giovedì 8 novembre 2018

Massoni d'Italia, gli uomini al comando: la mappa del vero potere


Mario Draghi (classe 1947, presidente della Banca centrale europea dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Pan-Europa”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”, alla “Three Eyes” e alla “Der Ring”). Giorgio Napolitano (classe 1925, già presidente della Repubblica italiana, affiliato alla “Three Eyes”). Massimo D’Alema, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”. Mario Monti (classe 1943, economista, senatore a vita e presidente del Consiglio italiano dal 2011 al 2013, affiliato in forma più o meno coperta alla United Grand Lodge of England e alla Ur-Lodge “Babel Tower”). Fabrizio Saccomanni (classe 1942, banchiere, economista, già direttore generale della Banca d’Italia dal 2006 al 2013, dal 2013 al 2014 è stato ministro dell’economia del governo Letta, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Edmund Burke”). Pier Carlo Padoan (classe 1950, economista, dal 24 febbraio 2014 ministro dell’economia nel governo Renzi e nel governo Gentiloni, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
Gianfelice Rocca (classe 1948, tra i più importanti imprenditori italiani, presidente di Techint e di Assolombarda, affiliato alla “Three Eyes”). Domenico Siniscalco (classe 1954, economista, banchiere, già ministro dell’economia dal 2004 al 2005, affiliato Padoan, Draghi e Viscoalla “Edmund Burke”). Giuseppe Recchi (classe 1964, top manager, affiliato alla “Three Eyes”). Marta Dassù (classe 1955, saggista, già sottosegretaria e viceministra degli affari esteri, attualmente nel cda di Finmeccanica, affiliata alla “Three Eyes”). Corrado Passera (classe 1954, banchiere, manager, politico, già ministro dello sviluppo economico dal 2011 al 2013 nel governo Monti, affiliato alla “Atlantis-Aletheia”). Ignazio Visco (classe 1949, economista, governatore della Banca d’Italia dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”). Enrico Tommaso Cucchiani (classe 1950, banchiere e top manager, affiliato alla “Three Eyes”). Alfredo Ambrosetti (classe 1931, economista, fondatore e presidente emerito di The European House-Ambrosetti, affiliano alla “Pan-Europa”).
Carlo Secchi (classe 1944, economista e politico, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”). Emma Marcegaglia (classe 1965, imprenditrice e top manager, affiliata alla “Pan-Europa”). Matteo Arpe (classe 1964, banchiere e top manager, affiliato alla “Edmund Burke”). Vittorio Grilli (classe 1957, economista, direttore generale del ministero del Tesoro dal 2005 al 2011 e ministro dell’economia con il governo Monti, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”). Giampaolo Di Paola (classe 1944, ammiraglio, ministro della difesa dal 2011 al 2013 con il governo Monti, affiliato alla Al-Baghdadi“Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”). Federica Guidi (classe 1969, imprenditrice, già ministro dello sviluppo economico del governo Renzi, affiliata alla “Three Eyes”).
Angela Merkel (classe 1954, politica, cancelliera tedesca dal 2005, affiliata alla “Golden Eurasia”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”). Vladimir Putin (classe 1952, attuale presidente della Federazione Russa, affiliato alla “Golden Eurasia”). Christine Lagarde (classe 1956, avvocatessa e politica francese, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”). George W. Bush (classe 1949, presidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2009, affiliato alla “Hathor Pentalpha”). Michael Ledeen (classe 1941, giornalista, intellettuale e politologo statunitense, affiliato alla “White Eagle” alla “Hathor Pentalpha”). Condoleezza Rice (classe 1954, politica, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Hathor Pentalpha”, già esponente di punta dell’amministrazione Bush). Abu Bakr Al-Baghdadi (classe 1971, terrorista iracheno, leader dell’Isis e Califfo dell’autoproclamato Stato islamico, affiliato alla “Hathor Pentalpha”).
José Manuel Durão Barroso (classe 1956, portoghese, docente universitario, politico, presidente della Commissione Europea dal 2004 al 2014, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Parsifal”). Olli Rehn (classe 1962, politico finlandese, già vicepresidente della Commissione Europea, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”). Tony Blair (classe 1953, premier britannico dal 1997 al 2007, affiliato alla “Edmund Burke” e poi alla “Hathor Pentalpha”). David Cameron (classe 1966, premier britannico dal 2010, affiliato alla “Edmund Burke” e alla “Geburah”). Pedro Passos Coelho (classe 1964, primo ministro del Portogallo dal 2011, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Edmund Burke” e alla “White Eagle”). Mariano Rajoy (classe 1955, primo ministro della Spagna dal 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”). Antonis Samaras (classe 1951, politico, già primo Mariano Rajoyministro della Grecia, affiliato alla “Three Eyes”). Jean-Claude Trichet (classe 1942, economista e banchiere francese, presidente della Bce dal 2003 al 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Babel Tower” e alla “Der Ring”.
Bernard Arnault (classe 1949, imprenditore francese, dominus della Louis Vuitton Moët Hennessy, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Edmund Burke”). Nicolas Sarkozy (classe 1955, politico, presidente della Repubblica francese dal 2007 al 2012, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Geburah”, alla “Atlantis-Aletheia”, alla “Pan-Europa” e alla “Hathor Pentelpha”). Manuel Valls (classe 1962, già primo ministro francese, iniziato a suo tempo nel Grand Orient de France e poi affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Der Ring”). Christian Noyer (classe 1950, banchiere, attuale governatore della Banca di Francia, affiliato alla “Pan-Europa”, e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”). Mark Rutte (classe 1967, primo ministro dei Paesi Bassi dal 2010, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”). Ben van Beurden (classe 1958, top manager olandese, ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Geburah” e alla “Der Ring”). Wolfgang Schäuble (classe 1942, Massoni, il libropolitico, attuale ministro delle finanze tedesco, attuale maestro venerabile della “Der Ring”, affiliato alla “Joseph de Maistre”). Peter Voser (classe 1958, top manager olandese e ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Pan-Europa”). Bill Gates (classe 1955, imprenditore statunitense fondatore della Microsoft, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
(Elenco sintetico di eminenti personalità italiane e internazionali affiliate a superlogge neo-conservatrici e reazionarie, fornito da Marco Moiso sul blog del Movimento Roosevelt e desunto dal libro di Gioele Magaldi “Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges”. Secondo Magaldi, già “venerabile” della loggia romana Monte Sion del Grande Oriente d’Italia e poi iniziato alla superloggia sovranazionale progressista “Thomas Paine”, le 36 logge madri di cui ha rivelato l’esistenza costituirebbero l’autentico “back-office” del potere mondiale. Nel dopoguerra e fino agli anni ‘70, sostiene Magaldi, la leadership internazionale è stata esercitata in questo ambito da strutture di orientamento progressista, rooseveltiano e keynesiano, con esiti misurabili in Europa dall’impegno di personaggi come l’inglese William Beveridge, “l’inventore” del welfare, e lo svedese Olof Palme, punta avanzata della miglior socialdemocrazia europea. Poi, dagli anni ‘80, anche gli esponenti della tradizione socialista – da Blair a D’Alema, da Manuel Valls allo stesso Napolitano – sarebbero stati affiliati a Ur-Lodges di segno neo-feudale e oligarchico, massime interpreti della globalizzazione più vorace e privatizzatrice).
fonte http://www.libreidee.org/2017/11/ur-lodges-gli-uomini-al-comando-la-mappa-del-vero-potere/

La guerra dell’Europa contro l’Italia



FONTE: GEFIRA.ORG
Il conflitto tra Unione Europea ed Italia è una vera e propria guerra finanziaria. I paesi dell’area euro non possono stampare il proprio denaro, e per questo motivo non possono avere un deficit infinito. Sono costretti a vivere entro i propri mezzi, altrimenti, senza l’intervento della BCE, andrebbero in bancarotta. Nessuno conosce le conseguenze di un default italiano e relativa ristrutturazione del debito, ma l’evento potrebbe portare alla fine della moneta unica.
Per rendere l’euro sostenibile, le élite finanziarie europee vogliono che gli italiani riducano le proprie spese e trasformino il deficit di bilancio in un surplus. A causa però della contrazione della popolazione del paese, il deficit di bilancio italiano – come abbiamo sostenuto molte volte – non può che aumentare. La Commissione Europea ne respinge il bilancio perché Roma vuole aumentare il proprio debito ben oltre il limite consentito dalla BCE. “Questo è il primo bilancio italiano che non piace all’UE”, ha scritto il vice primo ministro Luigi Di Maio su Facebook. “Nessuna sorpresa: questo è il primo bilancio italiano scritto a Roma e non a Bruxelles!”.  (1) Matteo Salvini ha aggiunto: “Questo (rifiuto) non cambia alcunché”. “Non stanno attaccando un governo, ma un popolo. Queste sono cose che faranno arrabbiare ancor di più gli italiani”, ha detto. (2)
Il paese è entrato in un calo demografico. Una crescita economica sostenibile è pertanto semplicemente impossibile, perlomeno per il prossimo futuro. Come nel caso di tutta l’Europa, l’Italia ha bisogno di un piano per sostenere una popolazione che sta invecchiando e diminuendo(3). Come se non lo sapesse, l’establishment di Bruxelles e Francoforte vuole solo che l’Italia si attenga al programma di austerità, ossia diminuisca la spesa pubblica e faccia fuori l’attuale amministrazione, che rifiuta di conformarsi.
Per estromettere Di Maio e Salvini, l’Unione Europea farà di tutto per distruggere il settore bancario italiano, come già fatto in Grecia e Cipro. Nel 2015, la Grecia chiuse le proprie banche, ordinando loro di rimanere tali per 6 giorni. La banca centrale impose anche delle restrizioni per evitare che i soldi fuggissero dal paese. (4)
Jeroen Dijsselbloem, ex capo dell’Eurogruppo, ha suggerito che i mercati dovrebbero cercare di abbassare il valore delle obbligazioni italiane (5). Un valore obbligazionario più basso eroderebbe il capitale delle banche e le renderebbe insolventi. Draghi, capo della BCE, ha avvertito la scorsa settimana che una recente svendita di titoli di stato ha avuto la funzione di intaccare il capitale delle banche italiane, che possiedono circa 375 miliardi di euro di quel documento (6). Tali osservazioni sono state accuratamente preparate, e fungono da ennesimo attacco deliberato al sistema finanziario italiano. È molto insolito per i banchieri centrali avvisare la banca sotto la propria supervisione della sua prossima insolvenza, cercando allo stesso tempo di provocare una preventiva corsa agli sportelli.
“Trovo inappropriato per il responsabile della stabilità finanziaria in Europa dare l’allarme, ancorché poi ammorbidito, sulla salute dei finanziatori italiani, essendo l’Italia è uno dei paesi sotto la sua supervisione bancaria”, ha giustamente detto un legislatore italiano.
I governanti sanno di essere sotto assedio, e stanno pensando a come proteggere le banche dalle autorità bancarie europee. Roma deve escogitare una strategia nazionale per preservare il propria sistema bancario, anche qualora questo sia contrario alle regole europee. Salvini, ha detto un portavoce del leader della Lega, ha incontrato Di Maio per discutere le condizioni di economia, bilancio e banche. “Nessuna banca sarà in difficoltà”, ha detto Salvini. Le due parti, che gestiscono il paese in un governo di coalizione, stanno lavorando in sincrono, ha detto. Il premier Conte, riporta il Corriere della Sera (7), ha chiesto alle agenzie governative di star pronte ad aiutare gli istituti di credito, qualora il calo del valore delle proprie posizioni di debito pubblico imponesse loro di ricapitalizzare le banche.
Roma non lascerà i burocrati di Bruxelles o Francoforte a decidere se le banche siano insolventi o no. Ogni governo sovrano, in teoria, può dichiarare solvente una banca con un colpo di penna. Le autorità italiane possono rifiutarsi di chiudere le proprie banche, e costringerle a rimanere in attività. A differenza della Grecia, l’Italia ha un avanzo commerciale, ed il paese non dipende da una riserva estera di denaro per pagare le importazioni. L’apertura di banche insolventi indebolirebbe ulteriormente l’affidabilità dell’Euro come moneta comune. Per fare ancor più pressione sul governo italiano, Karsten Wendorff, membro dell’Advisory Board delle banche federali tedesche, ha suggerito di confiscare le proprietà private italiane per far fronte agli obblighi del debito pubblico. “Invece di un fondo europeo che acquista obbligazioni governative italiane e che alla fine è sostenuto dai contribuenti europei, dovrebbe essere creato un fondo nazionale”, ha scritto Wendorff sul Frankfurter Allgemeine Zeitung di sabato. (8)
Tale fondo verrebbe finanziato da “obbligazioni di solidarietà nazionali”, che le famiglie italiane sarebbero obbligate ad acquistare, ad esempio, per il 20% della loro ricchezza netta. Ad un tale tasso, “quasi la metà del debito pubblico verrebbe convertito in obbligazioni di solidarietà”. Se il piano dovesse essere implementato, significherebbe che i proprietari di case sarebbero costretti a pagare a banche straniere il 20% del loro valore patrimoniale. Il piano è un palese avvertimento: non andate contro le regole di bilancio. La Germania è disposta a confiscare tutto ciò a cui si sente in diritto.
Il pubblico non è consapevole della gravità della situazione. Sia Salvini che Di Maio – così come il popolo italiano – dovrebbero rendersi conto che sono in guerra con l’establishment europeo, che in ultima istanza intende rimuoverli dal potere. Per vincere questa battaglia hanno bisogno del sostegno incondizionato dell’apparato di sicurezza dello Stato e del popolo. Il confronto tra Roma da un lato e Bruxelles e Francoforte dall’altro, tuttavia, non scoppierà prima delle elezioni del Parlamento Europeo.

Fonte: https://gefira.org
Link: https://gefira.org/en/2018/11/05/the-italian-people-must-understand-that-their-country-is-at-war/
5.11.2018
Traduzione di HMG

NOTE
1.EU rejects Italian draft budget, setting up standoff with defiant Italy, Reuters 2018-10-23.
2.Italy budget: European Commission demands changes, BBC 2018-10-23.
3.Demographic Winter – the decline of the human family, YouTube 2011-07-28.
4.Greece imposes capital controls as crisis deepens, Reuters 2015-06-28.
5.The European financial establishment has just declared war on Italy, Gefira.
6.ECB’s Draghi alarm over Italian banks ‘improper’: League lawmaker, Reuters 2018-10-26.
7.Italy Studies Bank Options Amid Relief From Rating Decision, Bloomberg 2018-10-29.
8.A Bundesbank Economist Has a Radical Plan to Halve Italy’s Debt, Bloomberg 2018-10-27

https://comedonchisciotte.org/la-guerra-delleuropa-contro-litalia/

L’ANTIFASCISMO DEI CRETINI



di Marcello Veneziani
Abbiamo sempre avuto pazienza con i cretini non cattivi e con i cattivi ma intelligenti. Non riusciamo però ad averne con i cretini cattivi, magari in origine solo cretini poi incattiviti oppure solo cattivi poi rincretiniti. Ma sono cresciuti a dismisura e si sono aggravati. Sto parlando del nuovo antifascismo, collezione autunno-inverno, che si alimenta di fascistometri per misurare il grado di fascismo che è in ciascuno di noi e di istruzioni per (non) diventare fascisti, di Anpi posticce che sventolano l’antifascismo anche il 4 novembre, non più costituite da partigiani ma da militanti dell’odio perenne; e poi di mobilitazioni, manifestazioni e mascalzonate, veicolate da giornaloni, telegiornaloni, talk show e da tante figurine istituzionali.
Come quel Fico che alterna dichiarazioni d’antifascismo a dichiarazioni surreali d’amore a proposito degli stupri e i massacri tossico-migranti. Per lui le violenze si combattono con l’amore, come dicevano i più sfigati figli dei fiori mezzo secolo fa. Lui ci arriva adesso, cinquant’anni dopo e a proposito di un fatto così terribile come uno stupro mortale a una ragazzina.
Sopportavamo il vecchio antifascismo parruccone, trombone, un po’ di maniera. Arrivavamo a sopportare perfino un antifascismo di risulta, violento, intollerante, estremista. Finché si tratta dei dementi agitati dei centri sociali, di qualche femminista in calore ideologico o con caldane fasciofobe, oppure di sparsi cretini del grillismo e del vecchio sinistrismo, ce ne facevamo una ragione. Ma sconforta quando vedi pure intellettuali, direttori, editori, giornalisti, testate che avevano qualche credibilità intellettuale o almeno professionale, che leggevi e stimavi, avere una regressione idiota nell’odio verso un presunto e rinato neofascismo (che in realtà rinasce ogni settimana da 73 anni, in base ai loro dolori reumatici, i loro indicatori e delatori). Per non restare nel vago, mi riferisco a firme, filosofi, giornalisti, scrittori che esercitano il loro mestiere su la Repubblica, l’Espresso, i loro paraguru genere Saviano, per non dire nei talk show e nei tg rai, mediaset (solo un po’ meno), la 7 e sky. Probabilmente un combinato disposto ha dato loro alla testa: il fallimento inglorioso della sinistra su tutte le ruote, l’avanzata popolare di Salvini, il trionfo in tutto il mondo e non coi colpi di stato ma a suon di voti, di leader e movimenti opposti alla sinistra.

E poi le prediche, le censure e le leggi opinionicide di Suor Boldrina e Frate Fiano, solo per citare due chierici precursori di questo antifascismo. Ma devono aver raggiunto uno stato patologico così avanzato questi malati del morbo d’Antifascismo, se perfino il Corriere della sera, si è di recente ribellato alla deriva idiota dell’antifascismo con un equilibrato editoriale di Paolo Mieli, un frizzante corsivo di Gramellini, un incisivo affondo di Panebianco, e scritti di Battisti, della Tarquini. Poi, leggi Paolo Giordano in prima pagina del Corriere che prende sul serio i calendari di Mussolini (è la scemitudine dei numeri primi), leggi Aldo Grasso che nega le pagine di storia sociale del fascismo, carte del lavoro e garanzie per pensionati e donne, leggi l’inquisizione filosofica della Di Cesare, più menate varie di antirazzismo e antifascismo e ti accorgi che il Corriere gareggia con la Repubblica sullo stesso terreno.
L’antifascismo patologico è a uno stadio acuto se il 4 novembre Furio Colombo sul Fatto sbaglia ricorrenza e dedica il suo fondo all’apologia del 25 aprile. O se un giornalista de La Repubblica, Maurizio Crosetti, accecato da furiosa demenza, auspica il massacro a Piazzale Loreto di Salvini. Ma la demenza ha pure valore retroattivo nei secoli andati. Sono reduce dall’imbarazzante lettura di un libro dedicato a Dante di tale Chiara Mercuri, pubblicato da Laterza, in cui si presenta Dante come un precursore dei dem, uno che va in esilio perché dalla parte delle lotte proletarie e viene citato tra i grandi di tutti i tempi insieme a Saviano, senza un minimo senso del ridicolo. Saranno stati i fascisti del suo tempo a condannarlo a morte e all’esilio, evidentemente.
Quelli che una polpetta avvelenata di nome Michela Murgia vorrebbe misurare col suo fascistometro, lanciato come ultima moda ideologica magari da adottare anche nelle aule e nei media per schedare e discriminare chi non la pensa come te. Un formidabile misuratore non dell’altrui fascismo ma della propria demenza faziosa.
Strada con antifascisti
Ho sempre ritenuto che meriti rispetto chi fu antifascista col fascismo vivo e imperante, un antifascismo fiero e scontato sulla propria persona; quello postumo che infierisce contro i morti no. Ma quello posticcio, surreale e caricaturale dei nostri giorni, è un triplice insulto: al fascismo, all’antifascismo e all’intelligenza degli italiani. Come è un insulto quotidiano alla memoria di tutti i caduti, a partire dagli stessi ebrei, le ossessive, petulanti, rievocazioni del razzismo e dei campi di sterminio, lette come eventi in corso di replica. Il delirio antifascista e antirazzista porta anche ad alcune intelligenze un tempo rispettabili, un obnubilamento mentale con esiti deprimenti e grotteschi.
Il tutto si accompagna a un ritorno di odio patrio, di antiitalianità, che sembrava superato da alcuni decenni, e che invece rigurgita, identificando l’amor patrio col più aggressivo nazionalismo: il modo migliore per favorire davvero questo slittamento. Vogliono combattere il sovranismo ma questo è il modo migliore per aiutarlo a dilagare. Dopo una faticosa riconquista di un rapporto migliore con i temi nazionali nei decenni scorsi, grazie allo sforzo di Craxi e Spadolini, di Ciampi e anche di Napolitano, la sinistra residuale di oggi ha avuto una regressione feroce quanto insensata contro l’italianità, un conato di vomito antipatriottico per sancire che loro sono dalla parte dei migranti.Stranieri first. Ecco il 4 novembre celebrato dalla parte degli austriaci, dei disfattisti e dei disertori.
Se ragionassi in termini politici, o peggio elettorali, dovrei gioire perché assisti allo spettacolo di un suicidio dei radical, affogati nel ridicolo in una lotta contro gli italiani. Ma non sono mai contento quando un avversario si autodemolisce e si autoridicolizza in quel modo; non mi piace, per la democrazia, per la circolazione delle idee, per carità di patria vederli schiumare di odio e di rabbia, peggio degli haters che deprecano (“Buonisti un cazzo”, tuonava elegantemente la copertina de l’Espresso). E per il rispetto, non corrisposto, che continuo a nutrire per le persone nonostante i loro pregiudizi e le loro occlusioni mentali.
Ricredetevi, riavetevi, ripensateci. Non riducete il prefisso dem ad abbreviativo di dementi. Non seppellitevi nel vostro ridicolo rancore, elevando l’imbecillità a crimine contro l’umanità.
Fonte: Marcello Veneziani
https://www.controinformazione.info/lantifascismo-dei-cretini/?fbclid=IwAR0469QzSUCasUXFn_TkY-3zSWi3txhFZKpI8r7Ek9xcyST71vjuSSvkqXM

martedì 23 ottobre 2018

Il messaggio di Dijsselbloem alla Commissione UE: “colpite le banche italiane”



di Cesare Sacchetti
“Se la crisi italiana diviene una grave crisi, imploderà principalmente nell’economia italiana, piuttosto che diffondersi in Europa.” Queste le parole pronunciate alla CNBC da Jerome Dijsselbloem, l’ex presidente olandese dell’Eurogruppo, il summit che riunisce tutti e 19 i ministri dell’Eurozona.
Un’analisi dai toni intimidatori su come dovrebbe comportarsi la Commissione Ue, rispetto alle intenzioni italiane di realizzare un deficit pari al 2,4% del PIL.
L’ex presidente dell’Eurogruppo non ha dubbi sul fatto che ci sarà uno scontro imminente tra Bruxelles e Roma, e individua le responsabilità delle frizioni tra la Commissione UE e il governo giallo-verde, nella manovra finanziaria.
“Guardando a ciò che i membri del governo italiano hanno messo sul tavolo, la Commissione non avrà altra scelta che rispedire la manovra indietro. Questo comunque non è la fine di un processo, ma piuttosto l’inizio.”
I termini per rispondere alla lettera firmata da Moscovici, commissario UE agli affari economici,  e Dombrovskis, vice-presidente della Commissione, che considera la manovra dell’Italia “una violazione senza precedenti”, scadono proprio oggi.
Se la risposta di Roma a Bruxelles non dovesse essere giudicata soddisfacente in quanto agli obbiettivi di bilancio auspicati dall’UE, a quel punto la prassi prevede che i vertici della Commissione elaborino una controproposta entro due settimane a cui fa seguito la richiesta di una nuova manovra finanziaria allo Stato membro, in questo caso l’Italia, entro tre settimane.
Dijsselbloem indica la via alla Commissione per individuare i punti deboli dell’Italia nella trattativa, e per piegarla in qualche modo alle richieste di Bruxelles.
E il tallone d’Achille in questo caso per l’olandese è il sistema bancario italiano. “Ci sarà un ruolo per l’autorità bancaria per considerare quello che questo porta nei confronti delle banche italiane. Abbiamo già visto la loro quotazione azionaria crollare.”
Il riferimento è chiaramente all’esposizione delle banche italiane verso i titoli del debito pubblico italiano, che attualmente è pari a 370 miliardi di euro, il 10% dei loro bilanci complessivi.
Un aumento dello spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, provoca un incremento dei tassi dei btp italiani e questo si riflette in un deterioramento dell’indice bancario TIER 1.
In sostanza, questo parametro misura la solvibilità di un istituto bancario rispetto ad eventuali perdite senza intaccare le posizioni dei correntisti.
Se quindi il TIER 1 dovesse peggiorare, le conseguenze si potrebbero far sentire anche per i depositanti.
Il rischio è che si ripeta quanto accaduto nel 2013 a Cipro, proprio quando l’Eurogruppo era diretto da Dijsselbloem, dove venne eseguito un prelievo forzoso del 9,9% sui depositi bancari in cambio del pacchetto di aiuti fornito dagli altri Stati membri dell’UE.
L’olandese quindi sembra auspicare il modello Cipro per l’Italia, per costringere Roma a cedere sulla linea imposta da Bruxelles sul bilancio pubblico.
Ma è lo stesso Dijsselbloem a riconoscere che l’Italia non è paragonabile a Cipro né alla Grecia, e che attualmente la situazione è diversa perché, a suo dire, la crisi greca portava con sé il rischio di “contaminare l’intera eurozona”, mentre quella italiana appunto rischierebbe di implodere all’interno per l’esposizione delle banche sul debito pubblico italiano.
Se dunque la Commissione UE seguirà questa strategia, con un rifiuto ad accettare la manovra italiana, è probabile aspettarsi una nuova pressione speculativa dei mercati sui btp italiani.
Dijsselbloem ha dimenticato però nel suo ragionamento che Roma ha una nuclear option a disposizione, ovvero l’uscita unilaterale dall’euro.
E’ stato lo stesso ministro Savona a dire che in caso di rifiuto della manovra da parte di Bruxelles, ci si dovrà tenere pronti a qualsiasi evenienza.
Una frase che non può non rimandare all’eventualità di un piano B per uscire dalla logica del ricatto imposta dall’UE.
Nelle prossime settimane, si decide tutto. Il braccio di ferro tra Bruxelles e Roma si potrà risolvere solo con due soluzioni: se il governo giallo-verde non uscirà dall’euro, il Paese rischia di finire strangolato come già lo furono la Grecia e Cipro.
fonte https://lacrunadellago.net/2018/10/22/il-messaggio-di-dijsselbloem-alla-commissione-ue-colpite-le-banche-italiane/

Bono: I partiti politici che criticano l’iimmigrazione di massa sono opera di Satana


l cantante degli U2 è stato recentemente impegnato in una campagna contro i partiti politici europei che sono critici nei confronti delle migrazioni di massa, il suo ultimo obiettivo è stato il ministro degli interni italiano, Matteo Salvini.
Durante il suo ultimo concerto a Milano questa settimana, il suo alter ego malvagio MacPhisto (cercate sul mio blog cosa sono veramente gli alterego di queste celebrita`) ha attaccato il popolare leader italiano, sostenendo che tutti i partiti politici critici delle migrazioni di massa hanno una cosa in comune, sono creazioni di Satana.
“Ho mandato il mio popolo in tutta Europa. La mia gente ha molti nomi diversi. In Svezia si chiamano democratici, I democratici svedesi. In Francia cambiano nome. In Polonia hanno nomi che non so nemmeno pronunciare. In Ungheria, beh, lasciamo perdere “. Bono ha detto al pubblico.
Vestito come il diavolo, ha esortato gli italiani a sostenere Matteo Salvini, affermando che tutti i partiti populisti in Europa hanno lo stesso volto. Ha indicato quindi la maschera di Satana.
Recentemente Bono è stato coinvolto in polemiche per aver affermato che vuole che gli africani “conquistino il mondo”.
https://neovitruvian.wordpress.com/2018/10/21/bono-i-partiti-politici-che-criticano-liimmigrazione-di-massa-sono-opera-di-satana/

Soros e` dietro l’invasione di caravan honduregni in America



Questa è la guerra del 21 ° secolo condotta da multinazionali e organizzazioni non governative, organizzate attorno alle Nazioni Unite e controllate da gruppi affiliati a Soros. Ha lo scopo di distruggere gli Stati aprendo grandi rotte migratorie dal terzo mondo al primo mondo come parte di un sistema neocolonialista. Le banche multinazionali, le ONG e le multinazionali vogliono utilizzare le popolazioni del terzo mondo come strumento per colonizzare il primo mondo per ridurre i salari e creare instabilità politica che possono poi controllare.

Le popolazioni del terzo mondo stanno esplodendo e sono sotto crescente pressione dalle forze globaliste. Il mondo in via di sviluppo è in uno scenario di tipo pentola a pressione, e le Nazioni Unite e i gruppi globalisti affiliati stanno ora “occidentalizzando” queste popolazioni e trasformandole in arieti politici nel tentativo di far sì che il primo mondo, il mondo occidentale, si sottometta alle multinazionali  e alle richieste aziendali.
Come con la precedente carovana nella scorsa primavera, il gruppo di frontiere aperte Pueblo Sin Fronteras, che è collegato alla Open Society Foundation di Soros, è coinvolto nell’organizzazione della carovana di 4.000 persone e il leader del gruppo è stato arrestato giovedì per aver attaccato gli agenti dell’immigrazione messicani.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati è intervenuto nella situazione per aiutare i viaggi dei migranti.
“Stiamo discutendo. L’UNHCR sta parlando con il governo per vedere come possiamo aiutarli al meglio “, ha detto Sibylla Brodzinsky, portavoce delle Nazioni Unite. “Questo è solo l’inizio. I colloqui stanno cominciando in questo momento. “
Pueblos Sin Fronteras è solo uno dei numerosi gruppi di Soros che sostengono finanziariamente e logisticamente la carovana.
“La carovana è organizzata da un gruppo chiamato Pueblo Sin Fronteras, lo sforzo è sostenuto dalla coalizione CARA Family Detention Pro Bono Project, che include Catholic Legal Immigration Network (CLIN), American Immigration Council (AIC), il Il Refugee and Immigration Centre for Education and Legal Services (RICELS) e l’American Immigration Lawyers Association (AILA) – da questo l’acronimo CARA, WND ha riportato in aprile.
“Almeno tre dei quattro gruppi sono finanziati dalla Open Society Foundation di George Soros.”
Persino il presidente Trump ha discusso delle strane origini della carovana, notando che era il momento migliore per i democratici in quanto mancano poche settimane alle elezioni di medio termine.
“Stiamo iniziando a scoprirlo … ma sono stati donati un sacco di soldi in modo tale che questi immigrati attraversassero il confine il giorno delle elezioni “, ha detto Trump durante un raduno in Montana giovedì.
Le tensioni tra Stati Uniti, Messico e Honduras si sono intensificate dopo che la carovana ha attraversato violentemente il confine tra Guatemala e Messico, sottolineando il disprezzo per la sovranità nazionale, così come per lo stato di diritto.
“Questo è uno sforzo organizzato per superare e violare la sovranità del Messico, e quindi siamo pronti a fare tutto il possibile per sostenere le decisioni che il Messico attuera` per affrontare questo problema molto serio e importante per il loro paese “, ha dichiarato il segretario di Stato Mike Pompeo.
https://neovitruvian.wordpress.com/2018/10/21/soros-e-dietro-linvasione-di-caravan-honduregni-in-america/

Il Papa Francesco I è un massone?

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Il Papa Francesco I è un massone?

Ecco di seguito una lista di elementi e di indizi che fanno sospettare l’appartenenza del papa gesuita Francesco I alla massoneria:

Era candidato del massone Carlo Maria Martini al precedente conclave
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L’argentino Jose Mario Bergoglio è il nuovo Papa. Si chiamerà Francesco I. Ha 76 anni, è l’arcivescovo di Buenos Aires ed il primo Pontefice extraeuropeo e sudamericano, nonchè il primo gesuita e il primo a fregiarsi del nome di Francesco; figlio di emigrati piemontesi in argentina della zona di Asti; membro della Compagnia di Gesù; nel 2005 arrivò secondo dietro Ratzinger e pare sia stato il candidato auspicato dal Cardinal Martini. E’ diventato prete ha 33 anni; prima di diventare gesuita ha studiato come chimico. Quando fu nominato cardinale nel 2001 ordinò ai suoi di non andare a Roma ma di donare i soldi per il viaggio ai poveri. Vive in umiltà; da quando è arcivescovo di Buenos Aires ha scelto un piccolo appartamento al posto di quello lussuoso adiacente alla cattedrale della capitale argentina. E’ diventato popolare al tempo della grande crisi economica argentina del 2001: fu un punto di riferimento rispetto alla pessima reputazione dei politici e burocrati del Paese. A posteriori, il Conclave del 2005, risulta oggi come una “prova generale” di questo, se l’unico che seriamente attirò voti oltre a Ratzinger si ritrova ad essere il suo successore. Bergoglio ha sempre rifiutato di accettare ruoli curiali. È stato ritenuto un conservatore ma, nonostante questo, non ha mai approvato l’eccessiva rigidità della Chiesa soprattutto in materia di sessualità. Negli anni ’70 contestò l’apertura dei gesuiti alla Teologia della Liberazione e forse questa posizione gli valse anche l’accusa di connivenza con il regime dei generali ( secondo la denuncia del CELS, che sarebbe stata confermata dalla vedova di Emilio Bignone, sarebbe stato coinvolto nel sequestro di due giovani seminaristi aderenti al movimento dei sacerdoti del terzo mondo). Ma nell’anno santo del 2000 fece “indossare” all’intera Chiesa argentina le vesti della pubblica penitenza, per le colpe assunte negli anni della dittatura. Bergoglio è professore di letteratura e psicologia. Nato a Buenos Aires il 17 dicembre del 1936, ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia. È stato ordinato sacerdote nel dicembre ’69. Maestro di novizi a Villa Barillari, San Miguel, nel ’73 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni. Autore dei libri “Meditaciones para religiosos” del 1982, “Reflexiones sobre la vida apostolica” del 1986 e “Reflexiones de esperanza” del 1992. Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires nel maggio del ’92. Il 27 giugno dello stesso anno ricevette nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del cardinale Antonio Quarracino, del nunzio apostolico monsignor Ubaldo Calabresi e del vescovo di Mercedes-Lujan, monsignor Emilio Ognenovich. Se i nomi hanno un senso, la scelta di Francesco (è la prima volta che un papa decide di chiamarsi così), dovrebbe tuttavia essere di buon auspicio. Sperando non trattarsi di un diversivo per fiaccare il nuovo corso latino-americano. Nei prossimi giorni altri servizi per conoscere meglio la figura del nuovo Papa e le reazioni in America Latina’ (fonte: http://cambiailmondo.org/2013/03/13/jorge-mario-bergoglio-francesco-i-e-il-nuovo-papa/).
Ora, voglio che notiate che il cardinale Bergoglio era il candidato di Carlo Maria Martini (cardinale gesuita arcivescovo emerito di Milano, morto nell’agosto del 2012), cosa questa confermata anche dal sito dell’ACLI di Bergamo in questi termini: ‘Al Conclave del 2005 che elesse Joseph Ratzinger, Bergoglio fu candidato dall’ex arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e risultò il secondo più votato’ (fonte:http://www.aclibergamo.it/notizie/articolo/largentino-bergoglio-e-papa-francesco-vengo-dalla-fine-del-mondo).
Questo è un particolare non da poco, perchè Carlo Maria Martini era un massone. Cito dal mio libro ‘La Massoneria smascherata’: ‘Nella lista ‘Pecorelli’ compaiono questi prelati Gesuiti massoni: il prete Giovanni Caprile e l’arcivescovo Alessandro Gottardi. Secondo ‘la lista di Mons. Marinelli’ pubblicata in molti scritti, il cardinale gesuita Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, morto nell’agosto del 2012, era anch’egli un massone (cfr. ‘Lo scandalo del tempio satanico a San Giovanni Rotondo dedicato a San Padre Pio’ a cura di Franco Adessa e Alberto Felici – http://musicasacra.forumfree.it/?t=51100131). La cosa è stata confermata da quelli del Grande Oriente Democratico in occasione della sua morte, infatti affermano del Martini che ‘volle essere iniziato Libero Muratore’ –http://www.grandeoriente-democratico.com/). Questa sua appartenenza alla Massoneria, spiegherebbe dunque le belle parole spese dal Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi in occasione della sua morte: ‘Ha creduto nell’ecumenismo e nel dialogo con la società civile e con le altre religioni a cominciare dall’ebraismo e mancherà a credenti e non credenti la sua grande umanità e l’esempio di una riflessione che ha affrontato i grandi temi della vita umana. In ogni occasione ha saputo sempre guardare l’altro negli occhi, cercando insieme la verità’ (http://www.corrispondenzaromana.it/omaggio-del-grandoriente-al-card-martini/)’ (pag. 255-256).
E’ evidente dunque che dietro l’elezione del cardinale Bergoglio al soglio pontificio c’è la Massoneria, e che il candidato dei cardinali massoni (perchè nella curia romana esistono cardinali massoni) era l’argentino Bergoglio.

Accolto con entusiasmo da massoni italiani e stranieri così come dalla massoneria ebraica
La Massoneria Italiana: ‘Con Papa Francesco nulla sarà più come prima’

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Il Grande Oriente d’Italia sul loro sito grandeoriente.it ha fatto un comunicato stampa sull’elezione del nuovo ‘papa’. Questo comunicato stampa è stato fatto dal massone Gustavo Raffi. Badate bene che Gustavo Raffi è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal marzo 1999. Questo conferma che il nuovo ‘papa’ abbia uno spirito massone, visto che ha il beneplacito della massoneria italiana. Inoltre questo cosiddetto ‘papa Francesco’ nel 2005 era stato candidato al soglio pontificio dal cardinale massone Carlo Maria Martini.
Gian Michele Tinnirello

Roma, 14 marzo 2013 – (AgenParl) Papa: Raffi (Goi), con nuovo Pontefice nulla sarà più come prima
“Con Papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale” “Uomo dei poveri e lontano dalla Curia. Fraternità e voglia di dialogo le sue prime parole concrete: forse nella Chiesa nulla sarà più come prima. Il nostro auspicio è che il pontificato di Francesco, il Papa che ‘viene dalla fine del mondo’ possa segnare il ritorno della Chiesa-Parola rispetto alla Chiesa- istituzione, promuovendo un confronto aperto con il mondo contemporaneo, con credenti e non, secondo la primavera del Vaticano II”. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, commenta così l’inizio del pontificato di Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio.
“Il gesuita che è vicino agli ultimi della storia – prosegue Raffi – ha la grande occasione per mostrare al mondo il volto di una Chiesa che deve recuperare l’annuncio di una nuova umanità, non il peso di un’istituzione che si arrocca a difesa dei propri privilegi. Bergoglio conosce la vita reale e ricorderà la lezione di uno dei suoi teologi di riferimento, Romano Guardini, per il quale non si può staccare la verità dall’amore”. “La semplice croce che ha indossato sulla veste bianca – conclude il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani – lascia sperare che una Chiesa del popolo ritrovi la capacità di dialogare con tutti gli uomini di buona volontà e con la Massoneria che, come insegna l’esperienza dell’America Latina, lavora per il bene e il progresso dell’umanità, avendo come riferimenti Bolivar, Allende e José Martí, solo per citarne alcuni. E’ questa la ‘fumata bianca’ che aspettiamo dalla Chiesa del nostro tempo”.
Tratto da: http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/14/la-massoneria-italiana-con-papa-francesco-nulla-sara-piu-come-prima/

La potentissima Massoneria ebraica dà il benvenuto a Francesco I

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L’Anti-Defamation League (ADL) ossia la Lega Antidiffamazione, ha accolto bene l’elezione al soglio pontificio del cardinale argentino Jorge Bergoglio.
Abraham H. Foxman, il direttore nazionale della ADL ha emesso un comunicato in cui ha affermato tra le altre cose: ‘Ci congratuliamo con il nuovo Papa e gli auguriamo il bene nella sua nuova importante responsabilità. Crediamo che l’elezione di Francesco I è un momento importante nella storia della Chiesa. Noi non vediamo l’ora di lavorare con lui per continuare a promuovere i rapporti tra Cattolici ed Ebrei come abbiamo fatto con i suoi predecessori. C’è molto nel suo passato che ci rassicura per il futuro (We congratulate the new Pope and wish him well in his important new responsibility. We believe that the election of Francis I is a significant moment in the history of the Church. We look forward to working with him to continue to foster Catholic-Jewish relations as we have with his predecessors. There is much in his record that reassures us about the future)’.
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Foto: il cardinale Jorge Mario Bergoglio alla sinagoga Emanuel di Buenos Aires nel dicembre 2012 in cui accese uno dei lumi della lampada a nove lumi della festa di Hanukkah
Che cos’è l’Anti-Defamation League? Il giornalista Ferruccio Pinotti nel suo libro Fratelli d’Italia, la definisce ‘una delle più influenti organizzazioni ebraiche americane, figlia del B’nai B’rith, una sorta di potentissima massoneria in rapporti con molti gruppi di potere’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, Terza edizione BUR Futuropassato, 2008, pag. 474), e cita una dichiarazione del massone Giuliano Di Bernardo, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, che afferma: ‘La ricerca delle certezze lo porta [l’uomo] a vedere, sotto una luce nuova non più negativa, i poteri forti che, in modo più o meno occulto, hanno guidato le sorti dell’umanità. Si tratta di quei poteri secolari come, ad esempio, gli ordini preposti all’esercizio del potere temporale che esistono all’interno di alcune Chiese (l’Opus Dei nella Chiesa cattolica), la massoneria, certe organizzazioni ebraiche (l’Anti-Defamation League) e altre’ (ibid., pag. 465). Come potete vedere, un massone di alto grado come il Di Bernardo ha definito La Lega Antidiffamazione uno dei poteri forti.
Mi pare dunque evidente che il nuovo ‘papa’ faccia parte anche lui di coloro che assieme alla Massoneria e agli Illuminati vogliono instaurare il Nuovo Ordine Mondiale.

Simbolo massonico cambiato sullo stemma episcopale di Bergoglio


Papa Francesco I aveva scelto il seguente stemma episcopale nel quale era presente un simbolo massonico: una stella a cinque punte (il pentagramma o pentalfa massonico). Ecco lo stemma:
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Voglio che sappiate che l’astuto ‘papa’ Francesco (non può che essere astuto visto che è un Gesuita) ha fatto  cambiare la stella a cinque punte presente sul suo stemma con una stella a otto punte.
Lo stemma era con cinque punte come peraltro si può chiaramente capire da tutti gli articoli di stampa che uscirono a tale riguardo dopo la conferenza stampa tenuta dal prelato papale Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, il 18 marzo scorso, durante la quale annunciò a tutto il mondo quale era lo stemma papale scelto da ‘papa’ Francesco, mostrandolo (con la stella a cinque punte) e spiegandolo. Ecco alcune delle parole che pronunciò in quella conferenza: ‘Abbiamo avuto proprio poco prima di venire, la decisione presa dal santo padre a proposito di stemma e motto, che rimangono quelli che erano quando era arcivescovo di Buenos Aires’.
Ma ecco che adesso al posto del pentalfa massonico c’è una stella a otto punte!
Voglio però che sappiate pure questo, che nella sostanza è cambiato poco, perchè lui ha fatto sostituire un simbolo occulto-massonico con un altro simbolo occulto-massonico, infatti anche la stella a otto punte è un simbolo occulto-massonico e ve lo passo a dimostrare, riportandovi una parte del mio libro ‘La Massoneria smascherata’ dove parlo proprio di questo simbolo massonico.
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‘Questa stella a otto punte è un simbolo esoterico-occulto che viene usato anche nella Massoneria, e per i Massoni rappresenta Satana – che loro chiamano Lucifero – che per loro è il portatore di Luce, detto anche Venere, nel suo aspetto di stella del mattino che, al mattino, risveglia i dormienti e incita alla rivolta contro i dogmi del Cristianesimo. E’ un simbolo molto antico questo, in quanto nell’antica Mesopotamia Venere era la terza divinità della triade astrale mesopotamica. Il suo simbolo era la stella a otto punte, in quanto il suo ciclo astronomico è legato ad un periodo di otto anni. Anche oggi questo simbolo si trova nella carta de La Stella dei Tarocchi.

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Foto (in cui ho oscurato la nudità) presa da un sito di cartomanzia (http://www.cartefortunate.com/tarocchi/le-stelle.php)

Ho detto poco fa che viene usato anche nella Massoneria, e difatti guardate questa foto con a sinistra la stella a otto punte in un tempio massonico e a destra su un sigillo massonico.
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Ma guardate soprattutto queste due foto: la prima mostra il soffitto di una stanza all’interno dell’House of Temple di Washington D.C. (che è il quartiere generale del Rito Scozzese Antico ed Accettato Giurisdizione Sud degli USA), e la seconda una specie di porta tra due colonne. Notate la stella a otto punte come viene messa in risalto, e che nella seconda foto si trova sotto un simbolo egiziano e tra due serpenti.

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È membro onorario al Rotary International, organizzazione filo-massonica
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Il quadro di questo nuovo ‘papa’ si fa sempre più chiaro per noi, perché ho saputo oggi, tramite il blog di Giacinto Butindaro, che egli è dal 1999 membro onorario del Rotary Club di Buenos Aires. Guardate le due foto sottostanti per vedere le prove. La prima è stata presa da un sito rotariano, e la seconda dall’album fotografico del Rotary Club Brasília Plano Piloto su Facebook). Il Rotary International è di ispirazione massonica in quanto porta avanti ideali massonici ed ha legami con la Massoneria. Questa è la ragione per cui il Rotary è stato soprannominato – assieme ad altri club come per esempio il Lions Club International – ‘Massoneria bianca’.
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Tratto da:http://gianmicheletinnirello.org/2013/03/21/il-nuovo-papa-francesco-e-membro-del-rotary-international/

Compie evidenti segni di riconoscimento massonici
Mano del marrano
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La mano del REBIS (MANO MARRANO), é un gesto CABALISTICO ed ERMETICO direttamente collegato al DRAGO, il SERPENTE ANTICO, il “deus absconditus” adorato nella MASSONERIA e nelle antiche RELIGIONI A MISTERI, l’ANDROGINO.
Tratto da: http://www.marcovuyet.com/ALARMA%20SIGNUM.htm
Mano sul petto
Nella foto notate la mano sul petto, tipico gesto massonico di fedeltà.
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Fonte: http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/CardBergoglioEcumenico.htm
Mano nascosta
Ecco il cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco, in una particolare posa da lui assunta davanti ad un fotografo, e quindi la posa è cercata e voluta. Come si può vedere, non pare proprio una foto fattagli senza che lui fosse consapevole che in quel momento gliela stavano facendo.
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Questa posa è una delle pose massoniche più conosciute, ed è chiamata ‘mano nascosta’. Costituisce uno dei segnali di riconoscimento massonici.
Il suo significato massonico è ispirato dal versetto biblico di Esodo 4:6. ‘In questo versetto biblico, il cuore («petto») sta per ciò che siamo, la mano per quello che facciamo. Può quindi essere interpretato in questo modo: Quello che siamo è ciò che in ultima analisi, facciamo. Il significato simbolico di questo gesto potrebbe spiegare il motivo per cui è così ampiamente utilizzato dai massoni più importanti. La mano nascosta consente agli altri iniziati di sapere che l’individuo raffigurato nell’opera fa parte della confraternita segreta e che le sue azioni sono ispirate dalla filosofia massonica e dalle sue credenze. Inoltre, la mano che esegue le azioni viene nascosta da un vestito, che simbolicamente si riferisce alla natura occulta delle azioni massoniche’ (http://www.neovitruvian.it/2012/03/26/la-mano-nascosta-che-ha-manipolato-la-storia/).

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Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/03/22/la-mano-nascosta-del-cardinale-jorge-bergoglio-ora-papa-francesco/
Eletto il 13-03-2013

Bergoglio è stato eletto Papa il 13-03-2013. La somma dei numeri all’interno di questa data è uguale a 13. Infatti se fate 1+3+0+3+2+0+1+3 = 13. Il numero 13 è un numero importante sia per la massoneria quanto per gli illuminati.
Appoggia l’omosessualità
Jorge Mario Bergoglio, Pope Francis
l cardinale Jorge Bergoglio, ora ‘papa’ Francesco, appoggiava le unioni civili omosessuali in Argentina, il che conferma che questo nuovo ‘papa’ è stato messo lì dalla Massoneria presente nella Chiesa Cattolica Romana. Ciò viene confermato nel seguente articolo dal titolo ‘Papa Francesco, le unioni civili del cardinale Bergoglio’ presente su Agenzia Radicale:
Secondo Simon Romero, giornalista del New York Times che si occupa di America Latina, il cardinale Jorge Mario Bergoglio, all’epoca della rovente polemica in Argentina sulla legalizzazione dei matrimoni omosessuali, mantenne una posizione di enorme apertura sul tema.
E’ ovvio, e non fa notizia, che il Papa sia contrario al matrimonio omosessuale. Come altrettanto ovvio è che la Chiesa tenti di scongiurare, nei Paesi in cui è presente, la possibilità che si approvino leggi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. La posizione di Bergoglio è, in queste ovvietà però, decisamente rivoluzionaria.
Secondo il New York Times, in un articolo firmato da Simon Romero ed Emily Shall, nel 2010 (anno in cui in Argentina impazzavano le polemiche sulla legge sul matrimonio gay, approvata in luglio) l’arcivescovo Bergoglio caldeggiava una soluzione decisamente poco ortodossa all’interno della Conferenza Episcopale Argentina: sostenere le unioni civili omosessuali.
Insomma, niente sacramento del matrimonio, su questo non ci piove, ma un’apertura incredibile alle unioni civili (cosa che, sono convinti in molti, annichilirebbe la provocatoria “battaglia” sul matrimonio gay); nel 2010 la Chiesa di Roma era disperata nel tentativo di arrestare la “deriva omosessuale” del governo argentino: le pressioni di Oltretevere su Buenos Aires perchè si facesse il possibile per mettersi di traverso al disegno di legge, poi approvato, sul matrimonio omosessuale erano feroci e le strade della capitale argentina registravano imponenti manifestazioni ultra-cattoliche per protestare contro quel “lavoro del diavolo”, condannando pubblicamente la proposta di legge.
La posizione di Papa Benedetto XVI, che da cardinale fu a prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, era inflessibile sulla purezza dottrinale: occorreva che la Chiesa sostenesse una posizione intransigente e Bergoglio, all’epoca a capo della Conferenza Episcopale, aveva il dovere di mostrare i muscoli.
Il futuro papa però, secondo il New York Times, vedeva in quell’intransigenza “un errore strategico” e sosteneva, tra i vescovi sudamericani, la soluzione di caldeggiare le unioni civili omosessuali per scongiurare il matrimonio (che dottrinalmente rappresenta un sacramento per la Chiesa). Una sorta di “male minore” che però poneva la Conferenza Episcopale in una posizione di apertura al mondo, di dialogo con la società; posizione alla fine non passata, visto che prevalse la linea di Papa Benedetto.
Secondo Roxana Alfieri, un’assistente sociale che ha seduto in alcune delle riunioni dei vescovi argentini nel 2010, Bergoglio “non voleva che la Chiesa assumesse una posizione che condannasse le persone, ma piuttosto che fosse di rispetto dei loro diritti, come quelli di qualsiasi altra persona vulnerabile”.
In molti potrebbero contestare quanto riportato dal New York Times adducendo una lettera inviata nel luglio 2010 da Bergoglio alle Suore Carmelitane di Buenos Aires, nella quale si legge che quella legge avrebbe messo “in gioco un rigetto frontale della legge di Dio, per di più incisa nei nostri cuori” trattandosi di “una mossa del Padre della Menzogna che pretende di confondere e ingannare i figli di Dio”.
Parole tuttavia non contraddittorie con il Bergoglio-pensiero: discusse le varie posizioni all’interno della Conferenza Episcopale Argentina, preso atto della linea di Roma e dell’intransigenza da mantenere, viene da sè che l’allora cardinale non aveva grandi chance di far emergere come vincente la sua posizione (che pure molti vescovi appoggiavano) e, certamente, non aveva il potere di calcare la mano di fronte alla posizione dell’allora Papa.
22 Marzo 2013
Andrea Spinelli Barrile

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/03/22/quando-il-cardinale-jorge-bergoglio-ora-papa-francesco-appoggiava-le-unioni-civili-omosessuali/

Inoltre le seguenti parole sono state pronunciate dal capo della Chiesa Cattolica Romana:
“Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte. Il problema non è avere queste tendenze, sono fratelli, il problema è fare lobby: di questa tendenza o d’affari, lobby dei politici, lobby dei massoni, tante lobby…questo è il problema più grave’.”

Atei o credenti sono tutti figli di Dio proprio come dicono i massoni
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Il 16 Marzo 2013 il nuovo capo della Chiesa Cattolica Romana, ossia Francesco, ha affermato quanto segue nel corso della sua udienza ai rappresentanti dei media:
‘Vi avevo detto che vi avrei dato di cuore la mia benedizione. Dato che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica, altri non sono credenti, imparto di cuore questa benedizione, in silenzio, a ciascuno di voi, rispettando la coscienza di ciascuno, ma sapendo che ciascuno di voi è figlio di Dio. Che Dio vi benedica.’
Quello che lui ha affermato è in pieno accordo con quanto afferma la Massoneria, secondo cui tutti gli uomini sono figli di Dio.
Sul sito della Grande Loggia del Michigan, si legge infatti che ‘la Massoneria insegna che siccome Dio è il Creatore, tutti gli uomini e tutte le donne sono i figli di Dio. A motivo di ciò, tutti gli uomini e tutte le donne sono fratelli e sorelle …’ (www.gl-mi.org/freemasonry-explained.htm – Freemasonry teaches that: Since God is the Creator, all men and women are the children of God. Because of that, all men and women are brothers and sisters …), e il massone Albert Pike affermò che ‘Egli è il nostro Padre, e noi siamo tutti Fratelli’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2011, Vol. 2, pag. 175 – 14° Grande Eletto), ed ancora che attorno agli altari della Massoneria ‘il Cristiano, l’Ebreo, il Mussulmano, il Buddista, il seguace di Confucio e di Zoroastro possono riunirsi come fratelli ed accomunarsi nella preghiera al solo Dio ….’ (Ibid., pag. 174). Quindi, sia Francesco che la Massoneria insegnano che tutti gli uomini, a prescindere che siano Cristiani, Buddisti, Mussulmani, Induisti, Scintoisti, e così via, sono figli di Dio e quindi fratelli. Questo è il principio massonico della fratellanza universale.

Promuove l’ecumenismo che è un ideale massonico
Papa Francesco quando era cardinale promuoveva l’ecumenismo con gli Evangelici. Vi propongo il seguente articolo che attesta ciò:
Cattolici ed evangelici convocati a condividere e annunciare il nome di Gesù. Nuovo impulso ecumenico dall’incontro della CRECES a Buenos Aires
BUENOS AIRES/BARI, domenica, 26 agosto 2007 (ZENIT.org).- Un appello ad annunciare e a condividere “il nome di Gesù” è risuonato, sulle labbra del Cardinale primate d’Argentina, nel IV Incontro Fraterno della Comunione Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito (CRECES), celebrato recentemente a Buenos Aires.
Sono accorse all’appuntamento ecumenico – dal motto “Gesù al Luna Park” (nome dello stadio in cui ha avuto luogo) – lunedì scorso migliaia di cristiani: lode, musica e canzoni, adorazione, interventi, riflessioni, testimonianze ed espressioni di solidarietà hanno riempito la giornata, culminata con una Dichiarazione Congiunta della commissione direttiva della CRECES, consapevole che il mondo può cambiare se tutti i cristiani uniranno la propria voce per proclamare Gesù Cristo.
Annunciare e condividere il nome di Gesù
L’Arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina, il Cardinale Jorge Bergoglio, ha offerto il proprio sostegno all’incontro, come in occasioni precedenti; è intervenuto richiamando i cristiani a “non privatizzare il Vangelo” e ha convocato il popolo di Dio ad annunciare e a condividere “il nome di Gesù”, ha reso noto l’organizzazione a ZENIT.
“Il nome di Gesù è il centro della nostra vita, la colonna vertebrale. Il suo nome deve significare per noi memoria, incontro e annuncio (…). Che questa memoria guidi la nostra vita. Il nome di Gesù deve essere custodito nella nostra memoria perché quello spirito non si adulteri in me”, ha sottolineato il porporato.
“Non privatizziamo il Vangelo”, “non privatizziamo il nome di Gesù per noi stessi. Se non lo condivido, è perché non l’ho capito. Gratuitamente lo abbiamo ricevuto, gratuitamente dobbiamo darlo”, ha esortato.
Matteo Calisi, come fondatore e presidente della “Comunità di Gesù” (www.comunitadigesu.org ) – comunità carismatica cattolica nata a Bari che da più di vent’anni promuove la riconciliazione tra i cristiani – e presidente della Fraternità Internazionale delle Comunità e Associazioni Carismatiche di Alleanza (www.catholicfraternity.net), ha partecipato all’incontro come uno degli oratori principali.
In alcune dichiarazioni a ZENIT ha approfondito l’appello del Cardinal Bergoglio, sottolineando che, come afferma il porporato, “nessuno ha il diritto di relegare l’annuncio del Vangelo ad una mera sfera religiosa privata”.
“Inoltre, l’annuncio del Vangelo è un diritto-dovere tutti coloro che appartengono al Regno di Dio, che sono stati battezzati in Cristo, che sono, quindi, figli dell’unico Padre Celeste e nostri fratelli, anche se non ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica”, ha sottolineato Calisi.
In questi incontri, il Cardinal Bergoglio ha espresso alcuni “gesti concreti” di ecumenismo spirituale mostrando la sua “volontà di voler perseguire con decisione questo cammino ecumenico, un impegno prioritario” di Benedetto XVI “ed irrinunciabile per la Chiesa Cattolica”, ha affermato.
Frutto dell’incontro della CRECES è la Dichiarazione finale, con “un valore ed una importanza rilevante particolarmente qui in America Latina dove le relazioni tra la Chiesa Cattolica e gran parte del mondo evangelico pentecostale sono state segnate da molte incomprensioni e dalla mancanza di un dialogo fraterno”, ha spiegato Calisi a ZENIT.
Missione comune
Questa Dichiarazione “è un atto congiunto tra cattolici ed evangelici che esprime un desiderio sincero di riconciliazione e la volontà d’intraprendere la comune missione dell’annuncio del Vangelo”, ha aggiunto.
“L’esperienza di questo dialogo tra cattolici ed evangelici proposto dal CRECES in Argentina e in America Latina è la risposta concreta ed effettiva che è possibile collaborare all’unica missione del Vangelo nel mutuo rispetto, apertura e sincerità”, ha osservato.
“Infatti – constata Calisi –, lo scopo del recente Meeting non è stato altro che la proclamazione gioiosa e congiunta del kerigma apostolico affidato da Cristo ai suoi discepoli per la chiamata alla conversione di quanti ancora non lo hanno incontrato”.
“Quindi la nostra unità non si basa su una Dichiarazione astratta ma sulla comune missione voluta da Gesù per la Sua Chiesa ‘perchè il modo creda’. Questo dialogo rappresenta senza dubbi una fra le risposte provvidenziali dello Spirito Santo alle sfide ecumeniche della Chiesa in America Latina evidenziate dal recente documento finale del CELAM di Aparecida, approvato da Papa Benedetto XVI”.
La realtà della CRECES
La CRECES (www.creces.org.ar) è nata dal desiderio di un gruppo di cattolici ed evangelici che, senza saperlo, pregavano per conto proprio perché il Signore suscitasse una forma di dar vita a un cammino comune verso il compimento della preghiera di Gesù: che tutti siano uno “perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21), spiegano i promotori.
Un cammino in comune è iniziato con la visita di Matteo Calisi a Buenos Aires nel luglio 2003. Da vent’anni il laico italiano – che vede nell’origine della CRECES un’ispirazione del Signore – e il pastore evangelico Jorge Himitian della capitale argentina condividevano lo stesso desiderio di unità.
“Quando la Comunità di Gesù di Bari diede inizio alla sua prima fondazione argentina a Buenos Aires nel 2003 fu la promotrice dell’iniziativa del CRECES – ha detto Calisi a ZENIT –. Infatti, attualmente, degli 8 membri del Consiglio Esecutivo del CRECES (formato da pastori evangelici e leader cattolici) 3 sono membri della Comunità di Gesù argentina”.
E’ stato adottato il nome di “Comunione Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito” perché non si tratta semplicemente di un gruppo, ma “il Signore ha creato una vera Comunione tra noi, Rinnovata dal suo Spirito”, spiegano i suoi membri.
Nel nome si esprime anche la comune esperienza “carismatica”: quella del Battesimo nello Spirito Santo, un’esperienza di effusione condivisa oggi da 600 milioni di cristiani in tutto il mondo, evangelici di tutte le denominazioni, ortodossi e cattolici.

E anche questo:
NUOVI PRETI DELLA NUOVA CHIESA
ARGENTINA . III Encuentro Fraterno della Comunión Renovada de Evangélicos y Católicos en el Espíritu (CRECES). Sotto il patrocinio del primate argentino il card. Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, che si “sottopone” volentieri agli eretici con il gesto incredibile di inginocchiarsi e di farsi benedire
Per introdurre questa clamorosa vicenda (anch’essa segnalataci da un amico del posto, che ringraziamo di cuore) sarà bene riportare l’informativa in lingua italiana dell’Agenzia Zenit del 22 giugno scorso (http://zenit.org/italian/)
BUENOS AIRES, giovedì, 22 giugno 2006 (ZENIT.org).- Sono stati circa 7.000 i cattolici e gli evangelici che si sono riuniti questo lunedì nello stadio Luna Park di Buenos Aires per pregare per l’unità dei cristiani in occasione del III Incontro Fraterno della Comunione Rinnovata di Evangelici e Cattolici nello Spirito (CRECES).
All’incontro, al quale hanno partecipato, tra gli altri, padre Raniero Cantalamessa, OFM, predicatore della Casa Pontificia, il pastore Giovanni Traettino, Vescovo della Chiesa Evangelica della Riconciliazione in Italia, e Matteo Calisi, Presidente della Fraternità Cattolica di Associazioni e Comunità Carismatiche di Alleanza, ha dato il suo sostegno il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina.
Secondo quanto reso noto da un comunicato ricevuto da ZENIT, “tutta la giornata è stata una testimonianza di unità”.
“Una ventina di pastori, laici e sacerdoti, musicisti e oratori ha condiviso il palco per invitare la gente a pregare e a cantare per Gesù. Nella moltitudine non c’erano divisioni tra cattolici ed evangelici. Tutti si sono seduti insieme ed hanno condiviso come fratelli le lodi e le prediche”.
Il primo incontro di questo tipo si è svolto nel 2004. “La cosa nuova che il Signore stava facendo era in realtà la cosa vecchia”, ha detto il pastore Norberto Saracco nel presentare la CRECES e ricordare il desiderio di Dio di raggiungere l’unità di tutti i suoi figli.
Nel suo intervento, Matteo Calisi ha ricordato il suo ingresso nel Movimento del Rinnovamento Carismatico, quando i carismatici erano soliti riunirsi alla Pontificia Università Gregoriana. In seguito il pastore Traettino lo invitò ad una riunione nella sua chiesa, alla quale assistette come unico cattolico. Iniziò allora il rapporto tra la Comunità di Gesù di Bari e la Chiesa evangelica di Traettino, che “è andato crescendo e ha trasformato in realtà l’incontro tra le due Chiese in ogni parte del mondo”.
La chiave dell’unità, ha sottolineato padre Raniero Cantalamessa, è l’amore: “Il nostro contributo all’unità è l’amore reciproco”, ha spiegato. Se alcuni vogliono costruire l’unità a partire della verità di fede, “noi vogliamo farlo partendo dal cuore”.
“L’unità che cerchiamo esiste già perché è stata conquistata da Cristo e si rende operante nella Chiesa attraverso lo Spirito Santo”, ha aggiunto. “Lo Spirito precede, l’istituzione non può far altro che seguirlo”.
Il predicatore vaticano ha segnalato che “c’è ancora molto da fare”, e che “da sola la via dell’ecumenismo ufficiale e teologico non raggiungerebbe mai l’unità dei cristiani. E’ necessario sostenere l’ecumenismo dottrinale con quello spirituale. E visto che entrambi procedono dallo stesso Spirito, non può esserci conflitto”.
Giovanni Traettino ha quindi sottolineato che “il Battesimo dello Spirito Santo non può essere un’esperienza individuale, ma comunitaria. La Pentecoste è uno spirito di frontiera che avvicina e unisce cattolici ed evangelici. La croce è il principio della nostra riconciliazione”.
“L’unità non è una scelta perché Dio è unità”, ha esclamato, avvertendo che “ci saranno molte resistenza ma Dio vincerà”.
Il Cardinal Bergoglio, dopo aver ricevuto in ginocchio l’imposizione delle mani dei pastori, sacerdoti e laici che hanno animato l’incontro, ha pronunciato un intervento sul tema “Abbraccio, piaga e vento”.
“Che il Padre ci chiuda la bocca con l’abbraccio e ci unisca sempre più”, ha auspicato. “Sì, sono peccatore, vedo la piaga con cui Cristo ci ha salvato”; “appropriamoci della piaga di Cristo”. Quanto al vento (dello Spirito Santo), ha osservato che è lui che “ci stringe nell’unità” e “ci unisce come chiese riconciliate nella diversità”.
Al termine della giornata, il pastore Carlos Mraida ha letto la dichiarazione congiunta del Terzo Incontro di Evangelici e Cattolici, sul tema
“Testimonianza e Impegno”.
“Siamo venuti a celebrare l’amore di Dio Padre, che ci ha resi suoi figli, ricreando la nostra vita e dandole senso e proposito”, si legge.
“Siamo venuti a celebrare la grazia di nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha fatti nuove creature”; “siamo venuti a celebrare la presenza nella nostra vita dello Spirito Santo, che ci aiuta, ci consola e ci rafforza”.
“Siamo venuti a celebrare che c’è una sola Chiesa, formata da tutti coloro che confessano che Gesù è il Signore e sono stati battezzati. Facendolo non possiamo fare a meno di dichiarare con dolore e pentimento che le nostre divisioni hanno impedito di mostrare adeguatamente al mondo il proposito di Dio di conformare un’umanità diversa ma unita”, ha aggiunto.
“Siamo venuti a celebrare la gloria di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, conclude la dichiarazione. Dichiariamo che la sua gloria è presente e riempirà tutta la terra. Ci impegniamo a far sì che questa gloria si manifesti in modo più abbondante nella nostra Nazione. A Lui la gloria per sempre. Amen”.

Inoltre Papa Francesco si sente fratello con i musulmani:
Città del Vaticano, 2 agosto 2013 – “Come tutti sapete, quando i Cardinali mi hanno eletto come Vescovo di Roma e Pastore Universale della Chiesa Cattolica, ho scelto il nome di Francesco, un santo molto famoso, che ha amato profondamente Dio e ogni essere umano, al punto da essere chiamato “fratello universale”. Lo scrive Papa Francesco in un messaggio indirizzato “ai musulmani di tutto il mondo” in occasione, spiega lo stesso Pontefice, “della conclusione del mese di Ramadan, dedicato principalmente al digiuno, alla preghiera e all’elemosina”.
Nel testo, il Papa ricorda ai fedeli dell’Islam, che è “ormai tradizione che, in questa occasione, il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso vi mandi un messaggio augurale, accompagnato da un tema offerto per la riflessione comune. Quest’anno, il primo del mio Pontificato, ho deciso – sottolinea – di firmare io stesso questo tradizionale messaggio e di inviarvelo, cari amici, come espressione di stima e amicizia per tutti i musulmani, specialmente coloro che sono capi religiosi”.
Papa Francesco continua il dialogo con i fedeli anche via web. “La sicurezza della fede non ci rende immobili e chiusi, ma ci mette in cammino per rendere testimonianza a tutti e dialogare con tutti”. Così scrive il pontefice in un tweet indirizzato agli 8 milioni di follower che lo seguono su Twitter.

Ora voglio che sappiate che l’ecumenismo è un ideale massonico. Quelle che seguono sono parole di Gioele Magaldi, massone iniziato e cresciuto nel Grande Oriente d’Italia dove ha raggiunto lo status di Maestro Venerabile, fondatore del movimento massonico di opinione Grande Oriente Democratico, parole da lui dette in una intervista fattagli da Alfredo Lissoni su Radio Padania l’8 febbraio 2013:
‘La Massoneria nasce proprio come risposta, se vuole, nel seicento, nel settecento, come risposta all’intolleranza religiosa. Cioè nell’Europa sei – settecentesca, nell’Europa seicentesca soprattutto, ci sono buone religioni sanguinosissime, tra confessioni cristiane protestanti e cattoliche. La massoneria mette insieme innanzi tutto negli stessi ambiti, protestanti di varie confessioni e cattolici, e cerca di spingere in amicizia, in un nome di principi metareligiosi, cioè la Massoneria dice: ”Guardate che vi è una spiritualità comune, per esempio nel Cristianesimo, per cui non vale la pena litigare o lacerarsi per questioni minimali, c’è una spiritualità cristiana comune e quindi facciamola valere’ .

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/02/14/lecumenismo-e-nato-nelle-logge-massoniche/

Alcune dichiarazioni relative al legame gesuiti-massoneria

Nicola Spinello, Gran Maestro Aggiunto Vicario della Comunione di Piazza del Gesù, nel programma ‘mistero’ andato in onda 20 Marzo 2013,  alla domanda: ‘Che rapporto c’è tra i Gesuiti e la Massoneria?’ ha risposto: 
‘Gesuiti e Massoneria hanno da sempre avuto credo un grande interesse vicendevole speculativo …’,
poi alla domanda: ‘Il papa è argentino, e in Argentina c’è una grande tradizione massonica, lui è stato arcivescovo di Buenos Aires, pensa che può avere avuto rapporti con la Massoneria?’, ha risposto:
‘Mi stupirebbe esattamente il contrario: se non li avesse avuti. La tradizione massonica in Argentina è potentissima …’,
e ad un altra domanda della intervistatrice afferma:
Credo che questo papa sia la realizzazione di un disegno che da troppo tempo voleva essere adottato ….’.
Il messaggio è chiaro.
A conferma di quanto stretti siano i legami tra Massoneria e Gesuiti – che è l’Ordine a cui appartiene il nuovo ‘papa’ Francesco – c’è la dichiarazione di Giuliano di Bernardo, ex Gran Maestro del GOI, che alla domanda del giornalista Ferruccio Pinotti se esistono veramente delle contiguità o delle concordanze tra Gesuiti e massoneria ha risposto così:
 ‘Le concordanze ci sono sempre, al vertice. A un certo livello ci sono sempre state, segretamente. Quando si parla di questo filo segreto, si parla di un dialogo sottile, profondo, che esiste tra persone di qualità. Sono queste convergenze a evitare – in caso di crisi o conflitti – i danni maggiori, le situazioni irreparabili. E’ chiaro che, alla base della piramide, troviamo il prete e il massone che si comportano come don Camillo e Peppone. Ma i vertici, poichè sono vertici illuminati, si toccano sempre’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 23).

Infine, voglio  ricordarvi che si può essere massoni anche senza essere stato iniziato alla massoneria. 
Ecco cosa dice un Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, 33° Grado del Rito Scozzese:
‘Un uomo che, pur non essendo massone, condivide ed appoggia i nostri principi, è già un massone senza grembiule‘,
confermate dal satanista Albert Pike, pure lui un massone del 33° del Rito Scozzese, che disse:
‘Si incontrano molti Massoni che non si sono mai sottoposti all’iniziazione’

Dopo aver letto tutte queste cose, giudicate da voi stessi da persone intelligenti, se papa Francesco è un massone oppure no. 
fonte http://destatevi.org/il-papa-francesco-e-un-massone/

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