martedì 9 ottobre 2018

Come si uccide il Made in Italy – Da luglio ad agosto solo a Palermo sono sbarcate 1500 tonnellate di una porcheria tunisina che poi qualcuno ci venderà come “olio d’oliva”… La denuncia dei Cinquestelle, perchè tutti gli altri, MUTI…!

Made in Italy

Da luglio ad agosto solo a Palermo mille e 500 tonnellate di olio d’oliva tunisino!
Lo racconta il parlamentare europeo del Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che sta facendo quello che il presidente della Regione, Nello Musumeci, e l’assessore all’Agricoltura, Edy Bandiera, si rifiutano di fare: informare i cittadini sull’olio d’oliva tunisino che sta letteralmente invadendo la Sicilia. Mille e 500 tonnellate di olio d’oliva tunisino sono arrivate solo a Palermo. E negli altri porti della Sicilia? In calce un VIDEO SULL’OLIO D’OLIVA TUNISINO che vi consigliamo vivamente  
“Controlleremo tutte le derrate alimentari che arrivano in Sicilia” (Nello Musumeci, presidente della Regione). “Stiamo istituendo una task force per controllare i prodotti agricoli che arrivano in Sicilia” (Edy Bandiera, assessore all’Agricoltura). Due uomini politici ‘di parola’, Musumeci e Bandiera, se è vero che, fino ad ora, non hanno controllato una mazza! Quello che non sta facendo un Governo regionale imbelle lo sta facendo, invece, l’euro parlamentare Ignazio Corrao che, con un accesso agli atti alle Dogane ha scoperto che, nel solo porto di Palermo, sono arrivati, tra luglio e agosto, mille e 500 tonnellate di olio d’oliva tunisino!
Già erano state ‘sgamate’ 800 tonnellate di olio d’oliva tunisino arrivate nel porto di Palermo e trasferite a Sciacca, che a quanto pare è la ‘mecca’ di questo prodotto. Corrao – un europarlamentare molto attivo in agricoltura – è andato oltre e ne ha ‘sgamati’ altre 700 tonnellate.
Con un comunicato racconta ai siciliani quello che Musumeci, Bandiera, il Corpo Forestale e via continuando con le ‘autorità’ siciliane non dicono:
“L’importazione massiccia d’olio d’oliva proveniente dalla Tunisia – sottolinea Corrao – nei porti siciliani, con quello di Palermo in testa, potrebbe configurarsi come pratica commerciale sleale per la filiera agroalimentare. Ho segnalato i casi alla Commissione Europea anche per far luce sul ruolo della Dogana in Sicilia”.
L’euro parlamentare del Movimento 5 Stelle ha presentato una nuova interrogazione alla Commissione Europea sul caso olio, a dazio zero in arrivo nei porti siciliani (nuova perché di interrogazioni, in materia agricola, ne ha presentate tante).
“Solo negli ultimi due mesi – dice Corrao – dal 1 luglio al 30 agosto e solo nel porto di Palermo, sono arrivati in Sicilia più di 1.500 tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero. Una quantità spaventosa di olio d’oliva iniettata in Sicilia alle porte della campagna olivicola siciliana che rischia di distruggere definitivamente il comparto, nel silenzio generale. Non comprendo peraltro come possa essere entrato a dazio zero, se il contingente consentito per questa agevolazione fiscale era stata già esaurita mesi fa”.
Corrao ha presentato una richiesta di accesso agli atti presso la Dogana insieme con parlamentari dell’Ars, sempre del Movimento 5 Stelle, Valentina Palmeri e Luigi Sunseri.
“E non è finita – insiste Corrao – abbiamo lanciato un nuovo accesso agli atti per quantificare l’olio arrivato in Sicilia negli ultimi anni. Inoltre abbiamo interrogato la Commissione UE sull’illegittimità dell’esenzione dal dazio, ma soprattutto sulla responsabilità circa la trasparenza e la tracciabilità che consenta ai cittadini di conoscere e monitorare le importazioni dei prodotti in Sicilia. Perché in tutto ciò i cittadini non hanno neanche il diritto di conoscere chi importa e quanto importa e da dove, perché tutto è coperto da uno scandaloso segreto doganale. Ecco, su questo abbiamo incominciato a lavorare con il deputato Antonio Lombardo in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, affinché la destinazione dei prodotti stranieri sia nota e trasparente”.
“E’ ormai chiaro che in Sicilia – continua l’europarlamentare nativo di Alcamo – la massiccia importazione di olio d’oliva tunisino a dazio zero sia ormai insostenibile per i nostri produttori, che si trovano a dover concorrere con un prezzo fortemente inferiore (3-4 euro al chilogrammo). Il che comporta un pesante effetto depressivo sul mercato alle porte della nuova campagna olearia, dovuto al fatto che l’olio tunisino e quello siciliano sono perfettamente alternativi, come dimostra un recente studio dell’Osservatorio Tunisino dell’Economia (giugno 2018)”.
“Secondo tale studio – prosegue l’eurodeputato grillino – l’importazione di olio d’oliva dalla Tunisia in UE è strettamente e unicamente correlato alla quantità prodotta in Italia e alla sua volatilità, confermando statisticamente che il maggiore impatto è proprio sul comparto del Sud Italia. Per questo abbiamo chiesto alla Commissione anche di esprimersi sull’ipotesi che tale pressione competitiva possa configurarsi come pratica commerciale sleale tra imprese nella filiera alimentare e quindi sul blocco delle importazioni in particolari periodi così come prevederebbero le clausole di salvaguardia”.
Per la cronaca, quest’anno l’annata olivicola è pessima, con un calo della produzione che supera il 50%. Ciò significa che, in Sicilia, chi venderà l’olio d’oliva extra vergine ad un presso inferiore a 8 euro o ha deciso di perdere soldi oppure…
“Anche questo argomento – conclude il comunicato – sarà tema degli incontri previsti questo fine settimana in Sicilia in occasione del tour #SiciliaIn390tappe che sta vedendo impegnato l’europarlamentare Corrao in tanti Comuni siciliani per incontri con cittadini, simpatizzanti e amministrazioni”.
A questo punto alcune domande.
Quanto olio d’oliva è arrivato negli altri porti della Sicilia?
E’ vero che la Sicilia è il crocevia da dove partono i carichi di olio d’oliva tunisino verso le Regioni italiane del Centro Nord Italia?
In Puglia è arrivato olio d’oliva tunisino? La regione Puglia sta facendo qualcosa o sta facendo quello che sta facendo la Regione siciliana, cioè nulla?
P.s.
Solito consiglio ai nostri lettori del Sud Italia: non acquistate olio d’oliva extra vergine nei supermercati. Non ci vuole molto a capire che prodotto ci sarà nelle bottiglie, soprattutto in quelle che costano 5 euro, 4 euro, 3 euro…
Acquistate l’olio d’oliva dagli agricoltori e dai frantoi di fiducia, anche se costa un po’ di più. Non risparmiare sull’olio extra vergine di oliva, ne va della vostra salute!
Fonte: http://www.inuovivespri.it/2018/10/05/da-luglio-ad-agosto-solo-a-palermo-mille-e-500-tonnellate-di-olio-doliva-tunisino/#_
https://zapping2017.myblog.it/2018/10/07/made-in-italy/

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