Lo stesso deputato Del Grosso ha promesso a Latorre di
aggiornarsi con lui su fb,per seguire quotidianamente l'evolversi del caso.
lunedì 3 febbraio 2014
Marò:"Siamo innocenti,siamo qui per altri motivi".
Marò, rinviata ancora l'udienza Corte suprema, ultimatum all'accusa
Il giudice ha concesso un'altra settimana di tempo per presentare una soluzione sulle modalità di incriminazione "ma - ha avvertito - non sono disposto ad attendere oltre"
E' stata rinviata a lunedì prossimo, 10 febbraio, l'udienza della Corte suprema di Nuova Delhi per l'esame del ricorso dell'Italia sulla vicenda dei due marò. Il presidente della Corte ha preso la decisione dopo aver ascoltato le ragioni del ricorso italiano; per la prima volta erano presenti in aula anche l'inviato del governo, Staffan de Mistura, e l'ambasciatore italiano, Daniele Mancini.
Il giudice Bs Chauhan, rinviando l'udienza ha posto alla pubblica accusa un limite non estendibile di una settimana per presentare una soluzione sulle modalità di incriminazione dei marò: "Vi concedo ancora una settimana - ha insistito - ma non sono disposto ad attendere oltre".
L'inviato Staffan De Mistura ha spiegato che l'Italia, da parte sua, ha "chiesto alla Corte che, di fronte all'indecisione della pubblica accusa, i marò siano autorizzati a tornare in Italia. E questa richiesta la ripeteremo con forza anche lunedì prossimo indipendentemente dall'esito dell'udienza".
L'inviato Staffan De Mistura ha spiegato che l'Italia, da parte sua, ha "chiesto alla Corte che, di fronte all'indecisione della pubblica accusa, i marò siano autorizzati a tornare in Italia. E questa richiesta la ripeteremo con forza anche lunedì prossimo indipendentemente dall'esito dell'udienza".
fonte http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014/notizia/maro-rinvio-udienza-corte-suprema_2024825.shtml
domenica 2 febbraio 2014
I due Marò, ma come si risolverà questa storia ? il gioco dei poteri forti.
E se non fosse stato solo un caso a far andare la commissione bilaterale italiana in India proprio il giorno della 65.a Festa della Repubblica?, io non credo fossero disinformati a tal punto, se così è stato la cosa è veramente ridicola.
Detto questo mi sorgono dei dubbi visto che nessuno si è interessato ai due fucilieri del San Marco per quasi due anni e poi all’ improvviso istituzioni, televisioni, giornali il M.A.E. e persino il Presidente sembrano essersi svegliati all’ improvviso, e, tutti assieme da questo lunghissimo letargo (gli animali, ad esempio, dormono solo qualche mese ma non hanno la preoccupazione dell’imminenza delle votazioni).
Una mia, forse strampalata, considerazione.
Cosa sono andati a fare in India i vari Casini, Cicchitto e compagnia? sarà mica che sono andati li a contrattare qualcosa di osceno con i due fucilieri come a esempio:
“se voi ci aiutate a salvare tizio, caio e sempronio da questa storia noi vi toglieremo dagli impacci e vi riporteremo alle vostre famiglie”.
“Fatevi condannare dicendo che la situazione vi è scappato di mano e che non volevate uccidere così dopo la condanna verrete a scontare la pena in Italia, al resto ci pensiamo noi”.
Ad avallare questo è spuntata ultimamente una curiosa tesi che sta circolando sul web, sostenuta da un ex ammiraglio della Marina Militare, certo Accame e una videoteoria del capitano Abbo, tuttora in servizio nella Marina Militare Italiana con la teoria dello “spiattellamento” (a insaputa della stessa Marina?, non lo so ma non ci credo). Non credo neppure che due uomini, o meglio due soldati, come Massimiliano e Salvatore siano scesi a tale, se ci sia stato, compromesso perché quelle cose le fanno solamente certi politici per i loro interessi e il gusto di onnipotenza.
Con questo sistema salverebbero capra e cavoli (politici e aziende) perché ormai da un po’ di tempo e sempre più spesso appaiono chiaramente che Latorre e Girone sono entrati, a loro insaputa, in un gioco che vede coinvolta la politica e il suo intreccio con i grossi interessi commerciali di multinazionali come ad esempio Finmeccanica.
Non si può infatti dimenticare che i due fucilieri erano in Italia per le votazioni del 2013 e vi sono rimasti per quattro settimane. A pochi giorni dal loro ritorno in India sembrava essere stata presa la decisione di trattenerli sul patrio suolo. Improvvisamente però è successo qualcosa e pur contravvenendo a quanto prescritto nella Costituzione italiana e dai trattati europei sono stati rispediti in quel “paese” dove esiste la pena di morte.
Uno Stato “sano” dovrebbe trovare tutti i nomi dei responsabili di questi fatti e del perché i preposti non sono immediatamente intervenuti con le “armi” in loro possesso (richiesta di arbitrato internazionale, immunità funzionale, ….).
Quanti hanno voluto ciò sono dei traditori e per tali dovrebbero essere trattati.
Quanti hanno voluto ciò sono dei traditori e per tali dovrebbero essere trattati.
I due marò, il Ministro Mauro si rivolge a Ban Ki Moon, ma non si chiede ancora l' arbitrato internazionale
2 Febbraio 2014, Niente è più forte della dedizione di un volontario
Mentre siamo tutti in attesa ( e col fiato sospeso ) della decisione di domani sul ricorso presentato alla corte indiana riguardo il futuro di Massimiliano e Salvatore, apprendiamo dalle agenzie che il Ministro della Difesa Mauro si è andato a presentare a Ban Ki Moon a cui ha detto " noi sosteniamo molte missioni dell' ONU, ci aiuti a far comprendere all' India che negando la libertà a due soldati Italiani stanno colpendo lo stato Italiano e stanno indebolendo la lotta alla pirateria e al terrorismo "
Molto bene caro Ministro, ma è ancora troppo poco, quando chiederete a gran voce un arbitrato internazionale sulla vicenda ? Noi sostenitori dell' innocenzadei due Fucilieri di Marina già lo scorso anno a marzo inviammo una mail in tanti all' ufficio presso l' ONU di Ban Ki Moon contenente il testo della petizione che anche grazie alla diffusione fatta da Fausto Biloslavo attraverso " Il Giornale " raccolse 10.020 adesioni come si evince consultando il link www.change.org/.../petizioni/segretario-generale-o-n-u-ban-ki-moon-int. e fu inviata il giorno 7 Luglio 2013, oltre che all' ufficio di Ban Ki Moon la petizione fu inviata per conoscenza anche agli altri uffici dei segretariati legati a lui. per informazione completa riportiamo anche qui il testo integrale della petizione sperando che le nostre richieste di arbitrato vengano ascoltate e non lasciate echeggiare nel vuoto assoluto con cui questa vicenda è stata trattata finora
dalla fonte : www.change.org/.../petizioni/segretario-generale-o-n-u-ban-ki-moon-int.
ecco il testo completo della petizione :
- A Segretario Generale O.N.U. Ban Ki-moon
Questa petizione è stata consegnata a:
Segretario Generale O.N.U. Ban Ki-moon
intervento per dirimere caso internazionale
Dear Mr. Secretary General Mr.Ban Ki moon,
We respectfully request your renewed attention for an event already known to you.
During your recent visit to Italy, you expressed concern to President Napolitano for the "unfortunate" case of the two Italian fusiliers accused of killing two Indian fishermen in the course of an anti-piracy operation off the coast of Kerala, India on February 15, 2012.
To briefly recapitulate: the oil tanker Enrica Lexie, on which the men were serving, was lured into port under false pretense (clarification) and the men arrested.
The fusiliers were imprisoned for a time and then transferred to a guest house under guard, while a fact-finding mission conducted by the state of Kerala alone excluded Italy from participation, including a ballistics investigation.
Italian authorities immediately noted that the tragic event took place in international waters and involved military men who had a right to be tried in Italy. India, instead, arrogated to itself the exclusive right to conduct the investigation and trial.
In the course of over one year, the men were transferred to Delhi, the jurisdiction and inquiry by the state of Kerala being invalidated. A fresh inquiry was begun and the conclusion reached that a special tribunal should be set up to rule on the case.
During this time, the men were granted two periods of permission to return to Italy. Both times they returned to India on schedule, as agreed.
On April 26, 2013, Indian authorities ruled that the inquiry be conducted by the anti-terrorism police, which holds out the possibility of a death sentence.
While the men were on leave in Italy, India gave assurance that the death penalty would not be invoked. That commitment is now in doubt. Italy had made it clear that it does not extradite its citizens to countries where the death penalty is in effect.
The outcome of this long, drawn-out affair risks compounding the original tragedy.
Italy received no support from other countries during this time. Appeals to the European Union met with flat refusal by foreign representative Catherine Aston to intervene in a case involving a foreign country.
We now appeal to the United Nations to monitor the forthcoming trial and eventually promote international arbitration, which may prove the only equitable solution.
The men (whose actual responsibility is open to doubt) are not terrorists, but military officials committed to combating piracy, which causes serious damage to international shipping. The United Nations shares this concern.
We thank you for your attention and trust in your vigilance.
We respectfully request your renewed attention for an event already known to you.
During your recent visit to Italy, you expressed concern to President Napolitano for the "unfortunate" case of the two Italian fusiliers accused of killing two Indian fishermen in the course of an anti-piracy operation off the coast of Kerala, India on February 15, 2012.
To briefly recapitulate: the oil tanker Enrica Lexie, on which the men were serving, was lured into port under false pretense (clarification) and the men arrested.
The fusiliers were imprisoned for a time and then transferred to a guest house under guard, while a fact-finding mission conducted by the state of Kerala alone excluded Italy from participation, including a ballistics investigation.
Italian authorities immediately noted that the tragic event took place in international waters and involved military men who had a right to be tried in Italy. India, instead, arrogated to itself the exclusive right to conduct the investigation and trial.
In the course of over one year, the men were transferred to Delhi, the jurisdiction and inquiry by the state of Kerala being invalidated. A fresh inquiry was begun and the conclusion reached that a special tribunal should be set up to rule on the case.
During this time, the men were granted two periods of permission to return to Italy. Both times they returned to India on schedule, as agreed.
On April 26, 2013, Indian authorities ruled that the inquiry be conducted by the anti-terrorism police, which holds out the possibility of a death sentence.
While the men were on leave in Italy, India gave assurance that the death penalty would not be invoked. That commitment is now in doubt. Italy had made it clear that it does not extradite its citizens to countries where the death penalty is in effect.
The outcome of this long, drawn-out affair risks compounding the original tragedy.
Italy received no support from other countries during this time. Appeals to the European Union met with flat refusal by foreign representative Catherine Aston to intervene in a case involving a foreign country.
We now appeal to the United Nations to monitor the forthcoming trial and eventually promote international arbitration, which may prove the only equitable solution.
The men (whose actual responsibility is open to doubt) are not terrorists, but military officials committed to combating piracy, which causes serious damage to international shipping. The United Nations shares this concern.
We thank you for your attention and trust in your vigilance.
Yours truly,
" Italians World Wide For Our Marine
A:
Segretario Generale O.N.U. Ban Ki-moon
Segretario Generale O.N.U. Ban Ki-moon
intervento per dirimere caso internazionale
Cordiali saluti,
[Il tuo nome]
[Il tuo nome]
Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
A cura di Gabriele Bagnoli
latorre-gironeProsegue la nostra inchiesta sulla vicenda
che, dal 15 febbraio 2012, vede trattenuti in India, senza alcun capo di accusa
ancora formulato, i Fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano
Latorre. Siamo tornati a rivolgere qualche domanda al Generale Fernando Termentini,
visto anche il tardivo interessamento all’intero affaire da parte della nostra
classe politica, che dopo due anni di attese e ritardi, ha deciso di inviare
una missione parlamentare a New Delhi: peccato, però, che non si siano accorti
che il Parlamento indiano era chiuso per la festa nazionale…
1. Da poco più di una settimana l’intera vicenda dei
Fucilieri di Marina sembra essere ad una svolta: missioni diplomatiche di
parlamentari, servizi televisivi come mai prima d’ora. Addirittura il
Presidente della Repubblica ha affermato, telefonicamente con Massimiliano
Latorre e Salvatore Girone, che torneranno con onore in Italia. Ma è davvero
così? Come mai sono dovuti passare due anni prima che si increspassero un poco
le acque? Saranno mica i venti elettorali?
Anche io ho il sospetto che questo inopinato interesse di
tutti compresa la massima carica dello Stato potrebbe essere legato a “venti
elettorali”. In alternativa l’unico motivo razionale potrebbe essere quello che
tutti e nello stesso istante siano stati
svegliati da un letargo che durava da 24 mesi. Un risveglio improvviso che ha
portato anche a decisioni non molto coerenti,
forse indotto dalla mente intorpidita da un lungo sonno, come la scelta
delle date del viaggio in India della Delegazione bicamerale in corrispondenza
della ricorrenza delle festa nazionale. Meravigliarsi, poi, che nessun
parlamentare indiano è stato disponibile ad un incontro mi sembra azzardato. Mi
meraviglio piuttosto io della sorpresa espressa da molti nostri politici ! Non
poteva essere altrimenti e semmai ci sarebbe da chiedere all’Ambasciatore
Mancini a Delhi se abbia informato la Farnesina di questa coincidenza e perché
il Ministero degli Affari Esteri non abbia consigliato un rinvio di qualche
giorno della partenza per Delhi dei
rappresentanti delle commissioni Esteri-Difesa. Una conferma che “l’odore delle
elezioni” può essere stato l’elemento scatenante possiamo trovarla anche dalle
dichiarazioni del Ministro degli Esteri Bonino che per il tramite di
recentissime agenzie di stampa ci parla dei due Marò dopo essere stata
assolutamente silente dal 27 aprile del 2012 e che, la stessa, in ambito internazionali a Monaco a margine
del vertice della sicurezza abbia dichiarato “i nostri Marò erano in servizio
quindi non si può applicare la legge antiterrorismo”. Una dichiarazione
peraltro che definire inappropriata è forse poca cosa, nel momento che il
Ministro non sottolinea il diritto dei due militari di avere assicurata dallo
Stato l’immunità funzionale e che comunque, pur escludendo una legge che
prevede la pena di morte, non sottolinea in un contesto internazionale che
“l’unico diritto vero a giudicare è
quello dell’Italia”.
2. Anche i tribunali indiani pare vogliano riconsiderare
l’eventuale pena che dovrebbe essere inflitta ai due militari italiani qual’ora
fossero ritenuti colpevoli dell’uccisione dei due pescatori a bordo del
peschereccio St. Anthony. Che anche loro si siano resi conto dell’impasse
giuridica in cui si sono “infilati” da quella maledetta notte del 15 febbraio
di due anni fa?
Se il 22 marzo fosse stato ascoltato l’allora il Ministro
Terzi di non rimandare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in India al
termine della licenza elettorale, come peraltro deciso congiuntamente agli
altri Ministri interessati e con il placet del
premier Monti alcuni giorni prima, l’11 marzo, si sarebbe fatto un
grosso favore al Governo indiano entrato in un loop senza fine peraltro per
decisioni prese da uno Stato Federale senza alcuna sovranità internazionale, il
Kerala. Si è invece preferito la strada degli interessi economici di parte o di
lobby con interessi nel Subcontinente indiano adducendo come scusante il
“rispetto della parola data”, ed i
nostri Fucilieri di Marina sono stati svenduti per trenta denari mettendo in
crisi anche Delhi.
3. Adesso pare anche che l’Italia non sia più sola. Si sono
fatti avanti gli Stati Uniti, lievi solidarietà internazionali sono venuti da
altri Stati europei nonché dalla stessa Unione Europea. Che si siano resi conto
che un’eventuale sentenza a sfavore dei due Fucilieri potesse “riscrivere”
molte norme di diritto internazionale a proposito di immunità funzionali,
giurisdizionali e regime di acque internazionali?
Esatto concordo con le sue considerazioni. Si stanno
muovendo tutti in ambito internazionale perché vedono compromesse norme del
Diritto internazionale e pattizio con grave compromissione del castello
giuridico sottoscritto dai vari Stati e costruito spesso a fatica nel corso
degli anni. Forse, ritornando a quel famoso 22 marzo, se avessimo trattenuto i
Marò in Italia e l’India avesse portato avanti le sue minacce nei confronti del
nostro Ambasciatore, tutto il contesto internazionale si sarebbe mosso prima
perchè la decisione indiana di cancellare l’immunità diplomatica di Mancini,
avrebbe compromesso la garanzia per tutti gli altri rappresentanti della
diplomazia internazionale accreditata a
Delhi.
4. Stando a quanto riportato sui siti internet della Marina
Militare e del Ministero della Difesa, i decreti che hanno istituito i Nuclei
di Protezione a bordo dei cargo e dei mercantili sono rimasti immutati. Nessuna
modifica o integrazione a fronte del disastro tra comandi e enti che si
sovrappongono. Neanche si capisce bene a chi o a cosa rispondano i Fucilieri
imbarcati sulle navi mercantili. Non sarebbe opportuno rivedere i decreti che
hanno attuato tale operazione, anche per prevenire che in futuro si ripetano
situazioni simili?
Sicuramente è a mio modesto avviso una priorità fondamentale
in modo da cancellare qualsiasi finestra interpretativa con decreti attuativi
ben più precisi degli attuali. E poi, mi lasci dire, che forse sarebbe il caso
di affidare la sicurezza delle navi a contractors come fanno quasi tutte le
nazioni del mondo, quanto meno per un motivo che ritengo essenziale. Pensiamo
cosa accadrebbe se venisse sequestrata una nave con a bordo militari armati!
fonte http://segretidellastoria.wordpress.com/2014/02/02/il-punto-sui-fucilieri-di-marina-massimiliano-latorre-e-salvatore-girone-4/
Marò a casa,Bonino in India.
Maro': Ue pronta a riconsiderare intese con India (mecojoni ...gli indiani tremano!) Tajani: Se l'India dovesse "richiedere di applicare la legge antipirateria" contro i maro' "significherebbe spingere l'Ue a modificare i rapporti e la trattativa sul libero scambio". "Barroso e' stato chiaro: l'Ue e' contro la pena di morte, invocarla significherebbe provocare reazioni da parte dell'Ue". "Per noi la tutela dei diritti umani e' fondamentale", ha detto Tajani. "Scegliere anche solo la strada e l'imputazione che comporterebbe il rischio della pena di morte, comporterebbe delle reazioni". .
fonte Imola oggi
Feltri attacca Casini: gita in India sulla pelle dei Marò
Variopinta e rappresentativa di tutti i partiti la composizione della delegazione. C’erano, innanzitutto, i presidenti delle commissioni Esteri e Difesa della Camera, Fabrizio Cicchitto (Ncd) ed Elio Vito (FI), e del Senato, Pier Ferdinando Casini (UDC) eNicola Latorre (Pd, per fortuna solo omonimo di Massimiliano). Con loro, hanno preso il volo per New Delhi i deputati Gian Piero Scanu (Pd), Daniele Del Grosso (M5S),Gianluca Pini (Lega), Edmondo Cirielli (Fdi), Donatella Duranti (Sel), Andrea Causin (Sc) e Domenico Rossi (Per l’Italia). Nutrito anche il gruppo dei senatori: Luis Alberto Orellana (M5S), Antonio Scavone (Gal), Maurizio Gasparri (FI),Riccardo Nencini (Psi) e Marcello Gualdani (Ncd).
Lo scopo del viaggio è quello di far sentire con forza la presenza dello stato italiano in vista del 3 febbraio, data limite per la formulazione dei capi di accusa nei confronti dei due fucilieri di San Marco. Iniziativa di cui vorrebbero la paternità i parlamentari delM5S, da tempo impegnati ad organizzare l’incontro con i marò. Ma a Vittorio Feltriquesto trionfalismo ottimista non è andato proprio giù. “Adesso che siamo alla vigilia della tragedia, le commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato si svegliano –scrive il navigato editorialista- ma non compiono atti ufficiali per salvare Girone e Latorre: semplicemente vanno in gita a Delhi per sottolineare la propria bontà d’animo. E Casini, petto in fuori, se ne gloria”.
Il punto, secondo Feltri, è proprio la mancanza di una strategia che porti ad atti concreti da parte del governo italiano. Casini non solo non si vergogna si partecipare “all’escursione”, come la chiama Feltri, ma si permette pure di rilasciare un’intervista alCorriere della Sera nella quale ammette candidamente di trovarsi a Delhi al solo scopo di “esprimere solidarietà ai marò”. Niente di più. Non un pezzo di carta da firmare o uncolpo di mano alla israeliana con cui sottrarre i due marinai alle grinfie della (in)giustizia indiana.
Il cinismo da democristiano mostrato da Casini manda in bestia l’ex direttore delGiornale, indignato per le mosse tardive e maldestre compiute dalla politica. “Va da sé che si tratta di iniziative velleitarie –aggiunge Feltri- peggio: finalizzate soltanto ad accendere i riflettori sui protagonisti della spedizione turistica”. Una condanna senza appello chiusa dall’ennesimo affondo contro il genero di Caltagirone: “Casini a denti stretti lo ammette: noi andiamo a Delhi senza uno scopo che non sia quello di dimostrare che ci stanno a cuore i due connazionali. Però, che sensibilità!”.
Parliamoci chiaro: i due marò non sono eroi e, anzi, è probabile che siano assassini, anche se per un tragico errore. Ma da qui all’accettare la condotta scellerata con cui il governo di New Delhi ha gestito questa vicenda diplomatico-giudiziaria ce ne corre. La diplomazia italiana si è rivelata del tutto inconsistente e preda di un inspiegabile complesso di inferiorità nei confronti di un paese come l’India, afflitto da arretratezza giuridica e da una corruzione cronica. E la pezza che adesso prova a mettere il ministro degli Esteri Emma Bonino ma, soprattutto, la goffa iniziativa di Casini & co., rischiano di peggiorare la situazione dei marò.
http://osservatorepolitiko.wordpress.com/2014/01/27/feltri-attacca-casini-gita-in-india-sulla-pelle-dei-maro/
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