venerdì 31 gennaio 2014

I due Marò sono innocenti ! merce di scambio, di Fernando Termentini


Dal 15 febbraio 2012 ad oggi sono passati quasi due anni, due anni di vergogna e di tradimenti verso due soldati che sempre a testa alta hanno ubbidito agli ordini e sono stati sequestrati di fatto dall' india con la responsabilità ormai evidente agli occhi di tutti del governo Monti, che li rispedi' tra le fauci di una politica interna indiana spietata che aveva tanto da mascherare riguardo ad un giro di tangenti che riguardava alcuni membri di spicco del partito al governo della malvista in quanto considerata una straniera Sonia Gandhi.

Oggi forniamo una serie di articoli su cui riflettere e finalmente dissipare tutti i dubbi sulla effettiva responsabilità dei Fucilieri di Marina, nonostante i disinformatori e i giochi sporchi degli interessi commerciali la verità trionferà, apriamo con un articolo a firma del Gen (r) Termentini e di seguito un video con la testimonianza oculare, resa tramite un intervista radio di un ufficiale imbarcato sulla E. Lexie che racconta lo svolgimento dei fatti, buona lettura e buona meditazione

" Tutti Insieme Nessuno Indietro, San Marco ! "


Latorre e Girone, merce di scambio per interessi personali. di Fernando Termentini

Il 25 ottobre ho ipotizzato in queste pagine che i due Fucilieri di Marina ormai in ostaggio dell’India da 24 mesi erano stati venduti per trenta denari a vantaggio di interessi di settore e  personali.  
L’8 gennaio ho ripreso l’argomento dopo che giungevano notizie sulla vicenda Finmeccanica / India sempre più convinto che i due militari italiani avevano rappresentato la merce di scambio per garantire interessi globali a livello nazionale e soprattutto per tutelare precipue figure istituzionali e lobby di potere economico.

“Merce di scambio” immediatamente resa disponibile dall’Italia come possibile contropartita per rabbonire la controparte indiana adirata perché i fatti erano diventati di dominio pubblico, rivelando al mondo la sensibilità di personalità indiane a proposte corruttive.

Oggi questa ultima ipotesi è confermata da notizie pubblicate da quotidiani nazionali dove si evidenzia il coinvolgimento di massimi livelli governativi indiani nel giro delle ipotesi di tangenti versate dalla Società e di cui si sta occupando il Tribunale di Busto Arsizio. Una lunga lista di nomi, fra cui  Mohamed Singh Presidente dell’India e Ahmed Patel segretario politico di Sonia Gandhi.

Sempre più evidente,  quindi che quando l’ex Premier Monti in Parlamento il 26 marzo 2013 relazionò sulla decisione di far rientrare in India i due Marò accennando anche alla difesa di interessi economici italiani, si riferiva probabilmente anche a quanto sta emergendo ora.

A tale riguardo, non è nemmeno azzardato ipotizzare che il Senatore Monti in quei giorni abbia condiviso le sue decisioni  con il suo Ministro allo Sviluppo Economico Corrado Passera e con L’Ammiraglio Di Paola al momento Ministro della Difesa, in possesso di un consolidata esperienza nei rapporti internazionali riguardanti le industrie italiane impegnate nel settore di forniture militari,  per pregressi incarichi di vertice nell’area tecnico - amministrativo della Difesa.

Sempre di più evidente, quindi, che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano stati al centro di interessi economici rilevanti e che l’India abbia approfittato della vicenda dell’Enrica Lexie per poter garantirsi la gestione di importanti rapporti economici in corso con l’Italia, usando come contropartita la sorte di due militari italiani.

Una vera propria forma di ricatto portata avanti da 24 mesi dall’India, forse anche con lo scopo di proteggere personalità istituzionali indiane, facendo leva sul destino di due nostri militari ceduti alla giustizia di Delhi dall’Italia,  con una decisione al momento dichiarata per “mantenere la parola data” ma le cui motivazioni oggi assumono ben altri connotati. Chiaro a tale riguardo l’articolo che ci propone il dott. d’Ecclesia che scrive  “Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del2010” .

Lo Stesso Onorevole Cicchitto, Presidente della Commissione Esteri della Camera, anche se con un certo ritardo comincia a prendere coscienza del problema e dichiara “Italia in debito con marò”.

Perché allora non iniziamo a ripagare l’India con la loro stessa moneta. Il Diritto Internazionale prevede la rappresaglia, attuiamola cominciando a ritirarci dalla Missione ONU “UNMOGIP” voluta dalle Nazioni Unite dal gennaio 1949 per garantire il cessate il fuoco fra India e Pakistan per il controllo del Kashimir.

Un impegno a cui l’Italia ancora partecipa al momento con la presenza di un Ufficiale come si evince dal sito dell’Esercito e che dovrebbe invece essere immediatamente annullato richiamando in Patria l’Ufficiale per evitare che, all’occorrenza,  anche lui possa rappresentare  merce di scambio in mano indiana.

Fernando Termentini, 31 gennaio 2014 - ore 12,30  

fonte : http://alfredodecclesia.blogspot.com/2014/01/latorre-e-girone-merce-di-scambio-per.html?spref=fb



Una testimonianza importante :



ed ora la biblioteca virtuale, una serie di link per conoscere la verità :




























CRISI CON L’INDIA PER I MARÒ: “À LA GUERRE COMME À LA GUERRE”

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A proposito dell’atteggiamento da tenere nell’annosa questione dei due sottufficiali della Brigata San Marco trattenuti in India sotto minacce del tutto sconsiderate ma plausibili, dato il contesto, l’ammiraglio Giuseppe Lertora ha pubblicato suLiberoreporter una serie di proposte per aumentare la pressione sul governo e l’opinione pubblica del Subcontinente. Alle più che condivisibili proposte dell’apprezzatissimo opinionista, un alto dirigente militare estremamente informato sui fatti, a proposito di auspicabili “fermezze” varie (che per inciso si potevano assumere sin dall’inizio della vicenda) si potrebbero aggiungere una serie di  pressioni più energiche e, in parte,  meno ortodosse, come ad esempio:
1.    la cessazione immediata  di fornitura di pezzi di ricambio e know how per tutti gli armamenti italiani esistenti nelle FFAA indiane o in costruzione  (come cannoni da 76 Compatti navali e rifornitori d’altura classe Deepak, radar e IFF Selex, assistenza Fincantieri per le nuove portaerei e fregate, etc.)
2.    l’apertura di trattative, palesi e riservate, per fornire al Pakistan tecnologia militare sensibile (ancorché, ovviamente, non utilizzabile da Al Qaeda &Co), come siluri di ultima generazione, elicotteri da combattimento, unità navali d’attacco, sistemi C3I e moderni apparati di guerra elettronica, ovvero i force multiplier più decisivi dei moderni campi di battaglia. Come accennato,  alcuni di essi sono in corso di promozione o fornitura all’India (entrambe dovrebbero essere immediatamente congelate)
3.    l’aumento della pressione sulla nutrita comunità indiana in Italia pur nei limiti di correttezza e legalità che hanno sempre caratterizzato il comportamento nei confronti degli immigrati4.    pressioni sulla famiglia italiana di origine di Sonia Gandhi per indurre “Madame” – come la chiamano nel Subcontinente – ad un contegno meno ipocrita e pilatesco (ovvero à la guerre comme à la guerre).
5.    un intelligente e subliminale azione governativa di boicottaggio del turismo italiano nel Subcontinente, che già è diminuito per conto suo dall’inizio della vicenda (almeno nel Kerala), esplicitamente a favore di altre mete altrettanto suggestive , come lo Sri Lanka, la neo praticabile Birmania, l’Indocina, etc.
6.  una campagna di sensibilizzazione sul problema nei confronti delle ricche e molto evolute comunità indiane all’estero, le quali, soprattutto nel mondo anglosassone, sono al vertice della scala sociale e del potere. Far comprendere loro che la vicenda sta danneggiando l’India molto più di quanto non la favorisca, anche in termini di aumento di compattezza interna. Paradossalmente, è l’Italia che lentamente e faticosamente  sta recuperando assertività e orgoglio nazionale(prima del “caso Marò” chi conosceva, in Italia, la Brigata San Marco e il suo incredibile spirito di corpo che traspare continuamente dall’ammirevole comportamento dei due sottufficiali ?)
7.    last but not least,  il divieto formale del governo italiano ai due sottufficiali di uscire dal compound dell’ambasciata, che è extraterritoriale ed è un lembo del nostro territorio nazionale. Latorre e Girone non metterebbero più piede in India se non da uomini liberi, non partecipando ovviamente a qualsiasi “processo” e buffonata del genere. Sarebbero di fatto prigionieri in Ambasciata, è chiaro, ma la medesima è abbastanza vasta, anche nei suoi spazi all’aperto,  per consentire una soluzione del genere per periodi  prolungati (si può anche fare jogging, avendone voglia). Se si rammentano gli innumerevoli  casi di rifugiati politici in ambasciate dei dopoguerra, caldo e freddo, non si può non convenire che si tratta di un’ipotesi del tutto praticabile.
E’ molto improbabile che gli indiani avrebbero il coraggio di violare un’ambasciata di un membro della UE e della Nato, un azzardo folle da regime rivoluzionario che ha perso completamente la bussola.  I dirigenti indiani sono sconsiderati, irriflessivi e abborracciati  ma non idioti fino al punto di scatenare sotto elezioni una jacquerie xenofoba che potrebbe uscire da qualsiasi controllo e finire per rivoltarsi contro la cricca corrotta e incompetente che “governa” (absit iniuria verbis) il loro paese.   Per i nostri due militari si tratterebbe di un’altra prova impegnativa, ma almeno sarebbero “a casa” senza pericolo di essere ri-arrestati da qualche polizia o agenzia antiterrorismo, oppure sparati da qualche fanatico indù (quando i due  vanno in libera uscita oggi, vengono scortati da carabinieri armati). Esplicitiamo ora un argomento a proposito del quale occorre, come disse Georges Clemenceau a proposito dell’Alsazia Lorena pre-Prima  Guerra Mondiale, “pensare sempre, parlarne mai”, ovvero la possibilità/necessità di   predisporre piani ad hoc per una esfiltrazione occulta di Latorre e Girone dall’India nel caso le cose si mettano veramente male.
Qualche idea circolava, a suo tempo, quando i due erano confinati in prossimità dell’oceano, che è accessibile a chiunque sia in grado di attraversarlo nel modo più conveniente e invisibile (i sommergibili sono stati inventati anche per questo).  Ora è molto più difficile ma per gente – come ad esempio gli incursori della Marina – che in tempo di guerra ha fatto saltare in una sola notte, quella di Alessandria,  due corazzate, una petroliera e un caccia, in uno dei più muniti porti nemici, o che, sempre in quel periodo, teneva la propria base operativa nel ventre di una nave mercantile in disarmo ad Algesiras, sotto il naso  di un avversario sagace e agguerritissimo basato nell’adiacente Gibilterra, non dovrebbe essere impossibile farsi  venire qualche idea. I particolari ognuno se li può vagamente immaginare. Qualche volo cargo o executive di bandiera terza che decolla nottetempo dall’aeroporto di New Delhi, una mano amica e anche due, un camioncino di fornitori, smazzettamenti adeguati…
Le soluzioni tecniche e operative si trovano, anche se qualche rischio si dovrebbe comunque correre; quello che è difficile ipotizzare è il via libera di un’operazione del genere da parte di un esecutivo nazionale come quello attuale, che oltretutto dovrebbe trovare consenso e stimolo in  un ambiente decisionale che non riesce a trovare un accordo neanche sull’indispensabile per assicurare un futuro decente all’intero Paese.
Questo è forse il punctum dolens dell’intera faccenda. Ma la situazione potrebbe costringere anche i più recalcitranti ad adottare soluzioni radicali e non ortodosse, come sono del resto tutti i passaggi di questa assurda vicenda. E’ chiaro che dovremmo fare da soli, potendo aspettarci al massimo qualche tiepido aiuto dalle organizzazioni multilaterali dove le individualità nazionali si stemperano, in primis Nato e UE. Le superpotenze (USA, Russia)  hanno nel Subcontinente interessi geopolitici di più alta caratura e quindi sullo specifico sono impossibilitate ad agire in modo efficace (Washington, in particolare, ha bisogno di New Delhi in funzione anticinese) , mentre quelle minori non sono altro che spregiudicati concorrenti economici dell’Italia sullo specifico mercato indiano (Francia, Germania, UK, Corea, Giappone) e quindi hanno tutto l’interesse a che la crisi si complichi sempre più.

fonte http://www.analisidifesa.it/2014/01/crisi-con-lindia-per-i-maro-a-la-guerre-comme-a-la-guerre/

Gli elicotteri, il giro di tangenti in india, ma per i due Marò ancora nessun arbitrato internazionale è stato chiesto



A pensare a male si commette peccato ma spesso si azzecca

Il deputato Edmondo Cirielli ha annunciato recentemente di aver presentato «a nome del gruppo di Fratelli d’Italia, una proposta di legge per chiedere l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sequestro e la detenzione illegale dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone».
E ancora: «L’obiettivo - ha spiegato - è individuare le responsabilità politiche di chi ha assunto decisioni tanto gravi e tanto sbagliate a Parlamento sciolto ed urne aperte e, in particolare, di chi il 22 marzo 2013 ha deciso di consegnarli alle autorità indiane nonostante quanto prescritto dal nostro Codice penale in materia di estradizione, dalla Costituzione e da due sentenze della Corte Costituzionale che si riferiscono proprio all’ alibi di de Mistura e di Monti che giustificarono la loro decisione con una garanzia scritta di Delhi sulla "no pena di morte". Perché non è stato richiesto l’intervento dell’ Onu per violazione del diritto internazionale commesso dall’ India? Perché non sono state attivate le clausole previste in materia di mutua difesa dal Trattato della Nato e dell’ Ue? Il "caso marò " è uno dei peggiori scandali della storia repubblicana».

Ed ecco le parole dei rappresentanti del COCER : «Abbiamo chiesto un incontro con il delegato de Mistura - spiega il maresciallo Ciavarelli, delegato del Cocer Interforze - vogliamo finalmente avere un po’ di chiarezza non solo sulla condizione morale e personale dei due colleghi, ma soprattutto su cosa si sta facendo riguardo gli aspetti diplomatici e di diritto internazionale per riportarli a casa. Anche in considerazione - aggiunge il maresciallo - del forte malumore che stanno esternando tutti i militari perché toccati nella loro dignità».

Ci chiediamo quindi perchè i due governi ( Monti e Letta ) non abbiano mai preso in ipotesi l' opzione di un arbitrato internazionale visto che per finmeccanica questa strada è stata presa in breve tempo, pecunia non olet ? appare chiaro che ci sono interessi commerciali dietro questa arrendevolezza e l' abbandono dei Fucilieri.

E giusto per aggiungere scandali allo scandalo ecco una nota dall' inchiesta sulle tangenti  ( aprile 2012 ) con Guido Ralph Hasckhe imputato per corruzione

ELICOTTERI AGUSTA , LE TANGENTI AI POLITICI E IL DESTINO DEI MARÒ (Marco Lillo).

Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del 2010. La lettera che potrebbe complicare le relazioni tra i due Paesi la pubblichiamo accanto ed è stata trovata nella villa sul lago di Lugano del consulente italiano residente in Svizzera, Guido Ralph Haschke, imputato per corruzione insieme all’ex presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi e ad altri consulenti e manager, con l’accusa di avere pagato 30 milioni di euro di mazzette a pubblici ufficiali indiani per favorire Agusta Westland nella gara per la commessa degli elicotteri AW101.Quando nell’aprile del 2012 entrarono nella sua casa gli inquirenti italiani e svizzeri, Haschke finse un malore e si accasciò sul suo letto. Sotto c’era una valigia piena di documenti che il consulente di origini piemontesi aveva lasciato lì, convinto che la sua cittadinanza svizzera fosse uno schermo contro l’invadenza dei carabinieri del NOE guidati da Sergio De Caprio, alias Ultimo, e dei pm napoletani Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock.
Tra le carte della valigia c’era la lettera che, dopo il passaggio per competenza dell’indagine da Napoli a Busto Arsizio, il pm Eugenio Fusco ha studiato e saputo valorizzare al meglio, coordinandola con un appunto manoscritto dallo stesso Haschke, a suo dire sotto dettatura del suo coindagato Christian Mitchell, con una lista con le sigle dei ruoli o dei nomi dei beneficiari delle mazzette indiane.
GIOVEDÌ 9 GENNAIO era in corso il controesame di Haschke da parte delle difese e al termine il pm Fusco ha calato tre carte: la lettera, l’appunto manoscritto e una foto di Sonia Gandhi con il suo principale collaboratore Ahmed Patel. Se il tris di Fusco, riprodotto nel fotomontaggio, era d’assi o di due di picche lo dirà solo il Tribunale al termine del giudizio. La prima carta calata dal pm il 9 gennaio, è in inglese e suona così: “15 Marzo, 2008. All’attenzione di Mister Peter Hulett (responsabile vendite di Agusta Westland in India Ndr)
Caro Peter, poiché la Signora Gandhi è la forza trainante dietro i V.I.P. (cioé gli elicotteri predisposti al trasporto delle autorità indiane che dovevano essere acquistati dal governo pagando ad Agusta 556 milioni Ndr), lei non volerà più con il MI-8 (il vecchio elicottero russo della flotta governativa che Sonia Gandhi usava e che usano tuttora alcune personalità indiane, Ndr). La Signora Gandhi e i suoi più stretti collaboratori sono le persone alle quali l’Alto Commissario (l’ambasciatore della Gran Bretagna: Agusta Westland è anche britannica, Ndr) dovrebbe mirare”. Dopo questo riferimento a Sonia Gandhi come “forza trainante” segue la lista delle personalità da mettere nel mirino diplomatico, su richiesta di Agusta. La lettera non sarebbe imbarazzante se non fosse per il firmatario: Mitchell si è occupato, secondo i pm, del pagamento delle mazzette e ora sta tranquillo a Dubai. La lista è impressionante : 1) Manmonah Singh (premier dell’India, Ndr); 2) Ahmed Patel (segretario politico di Sonia Gandhi Ndr); 3) Pranab Mukherjee (presidente dell’India dal 2012, nel 2008 ministro degli esteri Ndr); 4) M. Veerappa Moily (ministro dell’energia, Ndr); 5) Oscar Fernandes (Ministro dei Trasporti, Ndr); 6) M.K. Narayanan (Governatore del Bengala, Ndr); 7) Vinay Singh (Capo delle Ferrovie indiane, Ndr). La lista delle personalità da suggerire all’ambasciatore si chiude con un brusco “saluti Christian” . Il pm Fusco, dopo avere mostrato la lettera con il nome di Sonia Gandhi e di Ahmed Patel, suo collaboratore strettissimo, il 9 gennaio, ha calato la seconda carta: la lista delle mazzette, già emersa in una precedente udienza del dicembre scorso ma non collegata al secondo documento in quella sede (AP si pensava potesse essere Alleanza Popolare, nome del partito).
LA LISTA, SCRITTA a penna da Haschke, sotto dettatura di Mitchell stando al racconto del mediatore svizzero, si divide in quattro parti, ciascuna con una sigla corrispondente a una categoria di corrotti. AF sta per Air Force, 6 milioni; BUR, cioé burocrati ai quali vanno 8,4 milioni; poi i POL, cioé i politici, a cui vanno 6 milioni dei quali 3 milioni a un misterioso AP. Fusco mette sotto il naso di Haschke i due documenti: “Dottor Haschke, ma secondo lei questo AP dei tre milioni a cui fa riferimento Mitchell nell’appunto manoscritto è Ahmed Patel della lettera?”. Haschke risponde: “Anche io sarei arrivato alle sue stesse conclusioni ma a me Mitchell non lo ha detto e io non lo conosco”. Il pm mostra una delle tante foto di Patel accanto a Sonia Gandhi. E richiede ad Haschke chi è Patel. L’italo-svizzero insiste: “Conosco solo Sonia Gandhi”. I rappresentanti legali del governo indiano presenti all’udienza sono saltati sulla sedia.
Il 10 gennaio sui giornali indiani compaiono due notizie. La prima, pubblicata per esempio dall’Indian Express che segue meglio dei media italiani il processo di Busto, era la cronaca dell’interrogatorio di Fusco sulle mazzette da 3 milioni, su AP, sul collaboratore di Sonia Gandhi e sulla lettera che la citava. Lo stesso giorno compare sui giornali indiani la notizia che fredda le famiglie dei nostri fucilieri reclusi in India da due anni: “La decisione se applicare o meno la pena di morte sarà valutata dal governo indiano nel giro di due o tre giorni”, faceva filtrare proprio quel giorno il ministro dell’Interno indiano, Sushil Kamar Shinde. I giornali italiani, come Libero, parlavano di “repentino cambio di scenario: solo ieri, giovedì 9 gennaio, il ministro degli Esteri, Salman Khurshid, aveva escluso ancora una volta l’applicazione della pena capitale ai due militari italiani, accusati dell’omicidio di due pescatori”.
LA SENSAZIONE netta è che i due procedimenti penali, quello contro i marò in India e quello dal quale potrebbero emergere i rappresentanti (per ora sconosciuti) della politica indiana che avrebbero preso le mazzette, sono vicende incrociate. Le stranezze delle due storie, se le si riguarda insieme, sembrano avere più senso. Il governo indiano ha congelato la commessa che sarebbe stata vinta secondo il pm Fusco grazie alle mazzette da Agusta ma fa filtrare l’idea di un arbitrato, notoriamente il preludio a una chiusura morbida. Anche sul fronte del processo ai marò si resta in un limbo giuridico. L’accusa non ha ancora formulato un capo di imputazione e una questione ormai chiusa, come quella della pena di morte, è stata riaperta a sorpresa il 10 gennaio, dopo l’interrogatorio di Fusco ad Haschke su Ahmed Patel, e ieri è stata nuovamente rimessa in un cassetto dal governo indiano. A primavera ci sono le elezioni in India, il partito di Sonia Gandhi potrebbe essere in difficoltà proprio per la vicenda degli elicotteri. E questa non è una buona notizia per i marò.

ELICOTTERI AGUSTA , LE TANGENTI AI POLITICI E IL DESTINO DEI MARÒ

AL PROCESSO FINMECCANICA IL PM FUSCO MOSTRA LA LISTA DELLE PERSONE SU CUI FINMECCANICA VOLEVA FARE PRESSIONI: DAL BRACCIO DESTRO DI SONIA GANDHI AL PREMIER SINGH.


Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del 2010. La lettera che potrebbe complicare le relazioni tra i due Paesi la pubblichiamo accanto ed è stata trovata nella villa sul lago di Lugano del consulente italiano residente in Svizzera, Guido Ralph Haschke, imputato per corruzione insieme all’ex presidente di Finmeccanica Giusppe Orsi e ad altri consulenti e manager, con l’accusa di avere pagato 30 milioni di euro di mazzette a pubblici ufficiali indiani per favorire Agusta Westland nella gara per la commessa degli elicotteri AW101.Quando nell’aprile del 2012 entrarono nella sua casa gli inquirenti italiani e svizzeri, Haschke finse un malore e si accasciò sul suo letto. Sotto c’era una valigia piena di documenti che il consulente di origini piemontesi aveva lasciato lì, convinto che la sua cittadinanza svizzera fosse uno schermo contro l’invadenza dei carabinieri del NOE guidati da Sergio De Caprio, alias Ultimo, e dei pm napoletani Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock.
Tra le carte della valigia c’era la lettera che, dopo il passaggio per competenza dell’indagine da Napoli a Busto Arsizio, il pm Eugenio Fusco ha studiato e saputo valorizzare al meglio, coordinandola con un appunto manoscritto dallo stesso Haschke, a suo dire sotto dettatura del suo coindagato Christian Mitchell, con una lista con le sigle dei ruoli o dei nomi dei beneficiari delle mazzette indiane.

giovedì 30 gennaio 2014

Il mal strano, l' epidemia di " nausella " di Magda Menchini


Importante emergenza, alcune precauzioni importanti per la nostra salute :


Riceviamo da molte parti notizie riguardanti una nuova epidemia in Italia che si sta allargando a macchia d'olio in tutte le regioni italiane.  E' stata battezzata "nausella" e consiste in un continuo mal di stomaco accompagnato da urti di vomito incessanti.
Stranamente comincia la mattina in forma virulenta appena si accende il televisore e finisce quando, la sera, il televisore viene spento.
A quel punto i dolori allo stomaco si placano e, se non sono proprio forti, la persona gode di un sonno non proprio riposante ma sufficiente a recuperare in parte le forze.
Il problema è che la mattina seguente la situazione si ripresenta con gli stessi sintomi ed il risultato è che gli italiani sono sempre più stanchi e stressati.
Medici e scienziati, dopo aver studiato il fenomeno che sembra riguardi esclusivamente gli italiani, hanno dichiarato la loro impotenza sui metodi di cura di questa patologia.
Noi, non volendo certo sostituirci a così alti luminari, ci permettiamo di azzardare un'ipotesi che potrebbe contribuire ad un alleggerimento di questi noiosissimi e sgradevoli sintomi, per esempio una forte presa di posizione al riguardo di alcuni personaggi che abitano stabilmente su Marte e da lì imperano costringendoci a svuotare le tasche per riempire contenitori di natura aliena che non ci riguardano minimamente.

Siamo assolutamente sicuri che, impegnandoci a scuotere con moto ondulatorio e sussultorio le molte poltrone inchiodate nei posti che contano ove sono confortevolmente assisi i "nulla assoluti" ed i "arraffa più che puoi", il disagio quotidiano, terribile invero, che ci causa la "nausella" potrebbe alleggerirsi di molto fino a restare una pallida ombra.

E' d'uopo cominciare a convincersi che sia assolutamente necessaria una cura di tal genere ad evitare che l'epidemia dilaghi fino a raggiungere i livelli massimi oltre i quali sarebbe impossibile fermarne il contagio, con tutte le conseguenze del caso.

Mentre noi scriviamo, abbiamo notizia che le farmacie sono prese d'assalto per acquistare i vari tipi di digestivi ma, disgraziatamente, essi non riescono neanche a lenire le terribili sofferenze di cui tante brave persone soffrono.

Esortiamo quindi tutti i nostri concittadini ad evitare l'uso di trasmissioni particolarmente nocive, come quelle ove si parla di "palle d'acciaio" et similia, avendo riscontrato che in tali occasioni il picco della sofferenza da "nausella" arriva a punte altissime.

Apprendiamo in questo momento che i due marò sono stati ricoverati all'ospedale di New Dehli con crampi allo stomaco ad un livello insopportabile tanto che i medici indiani sono stati costretti a somministrare loro la morfina.  Stranissimo veramente che ciò sia accaduto dopo l'importante visita di un folto gruppo di politici italiani.
Che questi ultimi siano portatori sani di questo virus?

Siamo obbligati, quindi, ad arrivare alla conclusione che, per uscire da questo deprecabile attentato alla nostra salute, siano necessarie molte voci che si levino all'unisono, tutte insieme e sempre più forti, per costringere chi di dovere ad imboccare la strada del buonsenso, dell'onestà e della capacità affinchè si lasci questa zona contaminata che potrebbe portare in breve tempo all'estinzione della nostra gente.



Di Magda Menchini, associazione La Martinella 

IL SEQUESTRO DEI MARO' LATORRE E GIRONE - I MEDIA ITALIANI PROVANO (CON MOLTA FATICA ED IMBARAZZO) A RIFARSI UNA VERGINITA'.......di Stefano Tronconi


IL SEQUESTRO DEI MARO' LATORRE E GIRONE -
I MEDIA ITALIANI PROVANO (CON MOLTA FATICA ED IMBARAZZO) A RIFARSI UNA VERGINITA'.......

30 Gennaio 2014

Stefano Tronconi

Solo due giorni fa scrivevamo: 
“Ora che, proprio in queste ore, la delegazione (parlamentare) è in viaggio di ritorno verso l'Italia possiamo ribadire che la pagina si è di fatto voltata. (omissis) 
Perché siamo convinti che da oggi niente sarà più come prima?
(omissis)
….......... perché in questi ultimi giorni vi è stato un proliferare di articoli sui principali quotidiani del Paese (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore, ecc.), tutti improvvisamente impegnati a scrivere che la situazione dei due marò ed il modo in cui l'Italia ha condotto la vicenda è del tutto inaccettabile.
Quella dei media italiani appare ora come la classica corsa, da parte di chi è stato complice di un delitto, a prendere le distanze dal principale colpevole (il governo italiano) una volta resosi conto che quest'ultimo è stato smascherato. Comunque ben venga questo tardivo risveglio dei media italiani dal torpore interessato degli ultimi due anni. Come si sa, anche i criminali pentiti possono essere utili al perseguimento della giustizia.”

Bene, oggi finalmente prendiamo atto con piacere che anche un importante settimanale come Panorama dedica la propria copertina a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sotto il titolo che più corretto non potrebbe essere 'Prigionieri (dei) Politici'. Peccato che di corretto in quanto scrive Panorama vi sia poco più del titolo, mentre l'articolo è poi ancora infarcito di errori grossolani. D'altra parte è difficile riuscire a rinnegare se stessi tutto d'un colpo. Sì, perché Panorama è lo stesso settimanale ad un cui giornalista abbiamo scritto qualche giorno fa nei seguenti termini:
“Non sono commoventi il Corriere, la Repubblica, il Sole 24 Ore che si risvegliano dopo 2 anni a dire che, con loro primi responsabili, quanto è successo, succede in India è inaccettabile?
Meno male nel frattempo abbiamo trovato i parlamentari del M5S che ci hanno dato ascolto e sono andati in India con la ricostruzione Capuozzo/Di Stefano/Tronconi.
E Mulè cosa fa? Continua a puntare sulla Maria Torre o sull'editoriale che serve solo alla polemicuccia di politica interna?”.

Perchè la nostra vena polemica verso Panorama (che va detto, non ha fatto poi né più né meno peggio di molti altri giornali)?
Pochi lo ricorderanno, ma solo 15 giorni fa (per la precisione il 13 Gennaio scorso), era proprio Panorama che pubblicava sul suo sito un vergognoso articolo scritto sotto pseudonimo (la giornalista autrice del pezzo, tale Maria Torre, non esiste come si può facilmente verificare con una semplice ricerca 'google') in cui si sosteneva:
“Pare che nessuno abbia ancora capito che sarebbe meglio parlare il meno possibile …... (omissis) ….. quando l'Italia si indigna perché questo o quel giornale paventano la possibilità che ai due possa essere comminata la pena di morte forse peggiora la situazione anziché migliorarla.
…....... (omissis) ….........
Sarebbe forse il caso di sottolinearlo per l'ennesima volta, il Sua Act è l'applicazione indiana di una convenzione internazionale che venne adottata per dare strumenti forti nella lotta al terrorismo. La formulazione della convenzione è quindi quella della legge indiana, sono ambigue, ma per quanto nelle nebbie della giurisdizione indiana queste norme lascino molta libertà di interpretazione e di utilizzo.
…........(omissis) ….....
Che la stampa indiana contribuisca a mettere benzina sul fuoco ogni volta che ha l'occasione per farlo è normale ….. (omissis) ….. è più che realistico immaginare che a prescindere dalle mosse che farà l'Italia i due fanti resteranno in India quanto meno fino alla fine delle elezioni previste per la prossima primavera (inoltrata). Un periodo che, in fin dei conti, corrisponde alla pena minima prevista dal codice penale indiano per il reato che hanno commesso. ….. (omissis)

Avete letto bene?
Riassumendo, secondo l'articolo pubblicato sul sito di Panorama andava bene (e guai ad indignarsi) che si paventasse la pena di morte per i marò, andava bene che si applicasse la legge anti-terrorismo SUA Act a due militari in missione per lo Stato italiano, andava bene che la stampa indiana criminalizzasse i due marò (anzi era addirittura normale), andava bene che i militari continuassero ad essere le vittime del gioco spregiudicato indiano fin dopo le prossime elezioni perché ciò rappresenterebbe la pena minima per il reato che (secondo la nostra fantomatica e fantastica Maria Torre) hanno commesso.
Incredibile, davvero incredibile, ma purtroppo vero!
Se dietro lo pseudonimo Maria Torre si celi direttamente il ministro degli esteri Bonino, qualche suo portavoce o qualche semplice 'ammiratore/adulatore' questo ovviamente lo ignoriamo, ma è evidente come l'articolo esprimesse in toto la fallimentare linea portata avanti da nove mesi a questa parte dall'attuale ministro degli esteri e dal governo in cui siede.

E la cosa davvero incredibile è che articoli o concetti dello stesso tenore siano apparsi fino a pochi giorni fa più o meno su tutti i media italiani, anche quelli che a parole polemizzavano poi con il governo per il fatto che non riuscisse a riportare in Italia Girone e Latorre (dandone però per scontata la responsabilità nella morte dei pescatori come continua a fare anche oggi Panorama).
Perché se in qualche modo può anche risultare comprensibile (anche se non scusabile) che giornali come Repubblica, L'Espresso, Il Fatto Quotidiano ed altri si abbeverino come buoi alla fonte attingendo alle menzogne messe in circolazione dai giornali della 'grande democrazia indiana' o da un confuso e spregiudicato Matteo Miavaldi, ciò che per mesi è stato incomprensibile è che alla stessa fonte si siano nella sostanza abbeverati come buoi anche giornali come Panorama, Libero, Il Giornale, per non parlare delle reti RAI e Mediaset (ovviamente con le ben poche note eccezioni che conosciamo). Incomprensibile non perché da parte nostra vi sia più stima verso il secondo gruppo di giornali che verso il primo, ma perchè quelli del secondo gruppo erano gli stessi giornali che a parole (ma solo a parole) sostenevano la causa dei marò.

Comunque, come abbiamo detto all'inizio, per fortuna ormai si è voltata pagina e la cosa ovviamente non potrà che avere conseguenze benefiche non solo in Italia, ma anche e soprattutto in India, con la conseguenza di rendere più vicino il definitivo rientro di Latorre e Girone.

Visto però che non lo fa Panorama, vogliamo in ogni caso cogliere l'occasione offerta dal titolo di copertina del settimanale per chiarire meglio noi, ancora una volta, perché e di quali politici sono da due anni prigionieri Latorre e Girone.

Latorre e Girone sono prigionieri in primo luogo di alcuni politici indiani appartenenti al Partito del Congresso che sul loro sequestro hanno pensato di poter costruire la propria fortuna politica.
Questi politici si chiamano Chandy, primo ministro del Kerala, ed Antony, ministro della difesa indiano.
La manipolazione di tutte le prove contro Latorre e Girone è stato il risultato di un accordo di ferro che i due, alleati politici di lunga data, hanno stretto fin dal 16 Febbraio 2012.
L'attuale ministro degli interni Shinde, colui che formalmente ha preso le decisioni (ora, come ovvio, in via di ripensamento) di equiparare Latorre e Girone a dei terroristi, non è altro che un vecchio 'elefante' corrotto e screditato del Partito del Congresso, fedele alleato di Antony.
Il procuratore generale Vahanvati, autore del parere legale secondo cui non vi sarebbe nulla di strano a processare i marò sulla base del SUA Act, non è altri che il procuratore generale scelto da Antony e Chandy in sostituzione dell'avvocato dello Stato indiano Raval che nell'Aprile 2012 fu sostituito per aver sostenuto di fronte alla Corte Suprema che il Kerala non aveva giurisdizione nel caso dell'Enrica Lexie'.
Per due anni gli inetti politici, militari e diplomatici italiani non hanno capito che qualsiasi accordo loro pensassero di aver raggiunto per sbloccare la vicenda dei marò (con Kurshid o chi altro) veniva poi di fatto reso carta straccia dall'azione di Antony ed hanno continuato a collezionare una figura da allocchi dietro l'altra di fronte al mondo.

Ma Latorre e Girone sono poi prigionieri in secondo luogo anche dei politici italiani (nonché delle gerarchie militari e diplomatiche nostrane).
Sono loro prigionieri perché fin dall'inizio i politici italiani hanno preferito adottare un atteggiamento di collusione con i politici indiani nella speranza che la vicenda venisse risolta 'dietro le quinte' in modo da nasconderne l'incredibile serie di errori compiuti.
Tra questi ricordiamo il fatto che, come abbiamo scritto in passato, Latorre e Girone (ed il loro team) sono stati inviati in missione anti-pirateria come se andassero a fare un giro in canotto nel Golfo di Taranto, cioè senza alcuna delle strumentazioni obbligatorie richieste.
Ricordiamo che il loro rientro nelle acque territoriali indiane (che ha reso poi in qualche modo ambigua la questione della giurisdizione) non è stato il risultato di un tranello teso dalla Guardia Costiera indiana, ma semplicemente il risultato dell'incompetenza e della superficialità del Centro Operativo di Comando Militare italiano a cui era stata girata la richiesta indiana.
Ricordiamo inoltre la scelta senza precedenti e scellerata di farli scendere dalla nave per incanalarli nell'inferno del sistema giudiziario indiano.
Ricordiamo la consegna di tutte le armi e le munizioni dello Stato Italiano senza alcuna garanzia che poi il tutto non venisse utilizzato, come nei fatti accaduto, per provare a manipolare le prove balistiche.
Ricordiamo le numerose implicite ammissione di colpa (le interviste di De Mistura ai media indiani, l'indennizzo pagato alle famiglie dei pescatori, ecc.)
E poi ci sono tutti gli altri errori, che sarebbe forse più corretto chiamare veri e propri tradimenti, legati all'aver dato priorità agli interessi di potenti gruppi trasversali economici e finanziari.
La verità è che i nostri politici hanno sbagliato ogni singola mossa da due anni a questa parte e di conseguenza sono poi più stati impegnati a cercare soluzioni che tutelassero loro stessi, anziché tutelare gli innocenti Latorre e Girone.
E' così che si spiega perché da due anni Latorre e Girone siano prigionieri dei politici italiani tanto quanto di quelli indiani.

Tutto questo l'abbiamo voluto ricordare anche a correzione di quanto scritto oggi da Panorama.
Comunque, va bene così. Lasciamo pure che uno dopo l'altro i media italiani provino a riguadagnarsi una qualche verginità sulla vicenda riportando la vicenda di Latorre e Girone in prima pagina. In fondo è quello che oggi serve e che noi auspicavamo da molti mesi, malgrado gli auspici contrari del ministro Bonino.
Solo per questa strada l'interminabile incubo di Latorre e Girone non potrà che indirizzarsi verso la conclusione ed il loro rientro in Italia avvicinarsi davvero. Si è voltato pagina. Il governo indiano non potrà più condurre il gioco in solitudine come è stato loro gentilmente concesso di fare per due anni da parte dell'Italia. E questa è la cosa che davvero conta!


fonte : https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?hc_location=timeline









mercoledì 29 gennaio 2014

Marò,disinformazione totale occhio ad Accame ed Abbo le new entry. di Elfrid Bianchi




E dopo la fonte che dall’ India ha riempito di stronzate la rete italiana ed è stata presa in grande considerazione dai giornali,tutti di una certa area che ha grossi interessi in India,dove oltre a disinformare doveva impedire che venissero fuori i veri responsabili.
E nel momento decisivo ecco apparire altri disinformatori. Il primo punto è il non riconoscimento del diritto internazionale;il secondo punto è il non riconoscimento della giurisdizione e nonostante anche la Corte Suprema ha ammesso che l’incidente è avvenuto in acque internazionali loro continuano a negare questo fatto. A differenza di Miavaldi che l’ha buttata sul tossico,sul fascismo casa pound e rin tin tin ma non ha mai risposto a niente ,tra l’altro ignora anche l’idea del diritto m internazionale il buon Matteo,il duo Abbo Accame è invece una new entry proveniente dall’ ambiente militare.
Anche per loro vale lo stesso discorso del Miavaldi,non entrano nel merito,ma prendono degli aspetti,l’aspetto fondamentale che giustifica il tutto e che i due marò sono colpevoli,e un cervello malato come quello di Abbo elabora una stana teoria sullo spiattellamento,ed ecco che Accame gli da corda,nel momento più delicato della gestione marò due disinfornatori vanno alla Carica,supportati da una serie di profili fals iCiccio,Pierre,somaro,Kinda,indicizzano la notizia anzi si lamentano pure con la Bonino perché non ha onorato i due morti,non sapendo che tra le tante stronzate  dette dalla Bonino c’era anche quella che lei doveva pensare alle vedove e a chi non c’era più,denotando di essere in piena sintonia con Abbo e Accame. Sicuramente avranno promesso al comandante Abbo una bella promozione per il suo lavoro di disinformazione totale,insieme all’ Amm. Accame
A proposito per chi avesse qualche dubbio sentite Accame
“VICENDA MARO’

DOVE SI TROVAVA LA LEXIE AL MOMENTO DELL’ AZIONE DISSUASIVA NEI RIGUARDI DEL PESCHERECCIO ST. ANTHONY

IN ACQUE INTERNAZIONALI, OPPURE NON IN ACQUE INTERNAZIONALI, MA IN ACQUE CONTIGUE (ENTRO LE 24 MIGLIA)? LA SENTENZA DELLA SUPREME COURT DI NEW DELHI (18/01/2013)

La risposta è stata fornita dalla Supreme Court di New Delhi nella sentenza del 18/01/2013, dove si afferma che il fatto avvenne a 20,5 miglia dalla linea costiera (acque contigue). Tale sentenza non è stata contestata e nessuno ne ha provato la possibile falsità. Dunque cade tutta la ricostruzione che è stata fatta della vicenda, ricostruzione basata sul falso presupposto che la Lexie si trovasse in acque internazionali e quindi l’Italia potesse accampare diritti di giurisdizione”.
Sanno tutti che le acque territoriali si estendono fino alle 12 miglia,che ancora non c’è un mandato d’accusa e che stanno cercando di estendere la sue act anche a questo caso e gli indiani non hanno dato ancora risposte   Accame e Miavaldi invece si le hanno date.
E chi avesse ancora dei dubbi sul loro ruolo di disinformatori si legga quello che propone Accame,ma prima di inserire volevo aggiungere un'altra riflessione,le loro idee non le pongono nei gruppi fb normali,in questi gruppi loro non esistono ma solo nei gruppi nati per sostenere i marò,chiaramente questi gruppi interessano al mandante e' la che questi devono agire

“Ritengo anche, per incidere sull’ atmosfera processuale - scrive Accame al presidente Napolitano - potrebbe essere giovevole far pervenire al governo indiano il più sentito cordoglio per quanto accaduto, un cordoglio espresso al più alto livello politico possibile. Tenuto conto anche dell’umanità dimostrata dall’ India nell’ aver consentito per due volte l’invio in Italia dei marò, ed in considerazione dei forti vincoli che all’ India ci legano”.
L’ammiraglio Accame chiede espressamente al Capo dello Stato d’intervenire sul Consiglio Supremo di difesa: struttura che certo non brilla per attività. Sarà forse una coincidenza, ma del Consiglio di Sicurezza è parte integrante l’attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’ammiraglio Binelli, che all’ epoca dei fatti autorizzò, tramite l’ammiraglio Marzano, l’ingresso della Enrica Lexie nel porto di Kochi. In sostanza Binelli autorizzò la consegna dei nostri soldati nelle mani indiane. La sciagurata autorizzazione godeva peraltro dell’ avvallo dell’ allora capo di stato maggiore della marina, l’ammiraglio Branciforte, che ordinò all’ addetto navale italiano (che risiede a Nuova Delhi) di presenziare alle operazioni d’arresto dei marò quando la Lexie fosse attraccata nel porto di Kochin. Con tale autorizzazione (di fatto un ordine di consegna per i nostri militari) si permetteva che una nave con due cittadini italiani (due militari,due padri di famiglia…) entrasse nelle acque territoriali di un paese, l’India,dove vige la pena di morte.
La lettera dell’ammiraglio Accame al Capo dello Stato si propone due obiettivi:ascoltare Abbo, onde impiegare il suo lavoro al meglio ed in modo corretto, e attivare finalmente un’indagine su tutta la gestione della vicenda. Definire le responsabilità, pur con qualche autocritica, potrebbe farci apprezzare come una nazione più seria. Approcciando l’India con nuove e determinanti frecce al nostro arco, e sempre col fine ultimo di riportare in Italia i due militari.

fonte : https://www.facebook.com/notes/elfrid-bianchi/mar%C3%B2disinformazione-totale-occhio-ad-accame-ed-abbo-le-new-entry/596407830438053