mercoledì 17 agosto 2016

Come Soros manipola le elezioni europee (e italiane)

Ecco l’elenco completo delle ONG finanziate da George Soros per manipolare le elezioni in tutti gli Stati dell’UE. Le email di George Soros sono spaventose.
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Il miliardario statunitense e le sue ONG esercitano un potere immenso, e i documenti diffusi da DCLeaksmostrano come Soros fa cadere governi e istiga guerre civili, così da poter realizzare enormi profitti finanziari. Si tratta dell’immensa raccolta di minute, libri bianchi, schede su stanziamenti e piani mediatici che dettagliano come Soros e le sue ONG telecomandano governi e istituzioni finanziarie. È possibile trovare i documenti completi sul sito DCLeaks, che descrivono come Soros e la sua rete di ONG “sfruttano a sangue milioni e milioni di persone solo per arricchirsi ancora di più“. George Soros è un magnate, investitore, filantropo, attivista politico e autore ungaro-statunitense di origine ebraica dalla doppia cittadinanza. Guida oltre 50 programmi e fondazioni, sia globali che regionali. Soros viene definito architetto e sponsor di quasi ogni rivoluzione e colpo di Stato nel mondo degli ultimi 25 anni. Grazie a lui e ai suoi burattini, gli USA sono ritenuti un vampiro, non un faro di libertà e democrazia. I suoi servi succhiano sangue a milioni e milioni di persone solo per arricchirsi. Soros è un oligarca che sponsorizza partito democratico, Hillary Clinton, centinaia di politici nel mondo. Questo sito è volto a consentire a tutti di osservare i documenti secretati dell’Open Society Foundation di George Soros e delle organizzazioni correlate, come piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività. Tali documenti fanno luce su una delle reti più influenti ed attive nel mondo. Ecco la lista completa delle ONG di Soros che manipolano le elezioni in tutti gli Stati membri dell’UE, con obiettivi, referenti e finanziamenti dei piani.
ONG Italiane finanziate da Soros:
Centro Studi ed Iniziative Europeo (CESIE)
Centro Studi ed Iniziative Europeo (CESIE)
Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)
Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (COSPE)
Arcigay e Associazione 21 luglio
Arcigay – Associazione 21 luglio
Associazione Upre Roma - Fondazione Romani Italia
Associazione Upre Roma – Fondazione Romani Italia
Transparency International
Transparency International – United fot Intercultural Action
Stichting Onderzoek Multinationale Ondememingen (SOMO)
Stichting Onderzoek Multinationale Ondememingen (SOMO)
Young European Federalists (JEF)
Young European Federalists (JEF)
Media Diversity Institute - Migrant Policy Group
Media Diversity Institute – Migration Policy Group
Zerohedge riporta che “2576 documenti sono stati resi pubblici da DCLeaks, un sito che sostiene di essere stato “lanciato da hacktivisti statunitensi che rispettano e apprezzano la libertà di espressione, i diritti umani e il governo del popolo“. I documenti provengono da diversi dipartimenti delle organizzazioni di Soros. L’Open Society Foundations di Soros sembra essere il gruppo col maggior numero di documenti resi pubblici, che provengono da sezioni presenti in quasi tutte le regioni geografiche del mondo, dagli Stati Uniti ad Europa, Eurasia, Asia, Latina, America, Africa, dalla Banca Mondiale all”Ufficio del Presidente”, così come da entità sconosciute come il SOUK. Come nota il Daily Caller, vi sono documenti risalenti almeno al 2008-2016. I documenti provengono da studi di ricerca come “Crisi europea: sviluppi chiave delle ultime 48 ore” che studia l’impatto della crisi dei profughi, o da documenti dal titolo “Il dibattito sull’Ucraina in Germania“, agli aggiornamenti sui finanziamenti di specifiche borse di studio. Una e-mail diffusa da Wikileaks mostra che Soros consigliava Hillary Clinton, durante il mandato da segretaria di Stato, su come gestire i disordini in Albania, consigli che ha seguito.Boao Forum for Asia 2013Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

L'ASSASSINIO POLITICO - IL METODO AMERICANO

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DI FINIAN CUNNIGHAM
sputniknews.com
Donald Trump è entrato in una kill zone politica.
L’establishment statunitense si sta allineando per eliminarlo. Ne parliamo qui in termini virtuali, almeno per ora.
Al giorno d’oggi, l’assassinio politico ad opera dell’autorità costituita non comporta necessariamente la liquidazione fisica di un individuo ritenuto un nemico dello stato. Chi ha bisogno di tutto quel sangue e di quelle polemiche? Specialmente quando la diffamazione di un personaggio pubblico raggiunge lo stesso risultato desiderato, vale a dire l’eliminazione del bersaglio dalla scena pubblica.


La pioggia di spietati attacchi dei media cui è sottoposto il candidato repubblicano che corre per le presidenziali lascia pochi dubbi sul fatto che si tratti di uno sforzo concertato per distruggere la sua figura politica.
La scorsa settimana, abbiamo assistito ad una raffica di attacchi denigratori rivolti al magnate newyorkese che aspira alla presidenza. A quanto sembra gli è stato gettato addosso di tutto, dalle violazioni in tema di permesso di soggiorno della moglie di origini slovene, alle sue prepotenze nei confronti di bimbi in lacrime alle manifestazioni politiche, al suo essere l’ignaro servitore del leader russo Vladimir Putin.
È così chiaro e assurdo da sembrare quasi ridicolo.
È evidente che i mezzi di comunicazione istituzionali americani stiano cercando di scalzare Trump malgrado il tenace supporto tra le fila degli elettori repubblicani americani. È ovvio che il potere costituito di Washington ha deciso di fare della rivale democratica Hillary Clinton la scelta da preferire per proteggere i loro interessi privilegiati, in qualità di prossimo occupante della Casa Bianca.
I media statunitensi, pilastri del sistema, stanno contribuendo all’eliminazione di Trump dalla presunta libera competizione elettorale di novembre, divenendo complici dell’assassinio del suo personaggio agli occhi dell’opinione pubblica.
È davvero ironico dato che ci sono molte più sordide storie sul conto della Clinton, dato il suo coinvolgimento nella propaganda di guerra, in operazioni clandestine volte ad un cambio di regime, nonché dell’abuso del segreto di stato per accrescere il proprio prestigio grazie a risorse finanziarie di provenienza estera.
L’ultimissimo segno che il segreto Stato Profondo degli Stati Uniti - il Pentagono, la CIA, l’FBI, i colossi finanziari di Wall Street – si stia muovendo per insediare il proprio candidato alla Casa Bianca è la lettera pubblicata questa settimana da 50 repubblicani di lungo corso, esperti in materia di sicurezza nazionale, che appoggiano la Clinton mentre massacrano Trump.
Ebbene sì, i repubblicani sostengono un democratico. Questo è il chiaro segno di un’uniformità di interesse.
Tra i firmatari figurano l’ex direttore della CIA Michael Hayden e l’ex capo della sicurezza nazionale Michael Chertoff, entrambi in servizio negli anni del governo di George W Bush, nonché John Negroponte ex direttore dei servizi di intelligence americani e presunto fornitore degli squadroni della morte in America Centrale durante gli anni ’80.
La lettera a firma congiunta contro Trump segue solo di pochi giorni la pubblicazione di un articolo d’opinione sul New York Times da parte dell’ex capo della CIA Michael Morrell in cui bastona Trump, additandolo come un burattino nelle mani russe.
Ciascuna di queste figure è intimamente connessa allo Stato Profondo americano e in maniera unanime stanno esponendo Trump alla gogna, etichettandolo come “una pericolosa minaccia alla sicurezza nazionale americana”.
Dal suo canto, Trump respinge in maniera decisa quest’ultima raffica di insulti sostenendo che gli esperti in materia di sicurezza nazionale sono gli stessi responsabili della creazione della guerra in Iraq, della perdita di soldati tra le file delle truppe americane nonché della nascita del terrorismo in Medio Oriente. Con estrema sfrontatezza, Trump li ringrazia per aver reso pubblici i loro nomi di modo che il popolo americano sappia chi accusare per i disastri della politica estera.
Ad ogni modo, il punto è che la campagna di discredito verso Trump non è solo frutto di un fortuito incidente di percorso per il candidato, attribuibile a passi falsi e dichiarazioni inappropriate che potrebbe aver emesso durante il suo percorso elettorale.
L’intensa e concertata natura della campagna congeniata per annientare Trump dimostra quanto la struttura del potere di Washington, inclusi i media istituzionali, lo stiano incastrando per diffamazione.
Questo è il tipo di liquidazione politica in cui la plutocrazia statunitense eccelle.
Qualche decennio fa, “l’azione esecutiva” americana – o “terminazione con effetto immediato” per dirla in termini eufemistici – comportava spesso l’effettiva uccisione del bersaglio.
Il caso più noto è quello del presidente John Fitzgerald Kennedy assassinato a Dallas il 22 novembre 1963. In quel periodo, diversi altri leader politici stranieri vennero assassinati da agenti di stato americani, inclusi Patrice Lumumba in Congo, Rafael Trujillo nella Repubblica Dominicana e Ngo Dinh Diem nel Vietnam del Sud. L’assassinio politico era e continua ad essere la norma in America.
L’ormai estinto procuratore di New Orleans, Jim Garrison, che indagò sull’assassinio di JFK, sostenne che la ragione primaria per il suo assassinio era che il presidente stava lavorando per portare a conclusione la Guerra Fredda con la Russia: Kennedy stava utilizzando in sordina un canale riservato con la controparte russa Nikita Krushchev per implementare piani ambiziosi per il disarmo nucleare.
Per di più, JFK aveva nettamente bocciato le proposte segrete presentate dal Pentagono per un’azione nucleare preventiva ai danni dell’Unione Sovietica. Stava in aggiunta chiudendo con le operazioni terroristiche finanziate dalla CIA contro Cuba e dichiarando il ritiro delle truppe americane dalla nascente guerra in Vietnam.
In questo modo Kennedy era entrato nella kill zone politica per quel che riguardava il potente e non eletto Stato Profondo. Le sue politiche stavano minacciando gli enormi interessi delle imprese degli armamenti militari, le grandi compagnie petrolifere e l’alta finanza di Wall Street. Quindi la CIA e i suoi killer a contratto vennero schierati per eliminare il problema.
Donald Trump ha due aspetti in comune con JFK. Come Kennedy, il magnate ha grosse disponibilità economiche, il che lo mette in condizione di parlare apertamente, senza il bisogno di doversi ingraziare potenti finanziatori.
Il secondo e più importante aspetto è che Trump si è ripetutamente scagliato dalla piattaforma elettorale contro l’inarrestabile consolidamento dell’alleanza militare condotta dagli USA, la NATO, nell’Europa dell’Est, contro lo schieramento delle truppe americane oltremare e in particolare contro la politica ostile di Washington nei confronti della Russia.
Trump ha richiesto la normalizzazione delle relazioni con la Russia. La sua posizione in materia di politica estera è un anatema per l’establishment di Washington che richiede, come assoluta necessità, la demonizzazione delle nazioni straniere come minacce alla sicurezza nazionale al fine di mantenere la gargantuesca economia militarizzata degli Stati Uniti. In sostanza, lo Stato Profondo americano prospera grazie al perpetuo ricrearsi delle guerre. La guerra è una funzione permanente del fallito capitalismo americano.
Questa disfunzione sistemica consiste in ciò che era e continua ad essere la Guerra Fredda con la Russia – il pompaggio di milioni di dollari nelle casse dell’élite finanziaria ed istituzionale che continua a farla franca nonostante l’imbroglio, grazie ai loro lacchè che serpeggiano nei canali politici e mediatici.
Chiunque osi sfidare i potenti interessi americani è esposto all’eliminazione. Si entra nella zona di tiro.
In passato, i metodi di eliminazione con effetto immediato prevedevano abitualmente l’eliminazione fisica.
Cinque decadi dopo il governo Kennedy, i metodi di assassinio politico degli Stati Uniti si sono evoluti divenendo più sofisticati. Il più delle volte, la diffamazione può dirsi sufficiente. Nessun bisogno di assoldare sicari o invischiarsi in inchieste pubbliche. Saranno i killer mediatici ad occuparsene.
Basterà piazzare il bersaglio al centro di un fuoco incrociato di un incessante bombardamento mediatico che non gli lasci scampo.
Analogamente, ogni di capo di stato estero che diventa un “problema” per gli interessi del potere americano viene allo stesso modo preso di mira. Il presidente russo Putin ne rappresenta forse il miglior esempio.
Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, previste nei prossimi tre mesi, è sufficiente osservare come i poteri ombra di Washington si stiano mobilitando per far fuori Trump dalla corsa alla presidenza.
Mettere fuori gioco i nemici politici “con effetto immediato” è il metodo americano.

Finian Cunningham
9.08.2016
 Traduzione per www.comeonchisciotte.org a cura di BENEDETTA D'URSO

Maiorano: L'accusatore della senatrice Pezzopane è un uomo senza paura... ma del quale dover aver paura


di Gianfranco Marocchi
Chi è veramente Alessandro Maiorano, l'impiegato del Comune di Firenze che ha portato alla luce dubbi e sospetti sulla correttezza politico-amministrativa e sulla moralità del Premier Matteo Renzi, e che ora ha deciso di portare alla luce presunte malefatte della senatrice del PD Stefania Pezzopane ?
Non è facile rispondere alla domanda, non avendo a disposizione elementi in grado di darci certezze sulle tante voci che girano su di lui, ma Alessandro Maiorano è senza ombra di dubbio un uomo che ne ha viste e passate di tutti i colori, e che ha fatto tesoro delle sue innumerevoli e incredibili traversie, che lo hanno visto, nel corso degli anni, essere al centro di gravi accuse mosse dalla magistratura, legate a reati di particolare gravità quali il terrorismo, la banda armata, lo sfruttamento della prostituzione, le minacce aggravate, il furto, la ricettazione, l'estorsione, la truffa aggravata, i reati contro il patrimonio, ed anche l'associazione a delinquere, tanto da comportare per lui perquisizioni fisiche e domiciliari, fermi di Polizia, ed anche l'arresto sul posto di lavoro.
Accuse, quelle per i vari reati imputatigli, cadute nel corso degli anni, una dopo l'altra, per non aver commesso alcuno dei fatti sopra indicati, ma che hanno però reso ancor più duro il suo carattere e più tenace la sua battaglia contro quei rappresentanti del potere che, a suo giudizio, e sulla base di elementi da lui raccolti, si sono macchiati di illegalità di vario genere.
Ed alla luce di quanto poc'anzi indicato, e delle relative archiviazioni ed assoluzioni per non aver commesso i fatti per i quali è stato via via accusato, viene ancor più difficile identificare la vera personalità di Maiorano, che alcuni definiscono un pazzo ed un mitomane, ed altri invece un difensore civico ed un accanito "giustiziere", e tanti altri ancora, non sappiamo su quali basi certe, definiscono un collaboratore dei servizi segreti, ed innumerevoli riscontri, se si analizzano fatti e comportamenti della sua vita, inclusa la sua abilità e la sua capacità ad entrare in possesso anche di documenti segreti di particolare importanza, sembrerebbero avvalorare tale ipotesi.
E scalpore ha destato, proprio in questi ultimi mesi, la sua battaglia moralizzatrice contro la senatrice del PD Stefania Pezzopane ed il suo fidanzato Simone Coccia Colaiuta, entrambi oggetto di sue precise gravi denunce, che non sappiamo come andranno a finire, visto che gli organi competenti dovranno esaminarle e giudicarle, ma che hanno però, per il momento, portato all'apertura, nei loro confronti, di indagini da parte della magistratura, con la precisa accusa di diffamazione nei  confronti del Maiorano, ed anche per tentativo di truffa, nei suoi confronti, da parte del fidanzato della senatrice, e del suo manager, tale Ivan Giampietro.
E non prive di importanza, sempre in questa battaglia, le segnalazioni fatte da Alessandro Maiorano alla Guardia di Finanza, alla Corte dei Conti, ed al Garante per la Privacy, sempre contro la senatrice Pezzopane, da lui ritenuta colpevole di aver commesso vari reati e di essersi appropriata di compensi non dovuti, nel periodo nel quale è stata Presidente della Provincia di L'Aquila e Presidente del Teatro Stabile d'Abruzzo, ed a dare conforto alle sue affermazioni c'è anche una importantissima dichiarazione che Federico Fiorenza, ex Direttore Artistico dell'Ente Teatrale, fece ad alcuni mass-media tempo addietro, ma che non fu però in alcun modo mai presa in considerazione dalla Procura aquilana, che molti, in città, considerano propensa a tutelare maggiormente le persone di potere che non i semplici cittadini.
Affermazioni ed accuse pesanti, formulate tempo addietro anche dal famoso giornalista aquilano Giuseppe Vespa, che a tal proposito scrisse anche una lettera-denuncia al Presidente della Repubblica Mattarella.
E se le affermazioni e le accuse di Maiorano nei confronti della senatrice Pezzopane troveranno riscontro, e "quindi tutti i nodi verranno al pettine", come ci ha detto e si augura Maiorano, ancora una volta il potere subirà l'ennesimo smacco da parte di un semplice usciere, che nonostante il suo umile ruolo in ambito pubblico, è riuscito e riesce a farsi rispettare e temere, tanto quanto un vero uomo di potere con importanti incarichi costituzionali.
Gianfranco Marocchi

fonte Fratelli d Italia blog magazine
http://wwwmyblogsky.blogspot.it/

venerdì 12 agosto 2016

LA BRUTTEZZA POST-BREXIT DELLA SINISTRA

<> on May 9, 2014 in Edinburgh, Scotland.
di Patrick West, 8 luglio 2016
Ossessionata dai soldi e contro la classe lavoratrice – la sinistra liberale ha mostrato la sua brutta faccia.
Quelli della sinistra liberale sono sempre stati orgogliosi di esser più solidali e compassionevoli dei conservatori. Le persone di destra, insistono, sono grette ed egoiste, legate a interessi personali. Si preoccupano solo dei soldi e di se stessi. Sono brutte persone.
Questo è uno dei miti più persistenti dei tempi moderni. Non ci ho mai creduto. L’egoismo trascende la politica. Quelli di sinistra sono inclini quanto i conservatori al proprio interesse, al fanatismo e all’avversione verso persone diverse. E, parola mia, nel corso delle ultime due settimane, dopo il voto britannico per lasciare l’Unione Europea, non abbiamo ancora visto quanto. L’illusione della sinistra liberale di avere la capacità intrinseca ed esclusiva di essere compassionevole è davvero stata fatta esplodere.
Guardate la recente Marcia per l’Europa a Londra, per chiedere di revocare la volontà del popolo e di ripristinare l’oligarchia sostenuta dalle grandi aziende. Ricchi tizi della metropoli si sono lamentati spudoratamente del risultato perché le loro vacanze in Europa d’ora in poi diventeranno più costose. Temono per le loro seconde case in Toscana e nel sud della Francia. Lo dicono apertamente. I borghesi dei quartieri nord di Londra temono che potrebbero perdere le baby-sitter a due soldi e le ragazze alla pari dall’Europa dell’est. Si preoccupano per il personale del beato Servizio Sanitario Nazionale, personale addestrato a scapito dei paesi più poveri che abbiamo assunto a buon mercato qui nel Regno Unito. I tizi delle grande aziende temono per il futuro dei lavoratori immigrati, quelle anime magnificamente sfruttate che vivono in sei in una stanza con contratti a tre mesi, pagati a salario minimo o meno. Questa scandalosa mostra di avidità non si era vista fin dai giorni inebrianti del thatcherismo.
Guardate inoltre gli incessanti insulti lanciati ai bianchi poveri e stupidi che hanno votato per lasciare l’UE. Si tratta di persone che lottano per mantenere una prima casa, per non parlare di una seconda – persone che possono a malapena permettersi di andare in vacanza. Sono i pescatori, da Aberdeen a Hull a Ramsgate a Hastings alla Cornovaglia, i cui mezzi di sostentamento sono stati devastati dalla UE – gli stessi pescatori insultati da Bob Geldof e dai suoi sodali tracanna-champagne. Sono le persone che vivono a Peterborough e a Boston, che non possono ottenere gli appuntamenti dal medico o trovare posti a scuola per i propri figli perché gli ospedali e le scuole sono sovraccarichi.
Sono le persone le cui piccole attività sono state rovinate dall’Operazione Pila nel Kent, dove i camion hanno intasato le strade per miglia, il risultato della libera circolazione nello spazio Schengen che ha portato il caos a Calais. Guardate quelle persone che in Galles hanno affrontato il quotidiano, umiliante promemoria della loro economia dipendente dai trasferimenti dell’UE. Guardate anche tutti questi inglese di Dover e Folkestone che conoscono polacchi e lettoni, non come domestici a buon mercato, ma come vicini di casa, genitori dei compagni di scuola dei loro figli, come pari. Tutte persone diffamate come parassiti e razzisti.
La sinistra metropolitana li ha derisi dalle proprie dimore appartate a Londra o dalle proprie case nel Derbyshire rurale. Scrittori ritirati e accademici sembrano ignari degli effetti negativi della UE, anche perché nessuno ha vissuto in prima persona gli effetti negativi della politica dell’UE. Nessun direttore di giornale ha optato per un editorialista di punta dalla Romania a prezzo scontato. Di persone che lavorano nell’edilizia, nella decorazione, nell’idraulica, posso farvene conoscere molte che sono state licenziate o hanno visto fallire le proprie attività. Ce ne sono innumerevoli nel Kent che hanno lasciato la costosa e affollata Londra per questo motivo. Se avete casa, un mutuo e figli a cui badare, semplicemente non potete vivere da spensierati single ventenni senza alcuna responsabilità.
Non sono sicuro di quanto la sinistra liberale si renda conto di quanto repellente sia stato il suo comportamento irrispettoso. Ma è quello che sta avendo da qualche tempo. Fin dalla rivoluzione culturale libertina degli anni ’60, i socialisti e gli ortodossi di sinistra nel mondo occidentale sono passati in un lungo processo di abbandono della classe operaia, ritirandosi nella politica dell’identità, nei diritti individuali, nell’affermazione del sé. Quindi, i cosiddetti progressisti ora si preoccupano soprattutto della loro immagine di “brave persone”. La segnalazione della virtù è l’epitome della nuova sinistra egocentrica e falsamente solidale.
Da qui la retorica bisognosa su ‘il mondo ci odia’ perché lasciamo l’Unione europea, le esortazioni ad ‘abbracciare un immigrato’ o a indossare spille di sicurezza per vantare le proprie credenziali di non-razzista. Tutto ruota intorno all’Io. La sinistra liberale non poteva capire perché la gente avrebbe votato in nome di principi astratti come la ‘democrazia’ o la ‘libertà’ o l”autodeterminazione’, perché vede tutto in termini del proprio denaro e della propria immagine pubblica.
C’è stato un tempo in cui erano i Tories che schernivano i poveri, che li deploravano come stupidi e inetti. Questo succedeva nell’era dei soldi a palate degli anni ’80, durante il quale il mercato governava ed eravamo grati ai capricci dei capitalisti e del santo mercato. C’era anche un tempo, molti anni fa, quando la sinistra parlava di principi, di democrazia e libertà. Come si sono invertiti i ruoli. Che strano che adesso sono per lo più i conservatori che parlano di astrazioni, ed è la sinistra ad essere ossessionata dai mercati e preoccupata dal FTSE 100, dal proprio denaro. Si oppongono alla democrazia. Odiano i poveri e i vecchi. Sono spregevoli.
fonte http://vocidallestero.it/2016/07/09/la-bruttezza-post-brexit-della-sinistra/

FT – IL MITO DEL PROGETTO EUROPEO DI PACE

europepeace

di John Plender, 4 agosto 2016
Ora che la Gran Bretagna si distacca dall’UE e il nazionalismo torna in voga in tutto il continente, il realismo ci chiede di affrontare un beneamato quanto esagerato mito su questa costruzione sovranazionale — vale a dire il mito secondo il quale il grandioso piano europeo avrebbe tenuto lontano i conflitti per decenni.
È vero che la strategia iniziale dei padri fondatori dell’UE, che hanno cercato di stringere gli stati nazione in una rete sempre più fitta di relazioni economiche con l’obiettivo nascosto di garantire la pace, è riuscita a unire verso una maggiore cooperazione paesi precedentemente ostili. L’obiettivo, secondo la celebre frase pronunciata dall’allora ministro degli esteri francese Robert Schuman, era quello di rendere la guerra “non solo impensabile, ma anche materialmente impossibile“.
Eppure, fare le cose “di nascosto” ha un costo. Questo modo di procedere ha ispirato nell’élite politica europea un atteggiamento di profonda irriverenza verso l’opinione pubblica e verso il processo democratico, non da ultimo verso i referendum che portano a risultati “sbagliati”. Questa è una componente importante del risentimento che sta dietro l’ascesa dei partiti populisti di destra nell’UE. E anche l’affermazione di fondo, che l’interdipendenza economica prima all’interno della Comunità dell’Acciaio e del Carbone ispirata da Schuman negli anni ’50, e poi in tutta l’UE, abbia fatto scomparire le antiche rivalità in Europa, non è solo fantasiosa ma si basa su un fraintendimento della relazione tra economia e sicurezza nazionale.
L’idea che il commercio porti la pace risale almeno al diciottesimo secolo, in particolare al teorico politico francese Montesquieu, che nel saggio De L’Esprit Des Lois sosteneva che il desiderio di guadagno economico poteva frenare le passioni distruttive innate alla natura umana. Questo pensiero attraversò la Manica e prese forma nell’internazionalismo liberale sostenuto da Richard Cobden, anti-imperialista e liberomercatista inglese del diciannovesimo secolo. Il culmine arrivò nel 1910 con la pubblicazione di The Great Illusion di Norman Angell, un politico britannico che sosteneva che i costi economici di una vittoria in guerra sono decisamente superiori ai guadagni. Molti ne trassero la conseguenza che la guerra era futile e, in futuro, sarebbe diventata improbabile. La disillusione arrivò nel 1914. L’idea che l’interdipendenza economica freni l’aggressione militare si è dimostrata, nonostante questo, tenace. Oltre ad avere ispirato i padri fondatori dell’UE, questa idea è presente anche nelle dichiarazioni ufficiali dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO). Molti accademici, tra cui l’economista Robert Shiller di Yale, vincitore del premio Nobel, sono fermamente convinti di essa. In effetti ci sono degli elementi di verità in questa tesi. L’interdipendenza economica fa sicuramente aumentare i costi economici di un conflitto.
Eppure ci sono altri fattori che spiegano meglio la pace post-bellica. Nel pericoloso contesto nucleare dell’immediato dopoguerra, l’esistenza di un nemico comune durante la Guerra Fredda ha aiutato a unire Francia e Germania. L’assopimento delle rivalità tra paesi è stata facilitata anche dall’egida militare statunitense. Soprattutto la Germania, che aveva sofferto due sconfitte impressionanti in due guerre mondiali di seguito, non aveva molta intenzione di tirarsi dentro una ulteriore catastrofe. All’interno della UE presa nel suo insieme, il desiderio di un conflitto è decisamente limitato per il prossimo futuro. Per i partiti populisti, gli attuali nemici sono la globalizzazione, l’immigrazione, Bruxelles, e altre minacce all’identità nazionale.
Nel duro mondo fuori dall’UE, c’è ben poco che suggerisca che l’interdipendenza economica sia un potente freno all’aggressione militare — vedete la situazione dell’intervento russo in Crimea e in est-Ucraina. Qui il nazionalismo passa sopra gli interessi economici.
La più sottile interazione tra politica ed economia all’interno dell’UE è quella che riguarda l’eurozona. Qui l’interdipendenza economica si sta dimostrando la strada verso un attrito sempre maggiore. In effetti l’antico equilibrio del potere politico in Europa è stato incorporato all’interno di una unione monetaria instabile, con la differenza che la Germania è emersa come paese egemone, e ha insistito sull’austerità per tutta la durata della crisi dell’eurozona, mentre continuava ad accumulare surplus da record delle partite correnti. In assenza di una vera infrastruttura — una politica fiscale comune, una vera unione bancaria, la mutualizzazione dei titoli del debito — una moneta unica è diventata solo un meccanismo per produrre squilibri.
Tutto ciò si accorda poco col pensiero di Cobden, e di più col pensiero di John Maynard Keynes, che in una lezione a Dublino nel 1933 sosteneva che il libero commercio combinato con la libera circolazione dei capitali internazionali è la ricetta per “tensioni e inimicizie”.
Dalla sua fondazione fino ad oggi, l’UE ha certamente raggiunto molti traguardi. Ma l’idea che essa sia stata la forza principale che ha garantito pace e stabilità nell’Europa post-bellica è decisamente eccessiva, e la crescente interdipendenza economica dovuta all’unione monetaria è diventata oggi la strada per una crescente turbolenza economica e politica. Ora che l’élite politica sta assitendo alla crescita dei populismi di destra, dovrebbe ricordarsi quanto spesso nella Storia europea l’identità è venuta prima degli interessi. La guerra tra i paesi europei rimane oggi impensabile per i motivi non-mitici elencati prima. Un ritiro nel protezionismo, che sarebbe dannoso, è un’altra questione.
fonte http://vocidallestero.it/2016/08/11/ft-il-mito-del-progetto-di-pace-europeo/

Ferdinando Imposimato: “Solo due balle” …Renzi MENTE SPUDORATAMENTE in TV: con l’abolizione del senato il risparmio è di 500 mln, ma sono solo 51. I migliori italiani sono per il si, ma tutti i presidenti della corte costituzionale sono per il no!

Imposimato


Ferdinando Imposimato: “Solo due balle” …Renzi MENTE SPUDORATAMENTE in TV: con l’abolizione del senato il risparmio è di 500 mln, ma sono solo 51. I migliori italiani sono per il si, ma tutti i presidenti della corte costituzionale sono per il no!

Il sig. Matteo Renzi continua a prenderci per i fondelli. E lo fa attraverso quello che dovrebbe essere un “sevizio pubblico” …Insomma Ci prende per i fondelli con i Nostri soldi!
Ma quand’è che ci incazziamo veramente?

“Solo due balle”

Ferdinando Imposimato: Cari amici stasera il premier Renzi è stato generoso ci ha somministrato solo due balle enormi, la prima è che il risparmio per il nuovo senato è di 500 milioni di euro, mentre la ragioneria generale dello Stato ha certificato il risparmio di 51 milioni di euro, poi ha detto che i migliori italiani sono per il si, mentre tutti i presidenti della corte costituzionale sono per il no, si vergogni assieme al servo direttore di Rai uno confermato per servilismo a Renzi Boschi, vergogna.
Da facebook.com/MarcoTravaglioNews/
fonte http://siamolagente2.altervista.org/ferdinando-imposimato-solo-due-balle-renzi-mente-spudoratamente-tv-labolizione-del-senato-risparmio-500-mln-solo-51-migliori-italiani-s/

domenica 7 agosto 2016

LA COMMISSIONE UE APPROVA IN SEGRETO L’IMPORTAZIONE DELLA SOIA TRANSGENICA DELLA MONSANTO


LA COMMISSIONE UE APPROVA IN SEGRETO L’IMPORTAZIONE DELLA SOIA TRANSGENICA DELLA MONSANTO (QUANTO HA BECCATO DI STECCA?)
LONDRA – C’e’ una notizia che e’ stata riportata da Russia Today ma e’ stata censurata dai mezzi di informazione italiani che dimostra il perche’ sia importante uscire dalla UE al piu’ presto possibile.
Infatti nel piu’ assoluto silenzio alcuni giorni fa la Commissione europea ha approvato l’importazione di soia geneticamente modificata prodotta dalla Monsanto e in particolare ad essere autorizzata e’ l’importazione di soia MON 87708 x MON 89788, soia MON 87705 x MON 89788 e soia FG 72 sia per essere dato come mangime agli animali che per il consumo umano ma non per essere coltivata.
Tale approvazione segue un parere positivo dell’agenzia per la sicurezza alimentare europea la quale ha fatto degli studi che dimostrano (a loro dire) la sicurezza di questa soia OGM.
L’autorizzazione e’ valida per 10 anni e tutta la soia OGM importata e’ sottoposta alle regole di tracciabilita’.
Glisolfato Monsanto
Glisolfato Monsanto
Un aspetto importante di questa decisione e’ che tra i semi di soia permessi c’e’ anche il Roundup Ready 2 Xtend, un tipo di soia che e’ resistente ai pesticidi glifosato e dicamba, quest’ultimo da tempo sotto accusa perche’ responsabile di causare tumori tra gli agricoltori che lo usano e per tale motivo da tempo osteggiato dalle varie associazioni ecologiste.
A causare preoccupazione e’ il fatto che nessuno sa quali sono gli effetti di lungo periodo delle coltivazioni OGM quindi la commissione europea di fatto ha preso una decisione che potrebbe avere effetti devastanti sulla nostra salute e sul nostro ecosistema.
Se questa soia OGM e’ veramente sicura perche’ questa decisione e’ stata presa in segreto e nessun mezzo di informazione ha riportato questa notizia?
Inoltre c’e’ il fatto che una compagnia privata americana di fatto ha un potere enorme sulla nostra alimentazione e permettere a una multinazionale come la Monsanto di operare senza controllo e’ folle e sarebbe interessante sapere quanto ha speso la Monsanto per convincere i commissari europei a decidere in suo favore, essendo nota a livello mondiale, ormai, la corruttibilità delle oligarchie al vertice della Ue.
Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo deciso di riportare questa notizia nella speranza che qualche politico che visita il nostro sito faccia delle interpellanze a chi di dovere e nel contempo invitiamo tutti al boicottaggio dei prodotti Monsanto.
Fonte: Il Nord

Hillary Clinton diffonde video di propaganda contro Putin e Trump su Twitter

Hillary Clinton

Hillary Clinton ha pubblicato sulla sua pagina Twitter un video propagandistico diretto contro Donald Trump, in cui si fa riferimento ai suoi rapporti con Mosca.

Il filmato è costruito in questo modo: appaiono una serie di dichiarazioni del tipo "Non sappiamo perché Trump elogia Putin", "Non sappiamo perché Putin elogia Trump", dopodichè si susseguono gli interventi di diversi commentatori con posizioni palesentemente antirusse: per esempio l'editorialista del "Washington Post" Charles Krauthammer afferma che l'obiettivo principale della politica estera del presidente russo è la distruzione della NATO.

We don't know why Trump and Putin praise each other so much and share many foreign policies.

We'll let you guess.
Dopo una serie di frasi simili appare la scritta "Non sappiamo che cosa sta succedendo e Donald non ce lo dirà. Ma vi daremo la possibilità di indovinare" (We'll let you guess).
Nel video, dopo la frase "Non sappiamo perché Putin elogia Trump", vengono mostrati degli estratti dai discorsi del candidato repubblicano: "Putin mi ha chiamato genio", "Putin ha detto cose carine su di me."
Tuttavia i media, in particolare lo stesso "Washington Post" a maggio hanno attirato l'attenzione sulla non correttezza della traduzione della parola "яркий" (traslitterato "yarky" — "solare") in inglese. In una conferenza stampa del dicembre 2015, Putin ha definito Trump come una "persona di talento e solare."
Molti media tuttavia hanno tradotto la parola "яркий" in modi diversi attribuendo varie sfumature di significato: da "stravagante" a "colorito". Tuttavia non è stato dato all'attributo alcun significato associato con il suo intelletto, come invece interpretato maliziosamente dalla Clinton.
Nel video appare un'altra dichiarazione: "Non sappiamo perché il consulente principale Trump ha legami con Putin", riferendosi a Paul Manafort, capo del suo staff per la campagna elettorale.
Per "legami con Putin" si fa riferimento al suo lavoro sull'ex presidente ucraino Viktor Yanukovych, sostenuto dal presidente russo.
Sull'irrilevanza di tali dichiarazioni lo scorso luglio aveva richiamato l'attenzione il direttore esecutivo del Centro per gli interessi nazionali degli Stati Uniti Paul Saunders, che aveva rilevato che Manafort effettivamente aveva lavorato per il presidente legittimamente eletto dell'Ucraina, che cercava di raggiungere un'intesa sull'accordo di associazione con la UE.
"Non sappiamo perché la Russia stia cercando di influenzare le elezioni o perché Trump sta cercando di incoraggiarla a farlo," — si afferma inoltre nel video. L'allusione riguarda l'attacco hacker subito dal server dei Democratici, per cui si sono riversati i sospetti delle autorità contro la Russia, anche se non è stata mostrata nessuna prova oggettiva in merito al coinvolgimento di Mosca. L'hacker arrestato ha dichiarato solo di essere romeno.
Per gli "appelli di Trump" si fa riferimento alla richiesta ironica del candidato repubblicano agli hacker russi per far tornare a galla la corrispondenza di lavoro della Clinton cancellata dal suo computer privato mentre ricopriva l'incarico di segretario di Stato.
La maggior parte dei giornalisti e commentatori americani non ha capito la battuta di Trump, scaricando tutta la rabbia contro il tycoon, definito una minaccia alla sicurezza nazionale.
Molti utenti di Twitter hanno lasciato commenti negativi contro questo video della Clinton. Alcuni di loro hanno hanno messo in evidenza la distorsione dei fatti.
fonte http://it.sputniknews.com/politica/20160806/3239896/USA-Russia-presidenziali.html

Assange getta ombre su Clinton: finanziata da sauditi e società francese in odore di ISIS

Julian Assange, fondatore di Wikileaks,è rinchiuso da tre anni nell'ambasciata dell'Ecuador di Londra per scongiurare di essere estradato in Svezia

L'Arabia Saudita potrebbe essere il più grande donatore della fondazione della famiglia dei Clinton, la “Clinton Foundation”, ritiene il fondatore di WikiLeaks Julian Assange.

"E' molto grande il legame nei rapporti tra l'Arabia Saudita e Hillary Clinton e tra l'Arabia Saudita e la "Clinton Foundation". Molto probabilmente i sauditi sono il maggiore finanziatore della fondazione dei Clinton. Guardate la sua politica perseguita nell'esportazione delle armi quando ricopriva la carica di segretario di Stato. Era molto ben disposta verso l'Arabia Saudita," — ha dichiarato Assange in un'intervista con RT.
Il fondatore di WikiLeaks ha commentato anche la notizia diffusa nella stampa francese, secondo cui lo sponsor della "Clinton Foundation", la società produttrice di materiali da costruzione "Lafarge", avrebbe inviato denaro a beneficio dei terroristi dello "Stato Islamico". Riferendosi ad un articolo di "Le Monde", Assange sostiene che la società è stata coinvolta nei finanziamenti della guerra in Siria.
"L'inchiesta di "Le Monde" ha rivelato che la società pagava il pizzo per svolgere le sue attività in alcune zone della Siria. Di fatto hanno siglato con i terroristi diversi affari commerciali. Più di recente negli ultimi 2 anni i capitali della "Lafarge" sono finiti nella Fondazione dei Clinton", — ha raccontato.
Assange ha dichiarato che Hillary Clinton è legata alla "Lafarge" da "un rapporto di lunga data", in particolare faceva parte del consiglio di amministrazione della società. Il fondatore di WikiLeaks ha inoltre sottolineato che il suo portale aveva di recente pubblicato circa 2mila e-mail relative alla Siria, e più di 350 erano contrassegnate dal marchio della suddetta società.
 fonte http://it.sputniknews.com/mondo/20160806/3240136/WikiLeaks-USA-Siria-Lafarge.html