lunedì 30 maggio 2016

Salvatore Girone torna in Italia e ora che facciamo?Intervista al dott Giuseppe Pacione.


Intervista di Alfredo d’Ecclesia al dott Giuseppe Pacione

dott Pacione lei era presente al ritorno di Salvatore a Bari e le ha donato il suo libro che parla della vicenda dei nostri marò cosa le ha detto ?
E’ stato un onore averlo incontrato e averlo omaggiato del mio libro che riguarda proprio la sua vicenda. Le parole che mi ha espresso sono state di ringraziamento e che era al corrente, grazie ai suoi familiari, del libro che stava per uscire e che riguardava la sua storia e quella di Massimiliano Latorre.
Come l’ha trovato?
Un po’ sciupato e psicologicamente stanco, ma, da buon soldato, ha saputo resistere; infatti, non gli mancava il sorriso. L’importante è stare vicino a lui e alla sua famiglia, come pure a Massimiliano Latorre e alla sua famiglia.
In Italia la vicenda è stata usata da tutti e ora sembra essere un problema tra innocentisti e colpevolisti e il diritto internazione che fine ha fatto?
Ho preferito, sin dall’inizio di questa storia, iniziata il 15 febbraio del 2012, che non è ancora terminata, essere neutrale e affrontare questo braccio di ferro tra Italia e India sul piano del diritto internazionale. La guerra tra guelfi e ghibellini, non mi ha mai interessato, preferendo inquadrare la controversia dei due Stati su aspetti giuridici. Il diritto internazionale, pur subendo, negli ultimi tempi, ripetuti schiaffi, si veda la questione migratoria o il problema dell’ISIS o del terrorismo internazionale, continua a resistere. Oggi, gli Stati tendono a manifestare la gelosia della propria sovranità anche quando, attraverso i trattati internazionali da loro stessi accordati, decidono di trasferirne in parte per il bene comune dell’umanità.
Non crede che sia stata fatta un operazione di malafede pilotata dall’alto?
Lascio rispondere a color che credono ancora negli alieni. Ritengo, invece, che ci siano stati errori compiuti da coloro che hanno governato, mi riferisco al governo Monti, sino a giungere a quello di Renzi. Errori che si potevano evitare sin dal primo momento, quando l’unica persona che ha cercato di dare ottimi suggerimenti, grazie alla sua esperienza nel mondo delle relazioni internazionali, per trovare una soluzione immediata alla vicenda dei marò e che non saremmo giunti oggi a questa situazione di matassa ingarbugliata, è stato l’ambasciatore Giuliomaria Terzi di Sant’Agata, già Ministro degli Affari Esteri, il quale si oppose al rientro dei due marò in India nel 2013, ma, purtroppo, non fu ascoltato, tanto da rassegnare le dimissioni non nelle mani del governo Monti, ma in quelle del Parlamento, manifestando, a mio parere, l’importanza che il popolo italiano ha, dato che rappresenta la vera sovranità.
Il suo libro esce dagli schemi manipolatori creati ad arte da qualcuno ,perché è importante e perché oltre a lei nessuno ha voluto affrontare la questione dal punto di vista del diritto internazionale
Grazie a Dio, viviamo in un Paese dove ciascuno può dire la sua liberamente scrivendo quello che pensa. La controversia fra Italia e Unione d’India, secondo il mio punto di vista, andava, in ogni modo, inquadrata esclusivamente sul piano giuridico, perché riguardava l’aspetto del diritto internazionale generale, del diritto internazionale del mare e anche del diritto all’immunità funzionale. Ecco la ragione per la quale ho deciso di prendere penna e foglio e scrivere un libro scientifico, proprio per indirizzare l’opinione pubblica a seguire con attenzione e minuziosamente il giusto schema.
Qual è stato il contributo dell’ex ministro Giulio Terzi nella presentazione del suo libro
Quando ebbi modo di inviargli la bozza del mio libro, grazie all’amico Generale Fernando Termentini che è stato il mediatore nel contatto con Terzi, la risposta che ebbi fu positiva e approfittai di chiedergli se desiderasse scrivere la prefazione. La risposta fu positiva.
Cosa si potava fare prima che non è stato fatto?
Seguire, come ho già detto prima, i suggerimenti dell’ambasciatore Terzi, ma purtroppo ciò non è accaduto.
E adesso cosa si può fare per chiudere questa storia ,dobbiamo aspettare le decisioni della corte dell’Aja?O c’è una soluzione che possiamo adottare da subito visto che ormai abbiamo i nostri marò a casa?
Credo che sia d’uopo che entrambi gli Stati manifestino prova di collaborazione e docilità al fine di evitare di rendere ancora più aspra tale controversia. A mio parere, sarebbe interessante se sia il nostro Paese, sia l’Unione d’India percorressero la strada del negoziato a livello diplomatico, che porterebbe ad una soluzione celere della disputa senza dover attendere l’esito del Tribunale arbitrale del mare. 

Caro Giuseppe nell’invitare i nostri amici lettori a comprare il suo libro approfitto anche per salutare L’ambasciatore Giulio Terzi e il gen Fernando Termentini molto attivi sia sulla vicenda marò che nella presentazione del suo libro. 
Alfredo d’Ecclesia

domenica 29 maggio 2016

Marò: Luigi Di Stefano «Così ho smascherato le bugie».

M__WEB
«Il rientro è ormai ufficiale, quindi il 2 giugno Girone ritorna e si apre una fase tutta nuova su questa vicenda che dovrà portare all’arbitrato internazionale. Ma quello che conta è che questo processo si faccia in Italia e si tenga conto di quelle che sono le carte processuali. È evidente che finora l’India non ha rispettato quel minimo di diritto della difesa che avrebbe reso valide le sue indagini. Hanno combinato un disastro dal punto di vista giuridico che chiaramente ha il suo peso determinante nella vicenda». A parlare è Luigi Di Stefano, il tecnico autore di una perizia che scagiona i due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, dall’accusa di aver sparato e ucciso due pescatori indiani.
Quali sono i punti critici di questa vicenda a livello tecnico-giudiziario?
«Tutta l’indagine giudiziaria indiana è stata fatta dal punto di vista mediatico, mentre invece le analisi tecniche sono carenti in modo da poter concludere quello che si voleva. La perizia balistica conclude che i proiettili sono quelli dei nostri marò, a pagina 33 invece c’è scritto che i proiettili repertati nelle salme sono approssimativamente similari a quelli sequestrati ai militari italiani. Quindi è ovvio che non sono gli stessi proiettili. Non c’è modo di uscire fuori da questi dati di fatto, per cui nei 5 minuti di udienza che ho avuto per parlare davati alla commissione della Ue, è stato possibile sintetizzare tutta una serie di elementi che oggettivamente rendono tutta l’inchiesta indiana falsa».
Ci sono errori che hanno cagionato un danno ai due marò.
«Il punto è che non sono errori, ma si tratta di qualcosa o qualcuno, una forza, che ha agito all’interno di questa inchiesta per riuscire a tenere in piedi un’accusa specifica contro i militari italiani e creare il caso internazionale contro l’Italia. Perché non si può parlare di errori quando dall’autopsia emerge che i proiettili non sono quelli utilizzati dai nostri militari. Io l’ho detto chiaramente: è una montatura e tale rimane, che si è retta in tutti questi anni perché l’India ha tenuto secretati gli atti giudiziari che non sono stati consegnati né alla magistratura italiana, che ne ha fatto richiesta, né agli avvocati difensori. Quando il tribunale di Amburgo ha consegnato i documenti ufficiali indiani è venuta giù tutta l’impalcatura».
Lei parla di «una forza», qual è questa forza?
«Francamente non lo so. Posso però registrare che ieri, o l’altro ieri, è stata invalidata una gara vinta da Finmeccanica per la fornitura di siluri per sommergibili su una nuova classe di sottomarini indiani. Questa gara è stata invalidata dal ministero della Difesa indiano. Evidentemente per ritorsione contro una sentenza della magistratura italiana di aprile scorso, che riforma un’altra sentenza di ottobre 2014. Stiamo parlando della famosa vicenda degli elicotteri».
Continuerà a seguire questa vicenda?
«Certamente, perché ci sono due esigenze: Girone e Latorre devono avere giustizia e l’India dovrebbe fare un’inchiesta interna per stabilire come e chi ha montato questa vicenda».
Francesca Musacchio
fonte http://www.iltempo.it/cronache/2016/05/27/il-papa-del-capo-di-casapound-cosi-ho-smascherato-le-bugie-1.1543801

Girone in Italia, Di Stefano: "Merito di CasaPound e di papà. Un'"infamata" i Marò al 2 giugno"

“Nonostante sia felicissimo per il rientro di Girone in Italia, oggi non c’è niente da festeggiare perché l’onore della nazione in questi anni è stato vilipeso e calpestato”. Girone alla parata del 2 giugno: “Sarebbe la più grande ‘infamata’ a loro e alle Forze Armate: esporli così dopo tutto quello che hanno passato per colpa dello Stato e del governo è un affronto”. Tranchant l’analisi diSimone Di Stefano, vicepresidente nazionale di CasaPound che aIntelligonews rivendica e spiega tutto il lavoro del Movimento per dimostrare l’innocenza dei due Marò, proprio nel giorno in cui “tutti corrono ad appuntarsi sul petto la medaglia del grande risultato”. 

Come accoglie la notizia del rientro di Girone in Italia?

"A prescindere dalla gioia di averlo in Italia, tutta la vicenda in sé è una sconfitta pesante per l’Italia; bisognava fare qualcosa prima, bisognava fare qualcosa subito. Noi siamo stati sul caso neanche una settimana dopo l’accaduto e questo con tutto il lavoro che poi ne è seguito e ha portato alla prove provate dell’innocenza dei due fucilieri di Marina. Dall'altra parte, ci sono i governi da Monti a Renzi che non hanno fatto assolutamente niente, se non azioni di facciata". 

Girone in Italia, Di Stefano: 'Merito di CasaPound e di papà. Un''infamata' i Marò al 2 giugno'
Cosa c’è dietro al cambio di passo dell’India che fin dall'inizio di questa vicenda ha mostrato un atteggiamento di chiusura totale. Come se lo spiega?

"L’arbitrato internazionale ha fatto sì che il tribunale internazionale, in pratica imponesse questa decisione all’India visto che l’India vuole stare sullo scenario mondiale e vuole essere percepita come ‘democrazia matura’ che può partecipare ai mercati internazionali. E di fronte all'imposizione di un tribunale internazionale ha deciso che doveva dar seguito a un ordine arrivato; però fin qui ha tenuto prigionieri i nostri soldati per 4 anni facendo la voce grossa e dimostrando di potersene fregare anche di vecchie nazioni decadenti dell’Europa. La vittoria dell’India dal punto di vista internazionale è fuori discussione, purtroppo". 

Girone che torna in Italia, è tutto merito del governo che ha lavorato bene come ha detto Alfano, o il merito va invece alla diplomazia o a chi altri?

"E’ incredibile come oggi chiunque sia pronto ad appuntarsi sul petto una medaglia per prendersi il merito di quanto successo. Ricordo che Renzi, il Pd, Alfano, il Pdl, tutto questo teatrino della politica italiana ha sostenuto a piè pari Mario Monti, Letta e Renzi che sono sostanzialmente tre presidenti del Consiglio che rappresentano sempre gli stessi partiti che dal giorno in cui si è insediato Monti hanno seguito la vicenda dei Marò in maniera ridicola; quindi non possono assolutamente arrogarsi alcun tipo di vittoria. Se il Tribunale del Mare ha accolto la richiesta italiana di far rientrare Girone, è perché qualcuno ha presentato le prove dell’innocenza dei due Marò".

A chi si riferisce?

"Noi di CasaPound, nello specifico mio padre si è fatto consegnare la perizia depositata dagli indiani, cosa che a nessuno in Italia gli è passato per la testa di fare, e l’ha confutata punto per punto con un lavoro che ormai porta avanti da quando è iniziata la vicenda. Poi tutto questo nostro lavoro è stato presentato a Strasburgo, alla Commissione Esteri: insomma, tutto questo lavoro che doveva fare lo Stato italiano, in realtà l’ha fatto CasaPound, questa è la vera verità. Qualsiasi prova di innocenza dei nostri soldati è stata proposta e portata avanti solo da CasaPound. Oggi tutti quanti sono pronti ad appuntarsi sul petto la medaglia del grande risultato, io oggi non festeggio perché comunque penso che l’onore della nazione in questi anni sia stato vilipeso e calpestato, per cui oggi non c’è niente da festeggiare, nonostante sia felicissimo per il rientro di Girone in Italia"

Girone con Renzi alla parata del 2 giugno: c’è chi sospetta una strategia mediatica del premier anche in chiave elettorale. Qual è la sua valutazione?  

"Sarebbe come portare gli animali al circo; sarebbe un affronto non solo ai i due Marò ma alle Forze Armate e a tutta l’Italia. Esporli così dopo tutto quello che hanno passato per colpa dello Stato e del governo, portarli alla parata del 2 giugno sarebbe la più grande ‘infamata’ che si potrebbe fare ai nostri soldati e all’Esercito".
fonte http://www.intelligonews.it/articoli/26-maggio-2016/41955/girone-in-italia-casapound-di-stefano-maro-2-giugno-parata

Il vescovo: “Basta giri di parole, Islam e Corano sono violenti”


Monsignor Pieronek (Web)
Monsignor Pieronek (Web)
Nessuno forse ha mai avuto finora il coraggio di dirlo, soprattutto all’interno della Chiesa dove si cerca sempre di non esasperare i toni anche se da cattolici ci si sente nel mirino dei fondamentalisti islamici. Il coraggio lo ha trovato Monsignor Pieronek, vescovo polacco già segretario della Conferenza episcopale della Polonia: “L’Occidente da molta parte degli islamici è visto come nemico e questo abbiamo il dovere di considerarlo. Certamente esistono islamici bravi e non violenti, e con loro dobbiamo dialogare e convivere, ma per tanti di loro eravamo e siamo infedeli da sottomettere. Non credo che sia corretto fare la distinzione tra Islam buono e Islam cattivo. L’Islam si basa sul Corano un testo nel quale la violenza esiste ed è contemplata. Semmai esistono singoli islamici buoni e cattivi come dappertutto. Questo non elimina il mio giudizio sul Corano che è la base dell’Islam, siamo al cospetto di un libro nel quale si predica la sottomissione con la forza degli altri, tra i quali ci sono i cristiani”.
Parole molto chiare e forti che non mancheranno di far discutere. E parlando degli attentati che hanno sconvolto ancora una volta l’Europa monsignor Pieronek aggiunge: “Non escludo che possa esserci un piano per cancellare la identità dell’Europa, collegato al flusso di migranti. Io credo che ci sia un rischio di islamizzazione nel continente europeo una sorta di invasione insidiosa da non sottovalutare. Mentre gli islamici pregano cinque volte al giorno e sono costanti nella loro fede, i cristiani, meglio l’Europa, ha smarrito le sue radici e non ha il coraggio di manifestare in pubblico la fede e di testimoniarla nella vita di ogni giorno. La sola vera risposta all’Islam, senza scontri di civiltà, è il rafforzamento della identità cristiana”.
Infine il vescovo polacco si concentra sul fenomeno migratorio: “Noi per loro siamo degli infedeli. Non escludo affatto che dietro questi enormi flussi migratori si nasconda un piano studiato per cancellare le origini e la identità del continente europeo, un piano gradito e probabilmente promosso da grandi potenze e dalla finanza. Chiudere le frontiere è un errore, però qualche cosa va fatta realisticamente. L’ accoglienza e la solidarietà – dice Pieronek – sono valori cristiani da coltivare e non possiamo negare questo a chi soffre. Penso ai polacchi e dico loro che non devono dimenticare quando emigravano e cercavano aiuto. Tuttavia occorre controllare i flussi migratori in modo responsabile. Chi è in grado di escludere che tra i migranti non si nascondano anche terroristi? Allora, bisogna avere cautela nell’accogliere e senso di responsabilità, usare criterio”.

F.B.
fonte http://www.direttanews.it/2016/03/29/vescovo-basta-giri-parole-islam-corano-violenti/

venerdì 27 maggio 2016

L’UE È AL COLLASSO. È ORA DI TORNARE ALLA SOVRANITÀ NAZIONALE


Immaginate che l’Unione Europea debba crollare domani, o comunque a breve: gli europei scenderebbero nelle strade a ballare.
La UE è diventata un autentico serbatoio di paura e terrore: sanzioni economiche, punizioni, militarizzazione, abolizione dei diritti civili per gran parte degli europei. Un ristretto gruppo di tecnocrati non eletti, rappresentanti di 28 paesi, e molti dei quali inadatti a servire nel sistema politico del loro paese ma abbastanza ben collegati tanto da ottenere un posto di lavoro ben pagato a Bruxelles, sta decidendo il futuro dell’Europa. In piccoli gruppi, spesse volte stanno decidendo il futuro dei popoli europei, chiusi in stanze segrete.
Considerate il TTIP – sotto la pressione dei loro padroni a Washington, dietro a porte chiuse e nella più totale segretezza, e molto probabilmente contro i loro stessi interessi – un piccolo gruppo di delegati senza scrupoli della Commissione Europea (CE) sono pronti a mettere 500 milioni di europei e loro discendenti in pericolo, senza alcun rispetto per i loro concittadini, senza considerazione per i loro stessi figli, nipoti e pronipoti, interessati solo alle onoreficenze immediate e, statene certi, alle gratifiche da parte dei colonialisti, usurpatori e guerrafondai Stati Uniti del Caos e dell’Omicidio.
Non si ripeterà mai abbastanza quali sono gli orrori che il TTIP (Trans-Atlantic Trade and Investment Partnership) potrebbe fare alla gente europea; e ciò si basa su quel poco che sappiamo dalle 248 pagine dei negoziati ultra-clandestini fatte trapelare da Greenpeace Netherlands. “Negoziati” è il termine più sbagliato che possiate immaginare, dal momento che tutte le regole sono imposte da Washington, la stessa cosa che avviene per il TTP (Trans-Pacific Partnership, che riguarda gli USA e 11 paesi dell’area del Pacifico ma non Cina e Russia).
Sebbene i negoziati del TPP siano terminati, nessuno degli 11 partner del Pacifico, né il Congresso USA hanno approvato il trattato. C’è la speranza che anche se i “negoziati” tra i segreti traditori della CE e Washington arriveranno a conclusione, almeno qualcuno dei 28 paesi CE possa non approvarlo. Per essere valido il trattato dovrà essere approvato all’unanimità. Il nuovo candidato di destra alla presidenza austriaca, Norbert Hofer, ha già affermato che non firmerà il TTIP. Affermazioni simili sono state fatte dal Ministro per il Commercio Estero francese, Matthias Fekl, che ha detto che “non ci sarà un accordo senza la Francia e tantomeno contro la Francia”.
Sotto al TTIP i cittadini europei perderebbero su tutti i fronti. Gli europei diventerebbero letteralmente sudditi di un impero delle corporations guidato dagli Stati Uniti d’America. I paesi UE cesserebbero di essere stati sovrani, ancor più di quanto non sia già sotto gli attuali ordini di Bruxelles. Come rivelano i documenti segreti TTIP l’accordo sarebbe la campana a morto per l’Europa. Ecco ciò che ha da dire a rigardo Susan George, filosofo, analista politico e presidentessa del Comitato di Pianificazione del Transnational Institute di Amsterdam:
– Il cibo che importiamo sarebbe chimicamente trattato, geneticamente modificato e senza indicazioni. Non saprete mai cosa c’è in ciò che mangiate. Potreste comprare pollo che è stato trattato col cloro, manzo cresciuto con gli ormoni, cibo biosintetico ottenuto dal gene di una pianta o di un altro animale, e ciò non sarebbe indicato.
– In campo agricolo è probabile che fallirebbero una grande quantità di produttori, perchè abbassando le tariffe il mais e il grano OGM americani che sono soggetti di enormi sussidi statali inonderanno la Spagna, l’Italia e altri paesi europei, rovinando tantissimi agricoltori, esattamente come i “campesinos” del Messico vennero rovinati dal North American Free Trade Agreement, il NAFTA.
– Nel campo sanitario le case farmaceutiche vogliono sbarazzarsi dei farmaci generici. Sono già riusciti a costringere le aziende che li producono a ripetere sulla stessa identica medicina “di marca” tutti i test clinici che avevano già eseguito. Per produrre un farmaco generico bisogna iniziare da capo: test clinici, test alla cieca e così via. Così la medicina diventerà molto più costosa.
Ma in particolare:
– Il TTIP serve per dare alle aziende la possibilità di perseguire legalmente i governi se non gradiscono una legge che questi approvano. Ne abbiamo ormai tantissimi esempi, perchè in centinaia di trattati bilaterali esiste questo sistema giudiziario privato, e, ad esempio, quando il governo egiziano ha alzato il salario minimo, una importante azienda francese, la Veolia, lo ha denunciato perchè avrebbe dovuto pagare di più i lavoratori. Questo caso non è ancora arrivato a giudizio, ma un caso che è stato già deciso è, ad esempio, quello dell’Ecuador che ha rifiutato a una compagnia petrolifera americana di trivellare in una particolare zona in quanto zona protetta. E la compagnia ha detto “ah si? e noi vi denunciamo”. E hanno vinto. E l’Ecuador deve loro una multa di 1.8 miliardi di dollari, una somma enorme per un paese piccolo e piuttosto debole.
Questo semplicemente vuol dire che tribunali privati sarebbero al di sopra delle leggi e dei tribunali di stati sovrani. Non vi sarebbe più alcuna sovranità; nemmeno quel poco di indipendenza che Bruxelles ancora non ha distrutto. I paesi UE sarebbero tutti sotto le leggi dell’impero anglo-americano delle corporations.
Potete leggere l’intero articolo di Susan George qui ( http://www.defenddemocracy.press/suzan-george-%CE%BFn-ttip…/ ) così come il mio articolo recentemente ripubblicato (http://www.globalresearch.ca/the-transatlantic-trad…/5417382. ).
E poi c’è il TiSA, il “Trade in Services Agreement”, di cui ancora meno persone sono a conoscenza. Anche questo viene negoziato in segreto, riguarda 23 membri WTO (Australia, Canada, Cile, Taipei, Colombia, Costa Rica, i 28 paesi UE, Hong Kong Cina, Islanda, Israele, Giappone, Corea, Liechtenstein, Mauritius, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Pakistan, Panama, Perù, Svizzera, Turchia e USA). In totale stiamo parlando di 50 paesi; 29 dei quali sottomessi a uno solo, gli Stati Uniti delle Guerre, del Crimine e del Dominio. Non serve troppa immaginazione per capire che, ancora, è Washington che decide. In realtà i negoziati TiSA, così come quelli TTIP, sono infiltrati da lobbysti e troll delle aziende USA, rendendo Washington il rappresentante dell’impero USA delle corporations e, naturalmente, di Wall Street.
Secondo la WTO, il TiSA aprirebbe il mercato del “commercio in servizi”, cioè: aspettatevi la privatizzazione di tutti i servizi pubblici e sociali, la sanità, educazione, previdenza sociale, pensioni, trasporti, poste, telecomunicazioni, forniture idriche, fognature e altro ancora sarebbero tutte soggette alle acquisizioni da parte di aziende multinazionali. Guardate alla Grecia che sta cercando disperatamente di ripagare il suo maledetto debito vendendo il suo capitale sociale nazionale, o capitale di vita, a tutto svantaggio dei poveri, attualmente la maggioranza dei greci, che dipendono da esso. Una volta che un paese abbia firmato l’accordo non c’è ritorno, deve aprire i suoi settori sociali e pubblici ad aziende private in cerca di profitto.
Proprio come per il TTIP, se un governo in un secondo momento dovesse realizzare che la privatizzazione, per dire, delle forniture idriche, non ha portato alla gente i benefici promessi, non potrebbe tornare indietro e ri-nazionalizzare o ri-municipalizzare questo servizio. La ri-municipalizzazione dei servizi idrici sta avvenendo ora in Francia, tra tutti i paesi quello con le fornitura idriche maggiormente in mano ai privati. Nel 2012 il governo e i comuni di grandi città hanno deciso di riprendere in mano questo servizio pubblico vitale. Sta accadendo ora. Sotto le regole del TiSA non sarebbe possibile. Peggio ancora, una volta sottoscritto il TiSA, un paese non potrebbe decidere di esentare un particolare settore incluso nelle liste per le potenziali “liberalizzazioni”, come ad esempio la sanità, l’educazione e altri servizi pubblici vitali. Tribunali di arbitrato delle aziende, simili a quelli del TTIP, verranno istituiti per il TiSA. Questi “negoziati” stanno avvenendo a Ginevra, sotto l’egida del WTO, in segreto e sottoposto a regole, bastoni e carote imposti da, indovinate un po’, Washington.
Se la UE crollasse oggi sia i negoziati TTIP che TiSA arriverebbero a un punto morto. Uno qualunque dei 28 paesi europei, o ancora meglio uno dei 19 dell’eurozona, può far crollare la UE. Una Grexit, una Brexit, un fiasco dalla prossima ripetizione delle elezioni spagnole, o una ferma decisione da parte di un qualche governo di fare default sul suo debito imposto in gran parte dalla troika, potrebbe far crollare il castello di carte dello schema a piramide del dollaro, e cancellare una volta per tutte l’egemonia schiavizzatrice del dollaro-euro. Il debito potrebbe venire rinegoziato in nuove monete nazionali. Ricordate, l’euro ha a malapena 15 anni. Perciò tornare a valute nazionali non sarebbe drammatico, ma un sospiro di sollievo, sollievo dalla trappola del debito e sollievo dal tallone di ferro dell’oppressione di Washington e Bruxelles.
Immaginate cosa vorrebbe dire per il popolo greco. Sebbene ci siano voci che più di metà dei greci siano ostinatamente attaccati all’euro distruttore scommetterei che il suo crollo porterebbe centinaia di migliaia di persona a festeggiare per strada. Syriza potrebbe scordarsi gli ulteriori 3 miliardi di tagli di austerità recentemente negoziati, e ancor più i tagli alle pensioni e gli aumenti di tasse per i poveri.
State certi che un sollievo dal debito greco non verrà dall’attuale costellazione UE/CE-troika. Al contrario, il Ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, usa toni sempre più duri verso la Grecia, come a minacciare di spingerla fuori dalla UE. Una minaccia vuota, come ognuno dovrebbe ormai sapere. Washington, padrone anche della Germania, non permetterà una Grexit, o una Brexit o l’uscita di un qualunque membro UE. Washington ha bisogno di una UE “intatta” perchè faccia da partner schiavo nel TTIP e nel TiSA.
Ciò che è successo e continua a succedere in Grecia può serviere come un esempio da seguire per altri paesi “deboli” tra le nazioni meridionali della UE, a meno che, sì a meno che la Grecia o un altro paese sotto la pressione e il soffocamento economico e finaziario della CE-troika non prenda il toro per le corna, assumendo una decisione drastica: uscire dalla UE e dall’eurozona, far ripartire l’economia locale con una moneta locale, e rinegoziare il debito illegale e fraudolento alle proprie condizioni. Questo può portare alla fine della nefasta eurozona e dell’Unione Europea creata dagli USA.
Sappiate che la UE come è oggi non è un’invenzione degli europei; è una struttura pensata dagli USA immediatamente dopo la seconda guerra mondiale in modo da mantenere l’Europa sotto il proprio controllo e creare una zona cuscinetto di fronte al comunismo, all’Unione Sovietica. Così ha funzionato sino a oggi. Questa idea prevale ancora oggi, come si vede dal modo in cui la Russia e il suo leader sono demonizzati e attaccati dai media occidentali. Cerchiamo di essere franchi, se non fosse per la chiarezza e lungimiranza strategiche del presidente Putin, noi, l’Europa, saremmo per la terza volta in 100 anni nel mezzo di una guerra mondiale. E se lasciamo che l’andazzo imposto da Washington continui, l’Europa diventerà terra di schiavitù anglo-americana. Guardate al TTIP e al TiSA.
Un’autentica federazione di stati europei sovrani, magari anche con una moneta comune e una vera banca centrale potrebbe essere una soluzione a lungo termine per l’Europa. Ma, e questo è il MA più importante, una tale Europa dovrà essere progettata da veri e onesti europei (sto sognando?), assolutamente senza nessuna influenza degli Stati Uniti d’America. Nessuna.
Ciascuno dei 28 paesi UE può riportare la felicità ai popoli europei; spazzare via la paura, il dolore, la frustrazione, l’ansia; può restaurare la sovranità nazionale, riportare in auge l’orgoglio nazionale e l’economia locale, non globale, semplicemente uscendo dalla UE, lasciando l’euro, mettendo il governo del proprio popolo nelle mani di un governo sovrano e democratico.
La semplice uscita di un paese, Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, UK, Francia…fate voi, può arrestare la feroce macchina del debito aprendo l’opportunità di unirsi a un nuovo, più giusto e più equo schema monetario, il nascente spazio economico orientale di Cina, Russia, BRICS, SCO (Shanghai Cooperation Organization) e della EEU (Unione Economica Euroasiatica).
Sicuramente il tempo è importante. Non per niente Obama sta spingendo per una veloce conclusione e per la firma del disgraziato TTIP. La sottoscrizione di questi accordi predatori, TTIP, TiSA, TPP, è un punto chiave dell’agenda della presidenza Obama; la sua eredità militare e corporativa, di cui l’espansione della NATO ne è parte, dipende da ciò. Una volta che questi trattati saranno firmati non ci sarà ritorno. Se contro ogni logica il TTIP sarà ratificato, anche se poi la UE dovesse dividersi, ogni singolo paese sarebbe soggetto ai termini dell’accordo. Perciò è essenziale il crollo della UE prima della ratifica del TTIP.
Questa soluzione radicale potrebbe essere troppo persino per i più convinti oppositori della UE e dell’euro. Molti di loro ancora cercano, sperano e sognano una UE riformata. Vivono ancora sotto l’illusione che le cose si possono sistemare. Credetemi: non è possibile. La machiavellica creazione USA chiamata Unione Europea, e l’altrettanto americana moneta comune, l’eurozona, hanno fatto il loro tempo. Sta andando a sbattere contro il suo iceberg. La nave della UE-euro è troppo pesante per evitare il disastro. Per l’Europa è meglio pnrendere tempo per riorganizzarsi; ogni nazione con lo scopo di riottenere sovranità economica e politica, e magari tra un paio di generazioni progettare una nuova Europa unita di stati federali sovrani, indipendenti, totalmente scollegati dai diabolici giochi dell’impero anglo-americano.
Peter Koenig * è un economista e analista geopolitico. E’ un ex membro della Banca Mondiale e ha lavorato in tutto il mondo nel campo delle risorse ambientali e idriche. Scrive regolarmente per Global Research, ICH, RT, Sputnik, PressTV, Chinese 4th Media, TeleSUR, The Vineyard of The Saker Blog, e altri siti internet. E’ autore di Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed [“Implosione – un thriller economico su guerra, distruzione ambientale e avidità aziendale”]– un romanzo basato su fatti e su 30 anni di esperienza intorno al mondo con la Banca Mondiale. E’ coautore di The World Order and Revolution! – Essays from the Resistance [“Ordine mondiale e rivoluzione! Scritti dalla resistenza”].

News: disastro di Firenze Le fatture: da Publiacqua 82.325 euro a Dotmedia, in cui hanno interessi il cognato del premier e suo fratello

LE FATTURE TRA IL 2010 E IL 2012 CON MATTEO SINDACO: DA PUBLIACQUA 82.325 EURO A DOTMEDIA, IMPRESA DOVE HANNO INTERESSI IL COGNATO DEL PREMIER E SUO FRATELLO
 A ULTERIORE DIMOSTRAZIONE CHE L'AZIENDA PUBBLICO-PRIVATA, RESPONSABILE DELLA VORAGINE CHE MERCOLEDÌ HA SFREGIATO IL CENTRO STORICO DI FIRENZE, ERA IL POLTRONIFICIO RENZIANO DEGLI AMICI DEL «GIGLIO MAGICO», SPUNTANO UNA SERIE DI FATTURE CHE PUBLIACQUA HA PAGATO AD UNA SOCIETÀ DI COMUNICAZIONE LEGATA ALLA FAMIGLIA RENZI: 82.325 EURO DAL 2010 AL 2012.



LA STORIELLA È UN PO' COMPLICATA PER CUI È NECESSARIO FARE IL RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. LA EVENTI6, SOCIETÀ DI COMUNICAZIONE E MARKETING DELLA FAMIGLIA RENZI, HA AVUTO NEL CORSO DELLA SUA ATTIVITÀ UN QUARTO SOCIO AL 20% (OLTRE ALLE SORELLE DI MATTEO, MATILDE E BENEDETTA CHE DETENGONO IL 36% CIASCUNA, E LA MADRE LAURA BOVOLI L'8%): ALESSANDRO CONTICINI FRATELLO DI ANDREA CONTICINI, BOLOGNESE, LAUREATO IN TEOLOGIA, MARITO DI MATILDE RENZI.
ANDREA CONTICINI È, DUNQUE, IL COGNATO DEL PREMIER, E DI MESTIERE FA L'AGENTE DI COMMERCIO, SIA PER LA EVENTI6, SIA PER UN'ALTRA SOCIETÀ CHE SI CHIAMA DOTMEDIA SRL DI CUI, NEL FEBBRAIO DEL 2011, DIVENTA SOCIO AL 20% PROPRIO IL FRATELLO ALESSANDRO, CHE COMPRA LE QUOTE DA PATRIZIO DONNINI, AMMINISTRATORE DELLA SOCIETÀ FIORENTINA WEB&PRESS (ATTIVA NELLA CAMPAGNA ELETTORALE DELLE PRIMARIE DI RENZI DEL 2012). LA DOTMEDIA È ANCH'ESSA UN'AZIENDA DI COMUNICAZIONE NATA NEL 2008 CHE, NEL SUO PRIMO ANNO DI VITA, QUANDO RENZI ERA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FIRENZE, FATTURA APPENA 9MILA EURO ALL'ANNO. DAL 2009, CON RENZI SINDACO, LE COSE CAMBIANO: ARRIVANO LE PRIME COMMESSE DAL COMUNE DI FIRENZE E DALLE SUE PARTECIPATE TRA LE QUALI, APPUNTO, PUBLIACQUA. A DOTMEDIA VIENE AFFIDATA ANCHE LA GESTIONE DEL PORTALE MATTEORENZI.IT (POWERED BY DOTMEDIA) CON RESPONSABILE DAVIDE BACARELLA, ANCHE LUI SOCIO DI DOTMEDIA AL 10%. UN ALTRO SOCIO DI DOTMEDIA AL 20% È MATTEO SPANÒ CHE CON RENZI HA FATTO IL PIENO DI POLTRONE. PURE IL SITO DELLA EVENTI6 DELLA FAMIGLIA RENZI FINO A POCO TEMPO FA ERA POWERED BY DOTMEDIA, CHE SEGUE LE PRIMARIE DEL 2012, CON IL SUO SOCIAL MEDIA TEAM COMPOSTO DA QUATTRO PERSONE, E LA COMUNICAZIONE DI CAMPAGNE PROMOZIONALI E ALTRI EVENTI LEGATI AL COMUNE DI FIRENZE E A RENZI: LA LEOPOLDA DEL 2013 E LA NOTTE TRICOLORE DEL 2011.
NEL 2009 LA DOTMEDIA INIZIA LA SUA SCALATA VERSO IL SUCCESSO: 137MILA EURO DI FATTURATO, CHE DIVENTANO 214MILA NEL 2010 E 401MILA NEL 2011. NEL 2012, DOPO L'INGRESSO DI ALESSANDRO CONTICINI, FRATELLO DEL COGNATO DI RENZI, DOTMEDIA INCASSA 16.800 EURO DAL COMUNE DI FIRENZE: 13.226 EURO IL 20 APRILE 2012 PER LA COMUNICAZIONE DI «COLTIVIAMO LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI» E UDITE, UDITE, DI «FONTANELLI», IL PROGETTO DEL PRESIDENTE DI PUBLIACQUA NOMINATO DA RENZI, ERASMO D'ANGELIS. SOLDI SPRECATI E SOTTRATTI ALLA MANUTENZIONE DELLA RETE IDRICA DI FIRENZE CHE OGGI PRESENTA IL CONTO. TRA IL 2010 E IL 2012 LE MUNICIPALIZZATE DEL COMUNE DI FIRENZE HANNO GARANTITO A DOTMEDIA INTROITI PER 215MILA EURO (COMPRESI QUELLI DATI DA PUBLIACQUA), CHE AGGIUNTI AI SOLDI PAGATI DAL COMUNE, ARRIVANO A 232MILA.
ANCHE RENZI HA IL SUO «TULLIANI», CHE CON GLI ALTRI AMICI DEL «GIGLIO MAGICO» HA GUADAGNATO CON LE CAMPAGNE PUBBLICITARIE PER PUBLIACQUA.

FONTE ILGIORNALE.IT

http://info5stelle.blogspot.it/2016/05/news-disastro-di-firenze-le-fatture-da.html

Tsipras, il nuovo volto della Troika in Grecia

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Tsipras ha definitivamente gettato la maschera, divenendo l'ennesimo collaborazionista della Troika in Grecia.
Il Parlamento greco ha approvato ieri un nuovo pacchetto di misure di austerità che contiene tra le altre cose 1,8 miliardi di ulteriori aumenti fiscali - tra cui quelli su caffè, birra, sigarette elettroniche e molti generi alimentari confezionati, dal gelato alle marmellate. Sono state inserite, inoltre, regole automatiche per il fondo per le privatizzazioni richieste (imposte) dal Terzo Memorandum, oltre alla clausola di salvaguardia che scatterà nel caso in cui gli obiettivi di bilancio non dovessero essere rispettati.
La resa di Syriza è definitiva e incondizionata.
Il partito di Tsipras ha semplicemente deciso di continuare a fare quello che ha distrutto il paese negli ultimi anni di governo Pasok-Nuova Democrazia. Il tutto per continuare ad accedere al nuovo piano di non salvataggio della Troika che, come i precedenti, finiranno per il 95% nelle banche (dati recenti ESMT). Dei 215 miliardi complessivi dei tre piani di salvataggio approvati per la Grecia, non lo si ricorda mai abbastanza, meno del 5% è finito nelle casse del Paese.
Il fallimento di Syriza e la totale indifferenza verso il referendum in cui il popolo greco aveva rigettato a grande maggioranza l'austerità imposta, dimostra quello che il Movimento 5 Stelle ripete da tempo: non può esserci lotta all'austerità credibile all'interno della zona euro, perché euro e massacro sociale per l'Europa del sud sono due facce della stessa medaglia.
Mentre il popolo greco esausto e allo stremo delle forze era fuori a protestare ancora una volta, in Parlamento Syriza ha compiuto la sua ultima metamorfosi, divenendo di fatto quell'Ancien Regime che per anni aveva dichiarato di voler sconfiggere. Ieri Tsipras è definitivamente divenuto Samaras, un nuovo Quisling greco nelle mani della Troika.
fonte http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/esteri/2016/05/tsipras-il-nuovo-volto-della-troika-in-grecia.html

Marò: Girone deve ancora rientrare e Renzino già lo usa per la parata del 2 giugno.

Il povero Salvatore Girone dopo quattro anni di lontananza dal suo paese e dai suoi affetti non farà in tempo a tornare che sarà subito usato per celebrare questo governo e questa classe politica insulsa.
Intanto hanno fatto sparire dalla rete tutto quello che potrebbe compromettere i responsabili.
Non ci sono più i video di Monti che accoglie i due fucilieri di marina quando rientrano per votare.
La flaccida e floccida mano di Monti che stringe quella di  Massimiliano e Salvatore è sparita,non ci sono più video
La rappresentazione di questa vicenda è sempre squallida.Rai ,mediaset e sky continuano a dire sempre la stessa cosa <<I due marò hanno sparato ai due pescatori scambiandoli per pirati>>.
In rete o si appartiene agli innocentisti o ai colpevolisti.
I responsabili sono diventati dei liberatori.
L’India è un paese amico e va ringraziato.
Ha ragione Brunetta che chiede una commissione d’inchiesta,qualcuno gli dica che nell’elenco ci sono anche tutti i deputati del suo partito che al tempo di Monti avevano la maggioranza e nessuno di loro ha chiesto di far rispettare la Costituzione tenendoli in Italia.
Il lodato Elio Vito poi come rappresentate della commissione esteri della Camera si era impegnato a non far più finanziare le missioni estere se prima non sarebbero rientrati in Italia…ora Vito  passa come un liberatore,non come un paraculista.
Questa è la politica hanno fatto sparire l’oggetto del contendere e ora VOGLIONO FARE IL TEATRINO delle false responsabilità.
I due senatori a vita l’emerito e l’altro dormono sonni tranquilli invece di stare in galera per alto tradimento.
Comunque Salvatore verrà presto in Italia,questa è l’unica buona notizia.
Alfredo d’Ecclesia



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RISPETTATA L’ORDINANZA DELL’ARBITRATO DEL MARE: L’UNIONE D’INDIA DÀ L’OK, GIRONE PUÒ RIENTRARE IN ITALIA





 
In precedenza avevo già evidenziato la prima richiesta delle autorità italiane ai giudici del Tribunale del mare, con sede ad Amburgo, prima che si componesse l’arbitrato internazionale del mare, a sensi dell’annesso VII della CNUDM, che concerneva l’adozione di una misura temporanea che aveva come fine quello di far rientrare il militare del Reggimento San Marco Salvatore Girone e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia.
 Com’era ben noto, la prima richiesta della seconda misura cautelare dell’agente italiano, presentata a fine luglio, poi congelata o rigettata verso la fine del mese di agosto del 2015 da parte del Tribunale del mare di Amburgo, riguardava la cancellazione immediata delle restrizioni alla libertà personale, alla sicurezza e ad essere liberi di circolare, come pure la permanenza nel nostro Paese di Massimiliano Latorre per ragioni di salute.
Rispetto al Tribunale del mare, il Tribunale arbitrale, con sede in Olanda, composto da 5 giudici arbitrali, Vladimir Golitsyn, Hin-Hyun Paik, Patrick Robinson, Francesco Francioni e Patibandla Chandrasekhara Rao, costituito al fine di reperire una soluzione alla controversia ancora in piedi fra la Repubblica italiana e l’Unione d’India sulla vicenda del mercantile Enrica Lexie e dei due fanti della marina militare Salvatore Girone eMassimiliano Latorre, con l’ordinanza PCA Case n.° 2015-28 del 29 aprile 2016, ha accolto la domanda dell’agente italiano, con alcune condizioni, che hanno, finalmente, concretizzato del tutto il rientro nella sua Puglia del fante Salvatore Girone.
 La risposta delle autorità indiane non si è fatta attendere, nel senso che l’Unione d’India, al fine di dare semaforo verde alla richiesta del nostro Paese di far ritornare Salvatore Girone, oltre ad aver posto in rilievo che le autorità di Roma non avevano interpretato in modo corretto e chiaro l’ordine o il dispositivo dei giudici arbitrali dell’Aja e che il fante Salvatore Girone non era del tutto libero, sebbene le condizioni della sua libertà provvisoria dovevano essere stabilite dalla Corte Suprema dell’Unione d’India, ha pure preteso e, ovviamente, ottenuto delle soddisfacenti assicurazioni, come, in primo luogo, il ritorno del Fante Girone in India, nel caso in cui i giudici arbitrali del mare dovessero ritenere che la giurisdizione di processare i due Marò spetti all’Unione d’India. Per questa garanzia, le autorità italiane hanno formalizzato il proprio impegno attraverso una dichiarazione ad hoc, accolta dal Tribunale arbitrale dell’Aja come documento de jure vincolante.
 Qui, va demarcato il modus operandi dell’Unione d’India, la quale aveva posto in risalto, nel procedimento davanti ai giudici del Tribunale del mare di Amburgo, la questione che l’Italia, pur essendo soggetto di diritto internazionale, non aveva rispettato le norme dello jus gentium, in quanto non aveva posto in essere la sentenza emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia il 3 febbraio 2012, Germania c. Italia, sui crimini nazisti: illegittime le sentenze italiane di condanna dello Stato tedesco. In base a questa sentenza, la Corte Internazionale di Giustizia ha considerato il nostro Paese violatore dell’obbligo di rispettare le immunità nei riguardi della Germania, sul fronte della regola dell’immunità dalla giurisdizione e di quella dall’esecuzione per violazione del diritto d’umanità poste in atto, in illo tempore, dal regime del terzo Reich tra il 1943 e il 1945. Ecco la preoccupazione delle autorità indiane di non fidarsi delle autorità italiane. Passaggio fondamentale del dispositivo consiste nel fatto che i due Paesi, Italia e Unione d’India, devono cooperare, pure davanti alla Corte Suprema indiana, cui spetterà presentare quali devono essere le nette condizioni per il rientro del fante Salvatore Girone, come pure il vincolo per lo Stato italiano di far in modo che lo stesso fante Girone si presenti ad un’autorità in Italia, designata dal collegio dei giudici della Corte Suprema indiana, a intervalli stabiliti dalla stessa Corte Suprema dell’Unione d’India; inoltre, il fante del Reggimento San Marco della Marina militare italiana dovrà consegnare il passaporto alle autorità italiane senza la possibilità per il pugliese Girone di abbandonare il suolo italiano e senza che ci sia il permesso dei giudici della Corte Suprema indiana. Si aggiunga anche che l’Unione d’India ha posto un’altra condizione che concerne l’obbligo del nostro Paese di tenere informata la Corte Suprema dell’Unione d’India ogni tre mesi circa la situazione del marò Salvatore Girone in Italia.
Entrambi gli Stati, in aggiunta, avranno l’obbligo di comunicare ai giudici del Tribunale arbitrale dell’Aja circa le misure che adotteranno per dare effetto alla decisione dell’arbitrato stesso e, nel caso in cui non venga consegnato alcun rapporto, il presidente del Tribunale arbitrale potrà essere investito in modo autonomo dell’acquisizione di ogni notizia necessaria.
 Nella lettura del dispositivo del Tribunale arbitrale del mare, possiamo aggiungere, infine, che il nostro Paese ha di sovente percorso la via delle norme di diritto internazionale intorno a questa assurda vicenda, sebbene le autorità italiane hanno presentato molto spesso delle argomentazioni prettamente giuridiche al fine di tutelare il principio della propria competenza esclusiva sui due militari italiani. È d’uopo dare atto che il ricorso da parte dell’Italia, presentato qualche anno fa, all’arbitrato del mare ha segnato una nuova rotta, accantonando il disegno, a mio parere del tutto sbagliato, di dover continuare a difendersi nel processo, anziché dal processo davanti ai tribunali dell’Unione d’India, dato che – come ha asserito Giuliomaria Terzi di Sant’Agata, già Ministro degli Affari Esteri (S. Zurlo, “Buttati via più di due anni , non tornino più in India!”, intervista all’Ambasciatore Giuliomaria Terzi di Sant’Agata, in Il Giornale, 3 maggio 2016, p.2-3) – “è stato un disastro diplomatico e politico, in cui la dignità dell’Italia è stata calpestata nell’indifferenza di chi doveva difenderla”.
La lunga e complessa disputa ha danneggiato le relazioni tra i due Paesi e per i prossimi due o tre anni, quanto durerà l'arbitrato, è arduo prevedere un completo disgeloper la ragione che si entra in una fase molto complessa e, direi, delicatissima. Credo che sia d’uopo che entrambi gli Stati manifestino prova di collaborazione e docilità per evitare di rendere ancora più aspra tale controversia. A mio parere, sarebbe interessante se sia l’Italia, sia l’Unione d’India avessero percorso la strada del negoziato sul piano diplomatico, che avrebbe potuto portare ad una soluzione anticipata della disputa senza dover aspettare l’esito del Tribunale arbitrale del mare.
Una nota del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale del 26 maggio 2016 comunicava il rientro in Italia del fante Salvatore Girone, deciso dalla Corte Suprema dell’Unione d’India, rammentando che quest’ultimo ha rispettato quanto determinato dal dispositivo PCA Case n.° 2015-28, emesso  il 29 aprile dello stesso anno. Grazie all’impegno entrambi gli Stati, si sono posti sulla stessa linea statuita dai giudici del Tribunale del mare dell’Aja, in cui vi è stata ampia collaborazione per delineare le condizioni e le modalità del rientro e della permanenza in Italia di Girone, in pendenza della procedura arbitrale sulla vicenda Enrica Lexie. Il tutto è avvenuto in merito alle assicurazioni date dalle autorità italiane nel conformarsi alle condizioni e ai passaggi determinati dai giudici della Corte Suprema dell’Unione d’India.
 La decisione intrapresa può essere ritenuta molto fondamentale per la ragione che riconosce l’impegno avviato dalle autorità italiane attraverso la presentazione di ricorrere all’arbitrato stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Convenzione di Montego Bay del 1982), qualche anno fa, presso il Tribunale del mare di Amburgo, che aveva come obiettivo quello di far prevalere le ragioni dei due fanti del Reggimento San Marco della Marina militare italiana. Si attenderà la sentenza dei giudici arbitrali fra un paio di anni, auspicandoci che si ponga fine a questa assurda e vergognosa storia del mare.
(foto: web)
di Giuseppe Paccione)
fonte http://www.difesaonline.it/evidenza/diritto-militare/rispettata-lordinanza-dellarbitrato-del-mare-lunione-dindia-d%C3%A0-lok-girone

Renzi e il Nuovo Ordine Mondiale... La Rivelazione


Le dichiarazioni del PUPO. Il suo pieno appoggio al Nuovo Ordine Mondiale. Per chi ancora avesse dei dubbi.

giovedì 26 maggio 2016

Matteo Renzi, Il capo cretino vestito da bambino, secondo un’antropologa.


la vita ci insegna che è meglio combattere con 100 killer spietati che con un solo cretino! Che dite Matteo Renzi il non eletto fa veramente parte di loro?......dei cretini intendo!


mercoledì 25 maggio 2016

Renzi ha paura di Alessandro maiorano e lo fa' bloccare sui gruppi da facebook



Renzi ha paura di Alessandro maiorano e lo fa' bloccare sui gruppi da facebook

OMBRE DI BROGLI SUL VOTO AUSTRIACO? di Gianni Candotto



strache1
strache2
“E’ sufficiente che il popolo sappia che ci sia stata un’elezione. Chi vota non decide niente.
Chi conta i voti decide tutto.” frase attribuita a Joseph Stalin
Nella mattinata di oggi Heinz Christian Strache, presidente del Fpoe, il partito della libertà austriaco,
il partito del candidato alla presidenza Hofer sconfitto all’ultimo istante dalla coalizione “totale”
di democristiani, socialisti, comunisti, liberali e verdi, aveva avanzato fortissimi dubbi sulla regolarità
del voto al ballottaggio.
Aveva messo in sequenza di poche ore tre post, sul suo profilo Facebook, molto significativi.
Nel primo post aveva riportato il dato del comune di Waidhofen con il 146,9% di voti validi.
Nel secondo post aveva riportato il dato di Linz dove i voti postali dovevano essere 3518 ma il ministero riportava
21060 voti validi (il 598% in più degli aventi diritto).
E nel terzo si chiedeva come mai l’autorità preposta alle elezioni aveva dichiarato 740.000 schede postali consegnate, di cui 700.000 voti validi, ma nel conteggio finale improvvisamente risultavano 766.000 voti postali.
Tuttavia, in maniera molto responsabile, Strache nel pomeriggio ha deciso di rimuovere questi suoi post,
probabilmente per evitare di esacerbare gli animi dei suoi elettori ed evitare di essere accusato di rifiutare il risultato.
Questo l’incipit del post finale:
“Cari amici e utenti, ho molta comprensione per la cocente delusione di molti di voi per il risultato delle elezioni. Prometto a tutti che valuteremo attentamente tutti gli indizi di irregolarità e prenderemo le decisioni adeguate al caso. Ora però bisogna accettare democraticamente il voto elettorale”.
Gianni Candotto
fonte http://scenarieconomici.it/ombre-di-brogli-sul-voto-austriaco-di-gianni-candotto/

domenica 22 maggio 2016

Renzi e Nardella fanno lavorare Maiorano in una cella.


Dove è Papa Francesco e il Presidente Mattarella. L’Europa disunita l’Onu,i diritti umani ma che schifo è questo,un cittadino denuncia delle gravi irregolarità,denuncia ammanchi che tra provincia e comune raggiungono i 61 milioni di euro e viene imprigionato in un ufficio dove non ha possibilità di vedere nessuno. Dove stanno queste organizzazioni  del pisello che dicono di battersi per i diritti umani,forse hanno bisogno di essere unte da Giorgietto Soros per attivarsi.
Diffondete questo video e fate conoscere a tutti questa squallida realtà ,il materiale è sufficiente per mostrare il livello di degrado umano di Renzi e co nei confronti di Alessandro Maiorano e voglio ricordare che a Giugno c’è il processo ,anche se nessun giornale ne parla.
Ripropongo l’intervista ad Alessandro e invito tutti a leggerla e condividerla.






Intervista ad Alessandro  Maiorano di Alfredo d’Ecclesia


.  Spese pazze ovunque e senza nessun tipo di problema,se non ci fosse stata la denuncia di Alessandro Maiorano passava tutto come una cosa normale vero Alessandro ?
 Vero se non avessi denunciato ma soprattutto se Renzi non avesse denunciato me tutto questo non sarebbe emerso.....


  Come è cominciata questa storia Alessandro?
Sono stato 5 anni con Renzi essendo lui sindaco di Firenze ed io dipendente ...

Una somma di denaro consistente è stata versata Da Lusi a Renzi come siete risaliti a questi soldi?
Di Lusi abbiamo assegni versati alla Leopolda ma il giudice non li ha ammessi come fonte di prova.....

 Un altro personaggio chiave è Carrai insieme alla ministra Boschi e a Lotti. Sono state richieste le loro testimonianze vero?

Si ma anche in questa caso il giudice non li ha ammessi perché il pm mi ha derubricato il reato da diffamazione aggravata a semplice  esternazione, una mossa strana del pm.

Altra vicenda vergognosa quella delle escort a quanto pare pagate con i soldi dei cittadini .Cosa puoi aggiungere Alessandro?

il 6 e 27 giugno riparte processo sulla questione escort e spese folli faro mie dichiarazioni che non posso anticipare...


Hanno creato un blocco su questa vicenda ,nessuno ne parla,e molti siti e blog attivi in rete spesso subiscono censura ,oscurano le immagini,tagliano i titoli e mettono filtri per non far vedere. Praticamente vede solo chi scrive.C’era bisogno di Renzi per arrivare a questo ?

Tutta la stampa e al servizio di renzi x ora TUTTA tv compresa ecco perché oggi e importante la rete, unica forma di informazione....


Denunciare Alessandro Maiorano per diffamazione credo che sia stata una mossa stupida da parte di Matteo Renzi sbaglio nel pensare che il vero processo ora sia tutto nei confronti del Premier?

Certo ringrazio l’ abusivo che mi ha denunciato senza la sua  denuncia non sarebbe venuta fuori la storia della casa pagata da carrai e tutto il resto, credo che anche questo processo si ritorcerà contro di lui.



In quali condizioni hai continuato a lavorare nel comune di Firenze,sbaglio o sei stato dirottato in un ghetto periferico senza nessun contatto?

Si mi hanno messo in una cella ma va bene cosi più fanno le merde e più mi incarognisco ho tirato fuori oggi gli assegni di Nardella a breve tiro fuori altra ROBA .


 A Firenze Renzi è conosciuto come il bomba ,per via delle balle che ha sempre sparato sin da bambino .Non è che queste balle esagerate hanno agevolato questa sua carriera politica considerando che chi l’ha preceduto Letta era soprannominato Balle d’acciaio?

Io che conosco Renzi posso dire che e il re delle balle, e talmente bugiardo che a Firenze lo  chiamavamo balle  spaziali .....


 Di quanti milioni parliamo Alessandro Tra Provincia e comune mi sembra di acer letto una cifra vicina ai trenta milioni di euro mi sbaglio Alessandro? E se mi sbaglio di che cifra stiamo parlando? Ho letto che sono così tante le fatture che hanno provato a pesarle.

I milioni tra provincia e comune sono 60 x la provincia 31  soldi dei cittadini per suo piacere personale.

 Caro Alessandro nell’augurarti tutto il bene del mondo mi piacerebbe chiederti di mandare un messaggio ai cittadini onesti di questo paese che stanno tutti dalla tua parte .Qual’è la cosa più importante che ti senti di dire?

Diffidate di Renzi ve lo sto dicendo da anni l unica salvezza per l Italia e che vada a casa x cui a ottobre votiamo no o sarà la fine 


Alfredo d’Ecclesia