere i rapporti diplomatici con l'India». Ignazio La Russa propone una «rappresaglia» ancora più incisiva. «Se i marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non torneranno a casa entro Natale, l'Italia esca dalle missioni internazionali» chiede l'ex ministro della Difesa.
Il senatore di Forza Italia Enrico Pianetta bolla «Monti di codardia e incapacità per aver consentito il ritorno in India dei due marò, come pure di inadempienza la nostra magistratura che aveva il diritto ed il dovere di giudicarli» evitando il rientro a Delhi.
La Lega Nord chiede al Governo di riferire urgentemente in aula. Massimo Bitonci, capogruppo del Carroccio in Senato, lancia un invito provocatorio al premier: «Se Letta ha davvero le palle d'acciaio lo dimostri andando personalmente in India a riprendersi i nostri due marò».
Sui blog che seguono da oltre 600 giorni la vicenda monta la rabbia. «Vergogna», in maiuscolo e punti esclamativi, scrive l'ex generale Fernando Termentini. Altri rivolgono pepati appelli al Quirinale o scrivono post di fuoco sulla pagina Facebook del ministro degli Esteri, Emma Bonino.
I marò non verranno mandati al patibolo, ma le anticipazioni sulla pena capitale possono far immaginare quanto dure e senza appello siano le accuse contenute nell'inchiesta dall'antiterrorismo indiano. Renato Pittari, su un blog pro marò, coglie il vero problema:«“Il comportamento "investigativo" della NIA (…) non ha fatto altro che avvalorare le tesi costruite a tavolino, anche maldestramente, dei loro precursori», gli inquirenti del Kerala che hanno sbattuto Latorre e Girone in galera per tre mesi.
Mario Portanova si chiede: «Cosa dobbiamo fare? Assediare la Farnesina?».
Secondo Antonio Milella il mondo della rete che segue la vicenda conta mezzo milione di utenti. «Inizieremo ad informarli sulle aziende che hanno interessi commerciali in India e sui politici che vogliono effettivamente riportare a casa i nostri uomini - scrive Milella -. Per le aziende chiederemo di boicottare i loro prodotti, per i politici di non dare il voto... a mali estremi... estremi rimedi…».

La vergogna di due paesi, Italia, India ovvero le caste hanno già deciso !


29/11/2013, giorno 649

Italia, India ovvero le caste vergognose !

Dopo la giornata di ieri appare chiaro e limpido come l' acqua di un ruscello di montagna il senso delle veline e dell' improvvisa cascata di notizie riportate dai media, su tutte le Tv nazionali è stato dato risalto alla notizia immessa nel circuito mediatico dal quotidiano indiano  "Hindustan Times " secondo cui la NIA, ovvero l' agenzia incaricata dalla Corte Suprema di indagare sui fatti contestati ai Fucilieri di Marina, avrebbe chiuso le indagini rimettendo al giudice incaricato di processare i nostri Militari un fascicolo che prevede l' incriminazione tramite il "SUA ACT " ovvero leggi speciali anti pirateria ( ironia della sorte ) essendo il crimine contro la sicurezza della navigazione avendo causato la morte di due pescatori, da parte Italiana le solite dichiarazioni sibilline sia del M.A.E. Bonino che dell' inviato speciale De Mistura, da parte Indiana invece le secche smentite, cosa significa questo ?

Semplice, si vuole condizionare l' opinione pubblica, facendo una semplice operazione di terrore mediatico, uno spauracchio agitato sotto al naso di pena capitale che ha fatto infiammare la rete dei sostenitori dell' innocenza e della sovranità nazionale, per poi accusarli processarli e condannarli con pene lievi rispetto all' entità dell' accusa, in modo tale da accontentare tutti nei due paesi, in india facendo vedere ai nazionalisti come si trattano gli europei colonialisti, in Italia facendo vedere come l' operato dei ministeri e dei diplomatici sia riuscito ad evitare conseguenze gravi per i due Fucilieri di Marina.

Forse questo è una conseguenza della manifestazione di solidarietà ai Fucilieri svoltasi sabato scorso 23/11 che ha visto partecipare tantissimi cittadini delusi dai nostri governanti ?

Forse questa è una mossa indiana in reazione all' opinione pubblica esasperata da questi schiaffi continui in faccia in dispregio ad ogni principio del diritto internazionale e della sovranità nazionale venduta dal governo Monti in cambio di relazioni commerciali ?

Anche Fausto Biloslavo dalle colonne de " Il Giornale " ne parla oggi :

E in Italia esplode l'opposizione a Letta: "Interrompere i rapporti con New Delhi"

La Russa chiede l'uscita dalle missioni internazionali. Proposto il boicottaggio delle imprese con interessi indiani


Sul caso marò l'opposizione al governo Letta si scatena. Ed in rete i fan dei fucilieri di Marina trattenuti a Delhi propongono il boicottaggio delle aziende italiane che hanno interessi in India.
Fratelli d'Italia annuncia una mozione in Parlamento per «interrompere i rapporti diplomatici con l'India». Ignazio La Russa propone una «rappresaglia» ancora più incisiva. «Se i marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non torneranno a casa entro Natale, l'Italia esca dalle missioni internazionali» chiede l'ex ministro della Difesa.
Il senatore di Forza Italia Enrico Pianetta bolla «Monti di codardia e incapacità per aver consentito il ritorno in India dei due marò, come pure di inadempienza la nostra magistratura che aveva il diritto ed il dovere di giudicarli» evitando il rientro a Delhi.
La Lega Nord chiede al Governo di riferire urgentemente in aula. Massimo Bitonci, capogruppo del Carroccio in Senato, lancia un invito provocatorio al premier: «Se Letta ha davvero le palle d'acciaio lo dimostri andando personalmente in India a riprendersi i nostri due marò».
Sui blog che seguono da oltre 600 giorni la vicenda monta la rabbia. «Vergogna», in maiuscolo e punti esclamativi, scrive l'ex generale Fernando Termentini. Altri rivolgono pepati appelli al Quirinale o scrivono post di fuoco sulla pagina Facebook del ministro degli Esteri, Emma Bonino.
I marò non verranno mandati al patibolo, ma le anticipazioni sulla pena capitale possono far immaginare quanto dure e senza appello siano le accuse contenute nell'inchiesta dall'antiterrorismo indiano. Renato Pittari, su un blog pro marò, coglie il vero problema:«“Il comportamento "investigativo" della NIA (…) non ha fatto altro che avvalorare le tesi costruite a tavolino, anche maldestramente, dei loro precursori», gli inquirenti del Kerala che hanno sbattuto Latorre e Girone in galera per tre mesi.
Mario Portanova si chiede: «Cosa dobbiamo fare? Assediare la Farnesina?».
Secondo Antonio Milella il mondo della rete che segue la vicenda conta mezzo milione di utenti. «Inizieremo ad informarli sulle aziende che hanno interessi commerciali in India e sui politici che vogliono effettivamente riportare a casa i nostri uomini - scrive Milella -. Per le aziende chiederemo di boicottare i loro prodotti, per i politici di non dare il voto... a mali estremi... estremi rimedi…».
fonte : http://www.ilgiornale.it/news/esteri/e-italia-esplode-lopposizione-letta-interrompere-i-rapporti-971851.html

Interessante leggere le dichiarazioni di Toni Capuozzo al riguardo, il giornalista che con le sue puntate di  " Mezzi Toni " ha sempre portato sulla TV le " ragioni dell' innocenza " un lavoro svolto da Luigi Di Stefano e Stefano Tronconi, i quali hanno fornito prove a iosa riguardo le intenzioni di una corrotta classe politica indiana, oltre alle evidenti non prove in mano agli investigatori indiani.

Ecco cosa Capuozzo scrive sulla sua pagina Facebook :

Il bazar dell'ingiustizia. Marò, pena di morte, smentite. Sapete che cosa ne penso ? Che sia stata un'imbeccata degli inquirenti indiani, utile a tutti gli eroi negativi di questa storia. Davanti allo spettro della condanna capitale, una pena simbolica sarà considerata generosa, per parte indiana. E la classe politica italiana potrà dire: ce l'abbiamo fatta, scampato pericolo. Ovvero: come prenderci in giro, e barattare l'innocenza di due italiani per bene.
fonte : https://www.facebook.com/pages/Toni-Capuozzo/41372465810?hc_location=timeline

In tempi non sospetti  ( 15 Luglio ) Stefano Tronconi scriveva questo riguardo alla "vergogna di due paesi " di cui proponiamo un estratto :

Questo documento vuole essere un contributo alla ricerca ed alla divulgazione della verità e può pertanto essere utilizzato sia come articolo da pubblicare sia come testo base da essere liberamente usato, modificato e ripubblicato da giornalisti o comuni cittadini di qualsiasi paese senza necessità di riconoscimento di alcun diritto a chi lo ha originariamente scritto

Documento realizzato il 15 Luglio 2013

di Stefano Tronconi

Sono trascorsi 17 mesi dal giorno del presunto incidente.
Erano all'incirca le 4 del pomeriggio del 15 Febbraio 2012 quando la nave italiana Enrica Lexie, in navigazione in acque internazionali al largo della costa dello stato indiano del Kerala, venne attaccata da una barca pirata. I marò italiani imbarcati sul mercantile a protezione dello stesso, come più volte da loro raccontato, respinsero l'attacco sparando colpi di avvertimento in acqua ed in aria finchè la barca pirata rinunciò all'attacco andandosene senza che vi fossero feriti né dall'una, né dall'altra parte.
In una cittadina non lontana lungo la costa del Kerala lo stesso giorno alle 11.20 della sera un peschereccio indiano tornò a riva in tutta fretta con i corpi di due pescatori uccisi, secondo la versione del proprietario del peschereccio, da colpi sparati da una nave sconosciuta.
La Guardia Costiera Indiana e la polizia locale con grande velocità dichiararono che i due incidenti erano collegati e la storia di due marò italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, responsabili della morte di due pescatori indiani erroneamente scambiati per pirati conquistò le prime pagine dei giornali di tutto il mondo.


Con forza continuiamo a ribadire l' innocenza di due uomini caduti nella rete di politici senza scrupoli e di interessi economici immensi, non lo diciamo per partito preso o per qualche rigurgito di militarismo sfrenato, non siamo certo il generale americano portato sulle scene dal " dottor stranamore " che rappresenta il militarismo ossessivo ed insano, incarnazione della distruzione globale, siamo semplicemente cittadini che non accettano ingiustizie, siamo cittadini che stanno dalla parte di due famiglie provate da questa scabrosa vicenda, siamo cittadini solidali con due padri di famiglia, siamo cittadini che pensano a proteggere le famiglie stritolate dagli ingranaggi della real politik e del business sfrenato.

riproponiamo per l' ennesima volta quanto affermato e sicuramente più vicino alla realtà di quello che fino ad oggi i media ci hanno dato in pasto, la ricostruzione di Luigi Di Stefano, frutto di un certosino lavoro di ricostruzione ed analisi e la testimonianza di un ufficiale imbarcato sulla Enrica Lexie all' epoca dei fatti che dice chiaramente che l' imbarcazione coinvolta nei fatti non era quella delle presunte vittime, ed inoltre a bordo della stessa non vi furono vittime ne feriti, ed addirittura non fu nemmeno bersaglio di colpi, a chi credere ora alla vergogna di due caste politiche o a periti e  documenti inediti ? ai posteri l' ardua sentenza !

*** AGGIORNAMENTO DOCUMENTO DI SINTESI ***

(release 290713)

Caso Marò – Alla luce delle nuove evidenze emerse nelle ultime settimane, ho aggiornato e integrato le slide raccolte nel file PDF che contiene l’esposizione sintetica dei risultati di questi mesi di lavoro diffusa lo scorso 30 giugno.

La nuova release del documento (55 slide) illustra e ripercorre l'intera vicenda evidenziandone incongruenze e zone d'ombra.

per approfondimenti:
Enrica Lexie: Analisi Tecnica
http://www.seeninside.net/piracy
di Luigi Di Stefano
fonte : https://www.facebook.com/Enrica.Lexie.maro.Latorre.Girone?ref=ts&fref=ts





Ci sentiamo di dire questo ai signori politici Italiani, ed alle caste indiane :

La Vera Italia non lascia nessuno indietro.

Noi Andiamo Avanti alla ricerca di Verità Giustizia e Libertà per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

giovedì 28 novembre 2013

Il governo di..... pulcinella ! #iostoconimarò


A quanto pare tutti i pensieri che abbiamo espresso negli ultimi tempi riguardo l' operato del nostro governo si rilevano esatti, nonostante le richieste giunte dai cittadini sia il Presidente della Repubblica Napolitano, che il Presidente del Consiglio Letta non hanno fatto nulla per tutelare due Militari Italiani  ( che ricordiamo erano in servizio di scorta regolarmente assegnatogli dai superiori ), e cosa ancor peggiore l' attuale esecutivo si è rivelato la continuazione ideale dell' altro ponendo in pratica l' unico obiettivo reale del Senatore Monti confermato dalle choccanti dichiarazioni del M.A.E. Bonino che il 12 Novembre U.S. a Giuseppe Sarcina del Corriere della Sera dichiarava questo "Ci abbiamo messo dei mesi per arrivare a questa audizione a distanza. Adesso il processo dovrebbe passare alla Corte speciale. Pensiamo di chiudere presto l’incidente e di rilanciare i nostri rapporti commerciali con l’India, un Paese che non possiamo perdere"
fonte : www.corriere.it 
La libertà di parola resta un concetto astratto, anzi ad ogni minima richiesta di chiarimenti o spiegazioni dei cittadini non solo non vi sono risposte, ma vengono cancellati commenti educati e civili e agli autori degli stessi viene bloccato l' accesso alla pagina stessa come è capitato in passato al sottoscritto.

Ad oggi appare chiara la sottomissione all' india, ma ci chiediamo in cambio di cosa ? di affari per le aziende che corrono ad investire nel paese delle caste invece di effettuare investimenti nel nostro paese che sarebbero strategici in questi momenti di crisi economica ?

Un ulteriore conferma dello scarso operato di questo esecutivo è il mantenimento della gestione da parte di De Mistura, un diplomatico a quanto pare di terz' ordine visti i risultati conseguiti, i suoi viaggi indiani per fare il corriere di orecchiette e rape, o per farsi fotografare con quel sorrisino beffardo non sono riusciti a sbloccare l' impasse tra Roma e Delhi, anzi continuano a creare solo danni, ma si sa', se era stato messo a gestire la spinosa situazione scavalcando l' allora M.A.E. Terzi ed ora il M.A.E. Bonino, vuol dire che ai nostri governanti va bene cosi'.

ed ora ecco le agenzie odierne :
(ANSA) - NEW DELHI, 28 NOV - Il quotidiano ha avuto conferma ieri sera della consegna del rapporto dai ministeri degli Interni, Esteri e dalla stessa Nia. 
Parlando con l'ANSA, una fonte diplomatica ha tuttavia ricordato ''che la decisione finale spetta al giudice che dovra' formulare i reali capi di accusa'' a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. 
Il giornale sottolinea, inoltre, il forte contrasto esistente tra gli Esteri e gli Interni sulla vicenda. Lo scorso aprile, il
ministro degli Esteri Salman Khurshid, infatti, si era impegnato con l'Italia sostenendo che il caso dei maro' non rientrava fra quelli "rari tra i piu' rari" che prevedono l'applicazione della pena di morte. Lo stesso ministero degli Interni aveva modificato un suo ordine alla Nia rimuovendo il riferimento al ''Sua Act''. 
La legge, approvata nel 2002 in conformita' con i trattati internazionali sulla sicurezza marittima, sarebbe al centro dell'acceso dibattito fra i due ministeri. La ''Legge per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della Navigazione marittima e le strutture fisse sulla piattaforma continentale'' stabilisce chiaramente che se qualcuno uccide un altro, sara' passibile di pena di morte. Questo e' fissato nell'articolo 3, comma g e i della legge in cui si dice che "Chi causa la morte di qualsiasi persona sara' punito con la morte".
L'incidente della Enrica Lexie e' avvenuto a 20,5 miglia nautiche al largo delle coste del Kerala, oltre quindi le acque territoriali indiane ma all'interno della cosiddetta ''zona di interesse economico esclusivo'' che si estende fra 12 e 200 miglia nautiche e su cui il Sua Act si applica. "La nostra logica - ha detto al giornale un responsabile della Nia -  e' che uccidendo i pescatori, i maro' hanno commesso un atto che ha messo in pericolo la navigazione marittima. E siccome c'e' stato un omicidio, sono passibili di essere accusati in base ad una Legge che prevede la pena di morte". 
Secondo quanto riferisce ancora Hindustan Times, il ministero degli Esteri si e' impegnato ad ''assicurare che i due militari non siano perseguiti in base al Sua Act''. ''Questo sarebbe una violazione della promessa fatta da Khurshid - spiega - che ha il valore di una garanzia di uno Stato sovrano'' 
Per questo, dopo la consegna del rapporto della Nia, il dicastero degli Esteri ''fara' un'attenta valutazione e
esaminera' tutti gli aspetti legali prima di dare la sua posizione ufficiale''.


CASO MARO'': HINDUSTAN TIMES, ACCUSATI SU BASE LEGGE CHE PREVEDE PENA MORTE (2) 

(Adnkronos) - La richiesta sarebbe stata avanzata in una  relazione inviata lunedi'' dalla Nia al ministero dell''Interno,  nonostante le ripetute richieste del ministero degli Esteri a favore di una pena minore. Al centro del dibattito ci sarebbe una particolare legge approvata nel 2002. In base al Sua Act sulla "Repressione degli  
atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima e delle piattaforme fisse sulla piattaforma continentale", riporta l''Hindustan  Times, se una persona provoca la morte di un individuo deve essere punita con la pena di morte.



REPUBBLICA.IT
Marò: la polizia indiana presenta accusa che prevede pena morte

La notizia è stata diffusa dal giornale The Hindustan Times. Nessun commento dalle forze dell'ordine indiane. Secondo fonti diplomatiche la decisione finale spetta al giudice che dovrà formulare i reali capi di accusa

28 novembre 2013
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono accusati dell'omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012 NEW DELHI - La polizia indiana Nia ha presentato un rapporto in cui accusa i marò in base a una legge che prevede la pena di morte. Secondo The Hindustan Times, giornale che ha diffuso la notizia, gli investigatori avrebbero presentato lunedì al ministero degli Interni un rapporto in cui si chiede di perseguire i due militari in base al 'Sua Act' che reprime la pirateria marittima con la pena di morte, nonostante le ripetute richieste pressanti del ministero degli Esteri di trattare il caso con capi di imputazione che prevedono pene più lievi. Secondo una fonte diplomatica la decisione finale spetterà al giudice che dovrà formulare i reali capi di accusa.
I due fucilieri italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sono accusati dell'omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012. Il quotidiano ha avuto conferma ieri sera della consegna del rapporto dai ministeri degli Interni, Esteri e dalla stessa Nia. Una fonte diplomatica ha ricordato "che la decisione finale spetta al giudice che dovrà formulare i reali capi di accusa" a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il giornale sottolinea, inoltre, il forte contrasto esistente tra gli Esteri e gli Interni sulla vicenda. Lo scorso aprile, il ministro degli Esteri Salman Khurshid, infatti, si era impegnato con l'Italia sostenendo che il caso dei marò non rientrava fra quelli "rari tra i più rari" che prevedono l'applicazione della pena di morte. Lo stesso ministero degli Interni aveva modificato un suo ordine alla Nia rimuovendo il riferimento al "Sua Act".
La legge, approvata nel 2002 in conformità con i trattati internazionali sulla sicurezza marittima, sarebbe al centro dell'acceso dibattito fra i due ministeri. La "Legge per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della Navigazione marittima e le strutture fisse sulla piattaforma continentale" stabilisce chiaramente che se qualcuno uccide un altro, sarà passibile di pena di morte. Questo è fissato nell'articolo 3, comma g e i della legge in cui si dice che "Chi causa la morte di qualsiasi persona sarà punito con la morte".
L'incidente della Enrica Lexie è avvenuto a 20,5 miglia nautiche al largo delle coste del Kerala, oltre quindi le acque territoriali indiane ma all'interno della cosiddetta "zona di interesse economico esclusivo" che si estende fra 12 e 200 miglia nautiche e su cui il Sua Act si applica. "La nostra logica - ha detto al giornale un responsabile della Nia - è che uccidendo i pescatori, i marò hanno commesso un atto che ha messo in pericolo la navigazione marittima. E siccome c'è stato un omicidio, sono passibili di essere accusati in base ad una Legge che prevede la pena di morte".
Secondo quanto riferisce ancora The Hindustan Times, il ministero degli Esteri si è impegnato ad "assicurare che i due militari non siano perseguiti in base al Sua Act". "Questo sarebbe una violazione della promessa fatta da Khurshid - spiega - che ha il valore di una garanzia di uno Stato sovrano". Per questo, dopo la consegna del rapporto della Nia, il dicastero degli Esteri "farà un'attenta valutazione e esaminerà tutti gli aspetti legali prima di dare la sua posizione ufficiale".
Poche settimane quattro fucilieri italiani della Enrica Lexie sono stati sentiti in videoconferenza dalla polizia indiana. Secondo le perizie balistiche, sul corpo dei pescatori uccisi proiettili incompatibili con le armi in dotazione a Latorre e Girone. 



Maro': stampa indiana, per rapporto Nia passibili pena di morte =
(AGI) - Roma, 28 nov. - La stampa indiana torna a parlare della possibilita' di una condanna a morte per i due maro' italiani detenuti in India. Secondo l'Hindustan Times, la National Investigtion Agency (Nia), a cui sono affidate le indagini sulla morte dei due pescatori indiani nel febbraio 2012, nel suo rapporto ha invocato l'applicazione di una legge del 2002 che prevede la pena capitale per chi causa la morte di persone
in mare. Il giornale ha riferito che il rapporto e' stato gia' trasmesso al ministero dell'Interno indiano, nonostante le pressioni dello stesso ministero degli Esteri di New Delhi per arrivare a un'incriminazione meno pesante per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Nei mesi passati, il capo della diplomazia indiana, Salman Khurshid, ha piu' volte rassicurato il governo italiano che la pena capitale e' esclusa, un impegno ribadito a marzo quando l'Italia minaccio' di non rimandare indietro i due fucilieri del Battaglione San Marco rientrati in patria per votare alle elezioni politiche. Il rapporto della Nia sara' consegnato a un giudice ad hoc che lo esaminera' e lo
mettera' a disposizione dei legali per poi avviare le udienze preliminari in cui saranno stabiliti i capi d'accusa.
La Nia e' un'agenzia creata nel 2009 dal governo indiano dopo il sanguinoso attentato di Mumbai del novembre 2008 finora si e' occupata prevalentemente di terrorismo, ma ora ha invocato per la prima volta una legge del 2002 per la Soppressione di Atti Illeciti contro la Sicurezza della Navigazione Marittima ("Su Act)". Si tratta, per ironia della sorte, di una legge voluta dal governo per reprimere gli atti di pirateria, quegli stessi contro cui erano impegnati i due militari italiani. Alla sezione 3, la legge dice espressamente che "se qualcuno causa la morte di un'altra persona sara' punito con la morte".  
L'uccisione dei pescatori e' avvenuta oltre le 12 miglia nautiche delle acque territoriali indiane, ma il Su Act e'
applicabile anche tra le 12 e le 200 miglia dalle coste indiane, considerate da New Delhi come Zona di interesse
economico esclusivo. "Il nostro pensiero", ha spiegato una fonte della Nia, "e' che con l'uccisione dei pescatori i maro' abbiano commesso un atto che mette a rischio la navigazione e quindi sono passibili di essere incriminati sulla base di una legge che prevede anche la pena di morte". 


Stampa indiana: non esclusa condanna a pena di morte per marò Suggerimento della Nia. Rapporto su indagini consegnato a Delhi

Roma, 28 nov. (TMNews) - L'Agenzia nazionale d'investigazione indiana (Nia), incaricata dell'indagine sull' uccisione di due pescatori del Kerala nell'incidente che vede coinvolti i due Fucilieri italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, avrebbe chiesto nel suo rapporto che i due marò siano giudicati sulla base di una norma approvata nel 2002 che prevede anche una  condanna alla pena capitale.La Nia, secondo quanto riferito dalla
stampa locale, avrebbe inviato lunedì sera il suo rapporto al ministero degli Affari esteri e al dicastero dell'Interno a Nuova Delhi.Il capo della diplomazia indiana Salman Khurshid, nei mesi scorsi, aveva assicurato che Latorre e Girone, in caso di comprovata responsabilità, non sarebbero stati condannati alla pena di morte.


Maro': stampa, Nia presenta accusa che prevede pena morte

(ANSA) - NEW DELHI, 28 NOV - La polizia indiana Nia ha presentato un rapporto in cui accusa i maro' in base a una legge che prevede la pena di morte. Lo scrive The Hindustan Times. 
lunedi' al ministero degli Interni un rapporto in cui si chiede di perseguire i due militari in base al 'Sua Act' che reprime la pirateria marittima con la pena di morte 'nonostante le ripetute richieste pressanti del ministero degli Esteri di trattare il caso con capi di imputazione che prevedono pene piu' lievi'.



Maro': stampa su richiesta pena morte, 'no comment' Nia

(ANSA) - NEW DELHI, 28 NOV - La polizia investigativa indiana Nia ha risposto oggi con un 'no comment' ad una richiesta dell'ANSA di conferma dell'esistenza di un suo rapporto in cui si chiede la pena di morte per i maro'.
Consultato telefonicamente sulle notizie pubblicate oggi dall'Hindustan Times, il vice ispettore P.V. Vikraman ha detto soltanto: "Non posso commentare. Non sono in una posizione per poterlo fare".



Hindustan Times 

Fishermen killings: NIA seeks death for marines

Saikat Datta,

The National Investigation Agency (NIA), probing the case against two Italian Marines for killing two Kerala fishermen, has recommended that they be charged under an Act that mandates the death penalty.
The NIA sent a report seeking sanction for prosecution to the union ministry of home affairs (MHA) on Monday despite repeated entreaties from the ministry of external affairs (MEA) seeking a lesser charge. The MHA, NIA and the MEA confirmed to HT that the report seeking sanction for prosecution was received on Monday evening.
Earlier Salman Khurshid, the minister for external affairs had assured the Italian government that the two marines would not be charged with death penalty. Khurshid made this commitment after the marines went home on bail and the refused to return to India.
Two Italian marines, serving as security guards on an Italian-flagged oil tanker Enrica Lexie had shot dead two Indian fishermen about 20 nautical miles off Kerala in February last year.
The lawyers of the marines, Massimiliano Latorre and, say their clients mistook the fishermen for pirates and fired warning shots into the water. The two marines do not admit killing anyone or aiming directly at the fishing boat.
At the heart of the furious debate between the two ministries is a specific law that was passed in 2002. The ‘Suppression of Unlawful Acts Against Safety of Maritime Navigation and Fixed Platforms on Continental Shelf’ Act (SUA) is clear that if anyone causes death, then they will be awarded with a death penalty. This is stated in clause 3 (g) (i) of the Act which states: “causes death to any person shall be punished with death.”
The MEA is keen to resolve the issue and ensure that the marines are not prosecuted under the Act because the courts may award them death penalty.
This would be a violation of the commitment made by Khurshid, which they state, is as good as a sovereign guarantee.
But the NIA and the MHA differ and in the files that have gone back and forth, they state that the prerogative to decide the marines’ fate is left to the Indian courts.
“There is also a legal tangle here because the killing of the Kerala fishermen occurred at sea, just beyond India’s territorial claims which extend up to 12 nautical miles (NM),” a senior MHA official familiar with the issue told HT on the condition of anonymity.
India’s exclusive economic zone extends from 12 NM to 200 NM and the SU Act 2002 applies to this area. “Our logic is that by killing the fishermen, the marines committed an act that jeopardised navigation. Since this was death, they are liable to be charged with an Act that also mandates the death penalty,” an NIA official dealing with the case told HT.
Incidentally, the SUA Act also conforms to the UN conventions and laws of the sea. Sources in the NIA and MHA confirmed to HT that they will stand by their position on prosecuting the Italian marines under this Act.
After the report seeking sanction for prosecution was sent by NIA to the home ministry, the MEA has taken the position that they will “carefully take into account the legal position before taking any decision.”



La risposta di De Mistura alle agenzie :

(ANSA) - ROMA, 28 NOV - "Siamo in attesa di vedere il rapporto della Nia quando verra' presentato al giudice, qual e' la proposta di capo d'accusa da parte della stessa Nia e il capo d'accusa che il giudice riterra' giusto avere nel processo". Lo ha detto all'ANSA Staffan de Mistura, inviato del governo italiano per la vicenda Maro', riferendosi a quanto scritto da 'The Hindustan Times' secondo il quale la polizia indiana ha presentato un rapporto in cui accusa Latorre e Girone in base a una legge che prevede la pena di morte.

++ Maro': De Mistura, pronti a mosse e contromosse ++

(ANSA) - ROMA, 28 NOV - "Siamo pronti ad ogni evenienza con mosse e contromosse". Lo ha detto all'ANSA Staffan de Mistura, inviato del governo per la vicenda dei maro', commentando indiscrezioni secondo le quali la Nia ha presentato un rapporto in cui accusa Latorre e Girone in base a una legge che prevede
la pena di morte. "Come difesa - ha spiegato de Mistura - abbiamo in ogni caso il diritto di vedere il rapporto ed
eventualmente di contestarlo".
L'inviato del governo italiano per la vicenda de due Maro' trattenuti in India esclude qualsiasi automatismo e aggiunge che spetta comunque al giudice "analizzare il rapporto della polizia e valutare se ha sostanza, se non ne ha alcuna, o ancora se va ridimensionato".





Maro': India, governo ribadisce posizione, no pena morte (2)

(ANSA) - NEW DELHI, 28 NOV - In una dichiarazione al Parlamento lo scorso 22 marzo, ha detto il portavoce, il
ministro degli Esteri Salman Khushid escludeva la pena di morte aggiungendo che si applicava solo nei ''casi rari tra i piu' rari''. 
Il portavoce non ha confermato le indiscrezioni di stampa di oggi sulla consegna di un rapporto della Nia al ministero degli Interni in cui si chiede l'applicazione di una severa legge che prevede la pena capitale in caso di omicidio. 
"In generale, come e' noto, - ha detto - in questi briefing non commentiamo argomenti che riguardano problemi
interministeriali". Ma, ha proseguito, "sebbene non intendiamo commentare informazioni di carattere speculativo, posso rinviare alla posizione espressa chiaramente dal ministro degli Esteri Salman Khurshid il 22 marzo in Parlamento" .
Nella dichiarazione alla Camera bassa (Loksabha) resa in occasione del ritorno in India dei due maro', il capo della diplomazia indiana, parlando a nome del governo, aveva detto che ''secondo una giurisprudenza indiana largamente applicata, questo caso non ricade nella categoria di quelle materie che richiedono l'applicazione della pena di morte, e cioe' nei casi rari tra i piu' rari''. ''Quindi - concludeva - non bisogna avere alcuna preoccupazione a questo proposito''. 
Il portavoce ha poi aggiunto che ''l'India intende rispettare l'impegno preso in Parlamento e che ogni decisione
sara' valutata tenuto conto il quadro politico articolato in quella dichiarazione''.



Maro': accuse, parere spetta a consulente legale governo

(ANSA) - NEW DELHI, 28 NOV - Sara' il consulente legale del governo (''attorney general'') a dare il parere decisivo sulla definizione dei capi di accusa a carico dei maro'. Lo ha appreso l'ANSA dal portavoce del ministero degli Esteri indiano. ''I ministeri possono fornire le loro raccomandazioni, ma l'ultima parola spetta all'attorney general'' ha detto la fonte a proposito del rapporto della polizia Nia che sarebbe stato presentato al ministero degli Interni e che fa riferimento a una legge che prevede la pena di morte in caso di omicidio. (ANSA).


Maro':moglie Girone,preoccupati e in attesa notizie ufficiali

(ANSA) - BARI, 28 NOV - "Siamo preoccupati ma siamo in attesa di notizie ufficiali perche' sinora sappiamo solo quello che scrivono i giornali". Lo ha detto all'ANSA Vania Girone, moglie di uno dei due maro' detenuti in India,commentando la notizia secondo cui la polizia indiana Nia avrebbe presentato un rapporto formulando un'accusa ai due fucilieri che prevede la pena di morte. Vania ha detto di avere sentito oggi il marito e
di avere commentato con lui la notizia. "Salvatore non si e' espresso - ha detto - aspettiamo notizie ufficiali".
"Non sappiamo se le notizie che sono arrivate siano attendibili - ha detto ancora Vania Girone -
quello che ci risulta, per il momento, e' che il governo indiano ha smentito confermando la posizione espressa sinora". "Restiamo in attesa - ha detto ancora - di conoscere questo rapporto della Nia e di notizie ufficiali in merito".

Maro': Pianetta(FI),Letta faccia valere peso governo italiano

(ANSA) - ROMA, 28 NOV - ''E' tragico e orrendo il rapporto della NIA indiana ,con la possibile pena di morte per La Torre e Girone ,a seguito delle accuse in esso contenute. Se queste accuse saranno confermate da parte indiana dobbiamo accusare Monti di codardia e incapacita' per aver consentito il ritorno in India dei due Maro , come pure di inadempienza la nostra Magistratura che aveva il diritto ed il dovere , in base alle leggi marittime internazionali ,di giudicarli''. Lo sostiene Enrico Pianetta esponente di Forza Italia - Pdl il quale chiede ''perche' Monti e forse anche altri a livello piu elevato hanno consentito quell'illegittimo rientro in India opponendosi al
Ministro degli Esteri Ambasciatore Terzi?''
''Chiedo a tutti costoro - afferma ancora Pianetta - di  spiegare davanti a tutto il Popolo italiano il loro indecente e
pusillanime comportamento . Il Governo Letta - e' infine l'appello di Enrico Pianetta - sia a sua volta meno attendista e fatalista e faccia valere il peso politico internazionale che afferma di avere''.


CASO MARO'': LEGA CHIEDE A GOVERNO DI RIFERIRE SUBITO IN AULA = 
BITONCI, LETTA VADA IN INDIA A RIPRENDERSI I MILITARI

Roma, 28 nov. (Adnkronos) - La Lega Nord chiede al governo di  riferire urgentemente in Aula sui maro'' dopo "aver appreso la notizia di un possibile aggravamento dei capi d''imputazione a carico di Salvatore Girone e Massimiliano La Torre". Lo dichiara Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato.

"E'' stato gravissimo aver fatto rientrare i nostri uomini - prosegue il capogruppo del Carroccio - fidandosi del Governo indiano.
Se Letta ha davvero le palle d''acciaio lo dimostri andando personalmente in India a riprendersi i nostri due maro''".



MARO'. SALVINI: RIDATECI MILITARI E PRENDETEVI MONTI E FORNERO


(DIRE) Roma, 28 nov. - "Cacchio, alla faccia della credibilita' internazionale. I due maro' in India rischiano la pena di morte.
Propongo uno scambio di prigionieri: ridateci i due militari, e prendetevi Monti e la Fornero. Vi piace?".

Lo scrive su twitter Matteo Salvini 




Una nota dell' On Meloni :

MARO’, MOZIONE FDI PER INTERROMPERE RAPPORTI DIPLOMATICI CON INDIA

28 novembre 2013 alle ore 16.43

SOTTOPORRE QUESTIONE IN SEDE NATO E CHIEDERE PRONUNCIAMENTO UE


«Abbiamo chiesto ripetutamente che la sorte dei due marò venisse affrontata come questione prioritaria di dignità nazionale da tutto il ‘sistema Italia’ e non invece come un semplice caso giuridico-diplomatico. Siamo stanchi delle pagliacciate del governo indiano e del governo italiano. La misura è colma. I nostri due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono detenuti in India da 648 giorni al di fuori di ogni legittimazione giuridica e senza che i governi di ‘cartone’ Monti e Letta abbiano fatto nulla per difendere la dignità nazionale. Quello perpetrato ai danni dell’Italia è un oltraggio continuo che non possiamo più accettare. Fratelli d’Italia presenterà una mozione parlamentare per impegnare l’Esecutivo a fare quello che un governo serio avrebbe dovuto fare da tempo e che noi chiediamo fin dal primo giorno. Uno: interrompere i rapporti diplomatici con l’India. Due: sottoporre la questione in sede Nato. Tre: pretendere un pronunciamento da parte dell’Unione europea. Qualora l’Alleanza Atlantica e la Ue decidessero di non prendere una posizione chiara a favore della nostra Nazione, l’Italia dovrebbe arrivare anche a ritirare i propri militari dalle missioni internazionali di pace e a congelare il proprio contributo economico alle spese di funzionamento dell’Ue. Per fare questo servirebbe solo un briciolo di dignità da parte del governo Letta, senza dover ricorrere a fantomatiche ‘balls of steel’ delle quali il mondo non ha finora avuto alcuna evidenza».


È quanto dichiarano i fondatori di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa.

fonte : https://www.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale?hc_location=timeline



di : Fernando Termentini
DICHIARAZIONE INDIANA CHIARA PER IL DOTT DE MISTURA, PECCATO CHE NON ABBIA NESSUNA VALENZA GIURIDICA PER LA LEGGE PENALE ITALIANA

Marò, De Mistura: Pena morte "inconcepibile, non va considerata"
Questione "risolta tempo fa con dichiarazione chiara" dell'India

Roma, 28 nov. (TMNews) - La questione dell'eventuale condanna alla pena capitale dei due marò italiani trattenuti in India - Massimiliano Latorre e Salvatore girone - perché ritenuti coinvolti nella morte di due pescatori del Kerala "l'abbiamo risolta tempo fa con una dichiarazione chiara delle autorità
indiane": è una questione "inconcepible, che non va neppure presa in considerazione", ha detto a TMNews l'inviato speciale del governo, Staffan de Mistura.
fonte : https://www.facebook.com/groups/337996802910475/

LA DEMOCRATICA DOTT.SSA BONINO MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI ITALIANI MI IMPEDISCE DI ESPRIMERE IL MIO PENSIERO SULLA SUA PAGIANA FORSE PERCHE' TROPPO DISTANTE DALLA DEMAGOGIA CHE CONTRADISTINGUE DETERMINATE POSIZIONI POLITICHE.

CHIEDO A CHI PUO' FARLO DI POSTARE QUANTO SEGUE A MIO NOME CREDO CHE RISCUOTEREBBE INTERESSE !!!

LA VICENDA DI MASSIMILIANO LATORRE E SALVATORE GIRORE SI TINGE DI GIALLO. 

(ANSA) - NEW DELHI, 28 NOV - Nia presenta accusa che prevede pena di morte. Una conclusione che molti di noi purtroppo avevano paventato

A questo punto è d’obbligo chiedersi chi ha rimandato in India i due Fucilieri di Marina nonostante che ci fosse questo rischio.

Risulta che l’Ambasciatore Terzi allora Ministro degli esteri il 21 marzo interessò i massimi vertici dell’Esecutivo esplicitando alcune perplessità in un apposita nota per :
- salvaguardare la credibilità dell’Italia di fronte ai partners internazionali;
- tutelare la sicurezza dei nostri militari;
- riaffermare la giurisdizione italiana e l’immunità del nostro Ambasciatore in quel momento minacciata da Delhi.
Non risulta che ci siano state risposte MENTRE E’ CERTO CHE :
- non è stato avviato nessun arbitrato internazionale con motivazioni esplicitate dal dott de Mistura in una recente intervista a Zapping assolutamente non condivisibili sul piano del diritto come ci dicono Accademici di Diritto Internazionale;
- i due Fucilieri di Marina sono stati estradati in India ritenendo valide le assicurazioni di Delhi sottoscritte dall’Addetto di Affari indiano a Roma;
- non è stato preteso dall’Italia il rispetto dell’immunità funzionale in tutto il mondo garantita ai militari che operano per conto di uno Stato;
- NON E’ STATO TENUTO CONTO di quanto stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale (n. 223 del 27 giugno1996) in cui la Suprema Corte ha ritenuto la semplice garanzia formale della non applicazione della pena di morte atto insufficiente alla concessione dell’estradizione e da quanto sentenziato dalla Sez. VI il 10 ottobre 2008 n. 40283, in cui si afferma tra l’altro “ai fini della pronuncia favorevole all’estradizione , è richiesta documentata sussistenza e la valutazione di gravi indizi ……” elementi che per quanto sopra specificato non sembrano assolutamente sussistere;
- Abbiamo accettato - UNICO PAESE AL MONDO - che 4 nostri cittadini italiani con lo status di militari fossero interrogati da un’Agenzia investigativa straniera nel territorio di un altro Stato quale è l’Ambasciata indiana a Roma.
fonte : https://www.facebook.com/groups/337996802910475/




si ringrazia Silvano Dell' Acqua per la foto
fonte : https://www.facebook.com/groups/maroitaliani/

ed ecco come il M.A.E. Bonino risolve i commenti del Gen Termentini.... cancellandoli !!!

di seguito lo stesso post tratto dalla pagina Facebook della stessa Bonino, prima e dopo la censura bulgara :

Prima della censura



  • Piace a 41 persone.
  • Giovanni Andrea John Vilardo Particolarmente incazzato per i due Fucilieri di Marina ancora prigionieri in India, il paese dove se prendi l'autobus ti stuprano a morte.
    20 ore fa · 2
  • Claudio Calò è la prima volta che abbiamo agli Esteri un Ministro di Valore. Bonino trova Ministero Molto Inutile. Molti doppi cognomi, nepotismo, retribuzioni faraoniche, personaggi poco credibili, risultati penosi. Vedremo una Donna di Valore cosa riesce a fare
  • Nicoletta Innocenti Per chi non ha ancora mandato il cervello all'ammasso, per chi crede veramente che LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, nè AD PERSONAM nè CONTRA PERSONAM!
    I principi di giustizia equalitaria non sono surrogabili, ne asservibili al potere politico e anche un bambino di 5 anni si accorgerebbe di come sono andate le cose. Gran senso di schifo. PERCHE' NON SI VOTA IN PARLAMENTO LA RESPONSABILITA' CIVILE e PENALE DEI GIUDICI???
    14 ore fa · 1
  • Francesco Baracca e ora la paladina dei diritti umani si sveglia o resta a guardare ? http://www.ansa.it/.../Maro-stampa-Nia-chiede-pena-morte...
  • Antonio Murrone Marò richiesta di condanna a morte... Pensare di dimettersi no? VERGOGNA..ma tanto ormai i parassiti politici non hanno + neppure il senso del pudore...è + facile che arrivino gli alieni sulla terra che un politico italiano si dimetta
    3 ore fa · 1
  • Eva Luna ma possibile che non riesca a dire 2 parole sui ns marò e sottolineo ns perchè a quanto pare non vene frega una beata m.....a?
    2 ore fa · 1
  • Alfredo Conte Grazie Emma, tempo di crisi ma non per tutti. La legge di Stabilità regala altri 20 milioni a Radio Radicale, una convenzione rinnovata per due anni. Dieci volte tanto l'intervento per la Sardegna. Il tutto per finanziare una radio che ha perso il 40% degli ascoltatori, e un partito che alle elezioni ha raccolto lo 0,19% dei voti. http://www.lanuovabq.it/.../articoli-venti-milioni-per...
  • Mariella Guarracino soddisfatta anche per l'operato della farnesina verso i nostri fucilieri????? dopo l'inettitudine totale di queste istituzioni italiani..... mi vergogno!
  • Roberto Galland Stocchetti A nome del Generale Termentini, cui è impedito farlo:
    (ANSA) - NEW DELHI, 28 NOV - Nia presenta accusa che prevede pena di morte. Una conclusione che molti di noi purtroppo avevano paventato 

    A questo punto è d’obbligo chiedersi chi ha rimandato in India i due Fucilieri di Marina nonostante che ci fosse questo rischio. 

    Risulta che l’Ambasciatore Terzi allora Ministro degli esteri il 21 marzo interessò i massimi vertici dell’Esecutivo esplicitando alcune perplessità in un apposita nota per : 
    - salvaguardare la credibilità dell’Italia di fronte ai partners internazionali;
    - tutelare la sicurezza dei nostri militari;
    - riaffermare la giurisdizione italiana e l’immunità del nostro Ambasciatore in quel momento minacciata da Delhi. 
    Non risulta che ci siano state risposte MENTRE E’ CERTO CHE :
    - non è stato avviato nessun arbitrato internazionale con motivazioni esplicitate dal dott de Mistura in una recente intervista a Zapping assolutamente non condivisibili sul piano del diritto come ci dicono Accademici di Diritto Internazionale;
    - i due Fucilieri di Marina sono stati estradati in India ritenendo valide le assicurazioni di Delhi sottoscritte dall’Addetto di Affari indiano a Roma;
    - non è stato preteso dall’Italia il rispetto dell’immunità funzionale in tutto il mondo garantita ai militari che operano per conto di uno Stato;
    - NON E’ STATO TENUTO CONTO di quanto stabilito da una sentenza della Corte Costituzionale (n. 223 del 27 giugno1996) in cui la Suprema Corte ha ritenuto la semplice garanzia formale della non applicazione della pena di morte atto insufficiente alla concessione dell’estradizione e da quanto sentenziato dalla Sez. VI il 10 ottobre 2008 n. 40283, in cui si afferma tra l’altro “ai fini della pronuncia favorevole all’estradizione , è richiesta documentata sussistenza e la valutazione di gravi indizi ……” elementi che per quanto sopra specificato non sembrano assolutamente sussistere;
    - Abbiamo accettato - UNICO PAESE AL MONDO - che 4 nostri cittadini italiani con lo status di militari fossero interrogati da un’Agenzia investigativa straniera nel territorio di un altro Stato quale è l’Ambasciata indiana a Roma.


Dopo la censura 

  • Piace a 41 persone.
  • Giovanni Andrea John Vilardo Particolarmente incazzato per i due Fucilieri di Marina ancora prigionieri in India, il paese dove se prendi l'autobus ti stuprano a morte.
    21 ore fa · 2
  • Claudio Calò è la prima volta che abbiamo agli Esteri un Ministro di Valore. Bonino trova Ministero Molto Inutile. Molti doppi cognomi, nepotismo, retribuzioni faraoniche, personaggi poco credibili, risultati penosi. Vedremo una Donna di Valore cosa riesce a fare
  • Nicoletta Innocenti Per chi non ha ancora mandato il cervello all'ammasso, per chi crede veramente che LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, nè AD PERSONAM nè CONTRA PERSONAM!
    I principi di giustizia equalitaria non sono surrogabili, ne asservibili al potere politico e anche un bambino di 5 anni si accorgerebbe di come sono andate le cose. Gran senso di schifo. PERCHE' NON SI VOTA IN PARLAMENTO LA RESPONSABILITA' CIVILE e PENALE DEI GIUDICI???
    15 ore fa · 1
  • Francesco Baracca e ora la paladina dei diritti umani si sveglia o resta a guardare ? http://www.ansa.it/.../Maro-stampa-Nia-chiede-pena-morte...
  • Antonio Murrone Marò richiesta di condanna a morte... Pensare di dimettersi no? VERGOGNA..ma tanto ormai i parassiti politici non hanno + neppure il senso del pudore...è + facile che arrivino gli alieni sulla terra che un politico italiano si dimetta
    4 ore fa · 1
  • Eva Luna ma possibile che non riesca a dire 2 parole sui ns marò e sottolineo ns perchè a quanto pare non vene frega una beata m.....a?
    3 ore fa · 1
  • Alfredo Conte Grazie Emma, tempo di crisi ma non per tutti. La legge di Stabilità regala altri 20 milioni a Radio Radicale, una convenzione rinnovata per due anni. Dieci volte tanto l'intervento per la Sardegna. Il tutto per finanziare una radio che ha perso il 40% degli ascoltatori, e un partito che alle elezioni ha raccolto lo 0,19% dei voti. http://www.lanuovabq.it/.../articoli-venti-milioni-per...
  • Mariella Guarracino soddisfatta anche per l'operato della farnesina verso i nostri fucilieri????? dopo l'inettitudine totale di queste istituzioni italiani..... mi vergogno!
  • Frank Morello Bonino, seriamente, vogliamo fare qualcosa per i 2 italiani detenuti illegalmente da 2 anni in India, e le responsabilita' del capitano, che in acque internazionali si vende per la paura, e l'armatore?, ognuno si assuma le proprie responsabilita'.


fonte : https://www.facebook.com/pages/Emma-Bonino/9005388225?ref=ts&fref=ts

come vedete è stato rimosso il commento di un utente che riportava il pensiero del Gen Termentini.....



W la democrazia e la libertà di parola !


nessun bavaglio per la Vera Italia 

#iostoconimarò