giovedì 22 maggio 2014

MESSAGGIO DEL MAGISTRATO FERRARO AL NUOVO ORDINE MONDIALE







Non toccate l'acqua.
E' il bene comune da sempre dell'umanità, state privatizzando ciò che appartiene alla gente.
In nome del profitto economico ..., in nome dell'assurda affermazione che l'acqua gestita dalle strutture pubbliche non e' redditizia da gestire.
VERGOGNATEVI!

Non toccate il cielo e l'aria.
State facendo esperimenti di nascosto, abbiamo le prove che sostanze chimiche irrorano il cielo. Volete intervenire sulla natura, deviarla, condizionarla e controllarla, sopra la gente e sopra la testa della gente.
VERGOGNATEVI !

Non toccate il cibo.
Avete tentato disperatamente di ridurre alla fame il terzo e quarto mondo, riuscendoci. Adesso pretendete di ricattare il mondo occidentale attraverso gli OGM, e cioè gli organismi geneticamente modificati, che sottraggono l'autonomia agricola e produttiva alla gente.
VERGOGNATEVI !

Non toccate gli uomini e le donne.
State sperimentando tecniche di condizionamento mentale da 50 anni, ereditate dai "grandi" gestori dell'abominio dell'umanità, i lager nazisti, e siete peggio di loro. Ve li siete portati in casa, avete costruito il progetto "Monarch" e il progetto "MK-Ultra"[1], gestite bambini e donne come schiavi. Ne avete usate tante, ne avete fatte tante in Italia, di tutti i colori e sta uscendo tutto fuori: manipolazione mentale, condizionamento mentale, tecniche di controllo...

Non toccate la gente.
Beni economici e sociali che appartengono alla gente. State per aggredire i beni fondamentali: la casa, la solidità economica, l'equilibrio psicologico della gente, assediandoli sui beni che fanno di questo occidente almeno un lume di civilità.

Non toccate, non vi azzardate, a toccare la politica.
Avete reso da sempre la politica uno strumento ignominioso di controllo, gestione e condizionamento. Creato partiti come apparati di condizionamento che tramandano al loro interno solamente slogan per gestire disinformando la gente e per governarla occultamente in un finto dissidio, che nasconde un profondo accordo per dominare.

Non toccate, non vi azzardate a toccare, i valori spirituali di un popolo, il popolo italiano, perché avete costruito un progetto malato, fatto di potenze militari, fatto di tecniche di controllo ancora peggiori di quelle individuali sugli uomini e le donne e, oggi, state addirittura pensando di poter condizionare definitivamente questa umanità attraverso ... di tutto: la disinformazione, l'assurda impossibilità di far capire alla gente quello che state combinando.

Non toccate, non toccate assolutamente, i valori di questa società italiana e di questo popolo occidentale perché, se la democrazia è stata per voi una presa per il .... essa è da sempre il simbolo del popolo che sceglie e decide, la politica non potrà che essere ripresa in mano dalla gente.

Tutto quello che state facendo, signori belli, esce fuori. Esce fuori anche grazie al sacrificio di intellettuali, delle persone, ed è il momento in cui le verità escono a galla.

Avete voluto anche toccare la chiesa, io sono laico. Non toccate il valore religioso che sta dietro l'impianto cattolico. Perché il valore religioso di Cristo, del Cristo che insegna il rispettarsi nell'umanità, è un valore che non solo vi schiaccia, vi travalica, ma che non potete cancellare perché anche noi che siamo laici lo facciamo nostro.

Non toccate, assolutamente, i bambini.
Luridi pedofili, assassini, che state ricostruendo un mondo fatto di sopraffazione, di sesso volgare, di uso strumentale dei bambini, fatto di falsità, di coloro che fanno il bianco nero e il nero bianco, di inversione dei valori.

Non toccate la società civile.
Voi che state inquinando il mondo militare, lo usate per le sperimentazioni, lo portate a schiacciare i popoli della terra.

Non toccate il diritto alla gente a costruirsi un futuro usando strumentalmente sinistra, destra, poteri, contropoteri, poteri occulti.

La gente ha una risorsa ancora: l'anima.
La gente sta capendo, la gente vuole salvarsi, ma non vuole più solo salvare il vostro lurido mondo fatto di danaro, della ..., dello sfruttamento produttivo. Del produrre per distruggere e distruggere per produrre. Non vi azzardate a dire che fate la guerra per la pace, e la pace in realtà la fate per la guerra. Perché anche questo trucco ormai è svelato.

Non continuate a infiltrare il mondo di quelli che una volta si chiamavano complottisti, che adesso non lo sono più. Sono un progetto politico collettivo che porterà la gente finalmente a capire che esistono ancora veri valori, beni supremi, e una capacità di fare una politica dal basso, vera.

E' FINITA, SIGNORI BELLI !

Ora solo la violenza pura potete esercitare. Potrete pure portare l'umanità alla terza guerra mondiale, e io non lo auguro assolutamente a nessuno, ma, non ne uscirete vincitori. State perdendo, avete programmato il default, la crisi del mondo moderno occidentale capitalistico non poteva non venire, ora ripartiamo con un progetto millenario, nuovo, fondato sui valori umani, e voi starete a guardare ... perché siete pochi, siete violenti, siete ricattatori ... noi siamo persone per bene.

Non toccate anche la giustizia umana. Avete deviato la magistratura, avete resa customer degli altri poteri, avete cambiato il corso che aveva fatto, tramite la costituzione, la nostra magistratura un organo che in qualche modo tutelava effettivamente i diritti. Adesso, oggi, in questo momento, una parte della gente sa che usate il diritto, un guazzabuglio infinito di norme, maxima iniuria (ndt: summa iniuria = somma ingiustizia) come diceva Catone, per governare un popolo insipiente e per ingabbiarlo usando le regole come una ragnatela, e il processo come uno stazio. Le pecore vi si infilano dentro e, invece di essere portate all'ovile del diritto e della tutela, vengono portate al macello dell'ingiustizia. Avete trasformato l'esercizio del potere giudiziario, non tutto perché i magistrati sono anche persone perbene, nell'opposto da sé: l'uso di un potere dato da una marea di norme e da un ruolo "magis stratus", stratificato più in alto, per governare con l'abuso e la violenza.

TUTTO QUESTO DEVE FINIRE. NON PUO' NON FINIRE ! ... FINIRA'.
Perché l'umanità ha conosciuto ... ma ha conosciuto anche l'Illuminismo, e i vostri padri massoni, che ben altro volevano, di quello che avete realizzato voi.

Non toccate la libertà individuale e collettiva, condizionando addirittura con tecnologie avanzate di natura meccanica, chimica, ma addirittura sonora, gli esseri umani. La tecnologia HAARP[2] che voi state nascondendo con un mare di bugie esiste. Ci avete anche iniziato a fare guerre. Siete in grado forse oggi di mandare dei suoni che creano reazioni collettive ... è possibile? Io non lo affermo con certezza, ma voi quello che state facendo è un REATO CONTRO L'UMANITA'.

Avete fatto il processo di Norimberga, i crimini nazisti stanno impallidendo di fronte a quello che state facendo all'umanità.

Fonte : http://alfredodecclesia.blogspot.com/2014/05/messaggio-del-magistrato-ferraro-al.html?spref=fb

15 auto di scorta per Napolitano? E chi le ha pagate?

15 auto di scorta per Napolitano? E chi le ha pagate?



NAPOLITANO – Misure di sicurezza straordinarie per la visita del presidente italiano a Lugano. E chi ha pagato tutto questo?

L’arrivo di Napolitano a Lugano ha richiesto misure di sicurezza a dir poco straordinarie. Come riporta Tio, un elicottero militare ha sorvolato la zona per tutto il tempo della visita.

Ma tutta la zona dell’Università era sotto controllo da parte delle forze dell’ordine. Con tanto di metal detector, cani poliziotto, agenti ovunque e pure un gruppo di artiglieri.

Senza contare che Napolitano è arrivato scortato da non una, non due, ma da quindici auto e un manipolo di guardie del corpo impressionante.

Una domanda sorge spontanea: quanto è costato ai ticinesi tutto ciò, considerato che al di là del relativo prestigio dell’evento questa visita non è servita a nulla?

Caso Marò : parole e promesse, ma per ora pochi risultati, di Fernando Termentini


giovedì 22 maggio 2014

Caso Marò : parole e promesse, ma per ora pochi risultati

Da quel fatidico 22 marzo 2013, quando l’Esecutivo presieduto dal senatore Monti riconsegnò i due Fucilieri di Marina all’India compiendo un vero e proprio atto di  “estradizione passiva”, siamo abituati ad ascoltare o leggere dichiarazioni a dir poco estemporanee. Ricordiamone qualcuna. 

Le dichiarazioni dell’ex Premier Monti in occasione del suo intervento in Parlamento il 27 marzo 201, da cui traspariva che fra i motivi che avevano portato alla decisione di rimandare i Marò a Delhi, vi erano anche quelli di proteggere interessi economici italiani in India, riconducibili a singoli o a lobby economiche.

Valutazioni presumibilmente condivise dall’allora Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera, lo stesso che oggi si ripresenta sulla ribalta politica italiana e si accinge a lanciare un nuovo partito che, almeno in prima battuta, sembra solo guardare alla finanza e, quindi,  forse tendenzialmente portato a ritenere preminenti gli interessi economici ad altri valori come la difesa dei diritti dei servitori dello Stato. Qualcosa di simile a quando fu deciso di riconsegnare Latorre e Girone all’indebita azione giudiziaria di uno Stato Terzo.

Le sorprendenti dichiarazioni dell’ex Ministro Bonino che rinunciando alle garanzie dello Stato di diritto affermava “L’innocenza dei Marò non è stata accertata” e, nello stesso tempo assicurava ripetutamente “un rapido processo equo”, mentre il suo Vice Ministro Pistilli parlava di “regole di ingaggio” concordate con l’India per una rapida e condivisa soluzione della vicenda.

Ed ancora le estemporanee e per taluni aspetti “simpatiche” e ricorrenti dichiarazioni dell’ex Commissario di Governo dott. de Mistura incaricato di  seguire il problema come inviato speciale, quando compariva improvvisamente sugli schermi televisivi per dirci che “aveva assi nella manica”, che intendeva adottare nei confronti degli indiani un “approccio machiavellico”  ed era pronto a portare avanti ferme azioni nei confronti dell’India.

Lo stesso, però, che insieme all’Ambasciatore Mancini  lanciava segnali di subordinazione alla Giustizia indiana, partecipando alle udienze in Tribunale, alzandosi in piedi  di fronte ai Giudici indiani, manifestando, in tal modo,  un  palese segnale di rispetto sicuramente esagerato per due rappresentanti istituzionali italiani. Un ossequio che potrebbe rappresentare un precedente a favore  della controparte indiana in un futuro dibattimento in caso di arbitrato internazionale.

Alternanza di dichiarazioni ed assicurazioni che ancora oggi non sembra essere destinata a finire, anche se proposte in termini formalmente più incisivi ed apparentemente più determinati.

La Ministro degli Esteri Mogherini rivendica, infatti, lo sforzo per internazionalizzare caso ma si cautela sottolineando che “il percorso non sara' facile. “Bisogna dire verità a italiani". specifica inoltre in un’intervista radiofonica a Radio24  e sottolinea che  "Non e' una questione bilaterale", ricordando che i due partecipavano a una missione anti-pirateria inserita in "un sistema internazionale".

Per contro, la Ministro della Difesa Pinotti, forse appropriandosi di competenze più proprie alla Farnesina,  afferma che è necessario  passare all’arbitrato e si deve garantire ai due Fucilieri di Marina l’immunità funzionale. Aggiunge però che prima di partire con l'arbitrato si deve provare ad avere un'intesa con il Paese con cui c'e' il contenzioso, riaprendo quindi le porte ad un approccio bilaterale nonostante che la collega degli Esteri abbia affermato “non è una questione bilaterale”.  Conclude, inoltre la Pinotti “Se cosi' non sara' non attenderemo oltre e passeremo direttamente all'arbitrato internazionale".

Sorge spontaneo, quindi, il dubbio su quale sarà la futura gestione della vicenda. Un’ internazionalizzazione della stessa con l’avvio di un Arbitrato internazionale come sembra sia nelle intenzioni della Farnesina o, piuttosto, far precedere questa decisione da ulteriori contatti bilaterali con l’India, dopo l’insediamento del nuovo Governo, magari preparando contatti informali ed “off record” con il nuovo Leader indiano ?

La realtà che si sta configurando, purtroppo, non è diversa da quella che ha caratterizzato questi 800 giorni in cui si sta trascinando la vicenda. Sembra quasi che gli interessi economici a cui fece cenno il Senatore Monti per motivare le decisioni prese quel fatidico 22 marzo  siano ancora prevalenti e rappresentino i vincoli da rispettare.

Traspare, infatti, un paradigma che si ripete. Cautela nelle dichiarazioni e nelle azioni per non “disturbare” l’India e prediligere annunci programmatici al posto di azioni concrete.

L’attuale responsabile della Farnesina preferisce non illudere su una rapida soluzione di un problema di natura internazionale e non bilaterale, a differenza dell’ex Ministro Bonino che, invece, era solita assicurare su una rapida soluzione attraverso un processo equo affidato agli indiani. La Ministro Pinotti sembra voler pretendere maggiori garanzie per i due militari a differenza dell’ex Ministro della Difesa Mauro che si limitava ad auspicare una soluzione “onorevole” del caso.  

Comunque, solo parole, peraltro a ridosso di un momento elettorale. A quando i fatti ?

Fernando Termentini, 22 maggio 2014 - ore 11,30
fonte : http://fernandotermentini.blogspot.it/2014/05/caso-maro-parole-e-promesse-ma-per-ora.html

Alessandro Di Battista, intervista pt.2, casi Marò e Shalabayeva




Nella prima parte dell'intervista ad Alessandro Di Battista, deputato M5S, abbiamo parlato di elezioni europee, immigrazione ed Expo. Questa seconda parte di incentra sui temi della credibilità e del prestigio a livello internazionale, prendendo ad esempio i casi Marò e Alma Shalabayeva.


I Marò sarebbero una priorità del MoVimento 5 Stelle al governo?
La priorità è la credibilità a livello internazionale. Io non so se i Marò sono colpevoli o no, ma secondo me vanno processati in Italia e non in India.


Se parliamo di credibilità internazionale, allora parliamo anche del caso Shalabayeva e dei laziali a Varsavia.
Questi, sono tutti sintomi della mancanza di prestigio internazionale. Sul caso Shalabayeva, ad esempio, sono sicuro che il Viminale sapesse e fosse d’accordo con Eni, per restituire favori che Nazarbayev aveva fatto all’Eni, e tra i favori c’era la restituzione di Almba Shalabayeva e sua figlia. Io sono convinto di questo, ma non ho le prove. Pertanto, ho presentato atti parlamentari, inchieste; questa settimana presenterò una proposta di legge per istituire una Commissione d’Inchiesta sul caso, perché secondo me è così. In ogni caso, tutto questo, come ho detto, è sintomo della perdita di prestigio internazionale: siamo considerati come quelli che obbediscono agli ordini di satrapi kazaki o come quelli che non hanno alcun potere contrattuale per far sì che 2 soldati siano restituiti all’Italia per essere processati nel nostro Paese. Ma nel caso dei Marò, l’errore clamoroso è quello di mettere dei nostri soldati su navi private senza una catena di comando. E di questo il responsabile è La Russa, con un decreto vergognoso. I Marò forse avranno sbagliato, ma se hanno commesso un errore, l’hanno fatto obbedendo a degli ordini che hanno ricevuto e questo, per un militare, piaccia o no l’esercito, fa parte del valore. Il punto è che poi i Marò sono stati utilizzati come merce di scambio elettorale da Modi per fare campagna contro Sonia Gandhi, visto che le sue origini sono italiane.

IL SEQUESTRO DEI FUCILIERI DI MARINA LATORRE E GIRONE - I MARO' SONO INNOCENTI, PERCHE' NON LO DITE?



IL SEQUESTRO DEI FUCILIERI DI MARINA LATORRE E GIRONE -
I MARO' SONO INNOCENTI, PERCHE' NON LO DITE?
22 Maggio 2014
Stefano Tronconi
In questi giorni di attesa mi sembra utile riprendere anche su questa pagina un puntuale intervento del prof. Ronzitti di qualche tempo fa ripreso nuovamente dall'amico Nico Verni' (per semplicità lo 'condivido' senza immagini).
Con tale condivisione voglio mettere in evidenza ancora una volta come NON esista un vero percorso alternativo che consenta il RAPIDO rientro in Italia con ONORE a quello della affermazione dell'INNOCENZA di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sulla base delle innumerevoli prove che con Toni Capuozzo e Luigi Di Stefano abbiamo raccolto e divulgato.
Da circa un anno a questa parte (cioè dopo che abbiamo chiarito ciò che è veramente successo quel maledetto 15 Febbraio 2012), i percorsi alternativi alla rivendicazione senza se e senza ma dell'innocenza dei nostri fucilieri sono stati funzionali solo a politici, giornalisti, funzionari vari, 'dotti, medici e sapienti' tanto in Italia che in India per cercare di nascondere i propri errori ed i propri crimini.
Non sono certo stati utili a Massimiliano e Salvatore!
Ricette per uscire dal tunnel indiano
Natalino Ronzitti
20/02/2014
A fronte del “consueto rinvio” della Corte Suprema dell’India sul caso dei due marò, si manifestano puntualmente reazioni roboanti del tipo “ora basta”, la “misura è colma”. Ma a parte le schermaglie diplomatiche, con tanto di convocazioni di ambasciatori, cosa è possibile fare? Esaminiamo di seguito alcune opzioni.
Restare in ambasciata
La prima potrebbe essere quella di tenere i due fucilieri di marina nella nostra ambasciata di New Delhi, in modo che essi non si presentino più all’appuntamento settimanale con la polizia indiana per apporre la firma sul registro. La motivazione è semplice: l’India non ha giurisdizione sul caso e l’Italia afferma la propria sovranità.
Ovviamente si creerebbe un incidente diplomatico. Non credo che l’India si comporterebbe come l’Iran nel 1979 nei confronti degli Stati Uniti, consentendo l’invasione della nostra ambasciata. Potrebbe però arrivare alla rottura delle relazioni diplomatiche con conseguente intimazione al nostro personale diplomatico di lasciare il territorio. In caso contrario, i due fucilieri resterebbero nella missione fino a quando la questione non venisse risolta. La prassi diplomatica è ricca di episodi simili.
Arbitrato Internazionale
La seconda opzione è quella di attivare l’arbitrato internazionale, come da qualche tempo si sta ventilando. Qui bisogna essere chiari. Le condizioni per attivare l’arbitrato sono due: l’esistenza di una controversia internazionale e la volontà di sottoporre la questione ad un’istanza arbitrale, volontà che può essere manifestata prima della nascita della controversia mediante una clausola compromissoria o altro strumento, oppure successivamente, sempre che le parti siano d’accordo.
La Convenzione contro il terrorismo marittimo, che l’India vorrebbe applicare al caso in esame, contiene una clausola che permette di deferire, a richiesta di parte, ogni controversia circa la sua applicazione o interpretazione ad arbitrato o alla Corte internazionale di giustizia. Ma l’India, come consentito dalla Convenzione , ha apposto una riserva e non è vincolata dalla clausola. Resta la via della procedura arbitrale contenuta nell’Annesso VII alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare che, a quanto sembra, è possibile attivare unilateralmente.
Qui vedo i seguenti ostacoli. Il primo è il fattore tempo. Come dimostrano i precedenti, occorrono 3-4 anni per terminare la procedura arbitrale. Il Tribunale ovviamente deciderebbe sulla controversia tra i due Stati, il cui oggetto riguarda l’esercizio della giurisdizione, ma non potrebbe giudicare dell’eventuale responsabilità penale dei due marò.
Nelle more il Tribunale potrebbe disporre come misura provvisoria il ritorno dei marò in Italia o il loro affidamento a un terzo Stato (quale e fino a quando?). Il ritorno in Italia lo trovo poco credibile, dopo il pasticcio della licenza elettorale e la non esecuzione dell’impegno a far ritornare in India gli altri quattro marò che componevano la squadra a bordo della Enrica Lexie, impegno che era stato assunto per consentire alla nave di ripartire.
Vi sono poi le motivazioni di merito. Il punto forte della difesa italiana è costituito dall’immunità funzionale dei militari e non dal fatto che l’incidente è accaduto in alto mare. Il Tribunale arbitrale, dovendo giudicare in base alla Convenzione sul diritto del mare, potrebbe lasciare da parte la questione dell’immunità funzionale che, è bene ricordarlo, è una costruzione dottrinale (cui il sottoscritto crede), ma non è oggetto di una convenzione internazionale ad hoc. Infine l’India potrebbe opporsi, anche come tattica dilatoria, alla procedura arbitrale, affermando che non esiste una controversia internazionale e che l’Italia ha rinunciato a coltivarla, intervenendo nel processo di fronte ai tribunali indiani.
Difesa nel processo
La terza opzione è quella finora seguita: difendersi nel processo e non dal processo per dimostrare ai tribunali indiani che non è applicabile la legge antiterrorismo, che l’India non ha giurisdizione e così via. In caso di condanna, e una volta che la sentenza sia divenuta definitiva, è possibile attivare il Trattato Italia-India sul trasferimento delle persone condannate e chiedere che i marò siano traferiti in Italia. Richiesta che peraltro non è di automatica esecuzione, ma resta subordinata a un accordo ad hoc tra i due paesi. Peccato che in questo caso non si realizzerebbe una delle condizioni di cui si sente tanto parlare e cioè che i marò tornino in Italia con onore!
Iniziativa internazionale
La quarta opzione - quella che si sta seguendo in questi giorni insieme alla precedente, ma che si è tentato di coltivare senza successo anche in passato - è quella di una forte iniziativa diplomatica, volta ad un’efficace opera di sostegno dei nostri alleati.
Beninteso la questione non deve essere impostata come un problema di diritti umani, ma di sovranità e difesa di coloro che si dedicano alle missioni antipirateria. Qualcosa si è mosso in ambito Unione Europea e Nato. L’idea di far intervenire il Segretario generale delle Nazioni Unite va perseguita, quantunque finora non abbia trovato il riscontro sperato. Peccato che gli Stati Uniti, che avrebbero molte carte da giocare nei confronti dell’India, si siano mostrati finora latitanti: eppure, come qualcuno ha ricordato, siamo stati al loro fianco in Afghanistan ed Iraq.
Verso una nuova convenzione
La scelta della via migliore da perseguire è una scelta politica che dovrà essere messa di nuovo a fuoco dal prossimo governo. Non è detto che esista un metodo unico, ma ci può essere una combinazione dei vari metodi. Per rendere più credibile la sua azione presso le competenti istituzioni internazionali, l’Italia potrebbe intanto proporre una convenzione internazionale volta a disciplinare il personale armato (militari e contractor) imbarcati su navi mercantili a difesa degli attacchi pirateschi.
La convenzione dovrebbe stabilire che, in caso di incidente, la giurisdizione penale spetti esclusivamente allo stato della bandiera su cui è imbarcato il personale armato. Il caso della Enrica Lexie sarebbe l’occasione per una nuova codificazione internazionale, come lo fu l’incidente del Lotus negli anni venti (una collisione tra una nave francese ed una turca in Mediterraneo) per disciplinare in senso favorevole allo Stato della bandiera l’urto tra navi ed altri incidenti della navigazione.
Natalino Ronzitti è professore emerito di Diritto internazionale (LUISS Guido Carli) e Consigliere scientifico dello IAI.
Fonte : https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?fref=nf

mercoledì 21 maggio 2014

Parlamento illegittimo,Napolitano illegittimo, non un giornale che ne parli !



Parlamento illegittimo, Napolitano illegittimo Non un giornale che ne parli

"Dopo la sentenza della Corte Costituzionale anche la Cassazione è intervenuta per dichiarare l'avvenuta violazione da parte del Porcellum dei diritti dei cittadini, dei singoli cittadini italiani, in materia di voto. Rispetto alla declaratoria di illegittimità della legge elettorale da parte della Consulta, la sentenza della Suprema Corte n. 8878 del 2014 ci consente, pero', un passo avanti.
Non solo il Porcellum è incostituzionale, esso ha violato i diritti di ciascuno di noi. La Cassazione ha accertato, cioè, l'illegittimità non tanto della legge in se stessa (accertamento già svolto e spettante alla Consulta), quanto dei suoi effetti. In primo luogo, gli effetti sul diritto di voto dei singoli cittadini. Ma, appare evidente, anche sulla legittimità dei parlamentari eletti per effetto della legge elettorale.
La Corte, certamente, riprende la teoria del "fatto compiuto" con cui la Consulta aveva "salvato"di fatto i deputati e senatori eletti con il Porcellum, ma insiste al contempo sull'avvenuta violazione del principio di rappresentanza. Insomma, si ripropone il problema che lasciava aperta la sentenza della Corte Costituzionale: come si può sostenere la legittimità (politica) del Parlamento eletto con una legge che ha violato il principio della rappresentanza democratica, calpestando direttamente i singoli diritti individuali? È davvero sufficiente ricorrere a una posticcia teoria giuridica?
Certo è che la Cassazione ripropone la questione, la rimette nuovamente sul tavolo della politica. Come si può pretendere che i nostri parlamentari, i nostri attuali deputati e senatori, siano legittimati, oggi, ad approvare una nuova legge elettorale? Come giudicare l'Italicum? Non è esso stesso un "effetto" del Porcellum? Avremo alla fine una nuova legge elettorale approvata da un Parlamento illegittimo (ma "legale")?
La sentenza offre una sponda politica all'affossamento definitivo dell Italicum, la legge elettorale promessa da Renzi entro febbraio e di cui ormai nessuno più parla. Si sa televisioni e giornali devono propagandare tutti i giorni una nuova riforma realizzata da Renzi per gettare fumo negli occhi degli elettori, quando al momento non ne ha realizzato neanche una. L'Italicum doveva essere la prima grande riforma. In realtà si trattava di una controriforma fatta per spartirsi tutto lo spazio politico tra PD e Forza Italia eliminando il M5S. Ma poiché ora ci si rende conto che la forza del Movimento è tale da poter arrivare al ballottaggio, ecco che l'Italicum deve essere abortito. Non sanno come dirlo agli italiani, non sanno come ammettere che stavano facendo una legge non nell'interesse generale del paese, bensì nell'interesse di due forze politiche che sono corresponsabili della distruzione del paese. E che ora sono ancora lì grazie alla rielezione di un Presidente che non garantisce l'unità della Repubblica, bensì gli interessi di due bande che vogliono continuare a spartirsi il bottino.
Ma ecco ora una sentenza della Cassazione che torna proprio a fagiolo e ribadisce quella della Consulta, insistendo al contempo proprio sul tema delle garanzie di rappresentanza che devono essere date ai cittadini.
Renzi e Berlusconi dopo aver perso le elezioni europee potranno sempre dire, accusandosi a vicenda, di averle perse perché il cammino delle riforme è stato bloccato e sosterranno dunque che non resta altro da fare che andare a elezioni anticipate. I due compagni di merenda opteranno allora per quel sistema proporzionale uscito dalla sentenza della Corte costituzionale sapendo che in questo modo potranno continuare a governare insieme, come di fatto ormai stanno già facendo da anni.
Potrà il popolo italiano continuare a sopportare ancora a lungo una tale situazione? Quando mai potrà aver fine quel "colpo di stato permanente", quello stato d'eccezione che ormai nel nostro paese sembra essere diventato l'unica regola?" 

Corrado Passera, l' uomo che ha rimandato i Marò in india vuole fare politica !!!

Dovrebbe essere denunciato,dovrebbe essere oggetto lui e altri di una commissione d’inchiesta. Come ha potuto proporre di rimandare in India i nostri marò? E ora si propone come leader politico,il 14 giugno presenterà Italia unica,il suo sogno è di unire i moderati. Forse vuole sfoltire l’Italia di qualche italiano(come ha fatto con i marò) sa che lui è amato dalle banche e dalle multinazionali  ed ecco che si fa avanti in politica.
 
A proposito dei marò Giulio Terzi accuso il governo Monti di aver rimandato in India i due marò per considerazioni economiche :”Fu un vergognoso errore di Monti su istigazione di Passera”, disse l'ex ministro degli Esteri intervenendo nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio. Quando ai due marò fu concesso di tornare in Italia, il governo  italiano aveva avuto rassicurazioni  sulla non applicazione della legislazione antiterrorismo. 
 
“La notizia di ribaltare la decisione di adottare la procedura di arbitrato - ha detto Terzi - fu avallata sulla base di considerazioni economiche, addotte sia da Monti che da Passera, e dal danno che le imprese italiane avrebbero avuto con l'India se i due fucilieri fossero rimasti in Italia”.Terzi  spiegò che quando lasciò l'esecutivo era stata avviata la procedura di arbitrato internazionale che poi fu “inspiegabilmente” lasciata cadere. “Ci si è affidati interamente agli indiani e questa decisione è stata confermata dal governo Letta”.
La risposta di Passera conferma il racconto dell’ambasciatore Terzi e comunque ci da dei nomi,Monti e l’ideatore Passera ,l’uomo che ha proposto il ritorno in India dei marò,per salvare il business,le imprese,gli affari cosa se ne frega della Costituzione Passera,del diritto internazionale,della dignità umana,ma sentiamolo:"Il ministro Terzi ha rischiato di far perdere ogni valore agli impegni internazionali del nostro Paese. 
 
Dopo aver ottenuto dalle Autorità indiane il rientro natalizio dei nostri fucilieri sulla base di un formale impegno al loro ritorno in India, l'allora ministro degli Esteri cercò di impedire che rientrassero nelle scadenze concordate, venendo così clamorosamente meno alla parola data", ha detto Corrado Passera. "Il disagio di molta parte del governo - ha aggiunto - fu enorme e io fui tra coloro che si dichiararono non disponibili ad avallare un comportamento tanto lesivo della dignità e del ruolo del nostro Paese. 
 
Il governo italiano ottenne in quella occasione precise garanzie dal governo indiano e la decisione di far rientrare i nostri fucilieri in India fu sottoscritta all'unanimità da tutti i ministri coinvolti". "Ho sempre ammirato - ha concluso l'ex ministro dello Sviluppo economico - lo spirito di abnegazione e disciplina di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ai quali, ancora una volta va la mia vicinanza e il plauso per la dignità con cui stanno affrontando questa dolorosa situazione che confido venga risolta al più presto".
Ecco chi è l’uomo che si propone come il futuro leader dei moderati.
Alfredo d’Ecclesia. 
 
Fonte: http://alfredodecclesia.blogspot.it/

Rotterdam - Disinformazione democratica

    Rotterdam - Disinformazione democratica Nei giorni scorsi tutte le televisioni (ad iniziare dal TG di SKY) e i giornali (e non soltanto...