venerdì 24 giugno 2016

QUALCUNO HA FATTO DUE CONTI SUL FISCAL COMPACT?


Come noto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nel Documento di Economia e Finanza (DEF) varato nel mese di aprile di quest’anno, ha ulteriormente rimandato il pareggio di bilancio al 2019, anno in cui dovrebbe scattare il famigerato Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance nell’unione economica e monetaria (meglio conosciuto come fiscal compact). Già il fatto che il pareggio di bilancio previsto dal fiscal compact venga rinviato per il terzo anno consecutivo dovrebbe farci capire che non si tratti propriamente di un affare: infatti il governo, bontà sua, ha ritenuto «controproducente» introdurre una stretta ulteriore a causa della deflazione e stagnazione in corso, accusando di eccessivo rigore le politiche di bilancio dell’eurozona.
Per inciso, è sempre utile ricordare cosa prevede questo pateracchio approvato dal nostro Parlamento con 584 voti favorevoli tra Camera e Senato e solo 89 contrari:
– obbligo del perseguimento del pareggio di bilancio
– obbligo di non superamento della soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% del PIL (e superiore all’1% per i paesi con debito pubblico inferiore al 60% del PIL)
– significativa riduzione del rapporto fra debito pubblico e PIL, pari ogni anno a un ventesimo della parte eccedente il 60% del Pil
– impegno a coordinare i piani di emissione del debito col Consiglio dell’Unione e con la Commissione europea.
Ma qualcuno ha fatto due conti per capire di cosa si tratta? Beh, li ho fatto io. Supponiamo per un momento che il fiscal compact sia entrato in vigore quest’anno e vediamo quali conseguenze avrebbe.
Per capire come occorre procedere, bisogna fare una piccola digressione sulla politica economica. Chi non è interessato, o lo sa già, può saltare direttamente alla tabella.
Il deficit o disavanzo di bilancio dell’anno corrente, indicato con Ft, rappresenta la differenza tra lo stock di debito dell’anno corrente (Bt) e quello dell’anno precedente (Bt-1), cioè ci dice di quanto è aumentato (o diminuito) il debito rispetto all’anno scorso. In formule:
Bt – Bt-1 = Ft
E quindi:
Bt = Bt-1 + Ft
Dividendo tutto per il valore del Pil dell’anno in corso, Yt, si ottiene:
Bt/Yt= Bt-1/Yt + Ft/Yt
Ma il valore del Pil dell’anno corrente, Yt, è per definizione pari a quello dell’anno precedente, Yt-1, moltiplicato per uno più il tasso di crescita n, cioè Yt = Yt-1•(1+n).
Sostituendo:
Bt/Yt= Bt-1/[Yt-1 ·(1+n)]+Ft/Yt
O, in maniera del tutto equivalente:
Bt/Yt= 1/(1+n)·Bt-1/Yt-1+Ft/Yt
Il rapporto debito/Pil di quest’anno è pari al rapporto debito Pil dell’anno precedente moltiplicato per 1/(1+n), dove n è il tasso di crescita del PIL nominale, sommato al rapporto deficit/Pil di quest’anno.
A questo punto, noti tutti i dati relativi all’anno precedente e noto il rapporto deficit/Pil per l’anno corrente, attraverso la formula precedente siamo in grado di calcolare il tasso di crescita del Pil necessario per centrare gli obiettivi di riduzione del rapporto debito/Pil imposti dal fiscal compact. I risultati sono riassunti nella seguente tabella:

Elaborazione su dati ISTAT (2015)
Per rispettare il fiscal compact, imponendo un fabbisogno pari allo 0,2% del Pil, come stabilito nel Documento di Economia e Finanza, occorrerebbe avere una crescita in termini nominali almeno del 2,98% cui corrisponderebbe, ipotizzando lo stesso deflatore del 2015, un incremento del Pil reale intorno al 2,81%. Il debito passerebbe da 2.171.671 milioni di euro a € 2.175.041 milioni e conseguentemente, ipotizzando la costanza del tasso d’interesse sul debito, l’avanzo primario Pb passerebbe dai 26.052 milioni di euro del 2015 a ben 66.123 milioni. E qui casca l’asino! Questo vorrebbe dire fare una manovra da oltre 40 miliardi di euro!!! Per rendere l’idea dell’ordine di grandezza, la famosa manovra “affossa-Italia” (pardon, volevo dire “salva-italia”) del governo Monti valeva la metà, ma era riuscita da sola ad affossare il Pil del 2,82% in termini reali!!! E nonostante questa manovra “monstre”, per centrare l’obiettivo dovremmo crescere quasi del 3%. Vi pare verosimile? Se non fosse tragico, sarebbe comico. Faccio notare un’altra cosa veramente esilarante: quanto varrebbe, in queste condizioni, il moltiplicatore fiscale? Il moltiplicatore fiscale misura la risposta del prodotto interno lordo alle variazioni della politica fiscale, cioè fornisce una stima della variazione del Pil conseguente alla variazione della spesa pubblica e/o dell’imposizione fiscale. Per i keynesiani il moltiplicatore fiscale è tipicamente una quantità maggiore di 1: la riduzione della spesa pubblica (o l’aumento di tasse) di 1 euro provoca una caduta del reddito più grande di 1 euro, e viceversa. Teoricamente può essere anche leggermente minore di 1 qualora la propensione marginale all’importazione sia molto grande, ma si tratta di casi eccezionali. Lo stesso Blanchard, che aveva previsto per la Grecia un moltiplicatore sorprendentemente basso (pari a 0,5), si è visto costretto a scrivere un paper, dal titolo “Errori Previsionali di Crescita e Moltiplicatori Fiscali”, per scusarsi del grossolano errore e riconoscere che il moltiplicatore effettivo era circa tre volte maggiore (stiamo parlando di un errore di oltre il 200%!!!). Qui andiamo addirittura oltre, infatti il moltiplicatore fiscale varrebbe:
δY/δG=(1.685.073-1.636.372)/(-40.071)=-1.22
Addirittura un valore negativo, peccato che, per definizione, il moltiplicatore fiscale debba essere un valore positivo!!!! Questo la dice lunga sulla fattibilità del fiscal compact e sulle competenze di chi lo ha ideato.
Se, in barba al pareggio di bilancio (che in maniera economicamente criminale è stato addirittura inserito in Costituzione), volessimo calcolare il tasso di crescita minimo necessario per ridurre il debito in base a quanto stabilito dal fiscal compact, ma senza modificare il saldo primario (cioè senza dovere tagliare la spesa o imporre nuove tasse), avremmo:
Elaborazione su dati ISTAT (2015)
Potremmo farcela incrementando leggermente il rapporto deficit/Pil (che passerebbe dal 2,17% al 2,53%), ma avremmo bisogno di una crescita “cinese” pari al 4,87%. Stiamo parlando in termini nominali, pertanto, se avessimo un’inflazione almeno al 3%, ci basterebbe una crescita di poco inferiore al 2% per raggiungere l’obiettivo senza sforzo, ma all’interno dell’eurozona, ove vige il falso idolo della deflazione, questo è decisamente irrealizzabile! Non a caso, stiamo parlando di un tasso di crescita che non abbiamo mai visto nel nuovo secolo, come evidenzia il grafico seguente (notate l’impennata del Pil che sarebbe necessaria, evidenziata dal cerchietto rosso):
2016-06-03_155653
Elaborazioni su dati ISTAT
Benvenuti all’inferno.

di Claudio Barnabè
fonte http://scenarieconomici.it/

sabato 18 giugno 2016

Aerei che fanno piovere improvvisamente: il VIDEO diffuso dalla CNN – tecnica in uso da decenni



Scie chimiche no, scie chimiche si, scie chimiche forse. Che tutte le scie “sospette” rilasciate dagli aerei possano essere considerate tentativo di misterioso rilascio di sostanze chimiche è un dibattito molto seguito da diversi anni. A volte si urla allo scandalo, altre volte alla sospetta bufala, altre volte gruppi contrapposti si impegnano fin troppo a scontrarsi tra loro. In questo breve articolo ci limitiamo a diffondere un filmato pubblicato dalla tv americana CNN che mostra un aeroplano effettuare un cloud seeding (inseminazione di nuvole), una tecnica che mira a cambiare la quantità ed il tipo di precipitazioneattraverso la dispersione nelle nubi di sostanze chimiche che fungano da nuclei di condensazione per favorire le precipitazioni. Le sostanze maggiormente usate sono lo ioduro d’argentoe il ghiaccio secco (obiossido di carbonio congelato). Il VIDEO:
La tecnica non è affatto nuova: tra il marzo 1967 al luglio 1972 l‘esercito statunitense, durante l’Operazione Popeye, inseminò con argento iodato il Vietnam del Nord, e specificatamente il Sentiero diHo Chi Minh, al fine di prolungare la stagione monsonica. In seguito a questa operazione si ebbeun’estensione della stagione delle piogge tra i 30 e i 45 giorni.
http://sapereeundovere.com/aerei-che-fanno-piovere-improvvisamente-il-video-diffuso-dalla-cnn-tecnica-in-uso-da-decenni/


ANDREA SCANZI MASSACRA LETTERALMENTE BENIGNI: "SERVO DI RENZI AL SERVIZIO DEI MASSONI"












Andrea nel suo editoriale asfalta Roberto Benigni dopo le sue ultime dichiarazioni che riguardano il suo voto al prossimo Referendum di Ottobre. Riportiamo il virgolettato:

"Leggo che Benigni, quello che anni fa in tivù recitava i suoi sermoni laici sulla sacralità della Costituzione, voterà sì al referendum che vuol sancire lo sfascio della Costituzione di cui sopra:quando si dice la coerenza.
Caro Roberto, ti ho voluto bene, e tutto sommato sempre te ne vorrò, perché certe tue cose resteranno: dal Cioni Mario a tutti gli Ottanta, fino al tuo ultimo apice La vita è bella. Siamo pure concittadini, e fino a un certo punto ce l’hai avuto eccome quell’approccio da guastatore toscano, da provocatore sboccato: da pazzo tanto esilarante quanto (in realtà) lucidissimo. Per carità: non potevi fare sempre la stessa cosa, e mettersi a toccare la “patonza” della Carrà a sessant’anni sarebbe stato un po’ ridicolo. Lo so. E pazienza – voglio essere buono – se un tempo prendevi in braccio Enrico e poi Mastella. Pazienza.
Qui però non siamo più all’incendiario che si fa pompiere: siamo al satirico che si fa mesto turibolo del Potere. Siamo al guitto che rinuncia totalmente al suo ruolo: e questa, per un artista, è la colpa più grave. Perdonami, ma vederti passare da “Berlinguer ti voglio bene” a “Renzi mi piaci tanto”, o dal “Woytilaccio” che fu all’attuale “Volevo fare il Papa da grande”, mette una tristezza che non hai idea. Lo scrivo con dolore, senza dimenticare l’affetto e la gratitudine, ma in tutta onestà era difficile per teinvecchiare peggio di così. Peccato.
FONTE IL FATTO QUOTIDIANO
http://attivistaa5stellenews2.blogspot.it/2016/06/andrea-scanzi-massacra-letteralmente.html

domenica 12 giugno 2016

La disinformazione creata ai danni dei marò e di Luigi Di Stefano.

 

Continua l'opera di disinformazione,ecco venir fuori nuovi articoli sul caso marò non per accertare i fatti,diritto internazionale,giurisdizione,capo d'accusa inesistente,regole costituzionali ma stupidaggini del tipo centro destra contro centrosinistra.Sei uno stupido di centrodestra devi pensarla a questa maniera,se sei uno stupido di centro sinistra devi pensarla a quest'altra maniera,il resto non esiste.

Da ricordare che quando scoppio il caso c'era una maggioranza in parlamento di centro destra nessuno aprì bocca.La Russa parlò fuori dal parlamento.
Quando i marò furono rimandati in India nessuno si oppose tutti a dire stronzate sulle parola degli italiani.
Ma questo non bastava bisognava vedere a quali livelli di zombismo siamo arrivati in Italia.
Molto interessante questa ricostruzione di Luigi Di Stefano che ripropongo c'è da dire che 6 deputati del PD invece di fare qualche interrogazione sui marò la fecero su Di Stefano
E c'è da dire che il giochetto cominciò dopo che l'emerito demerito Giorgio Napolitano li ricevette al Quirinale.
Alfredo d'Ecclesia

Il perito di Ustica: Wiki-menzogne, i marò sono innocenti

«Attenzione: i due marò del San Marco sono innocenti e contro di me è stata montata una classica operazione didisinformazione». Parola di Luigi Di Stefano, già consulente sul caso-Ustica, definito “il finto ingegnere di Casa Pound” dal “Fatto Quotidiano”, che in un articolo di Luca Pisapia rilancia la ricostruzione di Matteo Miavaldi, redattore di “China Files”, ripresa da “Giap”, il newsmagazine di Wu-Ming. Per Di Stefano, non c’è alcuna prova che i due militari italiani siano colpevoli dell’uccisione di due pescatori indiani, così come non regge la perizia balistica indiana secondo la quale a sparare e uccidere sarebbero stati i marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che il 15 febbraio 2012 scortavano la petroliera Enrica Lexie in prossimità della costa del Kerala. Quel giorno, insiste Di Stefano, in quel tratto di mare incrociava anche una petroliera greca, che nessuno ha voluto controllare.
La fonte del “depistaggio”, sostiene Di Stefano, è una pagina di Wikipedia, redatta in inglese già lo scorso novembre e gremita di inesattezze, nella I due marò fermati in Indiaquale per giunta si taccia di inclinazioni “cospirazioniste” il consulente italiano, allo scopo di screditarlo in partenza e “disarmare” la sua tesi innocentista. «In sostanza – scrive Di Stefano nel suo blog – l’ipotesi innocentista è basata sul lavoro di un incompetente non adeguatamente “titolato” e pure politicamente inadeguato». Tuttavia, aggiunge il tecnico (che non nega di essere vicino a Casa Pound) l’operazione non parte da “Wu Ming”, da Miavaldi o dal “Fatto”: la “colpa” è di Wikipedia, che accusa Di Stefano di aver svolto sul caso Ustica nient’altro che indagini “personali” e tendenziose. In realtà, dopo aver collaborato come consulente tecnico col giornalista Franco Scottoni di “Repubblica”, Di Stefano è stato consulente tecnico di parte civile per i familiari delle vittime di Ustica e poi per l’Itavia, proprietaria del velivolo precipitato in mare il 27 giugno 1980: «Il mio lavoro, teso a dimostrare che l’aereo non era precipitato per cattiva manutenzione e a dimostrare che era stato abbattuto da un missile, è stato più che efficace», dichiara Di Stefano, ricordando il risarcimento accordato all’Itavia.
«Già mesi fa – scrive sempre Di Stefano – avevo verificato che la pagina Wikipedia dedicata ai fatti della Enrica Lexie era stata formata da una persona del Kerala e da attivisti di sinistra del movimento “pacifista” internazionale: è chiaro che, essendo il mio sito web l’unico a sostenere la tesi innocentista, e in modo molto efficace, e in inglese, si sia montata l’operazione di delegittimazione nei miei confronti». Secondo Di Stefano, che nel suo sito smentisce accuratamente l’impianto dell’accusa – perizia balistica a suo avviso inattendibile, e presenza-fantasma di una petroliera greca che quel giorno subì davvero un tentativo di abbordaggio, non lontano dalla Enrica Lexie – la non colpevolezza dei due militari italiani è «evidente». Se Miavaldi e “Giap” hanno sposato la tesi colpevolista ma sono interessati soprattutto a denunciare l’incredibile propaganda sciovinista e la strumentalizzazione mediatica del caso, con politici a caccia di voti col pretesto di “difendere” i due marò, Di Stefano preferisce analizzare Luigi Di Stefanol’operazione di disinformazione di cui si dichiara vittima, a cominciare da Wikipedia.

I soggetti che hanno formato la pagina sotto accusa, scrive Di Stefano, risultano localizzati a Lugo di Romagna, Imola, Roma e Palermo. «Poi abbiamo uno di Bruxelles in Belgio, e un misterioso “Natobxl” con codice Ip coperto». La sezione di Wikipedia viene completata il 26 novembre, l’articolo di Miavaldi è del 3 gennaio come il servizio di “Giap”, mentre l’articolo di Pisapia sul “Fatto” è del 5 gennaio. «In sostanza una operazione didisinformazione da manuale, ai miei danni, per rendermi inattendibile e con me le evidenze di innocenza», conclude Di Stefano, che annuncia il ricorso alla Procura della Repubblica, per «valutare se è esistito un unico disegno criminoso», ovvero se l’operazione sia stata organizzata «per pregiudicare le possibilità dei due militariitaliani». Quanto a Casa Pound, Di Stefano precisa: «Non faccio formalmente parte dell’organizzazione, non prendo le decisioni, non partecipo alle riunioni, ma mi hanno chiesto di essere il loro responsabile per le politiche energetiche e lo faccio volentieri». E comunque: «Tengo più alla loro considerazione che a quella dei saltimbanchi di cui abbiamo parlato finora».

Luglio Agosto e Settembre

Ottobre Novembre e Dicembre 

http://alfredodecclesia.blogspot.it/2013/05/i-maro-raccontati-dal-fatto-quotidiano.html
fonte http://www.libreidee.org/2013/01/il-perito-di-ustica-wiki-menzogne-i-maro-sono-innocenti/

Rotterdam - Disinformazione democratica

    Rotterdam - Disinformazione democratica Nei giorni scorsi tutte le televisioni (ad iniziare dal TG di SKY) e i giornali (e non soltanto...