Gentiloni dopo circa due mesi che e' stato nominato Presidente del Consiglio si reca alla London School and Science (1) Il governatore emerito di questa scuola e' Evelyn Rothschild (2)
Mattarella dopo 3 mesi che e' stato nominato Presidente della Repubblica si reca alla London School (3) Il governatore emerito di questa scuola e' Evelyn Rothschild (4)
Grasso dopo 3 mesi che e' stato nominato Presidente del Senato si reca al King's College di Londra (5) finanziato, quindi controllato da Evelyn Rothschild (6)
La Boldrini, dopo 3 anni che e' stata nominata Presidente della Camera si reca al King's College di Londra (7) finanziato, quindi controllato, da Evelyn Rothschild (8)
I difensori del Donbass secessionista hanno osservato importanti rotazioni di truppe di Kiev dall’altra parte del fronte: dovunque, i soldati del (cosiddetto) esercito regolare, poco motivati e ancor meno equipaggiati, sono stati arretrati in seconda linea, mentre in prima linea sono stati posizionati i battaglioni speciali neo-nazisti: Aidar, Azov, Pravi Sektor (Settore Destro), “Donbass”, “le mitragliatrici di Maidan”. Per i secessionisti (Repubblica Popolare del Donbas, RPD) è la conferma di un’imminente offensiva; come l’escalation in corso in Siria (100 russi uccisi e le altre provocazioni americane)https://www.maurizioblondet.it/attacco-aereo-usa-siria-uccide-100-combattenti-russi/
I corpi speciali posizionati
il Pentagono o il Deep State vogliono infiammare anche il fronte europeo della loro guerra mondiale alla Russia. Già ai primi di febbraio la RPD aveva segnalato che, in violazione degli accordi di Minsk, i comandi militari di Kiev avevano fatto convergere sulla linea del fronte armamento pesante, autocarri di munizioni di grosso calibro, autobotti di carburante. Confermato dagli osservatori OSCE a modo loro: hanno elencato le “ attrezzature mancanti nelle aree di stoccaggio” fra il 27 gennaio e il 2 febbraio 2018:
– 27 gennaio: sei obici da 152 mm D-20, due cannoni anticarro da 100 mm Rapira e 16 carri armati T-64 e T-72;
– 28-29 gennaio: quattro cannoni semoventi Gvozdika da 122 mm, due cannoni rimorchiati Ghiatsint-B da 152 mm e 33 carri armati;
– 31 gennaio: sette carri armati, sei cannoni semoventi Gvozdika da 122 mm e cinque mortai da 82 mm;
– 1 febbraio: sei cannoni semoventi Akatsia da 152 mm, quattro cannoni semoventi Gvozdika da 122 mm e otto carri armati;
– 2 febbraio: un semovente Gvozdika da 122 mm; quattro sistemi lanciarazzi multipli BM-21 Grad da 122 mm e un serbatoio.
Contemporaneamente i ribelli hanno segnalato un forte aumento dei sorvoli di droni sulle loro posizioni e sulle infrastrutture civili vitali; la loro intelligence segnala che ordini operativi preparatori di un’offensiva sono stati dati a precise unità militari stazionate sulla linea; fondi in denaro supplementari sono stati assegnati alla 57ma brigata di fanteria meccanizzata e alle 30ma; una brigata regolare, la 128ma di montagna, s’è rifiutata di partecipare (segnalando appunto la demotivazione delle truppe normali), ed è stata immediatamente ritirata dalla zona di conflitto.
In simultanea, il 12 febbraio, Poroshenko ha dichiarato al tedesco Bild che “Putin può scatenare l’attacco in Donbass in ogni momento”; in perfetta consonanza con l’accusa di nuovo elevata al governo siriano di aver usato i gas contro il suo popolo, tradizionale pretesto per un’invasione Usa. Un’accusa elevata, poi trattenuta, oggi di nuovo elevata da Macron (il cui parlamento ha ricevuto con tutti gli onori i Caschi Bianchi siriani, fonti elle notizie sulle gassificazioni passate e future)
In questo contesto è significativo il fatto che Poroshenko ha fatto espellere verso la Polonia il georgiano Mikhail Saakashvili, la pedina del gioco americano di “controllo” di Poroshenko, di cui hanno fatto l’oppositore e il pretendente alla poltrona. Ciò viene interpretato in due modi:
O Saakashvili non serve più per far pressione su Poroshenko, perché ormai Poroshenko ha aderito alle pressioni dei neocon USA e dei suoi neonazi interni, accettando di lanciare l’attacco al Donbas; 2) o ha addirittura scavalcato gli ordini americani, almeno quelli ufficiali, perché le iniziative belliche Usa, nel teatro siriano come in quello ucraino, sembrano più essere dettate da schegge del Deep State che dalla Casa Bianca.
D’altra parte l’avventura e il salto nel buio è il solo modo con cui la junta di Kiev possa sperare di salvarsi dalla destabilizzazione interna crescente, economico e sociale, affidandosi all’ultra-nazionalismo”.
Le azioni dell’attacco previste.
Ciò avviene mentre la presunta potenza egemone dell’Unione Europea, è senza testa, fra quella della Merkel che si aggrappa al potere e quella di Schulz, che ha aderito ad una “grande coalizione” non solo usurata, ma contestata dalla stessa base socialista. Un governo occupato a rappezzare le sue fratture interne, che non avrà tempo per l’Ucraina – il che può essere persino una buona scusa per non decidere niente.
Oltre mille soldati italiani colpiti da malattie collegate all’amianto. La novità? Lo ammette il Parlamento: ci sono dei morti, e solo nella marina i militari colpiti patologie absesto-correlate sono 1.100. Sono le «sconvolgenti criticità» nella salute dei nostri militari, in Italia e nelle missioni all’estero, scoperte dalla commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, presieduta da Gian Piero Scanu, deputato uscente del Pd (non ricandidato). «Risultati imbarazzanti, per i vertici militari e il governo», scrive il “Fatto Quotidiano”. Una frase per tutte: la «diffusa inosservanza degli obblighi» risulta «perfettamente funzionale a una strategia di sistematica sottostima, quando non di occultamento, dei rischi e delle responsabilità effettive». Scondo la relazione, queste criticità «hanno contribuito a seminare morti e malattie». Dai vertici la risposta è stato il «negazionismo», al quale si aggiungono gli «assordanti silenzi generalmente mantenuti dalle autorità di governo», che hanno ingenerato il dilagare, «tra le vittime e i loro parenti», di uno «sconfortante senso di giustizia negata». Eppure, sottolinea la relazione, gli esperti ascoltati hanno riconosciuto il nesso tra esposizione all’uranio impoverito e tumori.
Raccomandando al prossimo Parlamento di «vigilare con il massimo scrupolo sulle modalità di realizzazione della missione in Niger» anche «per quanto attiene alla valutazione dei rischi, all’idoneità sanitaria e ambientale dei luoghi di insediamento del contingente, alla congruità delle pratiche vaccinali adottate e alle pratiche di sorveglianza sanitaria», la commissione definisce «singolare» la «scarsa conoscenza» circa l’uso, durante le missioni all’estero, di «armamenti pericolosi, eventualmente impiegati dai paesi alleati». Per la commissione d’inchiesta, le procedure «convergono nel produrre il duplice effetto di offuscare i rischi incombenti e di arginare le responsabilità dei reali detentori del potere». La vigilanza su salute e sicurezza è «svolta esclusivamente dai servizi sanitari e tecnici della difesa», la cui azione «si è dimostrata insufficiente». Aggiungono i commissari: «La diffusa inosservanza degli obblighi risulta perfettamente funzionale a una strategia di sistematica sottostima, quando non di occultamento dei rischi e delle responsabilità effettive».
Basti pensare che i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, nonché i medici competenti, «in alcuni siti sono risultati addirittura assenti». Critiche anche alla magistratura penale, riporta il “Fatto”: gli interventi dei giudici a tutela della salute dei militari «non appaiono sistematici», e dunque nell’amministrazione della difesa «continua a diffondersi un deleterio senso d’impunità», che porta a un «risultato devastante». Ovvero: «L’idea che le regole c’erano, ci sono e ci saranno, ma che potevano, si possono e si potranno violare senza incorrere in effettive responsabilità». I rischi non si limitano solo alle missioni, visto che «rischi minacciosi» riguardano anche «caserme, depositi, stabilimenti militari», sia per «deficienze strutturali» (particolarmente critiche «nelle zone a maggiore sismicità»), sia per carenze di manutenzione che per la permanenza di «materiali pericolosi». La presenza di amianto, spiegano i commissari, «ha purtroppo caratterizzato navi, aerei, elicotteri».
In relazione a tre specifici casi emersi nel corso dell’inchiesta, la commissione ha trasmesso i suoi atti alle procure. Un militare, Antonio Attianese, ammalatosi in Afghanistan, ha denunciato «l’atteggiamento ostruzionistico e le minacce di alcuni superiori», mentre il tenente colonello medico Ennio Lettieri, impegnato in Kosovo (infermeria del comando Kfor) ha denunciato una fornitura idrica «altamente cancerogena», destinata al contingente italiano. Segnalato alla magistratura anche il caso del generale Carmelo Covato, dello stato maggiore: «I militariitaliani impiegati nei Balcani – ha detto alla commissione – erano al corrente della presenza di uranio impoverito nei munizionamenti utilizzati ed erano conseguentemente attrezzati». Affermazioni che i commissari giudicano «in contrasto con le risultanze dei lavori e con gli elementi conoscitivi acquisiti nel corso dell’intera inchiesta».
"Semel in anno licet insanire": una volta all'anno è lecito impazzire, questo antico detto rappresenta lo spirito del Carnevale,
il rovesciamento dell'ordine per un breve periodo, che risale alle tradizioni dei saturnalia latini e dei culti dionisiaci con cui si salutava il passaggio dall'inverno alla primavera. Il Carnevale è una festa che ha inizio il 17 gennaio e termina il martedì che precede il mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. La parola stessa, secondo una delle etimologie più diffuse, deriva dal latino carnis laxatio, evolutosi nell'italiano antico "Carnasciale", con il significato di "abbandono della carne". Caratteristiche delle rappresentazioni simboliche erano le maschere, che sono rimaste nella storia del Carnevale. La pratica del travestimento risale al Paleolitico, quando, in occasione dei riti magici, gli stregoni si adornavano di piume e sonagli e si coprivano il volto con maschere dipinte dall'aspetto terrificante per scacciare gli spiriti maligni. In età romana l'uso delle maschere era legato ai Baccanali, le feste in onore di Bacco, che animavano le strade, tra fiumi di vino e danze, mentre il passaggio dall'inverno alla primavera veniva celebrato di notte con i festeggiamenti di Cerere e Proserpina, che univano giovani e vecchi, nobili e plebei, nella commemorazione della vicenda della fanciulla rapita da Plutone, che la madre, dea del grano, cerca invano finché, spinto a pietà, Giove concede di farla ritornare sulla terra per sei mesi all'anno. Dalla leggenda del ratto di Proserpina deriva il ciclo delle stagioni, festeggiato con processioni per le vie alla luce di fiaccole e torce. Al passaggio delle stagioni erano legati anche i Saturnalia, le feste sacre a Saturno, che si celebravano in marzo e dicembre per sette giorni, durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, mentre un "Re della Festa", eletto dal popolo, si occupava dei giochi nelle piazze e degli spettacoli dei gladiatori. Il tema del rovesciamento è rimasto nello spirito del Carnevale, periodo in cui apparentemente tutto era lecito, che consentiva, in realtà, di circoscrivere in un tempo prestabilito e limitato la libertà di abbandonarsi agli eccessi e di dare agli umili l'illusione di essere simili ai potenti, un modo per alleggerire le tensioni e mantenere il consenso. Quasi tutti i riti popolari ebbero vita da cerimonie religiose legate alla coltivazione dei campi e alla vita del contadino. La celebrazione dei riti, nelle ricorrenze dei cicli stagionali, avevano lo scopo della rigenerazione della terra affinché desse migliori frutti nel nuovo ciclo produttivo. La partecipazione al rito, di carattere religioso-liturgico, era vivamente sentita ed ognuno, che in qualsiasi modo vi prendesse parte, la riteneva necessaria per la propria sussistenza scongiurando così ogni tipo di carestia connessa a fenomeni meteorologici, a pestilenze o a guerre. I riti ciclici stagionali nei loro auspici richiedevano una particolare interpretazione di carattere parodistico e mimico capaci di distruggere il male che gli uomini, personalmente o collettivamente avevano accumulato nel ciclo precedente, in modo che la natura offesa dalle malefatte si fosse placata e non avesse abbandonati gli uomini. Sicchè il rito avrebbe avuto, oltre che un movente apotropaico e produttivo, anche una funzione profilattica e di crescita dei beni. Ma non bastava la sola esecuzione del rito: la distruzione del male aveva bisogno di un "capro espiatorio", che poteva essere una persona, un animale o un oggetto qualsiasi, su cui fare ricadere tutte le colpe che sarebbero state cancellate soltanto dall'olocausto del "capro" prescelto. Il sacrificio avrebbe purgato la società di ogni male, ma esso, però, non doveva essere accompagnato da pianto o da strazianti dolori, ma di infinito gaudio perché quella morte era la salvezza futura della collettività e di ogni singolo uomo. E' per questo che la morte del Carnevale "non ha carattere tragico": sia la morte e sia il dramma che da essa nasce sono uniti nello stesso rito, ma con forma la più tragicomica possibile.Il popolo cerca la sicurezza del domani, l'ha ottenuta da chi per esso si è sacrificato e giunge sino a deriderne la tragica fine, perciò si sfrena, ride, urla, canta, balla, ed irride tutto e tutti. Le stesse fiamme che si sprigionano dal fantoccio che brucia ha carattere profilattico, di prevenzione dei malanni, attraverso l'opera distruttrice del fuoco. Lo stesso piacere dell'amore che si accompagna al rito ha il senso magico della fecondità. I salti, le danze, i balli, le musiche preparano lo spirito alle maggiori gioie, sapendo che calcando la terra si richiama questa a fruttificare con abbondanza ed allora più in alto si salta, maggiore è la richiesta alla terra di essere generosa. Le burle, gli scherzi e le satire hanno lo scopo di giungere alla maggiore liberalità, sino alla follia, allo scioglimento dei freni inibitori che avevano mantenuto l'uomo sino allora nei binari della correttezza e della morale. Nelle feste del carnevale ciascuno si personalizza in figure di potenti, ciascuno assume un atteggiamento per quello che avrebbe voluto essere se non fosse stato un fallito della vita. L'abito che indossa, l'atteggiamento che assume e le sue gestualità lo trasportano ad essere quel grand'uomo che le sue aspirazioni voleva fossero: un politico, un medico, un ingegnere, un professionista, un prete, un ufficiale, un pirata, un vescovo o un sacrestano. Certamente non è facile indagare sulle origini di una festa come il carnevale, le cui tracce storiche nessuno ha potuto o voluto realmente conservare. Non è possibile nemmeno fare luce sui diversi aspetti che ne caratterizzano i festeggiamenti, in quanto, nel corso dei secoli e in realtà geografiche diverse, il carnevale si è arricchito di sfumature sempre nuove.
Mercurio e metalli pesanti nei vaccini somministrati ai militari: non sono un migliaio, ma ben 4.000, i soldati italiani colpiti da gravissimi problemi di salute per motivi di servizio. E ben 340 membri delle forze armate italiane sono morti, a causa di patologie sospette, spesso connesse con l’esposizione all’uranio impoverito degli armamenti. Non solo: tra i fattori di rischio indicati dalla commissione difesa ci sono anche le vaccinazioni. «E la cosa inaudita è che la stampa abbia omesso questo aspetto», accusa Patrizia Scanu, dirigente del Movimento Roosevelt, commentando lo scomodo lavoro d’indagine che è costato la non ricandidatura al presidente della commissione, il deputato Pd Gian Pietro Scanu, già sindaco di Olbia, amareggiato per l’eclusione dalle liste renziane. Sotto la sua guida, ricorda il blog del Movimento Roosevelt, «i parlamentari hanno lavorato con indipendenza e determinazione, in mezzo a molti ostacoli». L’attenzione degli esperti «si è allargata dall’uranio impoverito ai vaccini come probabile concausa del problema». Il vicepresidente della stessa commissione, Ivan Catalano, denuncia «una vera e propria censura» ai danni del presidente Scanu, «pressato dai vertici del suo partito, a proposito delle vaccinazioni».
La notizia sulla relazione conclusiva della commissione era stata data da “Askanews” e poi dall’“Ansa”: le agenzie di stampa avevano dato ai giornali un resoconto preciso, senza omettere le notizie sui vaccini, ma poi questo dettaglio è stato completamente ignorato da quotidiani e telegiornali, e la notizia stessa «è subito sparita da entrambi i siti ed è diventata irreperibile con qualunque motore di ricerca». Nella sua riunione conclusiva, la commissione «ha incluso nella relazione finale la parte fondamentale sulla profilassi vaccinale, peraltro individuata come probabile fattore causale anche dagli esperti della precedente commissione difesa», scrive il blog del Movimento Roosevelt. Nella conferenza stampa tenuta il 7 febbraio, Gian Piero Scanu ha ribadito il concetto di “spiegazione multifattoriale” delle gravi patologie che hanno colpito 4.000 militari in servizio conducendone alla morte 340, e ha invitato i giornalisti presenti alla lettura integrale del documento, per comprendere appieno la complessità del problema. Da allora, però, «tutte le principali testate giornalistiche nazionali (giornali e telegiornali) hanno completamente omesso la parte relativa alle vaccinazioni, messe sotto accusa».
La commissione indica «un eccesso di mercurio e di metalli contenuti nei vaccini militari» e parla di «somministrazioni scorrette (un numero eccessivo di dosi iniettate contemporaneamente)», denunciando anche «l’assenza di esami prevaccinali e di follow up dopo le vaccinazioni». Il Movimento Roosevelt «deplora questa gravissima violazione del diritto dei cittadini ad un’informazione libera, completa e trasparente», afferma Patrizia Scanu. Violazione «ancora più inaccettabile per il fatto che si tratta di un documento istituzionale prodotto dal Parlamento, di enorme rilevanza per le famiglie coinvolte e per l’interesse dell’intera comunità nazionale». Un silenzio stampa così unanime, aggiunge, lascia supporre una regia politica: «La censura di un atto parlamentare sovvertirebbe il principio della rappresentanza», configurando la violazione dell’articolo 21 della Costituzione, che recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. A fronte di una situazione così minacciosa per la democrazia, conclude Patrizia Scanu, occorre reagire in nome della trasparenza: «Il popolo italiano è fatto di cittadini, non di sudditi, e i cittadini hanno diritto di sapere». Il Movimento Roosevelt sta valutando la possibilità di intraprendere azioni legali a tutela dei cittadini.
Renzi (uso meno i soprannomi perché pare che già il nome stesso, grazie a lui, sia già garanzia di scherno):
«inversione strutturale del rapporto debito/Pil proposta all’Ue solo con un accordo di legislatura e in cambio del via libera al ritorno per almeno cinque anni ai criteri di Maastricht con il deficit al 2,9%»
Questo in sintesi sarebbe il progetto Capricorn proposto dal Kalandrino (quanno ce vò ce vò).
Detta "pensata", oltre a non essere ancora pronta e definitivamente strutturata a tre settimane dal voto, sostanzialmente altro non è che una richiesta all'UE di sforamento quinquennale per poi ritornare al 2,9% di deficit. Il tutto attraverso le garanzie della Cassa Depositi e Prestiti che però non privatizzerà Società utili per i giochini politici e gli scambi di poltrone (Enel, Eni etc...), ma con buona probabilità beni pubblici, ovvero nostri, senza nemmeno chiedere il permesso.
Ciò significa che la soluzione dello "statista" di Rignano ai problemi del Paese è identica a quella di chi dopo aver praticamente contribuito in maniera essenziale a portare l'azienda di cui è stato nominato Amministratore a un "fuori fido" in banca di proporzioni epiche, propone come soluzione "geniale" di chiedere un maggiore sconfinamento alla banca (che già gli ha chiesto il rientro) promettendo di rientrare in cinque anni e dando a garanzia i gioielli dei genitori disperati (e ignari).
Ricordo en passant che "Capricorn 1" di Peter Hyams era il film di denuncia che nel 1978 asseriva come lo sbarco sulla luna nel 1969 fosse un "fake" per fregare i russi.
Dopo le parole del cacciaballe ex-istituzionale ho per cui capito che, in fondo, per lui e per il suo PD sia noi italiani che in vertici UE, in fondo siamo tutti russi.