giovedì 29 dicembre 2016

Gli italiani? Un popolo dallo spirito “FANTOrivoluZZIANO”!


Nonostante il costante STUPRO, per mano di politici e governanti italiani/internazionali, l’italiano medio non riesce, anche solo nel pensiero, a reagire in alcun modo. Preferisce continuare ad interessarsi delle stupidaggini, pensare alla partita di calcio, al gran premio. A Maria de Filippi e i suoi amici e alla spazzatura che i media divulgano.
Ah si non dimenticavo gli itaGLIONI attivisti e rivoluzionari, che condividono le puttanate di “lercio.it” che prende per il culo tutto ciò che ha un briciolo di serietà. Cioè ci prendono per il culo delle nostre denunce e cosa fanno questi bimbiminkia? Gli fanno pubblicità condividendo le loro merdate con la scusa di farsi due risate. Tra l’altro sarebbe da capire cosa ci sia da ridere sputtanare e smerdare chi denuncia i danni provocati dai vaccini sui bambini, chi ha deciso di alimentarsi in maniera sana, chi denuncia le scie chimiche e la manipolazione climatica, chi è schifato della politica italiana con tutta la feccia che la circonda, ecc…   
Tanto chi glielo fa fare a “inacidirsi il sangue” come ripetono continuamente? Giusto, meglio vivere nella fantasia piuttosto che nella realtà, no? Ci pensano gli altri alle nostre vite. Mi sembra che vada tutto alla grande… 
Manco quando qualcuno a cui sta a cuore la vita, il nostro paese, la giustizia, la società, il bene collettivo, che coraggiosamente cerca in tutti i modi di informare la collettività, preparando e divulgando montaggi video molto interessanti, si riesce a far scattare una reazione in questa società profondamente malata.
A questo punto sorge seriamente il dubbio se l’itaGLIONE medio abbia perso pure ogni capacità di comprensione di ciò che legge o guarda in tv e su internet. Perché non è assolutamente normale non reagire quando i criminali stessi ci sbattono in faccia i loro progetti assassini e come stanno le cose realmente. Cioè sono loro stessi a dirci apertamente cosa fanno, cosa vogliono fare e dove vogliono portarci. Ascoltate le sconvolgenti parole pronunciate da Mario Monti, Massimo D’Alema, Giulio Tremonti e Matteo Renzi, nel seguente video, prodotto da Massy Mason James e da Chiara Lyn.
Quelle parole, insieme a tantissime altre, non hanno mai scalfito la mente dell’itaGLIONE medio. Come se non le avessero mai pronunciate. Eppure sono di una gravità INAUDITA!
Nel luglio dello scorso anno, abbiamo riportato le dichiarazioni sconcertanti di Massimo D’Alema sulla Grecia, presenti pure nel video soprastante. 
Queste parole avrebbero dovuto far scattare una bella scintilla nelle menti dei“FANTOrivoluZZIANI”. Ed invece, è come se non le avessero mai pronunciate.
fantozzi
Un popolo di FANTOZZI molto bravo a portare avanti sempre la solita guerra tra poveri. E i criminal-governanti avanzano sempre più nei loro progetti nefasti!
Siamo arrivati al 4° governo tecnico senza alcuna elezione.

Sveglia CAZZOOOOO!!!
https://disquisendo.wordpress.com/

Vaticano, il “brand” papa Bergoglio sbarca in tv con Francisco ensemble channel

Vaticano, il “brand” papa Bergoglio sbarca in tv con Francisco ensemble channel

Vaticano, il “brand” papa Bergoglio sbarca in tv con Francisco ensemble channel

Programmazione dedicata ai temi dell'attualità sociale (dal bullismo all'omofobia), con tanto di talk show trasmesso in diretta dalla sede di un'azienda di accessori religiosi. Ma anche video musicali, film, documentari e reportage a tema. L'esperto di marketing ecclesiale: "Francesco maestro di leadership, ha affrontato alla radice l'obsolescenza del prodotto-cattolicesimo per dare segno di vicinanza a suoi 'consumatori'"
Il “brand Papa Francesco” colpisce ancora. Dopo aver scalato rapidamente la classifica di tutti i tradizionali souvenir religiosi, rosari, misericordine, magliette, cappelli, borse, bandierine, tazze e piatti di ceramica, immaginette in ogni lingua e dimensione possibili, arriva anche sul piccolo schermo. Dal 15 giugno, infatti, nasce “Francisco ensemble channel”, la prima tv al mondo dedicata a Bergoglio.  
 
L’idea è del regista Maximo de Marco ideatore della televisione musicale Music Live Tv di Sky e dell’Accademia di spettacolo Star Rose Academy da dove è uscita la vincitrice di “The Voice”, suor Cristina. “Francisco ensemble channel”, spiegano gli ideatori, si prefigge di evangelizzare i giovani attraverso la musica e lo spettacolo. 
La sua programmazione è, infatti, focalizzata su tematiche attuali quali l’anoressia, l’omofobia, la droga, il bullismo, la violenza sulle donne, l’abbandono degli animali e la pedofilia. Video musicali, film a tematica religiosa, documentari, reportage e dirette interattive completano il palinsesto. Tra i programmi di punta della rete spicca “Dentro l’anima”, appuntamento condotto in prima serata dallo stesso Maximo de Marco sul tema delle conversioni religiose di grandi personaggi dello spettacolo e non solo. 
Da sottolineare anche il programma “Casa Amen”, talk show con ospiti a sorpresatrasmesso in diretta dall’azienda di accessori spirituali fashion Amen, tra i principali sostenitori del nuovo canale televisivo dedicato a Papa Francesco. Durante “Casa Amen” i telespettatori potranno interagire inviando filmati su temi sociali e spirituali. L’amore in ogni sua forma, dall’arte al cinema, dalla letteratura alla poesia sarà invece il contenuto del programma condotto da David Sef.   
Su “Francisco ensemble channel” si potranno, inoltre, seguire in diretta mondovisione e in esclusiva le tappe del “Francisco ensemble world tour 2014″ con un cast ricchissimo di ospiti internazionali. Lo slogan scelto per questo nuovo canale è la tv che ti segue”proprio perché esso è visibile su smart tv, tablet, pc, telefonini, tv a circuito chiuso nei centri commerciali e dal prossimo mese di ottobre anche sul digitale terrestre in chiaro.  
 
La nascita di un canale televisivo interamente dedicato a Papa Francesco è solo l’ultima conferma del valore del Pontefice argentino in termine di “brand” e delsuo potenziale economico.  
“Bergoglio – spiega il guru del marketing ecclesiale e blogger de ilfattoquotidiano.itBruno Ballardini nel suo ultimo libro Leader come Francesco. Perché il Papa è un genio del marketing (Piemme) – ha dimostrato non solo di essere un grande comunicatore, ma un maestro di leadership, uno stratega in grado di mettere in atto il ‘marketing del significato’: una grande operazione di recupero di valori autentici capace di scatenare una rivoluzione etica non solo in ambito ecclesiale, ma anche politico, economico e mediatico”.  
 
Per Ballardini “dopo le dimissioni del precedente ‘amministratore delegato’, Papa Ratzinger, la Chiesa ha terminato definitivamente la ‘stagione dei saldi’. Con Bergoglio ha aperto una nuova era, affrontando alla radice l’ormai riconosciuta obsolescenza del prodotto – la dottrina cattolica – e una evidente inadeguatezza di fronte alle istanze della società moderna. Per dare un segno di vicinanza con i suoi ‘consumatori’, i fedeli,Papa Francesco ha dato avvio alla riforma dello Ior, alla costituzione di un Consiglio di amministrazione di otto saggi cardinali, a un ripensamento globale della sua ‘rete vendita’ di vescovi, sacerdoti e cardinali, giungendo addirittura a intraprenderel’insolita iniziativa di un sondaggio a livello mondiale su come le parrocchie affrontano oggi questioni sensibili: controllo delle nascite, divorzio, unioni omosessuali. La rivoluzione della Chiesa è in corso e le sorprese non mancheranno”.  Anche in tv. 
fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/15/vaticano-il-brand-papa-bergoglio-sbarca-in-tv-con-francisco-ensemble-channel/1028543

giovedì 1 dicembre 2016

Gli USA e le conseguenze inintenzionali delle proprie azioni

Obama accusato di crimini contro l'umanità
Obama accusato di crimini contro l'umanità

di Brutus Cursor
Le conseguenze inintenzionali delle proprie azioni. È la morale che gli americani dovrebbero trarre dall’attuale scenario mediorientale. Quando i conflitti si saranno sedati, è molto probabile che ci ritroveremo in un contesto che vedrà rafforzata la presenza russa in tutta l’area.
Mentre, sia la guerra in Siria che i cambi di regime in Libia ed Egitto erano originariamente legati anche all’idea americana di ridimensionare la Russia. Mosca, infatti, si è sempre considerata la garante del regime di Assad in Siria, dove esistono le strategiche basi militari russe a Latakia e Tartus. Tradizionalmente positive erano anche le relazioni fra Russia ed Egitto. Infine, proprio grazie al ruolo dell’Italia in Libia, all’epoca dell’ultimo governo Berlusconi, Gazprom aveva spuntato la possibilità di sfruttare i giacimenti libici Eni di Elephant Field, una mossa strategica che ha probabilmente segnato la sorte sia di Berlusconi che di Gheddafi.
Nel 2011, l’obiettivo degli americani era indebolire la posizione dominante della Russia dal punto di vista energetico in Europa, aprendo una nuova via per i gasdotti verso il Caspio che passassero dall’Azerbaijan, filo turco, dunque vicino all’alleanza atlantica, puntando al contempo a spingere sempre più verso la Ue sia l’Ucraina che il Kazakistan. Contrariamente alle previsioni di Washington, la Russia riusciva invece a portare avanti un nuovo gasdotto, South Stream, che rafforzava la propria posizione nell’Est, mentre il progetto targato Ue, Nabucco, naufragava. Inoltre, attraverso l’operazione Elephant Field con Eni, Mosca si proiettava anche nel Mediterraneo.
Per questi motivi, gli Stati Uniti hanno visto di buon occhio sia la volontà francese di eliminare Gheddafi per sostituirsi all’Italia in Libia, che il tentativo dei sauditi di rovesciare la Siria filo Iran e di estendere la propria influenza allo stesso Egitto, attraverso la Fratellanza Musulmana che diventava protagonista della “primavera egiziana”.
obama-drone-yemen42In questo momento, invece, le previsioni americane si sono rovesciate.
Mosca ha riallacciato buoni rapporti con la Turchia; in Iraq, sta sconfiggendo l’Isis grazie alle milizie sciite filo iraniane. Ottime sono le relazioni di Mosca con Al Sisi; Haftar sta, infine, vincendo la sua guerra, grazie alla collaborazione di Mosca; e già si parla di una possibile nuova base extraterritoriale russa in Libia. Come se ciò non bastasse, le ex repubbliche sovietiche centro asiatiche del Turkestan, che sono fisiologicamente sottoposte al potere destabilizzante delle limitrofe Cina, Iran, Turchia, stanno reiterando la loro adesione all’area di influenza di Mosca, senza creare attriti con le altre potenze regionali. Anche la Moldova, la cui adesione Nato era stata promessa dell’ex presidente filo Ue Filip, si sta riallineando all’Est.
Dunque, se l’America voleva ridimensionare Mosca, si ritrova oggi con una Russia rafforzata.
La morale da trarre è che era irrealistico pensare di ridurre l’area di influenza di Mosca, soltanto perché la Russia non è una potenza economica, ignorando il dato che è comunque una potenza militare. Ora spetterà alla Russia dimostrare di saper giocare un ruolo di riequilibrio nello scacchiere euroasiatico, senza pestare i piedi alle legittime ambizioni di Cina e Turchia.
L’Europa rischia di essere ridotta all’irrilevanza, se il suo progetto comune dovesse naufragare. Se ciò dovesse accadere, la crisi dell’Unione potrà essere spiegata anche con il tentativo di utilizzarla come ariete da parte degli Usa contro la Russia.
Fonte: Katehon
http://www.controinformazione.info/gli-usa-e-le-conseguenze-inintenzionali-delle-proprie-azioni/#

Peggio di così non potrà andare

14706901_1466491580045304_5562309237936033583_o
“E’ inutile, completamente, assolutamente, inutile, perdere ore a spiegare alchimie istituzionali nel tentativo di dimostrare il (discutibile) assunto secondo cui il Sì al referendum del 4 dicembre porterebbe uno Stato più efficiente. Efficiente per far cosa? Per far piovere sulle nostre teste senza scomodi intralci democratici i diktat della Trojka prossima ventura? Per consentire la continuazione del sacco delle ricchezze pubbliche ad opera dei mammasantissima di Davos? Per consolidare alla nostra guida una classe dirigente che ci disprezza e ci governa con piglio proconsolare attraverso un sistema elettorale truccato? Per trascinarci nell’ ennesima guerra imperiale in obbedienza agli “obblighi internazionali” (art. 55 Cost. riformulato) trovandoci grigliati dalle bombe prima di aver avuto il tempo di chiedere spiegazioni?
Lo sanno tutti che la finalità è questa, che di questo si tratta. Le lusinghe non servono più. E la cosa peggiore per chi fabbrica le lanterne colorate della informazione mainstream è che anche le minacce e le storie di streghe ormai fanno cilecca (vedi la Brexit e le presidenziali USA). L’unica arma rimasta in mano allo 0,1% è la paura dell’ignoto e dell’incognito. Cosa ci succederà dopo? Che ne sarà di noi, dei nostri cari, dopo che avremo compiuto l’ultimo passo nel “precipizio populista”, che avremo avuto il coraggio di dire No a chi ci vuole togliere anche il poco che resta per rendere definitiva la nostra servitù?
E’ il momento culminante di ogni trasformazione. Quello in cui il passato ormai è inaccettabile, ma il futuro ancora ci spaventa. Ma è solo un attimo. Sappiamo che le poche certezze che ci restano sono finte come la minaccia russa, finte come l’ economia inglese in pezzi post Brexit o come il mondo in rovina post Trump, che i mostri là fuori sono fantasie dipinte sui muri. E che il processo senza fine di riforme, la nostra casetta a cui da 25 anni siamo legati, è fondato su un macigno che, come quelli del coyote nei cartoni animati, sta precipitando nell’abisso, trascinandoci giù senza che nemmeno ce ne accorgiamo, mentre aspettiamo che torni la crescita miracolosa che è sempre dietro la riforma che non abbiamo ancora approvato.
Nel 1867 la Baviera “fece le riforme”, tagliò i costi della sua politica, per farsi fagocitare nel secondo Reich e lanciarsi con il resto della Germania nell’avventura militare, l’”inutile strage”. Dieci anni prima, nel 1857, gli Inglesi semplificarono la struttura istituzionale dell’India, e la riforma funzionò egregiamente: li mise in condizione di dominare il Paese ancora per un secolo, e impegnando la metà degli uomini che servivano prima. Prima di decidere se la briglia è utile è bene verificare di essere il cavaliere e non il cavallo.
Il 4 dicembre Saker Italia invita i suoi lettori a dire No. Peggio di così non potrà andare. Tutto quello che oggi la Russia può fare per noi è darci l’esempio, insegnarci che anche noi Italiani, come i Russi “abbiamo ali che ci impediscono di strisciare” (Maria Zakharova). Spicchiamo il volo.”
Da Saker Italia: appello per il No, di Marco Bordoni.
https://byebyeunclesam.wordpress.com/
15202555_10154794260751204_2527184452393615158_n

Fotate Ja, così difentate magna Grecia

schauble-ape10
Imbrogli su imbrogli per il Sì, a cominciare dalle otto banche che fallirebbero se vincesse il no, una bugia che fa male, che non c’entra proprio nulla col referendum, messa in piedi dal renzismo confindustriale, per finire agli 85 euro di aumento ai dipendenti pubblici, un elemosina dopo 7 anni di attesa, che però non sono stati messi a bilancio nel 2017 in attesa di dire il 5 dicembre che i fondi non ci sono più e che bisogna accontentarsi dei soldi del monopoli, l’unica  valuta che l’Europa riconosce come passibile di elasticità. Ma forse il governo e i suoi sostenitori sospettano di aver perso credito e allora vanno in giro ad elemosinare i sì dei morti viventi, dei morti di televisione, dei morti di testa in un crescendo che non trascura  nemmeno quella bella intelligenza di Lapo Elkann, immacolata come un campo di neve artificiale. Ma la ricerca di assensi per catturare l’elettorato più rozzo e disarmato ha anche qualche svantaggio, quello di far parlare i lupi che si vorrebbero nascondere alla vista e alle orecchie.
Ed ecco che un assist alla manipolazione costituzionale viene da dove non si sarebbe mai voluto: dal ministro tedesco finanze Wolfgang Schäuble che è stato l’ideatore, curatore e tutore dell’austerità che tanto vantaggio ha portato alla Germania e che ha invece messo in ginocchio l’Italia oltre ad essere il grande padrino europeo delle troike che imperversano tra i Piigs e il primo attore della crisi umanitaria in Grecia. Se è lui a suggerire il sì e a lodare il premier si capiscono molto bene due cose: che lo scasso della Costituzione è suggerito da chi vuole continuare a fare bottino, a trasformare lo stivale in una magna Grecia e che Renzi viene considerato così sciocco e servile da essere ancora utile nonostante i guai che ha combinato.
Insomma basta vedere chi dice si per non avere più alcun dubbio sul votare No.
fonte https://ilsimplicissimus2.com/

domenica 27 novembre 2016

Renzi è un pericolo e va fermato subito


  


Matteo Renzi capisce di essere stretto alle corde e nel confronto di merito sul referendum evita di addentrarsi nelle argomentazioni e si limita, nelle ormai quotidiane apparizioni in televisione, a ripetere come un mantra che il quesito scritto sulla scheda elettorale è abbastanza chiaro e netto: si tracci una X sul “Sì” - proclama - se si vuole abolire il bicameralismo paritario, ridurre le spese e le poltrone, ed avere una reale governabilità; se invece si vuole restare fermi nella palude si voti “No”. E il classico sistema di parlare solo di poche e semplici cose, presentate come il toccasana di ogni problema, presumendo che vengano percepite immediatamente dagli elettori (senza porsi tra l’altro il problema della semina di concime sul terreno caro a Beppe Grillo ed ai pentastellati) per tenersi lontano dalla vera natura e dai veri obiettivi che ci si pone con l’attuale riforma costituzionale. Questo atteggiamento oltre ad essere indice di cattiva educazione nei confronti degli interlocutori, dimostra quanto sia pericoloso il Matteo di Rignano.

Parlare di risparmi (che non ci sono), parlare di taglio delle poltrone (in misura veramente insufficiente), o di fine del ping-pong (che è solo elemento di propaganda) è come buttare la palla fuori campo, facendolo apparire, almeno spera, per quello che non è, e spostando la discussione dai timidi accenni alla deriva autoritaria e liberticida, che sta dentro le maglie degli articoli “riformati”, al volgare e qualunquistico “taglio delle poltrone”. Del resto cosa ci si può aspettare da un apprendista dittatore che sta lavorando per realizzare il proprio inconfessabile obiettivo? Non certamente la verità. Per questo Renzi crede sia opportuno spostare l’attenzione su altro.

Sugli articoli della riforma, finalizzati al consolidamento del potere renziano, il più pericoloso è l’articolo 90 che, pur essendo uguale a quello della attuale Costituzione, ha assunto, con la riduzione del Senato a 100 unità e il mantenimento della Camera a 630, un diverso e terribile potere. La modifica del quorum necessario per tenere sotto scacco il Presidente della Repubblica, infatti, passa dai 476 (che sono il 51 per cento degli attuali parlamentari), ai 368 previsti dalla riforma liberticida. Se l’Italicum dà al partito che vince il ballottaggio ben 340 deputati che Renzi e Grillo individueranno sulla base della fedeltà assoluta dei prescelti, non sarà una impresa difficile trovare al Senato almeno altri 28 fedelissimi. Il risultato è quello di un Mattarella senza protezione.

Ma se le cose stanno così e i numeri parlano chiaro, non si capisce perché il fronte del “No” non dice chiaramente come stanno le cose dichiarando apertamente che Renzi è un pericolo per la Repubblica e deve essere sbattuto fuori. È lui che sta attentando alla Costituzione dopo averci giurato sopra. Non sarebbe, comunque, una gran perdita per l’Italia che, in questi 1000 giorni di renzismo (con la promessa di una riforma al mese mai mantenuta), è stata riempita di promesse a iosa e di mance e mancette che, rasentando il voto di scambio, hanno fatto volare il debito pubblico dal 116 per cento del Pil lasciato dal Cavaliere all’attuale 132 per cento. Siamo ormai nella fase finale della campagna elettorale sul referendum costituzionale e non è ininfluente, per il dopo 4 dicembre, una vittoria del No non di stretta misura, ma realizzata con largo margine, cioè sopra al 60 per cento. Nel primo caso l’imbroglione resterà in sella a galleggiare e continuerà a far danni, nel secondo caso il Presidente della Repubblica non potrà far finta di niente. Dovrà prendere atto che il feeling tra l’attuale Premier e gli italiani è finito e seppellito, e bisognerà voltare pagina.

Il tempo per approntare la nuova legge elettorale e via al voto. Oppure se la Corte costituzionale dinanzi alla quale pende ricorso contro l’Italicum dovesse decidere e le sue decisioni soddisfano la maggioranza del Parlamento si devono sciogliere le Camere e votare, finalmente, per un Parlamento che sostituisca la vergogna di quello attuale infestato di voltagabbana. Avanti, quindi, intensificando la raccolta dei consensi attorno al “No” che oggi è l’unico baluardo contro la casta dei professionisti della politica, delle banche e dei poteri forti. L’Italia, la mattina del 5 dicembre, dovrà finalmente potersi svegliare dal lungo letargo che l’ha pervasa.

di Giovanni Alvaro - 26 novembre 2016
http://edoardo-medini.blogspot.it/2016/11/renzi-e-un-pericolo-e-va-fermato-subito.html

Pochi credono ancora alle false narrative dell’Elite dominante

Obama con la cancelliera Merkel
di Glen Ford
“La gente non crede più alle false notizie ed alle informazioni falsificate dalla classe dominante, dalle sue imprese e dagli specialisti della disinformazione militare”.
Il presidente Obama ha viaggiato a Berlino la scorsa settimana per obbligare gli europei nel seguitare ad essere vassalli di Washington nella ricerca del feticcio della dominazione mondiale , tuttavia ha mantenuto la sua ossessione post elettorale: la minaccia esistenziale impostata attraverso “notizie false” sui social media. Era come se mancasse un qualche cosa alla realizzazione della sua opera di “anatra zoppa”, come se i suoi stessi poteri per creare “fatti” e per fabbricare “notizie” dall’aspetto inconsistente, siano presto svanite. Senza i Clinton alla Casa Bianca per seguitare nel progetto neoliberale, la storia potrebbe arrivare alla conclusione che il primo Presidente negro  ha lasciato come unica eredità quella che…..”è stato il primo presidente negro”.
Si tratta della questione di chi va a decidere quello che è falso e quello che non lo è.  Obama teme che quello che lui chiama il propagarsi di false notizie produca una falsa storia che a sua volta produce la caduta del sistema occidentale come immaginano i dominanti che alla gente potrebbe piacere. Le notizie false costituiscono un grave pericolo in una epoca in cui si ha tanta falsa informazione e le loro informazioni,impacchettate molto bene quando le leggi su una pagina di Facebook o quando accendi la Tv, secondo Obama. “Se tutto sembra essere uguale allora non sappiamo che cosa proteggere”, ha detto ai tedeschi.
Era una specie di magia del momento: Obama era leggendariamente fresco e sereno aveva appena scelto di far uscire il segreto: la classe dominante che tanto fedelmente loro servono, ha perso il controllo sociale e politico senza il quale non può proteggere la sua ricchezza, i suoi privilegi ed il potere.
Quando la gente arriva a credere che il presidente, con la  sua narrazione,  costituisce un mucchio di propaganda, allora il futuro di Obama non sarà in grado di proteggere i signori del grande capitale dai” forconi ” del popolo.
Lui è stato l’individuo più potente del mondo (fino al 20 di Gennaio) e nella disperazione di non poter cancellare da Facebook tre o quattro cose fittizie ,anche se inconcludenti ,storie dalla sua pagina? Certamente no. Il problema vero di Obama è quello della crisi del capitalismo e che la gente non crede alle false notizie ed alle narrative falsificate della clase dominante e dei suoi specialisti della disinformazione militare.
“Se non siamo seri circa i fatti e quello che è vero e quello che non lo è, e specialmente in una epoca di social media, quando tante persone stanno ricevendo informazioni con  frammenti di suono e con i telefoni spenti , se non possiamo discriminare fra argomenti seri e propaganda, allora abbiamo problemi”, ha detto Obama.
Questo è l’uomo che aveva detto ai personaggi riuniti dei banchieri, un anno dopo del crollo del 2008, “La mia Amministrazione è l’unica cosa tra voi ed i forconi”.
Quando la gente arriva a credere he il presidente ed i media corporativi con la narrativa – che il sistema può essere stabilizzato con un poco di bricolage- è un sacco di propaganda, invece che di argomenti seri, allora il futuro di Obama non sarà in grado di proteggere i signori del grande capitale da”i forconi ” del popolo.
Perdere il controlo della narrativa è quello  che è successo dopo dell’assassinio di Michael Brown a Fergusom, Missouri, quando i giovani negri hanno smesso di ascoltare i fittizi sermoni di Obama in cui questi spiegava che il razzismo non è endemico in America, una falsa storia che il candidato Obama era riuscito a diffondre nel suo “capolavoro perfetto”, il discorso di Filadelfia nel 2008.
Obama specifica del mazzo di falsi diffusi dai social media e gli articoli in generale a favore del magnate Donald Trump. Tuttavia la maggiore falsità diffusa dai media nella recente campagna, promulgata dalla quasi totalità dei media e della classe governativa sotenitrice di Hillary Clinton, era stata quella quella degli intrighi dei russi per imbrogliare e sviare le elezioni statunitensi – crimini che gli statunitensi commettono loro stessi mediante una purga di massicce votazioni ed altre cospirazioni razziste.
Ad orrore di Obama e di Clinton, questo allagamento maccartista delle notizie false anti-russe non è riuscito a far ondeggiare gli Americani quelli molto “medi che erano probabilmente il collegio elettorale più belligerante e più bellicoso di tutti. “La radice della crisi si trova nell’incapacità del capitalismo della fase recente di offrire qualche cosa che arresti  il declino costante di base nella massa, dei livelli di vita della gente e della sicurezza economica. La grande cupola — Wall Street, le istituzioni per la sicurezza nazionale ed i loro media – hanno perso tutta la credibilità per il pubblico e Obama ancora è rimasto scosso dalla situazione quando ha viaggiato a Berlino.
La credibilità di Donald Trump –e la loro capacità di tessere una descrizione credibile – era inesistente fin dall’inizio fra la metà del paese e si andrà a restringere di più col passare del tempo.
La radice della crisi della loro credibilità, che è realmente una crisi sistemica anche della legittimità, si trova nell’incapacità del capitalismo della fase recente di offrire qualche cosa che arresti il declino di base costante del livello di vita e della sicurezza economica nella massa della gente . Così in profondità è arrivata la decadenza, che ogni miglioramento della sofferenza pubblica richiederebbe lo smantellamento delle strutture capitaliste del potere, che è inaccettabile al ruolo dominante.
Al livello più fondamentale, gli Stati Uniti non hanno un sistema sanitario universale perché gli interessi  del capitale si sono trincerati in tutti gli aspetti del servizio della sanità. I dominanti non possono fornire un alloggio accessibile perché Wall Street finanzia la terra e le abitazioni della nazione. I buoni lavori con gli stipendi che permettono di sopravvivere, sono impossibili, finchè le società sono autorizzate alle delocalizzazioni per mantenere la loro rete di fornitura internazionale, con attenzione elaborata per i costi di produzione – il fondamento della globalizzazione delle multinazionali. L’America nera non può liberarsi dello stato nero dell’incarcerazione di massa finché le persone di colore non espellano la polizia, come strumento del potere costituito, a partire dalle loro comunità, che inoltre richiederanno l’espulsione dei collaboratori delle corporation  nella classe nera di Misleadership dalle posizioni di potere. Non ci può essere pace — e nessuna pace “dividendo„ per gli Americani – mentre le società predatrici  e le lobby dettano la politica estera degli Stati Uniti. Il ciclo del declino e della repressione continuerà finché il potere del grande capitale  non sia infranto e le banche non siano nazionalizzate.
I dominanti non offrono niente, perché il sistema non è più capace di fornire del sollievo al suo funzionamento ed alle classi “superflue„ (che significa la maggior parte delle gente nera). Possono filare soltanto i racconti della fantasia e della distrazione – storie false e descrizioni fasulle. “L’eccezionalita„ americana è  quella del “destino manifesto„ con il genocidio dei nativi  americani  e la schiavitù nera occultata. È la descrizione più falsa di tutti, adattata per la conquista imperiale e “una conclusione del significato della storia„ —, la conclusione di ogni narrativa  eccetto  quella imperialista.
Fonte: Black Agenda Report
Traduzione: Manuel De Silva
http://www.controinformazione.info/pochi-credono-ancora-alle-false-narrative-dellelite-dominante/#

Rothschild Bank è Sotto Inchiesta Penale Dopo che il Barone David De Rothschild è stato messo Sotto Accusa

Matt Agorist
thefreethoughtproject





L'anno scorso, il barone David de Rothschild è stato incriminato dal governo francese accusato di frode, avrebbe sottratto ingenti somme di denaro ai pensionati britannici.

Ci sono voluti molti anni per portare in tribunale il caso contro Rothschild e la sua società di servizi finanziari del Gruppo Rothschild, che ha intrappolato centinaia di pensionati in un regime di prestito fasullo tra gli anni 2005 e 2008.

Uno per uno i pensionati hanno perso i loro soldi e sporto denuncia contro il noto banchiere, è l'inizio di un caso che potrebbe richiedere molti anni per ottenere anche un atto d'accusa.

Nel mese di giugno, il giudice di collegamento con sede a Parigi Javier Gómez Bermúdez ha stabilito che Rothschild deve affrontare un processo per i suoi crimini, e ha ordinato alla polizia locale di cercarlo nei suoi vari palazzi che sono sparsi in tutto il paese.
 "E' un buon passo nella giusta direzione. I tribunali sono ormai d'accordo con noi che ci sono prove sufficienti per interrogare il Barone Rothschild. La prima cosa che si dovrà fare è trovarlo. Una volta  fatto questo passiamo iniziare a interrogarlo. Si tratta di un vero e proprio momento di svolta per tutti i soggetti coinvolti, ha detto a Olive Press dopo la sentenza l'avvocato Antonio Flores del Lawbird .
 "In breve, indipendentemente da quello che è successo agli investimenti, Rothschild ha pubblicizzato un prestito al fine di ridurre la tassa di successione, che è una violazione del diritto fiscale", ha poi aggiunto.

Mentre la notizia che un Rothschild è stato incriminato e certamente degno di nota, un annuncio particolarmente importante è stato fatto questo Venerdì.

Il governo francese ha annunciato di aver avviato un'indagine su tutta la filiale svizzera della impero bancario del Rothschild.

Secondo Bloomberg,

Il gruppo svizzero di Edmond de Rothschild ha comunicato che è oggetto di una indagine francese per quanto riguarda una relazione d'affari gestito da un ex dipendente. 
 "Edmond de Rothschild (Suisse) SA partecipa attivamente con l'inchiesta penale in corso", ha detto la banca con sede a Ginevra in una dichiarazione via e-mail di venerdì. "La banca nega tutte le accuse che le sono state attribuite." 
 Edmond de Rothschild, una società bancaria e di gestione patrimoniale privata fondata a Parigi nel 1953, sovrintende a circa 150 miliardi di euro ($ 164 miliardi) ed è guidato oggi dal Barone Benjamin de Rothschild e sua moglie Ariane. L'unità svizzera affonda le sue radici nella acquisizione della Banque Privee di Ginevra nel 1965. 
 La società non ha dato ulteriori commenti finora, secondo quanto detto nella dichiarazione. I funzionari a Ginevra non hanno dato la loro disponibilità a una chiamata telefonica venerdì da Bloomberg News.

L'impero Rothschild è stato determinante per  spostare la ricchezza della élite globale da paradisi fiscali tradizionali come le Bahamas, Svizzera e Isole Vergini britanniche verso gli Stati Uniti

Lo scorso mese, il Free Thought Project ha riferito in merito alla legge sul paradiso fiscale stabilito negli Stati Uniti dai Rothschild.

Dopo aver aperto una società fiduciaria a Reno, Nevada., Rothschild & Co. hanno iniziato usando le massicce fortune della maggior parte di soggetti ricchi del mondo fuori paradisi fiscali tipici, e nellaRothschild corrono fondi comuni degli Stati Uniti, che sono esenti dagli obblighi di segnalazione internazionali.

La dinastia dei banchieri Rothschild è una linea di famiglia che è stata accusata di tirare le fila politiche di molti diversi governi attraverso il controllo dei vari sistemi economici in tutto il mondo.

Storicamente, ci sono ampie prove per dimostrare che la famiglia ha utilizzato insider trading per truffare soldi da entrambi i fondi sia pubblici che privati.

Durante la battaglia di Waterloo nelle guerre napoleoniche, Nathan Rothschild era responsabile di uno dei più antichi casi di "insider trading", che hanno portato alla famiglia Rothschild truffando un'intera nazione cieca. Nel 1815 quando ha avuto luogo la battaglia di Waterloo , non cerano mezzi di comunicazione veloci, come abbiamo oggi, così  sono stati utilizzati messaggeri per la comunicazione in tempo di guerra. I Rothschild hanno approfittato di questo avendo spie in prima linea nella battaglia che avrebbero riportato informazioni alla famiglia più velocemente di quanto facevano i messaggeri utilizzati dai militari.

Quando gli inglesi hanno vinto la guerra, Nathan Rothschild, era ovviamente il primo a saperlo, è andato subito alla borsa e ha iniziato a vendere le scorte mettendo in giro la voce che i francesi avevano vinto la guerra. Questo ha creato il panico alla borsa e gli investitori in tutta l'Inghilterra hanno iniziato a vendere  freneticamente le loro scorte. Con il prezzo crollato di tutti gli stock  i Rothschild sono stati in grado di acquistare l'intero mercato inglese per una frazione del suo costo. Quando il passaparola diffuse che gli inglesi erano effettivamente i vincitori, il valore del mercato è risalito, e durante la notte Nathan Rothschild ha espanso la ricchezza della sua famiglia, e ha cementato la loro posizione come una delle famiglie più ricche del mondo.


Matt Agorist è un veterano congedato con onore del USMC ed ex operatore di intelligence direttamente incaricato dalla NSA. Questa prima esperienza gli fornisce una visione unica nel mondo della corruzione del governo e lo stato di polizia americano. Agorist è  un giornalista indipendente da oltre un decennio ed è stato descritto sulle reti tradizionali di tutto il mondo. 

fonte http://sadefenza.blogspot.it/2016/03/rothschild-bank-e-sotto-inchiesta.html

Nuove conferme sui brogli dagli italiani all'estero





Ecco come si presentano le schede elettorali inviate ai cittadini esteri



martedì 22 novembre 2016

Le agghiaccianti informazioni fino ad oggi nascoste sul Referendum del 4/12/2016.




.Manca poco al 4 dicembre,quando saremo chiamati a votare per il referendum indetto dal Governo Renzi sulle riforme.
Ma chi le ha chieste realmente queste riforme? Credete davvero che sia frutto della volontà del nostro governo? Questo è quello che vogliono farci credere ma la realtà è ben diversa.
Un documento del 28 maggio 2013 prodotto dalla JP Morgan, la nota banca d’affari americana, indica agli stati europei la strada da seguire per tutelare gli interessi dei gruppi bancari della finanza internazionale, e non gli interessi dei popoli, ne tanto meno quelli degli imprenditori.
Nel documento sono illustrati gli obiettivi delle riforme politiche che devono adottare gli stati europei. In esso la JP Morgan sostiene che le costituzioni dei paesi del mediterraneo (quindi anche l’ Italia) mostrano una forte tendenza socialista, tutelano i diritti dei lavoratori, il diritto alla salute e il diritto di protestare da parte del popolo contro decisioni o modifiche indesiderate. Tutti questi diritti rappresentano un ostacolo per la finanza internazionale, ed è per questo che la più importante banca del mondo ha invitato lo Stato italiano ad”impegnarsi in una pesante riforma politica”,
Avete capito ora? Siamo governati da un manipolo di servi della finanza globale che eseguono solo decisioni altrui per il bene delle banche e a discapito dei diritti dei cittadini.
A loro serve solo accentrare il potere per comandare e aprire le porte alla dittatura finanziaria.
Il vice presidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena ha dichiarato:
La nostra Costituzione costituisce l’ultimo ostacolo che l’oligarchia capitalistica neoliberista vuole abbattere per portarci tutti alla rovina più nera“.
Una eventuale vittoria del SI quindi spalancherà le porte del capitalismo che potrà fare dei nostri diritti ciò che vuole.
Ma chi ha chiesto agli ultimi governi italiani di attuare la volontà della grande finanza internazionale?
In una sua dichiarazione, agli albori del Governo Renzi il Ministro delle riforme Boschi ha dichiarato pubblicamente:
Il Presidente Napolitano visto che l’esperienza del Governo Letta sulle riforme costituzionali si era interrotta, nel dare l’incarico a Renzi chiede di formare un Governo che avesse come oggetto della propria attività la ripresa delle riforme costituzionali e della legge elettorale“.
Quindi, stando alle dichiarazioni del Ministro, quando Napolitano ha nominato Renzi con un sostanziale colpo di stato, gli ha dato un compito ben preciso: scrivere la riforma costituzionale suggerita dai gruppi bancari e dalla finanza internazionale.
Ed eccoci arrivati agli ultimi giorni prima del referendum che con un SI potrebbe sbloccare la vera natura della riforma (che non è scritta nel testo di tale referendum) ossia l’accentramento di tutti i poteri nelle mani di un governo di nominati che noi cittadini non eleggiamo, la riduzione del potere del parlamento (unico organo che sarà eletto dai cittadini).
fonte http://www.stopeuro.org/le-agghiaccianti-informazioni-fino-ad-oggi-nascoste-sul-referendum-del-4122016/

domenica 20 novembre 2016

Ovvero: se tanto mi da tanto, se non imbroglia non può vincere ma...di Stefano Davidson


Alle elezioni europee hanno votato 28.000.000 di italiani su circa 49.000.000. Circa 11.000.000 votarono per il PD (che ancora non era diviso e distrutto dal Leopolduce) che fece il famoso 40% ( dei votanti. In realtà meno del 20% degli aventi diritto). Ora pare che, nonostante contestazioni generali al governo illegittimamente in carica, per il si il Cretinetti (nonostante nell'ultimo anno abbia perso più di 10 punti percentuali sulla fiducia nella sua persona) asserisca di poter assicurarsi 15.000.000 di voti per vincere.
Bah!?..... convinto lui...
Ovvero: se tanto mi da tanto, se non imbroglia non può vincere ma...
Stefano Davidson