giovedì 16 febbraio 2017

WORLD GOVERNMENT SUMMIT 2017



Tra i relatori del vertice 'World Government Summit 2017' va segnalato:
-Christine Lagarde direttore del FMI dei Rothschild
-Jim Kim presidente Banca Mondiale dei Rothschild
-Zapatero massone 33°
-Joseph Stiglizt che ha lavorato per la Banca Mondiale dei Rothschild (1)
Per l'Italia va segnalata la partecipazione di Enrico Giovanni membro del Club di Roma fondato dai
Rockfeller  (2) (3) (4) (5)

Fonti :

(1) https://worldgovernmentsummit.org/annual-gathering/2017/speakers

(2) https://worldgovernmentsummit.org/annual-gathering/2017/sessions/un-sdg-s-opening-high-level-panel-speech

(3) https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Giovannini

(4) https://www.clubofrome.org/members-groups/full-members/

(5) https://www.disinformazione.it/organizzazioni.htm

http://nomassoneriamacerata.blogspot.it/

ECCO L’ENNESIMA PROVA DOCUMENTALE CHE L’UNIONE EUROPEA È UNA DITTATURA.

Il Parlamento EUropeo ha approvato il mese scorso una risoluzione con la quale invita gli Stati membri dell’UE a chiudere la bocca a chi critica l’Unione e l’euro.
E, per fare questo, detta linee guida terrificanti, da vera e propria dittatura in stile “1984” di George Orwell.
Caterina Betti ha il merito di aver scovato il documento… poi, io e lei, abbiamo scritto un articolo uscito su La Verità di oggi…
Ecco a Voi il nostro articolo e alcune parti del documento ufficiale che inchioda l’UE
Giuseppe Palma

fonte http://www.eurocrazia.com/ecco-lennesima-prova-documentale-che-lunione-europea-e-una-dittatura/

Fake news, ddl bipartisan contro chi diffonde bufale dannose sul Web TorqueRenzie e la nuova inquisizione



Fake news, ddl bipartisan contro chi diffonde bufale dannose sul Web
TorqueRenzie e la nuova inquisizione
Attacco alla verità da satana e i suoi scagnozzi ...
Decidono loro cosa è vero o falso .... ovvio
Fino a 1 anno di carcere se le notizie false recano pubblico allarme 
Il testo prevede sia multe che sanzioni penali: chi diffonde notizie false «esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o falsi», potrebbe incappare in un'ammenda fino a 5mila euro. Se le notizie false recano «pubblico allarme o nucumento agli interessi pubblici» la pena, oltre alla ammenda, sarà la reclusione non inferiore a 12 mesi.
Intoccabili i veri disinformatori la legge non riguarda i giornali registrati ... vogliono massacrare blog e forum ...
Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/YKe3qQ
fonte  https://www.facebook.com/unmondoimpossibile/?fref=nf&pnref=story

martedì 14 febbraio 2017

Appalto per i migranti in cambio di voti a Ncd Nei guai l'uomo di Alfano











Cara di Mineo, la Procura chiede il processo per Odevaine e il sottosegretario Castiglione

Catania - Un nuovo ciclone si abbatte sul Cara di Mineo, il più grosso centro di accoglienza d'Italia per richiedenti asilo.

Viene fuori dal vaso di Pandora scoperchiato nel dicembre 2014 con l'inchiesta «Mondo di mezzo» su Mafia Capitale. Al Cara, com'è emerso dalle diverse inchieste sul business nel settore dell'immigrazione, i soldi si facevano nei modi più disparati. E a palate. Dalla compravendita di posti di lavoro in cambio di voti e appoggi politici, alle assunzioni nelle cooperative che ruotano attorno alla struttura, all'assunzione di amici e parenti.
Così, la procura distrettuale di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone per turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sulla concessione dell'appalto dei servizi al Cara dal 2011 al 2014, e per reati amministrativi del Sol.Calatino, che gestiva il centro. Tra i 17 c'è il sottosegretario all'Agricoltura Giuseppe Castiglione, leader del Ncd in Sicilia, in qualità di soggetto attuatore del Cara in quanto allora presidente della provincia di Catania, con il suo grande accusatore Luca Odevaine, l'ex braccio destro di Walter Veltroni che gestiva il business dell'accoglienza per le coop coinvolte in Mafia Capitale, il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, (anche lei Ncd) ex presidente del consorzio dei Comuni «Calatino Terra d'accoglienza», l'ex direttore del consorzio, Giovanni Ferrera, gli ex vertici dell'Ati (associazioni temporanee d'imprese) interessati. La notizia, pubblicata dal quotidiano La Sicilia, ha trovato conferme in fonti giudiziarie. È stata stralciata la posizione di cinque indagati, su cui si stanno effettuando accertamenti.
Secondo l'accusa, Castiglione, con Odevaine e Ferrera presidente e componente della commissione aggiudicatrice, avrebbero «predisposto il bando di gara con la finalità di affidamento all'Ati appositamente costituita» dopo la rassicurazione sull'affidamento degli appalti. E sull'appalto da 100 milioni di euro per la gestione della struttura aveva focalizzato l'attenzione anche l'Anac di Raffaele Cantone che aveva definito la gara «illegittima» e lesiva dei principi di concorrenza e trasparenza.
È il procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro, a parlare alla Commissione Migranti di bando «cucito su misura» del vincitore da parte di Castiglione nel 2011. Secondo l'ipotesi accusatoria il primo passaggio è stato la nomina di Odevaine a presidente della commissione di gara e di Ferrera come componente. Non sarà l'unica volta, perché il sistema «viene replicato in occasione della gara bandita nel corso del 2012». Odevaine stesso, ritenuto attendibile dall'accusa, avrebbe confessato di avere avuto un ruolo decisivo con il referente siciliano del partito di Angelino Alfano.
Il Cara di Mineo era anche un bacino di voti. L'accusa di corruzione «per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali militavano» alle politiche e alle comunali 2013, e alle europee 2014 in cambio di «assunzioni al Cara» sono contestate a Castiglione, al sindaco Aloisi e a Paolo Ragusa, presidente del consorzio Sol Calatino. L'altro corrispettivo che è stato individuato è la costituzione di 15 circoli di Ncd, partito che nel circondario ha incamerato un'infinità di consensi elettorali. Ferrera e Odevaine sono indagati anche per falso ideologico per l'assunzione di quest'ultimo al Cara come esperto di fondi Ue.
L'udienza preliminare è fissata per il 28 marzo davanti al Gup Santino Mirabella. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata da Zuccaro e dai sostituti Raffaele Vinciguerra e Marco Bisogni. Si attendono nuovi risvolti. Zuccaro, infatti, alla Commissione Migranti ha chiesto la secretazione di stralci della sua audizione su nuovi filoni d'inchiesta su appalti di forniture e servizi e possibili coperture eccellenti di chi avrebbe dovuto vigilare sul bando di gara da 100 milioni.
fonte http://www.ilgiornale.it/news/politica/appalto-i-migranti-cambio-voti-ncd-nei-guai-luomo-alfano-1363816.html

TR-3B il più grande segreto nascosto all’umanità

Molti ricordano il caso di Bob Lazar, il fisico americano che asserì di avere lavorato segretamente per il suo governo. Era il 1989 e le rivelazioni fecero scalpore in quanto affermò che il Pentagono deteneva veicoli extraterrestri (UFO), in hangar dell’Area 51, ai quali anche lui aveva lavorato per capirne il funzionamento.
In effetti, diede una spiegazione piuttosto convincetene. Tramite operazioni di reverse engineering, gli scienziati erano riusciti a rendere manovrabile un disco volante tanto che uno di questi oggetti alieni era condotto da un pilota collaudatore umano.
A 25 anni di distanza, a quanto pare, gli USA paiono possedere un velivolo con caratteristiche di propulsione antigravitazionale: nome in codice TR-3B (TR-B3) prodotto dalla Northrop. Si tratta di un oggetto triangolare, dal lato di una decina di metri, capace di muoversi come un UFO.
Su questo misterioso velivolo circolano diversi schemi e rare immagini. Perfino scattate dalla ISS a dimostrazione delle fantastiche potenzialità di un motore gravitazionale.
Forse non è un caso che la NASA abbia di fatto abbandonato le ricerche missilistiche con risultati disastrosi. Forse le ricerche si stanno concentrando sulla propulsione ad antigravità.
In fondo, non ci sarebbe nulla di nuovo. Gli americani hanno basato tutta la loro tecnologia missilistica su un gruppetto di scienziati tedeschi, capeggiati da Wernher Von Braun, che nessuno pensò lontanamente di processare a Norimberga sebbene avessero pienamente collaborato col regime nazista.
Qualche anno dopo, hanno studiato, copiandola, la tecnologia di UFO precipitati sulla Terra od ottenuti in qualche modo.
TR-B3 ripreso dalla ISS (fonte NASA)Disegnao schematico di TR-3B

fonte https://pianetax.wordpress.com/2014/11/03/tr-3b-il-piu-grande-segreto-nascosto-allumanita/

Come la CIA creò il narcotraffico in Afghanistan

Dean Henderson, Left Hook, 9/1/2014
L’ex presidente afghano Hamid Karzai aveva buone ragioni per cercare di chiudere le indagini degli Stati Uniti sulla corruzione nel suo governo. L’aristocrazia afghana ha sempre gestito il narcotraffico nazionale. Ma fu la CIA a crearlo.
(Tratto dal capitolo 8 di Big Oil e i suoi banchieri)
Muhamad Taraqi Nur
Muhamad Taraqi Nur
Nel 1933 il re Muhamad Zahir Shah salì al trono in Afghanistan, governandolo in maniera feudale finché fu deposto dal cugino Muhamad Daud nel 1973. Una manciata di famiglie, tra cui i Karzai e i Kalilzidad (Zalmay Kalilzidad è ambasciatore degli Stati Uniti in Afghanistan) possedevano quasi tutti i terreni seminati, mentre la maggior parte degli afghani languiva tra la peggiore povertà del pianeta. Infine, ne ebbero abbastanza. Nell’aprile 1978 Daud fu ucciso nella rivoluzione guidata da Muhamad Taraqi Nur, che divenne presidente. Taraqi intraprese un programma di riforme agrarie ambiziose per aiutare i poveri mezzadri afgani tradizionalmente costretti a lavorare la terra di proprietà del re e dei suoi compari. Costruì scuole per le donne, a cui veniva vietata l’istruzione sotto la monarchia. Aprì le università afghane ai poveri e introdusse l’assistenza sanitaria gratuita. Quando i banditi controrivoluzionari cominciarono a bruciare le università e le scuole per le ragazze, molti afghani vi videro la mano della CIA. Nell’aprile 1979, ben sette mesi prima della tanto sbandierata “invasione” sovietica dell’Afghanistan, funzionari degli Stati Uniti incontrarono i corrotti signori della guerra afghani e i marci oligarchi per rovesciare Taraqi. Con l’intensificarsi dei sabotaggi, i rivoluzionari di Kabul invitarono il leader sovietico Leonid Brezhnev ad inviare truppe per cacciare i banditi. Brezhnev si rifiutò e la situazione peggiorò. I militanti pro-Taraqi, convinti del complotto per destabilizzarli della CIA, assassinarono a Kabul il capo della stazione CIA Spike Dubbs. Il 3 luglio 1979, il presidente Jimmy Carter firmò la prima direttiva della sicurezza nazionale che autorizza gli aiuti segreti ai signori della guerra afgani. Il consigliere della Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski disse più tardi che convinse Carter che a suo “…parere questi aiuti avrebbero provocato l’intervento militare sovietico“. Brzezinski, che ha co-fondato la Commissione Trilaterale con David Rockefeller, volle trascinare i sovietici nell’invasione dell’Afghanistan.
Taraqi, assediato, nominò Afiizullah Amin ministro della riforma agraria. Amin lanciò una brutale campagna terroristica contro gli oppositori politici, mettendo l’opinione pubblica mondiale contro il governo di Taraqi, già celebrato. L’ex-direttore del KGB Jurij Andropov credeva che Amin fosse un agente provocatore della CIA infiltrato nel governo di Kabul con l’intento di screditarne l’agenda progressista. Taraqi comprese la stessa cosa e si recò a Mosca per consultarsi con i sovietici sulla strategia per sbarazzarsi di Amin. Quando tornò a Kabul, fu giustiziato. Amin prese il potere. Poche settimane dopo i signori della guerra appoggiati dalla CIA massacrarono decine di funzionari del governo afghano nella città occidentale di Herat. Questa combinazione di eventi costrinse Brezhnev ad intervenire. Nel dicembre 1979 i carri armati sovietici attraversarono la valle del Panshir, mentre agenti del KGB assaltarono il palazzo reale di Kabul, eliminando Amin e installandovi Babrak Karmal nuovo leader dell’Afghanistan. Brzezinski ebbe la giustificazione che cercava per armare apertamente i controrivoluzionari in Afghanistan. Anche se il decennale conflitto afghano uccise 2 milioni di persone, Brzezinski si vantò: “Questa (direttiva segreta di Carter) fu un’ottima idea. Ebbe l’effetto di attirare i russi nella trappola afgana“.
afp_east_news_brzezinski_4681Gli agenti della CIA fluirono da Peshawar, nella frontiera nord-occidentale del Pakistan. La città è ai piedi del Passo Khyber, la porta per l’Afghanistan. Decine di migliaia di rifugiati afghani invasero Peshawar per sfuggire alla guerra incombente. Con l’aiuto dell’Inter-Service Intelligence (ISI) del Pakistan, la CIA rastrellò i campi profughi in cerca di moderni assassini fondamentalisti islamici, preparandoli ad intensificare la guerriglia contro il governo socialista di Kabul e per respingere i sovietici dall’Afghanistan. L’azienda trovò ciò di cui aveva bisogno nell’Hizb-i Islami, una forza di combattenti islamici feudali assemblati e addestrati dai militari pakistani sotto la supervisione della CIA. Il loro capo era Gulbuddin Hekmatyar, un fanatico che nei primi anni ’70 ordinò ai suoi seguaci di gettare acido in faccia alle donne afghane che si rifiutavano di indossare il burqa. Nel 1996, le truppe di Hekmatyar presero Kabul con un colpo di Stato contro il governo di Rabbani, per poi consegnarla ai taliban. I documenti di Wikileaks recentemente rilasciati, dicono che Hekmatyar ora aiuta i taliban ad attaccare i soldati statunitensi. Nel 1972, l’Hizbi-i Islamiassassinò centinaia di studenti di sinistra in Afghanistan per poi fuggire a Peshawar, mettendosi sotto la protezione del governo militare del Pakistan, alleato degli USA. Il gruppo era temuto e disprezzato da afghani e pakistani, che lo ritenevano un’organizzazione terroristica.
Gli Stati Uniti armarono tali terroristi con armi acquistate in Egitto, Cina e Cecoslovacchia. Il dittatore militare del Pakistan Zia ul-Haq permise alla CIA di aprire una stazione dell’intelligence vicino l’Unione Sovietica e di utilizzare le basi militari pakistane per i voli da ricognizione sull’Afghanistan. Le stesse basi furono usate per addestrare alla guerriglia le truppe di Hekmatyar, che il dipartimento di Stato di Reagan presto definì affettuosamente mujahidin. Il Pakistan del presidente Zia divenne il terzo maggior beneficiario degli aiuti militari statunitensi nel mondo, dopo solo Israele ed Egitto. Gran parte di tale aiuto erano armi per i mujahidin che compivano raid in Afghanistan, occupando abitati e piantando papaveri. Nel 1982-1983 i raccolti di oppio lungo il confine afgano-pakistano raddoppiarono e nel 1984 il Pakistan esportò il 70% dell’eroina mondiale. Durante questo periodo, la stazione CIA di Islamabad, capitale del Pakistan, divenne il più grande covo di spie del mondo. Non è un caso che l’eroina prodotta dalla Mezzaluna d’Oro superò quella del Triangolo d’Oro, proprio mentre la CIA lanciò la più grande operazione dai tempi del Vietnam. Mentre le truppe di Hekmatyar piantavano papaveri, un altro capo dei mujahidin, Sayad Ahmad Gaylani, fornì al consorzio dei lupi grigi turchi l’oppio. Gaylani era un ricco aristocratico afghano collegato all’ex-re Zahir Shah. Possedeva la concessionaria Peugeot di Kabul e il suo traffico di droga fu finanziato dai sauditi. Hekmatyar possedeva sei laboratori di eroina nel Baluchistan. Ma Hekmatyar e Gailani stavano semplicemente seguendo le orme di Vang Pao, Phoumi Nosavan e Khun Sa, i signori dell’eroina della CIA del Triangolo d’Oro.
Negli anni ’80 il Pakistan divenne il manifesto mondiale della corruzione politica. Il costante supporto della giunta d’Islamabad ai mujahidin di Reagan era alla radice della corruzione. Un alto funzionario degli Stati Uniti dichiarò che, “i comandanti di Hekmatyar, vicino all’ISI, controllano i laboratori di eroina nel Pakistan meridionale e l’ISI collabora al narcotraffico“. Nel settembre 1985 il Pakistan Herald riferì che i camion della cellula logistica nazionale dell’esercito del Pakistan trasportavano armi dal porto di Karachi a Peshawar per conto della CIA, e che gli stessi camion tornavano a Karachi sigillati dall’esercito pakistano e carichi d’eroina. La pratica, secondo l’Herald, avveniva dal 1981, proprio quando le forze di Hekmatyar cominciarono a piantare papaveri. Due alti ufficiali pakistani furono catturati con 220 chili di eroina, ma non furono mai perseguiti. L’eroina della Mezzaluna d’Oro prese il 60% del mercato statunitense e mattoni di hashish apparvero nelle città degli Stati Uniti timbrati con il logo dei 2 fucili d’assalto AK-47 incrociati e circondati dalle parole “affumica i sovietici”. Nel 1982-1992, il periodo dell’intervento degli Stati Uniti in Afghanistan, la dipendenza da eroina negli Stati Uniti aumentò del 50%. Nello stesso tempo Nancy Reagan diceva a tutti “Devi dire solo di no“.
Per il bene degli oligarchi e dei loro mazzieri della CIA, Karzai è meglio che tenga il trita-documenti acceso. Ci sono un sacco di scheletri nell’armadio afgano.Ronald Reagan, Burhaneddin RabbaniTraduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Siate tutti schiavi modello

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Vergognosa messinscena al Teatro dell’Ariston: si canta l’elogio dello sfruttamento.
Il Festival di Sanremo è notoriamente una delle trasmissioni televisive più seguite in Italia. Proprio nel corso di questa trasmissione la RAI, televisione di Stato (è bene sottolinearlo) ha deciso di mandare in onda uno spot dello sfruttamento e di una concezione servile del lavoroin questi anni molto in auge. Tale Salvatore Nicotra, è stato presentato come “impiegato modello”, in quanto “in 40 anni di carriera non ha fatto neanche un giorno di malattia”. Ci sarebbe da chiedersi quale sarebbe il merito in questo fatto. Se un lavoratore si ammala, per quale motivo non dovrebbe usufruire del suo legittimo diritto alla malattia? E dove sarebbe il merito, invece, nel non ammalarsi, oppure, nel lavorare anche quando si è ammalati? Forse, si tenta di instillare una senso di colpa in coloro che esercitano il diritto di non lavorare quando sono ammalati? Forse si richiede ai lavoratori di rinunciare a un loro diritto? In nome di che cosa? Della “produttività” ad ogni costo? Oppure della rinuncia a qualsiasi tutela?
Si sottolinea, inoltre, che il signore avrebbe rinunciato a 239 giorni di ferie, che avrebbe devoluto alla sua città. Anche qui, dietro l’encomio di un singolo individuo si nasconde un’implicita, ma non innocua,esortazione a privarsi dei propri diritti; non solo alla malattia, bisogna rinunciare anche alle ferie, possibilmente lavorare tutto l’anno, per essere considerati “impiegati modello”. Evidentemente chi dopo mesi di lavoro decide di godersi un po’ di riposo dovrebbe essere, secondo la RAI, guardato con sospetto, o comunque essere giudicato un po’ meno meritevole rispetto a chi invece lavora come un mulo senza mai lamentarsi. Strana coincidenza, l’inno allo sfruttamento appare proprio mentre il Consiglio dei Ministri discute la Riforma del Pubblico impiego, animata dalla crociata contro l’assenteismo, che sembra essere diventato l’ultimo capro espiatorio sul quale scaricare tutti i dissesti di uno Stato destrutturato.
Lavorare meno, guadagnarci tutti
La Riforma Madia
 da un lato adopera una forma di terrorismo psicologico, con la minaccia del licenziamento “facile”, dall’altro intende premiare i comportamenti giudicati “virtuosi”. I premi di produttività sono un aspetto controverso, di dubbia efficacia, che sono entrati nel mondo del lavoro accettati acriticamente da tutti, anche dai sindacati. Essi dipendono da ciò che viene considerato di volta in volta come “produttivo” e dalle figure che dovrebbero esprimere tale giudizio, questione tutt’altro che scontata e di facile risoluzione (pur al netto delle varie antipatie e dei vari interessi personali). A questo aspetto controverso, come se non bastasse, se ne aggiunge un altro, cioè il tentativo della riforma di vincolare gli incentivi alla riduzione dell’assenteismo. E come bisognerebbe ridurlo, questo assenteismo? Posto che, naturalmente, i colpevoli sono da perseguire a norma di legge, come era previsto ben prima della riforma Madia e alla crociata di questi mesi, quali sarebbero gli effetti di questa norma? Indurre a lavorare con l’influenza per ottenere l’incentivo? Se lo sono posti questo problema i promotori della riforma? Siamo sempre nella logica del signor Nicotra – o, per meglio dire, di coloro dei quali egli è strumento – l’assenza pur giustificata dal lavoro vissuta come una colpa, che andrebbe ridotta il più possibile. “Desidero dire che non tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni” dice l’impiegato modello ma dopo la difesa di ufficio, i dipendenti pubblici tornano subito sul banco degli accusati:
«Voglio parlare al cuore e al sentimento dei dipendenti pubblici: quando vi vengono le idee di fare i furbetti, o di creare malattie inesistenti, vi prego, questo è mortificante per tutti i giovani precari che lavorano e dopo tre, quattro cinque mesi, perdono il lavoro e la loro dignità, e perdono anche la testa»
Siamo all’apoteosi del moralismo neoliberale. Il lavoro precario concepito non come un effetto di una struttura sociale deregolamentata, ma come un male inevitabile, alla stregua di una catastrofe naturale, invece che una scelta precisa delle élite neoliberali, e che i “fortunati” impiegati che ancora hanno il leggendario “posto fisso” devono dimostrare di non meritare. Non contento, il nostro modello – cui non intendiamo qui attribuire nessuna colpa – rincara la dose:
«Lo stipendio per tutta la vita è un privilegio, noi dipendenti pubblici facciamo parte di un comparto fondamentale della società»
Ecco. Il lettore avrà notato una parola, “privilegio”. Siamo dunque al cuore della concezione moralistica del lavoro, lo stipendio è un privilegio, il posto fisso è una concessione, una “fortuna”, qualcosa cui non si avrebbe alcun diritto, perché la “normalità” sarebbe fatta da quella precarietà di cui si è poco prima fatta una lacrimevole commiserazione. I dipendenti pubblici, quindi, non devono in alcun modo lamentarsi, perché essi sono titolari di una condizione privilegiata, tanto più se hanno un lavoro fisso; la loro situazione deve essere vissuta con un senso di colpa onnipresente, con la convinzione di essere dei “graziati” da un sistema di sfruttamento che in genere non risparmia e verso cui bisogna mostrare riconoscenza per questa immeritata quanto rara grazia ricevuta. Lavorare, rinunciando ai propri diritti – ridenominati privilegi – lavorare troppo, lavorare in pochi, questo può essere lo slogan con cui riassumere il vergognoso “siparietto” di Sanremo. Dietro si cela il moralismo della produttività, l’idea che bisogna “ridurre i tempi morti”, quasi che il tempo in cui non si lavora sia inutile, quasi che tutta l’esistenza umana debba ruotare attorno all’attività lavorativa. “Produci, consuma, crepa” cantavano i CCCP e coloro che non possono lavorare, relegati all’“esercito industriale di riserva”, come diceva Marx, sono bollati come falliti, fannulloni, parassiti. 
Morire – CCCP
Eppure diverse ricerche dimostrano che la resa del lavoratore aumenta e non diminuisce al ridursi dell’orario di lavoro, essendo questi meno stressato e più appagato (Chissà se, per questa via, creando lavoratori più soddisfatti, non si riducesse anche l’assenteismo!). La concezione moralistica che vede illavoro come momento di espiazione del peccato originale – l’ozio, inteso come astensione volontaria dal lavoro – rende un servizio al capitalismo. Ridurre il carico di lavoro presenta diversi benefici: significa ancheridurre la disoccupazione, migliorare l’esistenza individuale, e concepire la vita extra-lavorativa non come “relax”, reintegro delle energie necessarie alla produzione, e quindi subalterna rispetto la tempo di lavoro, ma come momento dell’esistenza umana di pari valore, ugualmente meritevole di attenzione e ugualmente benefico alla società. I “Nicotra” si godano, quindi, le loro ferie, tutte quante e non un giorno di meno. Chiedano, anzi, pretendano, di lavorare di meno, non di nascosto e attraverso il raggiro, ma pubblicamente e collettivamente, perché la loro inattività sarebbe lavoro per altri e perché potranno apprendere altri modi per dare il loro contributo alla comunità, sebbene non dentro un ufficio; e, forse, potrebbero anche scoprire la bellezza di una vita fondata sull’otium.
fonte http://www.lintellettualedissidente.it/

Rotterdam - Disinformazione democratica

    Rotterdam - Disinformazione democratica Nei giorni scorsi tutte le televisioni (ad iniziare dal TG di SKY) e i giornali (e non soltanto...