domenica 30 novembre 2014

Quel fiocco giallo forse non basta più....


Una foto che ti incupisce e ti cambia improvvisamente l'umore.... è quella che Massimiliano Latorre, ha da qualche ora usato come immagine del suo profilo su facebook. Una foto nella quale una fascia nera sovrasta quella gialla. Da mesi ormai anzi, da quasi tre anni, quel giallo è il colore dell’attesa, del fiocco giallo che gli italiani che aspettano il suo rientro in patria e quello di Salvatore Girone, hanno appuntato sul bavero, un fiocco giallo che già ai tempi di Cicerone si legava al tronco di un albero per indicare l’attesa di un caro lontano da casa.Quel giallo oggi, nel profilo di Max, è sovrastato dal nero, colore legato alla negatività, alla tristezza, alle brutte notizie.Non voglio azzardare ipotesi, col rischio di sbagliare, ma a me quel nero non piace, mi incupisce e mi impensierisce. Cosa vorrà significare? È la foto del suo stato d’animo? È un messaggio per qualcuno? È un modo per dire che si sente dimenticato e che quindi quel giallo sarà presto oscurato del tutto?Non lo so e spero che arrivino presto delle spiegazioni.La certezza che deve ancora necessariamente confortare i nostri Leoni, è che l’Italia che ci crede non li ha abbandonati e mai lo farà, quel fiocco giallo rimarrà sul nostro bavero, sui nostri balconi, sui palazzi pubblici, fino al giorno del loro rientro.

“Sui Leoni l’abbiam giurato per l’eterna libertà…” 

sabato 29 novembre 2014

Napolitano e i marò

Dichiarazione del Presidente Napolitano sulla vicenda che vede coinvolti in India due militari italiani
Roma, 07/03/2012

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla vicenda che vede coinvolti in India due militari italiani:

"Credo sia stato molto significativo e importante il colloquio telefonico che oggi si è riusciti a realizzare tra il primo ministro indiano e il presidente Monti. Come ho potuto sapere, si è trattato di un colloquio improntato alla massima cordialità e a uno sforzo di reciproca comprensione.

Sono stato fin dall'inizio in continuo contatto con i ministri degli Esteri, della Difesa, e anche personalmente e direttamente con il sottosegretario De Mistura che era in India. E ho avuto modo di rivolgermi ai familiari dei due marò per esprimere la mia apprensione, la mia partecipazione e la massima vicinanza e solidarietà.

Per riportare, essendo questo l'obiettivo di tutti noi, i nostri due marò in Italia, l'unica via è quella di una accorta azione sul piano giuridico e giudiziario, anche perchè abbiamo una magistratura indiana che opera secondo le sue regole e in piena indipendenza, e di un'azione molto tenace e riservata anche sul piano politico e diplomatico. Questo è l'unico modo per riportare i ragazzi a casa. Riaffermiamo con decisione le ragioni dei nostri militari impegnati in una missione di indubbia importanza per la comunità internazionale, ed evitiamo qualsiasi elemento di incrinatura nel rapporto di amicizia e di reciproco rispetto tra Italia e India perché la continuità di questo rapporto è la migliore garanzia per una soluzione positiva del caso dei nostri due marò".
3 aprile 2012
 Giorgio Napolitano in visita ad Amman in Giordania rispondendo a delle domande sui marò dichiara :“Che la situazione è molto difficile ma ce la mettiamo tutta. Se qualcun altro oltre a mettere qualche striscione ha delle idee, aspettiamo di conoscerle...”

Roma, 8 giugno 2012
Messaggio del Presidente Napolitano in occasione della Festa della Marina Militare
C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Luigi Binelli Mantelli, il seguente messaggio: "Nell'anniversario dell'eroica impresa di Premuda, che concorse a determinare l'esito del primo conflitto mondiale, saluto la Bandiera della Marina Militare e rivolgo un pensiero commosso a tutti i marinai che hanno perso la vita per la difesa della Patria e per l'affermazione dei valori di libertà, democrazia e cooperazione pacifica tra i popoli a cui l'Italia si ispira.
Istituita nel 1861 con la fusione di diverse formazioni navali pre-unitarie, la Forza Armata costituisce oggi uno strumento operativo altamente professionale, dotato di mezzi tecnologicamente all'avanguardia, integrato nelle strutture dell'Unione Europea e dell'Alleanza Atlantica e pienamente impegnato nel complesso e ambizioso processo di trasformazione e razionalizzazione della difesa.
Negli scenari mutevoli e densi di rischi di un mondo sempre più interdipendente, la Marina concorre efficacemente all'azione delle organizzazioni internazionali per la salvaguardia dei commerci marittimi e della libertà di navigazione e per il contrasto dei traffici clandestini e dell'emergente fenomeno della pirateria. A fianco delle altre Forze Armate, essa contribuisce altresì alle missioni per la stabilizzazione e il ripristino della legalità nelle aree di crisi.
Nell'esprimere il mio apprezzamento per le altissime qualità umane e professionali degli uomini e delle donne della Marina Militare ed il plauso per l'impegno costante e incondizionato che essi profondono nell'assolvimento del proprio compito, rivolgo un particolare pensiero e incoraggiamento ai marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ancora ingiustamente costretti lontano dall'Italia e dai propri affetti famigliari.
Ufficiali, sottufficiali, marinai e personale civile della Forza Armata, in questo giorno di festa giungano a voi tutti e alle vostre famiglie il saluto caloroso e l'augurio più fervido dei cittadini italiani e miei personali.
Viva la Marina Militare, viva le Forze Armate, viva l'Italia!"


4 novembre 2012
Giorgio Napolitano ha voluto  ringraziare i militari impegnati in missioni di pace all'estero, esprimendo a tutti "vicinanza e gratitudine, con particolare affetto e ansietà per chi è ancora privato della libertà, ovvero i nostri Marò in India" e affermando che il governo continuerà a compiere "ogni tenace sforzo" per una soluzione positiva della vicenda.

Roma, 14 dicembre 2012

C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale, i familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da dieci mesi trattenuti in India, accompagnati dal Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. Il Capo dello Stato ha manifestato la propria solidarietà ai due sottufficiali della Marina Militare e ai loro familiari, esprimendo il sostegno del Paese e il costante, forte impegno delle istituzioni per una rapida soluzione della dolorosa vicenda.

Roma, 14 dicembre 2012
Il Presidente Napolitano ha ricevuto i familiari dei marò italiani trattenuti in India
C o m u n i c a t o

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto questa mattina al Quirinale, i familiari dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da dieci mesi trattenuti in India, accompagnati dal Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola e dal Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. Il Capo dello Stato ha manifestato la propria solidarietà ai due sottufficiali della Marina Militare e ai loro familiari, esprimendo il sostegno del Paese e il costante, forte impegno delle istituzioni per una rapida soluzione della dolorosa vicenda.


Marzo 2013 I Marò tornano in India nota del Quirinale.

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano," si legge nella nota, "ha avuto una conversazione telefonica con il fuciliere di Marina Massimiliano Latorre nel corso della quale ha espresso a lui e al suo collega Salvatore Girone l'apprezzamento per il senso di responsabilità con cui hanno accolto la decisione del Governo e ha assicurato loro la massima vicinanza nel percorso che li attende con l'augurio di un sollecito, corretto riconoscimento delle loro ragioni".
http://alfredodecclesia.blogspot.it/

#iostoconimarò, SEQUESTRO MARO': PER NATALE VOGLIAMO CREDERE... ( lettera aperta ai media )



SEQUESTRO MARO': PER NATALE VOGLIAMO CREDERE ….....

In vista del prossimo Natale vogliamo avere fiducia.


Vogliamo credere che entrambi i nostri fucilieri, dopo quasi tre anni di sequestro e di giustizia negata, potranno finalmente trascorrere le prossime festività serenamente a casa propria.


Vogliamo credere che per Natale il loro rientro in Italia sarà definitivo.


Vogliamo avere fiducia perché rispetto ad un anno fa, anche se poco o niente è cambiato in Italia, le cose sono fortunatamente cambiate in India dove i registi politici del sequestro dei marò sono usciti pesantemente sconfitti alle ultime elezioni.


Vogliamo anche credere che, una volta rientrati i marò in Italia, le prove schiaccianti della loro innocenza - disponibili fin dal Giugno 2013 quando il giornalista Toni Capuozzo le portò in televisione - trovino finalmente il dovuto spazio anche nei vostri articoli e nei vostri servizi.


Vogliamo credere che in Italia per giornali e televisioni arrivi presto il momento di titolare in prima pagina: 'Salvo e Max, scusateci perché vi abbiamo prima condannato ed abbiamo poi ignorato le prove della vostra innocenza !'.


Vogliamo credere che per giornali e televisioni arrivi presto il momento di dire all'opinione pubblica italiana: 'Scusateci perché vi abbiamo venduto la propaganda gridata dai giornali indiani come verità !'.


Nel frattempo vogliamo credere che, consci di quanto sopra, quest'anno giornali e televisioni siano vigili perché ciò che deve accadere a breve in India accada davvero.


Vogliamo infine credere che nessuno pensi che si possa accettare un altro Natale senza Latorre e Girone entrambi in Italia con le loro famiglie !


di Stefano Tronconi
fonte : https://www.facebook.com/events/527628090714800/?ref=29&ref_notif_type=like&source=1

#iostoconimarò, lettera aperta alle istituzioni.



Gentilissimi, mi trovo nel difficile compito di esprimere, con questa lettera, i sentimenti e le emozioni di migliaia di italiani che da ormai tre anni stanno, giorno dopo giorno, seguendo la interminabile attesa di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e, contemporaneamente, fare arrivare alle Istituzioni, la richiesta di contribuire alla ricerca di una soluzione.
In questi quasi tre anni, molteplici sentimenti sono stati espressi, sulla rete o direttamente con manifestazioni pubbliche, da tanti italiani: rabbia, sdegno, speranza, impotenza, commozione. Sentimenti ispirati tutti dal bisogno esprimere concretamente, solidarietà ai due militari impegnati nella lotta contro la piaga della pirateria e dal bisogno di vedere rispettati i principi di diritto internazionale, e soprattutto, al sentimento di rispetto verso la nostra Carta Costituzionale che sancisce la presunzione di innocenza e la sovranità delle nazioni, e che in questa vicenda, è stata più volte calpestata. Ognuno di noi si è più volte immedesimato nei pensieri di Massimiliano e Salvatore, lontani dalle famiglie e dai figli che stanno crescendo e costretti, loro malgrado, ad affrontare una situazione resa, ancora più pesante, dal ruolo a loro richiesto: essere rappresentanti, a livello internazionale, della loro Patria. Una Patria, che ha dato l’impressione, a volte di essere assente ed indifferente. Li abbiamo visti tesi, preoccupati, affaticati ed ora, anche malati, ma sempre coerenti nel rispetto delle istituzioni e dei suoi rappresentanti e nella capacità di assumersi direttamente le proprie responsabilità e, forse, anche quelle di altri. Oggi, dopo quasi tre anni di una storia, che ognuno di noi conosce, siamo arrivati, a malincuore, ad una conclusione: i rapporti politici tra gli Stati, molto spesso, percorrono strade che poco hanno a che fare con le persone e i loro vissuti; i tempi di risoluzione della controversia, purtroppo, non tengono conto e non possono tener conto del trascorrere della vita degli uomini. A questo punto, quindi, per ognuno di noi è sempre più impellente, al di là delle posizioni di principio e delle ideologie, raggiungere un obiettivo: in attesa che Italia ed India trovino le strade politiche, giuridiche e diplomatiche per risolvere questa vertenza, dobbiamo portare a casa Massimiliano e Salvatore. Senza timore, con questo, di voler sfuggire a delle responsabilità, anche perché, in questi tre anni, hanno dimostrato, più volte, all’India, di essere uomini la cui parola ha ancora un significato. E proprio questa è la richiesta che stiamo avanzando a tutti i rappresentanti delle Istituzioni, Italiane ed Indiane: non permettiamo che anche questo Natale 2014 veda ancora Salvatore lontano dalla famiglia e Massimiliano in attesa di una partenza per un futuro dai tempi incerti. Facciamo tornare a casa i nostri due marò e poi lasciamo tutto il tempo necessario alla magistratura Indiana di individuare i veri colpevoli dell'uccisione dei pescatori. Un tempo necessario, non per vincere o perdere un conflitto, ma per fare, finalmente, giustizia, senza preconcetti e sulla base di un diritto internazionale certo. Tutto il resto verrà dopo. Auguriamoci, per il prossimo Natale, di non dover ancora una volta lanciare una campagna a distanza per fare sentire la nostra vicinanza ai due marò. Nonostante tutto e il tempo trascorso siamo ancora fiduciosi, come Salvatore e Massimiliano, negli uomini che rappresentano le nostre istituzioni e sono, per questo, i primi difensori dei principi scritti nella nostra Costituzione


di Mirka Signorini e Roberta De Luca

fonte : https://www.facebook.com/events/527628090714800/?ref=29&ref_notif_type=like&source=1

giovedì 27 novembre 2014

IL CUORE PULSANTE DELLA TERRA


Dopo cinque anni di osservazioni satellitari la Nasa ha tracciato una mappa  della fluorescenza che le  piante emettono con la fotosintesi,il processo con il quale esse trasformano la luce del sole in energia per potersi alimentare e crescere. Le piante dunque respirano, ma noi non ce ne possiamo accorgere e così dimentichiamo questo fondamentale compito che questo processo ha sulla salute di tutto il pianeta. Ma esiste un segno della loro attività , che consiste nella fluorescenza prodotta dall' emissione di una piccolissima parte della luce solare che viene assorbita. E’  però solo un bagliore fievolissimo che l'occhio umano non riesce a percepire. Per questo   la NASA dopo cinque anni di osservazioni attraverso il satellite,  alla fine ha tracciato la mappa del "respiro del mondo". Quando la fluorescenza è maggiore, significa che è altissima l’attività della fotosintesi, il che significa che le piante sono sane, mentre i cambiamenti di luminosità che emettono, danno la misura di una fluorescenza affievolita, che può indicare che le piante sono in difficoltà o  sottoposte a stress. La mappatura globale dei cambiamenti nella fluorescenza, permettono di osservare la variazione della lunghezza della stagione di crescita, uno dei parametri che probabilmente vedremo  variato a causa dei mutamenti climatici. E’ stato possibile stilare queste mappe grazie ad uno strumento che identifica il segnale di fluorescenza molto debole che viene raccolto dal GLOBAL OZONE MONITORING INSTRUMENT 2, applicato suun satellite meteorologico europeo, il METOP-A. Però questa misurazione è resa complessa dal fatto che il
 segnale fluorescente, è mescolato con la luce solare riflessa dalla superficie del nostro pianeta e dalle nuvole. Ma dato che questi segnali hanno un diverso spettro che rappresenta una specie di impronta identificativa, gli scieziati hanno potuto differenziare la fluorescenza da tutti gli altri segnali ed così estrarne i dati ad essa relativi. Più il campionamento è frequente e preciso, più è prezioso perché permette l’ingrandimento delle regioni a maggiore fluorescenza . Questo permette di individuare le aree più produttive del pianeta Terra.

marilinalincegrassi


https://www.youtube.com/watch?v=1XilneV3cJI




mercoledì 26 novembre 2014

#iostoconimarò, i giorni rubati a Massimiliano e Salvatore






Di Heidi Heidi

Da quando è nata questa bandiera ricordiamo quante persone, soldati, donne, padri e madri, figli hanno pianto, sofferto e sono caduti per la Bandiera. 

Figli della Patria mai tornati da terre fredde e calde dalle temperature inimmaginabili.


Spesso abbandonati a se stessi , senza cibo nè vestiti per coprirsi o per cambiarsi , senza aiuto se non quello dei propri fratelli e l'amore di chi li aspettava.


Amore che li ha spinti a tornare strisciando senza più nemmeno le scarpe, nè uso di mani o piedi.
Ma con l'unico pensiero "tornare a casa".


Figli della Patria prigionieri, dispersi, persi per sempre senza averne più notizia.
Vedove, orfani , genitori rimasti fermi lá.


Dietro ogni divisa c'è una storia di dedizione e amore , di gioie e dolori , di strazi immensi.


Altri tempi , altre divise eppur ad oggi si consuma quotidianamente una candela...


Sono i giorni rubati a Massimiliano e Salvatore lontani da casa, questo tempo nessuno glielo renderá.


Dietro ogni divisa c'è una famiglia che dovrá essere riunita.
Riunita dal destino , da chi ha il potere di farlo o dalla Patria.
L' ltalia di Salvatore e Massimiliano siamo noi tutti .
E noi vogliamo Salvatore e Massimiliano a casa dalle loro famiglie. Subito !
‪#‎iostoconimarò‬ 
 Heidi Heidi


fonte https://www.facebook.com/events/527628090714800/?ref=51&source=1

SI AVVICINA IL S.NATALE PERCHE' LA DATA DEL 25 DICEMBRE?

PERCHE’ IL GIORNO DI NATALE SI FESTEGGIA IL 25 DICEMBRE?

              Noi cattolici spesso tendiamo a festeggiare le ricorrenze senza domandarci quale sia il loro fondamento, invece sarebbe importante approfondire alcuni argomenti, per dare risposte se non altro soddisfacenti ,a chi approfitta di questo nostro bug per attaccarci facilmente. Così ho pensato di scrivere questo articolo per aiutare coloro che ne fossero interessati.


Il 25 dicembre è i il giorno consacrato alla nascita di Cristo. 

Secondo Ippolito Romano (teologo e scrittore romano Asia 170 circa - Sardegna 235), Gesù nacque proprio il 25 dicembre . 
La Chiesa per celebrarne la nascita ha trovato un giorno "simbolico e significativo".
Nei primi due secoli,  la Chiesa non aveva libertà completa di culto e non poteva organizzarsi liberamente, quindi la data non era  la stessa ovunque: in oriente ad esempio , alcuni celebravano il Natale il 20 maggio, altri il 20 aprile; altri ancora il 17 novembre. Mentre in occidente invece ,in alcune zone si celebrava il 28 marzo, mentre in altre regioni si era già scelto il giorno del 25 dicembre. 
Nel IV secolo in occidente, si pervenne ad una concordanza su questa data, fissando in tal modo l'attenzione sulla realtà umana di Cristo che oltre ad essere vero Dio è anche vero uomo.  Per questo si celebra anche il Suo compleanno. 
Ma perché si è scelto proprio il 25 dicembre? 
Per  la scelta di questo giorno, ci sono alcune ipotesi. Ma le più importanti  sono queste :
La prima ipotesi,  fa risalire la data all'uso di voler “cristianizzare" una festa pagana. Infatti  quel giorno, coincide con il solstizio d'inverno, che veniva celebrato nell'Impero con la festa del Sol Invictus, il Sole nascente di nuovo, in onore della divinità Mitra, vincitrice delle tenebre. Per celebrare questa divinità l'imperatore Aureliano nel 274 aveva fatto edificare un grandioso tempio la cui inaugurazione avvenne proprio il 25 dicembre. 
E’ importante sapere che i romani, in base alle conoscenze astronomiche di quel tempo credevano che il solstizio d’inverno  cadesse il 25   dicembre, e non il 21 come invece oggi si conosce grazie a studi più esatti. La vita di allora era regolata sulla luce naturale e il solstizio d'inverno pone fine al giorno più corto, quello di minor luce ,ed indica l'inizio del periodo di maggior luminosità con l'allungarsi delle giornate, e quindi di maggior vitalità e gioiosità .
 La Chiesa piuttosto che anatematizzare la paganità di queste feste, ha preferito coglierne il significato simbolico e trasferirlo in Cristo. Lo stesso Gesù d'altronde si è identificato con la luce quando ha detto: "Io sono la luce del mondo... Chi crede in me non cammina nelle tenebre" (Giov., 8, 12), e per noi cristiani il vero Sole che viene in questo mondo per sconfiggere le tenebre è Cristo. 
Nei primi cristiani questa convinzione era molto radicata e avvertivano la necessità di manifestare la loro fede anche attraverso le arti figurative. Infatti ci sono arrivati molti affreschi e mosaici che paragonano Cristo al sole. Un esempio su tutti si trova nella necropoli vaticana dove nel mosaico del soffitto del mausoleo M (150-180 ) già scoperto durante un fortuito contatto con la Necropoli nel 1574, ma liberato dalle macerie soltanto durante gli scavi del 1941, abbiamo la raffigurazione del Cristo-Sole che ascende al cielo su una quadriga di cavalli bianchi in mezzo ad un lussureggiante intreccio di rami di vite . 
 La seconda ipotesi invece ritiene, in rapporto a studi sui calendari, che il 25 dicembre fu proprio il giorno della nascita di Gesù.
La ricerca parte dalla descrizione del sacrificio del sacerdote Zaccaria, padre il Giovanni il Battista, con l'aiuto del calendario della comunità essena di Qumrân. L'evangelista Luca, ci dice che Zaccaria era sacerdote della classe di Abijah che esercitava le sue funzioni nel tempio quando l'angelo Gabriele gli annunciò la nascita del figlio (Luca, 1, 5-13). 
Secondo il calendario qumranico solare, i turni per il servizio nel tempio della famiglia di Abijah capitavano due volte all'anno: dall' 8 al 14 del 3° mese e dal 24 al 30 dell'8° mese. La tradizione orientale , fa risalire la nascita di Giovanni il 24 giugno e pone la data del servizio al tempio di Zaccaria nel secondo turno: 24-30 dell'8° mese. Sempre  Luca, data l'annunciazione dell'angelo a Maria nel 6° mese successivo al concepimento di Giovanni (Luca, 1, 26). Le liturgie orientali ed occidentali sono concordi nel determinare questa data al il 31 del mese di Adar, corrispondente al nostro 25 marzo. Infatti in questa data la Chiesa celebra ancora l'annuncio dell'angelo ed il concepimento di Gesù. Di riflesso la data della nascita doveva essere posta 9 mesi dopo, appunto il 25 dicembre.
Per  determinare invece l’anno, con  precisione il problema è più complicato :
Da calcoli convergenti risulta che Erode il Grande è morto il 750 dalla fondazione di Roma. La nascita di Gesù va fissata circa 2 / 3 anni prima (747-748). La nostra era è in ritardo di quasi 6/7 anni sulla Sua vera nascita. Però tenete presente che la cosa importante da sapere è che gli evangelisti non redassero i loro Vangeli per tramandarci una telecronaca tipo quelle a cui siamo abituati oggi, con tanto di video riprese e che il loro intento non era quindi di trasmetterci l’atto di nascita, bensì l’evento della sua nascita. E per stabilire tale  data, noi siamo  in possesso di due indicazioni dei Vangeli : 
1) Luca 2,1-7 : Gesù nacque durante l’impero di Augusto; 
2) Matteo 2,12-23 : la Sua nascita avvenne negli ultimi anni del regno di Erode ( circa 3 anni prima della sua morte ) . Nella comunità cristiana dei primi secoli si continuò ad enumerare gli anni dalla fondazione di Roma , con l‘espressione : ab Urbe còndita. Abbiamo poi due avvenimenti come riferimento
la morte di Erode il Grande ed il censimento di Quirinio.
Inizialmente la datazione storica si faceva partire dalla presunta data della fondazione di Roma e si chiamava "anno zero". Per questo si usava sempre aggiungere: Ab Urbe Condida (a. U. c., dalla fondazione di Roma). 
                Il monaco sciita Dionigi il Piccolo così chiamato per la sua umiltà (morto nel 526 d.C.) pensò invece di rapportare il computo della datazione della nascita di Cristo, distinguendo la cronologia in due grandi periodi: Ante Christum Natum e Post Christum Natum.
               Con questa nuova numerazione la fondazione di Roma sarebbe avvenuta nel 754 a C., mentre Cristo sarebbe nato nell'anno zero, cioè 754 anni dopo la fondazione di Roma. Ma il dotto monaco sbagliò i suoi calcoli di qualche anno. 
Il punto da cui partire è la certezza della data della morte di Erode l'anno 750 dalla fondazione di Roma, corrispondente al 4 a.C., ed esattamente fra il 13 marzo e l'11 aprile . 
La nascita di Gesù avvenne certamente prima di questa morte, dato che fu Erode che voleva uccidere il Bambino. Per cui è impossibile che Gesù sia nato nell'anno zero ma qualche anno prima. 
Ma in quale anno precisamente? 
L' elemento che ci viene in aiuto è il censimento di Quirinio.
Il testo evangelico dice : "Avvenne poi in quei giorni che uscì un editto da parte di Cesare Augusto che ordinava il censimento di tutto l'impero. Questo primo censimento fu fatto mentre Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dunque, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì verso la Giudea, alla città di Davide che si chiamava Bethlemme, perché egli apparteneva alla casa e famiglia di Davide, per farsi registrare con Maria, sua sposa, la quale era incinta. Ora accade che. Mentr'essi erano là, si compì il tempo in cui Maria doveva partorire; e diede alla luce il suo figlio primogenito" (Luca, 2, 1-7).Nel 63 a.C. con la presa di Gerusalemme da parte di Pompeo, la Palestina diventò provincia romana. Per questo motivo erano presenti le autorità romane. Il senatore Publio Sulpicio Quirinio (morto nel 21 d.C.) fu governatore della Siria per due mandati. Nel  secondo mandato fece un nuovo censimento che  non è quello a cui Luca accenna , poiché Gesù a quel tempo aveva circa 11 anni. e di questo censimento lo stesso Luca ne parla per una diversa situazione storica negli Atti degli Apostoli (5, 37). 
          Scartando questo secondo, si deve vedere quindi la datazione nel primo,  che  motivò il viaggio di Maria e Giuseppe a Bethlemme, dove nacque Gesù.
Il primo mandato di Quirinio terminò nell' 8 a.C e gli successe Senzio Saturnino.Luca essendo un medico, era scrupoloso e preciso nelle notizie che ci riferisce. Lo si riscontra dalle sue stesse parole della lettera che invia a Teofilo: "Poiché molti han posto mano a comporre un racconto degli avvenimenti che si sono compiuti tra noi, come ce li hanno trasmessi coloro che furono fin dall'inizio testimoni oculari e ministri della Parola; è parso anche a me, che fin dall'inizio ho accuratamente investigato ogni cosa, di scriverne con ordine, illustre Teofilo" (Luca, 1, 1-3). Dunque Luca attribuisce il primo censimento a Quirinio. La sua scrupolosità ci offre l’attendibilità.
Tuttavia Tertulliano,uno scrittore cristiano romano, giurista e anchegli molto preciso, questo stesso censimento in Giudea lo attribuisce a Saturnino (9). Tertulliano non dipende da Luca ma attinge la notizia da documenti dell'Impero.
Due  storici degne di fede, che ci portano sullo stesso argomento notizie diverse.
          Se a prima vista emergono contrasti, probabilmente la differenza è solo apparente. Così l’Abate Ricciotti tenta di armonizzare le due opinioni in questo modo : Quirinio sul finire del suo mandato nell' 8 a.C., "indisse il censimento, che proprio perché  primo, incontrò difficoltà in Giudea, e si protrasse così a lungo da essere  terminato dal suo successore Senzio Saturnino. Presso i Giudei, rimasti fortemente impressionati da questo primo censimento, esso passò alla storia sotto il nome di Quirinio , e Luca segue questa denominazione giudaica; Presso i Romani lo stesso censimento passò sotto il nome di Saturnino che l'aveva terminato, e Tertulliano segue la denominazione romana. Può darsi anche che Saturnino all'inizio fosse il subordinato cooperatore di Quirinio nell'esecuzione del censimento". In questo modo coinciderebbe la nascita di Gesù nel periodo del primo censimento di cui parla Luca nel suo Vangelo, quindi anticipata sull' anno Zero, nel 747 di Roma (= 7 a. C. n.) o nel 748 di Roma (= 6 a. C. n.) .
Per cui abbiamo due date per stabilire la nascita di Gesù
1)il censimento di Quirinio e la morte di Erode. La nascita non poté avvenire dopo il 750 di Roma, ma almeno un anno e mezzo prima, quindi verso il 748, intervallo tra la nascita di Gesù e la morte di Erode;
 2)l'altra data è la missione di Quirinio in Siria: la nascita non dovette avvenire prima del 746 di Roma (= 8 a.C.). Quindi le due date sono: tra il 746 ed il 750 a.C. (cioè tra l'8 ed il 4 a.C.; presumibilmente come abbiamo detto tra il 7 od il 6 a.C.).
 Fra gli studiosi c'è accordo completo. 
Per concludere sulla datazione sull'anno:
 "Oggi , considerando tutte le fonti a disposizione, si è propensi a fissare la nascita di Gesù fra il 7 e il 4 a.C." . 
E’ molto importante considerare Cristo anche nella sua dimensione umana, e collocare nel tempo la sua esistenza terrena.
Tuttavia non è fondamentale sapere se Gesù è nato un anno prima o dopo, o in quel determinato giorno piuttosto che un altro. Quello che è importante è che Lui sia nato. 
Affascina anche il tentativo di Dionigi il Piccolo, , di porre il Cristo al centro della storia cosmica, in modo da classificare lo stesso tempo in due grandi epoche: prima della nascita di Cristo e dopo. Lui è veramente lo spartiacque della storia umana, il punto di riferimento, l'Alfa e l'Omega.


di Marilina Fenice Grassi

grotta della Natività- Betlemme
Bibliografia :
 -Ippolito Romano, Commento a Daniele, scritto verso il 204.
-Tertulliano, Contro Marcione, IV, 19
- Giuseppe Ricciotti, La vita di Gesù Cristo, Poliglotta Vaticana, 1953, p. 200.
-Pierluigi Baima Bollone, Gli ultimi giorni di Gesù, Mondadori, Milano 1999, p. 134-139. 

#iostoconimarò, Marò: I voltafaccia di tre Governi Tutti insieme, nessuno escluso



Di Michele Fanni

Non vanno ricordati ora tutti i fatti accaduti dal 15 Febbraio ad oggi che hanno portato Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ancora ostaggi dei Governi Indiani, di tre Governi Italiani, e di tutte le Istituzioni Sovranazionali e Organizzazioni Internazionali: tutti insieme e nessuno indietro (escluso). Tutti responsabili di silenzio, omertà, scarica barile, persino quando l’India “somministrava” come una doccia fredda su tutti la Sua Act.
Mi limito a ricordare solo gli ultimi giorni di questa VERGOGNA. Salvatore Girone DEVE essere rimpatriato SUBITO costi quel che costi. Gli accordi paventati da 1010 giorni sono solo fumo, aria fritta. I sorrisetti di Renzi compiaciuto al G20 per aver fatto la foto ricordo in parte a Narendra Modi dimostrano la sudditanza con cui anch’egli sta affrontando la vicenda.
Un Primo Ministro Italiano che si rispetti avrebbe dovuto mostrare GELO, FERMEZZA, DETERMINAZIONE. Invece?? Nulla!!!
Voci di corridoio affermano che il rientro di Salvatore in Patria è imminente, ma qui nessuno crede più un bel niente, fino a che l’ostaggio non metterà i piedi in casa sua, con sua moglie, con i suoi figli e con i suoi famigliari. Tutte persone che sono state ILLUSE per anni con promesse MAI MANTENUTE.
Non si è mai trattato in questi due anni da parte di noi sostenitori dei Marò, di privilegiare l’uno o l’altro Militare. La liberazione è stata urlata per entrambi. La nostra indignazione vede nei volti dei Parlamentari dei tre Governi Italiani i veri responsabili e insieme a loro che li ha eletti, il volto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ahimè Capo delle Forze Armate.
Mi liquido da questa mia rabbia scritta con le Parole di Massimiliano Latorre che si dice pronto a ripartire per l’India. “Non mi arrendo. Io combatto. Devo farlo non solo per me, ma soprattutto per Salvatore. Sento di avere un dovere verso di lui come superiore. Lui era un mio sottoposto. Sento questa responsabilità. La sento due volte, da sottufficiale e da campo team".
Se questo onore e senso di responsabilità è solo degli uomini dell’Esercito e non di chi li manda nelle varie zone di crisi del mondo….. forse è il caso di rivedere chi potrebbe avere veramente l’onore e l’onere di DIVENTARE IL PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
Michele Fanni

Laura Boldrini e la censura sulla sua pagina Facebook, w la libertà di parola !



Sinistra , Ecologia e Libertà...

L' Onorevole Boldrini ( come si può vedere nella sua pagina Facebook ) si è fermata alla voce  " sinistra ", di ecologia non se ne parla e in quanto a libertà... non esiste, anzi scatta la censura bulgara se qualcuno osa sfidarla... 

E' accaduto a me, sono stato " bannato " dalla sua pagina, ovvero non posso più commentare i suoi post pubblici, è bastato pubblicare un articolo su di lei abbastanza critico verso il suo operato, fra l' altro non sono il solo a commentare negativamente i suoi post,  ed ecco scattare il provvedimento di censura come potete vedere voi stessi confrontando le due immagini del post prima e dopo l' azione di censura.







Anche in Italia si sta avvicinando il periodo delle purghe staliniane ?

Onorevole Boldrini non funziona cosi', mi dispiace ma questa non è democrazia...

martedì 25 novembre 2014

#iostoconimarò, La Costituzione, i valori, la speranza, i Marò...



L’art. 54 della Costituzione, parla di Onore: “I cittadini cui sono affidate Funzioni Pubbliche ( anche e soprattutto i Nostri Politici ), hanno il dovere di adempierle con Disciplina ed Onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.

Ma... cos’è l’Onore, se non la Responsabilità, il Privilegio ma anche il Dovere di rappresentare dei Valori che racchiudono i Sentimenti e la Dignità di un Popolo? 

Ma perché occorre specificare con Onore? 
Forse perché a Loro sono affidate funzioni pubbliche che rappresentano i valori della Repubblica e quindi di un Popolo? 
Ma cosa vuol dire rappresentare dei Valori? 
Certo, non vuol dire rappresentare stancamente o negligentemente la Dignità di un Popolo, l'Onore di una Nazione. 
Rappresentare dei Valori è dire e fare delle cose perché quei Valori possano tendere a vivere e realizzarsi nella vita quotidiana di una città, di un paese, di una Nazione, di un Popolo. 
Caro Paese mio, cara la mia Nazione, cara la mia Italia. Ti starai domandando di quali Valori io stia parlando... ! 
Di sicuro parlo di quei Valori che, un tempo non tanto lontano, citavano su una lapide: “Salvaste l’Italia e non morrete mai!”. 
Fiumi d'inchiostro sono stati versati su altrettanti letti di carta, per dedicare parole e pensieri a chi con Onore difese la propria Patria e il proprio Popolo. 
Eppure, alle soglie del terzo millennio, riusciamo a chinare il capo dinnanzi ad una prevaricazione straniera indotta dalle strategie economiche e politiche, ad un ignobile e falsa accusa fatta a due Nostri Soldati, due Nostri Marò. Un accusa indotta probabilmente, dalla strategia di uno Stato, che vuole prendere rilevanza a discapito di..., e di un altro Stato, l'Italia, che tenta di recuperare in malo modo, quella credibilità e quell'Onore che ormai ha perso. 
In questi anni, il Mio Stato, ha volto lo sguardo altrove, per non trovarsi a guardare negli occhi i Nostri Marò e le loro famiglie.

Se ci credessi ancora scriverei così: “Caro Babbo Natale, non ho pensato molto prima di scriverti. Ho deciso. Vorrei trovare sotto l'Albero un solo regalo... il giornale del giorno con la notizia dei Nostri Fucilieri di Marina che rientrati definitivamente in Italia, stanno abbracciando i Loro cari...”

Sai cosa penso cara la mia Italia, quasi quasi... la scrivo veramente!!!

#iostoconimarò, "Una goccia nell'oceano per Max e Salvo"





Le parole da dire sarebbero tante e da moglie di un elicotterista, anche io decido di parlare con il cuore: In questa famiglia "Marina Militare" si è in tanti, ognuno appartenente ad un proprio corpo, ognuno con il proprio compito e quando il cuore di questa famiglia viene colpito, inutile dire il malessere che scende fra tutti noi, mogli e figli compresi. 
Quello che si crea è un senso di sfiducia generale, di confusione .. e anche se un marito queste cose non le dice, perché comunque porta avanti sempre il senso del dovere, noi famiglie lo percepiamo e sfido chiunque voglia dire il contrario. 
Ecco, quello che chiedo io a Babbo Natale è che finisca subito questa ingiustizia, vorrei tanto rivederli per sempre a casa, con le loro famiglie, già da questo Natale. 
Vorrei accendere la tv e sentire parlare del loro definitivo rientro, vorrei vedere i giornali tempestati da questa notizia ed il tricolore sventolare dai balconi, perché due figli ritornano in patria. 
Perché gente come loro ha garantito il nostro presente e dovrebbe continuare a farlo in serenità. Sono innocenti e hanno diritto a riavere la loro vita di sempre ... e noi tutti la nostra serenità, la certezza di poter credere ancora in degli ideali senza timore, senza paura di essere abbandonati ... e quando dico tutti, vado anche oltre la divisa, perché principalmente loro sono due Italiani e hanno bisogno del nostro affetto, della nostra vicinanza .. di tante gocce nell'oceano. 

Ecco, caro Babbo Natale quello che vorrei, vorremmo, è questo ... fa si che questo Natale sia davvero, ma davvero speciale ...

Mery La Grotteria


TOULOUSE LAUTREC

Henri Toulouse Lautrec- autoritratto
Henri Toulouse Lautrec fu un Illustratore, pittore, stampatore, progettista, un artista francese nato esattamente 150 anni fa e morto nel 1901,in piena Belle Époque. Non godeva di grande salute, e sin dalla nascita affetto da problemi congeniti, non si aiutò con lo stile di vita dissoluto e bohemienne che adottò. Sono celebri e molto eleganti le sue illustrazioni che ritraggono la vita della Parigi musicale, delle luci e del divertimento sul cui altare egli bruciò la sua già scarsa salute.

Il Google Doodle di ieri lo ritrae intento a lavorare su dei fantastici poster creati per pubblicizzare il Moulin Rouge dove aveva un posto in prima fila per godersi lo spettacolo del cabaret in tutta la sua fumosa gloria. Oggi i suoi collezionisti sono disposti a pagare cifre iperboliche pur di accaparrarsi le sue opere tanto da pagare il suo dipinto "la Lavandaia", a 22,4 ,milioni di dollari da Christie nel 2005.


Henri era un aristocratico, come la maggior parte degli artisti di quel periodo , che riponevano la loro fiducia in un’epoca di grande spensieratezza e di fiducia nel progresso.


Nasce all'ombra della cattedrale di Albi, Henri de Toulouse Lautrec Monfa, il 24 novembre del 1864. Primogentito del conte Alphonse-Charles-Marie de Toulouse-Lautrec-Montfa e dalla contessa Adèle Zoë Marie Marquette Tapié de Celeyran, e discendente in linea diretta dei famosi conti de Toulouse, che dominarono l'area albigese dell'anno 750 fino al 1271 risalenti al periodo delle Crociate. Fu probabilmente danneggiato fisicamente da una serie di matrimoni tra consanguinei delle generazioni precedenti come in uso nell'aristocrazia francese , infatti le sue nonne erano sorelle e i suoi genitori, cugini. Cosa che spiegherebbe alcuni dei suoi problemi congeniti, tra cui un difetto delle gambe, che gli restarono sproporzionate per tutta la vita. 

Dotato fin da piccolo di una grande abilità nell'usare la matita, da adolescente disegna senza sosta cani cavalli e falchi ma Henri de Toulouse Lautrec Monfa sceglierà ben presto la pittura moderna.
Nel 1878 e 1879,fu vittima di due fratture consecutive dei femori sinistro e destro in età giovanile , e resterà   disabile per tutta la sua vita, cosa che fu vissuta male dalla madre che ne ebbe molto dispiacere e con la  quale  manterrà sempre rapporti privilegiati . Non si può dire la stessa cosa nei confronti del rapporto col  padre, il conte Alphonse, un appassionato di caccia e falconeria con cui ebbe rapporti di  incomprensione reciproca fino dalla prima infanzia. 

La sua fama di pittore arrivò dopo pochissimi anni dalla sua morte avvenuta per alcolismo e sifilide il 9 settembre 1901, grazie all'instancabile attività del suo amico Mauruce Joyant che poco dopo il 1902 ottenne di aprire un Museo a lui dedicato nel palazzo di Berbie che fu residenza episcopale dei vescovi di Albi  e che fu inaugurato nel 1922.

Marilina Fenice Grassi





lunedì 24 novembre 2014

#iostoconimarò, Lettera a Babbo Natale



Caro Babbo Natale,quanto tempo e'passato dall' ultima volta che ti ho scritto?
Te lo dico io.Sono passati 53 anni.

Mia Mamma e mio Papa' mi avevano detto che eri povero ma dovevi accontentare tanti bambini, quindi io e mio fratello dovevamo essere coscienziosi e non chiederti troppo.
La NS. lista sarebbe stata lunga ma alla fine chiedemmo solo un regalo ciascuno.
Come ogni anno lasciammo la letterina, 2 caffe' fumanti (uno x te e uno x il tuo aiutante) e due biscotti sul tavolo della cucina.
Accontentasti entrambi,aggiungendo anche qualche dolce,rendendoci più consapevoli e felici perche' avevamo rinunciato a qualcosa x altri bimbi.
Fu l' ultima volta che scrissi la letterina, ma nel cuore sono rimasta quella che sogna ad occhi aperti e crede alle favole, quella che pensa che anche un piccolo dare e'importante perchè a volte rinunciare a qualcosa serve a qualcun altro per stare meglio
I NS. Maro' non hanno la libertà, eppure non hanno fatto nulla di male.

Le loro famiglie stanno soffrendo in silenzio, con molta umiltà e dignità e per loro e anche per noi, il regalo più bello sarebbe quello di mettere fine alla tristezza e restituire ciò che è stato tolto con l'  inganno, " la liberta '".
Anche quest anno,e dopo tanti anni chiedo un unico regalo.
Le favole a lieto fine concludono sempre con..e vissero felici e contenti.
Io credo nelle favole..
Speranzosa..Daniela Pellandra.


fonte : https://www.facebook.com/events/527628090714800/?ref=29&ref_notif_type=plan_mall_activity&source=1

domenica 23 novembre 2014

La vera storia dei Marò, colpevoli di innocenza, colpevoli solo di esser governati da inetti !



23 Novembre 2014, giorno di sequestro 1008.

Marò, cosa è successo veramente ?

Chi rompe non paga e si siede al governo. 
Leo Longanesi )

I Marò sono colpevoli... ma solo di esser governati da inetti, 1008 giorni sono già passati e nulla è stato fatto, anzi molto è stato fatto : bugie propinateci dalla stampa ( per non dire vera e propria disinformazione ), bugie di ministri ( sempre il solito ritornello " stiamo tenendo un profilo basso " ), bugie sull' internalizzazione della vicenda ( assemblee plenarie ONU, consiglio europeo, riunioni NATO ecc in cui pur partecipando non vi è stata mai denuncia su questo sequestro).

A proposito sapete cosa ha detto il testimone oculare sui fatti contestati ? ascoltate la prova a discolpa taciuta da tutti i media 




Da poco è stata superata la fatidica data dei 1000 giorni e cosa veniamo a sapere ?

Manderemo in medio oriente 4 Caccia Bombardieri ( i Tornado ) dell' A.M. per fare... udite udite " ricognizione " nella lotta al terrorismo internazionale, ovvero nella guerra all' ISIS...
questa è solo una delle chicche prodotte dalle menti eccelse che ci ritroviamo al governo, abbiamo contingenti impiegati in missioni in tutto il globo, abbiamo la stessa unità in cui servono i nostri Fucilieri di Marina ( la Brigata San Marco ) impiegata in missione anti-pirateria nelle acque in cui tutto è iniziato e come se nulla fosse le varie Commissioni Difesa, i Ministri della Difesa, Presidenti della Repubblica ( sempre lo stesso ) e del Consiglio dei Ministri, Sottosegretari, Onorevoli e Senatori che si son succeduti in questi lunghissimi mille giorni di sequestro non solo hanno taciuto ma addirittura hanno finanziato tutti questi bei giocattolini, quasi fossero soldatini di piombo con cui giocarci.


In tutti i paesi si sarebbe proceduto in altro modo, da Obama a Putin passando per tutti i Presidenti delle Nazioni del mondo si sarebbe come minimo protestato alle Nazioni Unite se non addirittura compiuto un atto di forza, non un blitz in stile hollywoodiano attenzione, sarebbe stato sufficiente ritirare TUTTI I CONTINGENTI dalle missioni, non dare alcun contributo di nessun genere fino a quando arrivi la restituzione di Latorre e Girone, invece no.. ci ritroviamo ad ascoltare citazioni nei discorsi ufficiali da Napolitano ( vedasi festa della Repubblica, delle Forze Armate ecc ) a leggere comunicati di agenzia tipo l' ultima barzelletta del neo M.A.E. Gentiloni, appena eletto si è subito prodotto in una perla... ha infatti detto che : " il caso marò è in cima all' agenda " e ancora " tutto si risolverà con il dialogo rispettoso con l' india " e ancora " cambio di passo "...

Non si riesce a capire se ci troviamo tra i protagonisti del film " scemo più scemo " solo che questo non è un set comico, è una tragedia... una tragedia che ricadrà su tutti i nostri Militari all' estero, immaginiamo in futuro che anche il più sperduto atollo dall' altra parte del globo possa sequestrare una nostra nave, un nostro aereo con la consapevolezza che gli inetti governanti Italiani non muoveranno un dito per far valere le proprie ragioni.

Per quanto riguarda l' india basta vedere e prendere esempio da come si è comportato il governo indiano verso i propri caschi blù colpevoli di stupro mentre erano dispiegati in Africa e cosa sia successo al proposito.. non lo sapete ?

leggete questo articolo tramite il link sottostante :

http://veraitalia.blogspot.it/2014/09/i-nemici-dei-maro-renzi-che-vuole.html

questo tweet di Matteo Renzi dice tutto in merito :



Renzi non vuole perdere le commesse indiane seguendo le direttive del gatto e la Volpe ( Passera e Monti )

ad esempio acciaio e portaerei, ecco gli articoli da leggere :

http://veraitalia.blogspot.it/2014/08/ricatto-indiano-profilo-basso-sui-maro.html

http://veraitalia.blogspot.it/2014/08/quanto-vale-lacciaio-italiano-un-euro-e.html

Giusto per capirci...

Facciamo un gioco... il " se fossi "

ci sono due militari sequestrati da oltre mille giorni, io sono il presidente della repubblica e quindi che faccio ? semplice, ritiro tutte le mie truppe dalle missioni ONU e mi incazzo come un matto con il paese responsabile del sequestro, parlo alle camere unite e tutti i parlamentari sono concordi con la mia decisione. Protestiamo in ogni sede e su tutti i media internazionali condannando fermamente questa aggressione esigendo il rimpatrio immediato dei miei Uomini.

Purtroppo è solo una pia illusione, un asino non si può travestire da zebra... al primo raglio il travestimento dell' asino viene scoperto...

Tornando alla notizia di apertura e giusto per ribadire il concetto sulle decisioni prese da inetti invece di mandare i Predator, i droni impiegati per compiti di ricognizione inviamo in teatro operativo altri nostri Soldati dicendo signorsi' all' abbronzato della Casa Bianca

PS il prossimo 31 dicembre scade il finanziamento alle missioni anti pirateria, scommettiamo che verrà prorogato da tutti coloro che fanno ammuina di fronte a microfoni e taccuini magari indossando il Fiocco Giallo nell' ennesimo cazzotto nell' occhio di tutti i Soldati Italiani, delle loro Famiglie e del Popolo Sovrano ?

La Vera Italia non lascia nessuno indietro !

oggi più di ieri, domani più di oggi #iostoconimarò

COME USCIRE DALLA CRISI

COME USCIRE DALLA CRISI: Teoria economica del Dott. Paolo Tanga

Di seguito riporto l'articolo in esclusiva per FAHRENHEIT 912 del Dott. Paolo Tanga e la sua premessa alla "Teoria economica sulla condivisione del valore dei beni" che potrete scaricare direttamente sul vostro dispositivo come file pdf.
Laureato in Economia e Commercio con 110 e lode, dopo varie esperienze nell'Amministrazione dello Stato, ha ricoperto per anni il ruolo di Direttore Principale di Succursale della Banca d'Italia. Oggi in pensione da circa 4 anni. 
Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Commendatore con Placca dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro 

Articolo di Paolo Tanga
Perchè questo articolo? perché quello che ci viene detto non ci convince, perché ci dicono che siamo in crisi, che le imprese non assumono e non c'è lavoro in quanto l'Italia è indietro con le riforme; perché le imprese devono crescere e diventare competitive; perché la soluzione dei nostri politici è fare tutto quello che ci dice la Commissione Europea.
Ma noi che facciamo? Litighiamo per dire che la colpa è della Germania o, invece, della Merkel e quant'altro senza soffermarci nell'individuare le cause di questa crisi e incidere su queste.
 Sondaggio Euro
Qualcuno chiede l'efficientismo . . .; facendo un esempio, nella ristorazione, forse ci sono troppe persone che vi lavorano; un nuovo ristorante senza cuoco né camerieri, con mini tavolini unipersonali consentirebbe di accelerare il tempo per la consumazione di un pasto, a costi supereconomici, grazie all'utilizzo di macchine per sfornare pasti completi al ritmo di 1 ogni dieci secondi, 6 al minuto, dalle 12 alle 14 più la sera, dalle 19 alle 22 – in cinque ore – ho un totale giornaliero di 1800 pasti che venduti a 4 euro l'uno, con un guadagno di 1 euro, in trenta giorni mi fanno realizzare 54.000 euro di utili. Infatti con la nuova apparecchiatura mi basta una persona che aggiunga alla stessa gli ingredienti che si consumano. Ho una struttura grande, efficiente e competitiva! Ho fatto chiudere tutti i ristoratori della mia zona mandandoli sul lastrico, ho fatto licenziare tanti lavoratori dipendenti; posso essere ricco . . . ovviamente da solo. 
Ma se non vengono 1800 avventori al giorno? Se non vengono 1800 persone a mangiare? E in ogni caso ho così risolto i problemi dell'Italia?
Evidentemente no! Il problema non è la crescita, non è l'efficienza, non è la competitività: se un imprenditore produce e non trova chi acquista i suoi prodotti si deve fermare. Il problema non è produrre di più, ma è che non ci sono abbastanza soldi per comprare quello che viene prodotto. Se così è, gli imprenditori sono poveri e instaurare una guerra tra poveri distrugge gli uni a favore degli altri, ma non si risolve il vero problema: la mancanza dei soldi!
Alcune domande …. perché non abbiamo i soldi? …. perché il nostro reddito è diminuito?
La risposta è semplice …. perché entrando nell'euro, l'Italia ha rinunciato ad emettere la propria moneta. Quindi, quando lo Stato ha bisogno di moneta deve chiederla in prestito, ma non all'Istituto al quale ha delegato l'emissione, cioè alla BCE (Banca Centrale Europea), bensì a una delle banche private, che sono le sole facoltizzate ad indebitarsi con la BCE. Questa, oggi presta i soldi allo 0,05%, cioè per 1.000.000.000 di euro percepisce in un anno 500.000 euro di interessi; ma nello stesso tempo la banca privata presta questi soldi al 2,50%, cioè in un anno gli interessi percepiti sono pari a 25.000.000 euro, ben 24.500.000 euro in più per una partita di giro, senza far nulla; in pratica 24.500.000 euro per ogni miliardo di euro intermediati.

Quindi nell'esempio fatto, per restituire il prestito, lo Stato dovrà chiedere ai propri cittadini, alla fine dell'anno, 1.025.000.000 di euro di imposte in più: se la spesa pubblica non è avvenuta per fare un investimento produttivo e la proprietà della banca privata è estera, la ricchezza della Nazione si riduce e avremo meno soldi per comprare: la spirale negativa continua ad impoverirci, per inciso è recente la notizia che le banche americane, per i clienti che hanno conti creditori espressi in euro, applicano un tasso di interesse negativo a motivo del fatto che la BCE applica un tasso negativo dello 0,20% agli istituti di credito che depositano presso di lei somme in euro). Capite le conseguenze negative?.
Prima dell'euro non era così: le banche italiane erano pubbliche, 
cioè i loro utili aumentavano la ricchezza dello Stato, che poteva emettere moneta facendosi finanziare dalla Banca d'Italia, oppure, in presenza di alta inflazione, emetteva titoli pubblici con cedola tale da far recuperare parte dell'inflazione. I risparmiatori italiani si sono sempre ritenuti soddisfatti, in quanto lo Stato non aveva mai avuto problemi a reperire capitali sul mercato interno. C'era, poi, anche la valvola di sicurezza che i titoli eventualmente rimasti invenduti sarebbero stati acquistati dalla stessa Banca d'Italia. La crescita del valore nominale del debito pubblico non spaventava nessuno perché in termini reali si riduceva. Il risparmio svolgeva la sua funzione benefica perché i risparmiatori, tra il risparmio già accumulato, gli interessi e i nuovi risparmi, accrescevano in termini reali la loro ricchezza; il governo, con la crescita della spesa pubblica alimentava un circolo virtuoso non solo di spesa corrente, ma anche di spesa di investimento: pagamento di stipendi e di opere pubbliche come ospedali, strade, ferrovie. Ora, invece, si è arrivati a dire che tutto deve essere privato, ed ai privati lo Stato ha venduto quasi tutto.




Ma i privati non devono pensare al benessere dei propri concittadini, devono pensare solo a rendere efficienti e remunerative le loro imprese e per farlo, approfittando pure degli incentivi all'uopo stanziati da questa Europa dell'euro, hanno delocalizzato la produzione e perciò in Italia sono sempre meno i posti di lavoro, occorre abbassare i salari per essere competitivi e quindi il reddito disponibile non solo è minore per la maggiore imposizione fiscale, ma anche perché il settore privato segue quello che l'Europa gli indica.
Tornando alla BCE e all'euro, un altro aspetto dilaniante è la crescita abnorme delle masse monetarie e speculative attraverso operazioni definite “derivate” o “di copertura” per abbellirne il termine, oppure con i “subprime”. In Italia erano proibite; poi sono state rese in tutta fretta regolari; le conseguenze sono ufficiali per Montepaschi e Carigenova.
Devo dire fortunatamente a fine 2006 la crisi dei subprime scoppiò. di essa ne troviamo traccia sulla stampa italiana solo nel marzo 2007. Le conseguenze per le banche italiane non sono state disastrose, grazie alla lungimiranza di chi aveva guidato la Banca d'Italia fino ad allora. Una cosa mi pare abbastanza chiara: Paolo Baffi, Governatore della BI dal 1975 che affermava pubblicamente, anche nei suoi libri, che l'inflazione non era un problema, fu incriminato nel 1979 e costretto alle dimissioni; suo successore fu Carlo Azeglio Ciampi, che nel 1981 firmò il divorzio tra Tesoro e BI.
Una volta nell'euro, lo Stato non ha fatto altro che distruggere la ricchezza che aveva. In che modo?
Il processo che ha seguito è questo: Dapprima non ha aumentato le imposte, eppure sarebbe stato necessario, invece per aumentare le entrate ha privatizzato di tutto e quel poco che aveva incassato dalla svendita non è stato nemmeno investito oculatamente. Il crescente deficit pubblico ha imposto una politica di stabilità monetaria che ha arricchito la grande finanza, nel frattempo divenuta privata e sempre più in mano straniera: perciò deflusso di ricchezza e impoverimento della nazione.
A fronte di questo processo, i primi provvedimenti hanno instradato l'Italia verso una politica pseudo virtuosa: un abbassamento progressivo della spesa pubblica, accompagnata però dalla crescita del debito per interessi e un innalzamento della pressione fiscale che, però, era neutralizzato dal venir meno degli utili di gestione dell'ingente patrimonio pubblico privatizzato. I vincoli di austerità imposti dal modo in cui è stato costruito l'euro non sono mai stati contrastati, ma accompagnati da una significativa politica recessiva che ha ulteriormente indebolito le possibilità di sopravvivenza delle imprese italiane.
Lo Stato, la Repubblica, il Governo hanno rinunciato a svolgere il proprio ruolo. Qual è questo ruolo? Soprattutto quello più importante di entrare nel contesto sociale per prendersi cura del funzionamento corretto delle relazioni fra i cittadini, preoccupandosi specialmente di coloro che si trovano in condizioni di indigenza e quindi di prestare servizi come la sanità pubblica a favore di tutti perché venga assicurata l'eccellenza anche a coloro che non potrebbero accedervi; assicurare l'ordine pubblico anche a coloro che non possono pagarsi le guardie del corpo; pagare medici del pronto soccorso perché in caso di urgenza ogni cittadino sappia a chi rivolgersi; gestire le scuole perché chi non ha i mezzi per istruirsi possa farlo senza chiedere prestiti privati, ammesso che possa accedervi. Questo caratterizza una Repubblica, questa è la Repubblica.
Voglio fare un paragone: una banca finanzia un imprenditore che vuole costruire uno stabilimento su un terreno di proprietà e si accorge che subito dopo l'erogazione il finanziato vende tutto il suo patrimonio, compreso il terreno dove doveva costruire lo stabilimento; cosa dovrà fare la banca? Se ne dovrà stare tranquilla? Questo modo di agire dell'imprenditore non sarà illecito?
Ebbene, la Repubblica Italiana deve assicurare i servizi che la caratterizzano come Repubblica; ma essa va a cedere, senza corrispettivo, la possibilità di emettere la moneta per finanziare quelle attività: non si è spogliata di una possibilità operativa, anzi della possibilità operativa; e se non fa più quello che deve fare, quella cessione non sarà illecita?
ABBIAMO INDIVIDUATO LA CAUSA PRIMA DELLA CRISI: L'EURO, CHE E' ACCOMPAGNATA DALLA CRESCITA ESPONENZIALE DELLA FINANZA.
Ma cosa succede se usciamo dall'euro?  Uscirne semplicemente senza approntare un progetto, un piano, sarebbe da suicidi: la finanza internazionale, con le sue possibilità economiche ha accaparrato tutto quello che poteva, le sue forze ci farebbero precipitare nella peggiore inflazione, faremmo il suo gioco.
Ma c'è un'opposizione crescente . . ., alla quale bisogna aggregare gli sfiduciati, cioè il 50% degli elettori che rifiutano di andare alle urne. I tempi sono maturi per farlo, ma occorre un progetto completamente nuovo.
QUELLO CHE PROPONGO E LA TEORIA DELLA CONDIVISIONE DEL VALORE DEI BENI
I presupposti di questa teoria economica sono:

  1. uscire dall'euro e dimagrire la finanza;
  2. tener conto che uno Stato non ha solo il conto economico, ma anche uno stato patrimoniale. Invece questa Europa è stata costruita per distruggere il patrimonio dello Stato imponendone la cessione;
  3. la sovranità monetaria deve essere ricondotta in capo ai cittadini e non in capo allo Stato;
  4. l'emissione della nuova moneta per conto dei cittadini, sarà curata dallo Stato, che dovrà curare anche la concessione di prestiti a quei cittadini che li chiedono per piani di investimento produttivo.

Questa teoria coinvolge tutti, senza mettere gli uni contro gli altri. Non c'è lotta tra generazioni, tra dipendenti e datori di lavoro, tra occupati e non occupati, tra pensionati al minimo e pensionati d'oro, tra ricchi e poveri: ognuno collabora con gli altri.

Applicare la teoria della condivisione del valore dei beni significa, in pratica, che ciascuno di noi possiede beni: beni immobili, beni mobili registrati e non registrati, preziosi, macchinari di valore, fermiamoci qui.

Questi beni valgono qualcosa. La ricchezza delle famiglie italiane, stimata dalla Banca d'Italia a fine 2009, era pari a 9.448 miliardi di euro, al netto dei mutui in essere sulla stessa (cfr. il Supplemento al Bollettino Statistico del dicembre 2010).

Diciamo allora che i cittadini posseggono 9.448 miliardi di euro di patrimonio e decidono di porlo a garanzia dell'emissione del nuovo metro monetario. E' un capitale immenso che toglie dalla circolazione l'euro; se viene prestato al 5% consente introiti annuali per 472,2 miliardi di euro, importo superiore alle entrate tributarie previste nel 2014 e nel 2015, anche se inferiori di 2 miliardi a quelle preventivate per il 2016. Quindi questa nuova moneta dei cittadini consente di abolire tutte le imposte.

Questo cosa significa? Che se ho l'idea di avviare o ingrandire un'impresa e non ho i capitali, non ho difficoltà a procurarmeli, mi costano il 5% e, siccome non dovrò pagare imposte sarò veramente competitivo. Per essere competitivi gli imprenditori stranieri dovranno trasferire le loro attività produttive in Italia, dove verrebbero a trovarsi in posizioni di vantaggio rispetto al Paese d'origine, apportando però in Italia nuovi posti di lavoro.

Conoscete il caso Depardieu? Quanti Depardieu verrebbero in Italia a chiedere la cittadinanza?

Esisterebbe un problema di inflazione? Dico di no, esisterebbe un problema contrario, ma per evitare la deflazione lo Stato dovrebbe diventare datore di lavoro per il miglioramento e l'eccellenza dei servizi pubblici essenziali per tutti: scuola, sanità, ordine pubblico. Si potrebbe permettere di spendere per l'abbellimento delle città, avviare a produzione le terre incolte, ecc.

Verrebbero meno tanti lavori, che però non producono ricchezza, mi riferisco ad esempio ai consulenti tributari; questi incorporano costi in meno per le imprese; ma soprattutto verrebbero meno le preoccupazioni: ho fatto bene la dichiarazione dei redditi? Ho detratto quello che dovevo detrarre? Eliminare le imposte non solo rende l'Italia competitiva, ma aumenta il benessere di tutti e non ci dovremmo più preoccupare del problema dell'evasione fiscale; le occasioni di lavoro si moltiplicherebbero eliminando totalmente la disoccupazione e coloro che fanno lavori che non producono beni sarebbero impegnati ad accrescere la ricchezza. Crescendo la ricchezza aumenterebbero i beni a garanzia della moneta ed eliminando la disoccupazione non avremmo più la delinquenza indotta da povertà.

Articolo di Paolo Tanga © 15 Novembre 2014





Potete ascoltare le teoria del Dott Paolo Tanga direttamente da lui esposta al Convegno di Montegranaro il 09/11/2014,
Convegno su sovranità monetaria (VERA).

http://fahrenheit912.blogspot.it/2014/11/come-uscire-dalla-crisi-teoria.html