domenica 5 febbraio 2017

RITORNO ALLA TERRA tra le insidie di un sistema MAFIOSO e assassino che agevola pochi a discapito della collettività!


Dopo averci fatto criminalizzare la terra e deriso chi la lavorava, da qualche anno a questa parte è partita una leggera tendenza, soprattutto da parte di giovani, ad esempio, stufi della “vitaccia” cittadina e a causa del livello sempre più allarmante di disoccupazione e della qualità del cibo, a tornare alle nostre origini. Ossia coltivare la terra!
Abbiamo potuto constatare personalmente il totale abbandono della terra da Nord a Sud. Distese gigantesche completamente abbandonate.
Questo dovrebbe facilitare il ritorno alla terra da parte delle nuove generazioni e dare vita a zone fantastiche, oggi, per lo più abbandonate.
Non è così! Ci sono delle immense difficoltà per acquistare un piccolo fazzoletto di terra.
Annunci in rete se ne trovano pochissimi, rispetto alla potenziale offerta. E mettersi nelle mani di professionisti, o presunti tali, risulta essere difficoltoso e dispendioso. Oltre tutto trattano per lo più terreni edificabili, dove si guadagna di più. Non agricoli, dove si guadagna pochssimo a causa del valore di mercato molto basso.
E quando si ha la fortuna di trovare un’agente che media un terreno agricolo il valore è chiaramente più alto rispetto a quello di mercato.
Ti racconto un’esperienza per la quale abbiamo ancora l’amaro in bocca.
Tra i pochissimi annunci presenti on-line, abbiamo provato a contattare un venditore che vendeva della terra proprio nella zona che stavamo cercando. Grazie a questo contatto siamo riusciti a trovare due piccoli appezzamenti di terra in una zona strepitosa dal punto di vista naturalistico. Avute le mappe e le visure da parte di un tecnico della zona e fatti i dovuti sopralluoghi siamo riusciti ad accordarci sul prezzo direttamente con i proprietari. Un affarone!
Abbiamo, quindi, dato l’incarico al geometra di trasmettere le comunicazioni agli aventi diritto di prelazione, in quanto imprese agricole confinanti. Dopo due settimane il geometra non aveva fatto alcunché. Dopodiché ha iniziato a non risponderci più al telefono e in ufficio, per un motivo o per un’altro, non si faceva mai trovare. Sicché ci siamo messi in contatto con i proprietari. Morale della favola, è subentrato un personaggio del posto, non le imprese confinanti, che non poteva assolutamente sapere di questo nostro accordo, se non tramite il geometra, che era l’unico a saperlo e visto che i proprietari abitano fuori regione, che se li è pappati tutti quanti.
Hai capito il professionista dei miei stivali cos’ha fatto? Scorretto al massimo. Come pure i proprietari che avevano dato la loro parola.
Il personaggio che ci ha RUBATO le terre ha in comodato d’uso gratuito, come tanti altri imprenditori, tantissimi appezzamenti di terra, abbandonati dagli anziani o dagli eredi, per i quali INCASSA contributi regionali, governativi ed europei, senza fare una beata mazza! Anzi ci hanno addirittura detto che l’Europa lo sovvenziona per non produrre nulla a causa di una sovrapproduzione, e a livello nazionale incassa altri contributi per coltivare per lo più erba medica da dare alle bestie!
Questi sono metodi MAFIOSI!!
Il sistema agevola chi ha tante terre concedendogli contributi. Per questo non lasciano alcuno spazio ai nuovi arrivati.
In ogni caso stiamo parlando di zone praticamente disabitate. Dovrebbero essere ben contenti se qualche giovane vuole insediarsi nella realtà locale per non far morire i paesini. Ma forse è un discorso troppo complicato per queste merde. Questo comportamento va contro gli interessi di tutta la comunità che sta per morire. Perché gli anziani muoiono e i giovani scappano nelle città. Cui prodest un comportamento indegno come questo? Questo pseudo-geometra non pensa che già son in quattro gatti e che domani forse il paese non esisterà più e lui perderà quel misero lavoro che ha?
Ciliegina sulla torta i nostri governanti e politicanti assassini, dopo averci distrutto, non solo il presente, ma soprattutto il futuro, cercano in ogni modo di ostacolare il ritorno alla terra a chi vuole crearsi futuro, alzando sempre più le tasse per l’acquisto di terreni per chi non è agricoltore. Mentre chi lo è paga quattro soldi.      
Disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2015
La Legge 147/2013 introduce, a far data del 1 gennaio 2014, l’aliquota del 12%relativa all’imposta di registro dovuta sui trasferimenti a titolo oneroso dei terreni agricoli a favore di soggetti no CD e no IAP iscritti alla gestione previdenziale e assistenziale. L’imposta ipotecaria e catastale è applicata nella misura di euro 50,00 ciascuna.
CD e IAP iscritti alla gestione previdenziale, in presenza delle condizioni di cui all’art.2 c.4-bis del DL 194/2009, usufruiscono delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina che consistono nell’applicazione dell’imposta catastale ordinaria dell’1% e dell’imposta di registro e ipotecaria fissa per euro 200,00 ciascuna.
Disciplina dal 1 gennaio 2016
Con l’art. 1 c. 905 della Legge 208/2015 (Legge di stabilità 2016) l’aliquota applicata agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli ceduti a soggetti diversi da CD o IAP, ovvero a CD o IAP non iscritti alla gestione previdenziale e assistenziale passa dal 12% al 15%, con un limite minimo di euro 1.000,00.
L’imposta ipotecaria e catastale è ancora applicata nella misura di euro 50,00 ciascuna.
Riassumendo
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Oltre all’ingiustizia sulla tassazione dobbiamo subire pure il vergognoso onorario della lobby notarile, che si pappa parecchie centinaia di euro. Per fare cosa? Boh! Non hanno alcuna responsabilità nel caso in cui dovesse succedere qualcosa … 
In definitiva per acquistare un fazzoletto di terra del valore di 5.000 €, tra tasse e onorario del notaio, bisogna aggiungerci altri 2.000 €. Ben il 40% in più. Semplicemente FOLLE e INSOSTENIBILE!
In definitiva questo accaparramento di terra, da parte delle imprese locali, fa parte del progetto di accentrare in poche mani la maggior parte delle risorse del territorio.
Oggi la terra viene acquistata a livello locale da pochissime imprese. Nei prossimi anni, assisteremo al fallimento indotto di queste realtà, così le loro proprietà passeranno nelle mani delle corporazioni straniere gigantesche che le acquisiranno per un tozzo di pane.
La stessa cosa che è avvenuta con i supermercati, i negozi, le banche … Realtà sempre più gigantesche nelle mani di pochi esseri disumani: l’élite!
fonte https://disquisendo.wordpress.com/

giovedì 2 febbraio 2017

Le ragazze yazide vengono vendute come schiave sessuali, mentre le donne marciano contro Trump


Il 21 gennaio, alcuni gruppi che si battono per i diritti delle donne hanno organizzato la “Marcia delle donne” in numerose città degli Stati Uniti e del mondo. Queste manifestazioni di protesta hanno principalmente preso di mira il neopresidente americano Donald Trump.
Queste marce hanno visto un gran numero di oratrici e partecipanti. Una di queste, Ashley Judd, ha letto una poesia a Washington, D.C., che chiedeva perché “gli assorbenti interni sono tassati quando il Viagra e il Rogaine non lo sono”.
Mentre la signora Judd parlava della sua terribile tragedia, migliaia di donne e bambine yazide, prigioniere dello Stato islamico, erano vittime di schiavitù sessuale in Iraq e in Siria ed erano scambiate o vendute al mercato come schiave sessuali.
Mentre l’attrice Ashley Judd si lamentava a Washington, D.C., alla “Marcia delle donne” del fatto che “gli assorbenti interni sono tassati quando invece il Viagra e il Rogaine non lo sono”, migliaia di donne e bambine yazide, prigioniere dello Stato islamico, erano vittime di schiavitù sessuale in Iraq e in Siria.
Il 3 agosto 2014, l’Isis attaccò la cittadina yazida di Shingal, in Iraq: più di 9.000 yazidi furono uccisi, rapiti o costretti alla schiavitù sessuale. Gli yazidi sono una minoranza religiosa storicamente perseguitata in Medio Oriente.
Lo Stato islamico ha istituzionalizzato una cultura di stupri e schiavitù sessuale. L’Isis conduce una vera e propria guerra contro le donne. Ha perfino pubblicato un “tariffario” delle bambine yazide e cristiane da uno a nove anni.
Raymond Ibrahim, specialista di Medio Oriente, ha raccontato la storia di una ragazza yazida resa schiava all’età di 15 anni e che è rimasta per diversi mesi prigioniera prima di riuscire a fuggire:
“RICORDO CHE UN UOMO DI CIRCA 40 ANNI VENNE A PRENDERE UNA BAMBINA DI 10 ANNI. QUANDO LA PICCOLA OSÒ OPPORGLI RESISTENZA, LUI LA PESTÒ A SANGUE, CON DELLE PIETRE, E AVREBBE APERTO IL FUOCO CONTRO DI LEI SE NON LO AVESSE SEGUITO. TUTTO CONTRO LA SUA VOLONTÀ. ERANO SOLITI VENIRE A COMPRARE LE RAGAZZE CHE NON AVEVANO UN PREZZO, INTENDO DIRE CHE ESSI CI DICEVANO CHE NOI RAGAZZE YAZIDE ERAVAMO SABIYA [BOTTINI DI GUERRA, SCHIAVE DEL SESSO], KUFFAR[INFEDELI], CHE VENIVAMO VENDUTE SENZA FISSARE UN PREZZO”, VALE A DIRE SENZA CHE AVESSERO UN VALORE DI BASE E QUESTO SPIEGA IL MOTIVO PER CUI LE RAGAZZE YAZIDE POTEVANO ESSERE “VENDUTE” IN CAMBIO DI QUALCHE PACCHETTO DI SIGARETTE.
“Ogni giorno sono morta 100 volte e anche più. Non una sola volta al giorno. Sono morta ogni ora. (…) per le percosse, le sofferenze e le torture”, ha raccontato la ragazza.
Mirza Ismail, fondatore e presidente dell’Organizzazione dei diritti umani yazidi, ha detto in un discorso pronunciato davanti al Congresso americano:
“SECONDO LE NUMEROSE DONNE E RAGAZZE CHE SONO RIUSCITE A FUGGIRE CON CUI HO PARLATO NEL NORD DELL’IRAQ, SONO STATI RAPITI PIÙ DI 7.000 YAZIDI, PER LO PIÙ DONNE E BAMBINI.
“ALCUNE DI QUESTE DONNE E RAGAZZE HANNO DOVUTO VEDERE BAMBINI DI 7-8-9 ANNI MORIRE DISSANGUATI DAVANTI AI LORO OCCHI, DOPO ESSERE STATE STUPRATI PIÙ VOLTE AL GIORNO DALLE MILIZIE DELL’ISIS. QUESTI STESSI MILIZIANI HANNO BRUCIATO VIVE MOLTE RAGAZZE YAZIDE PERCHÉ SI ERANO RIFIUTATE DI CONVERTISTI. PER QUALE MOTIVO? PERCHÉ NOI NON SIAMO MUSULMANI E PERCHÉ IL NOSTRO CAMMINO È UN CAMMINO DI PACE. PER QUESTO, VENIAMO BRUCIATI VIVI: PER AVER VOLUTO VIVERE DA UOMINI E DONNE DI PACE”.
Nel dicembre 2015, fonti giornalistiche hanno rivelato che l’Isis ha venduto donne e bambini yazidi nella città di Gaziantep (o Antep), situata nella Turchia sud-orientale. Gaziantep è conosciuta per essere il centro di diverse attività dello Stato islamico.
Malgrado le minacce, i difensori dei diritti delle donne a Gaziantep hanno protestato contro l’inerzia del governo turco di fronte alle attività dell’Isis.
Un’attivista del gruppo “Piattaforma delle donne democratiche di Gazientep”, Fatma Keskintimur, ha letto un comunicato alla stampa, di cui ecco un estratto:
“TUTTI SANNO CHE LE BANDE JIHADISTE CHE COMBATTONO IN SIRIA RICEVONO L’AIUTO PIÙ COSPICUO DALLA TURCHIA E TUTTI CONOSCONO LE CASE CHE LE CELLULE JIHADISTE UTILIZZANO. (…) TENUTO CONTO DEL PERICOLO CHE QUESTA SITUAZIONE CREA PER GLI ABITANTI DI ANTEP, LO SCONCERTO DELLA GENTE VA CRESCENDO DI GIORNO IN GIORNO.
Anche in simili circostante, i paladini dei diritti delle donne in Turchia – in particolar modo i curdi – continuano a battersi e a protestare contro il governo.
L’anno scorso, ad esempio, “l’Assemblea delle donne yazide” ha celebrato il 3 agosto “la giornata dell’azione internazionale contro i massacri delle donne e il genocidio”. I membri del Partito democratico del popolo (HDP, filo-curdo) hanno organizzato delle proteste in molte città della Turchia per condannare il genocidio yazida e mostrare la loro solidarietà alle vittime.
Safak Ozanlı, un ex deputato dell’HDP, ha detto che l’Isis tiene ancora prigioniere 3.000 donne yazide come schiave sessuali: “a Shingal e Kobane le donne sono considerate dallo Stato islamico come un bottino di guerra. Le donne che rimangono in vita sono vendute agli sceicchi arabi. Noi – come donne – resteremo unite contro l’Isis e tutti i dittatori”.
Anche i membri della minoranza religiosa alevita hanno appoggiato le proteste a Mersin. Zeynep Kaya Cavus, leader del movimento alevita, ha detto che le donne yazide vengono “rapite e ridotte in schiavitù come bottino di guerra ed esposte a sistematiche aggressioni sessuali. Si tratta di un genocidio contro le donne”.
Ci sono inoltre degli americani che fanno del loro meglio per aiutare il popolo yazida, come Amy L. Beam, un’attivista per i diritti umani che vive in seno a questa comunità e opera a sostegno degli yazidi dal 2014. Il suo libro, The Last Yezidi Genocide, è di prossima pubblicazione. La Beam è direttore esecutivo di “Amy, Azadi e Jiyan” (AAJ – che sta per “Amici, Libertà e Vita”), un’organizzazione umanitaria che opera nel Kurdistan iracheno.
“Migliaia di yazidi hanno una lunga lista di familiari morti o scomparsi in Iraq o in Siria, nelle zone sotto controllo dello Stato islamico”, ella ha scritto. “Il loro morale è a pezzi, dal momento che gli aiuti internazionali, un anno dopo l’attacco, sono pressoché inesistenti”.
“I COMBATTENTI DELL’ISIS CHE HANNO RICEVUTO UNA RAGAZZA COME TROFEO DI GUERRA SOTTOPONGONO QUESTE RAGAZZE E DONNE YAZIDE CON I LORO FIGLI (…) A DELLE VIOLENZE FISICHE E A STUPRI RIPETUTI. PIÙ DI UN MIGLIAIO DI LORO SONO RIUSCITE A SCAPPARE DA SOLE O SONO STATE LIBERATE”.
Ci si sarebbe aspettato che le femministe in America avrebbero alzato la voce contro gli attacchi genocidi alle donne e bambini yazidi. Ma non lo hanno fatto. “I gruppi che si battono per i diritti delle donne negli Stati Uniti non hanno espresso il loro sostegno alle donne in Iraq e in Siria che vengono oppresse, rapite e violentate”, ha dichiarato Amy Beam al Gatestone.
Alcune della partecipanti alla marcia delle donne a Washington hanno affermato che Trump le priverà dei loro diritti, un’accusa che molte donne che soffrono sotto i governi o le organizzazioni islamiste troverebbero ridicola. Esse si preoccupano a giusto titolo che venga loro riconosciuto il diritto all’aborto. Ma alla Casa Bianca non si sono insediati gli ayatollah. E Trump sembra determinato a lottare contro il terrorismo islamista, la più grande minaccia per la dignità e la libertà delle donne di tutto il mondo. Questo già mostra il suo impegno per la libertà – soprattutto la libertà delle donne.
Il radicalismo islamico è una minaccia universale. Qualunque colpo inferto che lo indebolisca o lo sconfigga contribuisce a liberare anche le vittime che vivono in altre parti del mondo.
Per così tante persone perseguitate in Medio Oriente, la presidenza di Trump rappresenta una speranza per un cambiamento positivo.
Il 7 novembre, l’Organizzazione dei diritti umani yazidi ha emesso un comunicato pubblico intitolato “Gli yazidi sperano che la presidenza Trump li aiuterà a sradicare l’Isis”. Di recente, una donna yazida in Iraq ha chiamato suo figlio “Trump”.
La marcia delle donne, nonostante tutte le buone intenzioni di un gran numero di partecipanti, ha violato il principio cardine dei diritti umani: “Il peggio prima”.
Purtroppo, molte delle organizzatrici e delle partecipanti alla “Marcia delle donne” a Washington hanno ignorato le donne torturate e sterminate dai terroristi islamisti e quelle che in altri parti del mondo non ricevono un’istruzione e non possono uscire di casa senza il permesso di un uomo.
Se solo queste donne si sentissero motivate a protestare contro la riduzione in schiavitù, gli stupri e le torture delle donne e dei bambini yazidi come hanno fatto per il costo degli assorbenti interni.
Agire come egoiste o come fanatiche deliranti, il cui odio verso un presidente eletto gli fa chiudere gli occhi di fronte ai veri problemi del mondo, non aiuta nessuno. Ci sono state altrettante persone che potrebbero aver odiato altri presidenti.
Che le nostre azioni rammentino alle donne del Medio Oriente che prendiamo a cuore le loro sofferenze.
http://www.complottisti.com/le-ragazze-yazide-vengono-vendute-schiave-sessuali-le-donne-marciano-trump/

L’Euro’ secondo Stiglitz: Anche la Falsa-Sinistra dice “EXIT”



DI RAMIN MAZAHERI
The Saker
Sia  “L’Euro”, cioè il sistema monetario che il libro che porta lo stesso nome, scritto dal premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, possono sembrare complicati. Partendo da quanto ha scritto Noam Chomsky,  e cioè che non c’è niente nelle scienze sociali che non possa essere capito in un paio di minuti  da un qualsiasi autista di autobus – e in effetti non si tratta né di calcoli matematici né di fisica – Concedetemi solo tre paragrafi per farvi comprendere di che si parla:
Stiglitz fa correttamente due affermazioni accademiche indiscutibili:  1° – L’euro ha fallito nella sua promessa di portare prosperità e sicurezza   – 2° –  Non c’è nulla nella sua struttura organizzativa che preveda di poterlo cambiare.
Pensiamoci un momento e ci potremo render conto se questi due punti non costituiscono un attacco contro l’euro – sono fatti, il primo dei quali è chiaro per chiunque. Per quanto riguarda la seconda affermazione invece c’è da credergli, in quanto accademico qualificato, a meno che non preferiate controllare da soli, eventualmente passandovi  un bel Sabato Sera a studiare la struttura dell’euro.
Dopo che dalla Francia ho seguito tutta la crisi della zona euro, per me è impossibile confutare l’ affermazione che la zona euro non sia riuscita a portare prosperità e sicurezza per l’uomo medio francese e che non ci sia niente nella struttura politica attuale che permetta di poter cambiare qualcosa.
Fidatevi. Comunque la prima parte è la parte principale.
Ho pensato di rileggermi il libro di Stiglitz, visto che Marine Le Pen del Fronte Nazionale può arrivare alla presidenza tra pochi mesi, molto grazie alla promessa di far uscire la Francia dall’euro.
E’ di vitale importanza rendersi conto che non sono solo gli ignoranti di destra – come me e come la Le Pen – che vogliono uscire della zona euro, ma anche un uomo dell’economia ufficiale, vincitore del premio Nobel è arrivato alla stessa conclusione. Io sto dicendo solo questo: Non è necessario essere d’accordo con noi, ma non si possono offendere gli euro-exiters- gli euro-scettici – chiamandoli stupidi o razzisti come è stato fatto con i Brexiters o con i  Trumpers : ad un certo punto si deve accettare una discussione aperta.
“L’euro” è un libro molto buono e vale la pena leggerlo. Se si vuol conoscere la verità sulla zona euro, bisogna leggersi l’analisi di chi non ha interessi personali, come Stiglitz. Ma credere che l’euro debba continuare ad andare avanti,  fa pensare al  “fondamentalismo del mercato islamico”, non perché abbia qualcosa in comune con l’Islam, ma perché si andrebbe a suonare la stessa campana fanatica che rintocca sull’occidente come il “fondamentalismo”, o il “neoliberismo”.
Questo dovrebbe far sembrare cristallino lo squilibrio della base ideologica di tutta la zona euro: I neo-liberal non sono affatto preoccupati né dai  25 anni di fallimenti in Africa, né da un decennio perso in America Latina, e nemmeno da quello perso quasi completamente nella zona euro – Stiglitz si sofferma su questo punto più volte nel suo libro.
Quello che Stiglitz non riesce a fare è sottolineare che la vera radice della zona euro è il capitalismo e che l’ideologia che deve essere messa in discussione è proprio questa, non la semplice variante capitalistica del neoliberismo.
Potrei facilmente mettere insieme un po’ di fatti e sulla base delle mie esperienze sul campo mostrare i tanti difetti della zona euro e l’urgenza di doverne uscire o di sostituirla. Ma questa non è la sede. Qui vorrei parlare si qualcosa d’altro, e arrivo subito al dunque:
Stiglitz è un uomo di sinistra che può parlare sia come economista che come giornalista dei media mainstream.
È per questo che nel  titolo scrivo “fake-leftists” –  credo che nessun economista lo chiamerebbe  “economista di sinistra”, ma a tutti gli effetti in economia è a sinistra  quanto lo potrebbe essere una persona  qualsiasi che non si preoccupi abbastanza di scavare fino alla radice dei problemi.
Stiglitz è a sinistra della destra, quindi sarebbe un centrista-che-tendente-a-destra, quindi il fatto che sia costantemente presentato come un economista “progressista” è un errore che con questo articolo vorrei cercare di spiegare.
E come tanti “progressisti” che si trovano a corto di vero sinistrismo, anche Stiglitz non può credere ai suoi occhi e alle sue stesse parole.
I Falsi-Progressisti si tengono sempre fuori dai guai
Tante volte in “The Euro” Stiglitz arriva a conclusioni devastanti sul capitalismo, solo che si non le affronta – le tiene fuori dai guai – e si domanda come si sia potuto arrivare fino a quel punto. Questo è un fallimento intellettualmente indifendibile, intellettualmente insoddisfacente, regressivo e violentemente dannoso. Sfortunatamente, questo è  tipico nella sua esposizione.
“L’austerità ha sempre e comunque avuto gli effetti recessivi osservati in Europa: maggiore è l’austerità, maggiore è la contrazione economica. Perché mai la Troika avrebbe dovuto pensare che questa volta in Europa sarebbe stato differente ? “Questo è ingannevole “.
Anzi no, non è ingannevole  – è esattamente quello che ha sempre fatto il capitalismo. Proprio come hanno fatto in Africa e in America Latina, i neoliberisti vogliono imporre la loro controffensiva nel diritto del lavoro con delle deregolamentazioni, per tornare indietro nel tempo; in Europa volevano mettere fine alle regole-del-lavoro che europei si erano conquistati con decenni di lotte. In Francia – con Hollande, lo scorso anno, hanno imposto la “Legge Macron” malgrado le proteste di massa, e sono stati arrestati migliaia di manifestanti pur di farla approvare.
Di volta in volta Stiglitz presenta atti di accusa devastanti che attaccano chiaramente la premessa che il capitalismo persegua il buon governo sulla base dell’uguaglianza, solo per frenare e mettere subito la retro-marcia.
“Ma i programmi della zona euro sono stati un successo, nel senso che le banche tedesche e quelle francesi sono state rimborsate  …… forse i veri obiettivi della Germania e degli altri paesi creditori sono stati veramente raggiunti.”
Per chi non ha seguito l’ Europa da vicino, questo è esattamente ciò che è accaduto dopo l’inizio della crisi del debito sovrano europeo e il motivo per cui la gente ha perso fiducia nella zona euro: i paesi ricchi – Francia, Paesi Bassi e Germania – non hanno avuto nessuna solidarietà con gli altri abitanti della zona-media-dell’euro (cosa endemica nel capitalismo), e stanno spietatamente conducendo una colonizzazione economica contro le nazioni più povere (cosa endemica nel capitalismo). E sono le banche di Francia e Germania ad essere state salvate, non l’uomo medio indebitato in Grecia o in Finlandia, come Stiglitz dimostra più volte.
Spagna e Irlanda nel 2009, nemmeno avevano bisogno di un piano di salvataggio: Avevano un surplus fiscale e un rapporto debito-PIL sani, ma ora non è più così. Anche se ancora la Grecia sta avendo effettivamente un surplus fiscale! Non importa – che abbiano stroncato i greci pur di poter restituire soldi alle banche del Nord e dell’ovest, forse per decenni.
Stiglitz  ripete queste cose continuamente nel suo libro e le sostiene con fatti accademici. Eppure quando dice “forse i veri obiettivi ….” – con fare apparentemente ironico – non mette un punto interrogativo e questo non è stato un errore grammaticale, anche se la frase è chiaramente una domanda , ma Stiglitz chiude così l’argomento e passa ad altro. Indicativamente passa a parlare de “Il bisogno della crescita”.
Forse, se Stiglitz non fosse intrappolato nella sua ideologia capitalista, nell’ossessione del capitalismo per la crescita, avrebbe potuto inseguire la sua ipotesi (che corrisponde alla realtà) e avrebbe potuto andare ancora oltre. Ma ha mollato tutto, ha lasciato cadere la patata bollente, senza rendersi conto di avere una ossessione capitalista-programmata verso la “crescita”.
Un cinico avrebbe potuto dire che questo è lo spirito della legge: mantenere inalterati i rapporti di potere. Ma sono convinto che le leggi in Europa siano state trainate più dall’ideologia e da un credo economico sbagliato che da veri interessi personali “.
Non è affatto cinico dire che i capitalisti nella zona euro non hanno ancora modificato la critica di sempre verso le sinistre: che il capitalismo promuove inutilmente ed inefficiente mente la concorrenza internazionale e le rivalità imperialistiche. Molti esponenti della sinistra l’ hanno ripetuto per decenni, lo dicono ora, e lo diranno fino a quando 1) il capitalismo non lo farà più – cosa che i capitalisti non vogliono –  2) che il capitalismo troverà una soluzione a questo problema – altra cosa che i capitalisti non vogliono – .
In entrambi i casi Stiglitz, con tutte le sue lauree honoris causa, o non ha letto le basi del pensiero economista della sinistra, o le ha dimenticate, oppure le ha ignorate per la sua deviazione che lo porta alla conferma della sua adorazione-non-progressista-del capitalismo.
Come tutti quelli che credono nel capitalismo, e come tutti quelli che vivono dei principali media 24 ore al giorno, Stiglitz invece di essere lungimirante guarda alla zona euro come una specie di caso isolato del capitalismo fino a che arriva il momento di trarre conclusioni chiare e di logica condanna, ma se ne rimane nella sua torre d’avorio senza guardare al problema con una visione storica.
“La sua costituzione ( della BCE) si fondò su proposizioni ideologiche che erano di modaall’epoca (Stiglitz sta discutendo sul mandato della BCE, che è limitato ad occuparsi  solo di inflazione, e non di crescita, o occupazione, ecc). Questa impostazione, tuttavia, è sempre più messa in discussione , soprattutto dopo la crisi finanziaria globale del 2008 “.
Una ossessione per l’inflazione non è una “moda”, si tratta di un assillo del capitalismo da sempre. Perché? L’inflazione è chiamata “grande livellatore” per una ragione – riduce il valore delle fortune più immense, dato che i ricchi hanno da perdere molto di più da per effetto dell’inflazione!
Ma riduce anche i debiti, quindi che Dio ce la mandi l’inflazione! Almeno per i debitori poveri, che riusciranno a ripagare il loro onere e a  smettere di essere torturati. L’inflazione riduce anche il potere di interesse – e senza questo potere banchieri & usurai dovrebbero andare a cercarsi un vero lavoro per vivere, motivo per cui la temono tanto. E per finire mancando la stabilità tipica della cooperazione comunistica, una inflazione indotta porta alla recessione e poi al caos, che potrebbe arrivare da una rivoluzione che costringerebbe i ricchi a fuggire in qualche altro paese, portandosi dietro solo una parte dei loro illeciti guadagni (vedi rivoluzioni in Russia, Cina, Cuba e Iran per esempio).
Stiglitz sa – per tutti questi motivi – che l’ossessione per l’inflazione è un fondamentale, non una moda.
“Le tristi previsioni (economiche) hanno chiarito il concetto: quel poco che aveva capito la troika dei basilari di economia era spaventoso”. 
Really? ? Possibile che tutte quelle teste d’uovo che guadagnano un pacco di soldi più di me, non capiscano proprio niente di quello che fanno? Il problema qui non è che chi ha un dottorato di ricerca non “capisce” di cosa stia parlando –  ma il vero problema che è la loro ideologia. Non è stata una cospirazione di stupidi o una banda di idioti – NO, è stato il capitalismo che è stato promosso sul comunismo.
L’ ideologia del comunismo mostra chiaramente che la zona euro è stata davvero una cospirazione – un cartello fatto da prestatori di denaro su larga scala. E per quale motivo un affare  di questo genere doveva restar fuori della portata di certe banche il cui del prodotto aziendale lordo annuo può superare la metà di quello di tutte le nazioni del mondo?
Stiglitz dice che nel periodo 1999-2007 la zona euro ha avuto ben pochi successi – “regnavano le divergenze” – cioè, i paesi ricchi prestavano ai paesi poveri della zona euro (redistribuzione economica). Ma quello che è successo è quei prestiti sono stati concessi durante un periodo di crisi e che non potevano essere restituiti.
Ma noi sappiamo che i banchieri hanno come loro obiettivo principale e di routine che si verifichino questi  scenari del genere. E quello che è successo nella zona euro, è  già successo in tutto il Terzo-Mondo durante i due secoli dell’imperialismo europeo – in cui  i paesi indebitati sono stati raccolti a pezzi ( e comprati!) dagli stranieri.
Dire che i banchieri – quelli che hanno progettato l’Eurozona – o la troika non sapessero che cosa stavano facendo è patetico. Stiglitz mostre troppa simpatia  per loro o, forse, o non disprezza abbastanza certi comportamenti “negligenti”.
«È stato solo un incidente, una scivolata, quello di optare per una tassa sulla proprietà che ha portato dolore e sofferenze ai greci e non ha toccato i loro oligarchi ?
“Questa – in qualche modo – è una onesta domanda che fa Stiglitz, e un lettore ideologicamente poco rigoroso potrebbe cullarsi in questo compiacimento, mostrando una qualche simpatia per chi sta orchestrando la ri-colonizzazione della Grecia.
Stiglitz fa la domanda, ma non prende posizione. Questo è quello che può fare una persona che – come lui  – è un falso uomo di sinistra. Una forma di sinistrismo a cui nessuno vuole assimilarsi. Una sinistra che perde. Una sinistra che imbarazza quelli di sinistra nel dire che sono di sinistra.
Prendere posizione costringerebbe Stiglitz a cambiare la sua visione radicalmente a favore del capitalismo e metterebbe a rischio tutte le sue belle lauree honoris causa. (Ho una t-shirt con scritto “Where’s my bailout?- Dov’è il mio piano di salvataggio?”
Dov’è la mia laurea honoris causa, eh? Centinaia di pagine scritte da gente impopolare della sinistra e le lacrime dei francesi per gli attacchi con i gas lacrimogeni non gliela faranno ritirare, eh?
Ma concludiamo :     “No, non è stato un incidente! Succede sempre così. Queste decisioni a favore dell’oligarchia sono una routine nel capitalismo. Questo è solo un misero piccolo esempio che Lei, ha reso pubblico e che non ha nemmeno spiegato in modo corretto,  Illustre Dr. Stiglitz, PhD, Esq, Rev., DDS!”
Perché preoccuparsi dei ‘fatti’ alternativi’ quando non ci si preoccupa della ideologia
I fatti non contano, perché nelle scienze sociali l’ideologia filtra tutto. Ancora una volta, non parliamo né di matematica né di fisica – se così fosse, la politica economica non sarebbe contestata e l’austerità non regnerebbe ancora.   
I capitalisti hanno una ideologia e non vogliono che la si chiami “Islamic market fundamentalism” così la chiamano “neoliberismo”, ed è questo che alla base della zona euro. Lei, Dr. Stiglitz, vuole essere un capitalista e non un “fondamentalista del mercato islamico”, d’accordo? La zona euro è necessaria, dice?  Bene. Proviamo a giudicare l’Eurozona in base alle sue condizioni neoliberiste: Come capitalista Lei, ovviamente, accetta che le recessioni economiche e le depressioni facciano semplicemente parte della vita, e Lei è disposto ad accettare che tutti ne soffrano ( o ne godano)  le conseguenze.
Ma giudice di qualsiasi politica capitalista è la durata e la profondità delle flessioni capitalistiche e da questo punto di vista la UE ha completamente fallito. Questo sarà un decennio perso. Ho pietà per quei poveri ragazzi disoccupati, perché stanno soffrendo per il rifiuto di accettare i fatti che chiedono-impongono un cambiamento di ideologia.
Esiste una alternativa alla zona euro – non è una scelta divina- e come scrive Stiglitz, i sistemi monetari vanno e vengono. Se esistono limiti strutturali che ci impediscono di cambiare l’euro allora è l’euro che deve andare via. 
Cari lettori Capitalisti, anche il vostro imperatore prenderà freddo, se continuerà a restare senza vestiti: la Germania dal 2007 ha avuto una crescita media annua del 0,8% – questo è un fallimento, e questo è il vostro paese leader ? E questa è una storia di successi?
Joe dovresti saperla meglio
Ma Joseph Stiglitz, con tutte le sue lauree da testa d’uovo che lo rendono molto più intelligente di me e di qualunque autista di autobus, dovrebbe conoscere molto bene tutte le devastazioni del capitalismo, perché non si rilegge qualcuna di quelle pagine di economia scritte da quelli di sinistra, ogni tanto? Questo non è chiaro. Ma io dico che Stiglitz dovrebbe saperla meglio perché viene da Gary, Indiana, la mia ex città natale.
Gary, per chi non la conosce, è la porta americana dell’inferno industriale per eccellenza. E’ la cittadina più povera, più nera, più violenta dell’ America.  Bianchi che fuggono, razzismo, capitalismo, inquinamento, droga, armi, nessun futuro – Gary è tutto quello che nessuno vuole. Non si può nemmeno paragonarla con un suo stereotipo dell’epoca sovietica perché al posto della vodka, c’è un razzismo umiliante, una violenza mortale e tanto crack. Gary è veramente un buco dove sono concentrati tutti i fumi che rutta l’acciaio e le peggiori puzze di ascelle d’America. La maggior parte della gente che vive nella vicina Chicago è troppo spaventata anche solo per fermarsi per il gas … e ai media mainstream o ai politici, di questo,  non può fregargliene di meno.
La tristezza del passato, del presente e del futuro di Gary, avrebbero dovuto bastare a Stiglitz per rinunciare al capitalismo, ma non è stato abbastanza. Come la maggior parte dei “progressisti” che non vedono abbastanza lontano per trovare qualche differenza reale o duratura, tutto il tono del suo libro dimostra che Stiglitz   “si preoccupa sinceramente”. Se ne preoccupa veramente e … questo fa di lui una persona più illuminata rispetto un qualsiasi fascista egoista.
Come la maggior parte dei suoi colleghi di una falsa-sinistra non discute mai di “classe”, ma ama discutere dell’ambiente. E se ci fosse una componente economica per i diritti dei bagni per i transgender, sono ragionevolmente sicuro che Stiglitz si sarebbe concentrato anche su quelli. Lui – nascondendosi da solo la vera interpretazione della sinistra – si accontenta di essere “disorientato” nel modo meno-poetico nella più triste delle “scienze” – e crea una falsa impressione di quello che “progressista” dovrebbe realmente significare.
Il meglio che il cuore mezzo-progressista di Stiglitz può fare è cocederci qualche munizione per la lottare – ed è questo che fa con “The Euro”. Di tutto questo non ha colpa, ma nemmeno ci guadagna grandi onori.  Qualcuno in una posizione influente con la sua dovrebbe sarebbe uscito dai canoni tradizionali e avrebbe proposto soluzioni reali invece di cercare di aggiustare qualcosa che, come ben sa, nun può funzionare , è rotto: il capitalismo.
Il fatto di essere “frainteso” non Le dovrebbe far guadagnare premi in economia – la gente si merita soluzioni immediate.
L’euro ha dimostrato che non c’è “Terza Via
Gentilezza, educazione, amore per i diritti umani non sono bastati all’Europa per poter dimostrare che capitalismo e comunismo possono combinarsi in un sistema fondato sul capitalismo. Questo è esattamente ciò che l’Euro avrebbe dovuto fare, ma il capitalismo è semplicemente troppo forte e deve essere limitato in modo drastico. La zona euro ha permesso all’imperialismo europeo di accendere la sua fiamma e questo dovrebbe essere cristallino per Lei più di quanto già lo sia per un numero sempre crescente di cittadini dell’Eurozona.
Quello che si sta formando, malgrado la recessione globale,  è insieme di capitalismo e comunismo in un sistema basato sul comunismo.
La Cina è in forte espansione; Cuba ha avuto una crescita costante del 2% dall’inizio della Grande Recessione, nonostante il blocco genocida; dopo l’Iran nel 1989 (una vittoria del comunismo ignorata) un solo paese al mondo ha aumentato maggiormente il suo indice di sviluppo umano – la Corea del Sud.
Distruggere l’euro, sì, perché è stato realizzato in modo tale che (non) sia possibile riformarlo, come Stiglitz ha dimostrato ripetutamente. L’Euro è stata una unione economica prima che una unione politica, e le pene per cavarsela in qualche modo ed arrivare a raddrizzare l’unione politica farebbe troppo male a centinaia di milioni di persone per decenni – il prezzo è troppo alto.
Ci deve essere un altro modo, anche se chi è a favore dell’euro dovrà più volte piangere perché TINA: There Is No Alternative. L’euro è stato, dopo tutto, creato nel 1992 – l’URSS era finita e così è diventato “storia”. Questa filosofia antidemocratica è stata scritta nella struttura genetica dell’euro, secondo Stiglitz.
Ma l’unico modo per cui qualsiasi progetto paneuropeo potrà mai avere successo – e Stiglitz questo lo scrive più volte – è  la solidarietà. Quello che non dice è che non c’è nessuna solidarietà pan-nazionale nel capitalismo.
Porta ad esempio il modello degli Stati Uniti, ma gli USA sono sempre stati, fondamentalmente, uno stesso paese. Non è come se gli Stati Uniti si fossero fusi con le tribù di nativi americani o con i territori degli schiavi africani liberati. L’Europa ha bisogno di una propria soluzione, non di una copia di quella degli Stati Uniti, così come Cuba ha bisogno di un proprio modello, l’Iran del proprio, etc.
L’euro ha indubbiamente fatto diminuire il sentimento di solidarietà che sarebbe  tanto vitale per qualcosa come l’euro che non ha mai funzionato bene. La Grecia diffida della Germania che diffida del Portogallo che diffida della Francia che diffida di chiunque, compresi i francesi, etc.
Non ci può essere nessun dubbio su questo. Il progetto di un euro-capitalista ha rovinato la solidarietà europea, e io – intrepido reporter sul campo – posso dirvi che non vedo nessun “boom della solidarietà” all’orizzonte. Vedo l’estrema destra, il razzismo, il protezionismo e la chiusura delle frontiere. Perché? Ebbene, l’euro non è riuscito a portare prosperità e sicurezza, e si può anche chiederne conferma ad un capitalista-reazionario come Stiglitz! 
La storia moderna dimostra che qualsiasi tipo di solidarietà – soprattutto quella pan-nazionale o razziale – richiede un impegno di ideologia comunista. L’URSS era l’unico impero basato su azioni positive, dopo tutto. Il comunismo è l’unica strada percorribile, come abbiamo visto per decenni.  La domanda, se esiste, non è “se” ma “quanto”.  Stiglitz, e tutto il suo capitalismo mascherato da falsa sinistra, riesce a vederlo, ma guarda da un’altra parte.

Ramin Mazaheri è corrispondente capo da Parigi per Press TV e vive in Francia dal 2009. E’ stato reporter negli Stati Uniti, Cuba, Egitto, Tunisia, Corea del Sud e altrove. Ha pubblicato su diverse riviste, giornali e siti web, così come in radio e televisione.
29.01.2017
 fonte comedonchisciotte.org autore della traduzione Bosque Primario

Non la Nato, ma la sinistra è «obsoleta»

di Manlio Dinucci - 01/02/2017
Non la Nato, ma la sinistra è «obsoleta»
Fonte: Il Manifesto

Autorevoli voci della sinistra europea si sono unite alla protesta anti-Trump «No Ban No Wall», in corso negli Stati uniti, dimenticando il muro franco-britannico di Calais in funzione anti-migranti, tacendo sul fatto che all’origine dell’esodo di rifugiati ci sono le guerre a cui hanno partecipato i paesi europei della Nato. Si ignora il fatto che negli Usa il bando blocca l’ingresso di persone provenienti da quei paesi – Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan, Yemen, Iran – contro cui gli Stati uniti hanno condotto per oltre 25 anni guerre aperte e coperte: persone alle quali sono stati finora concessi i visti d’ingresso fondamentalmente non per ragioni umanitarie, ma per formare negli Stati uniti comunità di immigrati (sul modello di quella dei fuoriusciti cubani anti-castristi) funzionali alle strategie Usa di destabilizzazione nei loro paesi di origine.
I primi ad essere bloccati e a intentare una class action contro il bando sono un contractor e un interprete iracheni, che hanno collaborato a lungo con gli occupanti statunitensi del proprio paese.
Mentre l’attenzione politico-mediatica europea si focalizza su ciò che avviene oltreatlantico, si perde di vista ciò che avviene in Europa. Il quadro è desolante. Il presidente Hollande, vedendo la Francia scavalcata dalla Gran Bretagna che riacquista il ruolo di più stretto alleato degli Usa, si scandalizza per l’appoggio di Trump alla Brexit chiedendo che l’Unione europea (ignorata dalla stessa Francia nella sua politica estera) faccia sentire la sua voce. Voce di fatto inesistente quella di una Unione europea di cui 22 dei 28 membri fanno parte della Nato, riconosciuta dalla Ue quale «fondamento della difesa collettiva», sotto la guida del Comandante supremo alleato in Europa nominato dal presidente degli Stati uniti (quindi ora da Donald Trump).
La cancelliera Angela Merkel, mentre esprime il suo «rincrescimento» per la politica della Casa Bianca verso i rifugiati, nel colloquio telefonico con Trump lo invita al G-20 che si tiene in luglio ad Amburgo. «Il presidente e la cancelliera – informa la Casa Bianca – concordano sulla fondamentale importanza della Nato per assicurare la pace e stabilità».
La Nato, dunque, non è «obsoleta» come aveva detto Trump. I due governanti «riconoscono che la nostra comune difesa richiede appropriati investimenti militari».
Più esplicita la premier britannica Theresa May che, ricevuta da Trump, si impegna a «incoraggiare i leader europei miei colleghi ad attuare l’impegno di spendere il 2% del Pil per la difesa, così che il carico sia più equamente ripartito». Secondo i dati ufficiali del 2016, solo cinque paesi Nato hanno un livello di spesa per la «difesa» pari o superiore al 2% del Pil: Stati uniti (3,6%), Grecia, Gran Bretagna, Estonia, Polonia.
L’Italia spende per la «difesa», secondo la Nato, l’1,1% del Pil, ma sta facendo progressi: nel 2016 ha aumentato la spesa di oltre il 10% rispetto al 2015. Secondo i dati ufficiali della Nato relativi al 2016, la spesa italiana per la «difesa» ammonta a 55 milioni di euro al giorno.
La spesa militare effettiva è in realtà molto più alta, dato che il bilancio della «difesa» non comprende il costo delle missioni militari all’estero, né quello di importanti armamenti, tipo le navi da guerra finanziate con miliardi di euro dalla Legge di stabilità e dal Ministero dello sviluppo economico. L’Italia si è comunque impegnata a portare la spesa per la «difesa» al 2% del Pil, ossia a circa 100 milioni di euro al giorno. Di questo non si occupa la sinistra istituzionale, mentre aspetta che Trump, in un momento libero, telefoni anche a Gentiloni.
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=58225

Rotterdam - Disinformazione democratica

    Rotterdam - Disinformazione democratica Nei giorni scorsi tutte le televisioni (ad iniziare dal TG di SKY) e i giornali (e non soltanto...