Visualizzazione post con etichetta Massimiliano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Massimiliano. Mostra tutti i post

domenica 29 settembre 2013

I due Marò : anche questo accade in Italia

L’articolo 1 della Costituzione italiana cita testualmente “ L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. “

Parole a base della nostra storia democratica troppe volte disattese dimenticando che democrazia (dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, Wikipedia ndr) significa esattamente un sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall'insieme dei cittadini.

Un concetto che ha trovato una propria espressione storica tutte le volte che si è voluto dare “voce” al popolo perché esprimesse liberamente il proprio pensiero da cui trarre spunto per governare. Una possibilità concretizzabile solo concedendo spazio al confronto nel massimo rispetto delle posizioni reciproche anche se non condivise.
I moderni sistemi di comunicazione potrebbero facilitare questo contraddittorio fra la base e le Istituzioni. Uno fra tutti il social network Facebook, moderna  rappresentazione della ”Agorà”, la piazza principale dove la gente poteva esprimere la “polis”, il luogo della democrazia per antonomasia, sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunità e decidere collegialmente sulle leggi.
Un  moderno strumento, attraverso il cui ridare la parola ai cittadini e riconsegnare loro il “diritto di mugugno” che rappresenta da sempre il link naturale per riavvicinare il popolo alle Istituzioni, rendendo possibile  il confronto con coloro che sono stati delegati dalla sovranità popolare a gestire le sorti del Paese. Una speranza che ieri veniva confermata dai fatti quando improvvisamente ho preso coscienza e conoscenza che forse si apriva una finestra sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e per tutti gli altri cittadini italiani (forse qualche decina) lasciati nelle mani di Stati terzi con una scarsissima se non assente attenzione dell’Italia.

Una fiducia suscitata dall’improvvisa ricomparsa su FB di una pagina titolata al Ministro degli Esteri Emma Bonino (https://www.facebook.com/pages/Emma-Bonino/9005388225?ref=stream), presentata dalla stessa con parole che inducevano ottimismo “Sono contenta di avere questa opportunità di confronto con voi. Vorrei  rispondere a tutti, ma purtroppo non ho sempre il tempo di farlo. Vi chiedo quindi di comprendere e avere pazienza. Per parte mia cercherà di fare del mio meglio.

Una sorpresa rassicurante per tutti coloro che come me hanno seguito le sorti dei due Fucilieri di Marina nel corso degli ultimi 19 mesi. Una pagina dove peraltro i primi spazi di discussione erano dedicati ai lavori dell’ultima Assemblea delle Nazioni Unite ed all’impegno della Farnesina  per la soluzione del caso d’Alessandro. Immediati quindi i commenti di chi come me chiedeva notizie sulla sorte dei due Fucilieri del S.Marco e del perché si fosse deciso di non portare avanti l’arbitrato internazionale.

Il tutto con toni assolutamente educati, senza polemica di sorta, solo incisività determinata dall’affetto nei confronti dei due Fucilieri di Marina. Ci aspettavamo quindi delle risposte costruttive come ci aveva abituato l’ex Ministro Terzi nella sua pagina di FB. Un sereno confronto di idee, uno scambio di pareri, anche su posizioni diverse ma senza appropriarsi dell’esclusività gestionale dei post da parte dell’intestatario della pagina.

In questo caso invece una reazione totalmente diversa. Pressoché tutti gli interventi dei cittadini sono stati rigettati con prese di posizione permeate da sofismi inconcludenti e da giudizi di “off topic” attribuiti a coloro che si proponevano nella pagina del Ministro.  Una gestione  assolutamente poco comprensibili nel momento che il Ministro Bonino si era presentata con le parole  “Sono contenta di avere questa opportunità di confronto con voi”.  

Una dichiarazione di intenti sconfessata quindi dai fatti e non solo dalle parole in quanto gli oltre 50 commenti sono spariti dal Web, cancellati con un’azione di censura assolutamente improponibile in un Paese democratico (o forse non li trovo più io a causa delle mie scarse conoscenze informatiche).

In questo modo è stata cancellata l’opportunità di qualsiasi confronto come i cinquanta post scomparsi avrebbero forse dimostrato, commenti comunque raccolti e conservati, alcuni dei quali anche pubblicati sul Web http://alfredodecclesia.blogspot.it/2013/09/guai-nominare-i-maro-alla-bonino.html?spref=fb. Sono stati cancellati dalla “bacheca che li ospitava  ma esistono ed evidenzieranno sempre l’approccio incomprensibile di chi dovrebbe essere deputato a gestire relazioni internazionali.

Signor Ministro, prendiamo atto della Sua decisione di gestire la pagina come meglio crede. L’aver  cancellato o messo da parte i commenti a cui faccio riferimento è una scelta come tante altre, ma almeno se ancora crede nel confronto democratico tante volte da Lei richiamato,  apra uno spazio sui due Marò e ci dia la possibilità di esprimere democraticamente il nostro punto di vista.

Altrimenti parlare di democrazia è un ripetere solo parole come quelle che ci sentiamo reiterare  da Lei su una soluzione (processo) per Massimiliano e Salvatore “equo e rapido”, mi permetto di dire pleonastiche ed insopportabili dopo più di 600 giorni dall’inizio della vicenda.

Fernando Termentini
29 settembre 2013, ore 14,30


lunedì 15 luglio 2013

I Pusillanimi non moriranno mai

E’ dal 18 febbraio 2012 che mi occupo insieme a moltissimi cari amici della vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e, senza falsa modestia, mi permetto di affermare con una certa assiduità.

 Pochi i risultati oggettivi ottenuti in quanto gli interlocutori principali, Istituzioni Internazionali, rappresentanti istituzionali e politici italiani, sono tessere di un “muro di gomma” difficilmente penetrabile, di ottima fattura e tale da rimbalzare qualsiasi cosa vi impatti !

Da qualche giorno, invece, improvvisamente si è scatenata una “guerra mediatica” che forse dimostra che qualche successo lo abbiamo ottenuto.

Qualcuno è, infatti, sicuramente preoccupato della nostra azione e per agirarla  ha avviato una controinformazione per via Web e non solo, cercando di innescare dubbi ed incertezze sulle responsabilità di Massimiliano e Salvatore.  Qualcosa di accettabile sul piano concettuale se fosse improntato a moderazione espressiva, ad educazione ed, in particolare, al rispetto della persona.

Ma non è così. I detrattori dei nostri marò o chi è impegnato perché la vicenda rimanga sempre più confusa forse per difendere persone od interessi che potrebbero rappresentare serio imbarazzo qualora il “vaso di pandora” fosse improvvisamente scoperchiato, offendono la dignità dell’uomo.  Ricorrono a parole, aggettivazioni, esplicitazioni di concetti, assolutamente offensivi della persona e tali da colpire anche e soprattutto le famiglie dei nostri militari.

Non è un giudizio esagerato il mio. Per dimostrarlo propongo il link di questi gruppi improvvisamente apparsi si FB, https://www.facebook.com/groups/241715115959453/ e https://www.facebook.com/pages/I-2-Marò-Fuggitivi-e-Vigliacchi/426774004071743. Questo ultimo, dopo le nostre segnalazioni, sembra essere stato per ora depennato.

Oggi è accaduto qualcosa di nuovo che mi rende felice.  Sono stato infatti avvertito da molti amici di FB ed altri che qualcuno ha aperto un account “flash” a nome “Fernando Termentini” senza immagine, che compare e  scompare sulle  bacheche con parole ingiuriose nei confronti dei due Marò e, peggio, invitando a mio nome a cliccare “mi piace” sulle pagine di cui sopra o su altre simili.   

La mia soddisfazione non deriva né da autolesionismo né  tantomeno da  masochismo. Piuttosto dalla convinzione che i mie sforzi, I NOSTRI SFORZI, stanno raggiungendo risultati. Quello che sta avvenendo dimostra, infatti, che abbiamo colto al segno, stiamo suscitando preoccupazione in chi vuol mantenere la vicenda coperta da una nube di incertezza per scopi ancora non chiari, forse solo per proteggere se stesso.  

Costui o coloro sono comunque pusillanimi che dimostrano la propria pochezza nell’anonimato e sfruttano la buona fede degli altri. Un comportamento che se consigliato da convinzioni politiche evidenzia la pochezza dei contenuti delle stesse e la malafede in chi tenta di portarle avanti.

Se invece suggerito da procedure di contromisure di qualsiasi natura, evidenzia pressapochismo, immaturità e mancanza di professionalità nello gestire un problema importantissimo e che più di altro aiuta a comprendere  perché i due Fucilieri di Marina sono ancora in ostaggio dell’India.

Chi vuole continui pure su questa strada, almeno a me non intimorisce, anzi mi invita ad essere ancora più incisivo, lo invito solo di lasciare in pace Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e le loro famiglie.


15 luglio 2013  - ore 12,45

Rotterdam - Disinformazione democratica

    Rotterdam - Disinformazione democratica Nei giorni scorsi tutte le televisioni (ad iniziare dal TG di SKY) e i giornali (e non soltanto...