venerdì 27 novembre 2015

ZAR NICOLA II : UNA VITTIMA DEI ROTHSCHILD

Con il Congresso di Vienna (settembre 1814-giugno 1815) i Rothschild vogliono instaurare un Governo Mondiale. Molti governi europei erano sotto il controllo dei Rothschild in quanto indebitati con questa dinastia ad eccezione della Russia, in quanto lo zar Alessandro I non voleva cedere la banca centrale a questa mafia.
Questo fatto fece infuriare Nathan Mayer Rothschild che giuro' che un giorno lui o i suoi discendenti avrebbero distrutto tutta la famiglia ed i discendenti dello zar Alessandro I.
102 anni dopo i Rothschild portarono a compimento la loro vendetta.
I membri della famiglia dello zar Nicola II erano pii cristiani ortodossi.
A seguito della rivoluzione bolscevica, finanziata dai Rothschild, la famiglia reale fugge ad agosto del 1817 a Tobolsk in Siberia, soggiornando al Governors House fino ad aprile 1918. Sperava di trovare rifugio in Inghilterra, ma il re Giorgio V, un cugino Romanov, si rifiuto' ad aiutarli a causa delle pressioni ad opera di gruppi ebraici.
Lo zar con la sua famiglia durante il viaggio in treno ad Ekaterinburg negli Urali viene bloccata da quattro ebrei Goloshchekin, Safarov, Voikov e Syromolotov coordinati dall'ebreo Jacob Yurovsky che li portano a casa del ricco mercante ebreo Ipatiev. Il 4 luglio 1918 Yurovsky respinge i soldati russi che erano di guardia allo zar ad eccezione di Pavel Medvedev una spia Ceka ebraica e rimpiazza i soldati russi fedeli allo zar con assassini comunisti ebrei ungheresi.
Il 15 luglio 1918 due rappresentanti della Commissione straordinaria sovietica, uno dei quali Philip Golochtchekine, giunsero a casa di Ipatiev con un ordine di Jacob Yurovsky di eliminare la famiglia reale russa.
Il 17 luglio 1918 verso mezzanotte, Yurovsky porto' lo zar e la zarina Nicola ed Alessandra con le loro quattro figlie, la cameriera, il medico, il cuoco ed il cameriere al piano seminterrato.
Lo zar prese l'erede Alexei tra le sue braccia. Gli avevano detto che dovevano posare per una foto di gruppo.
C'erano gli assassini ebrei Medvedev, Nikulin, Yermakov, Vaganov. Yurovsky tiro' fuori la pistola e la punto' direttamente alla testa dello zar e sparo', e mori' sul colpo. Poi la zarina Alexandra mentre faceva il segno della croce. Poi tocco' alle quattro figlie Olga, Tatiana, Maria ed Alessandra.
Demidova, la cameriera, sopravvisse alla prima raffica, poi le spararono 30 volte.
Quando la stanza divenne silenziosa si senti' un piccolo gemito, era Alexei che era ancora vivo tra le braccia del padre.
Yurovsky si avvicino' e sparo' due colpi nell'orecchio del ragazzo.
Tutti i membri della famiglia reale erano stati eliminati.
I Rothschild ordinarono l'esecuzione dello zar Nicola II e la sua famiglia nonostante avesse gia' abdicato il 2 marzo, come atto di vendetta nei confronti dello zar Alessandro I che blocco' il piano del governo mondiale nel 1815 durante il Congresso di Vienna e lo schierarsi con Abraham Lincoln da parte dello zar Alessandro II.

http://jonkirby2012.wordpress.com/2012/11/04/why-rothschilds-really-wanted-the-murder-of-tzar-nicholas-ii-and-his-christian-family/
http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/


mercoledì 25 novembre 2015

Attacco all’Europa. E’ allarme anche nella tranquilla Ravenna capitale dei “foreign fighters”. Obiettivo la tomba di Dante che umiliò Maometto…

tombadante
Il centro culturale di studi islamici della Romagna (Ccsir) ha costruito e gestisce la moschea di Ravenna in via Rossa, è la seconda in Italia per dimensioni. Parte della cittadinanza non ha accolto favorevolmente questo insediamento, per la paura dei focolai del terrore e la presenza certificata di un numero considerevole di foreign fighters: uno su dieci di quegli 87 arruolati nelle fila del terrore ha avuto collegamenti con la Bizantina Ravenna, tanto da meritare l’appellativo di “capitale d’Italia” di questi affiliati. Hanno transitato o hanno aderito al califfato degli orrori, scuotendo la quiete di questa ” maison” territoriale e del suo tranquillo andamento di vita, di persone metodiche, che alternano sentimenti di solidarietà a intolleranze sopite o non dichiarate, a fiaccolate in nome di …. a dibattiti desolanti nei quali emerge la paura sommersa o taciuta, ad una biciclettata, contro vento verso il mare. Nessuno di noi rinuncerà alle proprie abitudini, continueremo a frequentare teatri, cinema, assemblee, piazze, ristoranti o sale da the. C’è una forte volontà percepita di evitare scontri, religiosi o di civiltà, ma è indubbio che il livello di allerta è salito, e Ravenna non fa eccezione. Nel canto 28° dell’Inferno , Dante descrive le orrende pene che soffrono i seminatori di discordie, cioè coloro che in vita hanno operato lacerazioni politiche,  religiose e familiari. Maometto è rappresentato come uno scismatico e l’Islam come una eresia. Al Profeta è riservata una pena atroce: il suo corpo è spaccato dal mento al deretano in modo che le budella gli pendano dalle gambe,  immagine che insulta la cultura islamica». Percio’ la tomba del divin poeta è diventata un obiettivo sensibile…  Le parole chiave dell’alfabetiere ravennate,  per lo sviluppo di strategie che fortifichino e cementino i principi e gli obiettivi che molti di noi si sono dati in nome di una tolleranza universale, mi sembra giusto rinnovarle con una frase conosciuta, che può indurre a pensare come ad un ossimoro:  “O ci salviamo tutti o non si salverà nessuno”. La nostra civiltà ha lacrime da versare in contrapposizione alle banlieue, alle droghe, alle armi pesanti, alle donne chiuse nei loro burqua, perché le lacrime lavano,  scivolano composte,  sono fatte di acqua e sale e detergono i dolori indotti o provocati. Le custodiamo nel nostro corpo e le facciamo uscire perché abbiamo fortunatamente la capacità di commuoverci, di soffrire anche dei dolori che appartengono oggi al nostro paese: l’Europa. E finché proveremo commozione e dolore, anche per ciò che non ci colpisce direttamente, farà di noi “esseri umani” congiunti in un destino comune..
Maria Grazia Vannini 

1 Comment

  1. ATTACCO ALL’OCCIDENTE E AI SUOI PRINCIPI FONDANTI
    “Democracy, Go to Hell”!
    Quante volte abbiamo visto gridare questa frase sempre monotonamente accompagnata dall’altra: “Allah O Akbar” e, non le abbiamo mai prese in seria considerazione.
    Eppure, coloro che le urlavano, non erano fuori dalle mura ma tra noi.
    Non erano dall’altra parte del fossato ma, erano penetrati a fondo nelle strade delle nostre città.
    Abbiamo voluto far finta di niente o non potevamo far niente.
    Pensavamo: “Non sono armati e prima o poi, nonostante i loro costumi, dovranno integrarsi (parola magica e risolutiva di tutti i problemi immaginabili), adattarsi a nostri costumi, alla nostra cultura, soprattutto le generazioni future.
    Non abbiamo fatto niente e adesso ci troviamo a difendere dentro le mura, la nostra civiltà e i suoi luoghi simbolo come la tomba di Dante Alghieri o quella di Oriana Fallaci o, i nostri teatri e i cinema, le nostre piazze, i luoghi di relazione e ritrovo, gli spazi fisici delle nostre libertà.
    Mentre i nostri governi ci rassicurano per evitare quello che chiamano “scontro di civiltà” quello stesso scontro è quì tra noi palpabile, visibile, percepibile, si “respira” e mentre i flussi migratori incontrollabili ed incontrollati continuano, noi siamo quì impotenti, immoti, costretti a tacere, mortificando la nostra principale libertà che è il parlare, lo scrivere.
    L’ISLAM HA TAGLIATO IN DUE UN MONDO PIU’ CIVILE!
    Lo aveva scritto Levi Strauss: “«Oggi io contemplo l’India attraverso l’Islam; quella di Buddha, prima di Maometto, il quale (…) si erge fra la nostra riflessione e le dottrine che gli sono più vicine come un vilain che impedisce un girotondo in cui le mani, predestinate ad allacciarsi, dell’Oriente e dell’Occidente, siano state da lui disgiunte. Quale errore stavo per commettere sulla traccia di quei Musulmani che si proclamano cristiani e occidentali e pongono nel loro Oriente la frontiera fra i due mondi! I due mondi sono fra loro più vicini di quanto l’uno e l’altro non lo siano al loro anacronismo (ossia all’Islam, ndr) (…) L’evoluzione razionale è inversa a quella della storia. L’Islam ha tagliato in due un mondo più civile (…) Che l’Occidente risalga alle fonti del suo laceramento: interponendosi fra il Buddhismo e il Cristianesimo, l’Islam ci ha islamizzati (…) L’Occidente si lasciò trascinare dalle crociate ad opporglisi, e quindi ad assomigliargli, piuttosto che prestarsi a quella lenta osmosi col Buddhismo che ci avrebbe cristianizzati di più, e in un senso tanto più cristiano in quanto saremmo risaliti al di là dello stesso Cristianesimo…».
Fonte: L'ORA LEGALE - Giornale indipendente

http://www.loralegale.eu/2015/11/24/attacco-alleuropa-e-allarme-anche-nella-tranquilla-ravenna-capitale-dei-foreign-fighters-obiettivo-la-tomba-di-dante-che-umilio-maometto/

martedì 24 novembre 2015

Berlusconi: "Vorrei Mario Draghi candidato premier.

In occasione della seconda giornata della Scuola di formazione politica della Lega Nord-Noi con Salvini, Berlusconi tira fuori la sua proposta oscena :“Mario Draghi candidato premier”.
"Se noi come centrodestra non saremo in campo insieme, al ballottaggio andranno i Cinque Stelle e il Pd - avverte -, e vinceranno i Cinque selle",prosegue Berlusconi e continua dicendo: "Di Maio e Di Battista - spiega il Cav - sono perfetti, avercene". Poi su Matteo Salvini: "È bravissimo, sa parlare alla gente e dire alla gente quello che vuole sentirsi dire. Ha portato la Lega dal 3% al 15 per cento. Con Salvini - sottolinea - siamo sempre andati d'accordo, perché siamo milanisti".Poi il leader di Forza Italia promuove Giorgia Meloni: "Ha portato il suo partito dal 2% al 5%, tutti insieme possiamo fare il 40 per cento". La battuta finale è su Alessandro Sallusti, il "suo" candidato sindaco a Milano, definito da Berlusconi "un candidato strepitoso".
A questo punto è doveroso sapere da Salvini e dalla Meloni cosa ne pensano,già poco tempo fa Berlusconi propose tra le eccellenze Mario Draghi e Marchionne.
Berlusconi pur di continuare a fare eternamente i cazzi suoi sembra voler legittimare il colpo di stato avvenuto in Italia .In questo colpo di stato a quanto pare anche Draghi era uno dei protagonisti insieme al re Giorgio Napolitano,forse avranno promesso a Berlusconi di chiudere tutti e due gli occhi per le sue vicende giudiziarie non ancora finite.
Tutti insieme nella malafede,tutti insieme verso la fine dell’Italia come nazione,come democrazia,come luogo di civiltà.
Per capire posizioni del genere invito tutti a leggere il libro di Gioele Magaldi “Massoni” delle edizioni chiare lettere.
Sapere che un leader politico propone Draghi candidato Premier è follia pura.
Probabilmente quel partito unico forza Italia Pd più i sorosiani di Sel,più quelli che continuano a prendere in giro i cittadini italiani a destra e a sinistra,aspettiamo che usciate allo scoperto che svelate le vostre intenzioni cari politici castisti a populisti,come dice il vostro re Giorgio Napolitano…
E allora chi altro vuole Mario Draghi candidato Premier?
Alfredo d’Ecclesia
http://alfredodecclesia.blogspot.it/2015/11/berlusconi-vorrei-mario-draghi.html?spref=fb

Risultati immagini per draghi
















domenica 22 novembre 2015

E la Boldrini, dopo Parigi, accusa internet e vuole nuovi strumenti di controllo della rete.

E la Boldrini, dopo Parigi, accusa internet e vuole nuovi strumenti di controllo della rete.

E la Boldrini, famosa per avere dato dei potenziali stupratori a tutti gli utenti del blog di Grillo più che per la sua attitudine nel ruolo di presidente della Camera, prende immediatamente la palla al balzo e dopo l’attentato di ieri a Parigi torna a rilanciare il tema del controllo della rete.
“Bisogna lavorare molto con l’intelligence. Bisogna riuscire a fare in modo che questi individui vengano individuati anche nelle attività del web. Il web oggi è una grande opportunità, ma può anche facilitare appunto tutto questo [ndr: il terrorismo] e quindic’abbiamo bisogno di strumenti nuovi per vincere questa sfida“.
Del resto, proprio dopo Charlie Hebdo i leader UE si erano riuniti e avevano stabilito un giro di vite sul web.


Siamo preoccupati dalla frequenza crescente dell’uso di internet per alimentare odio e disprezzo e segnaliamo la nostra determinazione ad assicurare che non si abusi di internet in questa direzione, salvaguardando, nel pieno rispetto delle libertà fondamentali, la libertà di espressione. Con questo in mente, la collaborazione dei maggiori internet provider è essenziale per creare le condizioni per avere segnalazioni veloci di materiale teso a fomentare odio e terrore e per la sua rimozione, ove possibile e appropriato.” [questa fu la dichiarazione congiunta]
Ricordo all’esimia Laura Boldrini che Ed è curioso che proprio in Francia da anni è in vigore una legge, chiamata  LOPPSI 2, che consente al Ministero degli Interni di oscurare a piacimento (e senza neppure dichiarare chi è nella lista) molti siti, nonché alla polizia di installare sui computer di persone considerate potenzialmente pericolose software in grado di controllare tutte le loro attività online e leggere tutto ciò che scrivono. Eppure, mi risulta che Parigi sia proprio in Francia.  Forse la Boldrini pensa a “strumenti nuovi” che siano ancora più invasivi?
Fonte: ByoBlu

MARCIA PER IL CLIMA E L'AMBIENTE - FOGGIA PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE E PROMOSSA DA POPULUS: Sabato 28 Novembre ore 11,00 Conferenza presso la Sala Rosa del Palazzetto dell'Arte in via Galliani. Relatore: GIANNI LANNES

MARCIA PER IL CLIMA E L'AMBIENTE - FOGGIA
PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA E PROMOSSA DA POPULUS
Sabato 28 Novembre ore 11,00
Conferenza presso la Sala Rosa del Palazzetto dell'Arte in via Galliani.

TITOLO: "MAL'ARIA: DAUNIA, RISCHI E PERICOLI"
Relatore: GIANNI LANNES
Scrittore, fotografo, documentarista, esploratore, subacqueo, ex giornalista. Ha mosso i primi passi da fotoreporter a metà degli anni '80, in Francia (terra dei suoi avi).
In Italia ha lavorato con RAI, LA 7 e le testate giornalistiche: PANORAMA, FAMIGLIA CRISTIANA, L’ESPRESSO, IL VENERDI DI REPUBBLICA, D-LA REPUBBLICA DELLE DONNE, LA REPUBBLICA, IO DONNA, DIARIO DELLA SETTIMANA, AVVENIMENTI, LEFT, AIRONE, IL MANIFESTO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, LIBERAZIONE, L’UNITA’, LA NUOVA ECOLOGIA, MEDICINA DEMOCRATICA, IL GARGANO NUOVO. Nel 2011 ha terminato la sua carriera giornalistica con IL CORRIERE DELLA SERA.


Arriva RIRO, il registro online per marchiare razzisti e omofobi

Arriva RIRO, il registro online per marchiare razzisti e omofobi

Registrorazzista.it: una novità delle ultime ore, in cui già ben otto omofobi e 11 razzisti risultano a stamane segnalati.
Persone che non hanno la colpa di aver commesso dei reati, di non essere state condannate da qualche tribunale per offese, violenze o maltrattamenti verso qualcuno.
Quale sarebbe il reato di un Carlo Deodato, un Mario Adinolfi, un Eziolino Capuano?
Il loro pensiero: non essere favorevole al “matrimonio” omosessuale, alle adozioni gay, o aver fatto qualche affermazione contraria al pensiero unico dominante.
Siamo arrivati ai tempi dello psicoreato: non importa quello che fai, importa quello che pensi.
Ci vogliono riprogrammare e far dire che 2+2 può far 5, o 6, o 3, a seconda delle esigenze di ciò che il “Grande Fratello” proclama al momento.
E se quello che pensi è contrario a ciò che il sistema vuole allora sei marchiato.
Vergognoso che in questa pagina si scriva:
“Marchiare il prossimo ad esempio, era un modo per i Nazisti di ridurre ad oggetto lo schiavo ebreo, omosessuale, di un’altra qualsiasi minoranza etnica.
Per rendere schiavo un essere umano, basta farlo diventare un numero.
Lo scopo di RIRO è ritorcere quest’arma contro le persone che sono figlie di quel tipo di comportamenti, come razzisti, omofobi e altra gente simile” (http://www.registrorazzista.it)
riro
No cari miei, qui a marchiare siete solo voi.
Questo sito è tipico del totalitarismo, della repressione, dell’odio.
Si conclude il discorso con:
In RIRO non inseriremo MAI indirizzi delle abitazioni dei nostri nominativi, PERCHE’ NON VOGLIAMO METTERLI IN PERICOLO, non vogliamo nemmeno punirli. Vogliamo soltanto difenderci dai loro modi di fare incivili e bizzarri allontanandoli dai consessi civili nei quali ci ritroviamo.
Un po’ contraddittorio: cosa facciamo, prima marchiamo delle persone e poi diciamo che non vogliamo punirle?
Perchè cosa sarebbe marchiare qualcuno per il suo pensiero, dargli un premio?
Non sarebbe questo sottoppre un individuo al rischio di qualche atto di violenza di qualche “giustiziere” mal intenzionato?
Sarebbe così difficile arrivare a trovare un recapito?
Il giornale La Repubblica ha da poco etichettato l’avvocato Gianfranco Amato come “guru dell’omofobia”: sarà il prossimo ad essere inserito in lista?
Ci aspettiamo che vengano presi velocemente provvedimenti in merito contro questo atto grave, diffamatorio e pericoloso.
http://www.informarexresistere.fr/2015/10/31/arriva-riro-per-marchiare-razzisti-omofobi/

mercoledì 18 novembre 2015

MARO': " Toni Capuozzo: "Così vi racconto come l'Italia abbandona i marò" "


Lo storico giornalista ed inviato di guerra presenta il nuovo libro dedicato al caso dei due fucilieri di Marina: "L'Italia sperava che finisse a tarallucci e vino e per questo non ha mai avuto il coraggio di proclamare la loro innocenza"


"Due persone sul cui capo pende un'accusa ma che in tre anni e mezzo non sono ancora state rinviate a giudizio: questi sono i marò. Due uomini a cui viene negato qualcosa che sarebbe scontato in qualsiasi Stato di diritto."



Toni Capuozzo parla con passione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri di marina detenuti in India dal 2012 con l'accusa, infamante, di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati. Capuozzo ha conosciuto di persona Latorre, nel lontano 2006 e sul caso dei due marò ha scritto anche un libro, "Il segreto dei marò", che verrà presentato domani sera alle 21 al "Presidio" di piazza Aspromonte alla presenza degli ex ministri Mario Mauro e Ignazio Larussa, insieme a Matteo Carnieletto de ilGiornale.it.
Ieri Mattarella ha auspicato il rientro dei marò in Italia. Qual è lo stato attuale delle cose?
"È preoccupante. Sono appena stati nominati in giudici della Corte arbitrale internazionale dell'Aja, ma è difficile aspettarsi una decisione diversa da quella del Tribunale del Mare di Amburgo, che aveva pilatescamente sospeso ogni iter giudiziario."
Nel concreto che significa?

"Che Latorre e Girone restino sotto scacco della giustizia indiana per anni. Italia e India si confronteranno per decidere chi ha diritto a processarli. E loro continueranno a non aver diritto a un processo che attendono già da tre anni."
Come siamo arrivati a questa situazione?
"Nella diplomazia, come in ogni altro confronto, i rapporti di forza contano. Qui abbiamo una diplomazia indiana da sempre determinata all'offensiva e una diplomazia italiana sempre in ritirata e sempre in cerca di un accordo al ribasso. Lo stesso governo Renzi avviò un negoziato che era in buona sostanza un patteggiamento."
La responsabilità politica, dunque, di chi è?
"Dal 15 febbraio 2012, giorno dell'incidente, si sono succeduti cinque ministri degli Esteri e tre della Difesa. Non metto tutti sullo stesso piano, perché è evidente che quelli del governo Monti portano colpe maggiori, ma non posso negare che siano tutti compartecipi di un fallimento."
Tra i responsabili di questo disastro, qualcuno ha pagato per i propri errori?
"Nessuno. Corrado Passera, che si impegnò per farli tornare in India, continua a far politica e ha fondato un partito. L'ex Presidente Napolitano li ricevette al Quirinale per poi rimandarli a Dehli: non si riceve al Colle chi ha ucciso, sia pure per sbaglio, due pescatori inermi."
Come si esce da questo impasse?
"È il momento di una soluzione extragiudiziale, serve un'iniziativa politica. Roma e Dehli dovrebbero intrecciare un dialogo costruttivo: Modi avrebbe l'occasione di un gesto magnanimo, Renzi potrebbe risolvere un problema che si trascina da troppo tempo. Bisogna riportare il conflitto nell'alveo di un confronto giuridico serio. Solo quello."
In che senso?
"Lo scontro diplomatico ha coinvolto i rapporti tra i due Paesi ad ogni livello: l'India non ha partecipato ad Expo 2015, importanti aziende italiane vengono esclusi da appalti in India per centinaia di milioni di euro. Bisogna svelenire il clima, lo chiedono le comunità commerciali dei due Paesi."
E lo chiedono soprattutto i fucilieri di marina. Come convincere l'India a permettere loro di tornare in Italia, in attesa che venga celebrato il processo?
"Impegnandosi a presentarsi a Dehli il primo giorno della prima udienza, se il processo si terrà in India. Trattando i pescatori indiani morti come se fossero italiani, nel caso il processo dovesse celebrarsi a Roma. Del resto anche dovessero tornare in Italia non ci sarebbe pericolo di fuga, né di inquinamento delle prove, né di reiterazione del reato."
Da sempre convinto dell'innocenza dei marò, lei conosciuto personalmente Latorre, in Afghanistan, nel 2006: che tipo d'uomo é?
"Una persona perbene. A Kabul mi faceva da capo scorta: mai una sgommata, mai una spacconata. E se in Afghanistan uno vuole giocare a fare il Rambo ti assicuro che le occasioni non mancano."
Il suo libro si intitola "il segreto dei marò": qual è questo segreto?
"È un segreto di Pulcinella: quello sulla loro innocenza. Loro hanno sempre detto di non essere colpevoli, ma le Istituzioni italiani hanno sempre tenuto questo segreto nascosto."
Perché?
"Sostenere apertamente l'innocenza dei marò avrebbe causato un aspro braccio di ferro diplomatico, cosa che l'Italia non voleva fare, temendo per i propri affari. Eravamo convinti che si sarebbe risolto tutto a tarallucci e vino. E invece..."

 Giovanni Masini  Gio, 12/11/2015
fonte: http://www.ilgiornale.it/ 
http://edoardo-medini.blogspot.it/2015/11/caso-maro-toni-capuozzo-cosi-vi.html?spref=fb

martedì 17 novembre 2015

Terrorismo, Gioele Magaldi: "Dietro gli attacchi un messaggio massonico"

gioele magaldi 500

Gioele Magaldi, il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, analizza in un'intervista ad Affaritaliani.it i significati nascosti degli attentati a Parigi.
Come vanno interpretati i tragici fatti di Parigi? Quale potrebbe essere stato il ruolo di Al Qaeda e Isis? 
I tragici fatti di Parigi, sia del 7 gennaio che dello scorso 13 novembre 2015, sono anzitutto opera di coloro che hanno creato a tavolino prima Al Qaeda e poi l’Isis. Di costoro ho parlato nel mio libro MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore (primo volume), profetizzando già nell’autunno 2014 (quando il libro è uscito), in termini minuziosi e inequivocabili, eventi terribili come quelli che sono accaduti a Parigi quest’anno e come altri che continueranno a verificarsi. 
Lo scorso anno su Charlie Hebdo c'era stato chi ipotizzava ci fosse dietro una mano non islamica. Si può fare lo stesso discorso anche per questi nuovi attacchi a Parigi? 
Le menti e le mani che hanno prima pianificato ed effettuato gli attentati a “Charlie Hebdo” e poi le terribili stragi di venerdì 13 novembre 2015 sono le stesse, identiche. E sono menti e mani che amano particolarmente le simbologie della tradizione esoterica e massonica occidentale…in modo impressionante. Non ho ancora sentito nessuno, a livello di mainstream mediatico, ricordare che il venerdì 13 ottobre del 1307, proprio in Francia, il re Filippo il Bello, ordinò l’arresto dei Templari. Da allora, quella data ha assunto una rilevanza fondamentale in determinati ambienti appunto esoterici e massonici, e persino nella produzione letteraria e filmografica. Chi ha voluto realizzare la strage di Parigi, facendola compiere proprio un venerdì 13, ha mandato un segnale preciso di natura infra- massonica. Spiegherò in seguito di che segnale si tratti e perché, al lume delle notizie riservate che mi sono pervenute, sia stato scelto egualmente l’autunno per questo attentato, ma non il mese di ottobre, bensì quello di novembre.
Secondo lei come dovrebbe rispondere l'Occidente?
C’è sempre stato un solo modo per reagire adeguatamente a questo tipo di situazione. Se solo si volesse (ma non si vuole, perché lo show del terrorismo hollywoodiano a cura dell’Isis fa comodo a molti…), si dovrebbe procedere cosi: 1) Un’azione militare poderosa, per via aerea ma soprattutto via terra, concertata tra tutte le maggiori potenze almeno nominalmente democratiche, preferibilmente sotto l’egida dell’ONU. Un’azione risoluta per spazzare via il cosiddetto Califfato dell’Isis dalla faccia della terra. Militarmente, se solo si volesse, in poco tempo i miliziani dell’Isis sarebbero travolti dalla infinitamente preponderante forza bellica che le nazioni democratiche potrebbero mettere in atto. 2) Solo che, per essere credibile, legittimato, giustificabile e ben accetto, al presente come per il futuro, un tale intervento militare, una volta conseguita la vittoria, dovrebbe essere seguito rapidamente e seriamente dalla costruzione di infrastrutture materiali e immateriali, culturali, istituzionali ed economiche volte a trasformare quei territori martoriati medio- orientali (ora dominati dal Califfato) in società libere, democratiche, laiche, con un grande dispendio di risorse per aiutare la popolazione locale ad associare un ritrovato benessere economico-sociale alla implementazione di istituzioni democratico-liberali. Non si tratta di fingere di “esportare la democrazia”, come volevano far credere all’opinione pubblica mondiale i farabutti massoni contro-iniziati che, tramite la superloggia sovranazionale Hathor-Pentalpha (si legga il primo volume della serie di MASSONI, per capire di che si tratti), andarono a mettere a ferro e fuoco l’Iraq nei primi anni ‘2000 e altri territori in tempi successivi. Si tratta di costruirla davvero una vita democratica, libera, laica, pluralista e pacifica in quello che ora è lo stato totalitario-integralista-ierocratico dell’Isis, e nel resto del Medio Oriente. E per farlo, occorre che i governi delle maggiori potenze democratiche mondiali collaborino con gli ambienti islamici più laici e moderati dell’area nord-africana e medio-orientale.
C'è il rischio che ora, in Europa, prendano sempre più forza i populismi e gli estremismi, come Le Pen in Francia o Salvini in Italia?
E’ uno spauracchio, questo della possibile avanzata dei movimenti populistici ed estremistici, agitato strumentalmente da coloro che poi, per far fronte a questa eventuale avanzata, propongono governi consociativi che, per loro natura, annullano la normale dialettica democratica tra forze politiche alternative. Governi consociativi che poi favoriscono l’approvazione, quasi sempre con scarso dibattito politico-mediatico (si ricordi l’approvazione totalitaria e silenziata del funesto Fiscal Compact, ad opera del governo Monti, in Italia, e altri provvedimenti simili presi in tutta Europa), di misure legislative contrarie all’interesse del popolo sovrano ma assai utili ad interessi privati sovranazionali e apolidi. D’altra parte, non ho alcuna simpatia per i populismi e gli estremismi, tanto più se di natura neo-nazionalistica, e occorre anche osservare che i gruppi dirigenti di questi movimenti, solitamente, quando vanno al governo, si dimostrano del tutto docili e subalterni a quegli stessi poteri apolidi che di consueto si servono di maggioranze consociative e formalmente “moderate”. Non bisogna però confondere il carattere cinico e apolide delle élites massoniche neoaristocratiche e reazionarie, cui mi sto riferendo, e che in alcuni loro segmenti sono responsabili dell’atroce strage di Parigi del 13 novembre scorso, dal positivo cosmopolitismo dei gruppi massonici progressisti, per i quali la patria non è la propria nazione, ma ogni luogo dove occorra combattere per la democrazia, la libertà e i valori racchiusi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata all’Onu il 10 dicembre 1948, grazie al “matrocinio” della libera muratrice Eleanor Roosevelt.
In molti chiedono ora di bombardare la Siria e chiudere le frontiere. Lei è d'accordo?
Non serve chiudere alcuna frontiera. E non servirebbe bombardare e basta (come è stato fatto in passato, spesso senza considerare le pesanti conseguenze per le popolazioni civili coinvolte), in assenza di quell’impegno concreto e lungimirante nella costruzione di infrastrutture materiali e immateriali necessarie per costruire, consolidare e difendere qualsivoglia società aperta, libera, laica, democratica ed equa. Come del resto spiegavo più sopra, rispondendo a un’altra domanda.
Il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Roberti ha detto che "dobbiamo esser pronti a cedere una parte delle nostre libertà" di comunicazione. Un Patriot Act all'italiana sarebbe una scelta giusta?
Se davvero Franco Roberti si è espresso cosi, devo allora dire che trovo gravissime, scellerate e inaccettabili le parole del procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Proprio il 14 novembre, sul sito ufficiale del Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com), poi rilanciato anche sul sito di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com), è apparso un importante intervento intitolato “Strage a Parigi del 13 novembre 2015: il tragico avverarsi delle profezie di MASSONI e di Gioele Magaldi (risalenti al 2014) e un necessario impegno di tutti e di ciascuno per difendere democrazia e libertà, contro qualsivoglia deriva autoritaria e illiberale in stile Patriot Act sul suolo europeo e contro altre conseguenze strumentali e scellerate auspicate dai mandanti degli attentati di ieri (13 novembre) e del 7 gennaio 2015 in Francia”, articolo pubblicato il 14 novembre 2015 sul sito MR, di cui consiglio un’attenta lettura. Se Franco Roberti si è espresso cosi, il Movimento Roosevelt, entità politica metapartitica da me presieduta, chiederà ufficialmente le dimissioni dell’attuale procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, per manifesta incompatibilità ideologica con i principi e i fondamenti di quelle istituzioni democratiche e liberali che egli, con le strutture da lui guidate, dovrebbe difendere dalle minacce del terrorismo e della malavita organizzata. Sarebbe il caso di ricordare a Franco Roberti e a coloro che, a questo punto, hanno il diritto-dovere di indurlo a dimettersi, che il massone progressista Benjamin Franklin, uno dei massimi padri della nascita della prima Repubblica costituzionale e democratica al Mondo, gli Stati Uniti d’America, soleva affermare: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”. E Franco Roberti certo non merita di continuare a presiedere l’Antimafia e l’Antiterrorismo in Italia, lo dico con forza e convinzione. Peraltro, vogliamo anche dire una cosa che ancora non ho sentito osservare da nessuno? Ho diversi amici fraterni onesti e scrupolosi, tra i quadri e i dirigenti dei servizi d’intelligence (di diverse nazioni) operanti in Francia e in particolare a Parigi. E sa cosa mi hanno suggerito? Che senza una falla grossa come una casa nell’operato degli stessi servizi segreti occidentali e francesi (qualche agente infedele che, evidentemente, ha “collaborato” con i terroristi, tradendo con infamia i propri doveri e la propria dignità di uomo e di servitore dello Stato), quello che è accaduto venerdì 13 novembre non sarebbe mai potuto accadere. Ma stiamo scherzando? Terroristi che arrivano indisturbati a pochi passi da dove si muove il Presidente della Repubblica e che vanno a fare il più atroce attentato in un locale che avrebbe dovuto essere scientificamente guardato a vista da servizi d’intelligence e sicurezza, in quanto già attenzionato in precedenza per possibili atti di terrorismo e violenza? Senza la connivenza di apparati deviati dell’intelligence militare e civile, tutto ciò non sarebbe stato assolutamente possibile. Perciò, vorrei dire a Franco Roberti e ad altri, di non venirci a cantare la canzone stonata della rinuncia alla libertà in favore della sicurezza. Semmai, il successore di Roberti (dopo che costui si sia doverosamente dimesso) si prodighi per evitare, in Italia, le falle clamorose e inescusabili relative alla prevenzione degli attentati e al presidio capillare dei luoghi più esposti a rischi.
Isis ha minacciato attentati a Roma. Quanto rischia secondo lei l'Italia?
L’Italia rischia come ogni altro importante Paese europeo. Ma sarà cura mia personale, e di altri fratelli dell’area di Grande Oriente Democratico, vigilare al fine di rendere molto difficile la vita ai terroristi che volessero operare a Roma o altrove, magari con la connivenza anche qui di pseudo- servitori dello Stato infedeli e infami.
di Lorenzo Lamperti
http://www.affaritaliani.it/cronache/terrorismo-gioele-magaldi-dietro-gli-attacchi-un-messaggio-massonico-393191.html

giovedì 12 novembre 2015

Marò, Regione Puglia regala fondi ad aziende indiane

Marò, Regione Puglia regala fondi ad aziende indiane



Regione Puglia, terra di Latorre e Girone, a parole e non nei fatti.

L' odissea indiana non si è ancora conclusa e dalla terra natia dei Fucilieri di Marina Latorre e Girone nonchè terra che accoglie gli insediamenti della Brigata Marina San Marco arriva l' ennesimo schiaffo in pieno volto, questa volta lo schiaffo è doppio, non solo ai Fucilieri ma anche a tutti i contribuenti pugliesi, apprendiamo da un articolo del Giornalista Nino Sangerardi, pubblicato da poche ore su "Stato Quotidiano " che la Giunta Regionale ha detto si ad una agevolazione di 12 milioni e 400 mila euro ad una azienda facente parte della holding Indiana Jindal Group ( con fatturato di 185 milioni di euro nel 2013 ) per l' insediamento produttivo della Jindal Films Europe Brindisi srl, sede legale in quel di Sesto San Giovanni, Milano.

Facciamo nostro il quesito posto dal Giornalista aggiungendoci anche una considerazione etico/morale, ovvero è giusto che si finanzino aziende Indiane in Puglia mentre la stessa india detiene illegalmente i nostri Soldati ?


JPF Ducth B.V. chi è? Fa parte della multinazionale indiana BC Jindal Group,quartier generali a New York e Lussemburgo, leader mondiale di sviluppo e produzione imballaggi in polipropilene biorientato. Suoi principali clienti sono Coca Cola, Nestlè, Ferrero, Mondelex, Unilever.
E’giusto che la Regione aiuti,economicamente, le grandi medie e piccole imprese che operano sul territorio d’Apulia.Ultimamente ha impegnato,in favore delle grandi imprese, 180 milioni di euro. Finanziamenti anche pro aziende con sede non in Puglia. Per esempio Miragica srl(Brescia), Chemtex Italia (Tortona, provincia di Alessandria). Di conseguenza le tasse e consimili,da pagare sul denaro assegnato dalla Regione,finiscono nelle casse di LombardiaPiemonte. Per quale ragione i vertici politici regionali, nel Bando, non inseriscono l’obbligo per le imprese di avere sede legale nelle Puglie? E perchè le ricchissime società del Nord italiano ed estere non aprono stabilimenti con domicilio legale nel Sud Italia? Ah saperlo.
(A cura di Nino Sangerardi, autore del testo ‘Quello che i pugliesi non sanno’)

fonte : http://www.statoquotidiano.it/12/11/2015/regione-puglia-12-mln-di-euro-alla-societa-indiana-jfe-brindisi-srl/401987/

http://italiavoxhonest.blogspot.it/2015/11/maro-regione-puglia-regala-fondi-ad.html

sabato 7 novembre 2015

Delitti contro la personalità dello Stato: non denunciare le cessioni di sovranità è reato.

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Cosa siano i delitti contro la personalità dello Stato (art. 241 e ss. c.p.) l’ho spiegato più volte. Il codice penale punisce gli atti rivolti a menomare il potere d’imperio, la sovranità.
Nel 2006, due mesi dopo l’approvazione dell’indegno “porcellum”, legge elettorale che ha abrogato la democrazia in Italia, i delitti contro la personalità dello Stato vennero sorprendentemente riformati prevedendo un requisito in più per la commissione del reato: la violenza.
Tuttavia la riforma non ha in alcun modo legittimato le cessioni di sovranità e la menomazione dell’indipendenza nazionale, poiché il concetto di violenza include anche la cooptazione, la coercizione.
La rappresentazione di una falsa emergenza, o la fraudolenta creazione della stessa, per obbligare i popoli ad accettare le cessioni di sovranità resta reato.
Ricordiamoci sempre la confessione piena resa da Mario Monti: “Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata”.
Ebbene denunciamo! Scaricate qui la denuncia contro il colpo di Stato in corso: clicca qui.
E attenzione, ricordate questo. L’art. 364 c.p. punisce il cittadino che, avendo notizia della commissione di un delitto contro la personalità dello Stato, omette di denunciarlo. Scatta la reclusione fino ad un anno!
Bene. Avete letto la confessione di Mario Monti, ora dovete denunciare!
http://www.studiolegalemarcomori.it/delitti-contro-la-personalita-dello-stato-non-denunciare-le-cessioni-di-sovranita-e-reato/

La Corte Costituzionale boccia ancora Mario Monti.

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di Marco Mori

Non c’è due senza tre…
E speriamo che davvero non sia finita qui. Mario Monti è stato ancora bocciato con durezza dalla Corte Costituzionale, che con sentenza n. 216/2015 ha sancito l’illegittimità costituzionale dell’art. 26 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Trattasi della legge che disponeva la prescrizione anticipata della Lira ed il passaggio del relativo controvalore nelle tasche dell’erarioLa sentenza segue le altre due sonore bocciature patite dalla banda di analfabeti costituzionali del Governo Monti, ovvero quella che ha sancito l’illegittimità del blocco della perequazione delle pensioni e quella che ha dichiarato altrettanto incostituzionale il congelamento delle buste paga dei dipendenti pubblici che andava avanti dal 2010.
Nelle motivazioni la Corte ha testualmente affermato che: Nemmeno la sopravvenienza dell’interesse dello Stato alla riduzione del debito pubblico, alla cui tutela è diretto l’intervento legislativo nell’ambito del quale si colloca anche la norma denunciata, può costituire adeguata giustificazione di un intervento così radicale in danno ai possessori della vecchia valuta, ai quali era stato concesso un termine di ragionevole durata per convertirla nella nuova. Se l’obiettivo di ridurre il debito può giustificare scelte anche assai onerose e, sempre nei limiti della ragionevolezza e della proporzionalità, la compressione di situazioni giuridiche rispetto alle quali opera un legittimo affidamento, esso non può essere perseguito senza una equilibrata valutazione comparativa degli interessi in gioco e, in particolare, non può essere raggiunto trascurando completamente gli interessi dei privati, con i quali va invece ragionevolmente contemperato. Nel caso in esame non risulta operato alcun bilanciamento fra l’interesse pubblico perseguito dal legislatore e il grave sacrificio imposto ai possessori di banconote in lire, dal momento che l’incisione con effetto immediato delle posizioni consolidate di questi ultimi appare radicale e irreversibile, nel senso che la disposizione non lascia alcun termine residuo, fosse anche minimo, per la conversione. Né, d’altro canto, lo scopo perseguito imponeva un tale integrale sacrificio, visto che, come si poteva prevedere fin dall’approvazione della norma, per la maggior parte delle banconote in lire corrispondenti al controvalore versato all’entrata del bilancio dello Stato non sarebbe stata chiesta la conversione. La lesione dell’affidamento risulta tanto più grave e intollerabile in quanto la norma censurata, sebbene si presenti formalmente diretta a ridurre il termine di prescrizione in corso, in realtà estingue ex abrupto il diritto a cui si riferisce, senza lasciare alcun residuo margine temporale per il suo esercizio, sia pure ridotto rispetto al termine originario decennale e della cui durata si potesse in ipotesi valutare la ragionevolezza”.
Si è considerato così violato il principio di ragionevolezza dell’art. 3 Cost., riaffermando altresì che l’esigenza di ridurre il debito pubblico non prevale su ogni diritto, specialmente laddove le ragioni di bilanciamento non vengano correttamente esplicitate. Bocciato dunque Mario Monti, ma a chi scrive resta un rammarico.
Ogni volta che la Corte Costituzionale parla di debito pubblico, manca di coraggio. Omette di ricordare che la scelta di finanziare la spesa pubblica sui mercati, scelta che gonfia e rende effettivo il debito, è determinata da decisioni politiche e non dalla fisicaMeriterebbe adeguata motivazione, pena l’incostituzionalità di ogni provvedimento di austerità, la ragione per cui lo Stato non onori le proprie obbligazioni con moneta sovrana. Se la ragione fosse l’inflazione, basterebbe ricordare che oggi essa non esiste e dunque non vi è motivo per colpire duramente la nostra economia, i pensionati, oppure i dipendenti.
Perché allora facciamo sacrifici? Quando la Corte si accorgerà che i sacrifici sono inutili e le cessioni di sovranità sono gravemente illecite, finalmente renderà giustizia al Paese!
Il nemico pubblico numero uno per l’intera umanità è oggi la finanza.