sabato 2 giugno 2018

Tutti contro la Germania, sarà Berlino la prima ad uscire dall’Euro sistema?



di  Luciano Lago
Due notizie di questi giorni devono far riflettere.
Prima notizia: Gli USA dichiarano la guerra dei dazi contro l’Europa. Gli Stati Uniti imporranno le tariffe doganali su acciaio e alluminio, rispettivamente del 25% e del 10%, anche a Canada, Messico e Unione europea. A dare l’annuncio è stato il segretario al commercio Wilbur Ross. Le tariffe saranno applicate a partire da domani. Una scelta che ha scatenato la reazione dell’Europa che si ripromettere a sua volta con misure restrittive sull’export USA e si preannuncia quindi una guerra commerciale che rischia di avere gravi effetti sullo sviluppo dell’economia mondiale.
Seconda notizia : gli Hedge found USA hanno fatto una vendita allo scoperto di grande quantità di emissioni pubbliche italiane spingendo al rialzo dello spread italiano esattamente quando Mattarella si accingeva a nominare Cottarelli quale premier. Venerdì 25 i rendimenti dei titoli di Stato italiani a 10 anni sono saliti al 2,538%, il livello più alto dal 2014, con uno spread rispetto al debito tedesco che per la prima volta da giugno 2017 supera i 2 punti percentuali. Le banche italiane, nel frattempo, hanno avuto le maggiori flessioni sui mercati borsistici europei. Vedi: Hedge Found in campo a Londra e Wall Street.
La manovra diretta da Wall Street dimostra che le centrali finanziarie USA scommettevano contro la nomina di un fiduciario delle cancellerie europee e della Germania (Cottarelli)  ma preferivano la nomina del duo “populista” al governo italiano per contrastare l’egemonia tedesca sull’Europa. Non è un mistero che il prof. Savona, ostacolato nella nomina da Mattarella, è un forte critico della Germania e considerato un nemico del governatore Mario Draghi. Per questo motivo era stato bloccata la sua nomina dal presidente Mattarella.
Il rialzo dello spread e la tempesta sui mercati ha costretto il presidente Mattarella, sotto accusa da molte parti, incluso dai giornali USA, a rivedere la sua decisione della nomina di un governo tecnico amico della Germania e di Bruxelles e ritornare sulla investitura del governo Conte, con la coalizione Lega e 5 Stelle al governo. Il dubbio è’ quello che sia stata la finanza USA quella che ha voluto creare la tempesta sui mercati in Italia per impedire la gestione della crisi che favorisse la soluzione di un altro “governo tecnico”fiduciario di Bruxelles e di Berlino.
Guerra Finanziaria Wall Street
Indubbiamente si è creata una spaccatura fra l’Europa e gli USA ed in particolare fra la Germania e gli USA in cui si palesa un netto contrasto di interessi causato dalla politica aggressiva dell’amministrazione Trump, dai dazi imposti all’Europa alle sanzioni alla Russia, alle sanzioni all’Iran in conseguenza dell’uscita unilaterale degli USA dall’accordo sul nucleare, proprio nel momento in cui le aziende europee stavano investendo sul promettente mercato iraniano. La Germania è sotto accusa per il supo sproporzionato surplus realizzato a danno degli altri paesi europei ed adesso anche gli USA di Trump si “incazzano” con i tedeschi e prendono le loro contromisure, sull’acciaio, sull’alluminio, sulle auto tedesche e su altri prodotti. Troppo facile per la Germania esportare con un Euro che è il marco sottovalutato.
Washington per le sue mire geopolitiche, mira a balcanizzare la UE e punta ad alcuni paesi deboli, come l’Italia e la Spagna,   per creare una frattura che potrebbe portare ad un “Eurobrexit” che sarebbe il vero obiettivo degli Stati Uniti. L’Italia è un paese chiave ed i movimenti populisti, sia la Lega che il 5 Stelle, si sa che hanno collegamenti con Washington e con Londra. Salvini è stato un entusiasta sostenitore di Trump, salvo contraddirsi con la “simpatia” verso Putin. Di Maio e Casaleggio sono notoriamente adepti del Regno Unito e consigliati e strettamente “osservati” dall’Ambasciata USA a Roma.
Staccare l’Europa dalla Germania è il primo obiettivo di Washington, il ventre molle della UE è rappresentato da Italia e Spagna. Guarda caso la Spagna entra in crisi proprio in questi giorni.
Il secondo obiettivo USA è quello di contrastare l’influenza russa in Europa alimentando una campagna di ostilità contro Mosca. La NATO e le sanzioni economiche sono le due leve per realizzare il fossato fra Europa e Russia, isolando la Germania e i paesi che hanno manifestato l’idea di rivedere la politica delle sanzioni. I pretesti sono stati il caso Skripal (montato dai servizi di intelligence Londra)  e l’Ucraina.
Us. Power
In Italia Salvini, Di Maio e il premier Conte, saranno sottoposti a forti pressioni dall’Ambasciata USA per proseguire la politica delle sanzioni contro Mosca e per assecondare la strategia della NATO di assedio delle Russia ai suoi confini dal Baltico al Mar Nero. Agli Esteri è stato messo Moavero Milanesi: già ministro di Mario Monti, un servile filo atlantista della NATO. Lui serve per mantenere quieti gli statunitensi ed avere la loro benevolenza.
In contraccambio Washington potrebbe promettere assistenza in caso di rottura degli equilibri finanziari nella UE con una possibile fuoruscita della Germania dal sistema che anticiperebbe la decisione del piano B di fuoruscita dall’euro dell’Italia, caldeggiata da Savona, da Bagnai e da altri economisti. In pochi hanno compreso che sarà la Germania fare la prima mossaquando non gli converrà più rimanere nel sistema euro per dover sostenere i debiti del “Club Med” dell’Europa.
Una prospettiva questa che Washington appoggia decisamente come favorevole alla propria strategia di balcanizzazione dell’Europa.
Gli scenari stanno rapidamente cambiando, nuove guerre sono all’orizzonte, niente sarà più come prima e la globalizzazione tanto esaltata come processo irreversibile della Storia sta invertendo la rotta. L’euro “irreversibile” secondo Draghi è destinato a finire presto nella “spazzatura della Storia”. Possiamo fare scommesse in proposito.

fonte https://www.controinformazione.info/tutti-contro-la-germania-sara-berlino-la-prima-ad-uscire-dalleuro-sistema/#

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