mercoledì 13 giugno 2018

Macron insulta l’Italia. E’ una minaccia: rischio terrorismo



Italiani «vomitevoli». Getta la maschera, Emmanuel Macron: il finto amico del Balpaese ora accusa il ministro Salvini (e il governo Conte) di inferiorità etnico-politica. Che gli italiani fossero i nuovi “untermenschen”, per l’Eliseo, lo si era intuito il 30 marzo, quando i gendarmi francesi braccarono illegalmente a Bardonecchia, in territorio italiano, proprio un migrante africano, sorpreso su un treno e trattato come un animale. Gentiloni pigolò debolmente la sua non-protesta, dopo aver promesso di inviare soldati italiani in Niger a fare la guardia ai giacimenti di uranio per conto dei francesi, chiedendo in cambio a Parigi un aiuto per rimettere ordine nel paese che proprio la Francia ha terremotato, a danno dell’Italia: la Libia del post-Gheddafi. Ora, dopo l’esordio del governo “gialloverde” schieratosi con Trump al G7 canadese, siamo già agli insulti. Casus belli: il divieto di sbarco imposto alla nave Aquarius, carica di profughi. La situazione è pericolosa, avverte Mitt Dolcino su “Scenari Economici”: l’inaudita violenza verbale di Macron suona come una minaccia di stampo mafioso. E lascia presagire il rischio di attentati terroristici contro l’Italia proprio per colpire Salvini, vicino a Marine Le Pen e alla Russia di Putin, paese rispetto al quale il governo Conte vorrebbe revocare le sanzioni economiche varate dall’Ue.
In altre parole: è il panico, non appena l’Italia esce dal letargo nel quale era sprofondata, rinunciando alla politicaestera. «La sfrontatezza di Macron è un segnale pericoloso», rileva Maurizio Blondet. A inquietare Parigi sul caso Aquarius, anche la mossa della “ribelle” Corsica: l’isola, da sempre indipendentista, ha sfidato Parigi candidandosi ad affiancare l’Italia nell’accoglienza in mare, attraverso i propri porti. Da qui, probabilmente, anche l’inaudita reazione di Macron, apparentemente scomposta. In realtà, secondo Dolcino, si sta palesando un disegno eversivo: «L’Italia oggi diventa ad altissimo rischio attentati, probabilmente per colpire Salvini e il governo». Il motivo? Sintetizzato in una foto: la bandiera italiana data alle fiamme insieme a quella americana, in una dimostrazione a margine del G7. «Salvini deve fare estrema attenzione», scrive Dolcino su “Scenari Economici”: il nuovo governo «verrà presto messo in discussione, probabilmente anche mettendo sotto attacco l’Italia con accuse al ministero degli interni». In che modo? «Con il terrorismo (esterno), leggasi attentati in Italia».
Dolcino propone una lettura geopolitica: ai francesi risulta indigesto l’allineamento strategico dell’Italia con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna anche in tema economico, sulla «cancellazione dei dazi per tutti». Una proposta trumpiana che Dolcino definisce «geniale e pacificatoria», ma chiaramente contraria agli interessi di Cina, Francia e Germania, «che invece prosperano ad esempio coi loro prodotti sui mercati Usaanche grazie a tariffe e dazi contro le importazioni Usa4 o 10 volte superiori a quelli statunitensi per gli omologhi prodotti, come le automobili». Dunque, «con un tempismo incredibile», ecco che «vediamo bruciare la bandiera americana, italiana e inglese in piazza da parte dei dimostranti, addirittura durante lo svolgimento dello stesso G7». Dolcino insiste: «Salvini deve fare molta attenzione, perché quella bandiera italiana in fiamme rappresenta molto più di quanto può apparire: l’Italia diventa ufficialmente un problema di grado superiore, da risolvere da parte di coloro che volevano un fronte comune anti-Usa, fronte che può essere sommariamente condensato nei poteri che mirano a sostituirsi agli Usaal comando del Vecchio Continente».
Terrorismo, dunque? Segnalando le recenti intercettazioni di armi alle frontiere terrestri del Belpaese, Dolcino ritiene che, da oggi, l’Italia sia a massimo rischio attentati sul proprio suolo. «Immagino che le forze dell’ordine sappiano bene di cosa sto parlando», aggiunge. «Faccio presente che, a prescindere dall’etichetta che potrebbe essere data a tali ipotetici – e speriamo mai attuati – attacchi (Isis, anarchici, immigrati) nel caso dovessero essere perpetrati molto probabilmente non bisognerebbe guardare molto lontano, ad est o in Medio Oriente, ma vicino, a nord e a nord-ovest». Impossibile dimenticare chi è Emmanuel Macron, incredibilmente presentato dai mediacome outsider della politicatransalpina. Già dirigente della Banca Rothschild, Macron ha collaborato con i vari governi della presidenza Hollande, arrivando a fare il ministro dell’economianella peggior stagione democratica della Francia, con il paese scosso dal terrorismo targato Isis. Stragi e attentati “false flag”, secondo la logica criminale della strategia della tensione: le indagini sul massacro di Charlie Hebdo, ad esempio, sono state bloccate dal segreto di Stato (segreto militare) dopo che la magistratura aveva scoperto un imbarazzante legame tra le armi del commando terrorista e un dirigente dei servizi segreti francesi, che le aveva acquistate in Belgio.
Definendo “vomitevole” la nuova politicaitaliana – promossa a furor di popolo il 4 marzo dal 55% degli elettori – Macron svela il suo vero volto di pericoloso oligarca: è il pupillo di Jacques Attali, il supermassone reazionario che irrise la «plebaglia europa», testualmente, per essersi illusa sull’euro, credendo davvero che la moneta unica fosse stata creata per la «felicità» del popolo. Proprio Attali è uno dei maggiori architetti dell’Europadel rigore, ben incarnata dall’allievo Macron: l’attuale presidente francese, altissimo esponente dell’élite finanziaria che ha fatto praticamente sparire la democraziain Europainsieme ai diritti del lavoro, ha infatti annunciato tagli colossali nel welfare transalpino e la riduzione drastica del pubblico impiego. Più ancora della Merkel, il supermassone neo-aristocratico Macron è il vero campione dell’eurocrazia banditesca contro la quale gli italiani hanno appena votato. Peggio: è il capo politico di un paese devastato da attentati attribuiti alla manovalanza islamista, ma tutti sinistramente contrassegnati da eloquenti simbologie massoniche, dall’epopea dei Templari sanguinosamente riproposta – in codice – nella mattanza del Bataclan, fino alla strage di Nizza del 2016 attuata il 14 luglio, data “sacra” per la massoneria progressista che – anche dalla nuova trincea italiana – sarebbe impegnata a contrastare la cupola del potere“nero” che si è impadronito dell’Europa, schiacciando i popoli nella morsa dell’austerity.
Italiani «vomitevoli». Getta la maschera, Emmanuel Macron: il finto amico del Balpaese ora accusa il ministro Salvini (e il governo Conte) di inferiorità etnico-politica. Che gli italiani fossero i nuovi “untermenschen”, per l’Eliseo, lo si era intuito il 30 marzo, quando i gendarmi francesi braccarono illegalmente a Bardonecchia, in territorio italiano, proprio un migrante africano, sorpreso su un treno e trattato come un animale. Gentiloni pigolò debolmente la sua non-protesta, dopo aver promesso di inviare soldati italiani in Niger a fare la guardia ai giacimenti di uranio per conto dei francesi, chiedendo in cambio a Parigi un aiuto per rimettere ordine nel paese che proprio la Francia ha terremotato, a danno dell’Italia: la Libia del post-Gheddafi. Ora, dopo l’esordio del governo “gialloverde” schieratosi con Trump al G7 canadese, siamo già agli insulti. Casus belli: il divieto di sbarco imposto alla nave Aquarius, carica di profughi. La situazione è pericolosa, avverte Mitt Dolcino su “Scenari Economici”: l’inaudita violenza verbale di Macron suona come una minaccia di stampo mafioso. E lascia presagire il rischio di attentati terroristici contro l’Italia proprio per colpire Salvini, vicino a Marine Le Pen e alla Russia di Putin, paese rispetto al quale il governo Conte vorrebbe revocare le sanzioni economiche varate dall’Ue.
In altre parole: è il panico, non appena l’Italia esce dal letargo nel quale era sprofondata, rinunciando alla politicaestera. «La sfrontatezza di Macron è un segnale pericoloso», rileva Maurizio Blondet. A inquietare Parigi sul caso Aquarius, anche la Macronmossa della “ribelle” Corsica: l’isola, da sempre indipendentista, ha sfidato Parigi candidandosi ad affiancare l’Italia nell’accoglienza in mare, attraverso i propri porti. Da qui, probabilmente, anche l’inaudita reazione di Macron, apparentemente scomposta. In realtà, secondo Dolcino, si sta palesando un disegno eversivo: «L’Italia oggi diventa ad altissimo rischio attentati, probabilmente per colpire Salvini e il governo». Il motivo? Sintetizzato in una foto: la bandiera italiana data alle fiamme insieme a quella americana, in una dimostrazione a margine del G7. «Salvini deve fare estrema attenzione», scrive Dolcino su “Scenari Economici”: il nuovo governo «verrà presto messo in discussione, probabilmente anche mettendo sotto attacco l’Italia con accuse al ministero degli interni». In che modo? «Con il terrorismo (esterno), leggasi attentati in Italia».
Dolcino propone una lettura geopolitica: ai francesi risulta indigesto l’allineamento strategico dell’Italia con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna anche in tema economico, sulla «cancellazione dei dazi per tutti». Una proposta trumpiana che Dolcino definisce «geniale e pacificatoria», ma chiaramente contraria agli interessi di Cina, Francia e Germania, «che invece prosperano ad esempio coi loro prodotti sui mercati Usa anche grazie a tariffe e dazi contro le importazioni Usa 4 o 10 volte superiori a quelli statunitensi per gli omologhi prodotti, come le automobili». Dunque, «con un tempismo incredibile», ecco che «vediamo bruciare la bandiera americana, italiana e inglese in piazza da parte dei dimostranti, addirittura durante lo svolgimento dello stesso G7». Dolcino insiste: «Salvini deve fare molta attenzione, perché quella bandiera italiana in fiamme rappresenta molto più di quanto può apparire: l’Italia diventa ufficialmente un problema di grado superiore, da risolvere da La bandiera italiana bruciata al G7parte di coloro che volevano un fronte comune anti-Usa, fronte che può essere sommariamente condensato nei poteri che mirano a sostituirsi agli Usa al comando del Vecchio Continente».
Terrorismo, dunque? Segnalando le recenti intercettazioni di armi alle frontiere terrestri del Belpaese, Dolcino ritiene che, da oggi, l’Italia sia a massimo rischio attentati sul proprio suolo. «Immagino che le forze dell’ordine sappiano bene di cosa sto parlando», aggiunge. «Faccio presente che, a prescindere dall’etichetta che potrebbe essere data a tali ipotetici – e speriamo mai attuati – attacchi (Isis, anarchici, immigrati) nel caso dovessero essere perpetrati molto probabilmente non bisognerebbe guardare molto lontano, ad est o in Medio Oriente, ma vicino, a nord e a nord-ovest». Impossibile dimenticare chi è Emmanuel Macron, incredibilmente presentato dai media come outsider della politica transalpina. Già dirigente della Banca Rothschild, Macron ha collaborato con i vari governi della presidenza Hollande, arrivando a fare il ministro dell’economia nella peggior stagione democratica della Francia, con il paese scosso dal terrorismo targato Isis. Stragi e attentati “false flag”, secondo la logica criminale della strategia della tensione: le indagini sul massacro di Charlie Hebdo, ad esempio, sono state bloccate dal segreto di Stato(segreto Attalimilitare) dopo che la magistratura aveva scoperto un imbarazzante legame tra le armi del commando terrorista e un dirigente dei servizi segreti francesi, che le aveva acquistate in Belgio.
Definendo “vomitevole” la nuova politica italiana – promossa a furor di popolo il 4 marzo dal 55% degli elettori – Macron svela il suo vero volto di pericoloso oligarca: è il pupillo di Jacques Attali, il supermassone reazionario che irrise la «plebaglia europa», testualmente, per essersi illusa sull’euro, credendo davvero che la moneta unica fosse stata creata per la «felicità» del popolo. Proprio Attali è uno dei maggiori architetti dell’Europa del rigore, ben incarnata dall’allievo Macron: l’attuale presidente francese, altissimo esponente dell’élite finanziaria che ha fatto praticamente sparire la democrazia in Europa insieme ai diritti del lavoro, ha infatti annunciato tagli colossali nel welfare transalpino e la riduzione drastica del pubblico impiego. Più ancora della Merkel, il supermassone neo-aristocratico Macron è il vero campione dell’eurocrazia banditesca contro la quale gli italiani hanno appena votato. Peggio: è il capo politico di un paese devastato da attentati attribuiti alla manovalanza islamista, ma tutti sinistramente contrassegnati da eloquenti simbologie massoniche, dall’epopea dei Templari sanguinosamente riproposta – in codice – nella mattanza del Bataclan, fino alla strage di Nizza del 2016 attuata il 14 luglio, data “sacra” per la massoneria progressista che – anche dalla nuova trincea italiana – sarebbe impegnata a contrastare la cupola del potere “nero” che si è impadronito dell’Europa, schiacciando i popoli nella morsa dell’austerity.
fonte http://www.libreidee.org/2018/06/macron-insulta-litalia-e-una-minaccia-rischio-terrorismo/

IL RE E' NUDO



Copio e incollo il post di Omar Minniti PrBs: L'Aquarius, nonostante la garanzia di una scorta da parte della Marina italiana e di un rifornimento di viveri e carburante, nonché l'offerta di prelevare le donne ed i bambini a bordo, si rifiuta di dirigersi verso la Spagna e chiede a tutti i costi di sbarcare in Sicilia. Continua a girare attorno a se stessa al largo delle coste italiane, aspettando che qualcuno a Roma ceda. 
Il re è nudo. Questi non sono angeli della solidarietà. Sono complici degli scafisti e delle mafie nel traffico di esseri umani. Solo chi è cieco non può scorgere una cosa così lampante.


http://altrarealta.blogspot.it/

lunedì 11 giugno 2018

Salvini ferma l’invasione, il PD impazzisce: “Salvini è disumano, lede i diritti dei migranti”. Affari a rischio?



Finalmente in Italia un ministro degli Interni che ferma all’invasione di clandestini islamici e chiudere i rubinetti al business dell’accoglienza con i soldi degli italiani. Ma il PD impazzisce e attacca: “Il rifiuto di accogliere persone che fuggono da guerre, violenza, povertà e miseria é un atto vergognoso contro la dignità umana”.
Dopo la decisione di Matteo Salvini di chiudere i porti alle Ong cariche di migranti, il Pd e la sinistra vanno subito all’attacco contro il neo-ministro dell’Internio.
Ad affondare il colpo è Gianni Pittella. “Il rifiuto di accogliere persone che fuggono da guerre, violenza, povertà e miseria é un atto vergognoso contro la dignità umana – attacca il senatore del Pd – La soluzione non sta nella chiusura dei porti italiani, ma pretendere da tutti gli stati europei la condivisione dell’accoglienza. Non si risolve il problema non vedendolo. Con la grave lettera alle autorità maltesi, Salvini contribuisce a trasformare l’Europa in una fortezza chiusa, cieca e menefreghista rispetto all’obbligo legale e morale alla solidarietà“.
Le agenzie di stampa sono invase da critiche della sinistra a Salvini. Se Orfini sostiene che a “perdere sarà la civiltà”, i compagni di partito sono ben più duri. “I migranti a bordo della Aquarius non possono essere ostaggio dei dissidi tra Salvini e Malta dice Edoardo Patriarca, senatore Pd – Ci vuole elasticità da entrambe le parti e comunque la priorità deve essere il salvataggio di quelle persone“. Resta da capire, adesso, cosa accadrà nel caso in cui Malta decidesse di rispondere negativamente alle richieste di Salvini di farsi carico dei profughi a bordo della Aquarius. “Ora aspettiamo la risposta di Malta, ma non è pensabile lasciare in mezzo al mare centinaia di persone – attacca Patriarca – Cosa succederebbe se qualcuno di quei migranti avesse un malore?“.
Per Ernesto Magorno, senatore del Pd, Salvini con la decisione di chiudere i porti “nega la speranza a donne, uomini e bambini che scappano dalla disperazione. Salvini va contro il Vangelo su cui aveva giurato. Restiamo umani!“. Il riferimento, ovviamente, è al giuramento fatto in piazza Duomo durante la campagna elettorale per le politiche del 4 marzo. Eppure il leader della Lega non ha mai nascosto di voler sbafrrare la strada, o il mare, all’arrivo di ulteriori immigrati. “Più che pacchia finita mi pare che nel nostro Paese sia finita l’umanità – chiusa Enza Bruno Bossio parlamentare del Pd – Trovo gravi e aberranti le parole con le quali Salvini ha respinto l’Aquarius con 629 migranti a bordo. Qua siamo oltre la questione dell’accoglienza. Siamo alla  violazione dei diritti umani

fonte Il Giornale
http://www.tg-news24.com/2018/06/11/salvini-ferma-linvasione-il-pd-impazzisce-salvini-e-disumano-lede-i-diritti-dei-migranti-affari-a-rischio/

Le migrazioni di massa devono essere accettate”, lo dice l’ONU






di  Luciano Lago
Dopo il fallimento del vertice sulle migrazioni di Lussemburgo, dalle Nazioni Unite parte la controffensiva dei mondialisti, quelli che hanno sempre predicato la necessità di accogliere le masse dei migranti e che si sono fatti promotori della sostituzione etnica delle popolazioni in Europa.
L’occasione è stata quella di contrastare le decisioni che vengono espresse in Europa da alcuni Stati, contrari all’accoglienza delle masse di migranti e diventa incombente per l’ONU preparare un piano per influire sulle decisioni che si dovranno prendere in Europa.
Il problema delle migrazioni si trova al centro delle questioni dell’Unione Europea. Come sappiamo, il 5 giugno a Lussemburgo si è tenuto il vertice dei ministri degli Interni dell’Unione europea per discutere di immigrazione e della riforma del regolamento di Dublino, il sistema comune europeo sull’asilo. Il vertice si è risolto in un completo fiasco e le delegazioni non hanno trovato alcun accordo sulla bozza di proposta presentata dalla Bulgaria che è stata giudicata da molti notevolmente peggiore rispetto a quella della Commissione europea e soprattutto in confronto a quella approvata il 27 novembre dal parlamento europeo con una larga maggioranza.
I paesi che hanno respinto la riforma, oltre all’Italia con il nuovo Governo Conte-Salvini, sono stati la Spagna e i paesi del gruppo di Visegrád. Si sono espressi negativamente anche Germania, Austria, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca. Nessun accordo sul principio di ripartizione dei richiedenti asilo all’interno dello spazio europeo, un principio che è stato inserito dall’Agenda europea sull’immigrazione nel 2015 e rifiutato dai paesi dell’Est a cuo si sono uniti altri paesi come l’Austria e la stessa Italia. Tanto meno sugli obblighi di accoglienza di lungo periodo per i paesi approdo dei migranti, come Italia e Grecia.
La ministra svedese, paladina dell’immigrazione, Hélène Fritzon, ha detto: oggi c’è un clima politico più duro” che complica la situazione, ha riconosciuto, riferendosi in particolare al nuovo governo italiano.
La posizione italiana non è l’unico problema, ha sottolineato il segretario di stato tedesco Stephan Mayer, osservando che “in altri paesi c’è un’opposizione ancora più forte”. Salvini ha commentato l’esito della discussione dicendo: “Oggi per noi è una vittoria, abbiamo spaccato il fronte”.
Vertice Lussemburgo
Matteo Salvini, neo ministro dell’Interno, aveva detto di sentirsi vicino alle posizioni del presidente ungherese Viktor Orbán: “Mi ha telefonato Orbán: insieme a lui cambieremo le regole di questa Europa”, ha detto Salvini.
I funzionari delle Nazioni Unite che si occupano del Dipartimento Migrazioni (OIM) hanno subito espresso il loro rincrescimento, se pure al momento in maniera riservata.
Tutti ricordano la relazione presentata all’inizio di quest’anno dal Segretario Generale ONU, António Guterres, sulla gestione dei processi migratori , il quale aveva proclamato che gli stati membri delle Nazioni Unite dovrebbero prepararsi a grandi movimenti migratori.
Non è un mistero che l’Organizzazione delle Nazioni Unite è uno dei massimi organismi promotori e favoreggiatori delle migrazioni e delle sostituzioni etniche delle popolazioni europee: il segretario Generale, António Guterres, non nascondo di voler gestire e influenzare le migrazioni, in particolare quelle dall’Africa verso l’Europa. Tutto questo programma, ovviamente, è rivestito con parole graziose sulla necessità di fornire aiuti umanitari, e anche giustificato dai benefici che il reinsediamento delle popolazioni migranti deve dare alle economie di determinati paesi (secondo i teorici delel Nazioni Unite).
Tuttavia, nella realtà, questo significa solo una cosa: l’Europa e l’intero mondo occidentale devono prepararsi all’alluvione di masse di africani.
Attualmente, circa 1,3 miliardi di persone vivono in Africa e entro la fine di questo secolo saranno il 350% in più, ovvero 4,4 miliardi. È ovvio che il continente, i cui abitanti non sono in grado di nutrirsi da soli, per non parlare di raggiungere un livello adeguato di urbanizzazione e industrializzazione, non può far fronte a un così marcato aumento demografico. L’ONU ha quindi avuto l’idea di far reinsediare gli africani in Europa e nei paesi altamente sviluppati negli altri continenti.
Già alla fine del 2016, poco dopo la sua elezione a Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres si era palesato come un fervente promotore del mondialismo e della visione multiculturale, tanto che aveva dichiarato:
“Dobbiamo convincere gli europei che la migrazione è inevitabile e che le società multietniche e multireligiose creano ricchezza” .
Si può presumere quindi che l’obiettivo fissato dall’ex commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (A. Guterres ha svolto questa funzione da giugno a dicembre 2015), sia favorevole nel promuovere le migrazioni, dargli un quadro giuridico e gestirlo globalmente.
Il primo importante passo verso la formalizzazione di questo fenomeno è stata la creazione del rapporto Making Migration Work for All” , che afferma senza mezzi termini che gli stati-nazione devono cessare di esistere. Il documento afferma che la migrazione sarebbe vantaggiosa per tutti. Ed apporta benefici … ai migranti da soli (che oltre a essere ospitati in appartamenti a spese dei paesi accoglienti vivono di diritti immeritati) piuttosto che alle popolazioni autoctone dell’Europa della classe media che deve lavorare per guadagnarsi da vivere per se stessi e la loro famiglia, pagare la loro casa e, inoltre, fornire sostentamento per milioni di nuovi arrivati. Una mano d’opera disponibile per lo sfruttamento, che ha l’effetto di abbassare i salari medi dei lavoratori autoctoni.
La posizione espressa da Gutteres durante la presentazione di questo rapporto doveva far rizzare i capelli. L’analisi del discorso del segretario delle Nazioni Unite implica una semplice conclusione: le migrazioni sarà ancora più grandi, noi alti funzionari dell’ONU la gestiremo, e voi (Paesi e società europee) dovrete adattarvi a questa ed alle sue conseguenze:
“La sfida fondamentale è massimizzare i benefici di questa forma di migrazione ordinata e produttiva, eliminando gli abusi e i pregiudizi che rendono la vita infernale per una minoranza di migranti”. Sosteneva Guterres e proseguiva
“Gli Stati hanno bisogno di rafforzare lo stato di diritto alla base di come gestiscono e proteggono i migranti – a beneficio delle loro economie, delle loro società e dei migranti stessi”.
La dichiarazione ad uso di propaganda secondo cui le migrazioni apportano benefici sociali ed economici è diventata così profondamente radicata nei media e nella retorica mondialista che alcune persone hanno iniziato a crederci. È un peccato che queste dichiarazioni non siano supportate da nessun calcolo o seria analisi.
“La migrazione è un fenomeno globale positivo. Alimenta la crescita economica, riduce le disuguaglianze, collega società diverse e ci aiuta a cavalcare le ondate demografiche di crescita e declino della popolazione “.
Secondo una ricerca condotta dalla fondazione ungherese Századvég, la migrazione di massa è percepita dai cittadini di tutti i 28 paesi dell’Unione Europea come una minaccia per l’economia dell’UE, per il livello dei salari medi, per il patrimonio degli Stati membri e la presenza di individui com cultura ed usi alieni del Terzo mondo si ritiene che rappresentino un pericolo per la sicurezza pubblica delle città. I fatti accaduti in Svezia, in Francia, in Belgio, stanno lì a dimostrarlo.
La stragrande maggioranza, ben il 68%, teme l’afflusso di migranti dal Nord Africa. Per il 70% degli abitanti del Vecchio Continente, il crescente numero di musulmani è una seria minaccia, mentre solo l’8% afferma che questo problema non è un problema. I cittadini dei paesi europei hanno paura dell’aumento della criminalità e dei successivi attacchi terroristici. Più della metà degli intervistati ritiene che gli immigrati vengano in Europa principalmente per ragioni economiche, cioè sono attratti da un alto livello di benefici sociali. Il 57% degli intervistati ritiene che l’afflusso di immigrati dall’Africa e dal Medio Oriente cambierà la cultura del proprio paese e il 73% afferma che il sostegno finanziario per i migranti costituirà un serio onere per i bilanci statali. Il 61% crede che l’afflusso di persone dal Terzo Mondo indebolirà l’economia dell’UE.
I processi negativi che accompagnavano il reinsediamento delle persone sono stati, tuttavia, del tutto ignorati dall’ONU e trasferiti in paesi che non sono in grado di far fronte a questo fenomeno:
Il rapporto distorce completamente la natura delle minacce alla civiltà europea e sottovaluta anche l’importanza dell’omogeneità, del mantenimento delle identità culturali delle popolazioni, respingendo interamente il vantaggio offerto dagli stati nazionali. Le Nazioni Unite sottolineano che la diminuzione delle popolazioni è un pericolo per l’Europa e Antonio Guterres suggerisce che il collasso demografico può essere sanato reimpiantando il surplus di popolazione dall’Africa. Entro la fine di questo secolo, il numero di europei indigeni ammonterà a meno di un quarto di miliardo, mentre ci saranno quasi 4,4 miliardi di africani. La società di accoglienza, secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite, non ha il diritto di pensare che le migrazioni siano un fenomeno negativo:
“Può essere visto anche nell’impatto politico della percezione pubblica che vede erroneamente la migrazione come fuori controllo. Le conseguenze includono maggiore sfiducia e politiche che mirano più a fermare che a facilitare il movimento umano “.
Inoltre, l’Organizzazione internazionale per la migrazione, che ha partecipato ai lavori su questo rapporto, afferma sul suo account Twitter che “la migrazione è un fenomeno inevitabile, desiderabile e necessario” . La domanda sorge spontanea: chi vuole migrare e chi lo ritiene necessario? Certamente non gli abitanti dei paesi a cui i presunti rifugiati stanno trasmettendo.
Il rapporto dell’ONU afferma inoltre che:
“la migrazione è inevitabile, quindi deve essere adeguatamente organizzata e l’ONU fornisce indicazioni su come gestirla;
gli stati nazionali devono adattarsi all’ammissione dei migranti in conformità con le linee guida dell’ONU;
le società dei paesi sviluppati devono abituarsi ad avere i loro paesi inondati di masse di migranti”.
I poteri globalisti stanno cercando di convincerci dei presunti benefici delle migrazioni di massa e del reinsediamento degli africani in Europa. La realtà contraddice il pio desiderio. Sempre più spesso, i cittadini dei paesi ospitanti hanno paura di lasciare le loro case per non parlare del fatto che una parte maggiore dei loro guadagni viene utilizzata per assistere i nuovi arrivati. Siamo anche giunti al punto in cui la negazione degli aspetti positivi della migrazione è considerata come razzismo e xenofobia, e al fatto che se qualcuno vuole vivere in uno Stato a una nazione identitaria, questi è etichettato come nazionalista, con un termine utilizzato in modo dispregiativo.
Il fatto saliente è che il piano dell’ONU viene appoggiato da tutti i grandi organismi finanziari, dal FMI alla Banca Mondiale, alla Goldman Sachs ed ai finanzieri e speculatori come George Soros. Questo fa insospettire coloro che sono critici verso questo piano.
Un afflusso massiccio di cosiddetti “rifugiati” nel Vecchio Continente non è per nulla percepito dai suoi abitanti come un fenomeno che “arricchisce culturalmente”e che avrà anche un impatto positivo sull’economia. Tuttavia, le organizzazioni globali non ne tengono conto e lavorano per far rispettare il loro piano per creare una società eterogenea a livello nazionale e religioso, dove la tradizione nazionale e l’identità culturale non sono desiderabili.
Si comprende che dietro questo fenomeno, che non è affatto spontaneo come vogliono far credere, si nascondono precisi interessi e volontà di annientamento degli Stati Nazionali. La sensazione dell’inganno, nonostante la massiccia propaganda alimentata da tutto il sistema dei media e dalle campagne delle organizzazioni mondialiste, inizia a diffondersi fra le popolazioni europee e il piano viene respinto dal basso, dai ceti più esposti alle conseguenze negative delle migrazioni.

fonte https://www.controinformazione.info/le-migrazioni-di-massa-devono-essere-accettate-lo-dice-lonu/

Seminare il seme del suicidio: la proprietà di Monsanto del nostro approvvigionamento alimentare sta distruggendo l’agricoltura



C’è una ragione per cui la Monsanto è una delle aziende più odiate al mondo, e va ben oltre il danno che i suoi prodotti hanno causato all’ambiente e alla salute umana. In effetti, il controllo della Monsanto sul nostro approvvigionamento alimentare sta distruggendo l’agricoltura stessa, e le ripercussioni per tutti noi potrebbero essere devastanti.
L’azienda biotech ama pensare a se stessa come un pioniere e i suoi “contributi” all’agricoltura sono certamente rivoluzionari – in tutti i modi sbagliati. Coloro che hanno familiarità con le loro pratiche ridono della loro pretesa di “migliorare la vita degli agricoltori” se non fosse così decisamente offensivo. Dopotutto, spingerli al suicidio non è un miglioramento per la definizione di qualcuno della parola. Alcuni agricoltori li chiamano “la polizia dei semi”, mentre altri preferiscono parole come “Mafia” e “Gestapo”.
In effetti, il loro controllo sul mercato dei semi in tutto il mondo li ha posti nella posizione di controllare essenzialmente la nostra offerta di cibo. Sono i padroni di casa e gli agricoltori sono alla loro mercé, costretti a pagare affitti oltraggiosi o letteralmente morire di fame. È uno schema in cui gli agricoltori devono comprare nuovi semi ogni anno, oltre ai pesticidi della Monsanto. I prezzi delle sementi sono aumentati , con il cotone GM in aumento del 516%, il mais del 259% e la soia del 325% dal 1996 al 2013.
L’India ha accusato questo impatto con più difficoltà della maggior parte dei luoghi, il che non dovrebbe sorprendere se si considera il fatto che controllano il 95 per cento dei semi di cotone lì. Quando la Monsanto entrò nel loro settore delle sementi, le compagnie indiane furono essenzialmente bloccate in accordi di licenza; i semi, che una volta erano una risorsa comune, diventarono improvvisamente la “proprietà intellettuale” della Monsanto e dovettero pagare loro delle royalties. Colture miste come il cotone dovevano essere coltivate come monocolture, rendendole vulnerabili a malattie, parassiti, siccità e fallimenti delle colture.
I loro monopoli di semi non solo costarono denaro extra agli agricoltori; alla fine molti di loro hanno pagato con le loro vite. Nella cintura di cotone del paese, il cotone Bt ha posto molti contadini nelle trappole del debito, scatenando un’orrenda epidemia di suicidi che ha visto 300.000 agricoltori togliersi la vita tra il 1995 e il 2011. I suicidi arrivavano a un tasso di 1.000 al mese, spingendo il ministero dell’Agricoltura del paese a dichiarare una crisi umanitaria.
Questo non è l’unico modo in cui stanno distruggendo l’agricoltura. Molti contadini si sono trovati sul campo delle cause ridicole della Monsanto, come nel caso del contadino canadese Percy Schmeiser. Dopo che i venti hanno spinto il polline dalla colza GM della Monsanto piantata dai vicini agricoltori nei suoi campi e le piante hanno impollinato, non solo ha visto contaminarsi la razza che aveva coltivato per mezzo secolo, ma l’azienda lo ha citato in giudizio per violazione di brevetto e ha provato per impossessarsi delle sue attrezzature agricole e della terra. L’azienda ha intentato centinaia di cause simili contro diversi allevatori , e regolarmente ottengono sentenze che ammontano a milioni di dollari.

L’inganno di Monsanto non conosce limiti

Hanno promesso che gli OGM avrebbero nutrito il mondo, ma non lo sono, né stanno controllando le erbe infestanti e i parassiti. In realtà, stanno avendo l’effetto opposto. L’uso di pesticidi è salito piuttosto e le persone e gli animali stanno morendo per l’esposizione al glifosato.
Diversi semi con resistenza naturale sono stati rimpiazzati con semi geneticamente modificati nulli di nutrienti e cosparsi di pesticidi cancerogeni. Api e uccelli muoiono a frotte, e tutta la catena alimentare è in pericolo. L’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite ha avvertito che la perdita di biodiversità dagli OGM avrà un grave impatto sulla capacità degli esseri umani di nutrirsi da soli.
Eppure l’azienda continua a mentire, a fare la prepotente e a minacciare per controllare la fonte di vita del pianeta. Il denaro parla e ne hanno un sacco. Certo, cosa ci aspettiamo dalla stessa società che ci ha portato Agent Orange, PCB e DDT?

fonte http://www.politicamentescorretto.info/2018/06/10/seminare-il-seme-del-suicidio-la-proprieta-di-monsanto-del-nostro-approvvigionamento-alimentare-sta-distruggendo-lagricoltura/

sabato 9 giugno 2018

Ecco perché nessuno vuole Savona al Tesoro, sia Bruxelles che la BCE (e Banca d’Italia?), mentre sarebbe la soluzione per l’Italia!

Guido Carli firmò nel 1992 il decreto su Maastricht. Il suo delfino era Paolo Savona, protegee di Cossiga, un altro sardo “uomo di potere”. Cossiga fu lo stesso che poi NON volle Draghi al governo, rifiutando di riallocarlo a Palazzo Chigi da direttore generale del Tesoro (ovvero la stessa direzione che poi firmò i contratti diciamo capestro sui derivati in nome e per conto dell’Italia, non fosse perché negli anni sono costati circa 47 miliardi di euro ai contribuenti), preferendogli Romano Prodi. Il motivo del niet di Cossiga dipendeva dal fatto che Draghi fu sorpreso sul Britannia appena prima delle privatizzazioni italiane imposte dall’estero a seguito di Tangentopoli (…). Non aggiungo altro, se non rilevare la successiva, fulgida carriera di Mario Draghi a livello globale.
Forse non casualmente oggi Draghi è uno dei più acerrimi rivali (dovrei forse dire nemici) di Paolo Savona.
Quando Guido Carli firmò il trattato di Maastricht si dice – quanto meno ci sono soggetti molto ben informati che sottintendono di non avere dubbi (…) – che siano stati inseriti protocolli riservati concordati con l’EUropa (leggasi Francia e Germania) all’atto della firma italiana del trattato, visto che l’Italia accettava la conversione di un enorme debito contratto in valuta debole, la lira, trasformandolo in valuta forte, l’euro. Scendo alcuni autori tali protocolli segreti, si suppone, avrebbero dunque a determinate condizioni regolamentato e soprattutto permesso l’uscita dalla moneta unica (cfr. Rinaldi, Agosto 2013 e 2015).
Tali protocolli, più volte emersi in forma ufficiosa come ipotesi sulla stampa ma mai confermati (né smentiti, come da prassi per i protocolli riservati) fanno regolarmente capolino. In breve, si ritiene che, se applicati oltre che confermati/esistenti, mai sarebbe dovuto succedere quanto accaduto nel 2011 e poi ancora oggi, ovvero MAI sarebbe l’Italia sarebbe dovuta essere ricattata dall’EU in forza del debito eccessivo ereditato in lire. Pena l’uscita dalla moneta unica.
Chiaramente questa versione andrà verificata col tempo e, soprattutto, con gli eventi là da venire (…).
La cosa buffa è che, sembrerebbe, tali accordi riservati – se esistenti, … – siano stati “dimenticati” da Banca d’Italia e Ministero del Tesoro per tanti anni, visto che delle persone di allora – era il 1992 – solo Savona resta in vita per poterselo ricordare di persona, essendo stato uno che ai tempi sedeva nella stanza dei bottoni (essendo braccio destro del potentissimo Guido Carlo).
Ecco forse spiegato perché Savona al Ministero del Tesoro oggi non lo vuole nessuno, in quanto prendendo la direzione del dicastero potrebbe invocare la riproduzione degli accordi riservati che, se esistenti (…) dimostrerebbero che ci sono soggetti informati, magari anche i governatori della Banca d’Italia, gli unici a poterli richiamare in forma ufficiale assieme al presidente della Repubblica. Non sono nelle condizioni di aggiungere altro., se non ricordare il contenuto della Costituzione, all. Art. 1 (quello che Gianni Riotta non conosce per intenderci).
Questa versione, ripresa da eminenti commentatori nel recente passato e mai smentita, spiegherebbe la volontà di non permettere solo ed esclusivamente ad un singolo soggetto – Paolo Savona – di prendere in mano il Tesoro italiano, che per altro ha anche titolarità dell’oro nazionale messo a riserva.
Se e solo se (…) Savona potesse richiedere la riproduzione di tali accordi cosa succederebbe? Da una parte chi li avesse nascosti rischierebbe anche l’alto tradimento, se non altro per i danni fatti al Paese. Dall’altra l’EU verrebbe messa sul banco degli imputati come strumento neocoloniale. Per non parlare della richiesta di danni da parte italiana, ca va sans dire che l’austerità terminerebbe nottetempo e probabilmente anche la moneta unica avrebbe i giorni contati.
Un cataclisma.
Per tale ragione la salute di Paolo Savona è un asset di interesse nazionale, da preservare.
MD

da scenarieconomici.it
https://www.maurizioblondet.it/ecco-perche-nessuno-vuole-savona-al-tesoro-sia-bruxelles-che-la-bce-e-banca-ditalia-mentre-sarebbe-la-soluzione-per-litalia/

venerdì 8 giugno 2018

I Rothschild e gli Altri



di Pietro Ratto
Non è assolutamente vero che essere famosi significhi contare davvero qualcosa. Nell’era dei social network, in cui ognuno cerca disperatamente di apparire e di collezionare il maggior numero possibile di amici e di condivisioni, chi davvero esercita un’influenza importante non viene mai, o quasi mai, menzionato.
Non c’è alcun accenno, per esempio, alla famiglia Rothschild all’interno dei libri di storia sui quali i nostri ragazzi studiano. Questo cognome è quasi sconosciuto.
QUESTO LIBRO INTENDE DIMOSTRARE COME I ROTHSCHILD, E LE ALTRE DINASTIE IMPARENTATE, ABBIANO INFLUITO ENORMEMENTE SULLA STORIA DEL NOSTRO PIANETA.

In una recente intervista esclusiva al Canale YouTube Byoblu, Pietro Ratto ha potuto ribadire l’importanza e la pericolosità di famiglie come quella Rothschild. La storia di questa dinastia, ben approfondita nel bestseller I Rothschild e gli altri, è caratterizzata dall’assenza pressoché totale da libri, organi di informazione. Questo dato stride parecchio con la sua ricchezza e la capacità di condizionare, o meglio pilotare, i punti nevralgici del potere politico a livello mondiale.
Ora, grazie all’indagine di Ratto, la verità inizia finalmente a venire a galla e i numeri parlano chiaro: i libro sta rapidamente guadagnando la vetta delle classifiche di genere, i dossier sui Rothschild (come quello su ByoBlu) ottengono istantaneamente decine di migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti. Che il giochino dei Rothschild si stia rompendo? Dipende anche da noi.
Un’indagine quanto mai attuale, che spiega molte cose sul famigerato debito pubblico, diventato ormai un’ossessione per milioni e milioni di persone; uno studio che, condotto in parallelo sulle singole grandi famiglie partendo da parecchi secoli fa, dimostra che i grandi banchieri e imprenditori del nostro tempo discendono da antichissime stirpi, spesso di sangue reale, i cui esponenti, intorno al diciassettesimo secolo, sembrano essersi improvvisamente resi conto che il tempo dei privilegi dei nobili stava finendo e che la nuova partita si sarebbe vinta sul terreno del controllo dell’intera economia mondiale.
N.B. Il Libro sarà spedito in omaggio a tutti coloro che faranno o rinnoveranno l’abbonamento a Controinformazione.info  entro il 30/Luglio/2018.
 fonte https://www.controinformazione.info/i-rothschild-e-gli-altri/#

Rotterdam - Disinformazione democratica

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