giovedì 29 dicembre 2016

Gli italiani? Un popolo dallo spirito “FANTOrivoluZZIANO”!


Nonostante il costante STUPRO, per mano di politici e governanti italiani/internazionali, l’italiano medio non riesce, anche solo nel pensiero, a reagire in alcun modo. Preferisce continuare ad interessarsi delle stupidaggini, pensare alla partita di calcio, al gran premio. A Maria de Filippi e i suoi amici e alla spazzatura che i media divulgano.
Ah si non dimenticavo gli itaGLIONI attivisti e rivoluzionari, che condividono le puttanate di “lercio.it” che prende per il culo tutto ciò che ha un briciolo di serietà. Cioè ci prendono per il culo delle nostre denunce e cosa fanno questi bimbiminkia? Gli fanno pubblicità condividendo le loro merdate con la scusa di farsi due risate. Tra l’altro sarebbe da capire cosa ci sia da ridere sputtanare e smerdare chi denuncia i danni provocati dai vaccini sui bambini, chi ha deciso di alimentarsi in maniera sana, chi denuncia le scie chimiche e la manipolazione climatica, chi è schifato della politica italiana con tutta la feccia che la circonda, ecc…   
Tanto chi glielo fa fare a “inacidirsi il sangue” come ripetono continuamente? Giusto, meglio vivere nella fantasia piuttosto che nella realtà, no? Ci pensano gli altri alle nostre vite. Mi sembra che vada tutto alla grande… 
Manco quando qualcuno a cui sta a cuore la vita, il nostro paese, la giustizia, la società, il bene collettivo, che coraggiosamente cerca in tutti i modi di informare la collettività, preparando e divulgando montaggi video molto interessanti, si riesce a far scattare una reazione in questa società profondamente malata.
A questo punto sorge seriamente il dubbio se l’itaGLIONE medio abbia perso pure ogni capacità di comprensione di ciò che legge o guarda in tv e su internet. Perché non è assolutamente normale non reagire quando i criminali stessi ci sbattono in faccia i loro progetti assassini e come stanno le cose realmente. Cioè sono loro stessi a dirci apertamente cosa fanno, cosa vogliono fare e dove vogliono portarci. Ascoltate le sconvolgenti parole pronunciate da Mario Monti, Massimo D’Alema, Giulio Tremonti e Matteo Renzi, nel seguente video, prodotto da Massy Mason James e da Chiara Lyn.
Quelle parole, insieme a tantissime altre, non hanno mai scalfito la mente dell’itaGLIONE medio. Come se non le avessero mai pronunciate. Eppure sono di una gravità INAUDITA!
Nel luglio dello scorso anno, abbiamo riportato le dichiarazioni sconcertanti di Massimo D’Alema sulla Grecia, presenti pure nel video soprastante. 
Queste parole avrebbero dovuto far scattare una bella scintilla nelle menti dei“FANTOrivoluZZIANI”. Ed invece, è come se non le avessero mai pronunciate.
fantozzi
Un popolo di FANTOZZI molto bravo a portare avanti sempre la solita guerra tra poveri. E i criminal-governanti avanzano sempre più nei loro progetti nefasti!
Siamo arrivati al 4° governo tecnico senza alcuna elezione.

Sveglia CAZZOOOOO!!!
https://disquisendo.wordpress.com/

Vaticano, il “brand” papa Bergoglio sbarca in tv con Francisco ensemble channel

Vaticano, il “brand” papa Bergoglio sbarca in tv con Francisco ensemble channel

Vaticano, il “brand” papa Bergoglio sbarca in tv con Francisco ensemble channel

Programmazione dedicata ai temi dell'attualità sociale (dal bullismo all'omofobia), con tanto di talk show trasmesso in diretta dalla sede di un'azienda di accessori religiosi. Ma anche video musicali, film, documentari e reportage a tema. L'esperto di marketing ecclesiale: "Francesco maestro di leadership, ha affrontato alla radice l'obsolescenza del prodotto-cattolicesimo per dare segno di vicinanza a suoi 'consumatori'"
Il “brand Papa Francesco” colpisce ancora. Dopo aver scalato rapidamente la classifica di tutti i tradizionali souvenir religiosi, rosari, misericordine, magliette, cappelli, borse, bandierine, tazze e piatti di ceramica, immaginette in ogni lingua e dimensione possibili, arriva anche sul piccolo schermo. Dal 15 giugno, infatti, nasce “Francisco ensemble channel”, la prima tv al mondo dedicata a Bergoglio.  
 
L’idea è del regista Maximo de Marco ideatore della televisione musicale Music Live Tv di Sky e dell’Accademia di spettacolo Star Rose Academy da dove è uscita la vincitrice di “The Voice”, suor Cristina. “Francisco ensemble channel”, spiegano gli ideatori, si prefigge di evangelizzare i giovani attraverso la musica e lo spettacolo. 
La sua programmazione è, infatti, focalizzata su tematiche attuali quali l’anoressia, l’omofobia, la droga, il bullismo, la violenza sulle donne, l’abbandono degli animali e la pedofilia. Video musicali, film a tematica religiosa, documentari, reportage e dirette interattive completano il palinsesto. Tra i programmi di punta della rete spicca “Dentro l’anima”, appuntamento condotto in prima serata dallo stesso Maximo de Marco sul tema delle conversioni religiose di grandi personaggi dello spettacolo e non solo. 
Da sottolineare anche il programma “Casa Amen”, talk show con ospiti a sorpresatrasmesso in diretta dall’azienda di accessori spirituali fashion Amen, tra i principali sostenitori del nuovo canale televisivo dedicato a Papa Francesco. Durante “Casa Amen” i telespettatori potranno interagire inviando filmati su temi sociali e spirituali. L’amore in ogni sua forma, dall’arte al cinema, dalla letteratura alla poesia sarà invece il contenuto del programma condotto da David Sef.   
Su “Francisco ensemble channel” si potranno, inoltre, seguire in diretta mondovisione e in esclusiva le tappe del “Francisco ensemble world tour 2014″ con un cast ricchissimo di ospiti internazionali. Lo slogan scelto per questo nuovo canale è la tv che ti segue”proprio perché esso è visibile su smart tv, tablet, pc, telefonini, tv a circuito chiuso nei centri commerciali e dal prossimo mese di ottobre anche sul digitale terrestre in chiaro.  
 
La nascita di un canale televisivo interamente dedicato a Papa Francesco è solo l’ultima conferma del valore del Pontefice argentino in termine di “brand” e delsuo potenziale economico.  
“Bergoglio – spiega il guru del marketing ecclesiale e blogger de ilfattoquotidiano.itBruno Ballardini nel suo ultimo libro Leader come Francesco. Perché il Papa è un genio del marketing (Piemme) – ha dimostrato non solo di essere un grande comunicatore, ma un maestro di leadership, uno stratega in grado di mettere in atto il ‘marketing del significato’: una grande operazione di recupero di valori autentici capace di scatenare una rivoluzione etica non solo in ambito ecclesiale, ma anche politico, economico e mediatico”.  
 
Per Ballardini “dopo le dimissioni del precedente ‘amministratore delegato’, Papa Ratzinger, la Chiesa ha terminato definitivamente la ‘stagione dei saldi’. Con Bergoglio ha aperto una nuova era, affrontando alla radice l’ormai riconosciuta obsolescenza del prodotto – la dottrina cattolica – e una evidente inadeguatezza di fronte alle istanze della società moderna. Per dare un segno di vicinanza con i suoi ‘consumatori’, i fedeli,Papa Francesco ha dato avvio alla riforma dello Ior, alla costituzione di un Consiglio di amministrazione di otto saggi cardinali, a un ripensamento globale della sua ‘rete vendita’ di vescovi, sacerdoti e cardinali, giungendo addirittura a intraprenderel’insolita iniziativa di un sondaggio a livello mondiale su come le parrocchie affrontano oggi questioni sensibili: controllo delle nascite, divorzio, unioni omosessuali. La rivoluzione della Chiesa è in corso e le sorprese non mancheranno”.  Anche in tv. 
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/15/vaticano-il-brand-papa-bergoglio-sbarca-in-tv-con-francisco-ensemble-channel/1028543

giovedì 1 dicembre 2016

Gli USA e le conseguenze inintenzionali delle proprie azioni

Obama accusato di crimini contro l'umanità
Obama accusato di crimini contro l'umanità

di Brutus Cursor
Le conseguenze inintenzionali delle proprie azioni. È la morale che gli americani dovrebbero trarre dall’attuale scenario mediorientale. Quando i conflitti si saranno sedati, è molto probabile che ci ritroveremo in un contesto che vedrà rafforzata la presenza russa in tutta l’area.
Mentre, sia la guerra in Siria che i cambi di regime in Libia ed Egitto erano originariamente legati anche all’idea americana di ridimensionare la Russia. Mosca, infatti, si è sempre considerata la garante del regime di Assad in Siria, dove esistono le strategiche basi militari russe a Latakia e Tartus. Tradizionalmente positive erano anche le relazioni fra Russia ed Egitto. Infine, proprio grazie al ruolo dell’Italia in Libia, all’epoca dell’ultimo governo Berlusconi, Gazprom aveva spuntato la possibilità di sfruttare i giacimenti libici Eni di Elephant Field, una mossa strategica che ha probabilmente segnato la sorte sia di Berlusconi che di Gheddafi.
Nel 2011, l’obiettivo degli americani era indebolire la posizione dominante della Russia dal punto di vista energetico in Europa, aprendo una nuova via per i gasdotti verso il Caspio che passassero dall’Azerbaijan, filo turco, dunque vicino all’alleanza atlantica, puntando al contempo a spingere sempre più verso la Ue sia l’Ucraina che il Kazakistan. Contrariamente alle previsioni di Washington, la Russia riusciva invece a portare avanti un nuovo gasdotto, South Stream, che rafforzava la propria posizione nell’Est, mentre il progetto targato Ue, Nabucco, naufragava. Inoltre, attraverso l’operazione Elephant Field con Eni, Mosca si proiettava anche nel Mediterraneo.
Per questi motivi, gli Stati Uniti hanno visto di buon occhio sia la volontà francese di eliminare Gheddafi per sostituirsi all’Italia in Libia, che il tentativo dei sauditi di rovesciare la Siria filo Iran e di estendere la propria influenza allo stesso Egitto, attraverso la Fratellanza Musulmana che diventava protagonista della “primavera egiziana”.
obama-drone-yemen42In questo momento, invece, le previsioni americane si sono rovesciate.
Mosca ha riallacciato buoni rapporti con la Turchia; in Iraq, sta sconfiggendo l’Isis grazie alle milizie sciite filo iraniane. Ottime sono le relazioni di Mosca con Al Sisi; Haftar sta, infine, vincendo la sua guerra, grazie alla collaborazione di Mosca; e già si parla di una possibile nuova base extraterritoriale russa in Libia. Come se ciò non bastasse, le ex repubbliche sovietiche centro asiatiche del Turkestan, che sono fisiologicamente sottoposte al potere destabilizzante delle limitrofe Cina, Iran, Turchia, stanno reiterando la loro adesione all’area di influenza di Mosca, senza creare attriti con le altre potenze regionali. Anche la Moldova, la cui adesione Nato era stata promessa dell’ex presidente filo Ue Filip, si sta riallineando all’Est.
Dunque, se l’America voleva ridimensionare Mosca, si ritrova oggi con una Russia rafforzata.
La morale da trarre è che era irrealistico pensare di ridurre l’area di influenza di Mosca, soltanto perché la Russia non è una potenza economica, ignorando il dato che è comunque una potenza militare. Ora spetterà alla Russia dimostrare di saper giocare un ruolo di riequilibrio nello scacchiere euroasiatico, senza pestare i piedi alle legittime ambizioni di Cina e Turchia.
L’Europa rischia di essere ridotta all’irrilevanza, se il suo progetto comune dovesse naufragare. Se ciò dovesse accadere, la crisi dell’Unione potrà essere spiegata anche con il tentativo di utilizzarla come ariete da parte degli Usa contro la Russia.
Fonte: Katehon
http://www.controinformazione.info/gli-usa-e-le-conseguenze-inintenzionali-delle-proprie-azioni/#

Peggio di così non potrà andare

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“E’ inutile, completamente, assolutamente, inutile, perdere ore a spiegare alchimie istituzionali nel tentativo di dimostrare il (discutibile) assunto secondo cui il Sì al referendum del 4 dicembre porterebbe uno Stato più efficiente. Efficiente per far cosa? Per far piovere sulle nostre teste senza scomodi intralci democratici i diktat della Trojka prossima ventura? Per consentire la continuazione del sacco delle ricchezze pubbliche ad opera dei mammasantissima di Davos? Per consolidare alla nostra guida una classe dirigente che ci disprezza e ci governa con piglio proconsolare attraverso un sistema elettorale truccato? Per trascinarci nell’ ennesima guerra imperiale in obbedienza agli “obblighi internazionali” (art. 55 Cost. riformulato) trovandoci grigliati dalle bombe prima di aver avuto il tempo di chiedere spiegazioni?
Lo sanno tutti che la finalità è questa, che di questo si tratta. Le lusinghe non servono più. E la cosa peggiore per chi fabbrica le lanterne colorate della informazione mainstream è che anche le minacce e le storie di streghe ormai fanno cilecca (vedi la Brexit e le presidenziali USA). L’unica arma rimasta in mano allo 0,1% è la paura dell’ignoto e dell’incognito. Cosa ci succederà dopo? Che ne sarà di noi, dei nostri cari, dopo che avremo compiuto l’ultimo passo nel “precipizio populista”, che avremo avuto il coraggio di dire No a chi ci vuole togliere anche il poco che resta per rendere definitiva la nostra servitù?
E’ il momento culminante di ogni trasformazione. Quello in cui il passato ormai è inaccettabile, ma il futuro ancora ci spaventa. Ma è solo un attimo. Sappiamo che le poche certezze che ci restano sono finte come la minaccia russa, finte come l’ economia inglese in pezzi post Brexit o come il mondo in rovina post Trump, che i mostri là fuori sono fantasie dipinte sui muri. E che il processo senza fine di riforme, la nostra casetta a cui da 25 anni siamo legati, è fondato su un macigno che, come quelli del coyote nei cartoni animati, sta precipitando nell’abisso, trascinandoci giù senza che nemmeno ce ne accorgiamo, mentre aspettiamo che torni la crescita miracolosa che è sempre dietro la riforma che non abbiamo ancora approvato.
Nel 1867 la Baviera “fece le riforme”, tagliò i costi della sua politica, per farsi fagocitare nel secondo Reich e lanciarsi con il resto della Germania nell’avventura militare, l’”inutile strage”. Dieci anni prima, nel 1857, gli Inglesi semplificarono la struttura istituzionale dell’India, e la riforma funzionò egregiamente: li mise in condizione di dominare il Paese ancora per un secolo, e impegnando la metà degli uomini che servivano prima. Prima di decidere se la briglia è utile è bene verificare di essere il cavaliere e non il cavallo.
Il 4 dicembre Saker Italia invita i suoi lettori a dire No. Peggio di così non potrà andare. Tutto quello che oggi la Russia può fare per noi è darci l’esempio, insegnarci che anche noi Italiani, come i Russi “abbiamo ali che ci impediscono di strisciare” (Maria Zakharova). Spicchiamo il volo.”
Da Saker Italia: appello per il No, di Marco Bordoni.
https://byebyeunclesam.wordpress.com/
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Fotate Ja, così difentate magna Grecia

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Imbrogli su imbrogli per il Sì, a cominciare dalle otto banche che fallirebbero se vincesse il no, una bugia che fa male, che non c’entra proprio nulla col referendum, messa in piedi dal renzismo confindustriale, per finire agli 85 euro di aumento ai dipendenti pubblici, un elemosina dopo 7 anni di attesa, che però non sono stati messi a bilancio nel 2017 in attesa di dire il 5 dicembre che i fondi non ci sono più e che bisogna accontentarsi dei soldi del monopoli, l’unica  valuta che l’Europa riconosce come passibile di elasticità. Ma forse il governo e i suoi sostenitori sospettano di aver perso credito e allora vanno in giro ad elemosinare i sì dei morti viventi, dei morti di televisione, dei morti di testa in un crescendo che non trascura  nemmeno quella bella intelligenza di Lapo Elkann, immacolata come un campo di neve artificiale. Ma la ricerca di assensi per catturare l’elettorato più rozzo e disarmato ha anche qualche svantaggio, quello di far parlare i lupi che si vorrebbero nascondere alla vista e alle orecchie.
Ed ecco che un assist alla manipolazione costituzionale viene da dove non si sarebbe mai voluto: dal ministro tedesco finanze Wolfgang Schäuble che è stato l’ideatore, curatore e tutore dell’austerità che tanto vantaggio ha portato alla Germania e che ha invece messo in ginocchio l’Italia oltre ad essere il grande padrino europeo delle troike che imperversano tra i Piigs e il primo attore della crisi umanitaria in Grecia. Se è lui a suggerire il sì e a lodare il premier si capiscono molto bene due cose: che lo scasso della Costituzione è suggerito da chi vuole continuare a fare bottino, a trasformare lo stivale in una magna Grecia e che Renzi viene considerato così sciocco e servile da essere ancora utile nonostante i guai che ha combinato.
Insomma basta vedere chi dice si per non avere più alcun dubbio sul votare No.
fonte https://ilsimplicissimus2.com/