domenica 31 maggio 2015

#iostoconimarò - IL SEQUESTRO DEI FUCILIERI DI MARINA LATORRE E GIRONE, "CONTROCANTO" nr 3 di Stefano Tronconi : IN MERITO ALLE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO DEGLI ESTERI INDIANO SUSHMA SWARAJ



31 Maggio 2015
Stefano Tronconi
L'ANSA oggi riporta che:
“Il ministro degli Esteri indiana, Sushma Swaraj, ha invitato oggi l'Italia a "partecipare al processo giudiziario per far avanzare la vicenda" dei marò. Lo ha dichiarato rispondendo ad una domanda dell'ANSA a una conferenza stampa a New Delhi dedicata a illustrare un anno di attività di diplomatica. "Abbiamo ripetutamente sollecitato il governo italiano a unirsi al processo giudiziario - ha detto parlando in hindi - in quanto il caso è sub judice". Secondo la Swaraj, l'Italia "non ha finora neppure partecipato al processo giudiziario. Se accetta di parteciparvi la vicenda potrà avanzare". “
Penso che il GOVERNO ITALIANO italiano dovrebbe spiegare immediatamente e senza tentennamenti alla signora Swaraj che:
Dopo oltre tre anni di sequestro di due militari innocenti, dopo che l'India la giurisdizione se l'è auto-assegnata in modo assai discutibile utilizzando inganno e prepotenza e dopo che le manipolazioni compiute fin dalla prima ora sulle indagini in Kerala sono state smascherate, solo il pensare che l'Italia possa a questa punto unirsi ad un processo giudiziario nato su simili basi è tanto ingenuo quanto, ancora una volta, arrogante.
Sono ormai oltre due anni, cioè dall'uscita della ricostruzione complessiva della vicenda, che i comportamenti dei governi indiano ed italiano sono pateticamente tesi esclusivamente a salvaguardare la 'reputazione' dell'India mettendo la sordina agli abusi ed ai crimini compiuti nei confronti di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre.
La dichiarazione del ministro degli esteri Swaraj continuano a muoversi lungo questa linea, linea che purtroppo anche l'ultimo governo italiano ha sempre avallato.
Sia il 'nuovo' governo italiano (a guida Renzi) che il 'nuovo' governo indiano (a guida Modi) avrebbero reso decisamente un miglior servizio ai circa 60 milioni italiani ed ai circa 1.200 milioni indiani se avessero consentito che la verità emergesse agli occhi delle opinioni pubbliche dei due Paesi nella sua completezza, muovendosi poi per accertare le responsabilità individuali di chi del crimine commesso è stato responsabile e complice, tanto in India che in Italia.
Una scelta di trasparenza che rimane tutt'oggi, esattamente come due anni fa, l'unica possibile.
Una scelta che, pur mettendo in conto gli inevitabili schizzi di fango, con un po' di coraggio può essere intrapresa anche contando sul fatto che gran parte dei principali attori di questa triste e tragica vicenda non sono più direttamente oggi a capo né del governo indiano, né di quello italiano.

giovedì 28 maggio 2015

#iostoconimarò, Un altra parata del 2 giugno con ipocrisia, belle parole e nulla più ?

giovedì 28 maggio 2015

#iostoconimarò, Un altra parata del 2 giugno con ipocrisia, belle parole e nulla più ?



28 maggio 2015, giorno di sequestro e abbandono 1194.

Il 2 Giugno festeggeremo nuovamente la Festa della Repubblica, i Fori Imperiali si apprestano ad essere lo scenario dove sfileranno i reparti delle nostre Forze Armate, una cornice ideale dove i cittadini potranno applaudire i nostri Soldati che marceranno fieri del ruolo che svolgono, per chi non potrà essere sul luogo le regie televisive con la diretta e i media il giorno dopo ci mostreranno anche il palco delle autorità, il contenitore dell' ipocrisia più grande, faranno risaltare sicuramente alla TV il saluto del Presidente Mattarella e del Ministro della Difesa Pinotti, come ogni anno... chissà se anche stavolta ci sarà il collegamento da Delhi con Salvatore Girone abbandonato solo soletto in attesa che la diplomazia rispedisca indietro anche Massimiliano Latorre nel limbo indiano, ci chiediamo anche ansiosi quali giri di parole ci propineranno per mascherare il vuoto cosmico delle azioni dei tre governi che si sono succeduti nella gestione della vicenda. 

Lo ricordate ? è bene riascoltarlo :




Il Presidente Mattarella copierà L' ex Capo dello Stato Napolitano nell' esprimere solidarietà ai Fucilieri di Marina ?

La Signora Ministro Roberta Pinotti userà ancora una volta il solito disco incantato usato prima da Giampaolo Di Paola e poi da Mario Mauro  del " stiamo lavorando per una soluzione " ?

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi pregherà anche egli che questa giornata passi in fretta per non dover ascoltare la voce sofferente di chi chiede che si faccia qualcosa per far rientrare Girone e non inviare Latorre in India ?

Il televideo e i notiziari, la stampa, le radio sprecheranno i soliti 5 secondi per riportare che " il Capo dello Stato e i Ministri insieme ai vertici delle FF AA hanno espresso la loro solidarietà a Latorre e Girone " ?
Perchè invece non danno spazio alle ragioni dell' innocenza ?




La triste verità invece è che pur di non far venire fuori i nomi dei veri responsabili di questo sequestro, e ci riferiamo ai Vertici della Marina Militare oltre che al professor Monti, all' inetto De Mistura, al prono Amm. Di Paola, a Corrado Passera e agli interessi commerciali, particolari questi rivelati a distanza di tempo da Giulio Terzi, all' epoca Ministro degli Esteri a cui va riconosciuto l' onore delle armi per essersi dimesso dalla carica pur di non macchiarsi del tradimento verso due Soldati fedeli servitori della Patria, che come ricordò Girone alla videoconferenza del 2 giugno 2014 hanno obbedito agli ordini quando si fecero rimandare in India seppure in spregio alla nostra Costituzione che, come alla ribalta per il caso dell' arresto di un ragazzo cittadino marocchino nel nostro paese su mandato Tunisino, non consegna nessuno ( Italiano o meno ) a Paesi dove è in vigore la pena di morte.

Ad oggi vi è solo una certezza, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Corrado Passera, Giampaolo Di Paola, Staffan De Mistura, Enrico Letta , Mario Mauro, Emma Bonino, si godono promozioni e vitalizi. la stessa promozione che ha visto Federica Mogherini passare da M.a.E. a Lady Pesc, la stessa a cui evidentemente ambiscono Roberta Pinotti e Paolo Gentiloni, mentre da Innocenti Latorre e Girone affrontano a testa alta il Calvario pur di tener fede al giuramento da loro prestato.

Chiudiamo con l' augurio che per Latorre e Girone e rispettive Famiglie questo sia l' ultimo 2 giugno di sofferenza, e che i nostri Soldati vengano onorati non con saluti e sorrisi dal palco ma con un azione forte per riportare a casa i Marò.


Non si calpesta la dignità dei nostri soldati !




Oggi più di ieri, domani più di oggi

#iostoconimarò

fonte : http://italiavoxhonest.blogspot.it/2015/05/iostoconimaro-un-altra-parata-del-2.html

LA NUOVA LEGGE SUI REATI AMBIENTALI



Il si definitivo del Senato partorisce la nuova legge sui reati ambientali [1]. Grazie ad essa, nel codice penale vengono introdotti nuovi ecoreati: inquinamento ambientale, disastro ambientale, delitti colposi (ossia involontari) contro l’ambiente, traffico e abbandono di materiale radioattivo, omessa bonifica e impedimento al controllo. La Commissione Ambiente della Camera ha così ottenuto un risultato atteso da oltre 20 anni, predisponendo uno strumento fondamentale ai fini della repressione delle ecomafie e della tutela ambientale. Esaminiamo più nel dettaglio le novità.

Inquinamento ambientale

Reclusione da 2 a 6 anni, con un multa da 10.000 a 100.000 euro, per chi abusivamente determina una compromissione o un deterioramento quantificabile delle acque o dell’aria, del suolo o del sottosuolo, di un ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna. Le pene aumentano nel caso in cui, dall’inquinamento ambientale, derivino lesioni o morte di una o più persone.

Disastro ambientale

È prevista la reclusione da 5 a 15 anni per chi abusivamente provoca un disastro ambientale, ossia una alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema. Tale alterazione risulta irreversibile quando non sussiste possibilità di porre rimedio oppure quando ciò è possibile soltanto attraverso misure eccezionali e particolarmente onerose [2].

Delitti colposi

Qualora i reati di inquinamento e disastro ambientale vengano commessi in maniera involontaria (per colpa), anziché volontariamente (con dolo), le pene sono ridotte da un terzo a due terzi.


Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività

È prevista la reclusione da 2 a 6, e multa da 10.000 a 50.000 euro per chiunque, abusivamente, cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale radioattivo.

Le pene vengono aumentate se, dalle suddette attività, derivi un concreto pericolo per le persone, per le acque e l’aria, per il suolo o il sottosuolo, per la flora o la fauna.

Impedimento del controllo

È prevista la reclusione da 6 mesi a 3 anni per chi ostacola gli accertamenti dei reati ambientali e le verifiche della sicurezza e dell’igiene dei luoghi di lavoro, ad esempio negando l’accesso a determinati luoghi, modificando lo stato dei luoghi o, più in generale, creando ostacoli all’attività di vigilanza e controllo.



Aggravanti

Sono previste aggravanti in caso di associazione a delinquere di stampo mafioso e se sussista il coinvolgimento di pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico.



Ravvedimento operoso

Colui che si adopera per il ripristino dello stato dei luoghi, così come chi decide di collaborare con le autorità, beneficia della riduzione della pena da un terzo alla metà delle pene previste.


Confisca

In caso di condanna o patteggiamento, è sempre ordinata la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che sono state utilizzate per commettere il reato, salvo che i beni appartengano a persona estranea al reato. I beni confiscati o i loro eventuali proventi sono messi disposizione della pubblica amministrazione e impiegati per la bonifica dei luoghi. Non viene disposta la confisca dei beni per l’imputato che abbia provveduto alla messa in sicurezza o alla bonifica dei luoghi.


Ripristino dello stato dei luoghi

Il condannato ha l’obbligo del ripristino dello stato dei luoghi, ove possibile, o comunque ha l’onere di porre in essere misure idonee a limitare i danni provocati a cose e persone.


Omessa bonifica

Viene punito con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice o di un’autorità pubblica, non provveda alla bonifica o al ripristino dello stato dei luoghi.


Raddoppio tempi prescrizione

Per i nuovi ecoreati, i termini alla scadenza dei quali essi si estinguono sono raddoppiati.
[1] DDL n. 1345/15. [2] Le pene sono aumentate qualora il disastro o l’inquinamento ambientali si verifichino in aree protette o sottoposte a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, o nel caso in cui vengano danneggiate specie animali o vegetali protette.



martedì 26 maggio 2015

Niente più carcere dal 2015 per reati fino a cinque anni: L'elenco


Niente più carcere dal 2015 per reati fino a cinque anni: L'elenco
Grandi polemiche in queste ore per l’ipotesi di esclusione di alcuni reati, di particolare allarme sociale, dal novero di quelli punibili con il carcere.
E’ quanto si trova nel decreto legislativo che dovrà attuare la legge delega 67/2014, presentato in Consiglio dei ministri lo scorso primo dicembre, sotto il nome di provvedimento per la Non punibilità per particolare tenuità del fatto.
Con lo schema di decreto legislativo iniziato a diffondersi nei giorni successivi, è apparso chiaro come alcuni comportamenti ritenuti molto pericolosi finissero estromessi da quelli punibili con la reclusione in carcere.
Da più parti, infatti, si teme il rischio di una nuova, mini amnistia che finirà per lasciare fuori di galera molti responsabili di crimini molto allarmanti per la società.
Quali sono i reati che non prevederanno il carcere
– Abbandono di persone minori o incapaci – art.591 c.p. co.1
– Abusivo esercizio di una professione – art 348
– Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina – art.571 c.p.
– Abuso d’ufficio – art.323 c.p.
– Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico – art.615 ter
– Arbitraria invasione e occupazione di aziende agricole o industriali. Sabotaggio – art.508 c.p.
- Adulterazione o contraffazione di cose in danno della pubblica salute – art.441 c.p.
– Appropriazione indebita – art.646 c.p.
– Arresto illegale – art.606 c.p.
– Assistenza agli associati (anche mafiosi) – art.418 co.1 c.p.
– Attentato a impianti di pubblica utilità – art.420 c.p.
– Attentati alla sicurezza dei trasporti – art.432 c.p.
– Atti osceni – art.527 c.p.
– Atti persecutori (stalking) – art.612 bis co.1
– Commercio o somministrazione di medicinali guasti – art.443 c.p.
– Commercio di sostanze alimentari nocive – art.444 c.p.
– Contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari – art.517 quater
– Corruzione di minorenne – art.609 quinquies co.1 c.p.
– Crollo di costruzioni o altri disastri dolosi – art.434 co.1 c.p.
– Corruzione – art-318 c.p.
– Danneggiamento – art.635 c.p.
– Danneggiamento a seguito d’incendio – art.423 c.p.
– Danneggiamento seguito da inondazione,frana valanga – art.427 co.1 c.p.
– Danneggiamento di informazioni e programmi informatici – art.635 bis c.p.
– Danneggiamento di sistemi informatici o telematici – art.635 quater c.p.
– Detenzione di materiale pornografico – art.600 quater c.p.
– Deviazione di acque e modifiche dello stato dei luoghi – art.632 c.p.
– Diffamazione – art. 595 c.p.
– Divieto di combattimento tra animali – art.544 quinquies
– Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza – artt.392-393 c.p.
– Evasione – art 385 c.p.
– Fabbricazione o detenzione di materie esplodenti – art.435 c.p.
– False informazioni al P.M. – art.371 bis
– Falsità materiale del P.U. – art.477 c.p.
– Favoreggiamento personale – art-378 c.p.
– Favoreggiamento reale art.379 c.p.
– Frode informatica – art.640ter co.1-2 c.p.
– Frode in emigrazione art.645 c.p.co.1
– Frode nelle pubbliche forniture – art.356
– Frode processuale – art.374 c.p.
– Frodi contro le industrie nazionali – art.514 c.p.
– Frode nell’esercizio del commercio – art.515 c.p.
– Furto – art.624 c.p.
– Gioco d’azzardo – art.718-719 c.p.
– Impiego dei minori nell’accattonaggio – art.600 octies c.p.
– Incesto – art.564 1 co. C.p.
– Inadempimento di contratti di pubbliche forniture art.355 c.p.
– Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato – art 316 ter
– Ingiuria – art.594 c.p.
– Ingresso abusivo nel fondo altrui – art.637 c.p.
– Insolvenza fraudolenta – art.641 c.p.
– Interferenze illecite nella vita privata – art. 615 bis
– Interruzione di pubblico servizio – art.331 c.p.
– Intralcio alla giustizia – art.377 c.p.
– Introduzione nello Stato e commercio di prodotti falsi – art.474 c.p.
– Introduzione o abbandono di animali nel fondo altrui – art.636 c.p.
– Invasione di terreni o edifici – art.633 c.p.
– Istigazione a delinquere – art.414 c.p.
– Istigazione a disobbedire alle leggi – art.415 c.p.
– Lesione personale – art.582 c.p.
– Lesioni personali colpose art.590 c.p.
– Maltrattamento di animali – art.544 ter
– Malversazione a danno dei privati – art.315 c.p.
– Malversazione a danno dello Stato – art.316 bis
– Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice – art.388 c.p.
– Manovre speculative su merci – art.501 bis c.p.
– Millantato credito – art.346 c.p.
– Minaccia – art. 612 c.p.
– Occultamento di cadavere – art.412 c.p.
– Oltraggio a P.U. – art.341 bis
– Oltraggio a un magistrato in udienza art.343 c.p.
– Omessa denuncia di reato da parte del P.U. – art.361
– Omicidio colposo – art.589 c.p. co.1
– Omissione di referto – art.365 c.p.
– Omissione di soccorso – art. 593 c.p.
– Patrocinio o consulenza infedele – art.380 c.p.
– Peculato mediante profitto dell’errore altrui – art.316 c.p.
– Percosse – art. 581 c.p.
– Possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi – art.497 bis co.1.
– Procurata evasione – art.386 co.1
– Procurata inosservanza di pena – art.390 c.p.
– Resistenza a P.U. – art. 337 c.p.
– Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio – art.501 c.p.
– Rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro – art.437 c.p.
– Rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio – art.326 c.p.
– Rivelazione di segreti inerenti ad un procedimento penale – art.379 bis
– Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione – art.328 c.p.
– Rissa – art.588 c.p.
– Simulazione di reato – art.367 c.p.
– Sostituzione di persona – art.494 c.p.
– Sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro – art.334 c.p.
– Sottrazione di persone incapaci – art.574 c.p.
– Sottrazione e trattenimento di minori all’estero – art.574 bis
– Stato d’incapacità procurato mediante violenza – art. 613 c.p.
– Traffico d’influenze illecite – art.346 bis
– Truffa – art.640 c.p.
– Turbata libertà degli incanti – art.353
– Turbativa violenta del possesso di cose immobili – art.634 c.p.
– Usurpazione di funzioni pubbliche – art.347
– Uccisione di animali – art.544 bis
– Uccisione o danneggiamento di animali altrui – art.638 c.p.
– Vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine – art.516 c.p.
– Vilipendio delle tombe – art.408
– Vilipendio di cadavere – art.410 co.1
– Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza – art 616 c.p.
– Violazione di domicilio art.614 c.p.
– Violazione di domicilio commessa dal P.U. – art. 615 c.p.
– Violazione di sepolcro – art.407 c.p.
– Violazione di sigilli art.349
– Violazione degli obblighi di assistenza familiare – art.570 c.p.
– Violenza o minaccia a P.U. art.336 c.p.
– Violenza privata – art.610 c.p.
– Violenza o minaccia per costringere taluno a commettere un reato – art.611 c.p.
A parziale rassicurazione, il ministro Orlando e il premier Renzi hanno assicurato che non ci sarà alcuna depenalizzazione dei reati sul maltrattamento di animali. Una precisazione dovuta che, però, esclude ancora molti comportamenti come quelli sopra elencati da crimini punibili con la detenzione.
Adesso io mi chiedo ma dove vuole arrivare la politica? Ci sono reati che per loro stessa natura sono gravissimi.Mi sembra che stiano continuando l'opera di deponteziamento della nostra residua e latente Sovranità.
A Voi il giudizio.
fonte Luciano Goduti

Ascoltate e diffondete, Renzi smascherato sulla legge Fornero!







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QUANDO UN DIAMANTE E' UN "PER SEMPRE" DEFINITIVO

Zimbabwe: diamanti sempre sporchi di sangue

Il bagliore delle pietre preziose ha annebbiato la vista a un regime corrotto e spietato che offende la dignità del suo popolo.
10-11-19 marange

La parola “diamante” generalmente è associata al Sudafrica, al Botswana, alla Namibia, dove la pietra preziosa, estratta in miniere circoscritte e superprotette, ha favorito uno sviluppo economico armonioso e diffuso. Dopo che Leonardo Di Caprio ha interpretato il film Blood diamonds molti hanno appreso che ci sono anche paesi come la Sierra Leone, l’Angola e il Congo, per i quali i diamanti hanno significato lunghe e sanguinose guerre civili.

Pochi però sanno che lo Zimbabwe appartiene alla ristretta schiera dei paesi produttori di diamanti. Prima del 2006 esistevano solo due miniere, dalla produzione modesta: River Branch al sud, la più antica, gestita per qualche anno da compagnie canadesi e australiane e poi venduta per la sua scarsa redditività, e Murowa al centro del paese, sfruttata da Rio Tinto, il colosso minerario australiano.

Nel 2006 furono scoperti i diamanti a Marange, ad est del paese, vicino alla frontiera con il Mozambico. Sono depositi alluvionali, cioè diamanti disseminati in una grande area, lungo i corsi d’acqua, che si possono recuperare anche scavando con il piccone e la pala. La notizie percorse tutto il paese, allora in preda ad una soffocante crisi economica, e in poche settimane la zona si riempì di cercatori artigianali di diamanti. Ma come il miele attira le mosche, i diamanti attraggono gli uomini armati e in divisa. Marange divenne subito un far west, con militari e poliziotti a disputarsi le pietre preziose con cercatori e scavatori.

Diritti umani calpestati

Un rapporto di Human Right Watch del giugno 2009 denuncia gli abusi contro i diritti umani commessi sistematicamente a Marange. La zona è diventata una sorta di girone infernale intorno al quale sono compiuti veri e propri massacri, stupri, oltre che pratiche di lavoro forzato, spesso minorile, e uccisioni sommarie. Da lì parte un immenso giro di prostituzione, di contrabbando e di corruzione, i cui proventi finiscono tutti nelle tasche di una classe militare e politica, cosciente di essere ormai precaria, quindi intenzionata a sfruttare, o meglio saccheggiare, il paese fino a che sarà possibile.

A scoprire i diamanti a Marange era stata la De Beers, l’azienda sudafricana leader mondiale della commercializzazione dei diamanti, ma anche all’avanguardia per la prospezione dei siti diamantiferi. Ma per una volta la De Beers si sbagliò, e non valutò l’entità di quei giacimenti. Rinunciò alla concessione, e il governo di Harare la trasferì alla britannica African Consolidated Resources.

Per questa piccola impresa sarebbe stato l’affare del secolo, se il governo di Harare avesse rispettato il diritto commerciale. Quando si sparse la voce che quello poteva essere uno dei più ricchi depositi di diamanti del mondo, i legali del presidente-dittatore Mugabe inventarono dei vizi di forma nel contratto, ed espropriarono l’impresa inglese, con tanto di raid negli uffici della compagnia e sequestro di documenti, computer e relazioni sulle prospezioni effettuate.

Alla miniera di River Ranch era accaduta la stessa cosa: la febbre dei diamanti aveva contagiato un generale, Salomon Mujuru, l’eroe della guerra di indipendenza, un cacicco del partito al potere ZANU-PF, Trivanhu Mudariki, e la moglie del presidente Mugabe, Sibonokuhle Moyo. Costituita la Bubye Minerals, ottennero con facilità i diritti di sfruttamento.

Le misure del Processo di Kimberley

Nella sua riunione del luglio 2010 a Sanpietroburgo il Kimberley Process ha votato un embargo dei diamanti prodotti a Marange. Il Kimberley Process è un sistema di certificazione concordato dai governi dei paesi esportatori e importatori di diamanti, con la collaborazione esterna dell’industria dei diamanti e delle Ong, che ha il fine di escludere dal commercio mondiale i diamanti estratti in zone di conflitto e di grave violazione dei diritti umani.

Emissari del Kimberley Process hanno costatato che i militari hanno il controllo quasi totale dei campi diamantiferi di Marange, e che sono loro a manovrare la rete di contrabbandieri.

Quello dello Zimbabwe è un caso esemplare: da una parte, troviamo un dittatore vecchio e impresentabile come Robert Mugabe, ancora al potere grazie al supporto di una cricca interna che non vuole abbandonare il saccheggio del paese; dall'altra, si osserva una popolazione ridotta letteralmente alla fame e privata di ogni diritto.

Dei personaggi che derubano il paese si conoscono i nomi: è l’élite politico-militare che permette al regime di sopravvivere. Non si conoscono invece i nomi di tutte le vittime, in gran parte ragazzi, che in questi anni sono morti nell'inferno di Marange. Ufficialmente sono finora 214, ma le cifre reali sarebbero nell'ordine di alcune migliaia, considerando il fatto che bambini e uomini sono costretti con la forza dall’esercito a lavorare nelle miniere, patendo fame e sete. Chi si oppone a questa forma di schiavitù viene torturato. Non si conoscono nemmeno i nomi di tutti i morti per colera, per mancanza di medicine, per fame.

Raffaele Masto



Racconti dall’inferno di Marange

Uccisioni sommarie

“Per sfuggire alle esazioni dei poliziotti corrotti, avevamo deciso di fare i nostri scavi di notte, in pieno buio. Stavamo lavorando, quando sopra di noi è stato sparato un razzo illuminante. Il luogo dove eravamo in un attimo fu rischiarato come in pieno giorno. Poi all’improvviso una trentina di poliziotti cominciarono a spararci addosso con dei fucili automatici Mossberg. Quattro di noi erano in un tunnel. Il trambusto di chi fuggiva fece crollare il tunnel. Rimasero intrappolati mentre tutti noi scappavamo in ogni direzione per sfuggire alle pallottole dei poliziotti. Ho contato tre miei compagni colpiti a morte.”

Abusi sulle donne

“Ero in compagnia di altre tre donne. Eravamo andate ad attingere acqua al pozzo del villaggio. Due poliziotti con cani ci hanno accusato di essere le cuoche dei cercatori di diamanti. ‘Vi daremo una lezione’ – ci hanno detto. Ci hanno ordinato di inginocchiarci, di toglierci la blusa e di restare a petto nudo. Allora hanno aizzato i cani contro di noi. Noi tutte abbiamo avuto morsi e ferite ai nostri seni. Alla fine i poliziotti ci hanno detto: i nostri cani mangiano solo seni di donna”.

Manodopera minorile

“Lavoravano con noi dei ragazzi di 10-15 anni. Ci sorvegliavano tutto il giorno dei soldati armati. Cominciavamo alle 7 e si continuava ininterrottamente per 11 ore, fino al tramonto, adulti e ragazzi. Gli uomini effettuavano lo scavo, mentre le donne e i ragazzi portavano fuori il pietrisco e lo trasportavano a spalla fino a un corso d’acqua. Spesso erano le donne e i ragazzi che setacciavano il pietrisco alla ricerca dei diamanti. Ma gli uomini armati erano in piedi dietro di loro, pronti ad afferrare i diamanti, non appena apparivano nel setaccio. Erano i soldati che andavano nei villaggi e requisivano i ragazzi per fare questo lavoro. Ogni villaggio, a turno, doveva fornire manodopera.”

Fosse comuni

"Il giorno 8 novembre ho scoperto 22 cadaveri in via di decomposizione vicino alla diga di Chiadzwa. Ho riferito la mia scoperta al mio capo-villaggio. Nessuno dei morti erano abitanti del mio villaggio. Il giorno seguente ho visto avvicinarsi alla fossa un bolldozer: alla guida c'erano alcuni minatori, diretti da un gruppo di soldati armati e in uniforme. Il bulldozer ha scavato una grande fossa. Poi ha fatto rotolare nella fossa i cadaveri e li ha coperti di terra. Probabilmente si trattava di cercatori di diamanti, uccisi e fatti sparire dai soldati."
Tratto da: Human Rights Abuses in the Marange Diamond Fields of Zimbabwe

(Nota personale : Ci sono dei bellissimi oggetti Swarovski...!!!!)

marilinalincegrassi



lunedì 25 maggio 2015

SEPARAZIONI : assegnazione del figlio diritto di scelta del minore



Nell’ambito del giudizio di separazione dei coniugi, il giudice, al momento della scelta del genitore presso cui collocare il minore, è obbligato a tenere in debita considerazione la preferenza espressa da quest’ultimo. Così se decide in modo difforme da tale indicazione, dovrà anche motivarlo in sentenza in modo dettagliato.


È questo il principio espresso dalla Cassazione con una recente sentenza [1]: un principio sottolineato ancor di più dall’ultima riforma del diritto di famiglia di recente approvazione [2]. La Suprema Corte rilancia, così, l’importanza dell’ascolto del minore nel processo che decide il suo affidamento e collocazione.

Il giudice, infatti, non può disattendere le preferenze del ragazzo per un genitore o per l’altro senza motivare dettagliatamente le ragioni di tale sua decisione difforme.

Non solo. Se il magistrato ignora, senza ragioni, le richieste dei figli, in sede di appello l’ascolto deve essere ripetuto.

L’ascolto del minore diventa così un momento imprescindibile e necessario della causa, che non può mai essere evitato, e va a indirizzare anche la decisione finale del giudice.

Il che è espressione anche del diritto del minore a essere informato e a poter “dire la sua”nei procedimenti che lo riguardano.

Tale prioritario rilievo non determina – conclude Piazza Cavour – l’obbligo del giudice di conformarsi alle indicazioni del minore in ordine al modo di condurre la propria esistenza, potendo la valutazione complessiva del suo superiore interesse portare a discostarsi da esse.

È tuttavia, necessaria una puntuale giustificazione della decisione assunta dal magistrato in contrasto con le dichiarazioni del minore: per esempio, potrà giustificarla alla luce delle ridotte capacità di discernimento del piccolo, anche in relazione all’intensità del conflitto genitoriale.

La necessità di garantire la massima partecipazione del minore nella determinazione delle decisioni che hanno riflessi sulla sua esistenza è affermata anche nella Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli [3], nell’ambito della quale vengono proclamati come diritti del bambino, capace di sufficiente discernimento, tanto quello di ricevere informazioni adeguate, quanto quello di esprimere le proprie opinioni; opinioni che devono essere tenute in debito conto dai soggetti deputati a prendere decisioni in ordine alla vita del minore stesso.

Le disposizioni di tale Convenzione infatti sono soprattutto finalizzate a garantire che i minori possano sempre partecipare ai procedimenti giudiziari che li riguardano e ricevere tutte le informazioni necessarie. In particolare stabiliscono: – che un bambino che per il diritto del suo Stato ha una sufficiente capacità di discernimento ha diritto di ricevere ogni informazione relativa al procedimento in corso, di esprimere la propria opinione e di essere informato delle eventuali conseguenze del suo comportamento; – che il bambino ha il diritto di chiedere, personalmente o tramite altre persone od organismi, la designazione di un rappresentante speciale nei procedimenti giudiziari che lo riguardano quando la legge nazionale priva i detentori della responsabilità di genitori della facoltà di rappresentarlo a causa di un conflitto di interessi, – che l’autorità giudiziaria ha l’obbligo, prima di prendere qualsiasi decisione, di verificare se il minore abbia ricevuto sufficienti informazioni, e di tenere in debito conto l’opinione del minore.




[1] Cass. sent. n. 6129 del 26.03.2015.

[2] L. n. 154 del 2013.

[3] Ratificata dall’Italia con L. 20 marzo 2003, n. 77.


Fonte : La legge per tutti







Il NONNO DI 94 ANNI NEOLAUREATO : PRIMA DEL MASTER MI RIPOSO UN PO'

Alla veneranda età di 94 anni, il signor Antony Brutto è riuscito a raggiungere il traguardo ambito della laurea. Rientrerà così, forte del suo diploma di college, tra i laureati più anziani nella storia del West Virginia. Lo racconta il quotidiano statunitense New York Post.


Un percorso scolastico a ostacoli, durato 75 anni, ha portato Anthony al diploma in discipline artistiche (Bachelor of Arts). Era il 1939 quando l'anziano signore si iscrisse, e la tassa d'iscrizione ammontava a 50 dollari. Poi arrivò un'interruzione forzata: la guerra, che lo vide entrare a far parte della forza aerea dell'esercito per rimanerci fino alla fine del secondo conflitto mondiale. Nel 1946 Anthony si iscrisse nuovamente all'università del West Virginia. Ma dovette smettere di frequentarla questa volta a causa della malattia della moglie della quale dovette prendersi cura. Così, inevitabilmente si dovette dedicare alla sola professione di macchinista.


Ma quello della laurea era sempre stato il suo sogno nel cassetto. Finalmente Anthony l'ha coronato e, scherzando, dice: "Prima di passare al master degree (la laurea specialistica, ndr), credo che mi prenderò una pausa".



I MIEI PIU' VIVI COMPLIMENTI!! Marilina Fenice Grassi




domenica 24 maggio 2015

Elezioni in Puglia:Il Pd sta comprando voti,guardate il video e diffondetelo ovunque.

Un ragazzo chiede informazioni a tale signora Tina: “Ho saputo che cercate personale per volantinaggio“. E lei parte: “Stiamo cercando ragazzi che possano sostenere il nostro candidato alle Regione. Cerchiamo giovani che possano fare volantinaggio, rappresentanti di lista e attacchini: ovviamente, tutto retribuito”.

La donna lo invita quindi a un incontro per “domani pomeriggio” in un locale di Corato (Bari), aperto “a tutti coloro che vogliono far parte dello staff”. E aggiunge: “Porti documento di identità etessera elettorale”. Il ragazzo chiede: “Perché anche la tessera?”. E la signora spiega: “Per dare riscontro del tuo voto. Abbiamo bisogno dei vostri voti e dei vostri parenti, è ovvio”.

La donna non cita mai Filomeno. Ma il video mostra subito dopo l’invito a un incontro dell’associazione Logos per il pomeriggio del 12 maggio, presso lo stesso locale della stessa città citata dalla signora. Il testo è in un italiano stentato: “Il responsabile dell’associazione Logos, Giovanni Filomeno, e il suo staff sono lieti di invitare i giovani under 29 e le imprese per conoscere le opportunità date dal programma garanzia giovani”. Proprio quello illustrato da Filomeno assieme a Emiliano.


Si riprende con le immagini, e si sente di nuovo la voce della signora Tina, che si rivolge a dei ragazzi: “Ascoltatemi, io sono Tina, questo è il mio recapito, sono reperibile anche di notte”. Segue numero di cellulare (coperto dal bip). “Andate oltre i familiari, allargate… allargate”, esorta. Una ragazza obietta: “Non ci abbiamo capito molto, siamo venuti per altro”. Compare Filomeno. Giacca e camicia azzurra, spiega: “Quello che ci serve è organizzare, uno per famiglia. Quello da dire ai ragazzi è: ‘Tu sei libero di votare, di fare campagna elettorale? La tua famiglia è libera?”. Qualcuno chiede: “Trenta euro?”. E Filomeno replica: “Sì, sì, certo, è normale: un rimborso spese”. Una ragazza: “Ma è voto di scambio“. Lui nega: “No, è rimborso spese”. Lei non molla: “Sono venuta per fare la rappresentante di lista, perché la signora Tina mi ha detto che cercava un rappresentante in cambio di 30 euro”. Filomeno si irrigidisce: “Ti hanno dato un’informazione sbagliata, tu lo devi fare perché ci credi“.
fonte http://www.nuovoilluminismo.com/2015/05/elezioni-pd-puglia-compra-voti-voto-di-scambio-video.html

Ecco il video







sabato 23 maggio 2015

Far decadere da senatore a vita Mario Monti

Far decadere da senatore a vita Mario Monti
Bisogna far decadere da senatore a vita Mario Monti,non è possibile che un traditore della patria stia sui banchi del senato .Dopo aver ucciso e portato alla fame milioni di italiani deve essere pure mantenuto da noi a vita.E' una beffa ed un crimine che va corretto.
Nicola Mendolicchio

Regionali pugliesi i candidati del Pd di Emiliano pagano i rappresentanti di lista che procacciano i voti.

Bravo Emiliano tu e il Pd siete dei modelli da imitare,complimenti , da quale cilindro esce un partito come il vostro? uno peggio dell'altro, povera Puglia e povera Italia.
Mi raccomando non votate più questi cialtroni che hanno rovinato il paese.
Nicola Mendolicchio



La procura di Bari ha aperto un'indagine sulla presunta remunerazione dei rappresentanti di lista. Questa mattina gli investigatori della Digos hanno depositato il video di TgNorba nel quale il collaboratore di un comitato elettorale della candidata Anita Maurodinoia (in corsa con Michele Emiliano) illustra il sistema. Esisterebbe un vero e proprio tariffario per retribuire rappresentanti di lista e procacciatori di preferenze per le prossime elezioni regionali.

Il meccanismo sarebbe molto semplice. I comitati elettorali reclutano i rappresentanti di lista. Ai quali non va soltanto il compito di controllare durante lo spoglio delle schede la regolarità dell'assegnazione delle preferenze, ma anche e soprattutto quello di reclutare voti. E sarebbe proprio il risultato elettorale in ogni sezione a fare fede: il rappresentante di lista viene pagato in base al numero di voti che il candidato di riferimento ha preso nella sezione al quale è stato assegnato .

La somma che viene pagata è variabile: "Trenta, quaranta, cinquanta euro",  dice il collaboratore del comitato elettorale di Anita Maurodinoia. E l'incarico di rappresentante di lista è molto ambito, considerando il numero di persone che ogni giorno si propongono nei comitati, provando anche a lavorare per più candidati. La Digos ha acquisito il servizio e anche l'articolo di Repubblica nel quale veniva raccontato l'exploit della Maurodinoia grazie anche all'impegno del marito e "a un esercito di rappresentanti di lista". Gli agenti hanno redatto una prima informativa, trasmessa alla Procura. Che ha subito aperto un'inchiesta.

E intanto Maurodinoia denuncia per diffamazione l'uomo intervistato da Telenorba. Denuncia depositata in mattinata dall'avvocato Vito Perrelli: "Il soggetto intervistato dal giornalista, dallo stesso qualificato come custode e/o addetto al reclutamento - ha spiegato - non ha alcun tipo di rapporto, men che meno fiduciario, incarico formale e/o mandato né con il sottoscritto né con il proprio mandante". E ancora: "Le diffamatorie dichiarazioni rese, manifestatamente influenzate dal tenore delle domande poste dal giornalista, assolutamente suggestive, nocive e già contenenti le risposte, sono assolutamente prive di fondamento per non aver mai e con nessuno, il sottoscritto e/o la candidata Maurodinoia, stipulato accordi per la presunta compavendita di voti".

Sulla vicenda, infine, interviene anche il candidato alle Regionali per il centrosinistra, Michele Emiliano: "I rappresentanti di lista del Pd vengono individuati esclusivamente dalla segreteria provinciale del partito, tra i suoi militanti e senza alcun rimborso spese, e non dai singoli candidati al consiglio. L'uomo intervistato non è riconducibile al Pd e non ha alcun ruolo nella selezione dei rappresentanti di lista del nostro partito".

fonte http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/05/21/news/regionali_puglia_i_candidati_pagano_rappresentanti_di_lista_che_procacciano_voti-114867869/
tratto da Nicola Mendolicchio 

23 MAGGIO 1992



Era il 23 maggio 1992


A pochi chilometri da Palermo, nei pressi dello svincolo di Capaci dell’autostrada A29, persero la vita a causa di un vile attentato mafioso, il giudice antimafia Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo (sua moglie), e tre agenti della sua scorta : Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Sopravvissero gli agenti Angelo Corbo, Gaspare Cervello Paolo Capuzzo e Giuseppe Costanza, l’autista giudiziario che nell’occasione si trovava sul sedile posteriore dell’auto del giudice Falcone.


La strage è studiata minuziosamente anche nei particolari : nel tratto che collega Palermo e l’aeroporto di Punta Raisi, sotto l'autostrada A29, viene scavata una galleria nella quale vengono posizionati cinque quintali di tritolo. Giovanni Falcone stava tornando, come di consueto nei week-end, da Roma dopo essere partito dall’aeroporto di Ciampino con un jet di servizio alle 16.45, e atterra in Sicilia dopo poco meno di un’ora di viaggio.


A Punta Raisi ad aspettarlo, tre autovetture blindate (tre Fiat Croma ), con la scorta guidata da Arnaldo La Barbera, capo della squadra mobile di Palermo. Sceso dall’aereo, Falcone decide di mettersi personalmente alla guida, facendo sedere sul sedile posteriore l’autista Costanza. Il giudice Falcone si trovava su una Croma bianca, al suo fianco la moglie Francesca.

A precederli invece, su una Croma marrone si trovano Vito Schifani, alla guida, Antonio Montinaro, agente scelto seduto di fianco a Schifani, e Rocco Dicilio, seduto dietro; a chiusura della scorta infine, una Croma azzurra con a bordo : Cervello, Corbo e Capuzzo. Le tre autovetture partono dall’aeroporto, ma i sicari che hanno posizionato il tritolo vengono avvisati via telefono (purtroppo le inchieste giudiziarie non sono mai riuscite a risalire all’identità della fonte). Le tre Croma imboccano l’autostrada verso Palermo a sirene spente. I loro spostamenti però vengono seguiti da un’auto su una strada parallela, per segnalarne la posizione ai sicari.

Alle 17.58, in corrispondenza del chilometro 5 dell'autostrada che stavano percorrendo, Pochi secondi prima dello scoppio, Falcone rallenta improvvisamente per piegarsi leggermente verso il cruscotto per prendere un mazzo di chiavi. Alle 17.58 Giovanni Brusca aziona con un telecomando la carica di tritolo sorpreso dal movimento improvviso del giudice e preme in anticipo il pulsante. Quindi ad essere investita in pieno dall’esplosione è la prima Croma, i cui resti vengono scaraventati oltre la corsia opposta, e gli agenti muoiono sul colpo.

La Croma bianca a bordo della quale si trova Falcone invece, si schianta contro i detriti e il muro di cemento innalzatosi a causa dello scoppio. Sia il giudice che sua moglie Francesca non avendo le cinture di sicurezza allacciate, vengono scagliati conto il parabrezza.

Apparentemente le ferite di Falcone non sono gravi, e il magistrato viene portato in ospedale q ancora vivo. Morirà più tardi, a causa di diverse emorragie interne. Gli agenti a bordo della Croma azzurra si salvano, così come le altre circa venti persone che passavano nel punto dell’attentato al momento dello scoppio. Sulla strada si apre una immensa voragine e i residenti delle abitazioni vicine all’autostrada avvisano con prontezza le autorità, scendendo in strada per prestare i primi soccorsi.

Giovanni Falcone viene trasportato presso l’Ospedale Civico di Palermo, a una distanza di venti minuti dal luogo dell'esplosione, scortato da un elicottero dei carabinieri. Alle 19.05, però, nonostante i tentativi di rianimazione il suo cuore cessa di battere. Gli furono fatali le lesioni interne e il trauma cranico. Tre ore più tardi, intorno alle 22, spirerà anche la moglie Francesca Morvillo.

La strage provoca una profonda reazione di sconcerto da parte dell’opinione pubblica italiana ed internazionale ma purtroppo, anche i festeggiamenti da parte dei mafiosi rinchiusi nel carcere dell’Ucciardone



























Marilina Fenice Grassi


un mio pensIero in memoria https://www.youtube.com/watch?v=twB50ywmmZw

venerdì 22 maggio 2015

Marò:Emiliano perchè non ci racconti come stanno le cose? di Nicola Mendolicchio

Che fine hanno fatto i due marò Emiliano?che fine ha fatto il tuo esposto? E il reato di rimandarli in India? O non puoi più parlarne visto che il tuo amico Presidente del Consiglio non vuole che si parli?
Nicola Mendolicchio.


Emiliano " Il giorno che li hanno fatti rientrare in India Emiliano stavo andando da Girone e ho ricevuto una telefonata del Presidente del Consiglio Mario Monti, mi ha chiamato pregandomi di non interferire sulla volontà del sergente Girone”. “Non ho minimamente interferito perchè il presidente del Consiglio mi ha dato questo indirizzo e io l’ho rispettato. Ovviamente – ha aggiunto – ho detto al presidente del Consiglio che mi auguravo che come il sindaco e i familiari non avrebbero interferito sulla volontà di Girone in una direzione, nessuno avesse fatto la stessa operazione al contrario”. ”Perchè – ha concluso – laddove fosse stata fatta questa operazione, si trattava di una attività secondo me suscettibile di una valutazione penale”. E subito dopo Emiliano vuole vederci chiaro,vuole capire che cosa è successo ,e chi e con quali mezzi ha convinto La Torre e Girone a tornare in India e chiede che la Procura di Roma e la procura militare indaghino: ”Ho informato il procuratore militare De Palma – ha detto – del fatto che Salvatore Girone è partito per Roma con la ferma volontà di non ripartire per l’India ed è tornato invece, chissà per quale ragione, convinto di dovere partire ad ogni costo. Ci tengo che questa cosa sia accertata – ha aggiunto – e la mia e’ una vera e propria denuncia, perchè se Salvatore ha deciso di sua spontanea volontà va tutto bene, ma se qualcuno avesse anche semplicemente prefigurato un danno per lui e/o per la sua famiglia o per la sua carriera per indurlo a partire, ci troveremmo di fronte a una situazione suscettibile di valutazione penale”.

giovedì 21 maggio 2015

"Fitto è un traditore"dice Nicola Mendolicchio candidato alle regionali pugliesi nella lista "Noi con Salvini".


Intervista a Nicola Mendolicchio.



D) Caro Nicola parlami di te come ti descriveresti come persona?

R)Sono nato a foggia nel 56 e continuo a viverci sono una persona normalissima con famiglia amo la mia terra e le sue tradizioni sono un meridionalista convinto e le mie battaglie hanno sempre visto la mia terra al centro .

D)Come mai la scelta di candidarti per le elezioni regionali nella lista "Noi con Salvini"?

R)Provengo da una militanza politica nella destra non ho mai cambiato opinione nè idea
trovo che con salvini c è una comunanza di idee 
.
D E dei politici foggiani cosa ne pensi? Quali interessi hanno portato avanti in questi anni?

R)Credo che la nostra classe politica non abbia veramente a cuore le sorti della nostra gente non c è passione ma solo calcolo e carrierismo propio per questo sono proni al governatore di turno da fitto a Vendola basti pensare alla gestione dei fondi europei dirottati per anni nel leccese e barese.
D) E della scampagnata a Roma per l'authority?

Scontiamo un deficit di rappresentanza, i nostri politici per incapacità e servilismo ci hanno venduti non sono degni di rappresentarci, come ci hanno venduti ai baresi per l'aeroporto per l'alta velocità e tanto altro

D)Si può essere paese senza sovranità monetaria?
R) No, la comunità economica europea nacque come opportunità di sviluppo e crescita,negli ultimi anni con l'entrata dell'euro abbiamo assistito esattamente al contrario caduta del pil mancanza di sviluppo e causato dalla mancanza di lavoro la disgregazione dello stato sociale. Per cui la risposta e NO
D)Come si difende la Daunia in Regione?

R)Battendo i pugni sui tavoli e coivolgendo le nostre popolazioni, Mai proni, ma sulle barricate a difendere tutti assieme gli interessi della nostra terra.
D) E' possibile riuscire a rappresentare realmente il bene
comune?
R)La politica è passione, la politica è missione, la politica è e deve essere servizio, non carriera, la politica è fare gli interessi dei cittadini, del proprio popolo, non i propri.

D) Perchè Fitto è traditore?

R)Fitto è un traditore perche durante il suo mandato da presidente della regione ha tradito il mandato degli elettori foggiani e brindisini, che dovevano essere i maggiori fruitori dei fondi europei,inpiegandoli in gran parte nel suo bacino elettorale maggiore.
Ha letteralmente distrutto un associazione cristiana di artigiani tradendo gli stessi principi per cui era entrato in politica leggasi DEMOCRAZIA CRISTIANA
Ha tradito FORZA ITALIA nel momento in cui ha deciso di appoggiare Schittulli consegnando di fatto la Puglia ad Emiliano

fonte http://madeinfoggia.blogspot.it/

martedì 19 maggio 2015

FITTO storia di un traditore

Risultati immagini per fitto




25 febbraio 2005, l'allora governatore della puglia Raffaele Fitto,promulga una legge regionale pubblicata sul BURP n 33 del 1 marzo 2005,sulle norme per la costituzione e il funzionamento delle commissioni provinciali e regionale per l'artigianato e l'istituzione dell'albo provinciale delle imprese artigiane.
Detta legge di fatto azzera A.C.A.I l'acai ASSOCIAZIONE CRISTIANA ARTIGIANI ITALIANI,
di fatto escludendo detta organizzazione dalle commissioni provinciali e regionale per l'artigianato,costringendo circa 60000 SESSANTAMILA imprese cristiane ad emigrare in altre organizzazioni di categoria o a chiudere
con quest'azione ha di fatto perso  il probabile appoggio alle imminenti elezioni consegnando a VENDOLA la Puglia per 10 anni.
A distanza di 10 anni spaccando di fatto il CENTRODESTRA e FORZA ITALIA in Puglia consegnerà la regione ad Emiliano.
SE COME ARTIGIANO NON ERI PRESENTE ALL'INTERNO DI ORGANIZZAZIONI RAPPRESENTATE NEL C.N.E.L,(ORGANISMO ORA DICHIARATO ENTE INUTILE)
NON POTEVI ACCEDERE NE ALL'ARTIGIANCASSA NE A FONDI EUROPEI NE A SGRAVI CONTRIBUTIVI   
 
NICOLA MENDOLICCHIO
FONTE    http://madeinfoggia.blogspot.it/
foto di Silvano Contini.

foto di Silvano Contini.
    
foto di Silvano Contini.

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foto di Silvano Contini.

 

Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona


Il Grande inganno: da Maastricht a Lisbona
Premessa
Nel corso di questi anni ho scritto diversi articoli sottolineando alcune sentenze o leggi che, a mio parere, presentavano diverse anomalie:
violazioni costituzionali nell'esercizio della politica monetaria;
attentato agli organi costituzionali;
La costituzione inesistente, abbiamo perso tutto; Il lodo Alfano? Un falso bersaglio, l'Italia ha perso la tutela dei diritti umani.
Non riuscivo a spiegarmi, allora, perché questi fatti non venissero segnalati, commentati e, soprattutto, perché i media tacessero la “pericolosità” di quanto stava accadendo.
Oggi, probabilmente, ho capito il perché di quell’assordante silenzio.
Quella che vi sto per raccontare è la storia di un grande inganno, un inganno che parte da lontano, sin dalla fine della seconda guerra mondiale.
E’ la storia di un progetto (eversivo???) che vuole l’Europa governata da una oligarchia.
Poiché il progetto subisce, nel 1992, un’importante accelerazione, è da tale anno che inizieremo a raccontare questa storia.
Maastricht
Il 29 gennaio 1992 viene emanata la legge numero 35/1992 (Legge Carli - Amato) per la privatizzazione di istituti di credito ed enti pubblici.
Passano pochi giorni ed ecco un’altra data cruciale, il 7 febbraio 1992. In questa data avvengono due fatti estremamente importanti per la realizzazione del progetto:
viene varata la legge 82 con cui il ministro del Tesoro Guido Carli (già governatore della Banca d’Italia), attribuisce alla Banca d’Italia la “facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo più concordare con il Tesoro”. Ovvero dal 1992 la Banca d’Italia decide autonomamente per lo Stato italiano il costo del denaro;
Giulio Andreotti come presidente del Consiglio assieme al ministro degli Esteri Gianni de Michelis e al ministro del Tesoro Guido Carli firmano il Trattato di Maastrich, con il quale vengono istituiti il Sistema europeo di Banche Centrali (SEBC) e la Banca Centrale Europea (BCE). Il SEBC è un’organizzazione, formata dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali dei Paesi dell’Unione Europea, che ha il compito di emettere la moneta unica (euro) e di gestire la politica monetaria comune con l’obiettivo fondamentale di mantenere la stabilità dei prezzi.
I cittadini italiani non si rendono conto della gravità delle conseguenze che questi atti hanno, ed avranno, sulle loro vite. Ne subiscono le conseguenze e quando si domandano “perchè”, ogni volta viene loro proposto un capro espiatorio diverso. L’importante è che i cittadini non riescano a capire quanto sta avvenendo.
I potenti, nel frattempo, continuano a lavorare al loro progetto e, il 13 ottobre 1995, il governo italiano, con il Decreto Ministeriale numero 561, pone il segreto su:
“articolo 2) atti, studi, analisi, proposte e relazioni che riguardano la posizione italiana nell’ambito di accordi internazionali sulla politica monetaria…;
d) atti preparatori del Consiglio della Comunità europea;
e) atti preparatori dei negoziati della Comunità europea…
Articolo 3. a ) atti relativi a studi, indagini, analisi, relazioni, proposte, programmi, elaborazioni e comunicazioni… sulla struttura e sull’andamento dei mercati finanziari e valutari…; ecc. …)”.
Insomma, quanto il Governo sta facendo per realizzare il progetto europeo non si deve sapere, men che meno in ambito di politica monetaria.
Il 1 gennaio 2002 l’Italia ed altri Paesi europei (non tutti) adottano come moneta l’uro. I prezzi raddoppiano, gli stipendi no. La crisi economica si acuisce. Anche in questo caso viene offerto ai cittadini qualche capro espiatorio per giustificare una crisi che, invece, secondo alcuni analisti, è stata pianificata da tempo.
Il 4 gennaio 2004 Famiglia Cristiana rende note le quote di partecipazione alla Banca d’Italia. Si scopre così, per la prima volta (le quote di partecipazione di Banca d’Italia erano riservate) che l’istituto di emissione e di vigilanza, in palese violazione dell’articolo 3 del suo statuto (“In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici) è, per il 95% in mano a banche private e società di assicurazione (Intesa, San Paolo, Unicredito, Generali, ecc..). Solo il 5% è dell’INPS.
Da quando la Banca d’Italia è in mano ai privati? Come è potuto succedere tutto ciò? La risposta è semplice: con la privatizzazione degli istituti di credito voluta con la legge numero 35/1992 Amato- Carli, cui, l’ex governatore della Banca d’Italia, ha fatto subito seguire la legge 82/1992, che dava facoltà alla Banca d’Italia di decidere autonomamente il costo del denaro.
In altri termini con queste due leggi la Banca d’Italia è divenuta proprietà di banche private che si decidevano da sole il costo del denaro sancendo così, definitivamente, il dominio della finanza privata sullo Stato. A questo stato di cose seguono i noti scandali bancari (Bond argentini, Cirio, Parmalat, scalata Unipol con il rinvio a giudizio del governatore di Banca d’Italia Fazio, ecc..) con grande danno per migliaia di risparmiatori.
Non è possibile che il ministro Carli, ex governatore della Banca d’Italia, non si sia accorto di tutto ciò. Ed ancora: è possibile che i politici, ministri del Tesoro, governatori non si siano accorti, per ben 12 anni, di questa anomalia? Comunque se ne accorgono alcuni cittadini, che citano immediatamente in giudizio la Banca d’Italia.
Il 26 settembre 2005 un giudice di Lecce, con la sentenza 2978/05, condanna la Banca d’Italia a restituire ad un cittadino (l’attore) la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del danno derivante dalla sottrazione del reddito monetario.
Nella sentenza viene sottolineato, inoltre, come la Banca d’Italia, solo nel periodo 1996-2003, si sia appropriata indebitamente di una somma pari a 5 miliardi di euro a danno dei cittadini. Ma ancora non basta, perché la perizia del CTU nominato dal giudice mette in evidenza:
Per quanto concerne la Banca d’Italia:
come questa sia, in realtà, un ente privato, strutturato come società per azioni, a cui è affidata, in regime di monopolio, la funzione statale di emissione di carta moneta, senza controlli da parte dello Stato;
come, pur avendo il compito di vigilare sulle altre banche, Banca d’Italia sia in realtà di proprietà e controllata dagli stessi istituti che dovrebbe controllare;
come, dal 1992, un gruppo di banche private decida autonomamente per lo Stato italiano il costo del denaro.
Per quanto concerne la BCE:
come questa sia un soggetto privato con sede a Francoforte;
come, ex articolo 107 del Trattato di Maastricht, sia esplicitamente sottratta ad ogni controllo e governo democratico da parte degli organi dell’Unione Europea.
come la succitata previsione faccia si che la BCE sia un soggetto sovranazionale ed extraterritoriale;
come, tra i sottoscrittori della BCE, vi siano tre Stati (Svezia, Danimarca ed Inghilterra) che non hanno adottato come moneta l’euro, ma che, in virtù delle loro quote, possono influire sulla politica monetaria dei Paesi dell’euro.
In altri termini la sentenza mette in evidenza come lo Stato, delegato dal popolo ad esercitare la funzione sovrana di politica monetaria, dal 1992 l’abbia ceduta a soggetto diverso dallo Stato: prima alla Banca d’Italia (di proprietà al 95% di privati), quindi alla BCE (soggetto privato, soprannazionale ed extraterritoriale).
Così facendo lo Stato ha violato due articoli fondamentali della Costituzione:
L’articolo 1 che recita: “... La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Infatti il popolo aveva delegato i suoi rappresentanti ad esercitare la funzione sovrana di politica monetaria, non a cederla a soggetti privati;
L’articolo 11 della Costituzione che recita: “L’Italia … consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
L’articolo 11 della Costituzione consente limitazioni (non già cessioni) della sovranità nazionale.
Inoltre, la sovranità monetaria non è stata ceduta a condizioni di parità (le quote di partecipazione alla BCE non sono paritarie), vi fa parte anche la Banca d’Inghilterra che non fa parte dell’euro e partecipa alle decisioni di politica monetaria del nostro Stato, senza che lo Stato italiano possa in alcun modo interferire nella politica monetaria interna.
Ed ancora. Tale limitazione (non cessione) può essere fatta ai soli fini di assicurare “la pace e la giustizia tra le Nazioni”. I fini della BCE non sono quelli di assicurare pace e giustizia fra le nazioni, ma quello di stabilire una politica monetaria. La sentenza è, quindi, estremamente importante e, per taluni, anche estremamente pericolosa, visto che ai politici che illegittimamente hanno concesso la sovranità monetaria prima alla Banca d’Italia e poi alla BCE potrebbero essere contestati i reati di cui agli articoli:
241 codice penale: “Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza dello Stato, è punito con l’ergastolo”.
283 codice penale: “Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”.
I politici, infatti, hanno ceduto un potere indipendente e sovrano ad un organismo privato e, per quanto riguarda la BCE , anche esterno allo Stato. Il pericolo c’è, ma la paura di un possibile rinvio a giudizio per questi gravi reati dura poco. Per una strana coincidenza, a soli 5 mesi dalla sentenza che condanna la Banca d’Italia, nell’ultima riunione utile prima dello scioglimento delle camere in vista delle elezioni, con la legge 24 febbraio 2006 numero 85 dal titolo “Modifiche al codice penale in materia di reati di opinione” vengono modificati proprio gli articoli 241 (attentati contro l’indipendenza, l’integrità e l’unità dello Stato); 283 (attentato contro la Costituzione dello Stato); 289 (attentato contro organi costituzionali e contro le assemblee regionali), ovvero le figure di attentato alle istituzioni democratiche del Paese, che, diciamolo, con i reati di opinione hanno ben poco a che vedere.
Cosa cambia con questa modifica? Nella sostanza le figure di attentato diventano punibili solo se si compiono atti violenti. Se invece si attenta alla Costituzione semplicemente abusando di un potere pubblico non si commette più reato. I politici, dunque, non solo sono salvi per quanto concerne il passato, ma, da ora in poi, potranno abusare del loro potere pubblico violando la Costituzione senza più rischiare assolutamente nulla. Certo, questa modifica priva la nostra repubblica di qualsiasi difesa, ma di questo pare nessuno se ne accorga.
Pochi mesi dopo questa modifica arriva la sentenza 16.751/2006 della Cassazione a Sezioni Unite, che accoglie il ricorso di Banca d’Italia avverso la succitata sentenza del giudice di Lecce. Nelle motivazioni si legge: “... al giudice non compete sindacare il modo in cui lo Stato esplica le proprie funzioni sovrane, tra le quali sono indiscutibilmente comprese quelle di politica monetaria, di adesione a trattati internazionali e di partecipazione ad organismi sovranazionali: funzioni in rapporto alle quali non è dato configurare una situazione di interesse protetto a che gli atti in cui esse si manifestano assumano o non assumano un determinato contenuto”.
In altri termini il giudice non può sindacare come lo Stato esercita le sue funzioni sovrane, neanche quando queste arrechino un danno al cittadino.
Ma, come abbiamo appena visto, il cittadino è rimasto privo di difese anche nel caso in cui, abusando di poteri pubblici, la sua sovranità venga svenduta a soggetti privati. E allora che fare? Al cittadino resta un’ultima flebile speranza? Può aggrapparsi alla violazione dell’articolo 3 dello Statuto della Banca d’Italia? Assolutamente no, anche l’articolo 3 dello Statuto, ovviamente, è stato modificato a dicembre del 2006. Ora non è più necessaria nessuna partecipazione pubblica in Banca d’Italia. Tutto in mano ai privati per Statuto.
La sovranità monetaria è persa. Ma l’inganno è solo all’inizio, anche se è stato portato a termine un tassello importante del progetto, in fondo si sa, è il denaro che governa il mondo.
Lisbona
I potenti, sicuri della loro totale impunità, proseguono nel grande inganno e, visto che nel 2005 la Costituzione Europea (che presentava palesi violazioni con le maggiori costituzioni europee e pareva scritta per favorire le grandi lobby affaristiche in danno dei cittadini) era stata bocciata da francesi ed olandesi al referendum, decidono che, per far passare il testo, si deve agire in due modi:
evitare di far votare la popolazione;
rendere il testo illeggibile.
Il loro progetto prevede di lasciare la Costituzione Europea immutata e, per evitare il referendum, di chiamarla Trattato. Poi, per non far capire al cittadino che nulla è cambiato, rendono il testo illeggibile inserendo migliaia di rinvii ad altre leggi e note a piè pagina, come hanno confessato:
l’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”;
il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”;
il nostro Giuliano Amato: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile... Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum”.
Nel 2007 tutto è pronto e il 13 dicembre i capi di governo si riuniscono a Lisbona per firmare il Trattato, ovvero la Costituzione Europea bocciata nel 2005 e resa illeggibile. Ora manca solo la ratifica dei vari Stati.
Il parlamento italiano ratifica il trattato di Lisbona l’8 agosto del 2008, approfittando della distrazione dei cittadini dovuta al periodo feriale. Nessuno spiega ai cittadini cosa comporti la ratifica del Trattato, ed i media, ancora una volta, tacciono.
In realtà con quella ratifica abbiamo ceduto la nostra sovranità in materia legislativa, economica, monetaria, salute e difesa ad organi ( Commissione e Consiglio dei Ministri) che non verranno eletti dai cittadini. Il solo organo eletto dai cittadini, il Parlamento Europeo, non avrà, nei fatti, alcun potere.
Ancora una volta i nostri politici, abusando del loro potere pubblico, hanno violato l’articolo 1 e 11 della nostra Costituzione.
L’articolo 1 perchè, come detto, lo Stato ha la delega ad esercitare la funzione sovrana in nome e per conto dei cittadini, non a cederla. E’ come se una persona avesse il compito di amministrare un immobile e lo vendesse all’insaputa del proprietario, abusando del potere che gli è stato conferito.
Inoltre ha violato l’articolo 11 perché, come abbiano visto: “L’Italia… consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità”.
Lo Stato, invece, ancora una volta ha ceduto la sovranità e l’ha ceduta non in condizioni di parità. Infatti l’Inghilterra, che già non ha aderito all’euro, in sede di negoziato ha ottenuto diverse e importanti esenzioni per aderire al Trattato di Lisbona, eppure pare che il primo presidente europeo sarà proprio l’ex primo ministro inglese Tony Blair. La nomina a presidente europeo di Blair deve far riflettere, sopratutto in ordine alla cosiddetta Clausola di Solidarietà presente nel Trattato di Lisbona. Detta Clausola prevede che ogni nazione europea sia tenuta a partecipare ad azioni militari quando si tratti di lottare contro “azioni terroristiche” in qualunque altra nazione. Il problema e che nessuno ha definito cosa si intenda per “azioni terroristiche”. Chi deciderà chi è un terrorista e perchè? Persone come Tony Blair, in passato coinvolto nello scandalo sulle inesistenti armi di distruzione di massa in mano a Saddam con cui è stata giustificata la guerra all’Iraq? A quante guerre ci sarà chiesto di partecipare solo perché qualche politico non democraticamente eletto avrà deciso di usare la parola “terrorista” o “azione terroristica”?
Si consideri che già, oggi, basta definire un cittadino “presunto terrorista” per poterlo privare dei diritti umani e permettere che i servizi segreti possano sequestrarlo a fini di tortura, attività criminale che potrà poi essere coperta con il segreto di Stato, come ha recentemente confermato con la sentenza 106/2009 anche la nostra Corte Costituzionale.
Ma il dato più allarmante è che con il Trattato di Lisbona viene reintrodotta la pena di morte. Ovviamente tale dicitura non è chiaramente presente nel testo, ma in una noticina a piè pagina (si continua nell’inganno).
Leggendo attentamente questa noticina, e seguendo tutti i rimandi, si arriva alla conclusione che con il Trattato di Lisbona accettiamo anche la Carta dell’Unione Europea, la quale dice “La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: Per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione” (articolo 2, paragrafo 2 della CEDU).
La cosa è di estrema gravità. Infatti, anche in questo caso, chi deciderà che una protesta è sfociata in disordini tali da rendere lecito un omicidio? (l’Italia, poi, ha un triste primato in fatto di “agenti provocatori” pagati per trasformare una manifestazione in guerriglia). In quali casi si potrà sparare sulla folla disarmata? Chi deciderà quando potranno essere sospesi i diritti umani? Perché di questo si tratta.
Ecco la storia di un grande inganno, un inganno che inizia
- con il cedere illecitamente, proteggendosi con il segreto, la funzione sovrana dell’esercizio della politica monetaria a privati:
- nello sfuggire alle responsabilità del proprio operato depenalizzando le figure di attentato alla Costituzione;
- nell’approfittare delle ferie estive per ratificare un Trattato con cui vengono cedute le nostre restanti sovranità (legislativa, economica, monetaria, salute, difesa, ecc.) ad una oligarchia non eletta e che nessuno conosce;
- ed, in ultimo, nel dare il potere a qualche politico di poter privare i cittadini dei loro diritti umani semplicemente con una parola.
Così, quando i cittadini si renderanno conto che hanno perso tutto, che la loro vita viene decisa da una oligarchia di potenti non eletti democraticamente, quando si renderanno conto del grande inganno in cui sono caduti non sarà loro concesso neanche reagire o protestare, perchè basterà una sola parola per trasformare la reazione in “azione terroristica” o la protesta in “insurrezione”, legittimando così la sospensione dei diritti umani e l’applicazione della pena di morte. Il tutto, poi, verrà coperto con il segreto di Stato.
Solange Manfredi
tramite il mio amico Stefano Davidson