giovedì 28 novembre 2013

ARTE E TEST NUCLEARI. di Francesca Salvador

foto dell'autore
"2055"
Questo è il numero di esplosioni nucleari effettuate nelle varie parti del globo.

L’artista giapponese Isao Hashimoto ha creato una affascinante, pur se innegabilmente spaventosa, mappa - “ritmata dal tempo di intervallo” -  delle 2.053 esplosioni nucleari che hanno avuto luogo tra il 1945 e il 1998, iniziando con il test "Trinità" del Progetto Manhattan vicino a Los Alamos, e concludendo con i test nucleari del Pakistan del maggio del 1998.

Nel 1996 vi fu un trattato di moratoria dei test nucleari non firmato da tutti i paesi.

Dopo il trattato, nel 1998 India e Pakistan effettuarono 4 test nucleari da allora solo due altre esplosioni sotterranee ad opera della Korea del nord una nel 2006 ed un altra nel 2009. (dati "ufficiali")

Ogni nazione ottiene un blip e un puntino lampeggiante sulla mappa, ogni qualvolta abbia fatto detonare un ordigno nucleare, con un conteggio visibile sulla barra superiore e inferiore dello schermo.




Video di: Isao Hashimoto

Nato nella prefettura di Kumamoto, in Giappone nel 1959.
Ha studiato presso il Dipartimento di Arte, politica e gestione dei Musashino Art University, Tokyo.
Attualmente lavora per Lalique Museo, Hakone, in Giappone come curatore.


Mah, che dire?
Se dal 1945 ad oggi, avessimo investito un miliardesimo della somma spesa per questi test, in un progetto di rinverdimento dei deserti, ora vivremmo in un paradiso terrestre (etimologicamente, la parola paradiso, ha attinenza con "giardino")
ma questa, è tutta un'altra storia...
di Francesca Salvador 

PALERMO: LA PROCURA RESPINGE LA LETTERA DI NAPOLITANO, DOVRA' TESTIMONIARE!

La Procura di Palermo ed altre parti del processo, si sono opposte all’acquisizione della lettera inviata dal capo dello Stato alla Corte d’assise del processo sulla trattativa Stato-mafia.
“Non ci sono norme che consentono di surrogare la testimonianza con scritti provenienti dallo stesso testimone. Si tratta di un atto fuori dalla regola che non ci consente di rinunciare alla testimonianza del capo dello Stato”. 
“La lettera del capo dello Stato non può essere intesa come sostitutiva della testimonianza del teste. La lettera infatti non esaurisce l’argomento da chiarire così come da capitolato di prova” cosi' il procuratore aggiunto Vittorio Teresi.
Del resto non è stato Napolitano a dire che la legge è uguale per tutti? Non ha detto che lo stato di diritto non è mai venuto meno, e Berlusconi, che osava affermarlo, era un visionario? 
Servito: qui gladio ferit, gladio perit

MARIO MONTI SPIEGACI DOVE E' FINITO L´ORO DEGLI ITALIANI

Le riserve auree diminuite in valore di 5,669 miliardi a 98,123 miliardi al 31 marzo 2012. Si vendono l’oro e senza dire niente ai cittadini! Dov’è finito quell’oro: venduto ai russi o ai cinesi, avidi compratori di riserve auree in questo momento? Oppure è andato in pegno alla Bce come collaterale di qualcosa, su richiesta della Bundesbank sempre più terrorizzata dalle perdite potenziale del programma Target 2? Una cosa è certa, l’operazione non nasce dall’emergenza. Lo scorso novembre, infatti, fecero scalpore per qualche ora le dichiarazioni del presidente della Commissione parlamentare per l’Europa del Parlamento tedesco, Gunther Krichbaum, in un’intervista al quotidiano “Rheinischen Post”: per ridurre il debito pubblico, l’Italia deve mettere in vendita una parte delle riserve auree.

La singolare proposta giunse dopo il netto no della Germania alla richiesta di vari Stati europei di un utilizzare le riserve auree della Banca centrale tedesca a ulteriore garanzia del cosiddetto Fondo salva Stati (Efsf) nel caso in cui la situazione economico-finanziaria peggiorasse. Pochi giorni dopo, si unì a questo coro anche Michael Fuchs, vicecapogruppo della Cdu, il partito di Angela Merkel, che al Bundestag tuonò: «Gli italiani devono mettere a posto i conti, quindi o portano a termine le privatizzazioni oppure vendono le loro riserve di oro». Un’opinione sottoscritta anche da Frank Schaeffler, dell’Fdp, che considerava «necessario» che gli Stati indebitati «vendano parte del loro oro o lo depositino a garanzia presso la Banca centrale europea». E l’Italia può in effetti contare su quasi 2.500 tonnellate di oro, la quarta riserva al mondo dopo Usa, Germania e il Fondo monetario internazionale, per un valore stimato intorno ai 102 miliardi di euro. In questo senso, la vendita del 20% del totale detenuto coprirebbe l’esborso richiesto dagli accordi internazionali.
Peccato che questo sarebbe un segnale di decadenza che avrebbe pesanti conseguenze sull’economia, sugli equilibri dei mercati e sulle valutazioni delle agenzie di rating: insomma, il governo dei tecnici bocconiani pare che abbia fatto come le famiglie indebite che portano catenine e fedi nuziali ai “Compro oro” per pagare le bollette scadute! E senza dire nulla a nessuno, ma soltanto seguendo pedissequamente le richieste tedesche. Il fatto è che quell’oro non è proprietà dello Stato italiano ma del popolo italiano, tanto che lo stesso Giulio Tremonti, quando nel 2009 voleva tassare le plusvalenze generate dalle riserve di Bankitalia, fu bloccato dal governatore della Bce, Jean-Claude Trichet, che disse in Parlamento «Siamo sicuri che l’oro sia della Banca d’Italia e non del popolo italiano?» e dallo stesso Mario Draghi, all’epoca a capo di Palazzo Koch, secondo cui «le riserve auree appartengono agli italiani e non a via Nazionale».


E queste pratiche non sono una novità nel nostro Paese. Nella primavera del 1976 a Palazzo Chigi c’era Aldo Moro e il Tesoro era nelle mani di Emilio Colombo. La crisi valutaria imperversava e fu inevitabile ricorrere all’aiuto del governo tedesco di Helmut Schmidt che concesse un prestito di due miliardi di dollari, chiedendo però in garanzia 540 tonnellate d’oro, che traslocarono contabilmente dai libri della Banca d’Italia di Paolo Baffi a quelli dell’Ufficio italiano cambi. Fino al 1997, quando il passaggio inverso determinò una gigantesca plusvalenza sulla quale Palazzo Koch pagò 3.400 miliardi di lire di imposte: una manna per il governo di Romano Prodi, impegnato nel tentativo di riportare il disavanzo pubblico sotto il 3% del Pil per poter agganciare l’ euro, visto che l’incasso imprevisto avrebbe contribuito ad abbattere di un altro 0,18% il rapporto fra deficit e Pil. Peccato che Bruxelles, dove già avevano detto no alla rivalutazione delle riserve auree tedesche e alla vendita dell’oro della Banca centrale del Belgio, non diede il proprio consenso. Come siamo entrati nell’euro, poi, è cosa nota a tutti.
Com’è, come non è, a febbraio di quest’anno il quotidiano britannico “The Independent” rilanciava la conferma di una forte pressione tedesca fin dall’inizio del 2012 affinché Roma mettesse mano alle sue riserve per incidere sullo stock di debito: insomma, dove non arrivò il governo Prodi – che propose inoltre la vendita di piccole quantità delle nostre riserve per incentivare lo sviluppo dell’economia nazionale – potrebbero essere arrivati i professori, i tecnici. Tanto che il 19 gennaio scorso i deputati Fabio Rampelli e Marco Marsilio presentarono un’interrogazione parlamentare (con richiesta di risposta scritta) indirizzata al ministro dell’Economia e delle Finanze – leggi Mario Monti – per chiedere lumi al riguardo. A tutt’oggi, che io sappia, si attende risposta.
Signore e signori, questi si vendono l’oro (può essere un’alternativa, ma è sempre l’ultima e comunque andrebbe quantomeno annunciata e discussa in Parlamento) mentre le banche incassano e gioiscono (e non pagano nemmeno l’Imu per le sedi delle Fondazioni, il vero cancro politico-economico del sistema): attenzione, la strada che abbiamo intrapreso è decisamente greca. E con la Spagna destinata a ristrutturare in parte il debito entro l’autunno, rischiamo davvero grosso.

“Quello che conta è la posizione del giudice” dice De Mistura

Non hanno fatto niente,si sono cullati di un accordo sciagurato fatto con l’India,Letta assente,la Bonino doppiamente assente,Mauro a fare il palafreniere,gli altri coordinatori assenti pensavano al loro ingresso tra i servi dei poteri forti,vero Alfano? E quindi questi sono i risultati,quando degli incapaci privi di onore e di valori ,devono occuparsi di un qualcosa che non appartiene alla loro natura e tocca al De Mistura sparare cavolate,del resto al responsabile De Mistura,responsabile insieme ad altri del vecchio governo,è stato ritagliato un ruolo ad hoc,quello del fesso di turno.
E da buon fesso di turno ha dovuto rilasciare qualche commento sulle notizie che arrivano dall’India,non la Bonino,non Letta ,che ha parlato dei marò soltanto per fare un favore a Monti e Napolitano il giorno delle dimissioni di Terzi,difendendo quella sciagurata decisione di rimandarli in India,tutto contento di fare il favore a Napolitano e Monti ,e a quanto pare il video su you tube se le pubblicato lui,forse per far vedere che bravo lec …  leggiadro politico. Ma ritorniamo a De Mistura ecco i suoi commenti :”Anche in passato abbiamo 
visto notizie della stampa indiana che poi rappresentavano soltanto delle illazioni. Sia da parte del governo indiano che delle autorita italiane non ci sono commenti. Quello che conta per noi  - e' la posizione del giudice. Avevo gia detto che la Nia poteva essere tentata di innalzare il tiro, ma conta la posizione del giudice e delle autorita'' indiane". In merito alla notizia di oggi, ha concluso dicendo "non abbiamo commenti come non li hanno le autorita'' indiane".
Da aggiungere che se la notizia fosse vera ed è stato consegnato lunedi il rapporto  della Nia,con il De Mistura in India,se nessuno lo ha informato una domanda sorge spontanea? Che cavolo va a fare in India?

La Nia presenta il rapporto che accusa i marò,prevede la pena di morte.

La Nia ha presentato il rapporto che accusa i marò. Nonostante le richieste del ministero degli esteri indiano che ha chiesto,dice lui e dicono i giornali indiani,pene più lievi ,la Nia ha presentato lunedi il rapporto al ministero degli interni e in base a questo rapporto d’accusa  si chiede di perseguire i due marò,in base alla “Sua Act”che reprime la pirateria con la pena di morte. Queste notizie sono apparse oggi sull’Hindustan Times ,e al giornalista dell’Ansa che ha chiesto conferma alla Nia hanno risposto con un “no comment”.
Se la notizia venisse confermata,molti degli autori del ritorno in India dei nostri marò devono cominciare a preoccuparsi,per non aver rispettato le prerogative Costituzionali dei nostri due fucilieri della marina e insieme ai vecchi rappresentanti del governo appaiono anche i nuovi rappresentanti,che hanno pensato a raccontare le favolette,e forti di un accordo di condanna basato sul nulla si sono cullati della loro malafede non cacofonica come l’ha definita Mauro,ora dicessero al paese le cose come stanno,prima di dirle alla Procura,e facessero quello che fino a oggi non sono stati di fare,se hanno bisogno di consulenti chiedessero a noi cittadini l’importante  e che non li fornisca il “Capo delle forze armate” Ha già fatto troppi danni.


Il gen. Fernando Termentini autore di un esposto alla Procura di Roma ha dichiarato :”LE ASSICURAZIONI DATE A DE MISTURA IL 21 MARZO NON VALEVANO NULLA COME HO PIU’ VOLTE SCRITTO E FORMALIZZATO ALLA PROCURA DI ROMA E QUESTA E’ LA CONFERMA CHE SPERIAMO SIA SOLO  UNA NOTIZIA DESTINATA A RIMANERE TALE.
CHI LI HA ESTRADATI DEVE COMUNQUE COMINCIARSI A PREOCCUPARE !!!!!!!!!!!!!!!!

E questo il testo dell’Hindustan Times

Fishermen killings: NIA seeks death for marines
Saikat Datta,

“The National Investigation Agency (NIA), probing the case against two Italian Marines for killing two Kerala fishermen, has recommended that they be charged under an Act that mandates the death penalty.
The NIA sent a report seeking sanction for prosecution to the union ministry of home affairs (MHA) on Monday despite repeated entreaties from the ministry of external affairs (MEA) seeking a lesser charge. The MHA, NIA and the MEA confirmed to HT that the report seeking sanction for prosecution was received on Monday evening.
Earlier Salman Khurshid, the minister for external affairs had assured the Italian government that the two marines would not be charged with death penalty. Khurshid made this commitment after the marines went home on bail and the refused to return to India.
Two Italian marines, serving as security guards on an Italian-flagged oil tanker Enrica Lexie had shot dead two Indian fishermen about 20 nautical miles off Kerala in February last year.
The lawyers of the marines, Massimiliano Latorre and, say their clients mistook the fishermen for pirates and fired warning shots into the water. The two marines do not admit killing anyone or aiming directly at the fishing boat.
At the heart of the furious debate between the two ministries is a specific law that was passed in 2002. The ‘Suppression of Unlawful Acts Against Safety of Maritime Navigation and Fixed Platforms on Continental Shelf’ Act (SUA) is clear that if anyone causes death, then they will be awarded with a death penalty. This is stated in clause 3 (g) (i) of the Act which states: “causes death to any person shall be punished with death.”
The MEA is keen to resolve the issue and ensure that the marines are not prosecuted under the Act because the courts may award them death penalty.
This would be a violation of the commitment made by Khurshid, which they state, is as good as a sovereign guarantee.
But the NIA and the MHA differ and in the files that have gone back and forth, they state that the prerogative to decide the marines’ fate is left to the Indian courts.
“There is also a legal tangle here because the killing of the Kerala fishermen occurred at sea, just beyond India’s territorial claims which extend up to 12 nautical miles (NM),” a senior MHA official familiar with the issue told HT on the condition of anonymity.
India’s exclusive economic zone extends from 12 NM to 200 NM and the SU Act 2002 applies to this area. “Our logic is that by killing the fishermen, the marines committed an act that jeopardised navigation. Since this was death, they are liable to be charged with an Act that also mandates the death penalty,” an NIA official dealing with the case told HT.
Incidentally, the SUA Act also conforms to the UN conventions and laws of the sea. Sources in the NIA and MHA confirmed to HT that they will stand by their position on prosecuting the Italian marines under this Act.
After the report seeking sanction for prosecution was sent by NIA to the home ministry, the MEA has taken the position that they will “carefully take into account the legal position before taking any decision

mercoledì 27 novembre 2013

L' onda Tricolore!


In tantissimi abbiamo partecipato alla manifestazione di solidarietà per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, lunghi viaggi sono stati affrontati, si è sfidato il meteo, si è camminato sotto una pioggia incessante, ma stranamente le cronache non sono state riempite dall' effettiva partecipazione popolare, perchè tale è stata, per fortuna ci ha pensato Aldo Casamento del gruppo facebook  " Siamo tutti Marò " a svolgere un lavoro degno del miglior cameramen, sotto una pioggia incessante e telecamera imbracciata, ha percorso tutto il corteo per rendere immortale la partecipazione della gente, grazie Aldo, il tuo impegno ha reso inutile l' inganno di chi voleva che tutto questo passasse inosservato.





di Aldo Casamento : 


Pubblicato in data 26/nov/2013

MANIFESTAZIONE DI ROMA DEL 23.11.2013 -  Videocronaca Video dedicato a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, come privati cittadini, come gruppi pro marò di facebook, come membri di associazioni d'Arma, giorno 23.11.2013 si sono recati a Roma per manifestare solidarietà ai due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ingiustamente fermati in India malgrado la loro innocenza e per avere ubbidito alle disposizioni delle Autorità italiane. Ma dedicato anche a tutti gli assenti, per impedimenti vari o per causa di forza maggiore, ma virtualmente presenti, che hanno comunque collaborato e collaborano con i vari gruppi di facebook solidali ai nostri fucilieri di marina. La manifestazione è stata caratterizzata da apoliticità e apartiticità, tanto che anche i ragazzi di Casa Pound intervenuti, si sono distinti per non aver ostentato alcun simbolo politico e nessuno slogan politico, ma sventolando solo bandiere italiane, come tutti gli altri partecipanti. I manifestanti erano un "mare" in tempesta per i padroni del vapore. I mass media che hanno sottostimato, o che non hanno messo nel giusto rilievo la manifestazione, hanno avuto un atteggiamento ambiguo non perchè disinformati o poco professionali, ma perchè bugiardi in quanto determinatamente collusi con chi vuole stroncare ogni ritorno ad istanze di sovranità nazionale, in ossequio alle "istruzioni" che ricevono dai Club economici globalizzanti. In base alle sottostime che di questa manifestazione ha fatto certa stampa, con questo video adesso abbiamo tutti l'opportunità di sbugiardare le false informazioni, nonché di individuare e diffidare di quella parte di stampa e Tv asservita ai cosiddetti poteri forti, nazionali e internazionali, e apprezzare chi invece fa ancora informazione libera. Per il futuro useremo internet e i social media per supplire alle informazioni false, fuorvianti e partigiane. Pertanto il gruppo facebook SIAMO TUTTI MARO' vi invita a condividere questo video dovunque, possibilmente con questa presentazione che state leggendo

L' Italia dal cuore grande, la nobiltà d' animo di una Donna Italiana


Nel mondo virtuale si puo' anche avere la fortuna di conoscere persone dalla levatura morale altissima, è cosi che ti vedo Rossella cara amica mia, un angelo fatta donna, e sento il dovere di riportare i tuoi pensieri che ho visto scritti in questo articolo di Gianni Fraschetti in modo tale che tutti li possano condividere e fare propri, grazie dal profondo del cuore di esistere,
con affetto sincero
Antonio Milella

di Gianni Fraschetti -

Con una mossa a sorpresa Napolitano e Monti decidono di rimandare in India i due maro' ed in un breve e doloroso istante l'Italia torna alla condizione  di "espressione geografica", cosi’  come la aveva perfidamente definita Metternich in una nota al Conte Dietrichstein. Non esistiamo piu'  come entita' geopolitica sovrana, non c’e’ nemmeno piu’ la vecchia italietta del dopoguerra e siamo passati dal triste ruolo di aspirante Lander tedesco a quello di ridicolo statarello dell'Unione indiana e nulla puo' giustificare questa capitolazione totale, men che mai motivazioni di carattere commerciale e nemmeno  una minaccia di guerra da parte dell'India, tante volte ci fosse stata. C'e' poi da rimanere allibiti nel constatare che nessun partito o leader politico abbia finora bollato questa vicenda, questa riedizione immonda dell' 8 Settembre con le parole di fuoco che merita, mentre gli italiani,  anche se disattenti, divisi e cloroformizzati, assistono comunque sbigottiti a questo scempio non avendo pero' la percezione netta  che e' lo scempio di se stessi e della loro carne quello che vedono.  La frattura tra le donne e gli uomini in uniforme e la nazione nel suo complesso, gia' latente  da anni, si avvia  adesso a divenire aperta ed  insanabile. La contestazione dei paracadutisti a Di Paola il giorno della festa della Folgore non fu  quindi un caso. I soldati, palesemente posti ai margini e  dimenticati dal loro paese,  cominciano ormai a trasudare  aperto disprezzo per la gerarchia dalla quale dipendono  e per i capi militari, pienamente assimilabili ormai a quelli politici. Le Forze Armate, sfiancate da anni di operazioni fuori area, sanguinose, demenziali e senza altra logica che compiacere qualche potente alleato che poi puntualmente se ne frega di noi, vengono  adesso ferite nei  sentimenti piu' profondi,  in maniera insanabile,  con  questa terribile e grottesca vicenda. Gli ambienti politici, coadiuvati dalla stampa mainstream,  stanno tentando in tutti i modi  di minimizzare la cosa, di assimilarla  alla normalita', di spacciarla quasi come un brillante successo diplomatico ma gli italiani tutti, quelli di qui e quelli di la', pur se distratti ed in altre faccende affaccendati, hanno  compreso che sta avvenendo  qualcosa di tragico, che travalica addirittura il pur luttuoso  episodio che ha dato origine al tutto ed investe con violenza  i fondamentali stessi  su cui poggiano Stato e Nazione e le  ragioni profonde per le quali 60 milioni di persone stanno insieme e si definiscono popolo. Al di la' della buona fede di questo o di quello, che pure ci sara',  i reparti operativi che hanno pagato e pagano un tributo di sangue altissimo sull'altare di scelte politiche quantomeno  discutibili,  sono stati traumatizzati a fondo dalla vicenda e  dalla amara consapevolezza  del livello infimo al quale siamo scesi nel rinnegare i valori fondamentali  di una societa'  civile ed organizzata  e nell'anteporre considerazioni vuote, meschine e mercantili alla dignita'  di un intero popolo. Una  logica da miserabili, da straccioni morali  che riducono il destino di due persone e delle loro famiglie ad un calcolo da salumieri, talmente sfacciato nella sua triste evidenza che non si puo' non farci caso, nemmeno volendo. Hanno venduto due soldati un tanto al chilo, deliberatamente, freddamente e questa vicenda rappresenta  per tutte le persone in uniforme una lezione unica nel suo genere, eccezionale. Una lezione da non dimenticare mai piu'. E cio' mentre si parla con insistenza di un prossimo impiego nel Mali, e quindi altra sofferenza,  altri morti ed  altri lutti. Ora i militari sanno con certezza cosa possono aspettarsi, in cambio del loro sangue e dei loro sacrifici, da una classe politica indegna, avida, gonfia di privilegi di ogni tipo e nonostante cio’ mai sazia, che si accomuna in cio' alle alte gerarchie militari e di uno stato in avanzata decomposizione. Tutti uniti  nel pensare unicamente alla propria sopravvivenza ed intanto la  Nazione sta collassando su se stessa, come una marionetta cui sono stati tagliati i fili mentre il mondo intero ci sommerge di risate di scherno. Mentre mi facevo un giro in rete per sondare gli umori della gente comune mi sono imbattuto in una lettera di una mia amica, Rossella Ceriali. Una lettera aperta, indirizzata alle famiglie di  Latorre e Girone. La riporto qui, integralmente. E' la testimonianza di una ragazza italiana, di una sposa e di una madre. I buoni sentimenti di una persona per bene e senza grilli per la  testa. E sono decine di milioni. Non meritano tutto questo. Non meritano questa gentaglia che ci governa.

" Io credo che la notte appena passata difficilmente la scorderò perchè forse per la prima volta davvero nella mia vita mi sono immedesimata in un'altra persona, anzi, in questo caso, in più persone, e ho avuto davvero la sensazione di dolore puro entrare nel cuore.
Il primo pensiero che ho avuto è stato verso Max e Salvo, come figlia di un militare, che in India non volevano più tornare, perchè avevano, a ragione veduta, paura, e che però per qualche settimana hanno creduto davvero di non ritornarci piu. Ma poi hanno dovuto, costretti, cedere. Sotto shock, senza nessuna possibilità di scelta, devono fidarsi.
E qui arriva il secondo pensiero, in questo caso ancora più accentuato in quanto mamma, verso i bambini dei due nostri Marò (e d'ora in avanti lo scriverò sempre MAIUSCOLO)..un bacio, lo strazio, un abbraccio che non vorrebbe finire mai..
E quella disciplina militare tradita dall'indisciplina dell'uomo in una storia incredibile, al di là della vicenda prettamente politica.
Una storia di due ragazzi, due di noi, e lo dico con grande orgoglio, che in pochi mesi hanno sofferto come in 10 vite intere.
E già mi immagino la serenità invidiabile delle famiglie, che devono essere forti per i loro cari, perchè non vogliono che si preoccupino per loro.
Una serenità che cela un dolore, un tradimento, un'angoscia di un incubo già vissuto ma che adesso è tornato e peggiore del precedente.
Forse la decisione di far tornare i ragazzi in quel paese cosi lontano da noi in tutti i sensi non arriva cosi inaspettata visto che da giorni era in atto un pressing fortissimo da parte delle istituzioni, da quando si è aperto il caso dell'ambasciatore italiano sono cominciati i problemi e le preoccupazioni.
E i ragazzi oltre alle loro famiglie a noi, chi avevano intorno? chi li ha aiutati? chi li ha sostenuti?
Ma loro non avevano molta scelta, sono marinai, sono soldati, SONO UOMINI D'ONORE, SONO IL NOSTRO ORGOGLIO, uno dei pochi che ancora rimane a questa Italia sottomessa al volere di chicchesia.
E consapevoli che la rassicurazione dal governo indiano che non è prevista la pena di morte è una "non rassicurazione".
Loro che sono vittime quanto quei due pescatori, perchè hanno solo fatto il loro dovere di soldati. E il loro paese li ripaga cosi.
Loro che spiegano ai loro bambini del perchè hanno agito in tal modo, perchè è il loro lavoro, o meglio è la loro missione, perchè per un soldato, difendere la propria patria non è un lavoro, è una MISSIONE.
Che viene dal cuore.
Questo mi ha sempre insegnato mio padre.
E la vergogna verso chi ha usato la loro (finta) liberazione per una campagna elettorale ancora più vergognosa, che li ha esibiti come piccoli trofei all'occorrenza e ora li ributta in chissà quale angolo.
NON SI GIOCA COSI CON LA VITA DI DUE ESSERI UMANI. NO!
Qualcuno al ministero dice che non stiamo rimandando i nostri ragazzi verso un destino ignoto... e che non rischiano la pena di morte.
Ah, grazie tante per l'ipocrita rassicurazione! e su quali basi ci dovremmo ancora fidare?
Valeva la pena di alzare i toni con l'India ed arrivare ad uno strappo diplomatico cosi pesante se poi siamo stati costretti a rimandarli indietro?
Qui ci si vanta tanto di regole di diritto internazionale che devono essere rispettate, ma che fino ad ora non lo sono state.
Io ora, come tutti noi, addolorata per quanto successo nel giro di poche ore, vedo ora solo una dignità che voleva che i nostri Marò tornassero in India perchè " pacta sunt servanda" ma che invece sono stati solamente piegati dal fardello di un disastro diplomatico.
Ma ora più che mai NOI SIAMO QUI. SEMPRE “.
Rossella

fonte : http://informare.over-blog.it/article-una-lettera-i-sentimenti-i-maro-la-dignita-emerge-un-nuovo-disgusto-116421338.html

Un ringraziamento a  Gianni Fraschetti autore dell' articolo originale.

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