lunedì 31 gennaio 2022

I camionisti non lasciano Ottawa

 


31 gennaio 2022

rivolta.jpg(Produzione rivoluzionaria in Canada?)

La rivolta dei camionisti ha ispirato canadesi di ogni estrazione etnica e sociale a unirsi contro il comunismo Covid di Justin Trudeau. Il loro esempio sta ispirando rivolte simili in tutto il mondo contro Klaus Schwab e l'Agenda 2030
del WEF. Il tentativo del WEF di avvelenare e codificare a barre la razza umana ha risvegliato l'umanità dal suo torpore. 

Questo è il sito ufficiale del convoglio di camion  https://canada-unity.com/bearhug/

di Henry Makow PhD

In una conferenza stampa privata domenica, dalla quale sono stati esclusi i media mainstream mentitori, tre organizzatori hanno spiegato che i camionisti non hanno intenzione di lasciare Ottawa fino a quando tutte le restrizioni covid non saranno revocate.

Hanno detto che il rapporto secondo cui gofundme stava trattenendo $ 9 milioni di contributi erano bugie inventate dai media legacy per fermare i contributi che si stavano riversando. Hanno detto che avevano il pieno sostegno di gofundme. (Non c'è da stupirsi, ottengono un taglio!) Ciò consentirà loro di rimanere a Ottawa a tempo indeterminato.

Gli organizzatori - Tarmara Lich, Benjamin Dichter e Chris Barber - hanno affermato che il loro movimento è apolitico e rappresenta tutti i canadesi che vogliono solo indietro la loro libertà. Hanno evitato i legami con i partiti stabiliti.

"Gli hotel sono come case mobili", ha detto Dichter. Abbiamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per stare qui seduti per mesi".

frangia.jpg(A sinistra, la frangia comunista che desidera schiavizzare i canadesi include il figlio di Fidel Castro, Justin "Fidelito" Castreau.)

"Il nemico non è l'altro", ha detto Dichter. "Il nemico è l'intera classe politica. I Premier conservatori sono stati cattivi quanto i liberali. Se non ci alziamo ora, questa servitù della gleba non finirà. Siamo stanchi di essere diffamati e controllati".

Hanno suggerito che questa azione potrebbe portare a un movimento politico permanente di base.

Mentre combatteva per le libertà fondamentali, 
Dichter , che è un ebreo e gay sionista , ha affermato di aver combattuto un attacco di retroguardia da parte dei media comunisti (principalmente la CBC e Toronto Star ) che li ha etichettati come estremisti di destra.

Per i comunisti, chiunque voglia essere libero dal proprio controllo mentale e fisico è un fascista.

Ha detto che alcuni camionisti sono stati vaccinati ma si oppongono ai mandati ridicoli e arbitrari. Altri hanno avuto reazioni avverse o ne sono stati testimoni.

In tutto il Canada i camionisti hanno incontrato un'ondata di sostegno. Le persone sventolano bandiere e danno da mangiare ai camionisti, oltre a donare alloggi
e denaro su  http.www.adopt-a-trucker.ca.  

Dichter ha detto che stavano ricevendo un grande sostegno dagli europei dell'est e dagli asiatici dell'est che ricordano la tirannia comunista e dai sikh. Sono venuti in Canada per la libertà e, ora che hanno avuto un assaggio, non si arrendono. Le politiche sulla diversità di Fidelito potrebbero essersi ritorte contro.

La polizia di Ottawa ha confermato che non si è verificato un singolo incidente di lesioni o violenze. "I canadesi sistemano le cose in modo pacifico", ha detto il portavoce della polizia quando è stato attirato da un giornalista di MSM.


CR di Ottawa riferisce

: "Sono stato lì per la maggior parte del pomeriggio ieri. Posso confermare personalmente che tutto ciò che viene riportato su supremazia bianca, violenza, aggressione, ecc. è una stronzata completa. Ci sono persone di tutte le razze che protestano, l'atmosfera è centro di Ottawa il Canada Day senza ubriachezza e combattimenti Non c'è da stupirsi che la polizia non abbia effettuato un solo arresto.  

Tamara Lich.JPGVale la pena ricordare che l'organizzatore, Tamara Lich, a sinistra, è una donna Metis - non esattamente la media suprematista bianca. Il modo in cui i media e i politici di sinistra possono continuare con le loro adescamenti razziali e le accuse calunniose di suprematismo bianco è al di là di me. Toronto/Ottawa Sun e National Post hanno pubblicato alcune rappresentazioni accurate della protesta, ma tutti gli altri media mainstream hanno perso ogni parvenza di credibilità a questo punto. È al limite del tradimento.

C'è una forte presenza della polizia, che è probabilmente una buona cosa a causa della possibilità che attori esterni entrino e creino problemi. Ci sono ufficiali di Toronto, della regione di Durham, della regione di York, di Londra e dell'OPP, cecchini sui tetti e sicuramente anche poliziotti sotto copertura. Non danno fastidio a nessuno e nessuno li disturba.

Potrei andare laggiù un altro giorno questa settimana, a seconda di cosa sta succedendo. Per ora, il feed Twitter di Ezra Levant sembra essere la migliore fonte di resoconti imparziali e veritieri sulle proteste, così come The Countersign e ConvoyReports.com

Grazie a CR per i suggerimenti!

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Relazionato - L'ex cecchino di Trudeau è ora a capo della sicurezza di Freedom Convoy

L'intero dettaglio del cecchino di Fidelito si prepara a smettere per i mandati di colpi assassini

https://www.thecountersignal.com/news/former-sniper-for-trudeau-is-now- capo-della-libertà-convoglio-sicurezza

martedì 18 gennaio 2022

IL DISCORSO DI DRAGHI SUL BRITANNIA (2 GIUGNO 1992): PRIVATIZZEREMO L’ITALIA

 




Pubblichiamo il discorso dell’allora direttore generale del Tesoro Mario Draghi tenuto a bordo del Britannia, il panfilo della Corona d’Inghilterra. Da quel momento iniziò la svendita dell’Italia (nel 1991 quarta potenza mondiale). Il fantomatico incontro fra gli alti papaveri della Repubblica e gli esponenti più influenti della finanza internazionale, è sempre stato circondato da opacità e mistero.

Nel 2020, appena entrati in era Covid, Il Fatto Quotidiano restituì la verità storica a quegli accadimenti pubblicando proprio il discorso tenuto davanti a quella illustre platea dall’attuale Presidente del Consiglio, il candidato oggi più accreditato alla Presidenza della Repubblica.

Dopo trenta anni, l’Italia che viviamo è sotto gli occhi di tutti. 

Nel testo che segue, oltre ai suoi ossequi verso i padroni di casa, forse troverete gli indizi ed i molti perchè di una carriera folgorante ai massimi livelli istituzionali che rischia di concludersi col delitto perfetto.

Di Mario Draghi

“Signore e signori, cari amici, desidero anzitutto congratularmi con l’Ambasciata Britannica e gli Invisibili Britannici per la loro superba ospitalità. Tenere questo incontro su questa nave è di per sé un esempio di privatizzazione di un fantastico bene pubblico. Durante gli ultimi quindici mesi, molto è stato detto sulla privatizzazione dell’economia italiana. Alcuni progressi sono stati fatti, nel promuovere la vendita di alcune banche possedute dallo Stato ad altre istituzioni cripto-pubbliche, e per questo la maggior parte del merito va a Guido Carli, ministro del Tesoro. Ma, per quanto riguarda le vendite reali delle maggiori aziende pubbliche al settore privato, è stato fatto poco.

Non deve sorprendere, perché un’ampia privatizzazione è una grande – direi straordinaria – decisione politica, che scuote le fondamenta dell’ordine socio-economico, riscrive confini tra pubblico e privato che non sono stati messi in discussione per quasi cinquant’anni, induce un ampio processo di deregolamentazione, indebolisce un sistema economico in cui i sussidi alle famiglie e alle imprese hanno ancora un ruolo importante. In altre parole, la decisione sulla privatizzazione è un’importante decisione politica che va oltre le decisioni sui singoli enti da privatizzare. Pertanto, può essere presa solo da un esecutivo che ha ricevuto un mandato preciso e stabile.
Altri oratori parleranno dello stato dell’arte in quest’area: dove siamo ora da un punto di vista normativo, e quali possono essere i prossimi passaggi. Una breve panoramica della visione del Tesoro sui principali effetti delle privatizzazioni può aiutare a comunicare la nostra strategia nei prossimi mesi.

Primo: privatizzazioni e bilancio. La privatizzazione è stata originariamente introdotta come un modo per ridurre il deficit di bilancio. Più tardi abbiamo compreso, e l’abbiamo scritto nel nostro ultimo rapporto quadrimestrale, che la privatizzazione non può essere vista come sostituto del consolidamento fiscale, esattamente come una vendita di asset per un’impresa privata non può essere vista come un modo per ridurre le perdite annuali. Gli incassi delle privatizzazioni dovrebbero andare alla riduzione del debito, non alla riduzione del deficit.

Quando un governo vende un asset profittevole, perde tutti i dividendi futuri, ma può ridurre il suo debito complessivo e il servizio del debito. Quindi, la privatizzazione cambia il profilo temporale degli attivi e dei passivi, ma non può essere presentata come una riduzione del deficit, solo come il suo finanziamento. (Questo fatto, nella visione del Tesoro, ha alcune implicazioni che vedremo in un secondo momento). Le conseguenze politiche di questa visione sono due. Dal punto di vista della finanza pubblica, il consolidamento fiscale da mettere a bilancio per l’anno 1993 e i successivi non dovrebbe includere direttamente nessun ricavo dalle privatizzazioni. Nel contempo, dovremmo avviare un piano di riduzione del debito con gli incassi dalle privatizzazioni. Ciò implicherà più enfasi del Tesoro sulle implicazioni economiche complessive delle privatizzazioni e sull’obiettivo ultimo di ricostruire gli incentivi per il settore privato.

Secondo: privatizzazioni e mercati finanziari. La privatizzazione implica un cambiamento nella composizione della ricchezza finanziaria privata dal debito pubblico alle azioni. L’effetto di riduzione del debito pubblico può implicare una discesa dei tassi di interesse. Ma l’impatto sui mercati finanziari può essere molto più importante, quando vediamo che la quantità di ricchezza privata in forma di azioni è piccola in relazione alla ricchezza privata totale e che con le privatizzazioni può aumentare in modo significativo. In altre parole, i mercati finanziari italiani sono piccoli perché sono istituzionalmente piccoli, ma anche perché – forse in modo connesso – gli investitori italiani vogliono che siano piccoli. Le privatizzazioni porteranno molte nuove azioni in questi mercati. L’implicazione politica è che dovremmo vedere le privatizzazioni come un’opportunità per approvare leggi e generare cambiamenti istituzionali per potenziare l’efficienza e le dimensioni dei nostri mercati finanziari.

Tre: privatizzazioni e crescita. (In molti casi) vediamo le privatizzazioni come uno strumento per aumentare la crescita. Nella maggior parte dei casi la privatizzazione porterà a un aumento della produttività, con una gestione migliore o più indipendente, e a una struttura più competitiva del mercato. La privatizzazione quindi potrebbe parzialmente compensare i possibili – ma non certi – effetti di breve termine di contrazione fiscale necessaria per un bilancio più equilibrato. In alcuni casi, per trarre beneficio dai vantaggi di un aumento della concorrenza derivante dalla privatizzazione, potrebbe essere necessaria un’ampia deregolamentazione. Questo processo, se da una parte diminuisce le inefficienze e le rendite delle imprese pubbliche, dall’altra parte indebolisce la capacità del governo di perseguire alcuni obiettivi non di mercato, come la riduzione della disoccupazione e la promozione dello sviluppo regionale. Tuttavia, consideriamo questo processo – privatizzazione accompagnata da deregolamentazione – inevitabile perché innescato dall’aumento dell’integrazione europea. L’Italia può promuoverlo da sé, oppure essere obbligata dalla legislazione europea. Noi preferiamo la prima strada.

Le implicazioni di policy sono che: a) un grande rilievo verrà dato all’analisi della struttura industriale che emergerà dopo le privatizzazioni, e soprattutto a capire se assicurino prezzi più bassi e una migliore qualità dei servizi prodotti; b) nei casi rilevanti la deregolamentazione dovrà accompagnare la decisione di privatizzare, e un’attenzione speciale sarà data ai requisiti delle norme comunitarie; c) dovranno essere trovati mezzi alternativi per perseguire obiettivi non di mercato, quando saranno considerati essenziali. Quarto: privatizzazioni e depoliticizzazione. Un ultimo aspetto attraente della privatizzazione è che è percepita come uno strumento per limitare l’interferenza politica nella gestione quotidiana delle aziende pubbliche. Questo è certamente vero e sbarazzarsi di questo fenomeno è un obiettivo lodevole. Tuttavia, dobbiamo essere certi che dopo le privatizzazioni non affronteremo lo stesso problema, col proprietario privato che interferisce nella gestione ordinaria dell’impresa. Qui l’implicazione politica immediata è l’esigenza di accompagnare la privatizzazione con una legislazione in grado di proteggere gli azionisti di minoranza e di tracciare linee chiare di separazione tra gli azionisti di controllo e il management, tra decisioni societarie ordinarie e straordinarie.

A cosa dobbiamo fare attenzione, per valutare la forza del mandato politico di un governo che voglia veramente privatizzare? Primo, occorre una chiara decisione politica su quello che deve essere considerato un settore strategico. Non importa quanto questo concetto possa essere sfuggente, è comunque il prerequisito per muoversi senza incertezze. Secondo, visto che non c’è una Thatcher alle viste in Italia, dobbiamo considerare un insieme di disposizioni sui possibili effetti delle privatizzazioni sulla disoccupazione (se essa dovesse aumentare come effetto della ricerca dell’efficienza), sulla possibile concentrazione di mercato, e sulla discriminazione dei prezzi (quest’ultima in particolare per la privatizzazione delle utility). Terzo, occorre superare i problemi normativi. Un esempio importante: le banche, che secondo la legislazione antitrust (l. 287/91) non possono essere acquisite da imprese industriali, ma solo da altre banche, da istituzioni finanziarie non bancarie (Sim, fondi pensione, fondi comuni di investimento, imprese finanziarie), da compagnie assicurative e da individui che non siano imprenditori professionisti. In pratica, siccome in Italia non ci sono virtualmente grandi banche private, gli unici possibili acquirenti tra gli investitori domestici sono le assicurazioni o i singoli individui. Una limitazione molto stringente.

In ordine logico, non necessariamente temporale, tutti questi passaggi dovrebbero avvenire prima del collocamento. In quel momento, affronteremo la sfida più importante: considerando che una vasta parte delle azioni sarà offerta, almeno inizialmente, agli investitori domestici, come facciamo spazio per questi asset nei loro portafogli? Qui giunge in tutta la sua importanza la necessità che le privatizzazioni siano a complemento di un piano credibile di riduzione del deficit, soprattutto per ridurre la creazione di debito pubblico.

Solo se abbiamo successo nel compito di ridurre “continuamente e sostanziosamente” il nostro rapporto tra debito e Pil, come richiesto dal Trattato di Maastricht, troveremo spazio nei portafogli degli investitori. Allo stesso tempo, l’assorbimento di queste nuove azioni può essere accelerato dall’aumento dell’efficienza del nostro mercato azionario e dall’allargamento dello spettro degli intermediari finanziari. Qui il pensiero va subito alla creazione di fondi pensione ma, di nuovo, i fondi pensione sono alimentati dal risparmio privato che da ultimo deve essere accompagnato dal sistema di sicurezza sociale nazionale verso i fondi pensione. Ma un ammanco dei contributi di sicurezza sociale allo schema nazionale implicherebbe di per sé un deficit più elevato. Questo ci porta a una conclusione di policy sui fondi pensione: possono essere creati su una base veramente ampia solo se il sistema nazionale di sicurezza sociale è riformato nella direzione di un sistema meglio finanziato o più equilibrato rispetto a quello odierno.

Questa presentazione non era fatta per rispondere alla domanda su quanto possa essere veloce il processo di privatizzazioni – non è il momento giusto per affrontare il tema. L’obiettivo era fornirvi una lista delle cose da considerare per valutare la solidità del processo. La conclusione generale è che la privatizzazione è una delle poche riforme nella vita di un paese che ha assolutamente bisogno del contesto macroeconomico giusto per avere successo. Lasciatemi sottolineare ancora che non dobbiamo fare prima le principali riforme e poi le privatizzazioni. Dovremmo realizzarle insieme. Di certo, non possiamo avere le privatizzazioni senza una politica fiscale credibile, che – ne siamo certi – sarà parte di ogni futuro programma di governo, perché l’aderenza al Trattato di Maastricht sarà parte di ogni programma di governo.

Lasciatemi concludere spiegando, nella visione del Tesoro, la principale ragione tecnica – possono esserci altre ragioni, legate alla visione personale dell’oratore, che vi risparmio – per cui questo processo decollerà. La ragione è questa: i mercati vedono le privatizzazioni in Italia come la cartina di tornasole della dipendenza del nostro governo dai mercati stessi, dal loro buon funzionamento come principale strada per riportare la crescita. Poiché le privatizzazioni sono così cruciali nello sforzo riformatore del Paese, i mercati le vedono come il test di credibilità del nostro sforzo di consolidamento fiscale. E i mercati sono pronti a ricompensare l’Italia, come hanno fatto in altre occasioni, per l’azione in questa direzione. I benefici indiretti delle privatizzazioni, in termini di accresciuta credibilità delle nostre politiche, sono secondo noi così significativi da giocare un ruolo fondamentale nel ridurre in modo considerevole il costo dell’aggiustamento fiscale che ci attende nei prossimi cinque anni.”

Di Mario Draghi, Direttore generale del Ministero del Tesoro, 2 giugno 1992

link fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/01/22/britannia-la-vera-storia/5681308/?fbclid=IwAR12cA9ZrmxRQf_lv6IxMZa4zVLUi9NqneMU_2YiF4PiPmss5wtFP7kyZBQ

https://comedonchisciotte.org/il-discorso-di-draghi-sul-britannia-2-giugno-1992-privatizzeremo-litalia/

giovedì 13 gennaio 2022

Grafene nei vaccini e le scoperte del Dott. Domenico Biscardi trovato morto

 La notizia giunge come un fulmine a ciel sereno. Al momento che scrivo è data dal sito ComeDonchisciotte e da un post sulla piattaforma Linkedin e sul Ticino-politica.

Noi non possiamo fare altro che prendere atto che dopo la morte del Dott. De Donno il mondo medico scientifico e l’umanità perdono un altro simbolo della lotta per la verità sulla truffa Covid.

Risulta comunque singolare quanto inquietante che solo il 5 gennaio della settimana scorsa Il Dottore inviava quest’audio a una conoscente:

“audio.Dott.Domemico.Biscardi_2022-01-05”
fonte: https://t.me/stopcensura/1013

Il Dr. Domenico Biscardi ha recentemente dichiarato di voler approfondire gli studi del collega Delgado riguardo alla più volte deunciata e mai approfondita presenza di nanotecnologia e grafene all’interno dei vaccini anti-Covid.

Qui il suo video al riguardo di tali ricerche:

Microchip e grafene nei vaccini Pfizer.
fonte: https://t.me/sapereeundovere/5329

Di seguito proponiamo la sua ultima intervita con RainbowTV per la rubrica Fuori dal coro:

fonte: Rainbow TV

E un’estesa intervista molto dettagliata fatta dalla youtuber Eleonora Fani:

DOMENICO BISCARDI – Quello che “non si deve sapere”

Qui il documento riguardante la RELAZIONE TECNICA FINALE SULLA RILEVAMENTO DEL GRAFENE NEI VACCINI COVID dove si conclude la presenza dell’ossido di grafene nei campioni di Pfizer, Astrazeneca, Moderna e Janssen:

fonte: https://www.laquintacolumna.net/

Ora, a prescindere da come la crediate o meno, le accuse sono non gravi ma di più.

Se questi sono sono tutti una massa di folli complottisti, negazionisti e chi più ne ha più ne metta… quale occasione è migliore di questa per confutare i loro studi e smontare le loro tesi per sempre e con esse – leggetelo con enfasi – …”la minaccia no-vax“?

Ma si consideri anche che il grafene nei farmaci è una realtà medicale già esistente in ambito oncologico e che esistono già centinaia di brevetti per l’uso nei vaccini.
Sulla piattaforma Espacenet vi sono oltre 130 milioni di brevetti consultabili gratuitamente e se digitate “graphene vaccine” nel motore di ricerche ne troverete oltre 300:

fonte: Espacenet Patent search

Continua: https://traterraecielo.live/2022/01/12/in-ricordo-del-dott-domenico-biscardi-trovato-morto/

http://altracalcata-altromondo.blogspot.com/2022/01/grafene-nei-vaccini-e-le-scoperte-del.html

mercoledì 12 gennaio 2022

Perché gli Illuminati rivelano la loro agenda?

 



possedere-niente7.jpg































Questo articolo è stato scritto molto prima della truffa, ma ci ricorda che questi prestigiatori ci hanno illuminato a gas per molto tempo. Si impegnano nella dissonanza cognitiva rivelando la verità. Ti diranno tutto sull'Agenda 2030 (a sinistra) ma in qualche modo queste informazioni non arrivano mai nell'MSM. Ti parlano di spopolamento, modificazioni genetiche "vaccini" e transumanesimo. Vogliono la nostra complicità. Sapevi e non hai fatto nulla.

Vogliono la nostra anima.


Ecco perché sono così sciatti. Chiunque può vedere che nessun aereo ha colpito il WTC7, il Pentagono 
 o si è schiantato a Shanksville. Vogliono che ci compromettiamo accettando  queste bugie e non cercando giustizia per le vittime. Così, con la nostra passività e viltà, diventiamo moralmente loro  complici, praticamente collaboratori. 

Dall'11 settembre, andiamo avanti velocemente al "Massacro di San Valentino" del 2018 a Parkland Florida, dove hanno lasciato una miriade di indizi sul fatto che questa fosse un'altra bufala. C'è un video dei poliziotti   yMHpU3vMzuRJCTWK.mp4 che  escono dalla scuola nonostante il fatto pubblicizzato che ai poliziotti è stato detto di non entrare. Come nella sparatoria di massa di Las Vegas, il video di sorveglianza  è stato soppresso. 
Lettore, Marco suggerisce il motivo: 


Per quanto riguarda la tua domanda "Come può qualcuno innamorarsi di questa bufala? Gli Stati Uniti sono una nazione di rubini?"

Richiede la sospensione della ragione perché non è credibile per un essere umano ragionante e razionale.
Uno deve partecipare al proprio inganno per crederci. 

Penso che potrebbe essere quello che vogliono. 

Evocando questi eventi che sono incredibili per una persona razionale e ragionante, ci costringono a partecipare alla menzogna e alla nostra stessa distruzione. 
La cosa più difficile al mondo in questo momento è rimanere fedeli a te stesso e non ingannare te stesso. 

Questo è il modo in cui lo vedo. Hanno bisogno che noi partecipiamo attivamente e per tutta la vita a questa enorme bugia. Se possiamo sospendere continuamente la nostra ragione e ingannare noi stessi, ci controlliamo e ci controlliamo per loro. Siamo i nostri stessi schiavisti.


La cosa più difficile in questo momento è rimanere consapevoli di tutto questo e rimanere sani di mente. 

Sarebbe così facile lasciarsi andare e lasciare che le correnti del cambiamento e questo mondo portino via la mente e l'anima. 

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Un'altra spiegazione è l'illuminazione a gas: "L'illuminazione a gas è una forma di manipolazione che cerca di seminare semi di dubbio in un individuo preso di mira o nei membri di un gruppo mirato, sperando di farli mettere in discussione la propria memoria, percezione e sanità mentale". (La terra piatta è un ottimo esempio.) La possessione satanica riguarda il capovolgere la realtà in modo che il male sia buono e il falso sia vero. 

Un'altra spiegazione è che lo Zeitgeist ebraico è un Egregore - - come un giocatore di biliardo che indica un buco e lo inchioda.

Aggiornato dal 19 gennaio 2012
di Henry Makow Ph.D.


Gli Illuminati non vogliono solo i tuoi figli, il tuo coniuge, la tua proprietà e la tua libertà.

Il tuo diritto di primogenitura non è sufficiente per questi satanisti. Vogliono il premio finale. Vogliono la tua anima.

Ci parlano della cospirazione perché vogliono che siamo compromessi d. Proprio come i massoni di rango inferiore o gli ebrei comuni o gli americani o gli europei sono compromessi dal loro sostegno alla guerra. Vogliono che tutti noi diventiamo demoni.

Sono deliberatamente goffi perché vogliono la nostra complicità . Non vogliono che diciamo: "Accidenti, non lo sapevamo".

200px-Dollarnote_siegel_hq.jpg(Nascondersi in bella vista) 

Hanno una scommessa con Dio. Possono conquistarci Lucifero. Ma devono darci il libero arbitrio , la capacità di fare una scelta.    Questo è il motivo per cui ci rivelano la cospirazione. Ad esempio, i Rockefeller sponsorizzarono la John Birch Society. La loro pubblicazione, The New American, è ancora una delle migliori fonti di informazioni sulla cospirazione d'élite. Questa opposizione controllata ha altre funzioni. Sono in grado di guidare la colpa e assicurarsi che non si sviluppi mai una vera resistenza. Questo è il motivo per cui molti siti web come il mio funzionano con poca difficoltà. Vogliono che tutti lo sappiano. Alcuni altri siti Web potrebbero effettivamente ricevere supporto dagli Illuminati. Ralph Epperson, autore di 





The Unseen Hand (1985) insegna il Nuovo Ordine Mondiale dagli anni '80. Mi disse che non aveva mai incontrato alcun respingimento da parte degli Illuminati.


L'AVVOCATO DEL DIAVOLO

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n il film,  L'avvocato del diavolo , basato sul romanzo di Andrew Niederman e prodotto da Arnon Milchan e Arnold Kopelson, il diavolo (Al Pacino) dice Kevin Lomax, l'ambizioso avvocato interpretato da Keanu Reeves:  Ho impostato solo la fase, libero arbitrio, tu tiri i fili!" (Guarda su YouTube) Egli mostra Kevin che non può incolpare nessuno, ma se stesso. Kevin era guidato dal suo stesso egoismo e venalità. Ha abbandonato sua moglie nel momento del suo più grande bisogno e lei si è suicidata. Ha assolto molti colpevoli perché "non perde mai".

  

Quindi il diavolo ci fornisce il manifesto luciferino: essenzialmente è la convinzione che l'uomo sia definito dai suoi appetiti e desideri carnali (avidità, potere, lussuria) piuttosto che dalla sua anima e dai suoi ideali spirituali (verità, giustizia, bellezza). L' uomo serve Lucifero cedendo a queste tentazioni, essendo complice della propria distruzione.   Gli Illuminati hanno sempre promosso l'indulgenza ai nostri istinti di base chiamando questa "liberazione sessuale" e "matrimonio aperto". Questo mina la famiglia. La loro psicologia è sempre stata contraria alla "repressione" (cioè all'autodisciplina). Questa visione che l'uomo è Dio, ei suoi desideri sono la misura di tutte le cose, è chiamata "Umanesimo Secolare" alias "Luciferismo" .  

martedì 11 gennaio 2022

Twitter è complice di GENOCIDIO censurando uno studio su larga scala che rivela che l'ivermectina può prevenire il 68% delle morti per covid

 Immagine: Twitter complice di GENOCIDE censurando uno studio su larga scala che rivela che l'ivermectina può prevenire il 68% delle morti per covid


Natural News ) Uno studio pre-stampa che mostra risultati positivi per la salute quando si assume ivermectina a basso dosaggio in modo profilattico è stato bandito da Twitter per essere "fuorviante".

Il gigante dei social media ha deciso che questa vera scienza che mostra una riduzione del 68% della mortalità durante l'assunzione di ivermectina non può essere consentita sulla piattaforma, anche se non è stata fornita una spiegazione chiara sul perché, il che suggerisce che i "fattori di verifica" semplicemente non vogliono che le persone imparino la verità sull'ivermectina.

Lo studio ha coinvolto 220.517 persone nella città brasiliana di Itajaí a cui è stata offerta gratuitamente ivermectina dal governo. L'obiettivo della ricerca era determinare l'impatto dell'assunzione di ivermectina per un'infezione da coronavirus di Wuhan (Covid-19).

Si scopre che nel mondo reale, l'assunzione di ivermectina - o ciò che i media mainstream bugiardi e la FDA hanno chiamato "pasta di cavallo" - aiuta a salvare vite da gravi sintomi covid e morte.

Le informazioni personali e mediche di base di ciascun partecipante sono state raccolte al fine di dispensare i dosaggi appropriati di ivermectina profilattica, che è stata determinata essere 0,2 mg per chilogrammo di peso corporeo.

Ai partecipanti è stato detto di assumere questa quantità di ivermectina per due giorni consecutivi ogni 15 giorni.

Tra le 220.517 persone a Itajaí a cui è stato offerto il rimedio, 133.051, ovvero il 60,3 percento, lo hanno accettato mentre 87.466, pari al 39,7 percento, hanno rifiutato. Quelli del gruppo che hanno rifiutato sono stati valutati come soggetti di controllo.

Alla fine, si è appreso che "l'uso regolare di ivermectina ha portato a una riduzione del 68% della mortalità da COVID-19". Dopo aver aggiustato le "variabili residue", quella percentuale è balzata al 70 percento.

Inoltre, i ricoveri nel gruppo ivermectina erano inferiori del 56% rispetto al gruppo di controllo. Regolando per quelle stesse variabili residue, il tasso di ospedalizzazione nel gruppo ivermectina è stato determinato essere inferiore del 67%.

"Questi risultati indicano che la prescrizione medica facoltativa, l'ivermectina coperta in tutta la città può avere un impatto positivo sul sistema sanitario", hanno scritto gli autori dello studio.

Twitter sta commettendo omicidi di massa impedendo alle persone di conoscere la verità sull'ivermectina

Questa è un'ottima notizia nella lotta al covid, ed è particolarmente promettente perché la dimensione del campione valutata era ampia. Twitter non è d'accordo, tuttavia, e non consentirà alle persone di accedere allo studio sulla sua piattaforma.

Questo nonostante il fatto che lo studio sia il "più grande del mondo", secondo il coautore Dr. Pierre Kory, per esaminare il riutilizzo del farmaco vincitore del Premio Nobel nel trattamento dell'influenza Fauci.

Il documento "raccolse meticolosamente dati da centinaia di migliaia di pazienti [e trovò] massicce riduzioni di ospedalizzazioni e decessi", ha twittato il dottor Kory prima che Twitter si intromettesse per rimuovere le informazioni "fuorvianti". "La 'Controversia' [è così] finita."

Numerosi altri studi hanno mostrato risultati promettenti anche per l'ivermectina, dimostrando che è eccezionalmente sicuro e potentemente efficace. In effetti, l'ivermectina è probabilmente il modo più sicuro, economico ed efficace per fermare il covid, ma è severamente vietato negli Stati Uniti.

Secondo Twitter, che afferma di essere l'unico vero oracolo di tutte le cose scientifiche, la pubblicazione di dati del mondo reale che favoriscono l'uso dell'ivermectina costituisce "disinformazione". Chiunque provi avrà il tweet bloccato per non essere "risposto, condiviso o apprezzato".

"Wow, Twitter non può essere disturbato a spiegare perché non sono d'accordo con la metodologia di questo documento di ricerca", ha twittato Alachua Chronicle Jennifer Cabrera, editore di , a proposito della censura di Twitter del nuovo studio brasiliano.

“Lo etichettano semplicemente come disinformazione. Questo probabilmente significa che dovresti leggerlo.

Nella sezione dei commenti su LifeSiteNews , una persona ha suggerito che l'ivermectina è molto più sicura dei "vaccini DNA-mRNA" spacciati dal governo.

"Se la FDA autorizza l'uso del vaccino EUA ... sono GROSSAMENTE negligenti non somministrando all'ivermectina un EUA simile", ha aggiunto la stessa persona.

Altre notizie relative alla censura dei social media possono essere trovate su Censorship.news .

Le fonti per questo articolo includono:

ResearchGate.net

LifeSiteNews.com

NaturalNews.com


https://www.naturalnews.com/2022-01-10-twitter-genocide-censorship-ivermectin-prevent-covid-deaths.html


lunedì 10 gennaio 2022

LA FUGA DI GIORGETTI E IL CAOS DELL’ULTIMO DECRETO COVID: IL REGIME DI DRAGHI È ALLO SBANDO



La Cruna dell’Ago – Cesare Sacchetti – 9 gennaio 2022

 

La cronaca della giornata del 5 gennaio potrebbe essere definita come la cronaca dell’inizio della fine del regime di Mario Draghi.

La vigilia della Befana non è stata affatto una giornata ordinaria come tutte le altre. Nelle settimane precedenti, l’apparato terroristico dei media di regime ha alimentato al massimo il mantice della paura.

Per tutto il periodo delle festività natalizie, i media hanno rovesciato addosso al popolo italiano già duramente provato dalla logorante operazione terroristica del coronavirus le minacce più dure.

Era stato fatto credere agli italiani che il 5 gennaio ci sarebbe stato il giro di vite definitivo, quello che avrebbe chiuso ogni residuo spiraglio di libertà rimasto ancora aperto.

Era stato fatto credere loro che il regime di Draghi avrebbe dato vita ad un obbligo vaccinale generalizzato accompagnato dall’estensione del certificato COVID rafforzato a tutti i lavoratori di ogni categoria ed età.

Assieme ai media di regime anche l’apparato della falsa controinformazione si è unito a questa strategia del terrore.

Sono ormai settimane infatti che numerose chat Telegram sono letteralmente infestate da agenti della disinformazione il cui compito specifico è quello di seminare ovunque paura e adombrare gli scenari più catastrofici e assurdi.

Vi verranno a prelevare nelle case il 23 dicembre mentre mangiate il panettone assieme ai vostri cari per deportarvi e inocularvi a forza il siero sperimentale al grafene.

Vi sveglierete il primo gennaio dell’anno nuovo sotto il cielo della dittatura militare come un misterioso individuo su WhatsApp, che imitava la voce di un altro giornalista, cercava di far credere.

E ancora, vi toglieranno i soldi dal conto corrente oppure vi sospenderanno la pensione se non vi farete il siero.

Quella alla quale abbiamo assistito nelle ultime settimane, e purtroppo anche negli ultimi mesi, è una congegnata operazione di destabilizzazione psicologica.

Sono quelle operazioni di guerra psicologica che vengono studiate e concepite nelle stanze dei servizi per piegare la resistenza di coloro che ancora non hanno ceduto e non si sono inoculati il farmaco sperimentale.

In questo momento a rivestire un ruolo di assoluto rilievo in questa campagna del terrore non sono neanche tanto gli organi ufficiali del mainstream mediatico che da tempo hanno perduto la capacità di influenzare l’opinione pubblica.

Sono i cosiddetti canali alternativi. Le masse ormai hanno compreso che della carta stampata nelle mani di pochi oligarchi, quali gli Elkann legati alla famiglia Rothschild, o Urbano Cairo, uomo di Soros, non c’è da fidarsi.

Gli architetti del caos dunque hanno cambiato strategia. Se le masse non credono più a ciò che diciamo sui quotidiani nazionali dobbiamo assumere una nuova forma.

Dobbiamo parlare al popolo attraverso le piattaforme che in questo momento esso frequenta alla ricerca delle verità taciute dai media nazionali.

L’ordine quindi è stato quello di inondare le piattaforme alternative e di abbattere la resistenza psicologica delle persone facendo credere loro che non c’è più nulla da fare, che tutto è perduto.

Quanto invece accaduto il 5 gennaio rivela che qualcosa nell’apparato del regime di Mario Draghi si è definitivamente incrinato e che non tornerà più al suo posto.

Nella mattina della vigilia dell’Epifania fugge da Roma Giancarlo Giorgetti uno degli uomini che è stato uno dei principali artefici della calata dell’uomo del Britannia a Palazzo Chigi.

La Repubblica degli Elkann fa trapelare un retroscena che descrive l’eminenza grigia della Lega profondamente irritata e contrariata dalle intenzioni di Draghi di procedere ad una ulteriore stretta.

Giorgetti esprime tutta la sua contrarietà a dare vita ad un certificato rafforzato per il mondo del lavoro per il semplice fatto che si rende perfettamente conto che il Paese così rischia definitivamente di saltare.

Non è in realtà nemmeno tanto questo che preoccupa Giorgetti. Il suo ruolo è stato quello di assecondare per decenni gli interessi dello stato profondo italiano che ha deindustrializzato il Paese. La sua preoccupazione maggiore in questo momento è quella di essere travolto dalle conseguenze della disgregazione dell’intero sistema politico italiano.

Il tessuto produttivo nazionale è stato già largamente lacerato dalla prima fase dell’operazione terroristica del coronavirus, quella nella quale fu l’ex premier Conte a iniziare la definitiva desertificazione economica del Paese.

Perché il potere mondialista ha inviato Draghi a Roma

Mario Draghi ha raccolto il testimone di questa operazione perché a lui gli ambienti massonici hanno affidato la missione di portare a termine l’omicidio economico e morale del Paese iniziato già decenni addietro.

La storia d’Italia più recente può essere definita una storia di tradimenti perpetrati dalla corrotta classe politica italiana ai danni di questa nazione.

La morte del Paese era stata decretata già molti anni addietro quando uno dei circoli più influenti dell’architettura del Nuovo Ordine Mondiale, il Club di Roma, fondato dalla famiglia Rockefeller decretava la deindustrializzazione italiana nei primi anni’70.

L’Italia stava diventando troppo potente e la sua industria, specialmente quella pubblica all’epoca nelle mani del compianto IRI, uno dei più grandi gruppi industriali al mondo, andava smantellata e messa all’asta.

Nel corso dei decenni si è assistito al declino lento e inesorabile di una potenza economica non perché essa non sia stata in grado di praticare le riforme strutturali come asseriscono i professionisti della disinformazione.

Il declino dell’Italia è stata la conseguenza diretta del tradimento della sua classe dirigente che piuttosto che fare gli interessi di questa nazione ha servito gli interessi di quei poteri occulti che vogliono procedere all’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale.

Decennio dopo decennio è stata smontata e distrutta tutta l’impalcatura economica dello Stato imprenditore che aveva reso l’Italia una potenza soprattutto grazie ad una formula economica che non vedeva lo Stato nei meri panni di uno spettatore come vuole la dottrina oligarchica neoliberale, ma piuttosto di un attore attivo nei processi economici.

Venne quindi la stagione di Prodi, uno dei referenti privilegiati dell’alta finanza in Italia, che iniziò meticolosamente ad uccidere il cuore industriale pulsante dell’Italia custodito all’epoca dall’IRI.

Venne poi Mario Draghi, l’uomo che più di tutti in Italia rappresenta l’interlocutore più influente di quel mondo massonico e finanziario che ha tanto in odio questo grande Paese.

Quando Mario Draghi salì a bordo del Britannia nel 1992 non lo fece per rappresentare il ministero dell’Economia e lo Stato italiano che avrebbe dovuto servire.

Lo faceva per adempiere alla agenda del Club di Roma che aveva già emesso la sentenza di condanna a morte dell’Italia.

Draghi rispettò quel mandato e tutta la forza industriale che aveva costruito il miracolo economico del dopoguerra sparì nella famigerata notte eversiva del 2 giugno 1992 sulla quale mai la magistratura fece luce.

All’epoca come allora, la magistratura era impegnata a servire l’agenda di quei poteri che si spartivano il tesoro dell’Italia.

Così il cuore dell’industria italiano venne strappato e consegnato a prezzo di saldo su un vassoio d’argento alla finanza anglosassone rappresentata dai suoi massimi esponenti quali Goldman Sachs, JP Morgan e Morgan Stanley.

La carriera di Draghi decollò negli anni successivi come diretta ricompensa per il “lavoro” svolto sul panfilo della Regina Elisabetta. Prima Draghi fu assunto da Goldman, dopo passò in Bankitalia e infine fu fatto sedere sul trono di quella BCE che non è altro che la banca centrale in mano a quei poteri finanziari serviti dall’uomo del Britannia.

La missione affidata a Draghi oggi è appunto quella di completare quanto iniziato nel 1992 e deciso decenni prima.

Le varie logge massoniche hanno ordinato la venuta di Draghi, come orgogliosamente rivendicato da uno dei suoi esponenti italiani, Gioele Magaldi, e hanno deciso di stringere il cappio definitivo intorno all’Italia.

E a portare a termine questa missione doveva essere proprio lui: Mario Draghi. Il regime di Draghi rispetto a quello di Conte ha solo spostato l’asse geopolitico ed economico del Paese dalla Cina comunista alla Francia di Macron, a sua volta nelle mani dei Rothschild, un nome che nel corso della devastazione economica dell’Italia è costantemente ricorrente.

La spoliazione del Paese doveva continuare ma i poteri transazionali decisero nel 2020 che andava fatta sotto il cappello delle élite europee e non del partito comunista cinese.

Il Patto del Quirinale in questo senso si può definire come la sublimazione di quella decisione.

La Francia ha già iniziato ad acquisire le risorse strategiche dell’Italia attraverso le sue multinazionali, Suez e Veolia.

È per questa ragione che l’Italia ad oggi si trova nella sfera coloniale francese ed è stato proprio Draghi a portarcela.

Un anno e mezzo fa ci capitò di osservare come tutto questo era stato già deciso.

Ci capitò anche di dire che Draghi avrebbe trascinato il Paese nella destabilizzazione più completa.

Il regime di Draghi nel caos: Giorgetti fugge da Roma

Oggi siamo giunti esattamente a quel punto, o meglio il punto di non ritorno nel quale Mario Draghi ha trascinato l’Italia.

Giorgetti deve essersi perfettamente reso conto di tutto questo. Si è reso conto di una evidenza semplice quanto inequivocabile.

Seguire fino in fondo il piano di Davos e degli altri club globalisti equivale a un suicidio politico.

Quando uno degli uomini più influenti dello stato profondo italiano giunge a questa conclusione allora vuol dire che il punto di rottura è stato già raggiunto.

Giorgetti fugge da Roma nel giorno del Consiglio dei Ministri, e si ritira a Varese per presunti motivi familiari. Restano con il cerino in mano gli altri due ministri gregari della Lega, Garavaglia e Stefani, che non riusciranno a impedire quello che Giorgetti temeva di più.

Il certificato rafforzato per i lavoratori over 50 passa anche se già sorgono dubbi sulla sua effettiva applicazione perché molti lavoratori nel pubblico impiego e nel settore privato potrebbero ricorrere ancora una volta all’ostruzionismo attraverso ferie e malattie come già accaduto lo scorso 15 ottobre quando fu varato il certificato verde base.

Sussistono perplessità che la macchina pubblica statale, e anche le imprese private, possano reggere all’assenza di personale visti i già numerosi problemi di organico.

Giorgetti teme esattamente questo scenario ed è per questo che non vuole associare il suo nome all’imminente disastro che porterà alla paralisi produttiva del Paese.

Nella mattina del 5, l’Ansa riporta persino che sta per saltare tutto perché la sua assenza dalla compagine governativa rischia di non far passare le misure.

Draghi viene descritto come “sorpreso” e “deluso” dalla reazione di uno degli uomini che gli è più vicino perché per la prima volta deve aver acquisito la consapevolezza che non tutti sono disposti a rimanere con lui a bordo del Titanic.

Molti dei politici italiani non hanno le pesanti coperture transazionali di cui dispone l’ex governatore della BCE, e molti iniziano già a pensare al loro destino già ampiamente compromesso per aver preso parte ad un esecutivo, così come quello precedente, che si è macchiato di una mostruosa quantità di illeciti civili e penali.

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi continua a regnare il caos. Vengono fatte filtrare bozze che si smentiscono a vicenda. Prima si considera l’estensione del certificato rafforzato agli over 60 poi si vira sugli over 50.

Successivamente si profila l’ipotesi che i dipendenti degli uffici pubblici possano essere esonerati dal presentare il certificato rafforzato ma poi questa eventualità come è stata presentata improvvisamente sparisce dalle pagine dei giornali.

Subito dopo si dice che non ci saranno sanzioni per i vaccinati disoccupati over 50 sottoposti all’obbligo. Nella bozza originaria non c’è traccia infatti di sanzioni per i non sierati. Persino l’Ansa lo scrive. Poi nella tarda serata c’è una nuova inversione a U e si parla di 100 euro di multe per chi ha più di 50 anni e non si vaccina.

Il caos non è finito perché viene detto che per andare in banca o alla posta occorrerà presentare un tampone e ci si chiede anche qui come sarà mai possibile fare i controlli a decine e decine di persone in coda soprattutto alla luce del fatto che molti dipendenti non vogliono assumersi, giustamente, un onere che non spetta a loro.

La confusione regna sovrana e questo effetto è probabilmente voluto da palazzo Chigi. Se tutti iniziano a pensare che non si potrà più andare da nessuna parte senza questa sorta di certifica

to razziale vaccinale, molti correranno a farsi il vaccino, pensano i “raffinati” strateghi di governo.

Probabilmente sarà il contrario perché nella incomprensione generale molti continueranno a fare esattamente le cose che facevano prima senza correre a vaccinarsi.

A giungere in soccorso del regime di Draghi è comunque ancora una volta la falsa informazione alternativa che addirittura fa circolare su Telegram le più assurde storie come quelle che non daranno la pensione a chi non si inocula o che sospenderanno la NASPI agli over 50 non sierati.

Tutte menzogne, ovviamente, ma il gioco sporco dei media da un lato, e quello della controinformazione dall’altro, è fondato sul principio che alla fine qualcuno ceda esasperato e finalmente si faccia il siero.

Alcuni definiscono impropriamente questa strategia come quella della “rana bollita” o del metodo Juncker.

Questa strategia si fonda sul principio della progressiva erosione dei diritti fondamentali per poi arrivare alla definitiva stretta totalitaria.

Non è questo però il caso. La tecnica della rana bollita viene attuata con un preciso approccio scientifico e calcolatore.

Questa strategia prevede che a poco a poco il potere dell’autocrate di turno aumenti gradualmente con l’approvazione di misure sempre più repressive e autoritarie fino alla stretta finale.

L’autocrate o il dittatore per quanto possa essere colpevole dei peggiori delitti resta sempre in controllo fermo e assoluto della società e delle sue istituzioni politiche.

In questo caso invece assistiamo al fenomeno inverso. Il potere di Draghi non si allarga. Si restringe. Le forze dell’ordine e le forze armate in rivolta da mesi scenderanno in piazza il 15 gennaio.

È una situazione senza precedenti. Questo malessere degli uomini in divisa si è manifestato lo scorso 15 dicembre quando è scoppiato un incendio alla caserma dei carabinieri, Salvo D’Acquisto, un luogo dove erano custoditi i vaccini.

Il 16 dicembre non era un giorno qualunque. Era il giorno in cui entrava in vigore l’obbligo vaccinale per gli uomini in divisa. I media hanno provato a fare finta di nulla sull’incendio e non hanno nemmeno provato a interrogarsi sulle cause del rogo. L’ordine giunto dall’alto è stato quello di ignorare quanto accaduto. Il messaggio però è arrivato a chi doveva arrivare.

Il messaggio è che ci sono sempre più uomini in divisa che non sono più disposti ad eseguire gli ordini di un regime che sta mandando in malora l’Italia intera.

Tre giorni dopo l’incendio, scoppia la protesta dei medici che all’assemblea dell’Ordine a Roma denunciano l’illegittimità delle sospensioni dei non sierati.

Non va meglio nemmeno per quello che riguarda l’applicazione quotidiana di queste misure restrittive. Sono ormai migliaia i bar e i ristoranti che non chiedono nessun certificato verde. I cosiddetti “controlli” ormai sono una rarità salvo sugli schermi televisivi dove vengono messe in piedi le solite scenette costruite dai media per far credere invece che ovunque vigili l’occhio del grande fratello di Draghi.

Nella realtà, molti non seguono più queste folli misure.

Qualcosa è definitivamente cambiato e gli sforzi dell’apparato terroristico dei media di riportare le lancette dell’operazione terroristica del coronavirus a marzo del 2020 sembrano del tutto vani.

Sono passati quasi due anni da allora e lo stato mentale della popolazione è completamente mutato.

All’epoca si cantava sui balconi come idioti convinti che tutto sarebbe andato bene. Oggi si piange per gli effetti avversi che il siero sta provocando e per la desertificazione economica che sotto Draghi sta raggiungendo l’apogeo.

Solamente in questi ultimi giorni un altro gioiello dell’impresa italiana, l’hotel Danieli di Venezia, è finito tra le fauci di Bill Gates.

L’Italia è all’asta e ce l’ha messa ancora una volta lo specialista liquidatore del Britannia, Mario Draghi.

Alla fine di questa storia poi occorrerà seriamente pensare ad una ricostruzione dello Stato imprenditore e dell’IRI per restituire all’Italia ciò che è stato rubato.

Questa però è un’altra storia. Adesso siamo ancora nella fase di decadenza, quella finale e più acuta.

Ad aver compreso che questi sono gli ultimi giorni di Pompei del regime di Draghi sono persino i media di regime.

È impossibile continuare a lungo così. A questo punto, l’ottica di Draghi e di coloro che tirano le sue fila non è nemmeno tanto più quella di dare vita ad un Grande Reset globale.

Il Grande Reset globale per avere successo avrebbe dovuto vedere una partecipazione collettiva dei governi di tutto il mondo, specialmente di quelli più influenti.

In questa fase, assistiamo al fenomeno inverso. La Gran Bretagna annuncia la fine delle restrizioni. La Danimarca dichiara per via di un suo ufficiale sanitario la fine della farsa pandemica a breve.

Il presidente della Russia, Putin, da anni leader dei patrioti che resistono al piano del governo mondiale, parla di un “cambiamento piacevole” nel suo discorso di fine anno.

Persino uno dei principali architetti di questa crisi pandemica, Bill Gates, è costretto a prendere atto nelle sue riflessioni di fine anno che i governi ormai hanno perduto il consenso dei rispettivi popoli.

Portare avanti l’agenda di Davos in queste condizioni è praticamente impossibile soprattutto perché non si può procedere alla militarizzazione che la famiglia Rockefeller auspicava nel suo documento sulla pandemia già dieci anni fa.

La militarizzazione in realtà secondo i piani originari di Davos avrebbe dovuto manifestarsi a marzo del 2021. Non è accaduto. I piani iniziali sono falliti. Così come è fallito il piano ventilato da Sorgi sulle colonne de La Stampa di militarizzare l’Italia a ottobre del 2021.

La militarizzazione inoltre implica che la quasi totalità delle forze armate si schieri con il tiranno di turno e non è questa la condizione dei governi Occidentali, specialmente di quello di Draghi che deve fare i conti con una rivolta interna dei militari sempre più ardua da contenere.

A questo punto, l’ottica in cui è entrato Draghi è quella di appiccare l’incendio alla casa, provocare più danni possibili al Paese tanto odiato dalla massoneria e compiacere in questo modo i suoi padroni che vivono nella City di Londra.

Se le cose dovessero volgere per il peggio, Draghi in cuor suo probabilmente crede di poter avere altre possibilità di incarichi all’estero nelle istituzioni finanziarie che ha fedelmente servito per tutti questi decenni.

Se invece Draghi dovesse salire subito al Quirinale come ricompensa per il “lavoro” svolto, i piani delle élite si complicherebbero comunque.

Se Draghi diventa Capo dello Stato già tra un mese, deve abbandonare palazzo Chigi e lasciare la sua “opera” incompiuta.

Appare difficile che l’ex governatore Bce possa essere sostituito da un altro che abbia le sue stesse credenziali presso le istituzioni globaliste e finanziarie internazionali.

I partiti inizierebbero nuovamente ad azzuffarsi per sedersi sulle poltrone e per avere loro il ruolo esclusivo di camerieri del Nuovo Ordine Mondiale.

La partita del Quirinale dunque appare incerta ma anche nel caso in cui Draghi diventasse subito presidente sarebbe difficile definire questa ascesa come un premio.

Quale premio può essere quello di sedere su un sistema politico così fragile e allo sbando?

La seconda Repubblica nata dal golpe giudiziario di Mani Pulite sta morendo e con essa sta morendo anche la stessa menzogna della Repubblica del 1948 nata dall’assoggettamento allo stato profondo di Washington e dalla occupazione della NATO, l’esercito della dittatura mondiale.

L’Italia si trova in un momento della sua storia unico. Questo Paese viaggia verso la fine di un ciclo di grande decadenza che sembra indispensabile completare per poter uscire una volta per tutte da questa palude di corruzione e disordine morale ed economico.

Ed è stato proprio Mario Draghi probabilmente a dare l’accelerazione definitiva a questo processo. È stato proprio lui a dare la probabile spinta definitiva al crollo del suo stesso regime.

Giorgetti deve aver compreso perfettamente che l’uomo del Britannia il 5 gennaio ha portato l’Italia verso il punto di non ritorno.

Il punto di non ritorno è il punto del caos e delle rivolte generali che questo fragile governo non è in grado di gestire perché il dissenso sta ormai diventando endemico ad ogni livello della società, comprese le istituzioni politiche.

Il futuro dell’Italia passa quindi proprio dal 2022. Il futuro del Paese passa da questa delicatissima fase politica, storica e istituzionale.

Quest’anno sarà il probabile crocevia della storia di questa grande nazione. Saranno mesi di grandi turbolenze perché la corrotta classe politica della seconda Repubblica non penserà minimamente a gestire la situazione drammatica del Paese.

Penserà a mettersi in salvo e al riparo dalla ferocia popolare. Il motto dei prossimi mesi nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama sarà all’insegna del si salvi chi può.

È proprio questa la fase in cui è richiesto agli italiani liberi che ormai aumentano giorno dopo giorno di tenere i nervi ancora più saldi e non lasciarsi andare alla disperazione.

La rinascita della nazione non può non passare dalla fine di questo corrotto potere e delle sue élite che per troppi anni hanno parassitato l’Italia.

Per poter rinascere l’Italia deve prima una volta per tutte liberarsi dei corpi estranei e dei parassiti che la tormentano e infestano.

 

Link: https://lacrunadellago.net/2022/01/09/la-fuga-di-giorgetti-e-il-caos-dellultimo-decreto-covid-il-regime-di-draghi-e-allo-sbando/

https://comedonchisciotte.org/la-fuga-di-giorgetti-e-il-caos-dellultimo-decreto-covid-il-regime-di-draghi-e-allo-sbando/

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