martedì 17 gennaio 2017

RECORD! Giovanna Botteri dagli Stati Uniti: tre bufale in un minuto.

RECORD! Giovanna Botteri dagli Stati Uniti: tre bufale in un minuto.

Vi riportiamo un ottimo fact-checking di Mazzucco di luogocomune.it sul servizio dell'inviata Rai negli Stati Uniti Giovanna Botteri a proposito della prima conferenza stampa rilasciata da Trump.

Il video di Mazzucco si conclude con questa domanda, che facciamo nostra: "ma perché i cittadini italiani devono pagare il canone per pagare lo stipendio a persone come la Botteri che distorcono sistematicamente quello che ci raccontano?".

Perché?
fonte http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-record_giovanna_botteri_dagli_stati_uniti_tre_bufale_in_un_minuto/82_18581/



LA GRAN BRETAGNA (ROTHSCHILD) SOSTIENE IL GENOCIDIO SAUDITA NELLO YEMEN



Il Dottor Rodney Shakespeare, riferendosi ad un rapporto sulla vendita della Gran Bretagna di armi illegali all'Arabia Saudita ha affermato :
''Il Regno Unito sostiene i regimi autocratici piu' brutali al mondo.
Mi riferisco al regime dell'Arabia Saudta che sta occupando il Bahrain ed il Regno Unito ha sostenuto questa occupazione. Come anche il genocidio attuato dall'Arabia Saudita, attraverso bombe a grappolo, contro lo Yemen.''

Fonte :

http://www.presstv.ir/Detail/2017/01/11/505826/UK-Saudi-Yemen-Fallon-cluster-bombs-Shakespeare
http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/

LA CIA DISPONE DI ARMI CHE PROVOCANO ATTACCHI DI CUORE


Nel 1975 al Senato americano viene testimoniato che la CIA dispone di armi segrete che possono sparare piccoli dardi avvelenati e causare attacchi di cuore.
Il dardo di questa arma segreta della CIA e' in grado di penetrare i vestiti e lasciare solo un minuscolo puntino rosso sulla pelle.
Sulla penetrazione del dardo mortale, la vittima puo' sentire come se morsa da una zanzara o puo' anche non sentire niente.
Il dardo velenoso si disintegra quando centra il bersaglio.
Il veleno letale poi entra rapidamente nel flusso sanguigno causando un attacco di cuore.
Una volta che il danno e' fatto il veleno denatura rapidamente in modo che l'autopsia abbia poche
probabilita' di rilevare che l'attacco cardiaco e' stato provocato da qualcosa di diverso da cause naturali. (1) (2)
Il 13 gennaio 2017 e' morto per attacco di cuore Udo Ulfkotte noto per aver denunciato che i giornalisti sono 'comprati' dalla CIA (3)

Fonti :

(1) http://www.military.com/video/guns/pistols/cias-secret-heart-attack-gun/2555371072001

(2) https://www.youtube.com/watch?v=BSEnurBApdM

(3) http://www.maurizioblondet.it/udo-ulfkotte-morto-56-anni-rivelato-giornalisti-comprati-dalla-cia-colleghi-esultano/

http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/



SINDACO DI VISSO (CITTA' COLPITA DAL TERREMOTO) : GLI SMS POST-TERREMOTO SONO UN INGANNO



Il gelo che ha investito in questi giorni quasi tutta l'Italia, continua a non dare tregua, con temperature al di sotto delle medie stagionali. C'era da aspettarselo. Se il fontanone di Roma,  con lastre di ghiaccio che escono dalle fontane rappresenta un'attrazione turistica, c'è chi, come i terremotati del sisma del 24 agosto, del 26 e 30 ottobre che sono disperati.   

Mentre a Norcia, pochi giorni fa è stato inaugurato tramite l'Esercito, un terzo modulo abitativo, che permetterà a una ventina di persone di trascorre l'inverno e il gelo in una struttura al riparo dalle temperature glaciali, le Marche sembrano essere abbandonate a se stesse. I terremotati vivono in roulotte, con tanto di stalattiti di ghiaccio. Eppure il sisma è del 24 agosto scorso. Poi quello del 26 e 30 ottobre ha messo in ginocchio 60 comuni del Maceratese. Molte le visite prima del referundum di tutte le cariche istituzionali, per far sentire la vicinanza dello Stato alle popolazioni terremotate che in poco meno di 2 minuti hanno perso tutto: casa, attività commerciali. Ora sono soli e costretti a vivere come ladri, per raccogliere in cinque minuti, per ragioni di sicurezza dovute alla sequenza sismica ancora in corso, nel reperire coperte, maglioni pesanti, il cambio giornaliero, un paio di scarpe.

Nonostante le temperature notturne arrivino oltre i meno 10 gradi, i riflettori delle tv sono spenti. E la gente, continua a rimboccarsi le maniche, patendo il freddo e temperature gelide.  Ma le casette e le tensostrutture anche per gli animali, che continuano a morire per il freddo, promesse fatte all'indomani del sisma di magnitudo 6.5, non ci sono ancora. Siamo nel 2017, ma chi passa a fatica con le catene in questi luoghi, ha di fronte a sé una situazione surreale. Sfollati abbandonati a se stessi. Solo questo si nota.

Giuliano Pazzagliani, sindaco di Visso, uno dei borghi più belli dei monti Sibillini, le cui immagini della devastazione del sisma, hanno fatto il giro del mondo, non ci sta nel vedere  la propria cittadina, dopo oltre due mesi, dimenticata da tutti. E lancia una provocazione a Panorama.it, “gli sms solidali sono ingannevoli!”.

Perché?
Si promuovono come intervento a favore dei terremotati per ricostruire le scuole, anche se poi in realtà potrebbero essere utilizzati anche per altri scopi come si evince nel sito della protezione civile. La convinzione di chi dona è che lo sta facendo a favore delle popolazioni colpite, nello specifico a favore delle scuole, mentre in realtà l'aiuto è solo a favore dello stato che cosi si trova sollevato dall'onere.

E allora cosa fare?
Sarebbe non solo più opportuno ma un vero e proprio dovere morale utilizzare quelle risorse (ricavato degli sms solidali ndr) a favore delle popolazioni colpite, per esempio. aiutando artigiani, commercianti e allevatori. In questo modo l'aiuto sarebbe a favore non solo della popolazione ma addirittura dell'intero territorio perché aiutando la base del sistema economico se ne garantisce la sopravvivenza.

Parliamo dell'accentramento legislativo, disposto dal Governo...
Sta emergendo che aver accentrato tutto ha complicato le procedure. Cioè le ha rese meno efficaci e in qualche caso ha peggiorato la situazione precedente. Faccio un esempio lampante: la viabilità. Prima era di competenza della Provincia, ora è dell'Anas, compresa la competenza per lo sgombero della neve che la responsabilità degli interventi necessari. E' stato lamentato da tutti un netto peggioramento del servizio.

Come mai?
Nonostante un minor numero di strade da dover seguire, nonostante precipitazioni inferiori a quelle dovute fronteggiare quasi sempre in passato, nonostante le condizioni meteo avverse fossero state largamente previste il servizio è stato pessimo con conseguenze negative che avrebbero potuto diventare tragiche qualora fosse stato necessario effettuare un intervento di soccorso.  Entrando nel dettaglio evidenzio che nei comuni di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera è rimasta solo una strada di accesso, dalla quale arrivano i lavoratori (pubblici o privati), oltre a mezzi e forniture e sempre dalla quale transitano mezzi di manutenzione o soccorso.

Una strada sola di accesso, dopo il sisma?
Sì. Lasciarla nelle condizioni in cui è stata lasciata ha significato complicare l'approvvigionamento di acqua alle frazioni rimaste prive, ha comportato la difficoltà per le squadre di manutenzione che dovevano raggiungere rotture sulle linee (elettriche, gas) e ci ha esposti al rischio che eventuali mezzi di soccorso non avrebbero potuto raggiungere l'ospedale. Rimanendo sempre sulle strade evidenzio poi che a 2 mesi e mezzo dalla frana, di cui tutti i tg hanno trasmesso le immagini,  nulla ci è stato comunicato riguardo la riapertura della Valnerina in direzione Roma, viabilità vitale per tutta una serie di motivi e unica di collegamento con metà delle frazioni di Visso. La conseguenza è che per raggiungere Molini,(frazione di Visso, a cinque chilometri venendo da Roma sulla strada statale Valnerina, con ristorante e allevamento di trote ndr) ci volevano 5 minuti, ora quasi 2 ore!!!

Cosa serve per snellire l'iter burocratico, in tempi di urgenza come questa?
Un maggior coordinamento dei sindaci come livello intermedio tra vertice (commissario e vice) e base (popolazione). Mi convinco sempre di più che sia fondamentale. Solo cosi si potrà chiedere con efficacia soluzioni che noi avevamo indicato in tempo e che ora dimostrano tutta la loro necessità.

Un esempio?
Uno lampante, sono le strutture provvisorie per il ricovero degli animali. Noi avevamo chiesto la possibilità di autorizzare i tunnel, facili da istallare e eventualmente rimuovere dopo. Avrebbero evitato di dover lasciare gli animali all'aperto a 15 gradi sotto zero, per non farli morire. Sono molti però gli argomenti che in questo modo si potrebbero affrontare e che ci vedrebbero nelle condizioni di poter chiedere con una forza che ora non abbiamo.

Fonte :http://www.panorama.it/news/cronaca/gli-sms-post-terremoto-sono-un-inganno/
http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/

domenica 15 gennaio 2017

Un'analisi come le altre. di Stefano Davidson


Un'analisi come le altre:
Il Matteopoldo che strepita e cerca di rientrare è probabile segno che sappia perfettamente di essere sostanzialmente fuori gioco.
A chi fallisce in certe cose non viene data un'altra occasione e lui lo sa bene, ma non essendo più nulla (ovvero essendo il Segretario di un Partito prossimo al botto definitivo per la questione MPS. Il PD sarà il capro espiatorio sacrificato dal sistema per tentare di tenersi comunque il Paese) ed avendo tradito il tradibile, sa anche che sarà tanto se salverà le chiappe dopo le prossime rivelazioni.
Quindi che fare?
Far finta di esistere ancora e sperare in quei "tifosi" fedelissimi che lo hanno seguito (alcuni solo per odio nei confronti del M5S) e che forse continueranno a farlo a prescindere, proprio perché al di là di ogni logica di capacità di comprensione di quanto realmente tentato, fatto e non fatto dal loro faro.
A mio avviso oggi il fanfarone non vale un 15%.
Stefano Davidson

ATTENZIONE! DOMANDA ASSOLUTAMENTE "NOT POLITICALLY CORRECT" di Stefano Davidson


ATTENZIONE!
DOMANDA ASSOLUTAMENTE
"NOT POLITICALLY CORRECT":
Che differenza c'è tra gli ottanta euro d'anticipo dati dal 16enne per l'omicidio dei genitori e gli ottanta euro dati dal 40enne, allora aspirante Leopolduce, a circa 10 milioni e duecentomila italiani, per uccidere la Costituzione e la democrazia nel Paese dopo che, nello stesso, la sua politica e quella dei suoi predecessori (sempre al servizio degli stessi) ha provocato in Italia più di 1.000 suicidi, riconducibili alla crisi economica indotta dagli stessi che hanno nel 2014 nominato il rignanese* ?
*In caso di dubbi su questa affermazione leggersi il rapporto del 2011 sulla salute economica dei Paesi dell'UE redatto dal Prof. Raffelhueschen dell'Università di Friburg.
PS: senza contare il numero di "migranti" che grazie alla politica criminale degli stessi elargitori di 80 euro giacciono sul fondo del Mediterraneo.
II PS: e quelli che dopo aver ricevuto gli ottanta euro hanno votato PD per riconoscenza come li classifichiamo?
Stefano Davidson


La stampa occidentale e l’impero atlantico della menzogna!

udo-ulfkotte
Questo articolo lo dedichiamo a tutti coloro che hanno ancora il coraggio di prendere per oro colato tutto ciò che tv e media di regime rigurgitano quotidianamente. Costoro rifiutano forzatamente l’idea di vivere un periodo molto buio di propaganda alquanto inquietante. E’ davvero, passatemi il termine, da COGLIONI, per chi ancora si trova in uno stato comatoso permanente, e da ASSASSINI, per chi invece inganna la massa, credere/far credere di vivere in libertà visto che il nostro sistema è fondato sul denaro che è al di sopra di ogni cosa. Pensate davvero che la sanità è corrotta fino al midollo e che i giornalisti, invece, scrivono davvero la realtà dei fatti? 
Qualche settimana fa Beppe Grillo, che non è certo un nostro idolo, ha chiesto l’istituzione di un tribunale popolare contro le falsità propinate dai media quotidianamente. Manco dirlo, ha causato una violenta reazione dei giornalisti e della politica che lo hanno accusato di fascismo e illiberalismo. Eppure quando scrivono falsità, e ne scrivono davvero tante, non sono costretti manco a chiedere scusa o a rettificare. Fonte: SONDAGGIO – I media italiani devono chiedere scusa ai cittadini #ChiedeteciScusa
Non dimentichiamo che nella classifica mondiale della libertà di stampa l’Italia si ritrova al 77° posto e che l’informazione è finanziata con soldi pubblici. Ogni anno, lor signori, si pappano decine e decine di milioni di euro. Inutile dire che questi soldi potrebbero essere spesi meglio e per la gente.
Oltre due anni fa, il giornalista tedesco del “Frankfurter Allgemeine” Udo Ulfkotte, che tra l’altro risulta morto proprio qualche giorno fa, il 13 gennaio 2017, ha denunciato apertamente il giro di corruzione dell’informazione occidentale per mano dei servizi d’intelligence americani e di altre agenzie/istituzioni/club/fondazioni/fondi… atlantisti. Ricordate lo scandalo della corruzione in campo medico: viaggi, premi, convegni, borse di studio, vacanze, titoli, onoreficenze, collaborazioni a chi agevolava con prescrizioni una determinata casa farmaceutica? Ecco la stessa identica prassi.
E se non siete ancora sazi e continuate a nascondervi dietro alle bufale e al complottismo, per farvi capire quanto liberi siamo, aggiungiamoci pure la richiesta da parte della politica criminal-sinistroide internazionale occidentale, che si sta cagando sotto dal risveglio sempre più massivo, che vuole poter filtrare maggiormente le informazioni che girano sui social network facendo segnalare dai propri adepti e scagnozzi una notizia/commento, magari di un sito/blog indipendente, come “fake news”. Quindi basterebbero poche segnalazioni per poter nascondere o escludere dalla diffusione un sito/blog. Già i social network filtrano le informazioni tramite algoritmi che non conosciamo. Figuriamoci con quest’altro escamotage politico. Perché, come nelle migliori dittature, la vera informazione la fanno solo i media di regime. Tutti gli altri raccontano bufale e quindi bisogna metterle a tacere. Di questo si preoccupano i politici che continuano ad affare sempre più i popoli. 
In Germania il caso Ulfkotte è ormai esploso in tutta la sua enormità. Nei talk show risuonano le parole del corrispondente esteri del più prestigioso quotidiano tedesco, “Frankfurter Allgemeine Zeitung” «per diciassette anni sono stato pagato dalla CIA, io e altri centinaia abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca».
Questo è l’inquietante quadro descritto nel libro che Udo Ulfkotte ha da poco pubblicato in patria dal titolo eloquente: Giornalisti comprati. Il libro descrive il controllo dei media tedeschi, e occidentali in genere, attraverso una fitta rete di corruzione e di pressioni esercitate da parte degli americani mediante apparati di intelligence, ambasciate Usa, fondazioni, lobby e istituzioni atlantiste (sono citate tra le tante il Fondo Marshall, l’Atlantic Bridge e l’Istituto Aspen). Il fine di tale incessante attivismo operato nelle retrovie dei mass media, secondo le rivelazioni dell’autore, è quello di costruire una interpretazione degli accadimenti internazionali sempre unilaterale e compiacente verso Washington.
Si racconta di programmi specifici per i giornalisti, disposti dalle ambasciate statunitensi in Germania e in Italia, nei quali è previsto un compenso che arriverebbe alla cifra di ventimila euro per scrivere articoli filostatunitensi. Ma non si tratta solo di dazioni in denaro, c’è l’altro mezzo di pressione, quello che solletica di più il narcisismo da cui i giornalisti sono maggiormente affetti, ovvero le gratifiche in campo professionale: premi, collaborazioni, incarichi, convegni nei mitologici e prestigiosi campus universitari americani, viaggi pagati, riconoscimenti pubblici di ogni genere, insomma una tentazione irresistibile. Il volto seducente del potere, cemento a presa rapida per costruire la casa sicura della narrazione mediatica ufficiale con l’aiuto di un esercito di professionisti mercenari dell’informazione a completa disposizione.
«Prima di tutto» racconta «è necessario rendere autorevole il giornalista a libro paga, facendo riportare i suoi articoli, dandogli copertura internazionale e premiando i suoi libri. Molti premi letterari non sono altro che premi alla fedeltà propagandistica dell’autore che li pubblica, non molto differentemente dal premio “eroe del lavoro” nella ex Germania Est comunista». Ulfkotte ricorda esperienze personali, come quella, decisamente ridicola, dell’improvviso conferimento della cittadinanza onoraria dello stato americano dell’Oklahoma, in assenza di alcun legame apparente tra il suo lavoro e quel territorio. Poi, sullo sfondo di questa realtà patinata di favori e grandi alberghi, si muovono i servizi segreti e le pressioni quando serve non mancano: «Spesso vengono a trovarti in redazione, vogliono che scrivi un pezzo» rivela nel libro. In occasione della crisi libica del 2011, racconta di quando fu imbeccato da individui dei servizi tedeschi per annunciare sul suo giornale, quasi fosse un dato assodato, che Gheddafi era in possesso di armi chimiche pronte per essere usate contro il popolo inerme, ovviamente senza avere alcun riscontro da fonti verificate. Se invece si trasgredisce la linea filoatlantica le conseguenze sono altrettanto note, ovvero la perdita del lavoro, il triste isolamento professionale, fino alle minacce dirette e alle persecuzioni (lui stesso sostiene di aver subito sei perquisizioni nella sua abitazione con l’accusa di aver rivelato segreti di stato).
Ma perché mai un pezzo da novanta del giornalismo tedesco si esporrebbe in questo modo, ad un’età – cinquantacinque anni – che gli avrebbe consentito di proseguire la sua brillante carriera ancora per lungo tempo, facendo esplodere una simile bomba mediatica e mettendo sotto accusa l’intero sistema mediatico occidentale? Egli stesso ha risposto a questa domanda nel corso delle numerose interviste di questi giorni, parlando di una crisi di coscienza irreversibile, del suo non avere figli e del suo stato di salute precario (pare abbia già alle spalle tre infarti).
Udo Ulfkotte, dopo una vita di squallidi compromessi con il potere a scapito della verità dell’informazione, vuole tornare a guardarsi di nuovo allo specchio per il tempo che gli resta da vivere. Sembra riemerso in lui quell’alto senso della vergogna tipico della coscienza morale tedesca, quell’amore germanico per la verità che desta di solito grande ammirazione. «Ho voluto scrivere questo libro perché tante persone che ci guardano hanno la sensazione che quello che vedono come una notizia non sia in realtà una notizia, ma pura propaganda e disinformazione. Ma non ne hanno le prove. Per questo motivo ho citato centinaia e centinaia di nomi di giornali tedeschi ed esteri, che producono propaganda e disinformazione, e ho fornito le prove di questo». E alcuni dei personaggi citati, come era ovvio, hanno reagito a cominciare da Günther Nonnenmacher, collega e coeditore della “Frankfurter Allgemeine”, che bolla le accuse di Ulfkotte come «astruse e ridicole» dichiarando che l’ex giornalista ha avuto «gravi problemi di salute in seguito ai quali soffrirebbe di sdoppiamento della personalità»(!). Un matto lucido a sufficienza, però, da analizzare le carriere di trecentoventuno personaggi, i loro percorsi e presenze segnate negli annuari delle organizzazioni che si occupano della manipolazione delle informazioni a vantaggio degli Stati Uniti (ma a quanto pare anche dell’Ue), organizzando incontri e agevolando carriere.
Memorabile il racconto degli incontri sul lago di Garda tra questi mercenari della penna tedeschi ed italiani, radunati nella villa che fu la residenza del cancelliere tedesco Adenauer e gli agenti della CIA pronti a trasportarli su un battello diretto a Bellagio dove sono attesi dai membri della Fondazione Rockfeller.
È prevedibile che alla fine si cerchi di archiviare tutto ciò nello scaffale della solita letteratura cospirazionista, consueto alibi usato dal potere per emarginare, screditandoli, coloro che gli si oppongono. Ma Ulfkotte non parla di rettiliani bensì di persone note, cita grandi giornali e televisioni e indica con precisione gli argomenti che secondo la sua lunga esperienza professionale ha imparato ad evitare per non vedersi stroncare la carriera (come ad esempio scrivere pro Putin, Russia, Cina, Iran, Assad ecc…). Inoltre, sappiamo come la dominazione angloamericana sul continente europeo fin dal dopoguerra si è perpetuata attraverso la colonizzazione dell’immaginario collettivo e che in tale opera il dominio dell’informazione ha avuto una parte preponderante. Questo non ce l’ha insegnato certo Ulfkotte. Potremmo ricordare di sfuggita 
Arrigo Levi e Renato Mieli, (papà di Paolo ex direttore del “Corriere”) tornati in Italia nel 1945 sugli automezzi dei “liberatori” americani a insegnarci la democrazia. Venuto tra noi in uniforme USA, con i gradi di ufficiale, nei primi mesi di occupazione, Renato Mieli era un «capitano Smith» (o qualcosa del genere) a cui i giornalisti italiani dovevano rivolgersi per ottenere l’autorizzazione a lavorare e ad aprire giornali, insomma il responsabile dell’ epurazione morbida del giornalismo per conto degli Alleati.
Allora, parlava esclusivamente inglese. Subito dopo, fondò…l’ANSA.
Ancora qualche mese e molti di quei giornalisti che avevano chiesto l’autorizzazione a scrivere al capitano Smith si stupirono poi di ritrovarlo, sotto il nome di Renato Mieli, come direttore de “L’Unità”. L’organo del PCI diretto da un ufficiale americano?
Evidentemente l’OSS (futura CIA) aveva deciso che occorreva loro un controllore dentro quel partito. Cosa ancora più significativa, durante la guerra Mieli-padre aveva fatto parte dello staff anglo-americano del“Psychological Warfare Branch” (traducibile come “Divisione per la guerra psicologica”) che fu un organismo del governo militare anglo-americano incaricato della gestione dei mezzi di comunicazione (e perciò della propaganda) italiani: stampa, radio e cinema. Fu attivo nel periodo tra il 10 luglio 1943 (sbarco alleato in Sicilia) e il 31 dicembre 1945. Ma per anni in Italia di questi episodi non si è voluto o potuto parlare.
A dimostrare il mutamento delle condizioni storiche è sufficiente il dato che in questi giorni il libro di Udo Ulfkotte in Germania è balzato al settimo posto nella lista dei bestseller nazionali , al tredicesimo in quella del settimanale “Der Spiegel” e al quinto nella lista top 100 di Amazon.Il libro ha sollevato il coperchio su un gigantesco sistema di corruzione e pressione che pone un’ipoteca definitiva sull’ultimo dogma intoccabile del mondo occidentale, quello del pluralismo dell’informazione e della libertà di opinione. Con esso crolla miseramente anche il mito angloamericano e hollywoodiano dei “cronisti d’assalto” che con l’audacia di Davide contro Golia sfidano i massimi livelli del potere sollevando scandali e disarcionando potenti e capi di stato. Il mito dello scandalo Watergate, sollevato dai cronisti del “Washington Post”, Bob Woodward e Carl Bernstein, rappresentati nel celebre film da Robert Redford e Dustin Hoffman, che portò nell’agosto del 1974 alle dimissioni del feroce presidente repubblicano Nixon. Un mito che è stato esaltato in Italia fino alla nausea dalla sinistra buonista-veltroniana come prova del vigore della sana democrazia americana e del controllo efficace dei media sul potere. Qui risulta invece che è il potere americano a controllare l’informazione ed in modo piuttosto capillare.
In Italia il silenzio assordante dei media mainstream sul caso Ulfkotte potrebbe indurre a facili e scontate conclusioni (dato che il giornalista del “Frankfurter” cita a più riprese la collusione di organi di informazione di casa nostra come “La Stampa”, “La Repubblica”, Rai ecc..). Resta il fatto che la nebbia qui da noi è stata squarciata soltanto dalle lodevoli eccezioni delle recensioni apparse sul blog di Beppe Grillo e sul Fatto Quotidiano. Tuttavia saremmo degli ingenui ad aspettarci che Travaglio e la Guzzanti inizino una campagna sulla “trattativa Cia-giornalisti”. La “tela di ragno” descritta dalla storica penna del Frankfurter, riguarda soprattutto i vertici del giornalismo ufficiale, ovvero coloro che, come lui stesso ha fatto nell’arco di ben diciassette anni, sono nella posizione di poter filtrare i messaggi che devono arrivare alla massa.Questa tela è diretta ad irretire non singoli individui ma intere società con l’evidente obbiettivo di manipolarle per garantire la continuità delle oligarchie finanziarie, politiche e militari di Stati Uniti e Ue e le loro decisioni criminali. È una realtà i cui effetti sono visibili quotidianamente ogni volta che si ha la sfortuna di aprire un grande quotidiano o di ascoltare un telegiornale mainstream, sia che si occupi di crisi Ucraina o Isis, Libia o Corea del Nord, non fa differenza. Ci sono sempre i buoni e i cattivi, armi democratiche usate per il bene dell’umanità e dall’altra parte spietati dittatori sanguinari da abbattere per evitare che ci distruggano, anche se, come sempre, non hanno mai manifestato questo proposito in vita loro…
Come ha detto efficacemente lo scrittore Andrea Camilleri: «È grazie al sistema politico-economico instauratosi nel dopoguerra, con un notevole incremento a partire dagli anni ’70, che le nostre generazioni vengono ‘bombardate’ da ‘armi di convinzione di massa’, che similmente a quelle di distruzione di massa, non hanno portato libertà e democrazia, bensì assoggettamento mercantile ed ampliamento dell’impero della mente anglo-americano nel nostro Paese».
Ma il caso Ulfkotte potrebbe rappresentare il punto di non ritorno di una presa di coscienza collettiva.
Il Re è nudo.

fonte  https://disquisendo.wordpress.com/

Rotterdam - Disinformazione democratica

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