domenica 27 maggio 2018

La pazienza è finita, ultimatum di Salvini e Di Maio a Mattarella: “O si chiude ora oppure si torna al voto”



Governo populista, la pazienza dei due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, è giunta al capolinea. Ultimatum a re Sergio Mattarella, l’ostacolo principale alla nascita del nuovo esecutivo giallo-verde:  “O si chiude ora oppure si torna al voto”. Il ritorno alle urne sarebbe un plebiscito di voti per i populisti.
O Savona o si muore. Sembra questo il messaggio che Matteo Salvini invia al Colle (e a chi intende porre veti) sulla partita del ministero dell’Economia: “Io ho detto ‘O si parte o per noi basta’.

Mi rifiuto di andare avanti ancora a trattare per settimane. I mutui non aspettano, la benzina non aspetta, gli sbarchi nemmeno”. E lo stesso fa, a ruota Luigi Di Maio da Terni: “Abbiamo già perso troppo tempo, o si chiude entro 24 ore e siamo messi nelle condizioni di poter cominciare a lavorare o lasciamo perdere”. Il Colle è avvisato.
I due leader parlano da due luoghi molto distanti eppure sembrano ancora allineati nel non cedere aiveti di Mattarella sul professore anti euro. Il segretario è alla festa della Lega a Martinengo, in provincia di Bergamo. A chi gli chiede come procede la trattativa sul voto, non si lascia pregare e risponde: “Sicuramente non sono nato per tirare a campare – dice – Non faccio nomi nè cognomi anche perchè non è una indicazione della Lega non ha la tessera della Lega in tasca“.
Su Savona la sua è una posizione granitica. Lo aveva già detto poche ore prima dopo una riunione con i vertici del partito:nessun passo indietro. E ora dal palco ribadisce che l’idea del Carroccio è quella di “avere all’economia uno che garantisca l’interesse nazionale, se serve andando a ridiscutere tutti i vincoli europei“. Mattarella vorrebbe un altro candidato. Ma per ora la lega, che stasera invierà la sua lista di nomi a Conte, non vuole assolutamente trattare. “Ci stupirebbe – è il Salvini pensiero – se ci fosse un ‘no’ a qualcuno la cui colpa sarebbe quella di difendere troppo l’interesse nazionale”. Inaccettabili i veti: “Ci dicono che uno non può fare il ministro perché ha detto che l’Unione Europea deve cambiare. Quello non può farlo perché vuole cambiare i regolamenti, vuole cambiare i trattati. Perché una volta disse che l’Euro era una moneta che avrebbe aiutato solo i tedeschi….se uno la pensa così: è il mio ministro“. Il riferimento, è ovvio, è proprio al professor Savona
Ecco perché ora non c’è più tempo per discutere. Dopo oltre 80 giorni dal voto, per Salvini è il momento di dare una guida al Paese. “Il governo – dice – Io lo avrei fatto anche ieri. I nomi ci sono, il programma c’è. Speriamo che nessuno abbia dubbi o problemi o si parte o basta. Mi rifiuto di andare avanti ancora per giorni a trattare, disfare, discutere. O siamo in condizioni di lavorare o qualcuno se ne prenderà la responsabilità“. La responsabilità di far naufragare il governo giallo-verde. E andare a elezioni anticipate

 fonte Il Giornale

http://www.tg-news24.com/2018/05/27/la-pazienza-e-finita-ultimatum-di-salvini-e-di-maio-a-mattarella-o-si-chiude-ora-oppure-si-torna-al-voto/

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