venerdì 12 aprile 2019

Gli antichi insegnamenti di tutte le ere: L’Albero dei Sephirot



L’Albero dei Sephiroth può essere considerato un compendio inestimabile della filosofia segreta che originariamente era lo spirito e l’anima del Chasidismo. La Qabbalah è l’inestimabile patrimonio di Israele, ma ogni anno coloro che comprendono i suoi veri principi diventano sempre meno numerosi. L’ebreo di oggi, se manca di una comprensione della profondità delle dottrine del suo popolo, è solitamente permeato di quella forma pericolosa di ignoranza, modernismo, ed è incline a considerare la Qabbalah come un male da evitare come la peste o come una ridicola superstizione che è sopravvissuta alla magia nera del Medioevo. Tuttavia senza la chiave fornita dalla Qabbalah, i misteri spirituali sia dell’Antico che del Nuovo Testamento rimarranno irrisolti sia dall’Ebreo sia dal Gentile.
L’albero sephirotico consiste di dieci globi luminosi disposti in tre colonne verticali e collegati da 22 canali o percorsi. I dieci globi sono chiamati Sephiroth e ad essi sono assegnati i numeri da I a 10. Le tre colonne sono chiamate Grazia (a destra), Severita` (a sinistra) e, tra loro, Compassione, come potere di riconciliazione tra gli opposti. Si può anche dire che le colonne rappresentano Saggezza, Forza e Bellezza, che formano il sostegno trino dell’universo, poiché è scritto che il fondamento di tutte le cose è il Tre. I 22 canali sono le lettere dell’alfabeto ebraico e ad essi sono assegnati i trionfi principali del mazzo di carte dei Tarocchi.
Eliphas Levi dichiarò che sistemando le carte dei Tarocchi secondo un ordine preciso l’uomo poteva scoprire tutto ciò che è conoscibile riguardo al suo Dio, al suo universo e a se stesso. Quando i dieci numeri che appartengono ai globi (Sephiroth) sono combinati con le 22 lettere relative ai canali, la somma risultante è 32 – il numero peculiare dei Sentieri Qabbalistici della Saggezza. Questi Sentieri, a volte indicati come i 32 denti nella bocca del Vasto Volto o come i 32 nervi che si dipartono dal Cervello Divino, sono analoghi ai primi 32 gradi della Massoneria, che elevano il candidato alla dignità di un Principe del segreto reale. I Qabbalisti considerano anche estremamente significativo il fatto che nelle Scritture Ebraiche originali il nome di Dio dovesse apparire 32 volte nel primo capitolo della Genesi. (Nelle traduzioni inglesi della Bibbia il nome appare 33 volte). Nell’analisi mistica del corpo umano, secondo i Rabbini, 32 segmenti spinali conducono verso l’alto al Tempio della Saggezza – il teschio.
I quattro alberi Qabbalistici descritti nel capitolo precedente furono combinati da studiosi ebrei successivi in ​​un unico schema onnicomprensivo e definiti da loro non solo il Sephirotico, ma anche l’Archetipico, o Celeste, Adamo. Secondo alcune autorità, è di questo Adamo celeste, e non di un uomo terrestre, la creazione è descritta nei capitoli iniziali della Genesi. Dalle sostanze di questo uomo divino fu formato l’universo; in lui rimarra` e continuerà anche dopo che la dissoluzione risolverà le sfere nella loro sostanza primitiva. La Divinità non è mai concepita come realmente contenuta nei Sephiroth, che sono concetti puramente ipotetici impiegati per definire i limiti dell’Essenza Creativa. Adolph Franck invece paragona i Sephiroth a ciotole di vetro trasparente piene di luce pura, che a quanto pare assumono il colore dei suoi contenitori ma la cui natura essenziale rimane sempre invariata e immutabile.
I dieci Sephiroth che compongono il corpo del prototipo Adam, i numeri ad essi relativi e le parti dell’universo a cui corrispondono sono i seguenti:
No.IL SEPHIROTHL’UNIVERSOALTERNATIVO
1Kether–CoronaPrimum MobileI Cieli Infuocati
2Chochmah– SaggezzaLo ZodiacoIl Primo Movimento
3Binah–ComprensioneSaturnoLo Zodiaco
4Chesed–GraziaGioveSaturno
5Geburah–Severita`MarteGiove
6Tiphereth–BellezzaSoleMarte
7Netsah–VittoriaVenereSole
8Hod–GloriaMercurioVenere
9Jesod–FondazioneLunaMercurio
10Malchuth–RegnoElementiLuna
Si deve continuamente sottolineare che i Sephiroth e le proprietà loro assegnate, come i tetrattidi dei Pitagorici, sono semplicemente simboli del sistema cosmico con la sua moltitudine di parti. Il significato più vero e più pieno di questi emblemi non puo` essere rivelato dalla scrittura o dal passaparola, ma deve essere indovinato come risultato dello studio e della meditazione. Nel Sepher ha Zohar è scritto che c’è una vestigia – la dottrina scritta – che ogni uomo può vedere. Quelli che hanno compreso non guardano l’indumento ma il corpo sottostante – il codice intellettuale e filosofico. Tuttavia, i più saggi di tutti, i servitori del Re Celeste, non guardano nulla se non l’anima – la dottrina spirituale – che è la radice eterna. Di questa grande verità Eliphas Levi scrive anche che nessuno può entrare nella Casa segreta della Saggezza se non indossa il voluminoso mantello di Apollonio di Tiana e porta in mano la lampada di Hermes. Il mantello indica le qualità del controllo su se stessi e dell’autosufficienza che deve avvolgere il ricercatore come un mantello di forza, mentre la lampada sempre ardente del saggio rappresenta la mente illuminata e l’intelletto perfettamente equilibrato senza il quale il mistero delle età non potra` mai essere risolto.
L’albero sephirotico è talvolta raffigurato come un corpo umano, stabilendo quindi in modo più definitivo la vera identità del primo, o uomo – Adam Kadmon – l’idea dell’universo. I dieci globi divini (Sephiroth) sono quindi considerati analoghi ai dieci membri e organi sacri del Protogonos, secondo la seguente disposizione. Kether è la corona della testa prototipica e forse si riferisce alla ghiandola pineale; Chochma e Bina sono rispettivamente gli emisferi destro e sinistro del Grande Cervello; Chesed e Geburah (Pechad) sono rispettivamente le braccia destra e sinistra, a significare i membri creativi attivi del Grande Uomo; Tiphereth è il cuore, o, secondo alcuni, le viscere; Netsah e Hod sono rispettivamente le gambe destra e sinistra o i supporti del mondo; Jesod è il sistema generativo o il fondamento della forma; e Malchuth rappresenta i due piedi, o la base dell’essere. Occasionalmente Jesod è considerato come il maschio e Malchuth come il potere generativo femminile. Il Grande Uomo così concepito è l’immagine gigantesca del sogno di Nabucodonosor, con la testa d’oro, le braccia e il petto d’argento, il corpo d’ottone, le gambe di ferro e i piedi d’argilla. I Qabbalisti del Medioevo assegnarono anche uno dei Dieci Comandamenti e una decima parte della Preghiera del Signore in ordine sequenziale a ciascuno dei dieci Sephiroth.
Riguardo alle emanazioni di Kether che si stabiliscono come tre triadi di poteri creativi – definiti nel Sepher ha Zohar tre teste ciascuna con tre facce – H. P. Blavatsky scrive: “Questo [Kether] fu il primo Sephiroth, contenente in sé gli altri nove Sephiroth o intelligenze: nella loro totalità e unità rappresentano l’uomo archetipo, Adam Kadmon, il πρωτόγονος, che nella sua individualità o unità è ancora duale, o bisessuale, il greco Didumos, poiché è il prototipo di tutta l’umanità, ottenendo così tre trinità, ciascuna contenuta in una “testa”. Nella prima testa, o faccia (Trimurti indù a tre facce),
I quaranta cerchi concentrici mostrati nel precedente capitolo sono qui rappresentati come quattro alberi, ciascuno composto da dieci cerchi. Questi alberi sono l’organizzazione delle gerarchie che controllano i destini di tutta la creazione. Gli alberi sono gli stessi in due dei quattro mondi, ma i poteri conferiti ai globi si esprimono in modo diverso attraverso le sostanze di ogni mondo, dando luogo a una differenziazione infinita.

troviamo Sephira [Kether], il primo androgino, all’apice del triangolo superiore, che emette Hachama [Chochmah], o Saggezza, una potenza maschile e attiva – chiamata anche Jah, יה– e Binah, (Intelligenza) una potenza femminile e passiva, rappresentata anche dal nome Jehovah יהוה. Questi tre includono la prima trinità o “faccia” dei Sephiroth. Questa triade emanava Hesed, הסד o Grazia, una potenza attiva maschile, chiamata anche El, da cui emanava Geburah גבורה, o giustizia, chiamata anche Eloha, una potenza passiva femminile; Tiphereth: Bellezza, Clemenza, Sole Spirituale, conosciuto con il nome divino Elohim; e la seconda triade, “faccia” o “testa”, fu formata. Questi emanano, a loro volta, la potenza maschile Netzah, נצה, fermezza, o Jehovah Sabaoth, che emetteva la potenza passiva femminile Hod, הוד, Splendore o Elohim Sabaoth; I due hanno prodotto Jesod, יסוד, Fondazione, che è il potente El-Chai vivente, emanando così la terza trinità o “testa”. Il decimo Sephiroth è piuttosto una diade, ed è illustrato nei diagrammi come il cerchio più basso. Sono Malchuth o Regno, מלכות, e Shekinah, שכינה, anche conosciuti come Adonai e Cherubini tra le schiere angeliche. La prima ‘Testa’ è chiamata il mondo Intellettuale; la seconda ‘Testa’ è chiamata Sensuale, o il mondo della Percezione, e la terza è il mondo materiale o Fisico. “(Vedi Iside Svelata.)
I Qabbalisti hanno successivamente diviso l’albero Sephirotico in cinque parti, in cui la distribuzione dei globi è secondo il successivo ordine:
(1) Macroprosophus, o Volto Superiore, è il termine applicato a Kether come il primo e il più esaltato dei Sephiroth e include le nove potenze o Sephiroth che escono da Kether.
(2) Abba, il Grande Padre, è il termine applicato a Chochma – Saggezza Universale – la prima emanazione di Kether, ma, secondo Ibn Gebirol, Chochma rappresenta il Figlio, il Logos o il Verbo nato dall’unione di Kether e Binah .
(3) Aima, la Grande Madre, è il nome con cui Binah, o la terza Sephira, è generalmente riconosciuta. Questo è lo Spirito Santo, dal quale corpo escono le generazioni. Essendo la terza persona della Triade Creativa, corrisponde a Jehovah, il Demiurgo.
(4) Microprosophus, o Volto Inferiore, è composta dai sei Sephiroth – Chesed, Geburah, Tiphereth, Netsah, Hod e Jesod. Il Microprosophus è chiamato Adam Inferiore, o Zauir Anpin, mentre il Macroprosophus, o Adam Superiore, è Arikh Anpin. Il Volto Inferiore è simboleggiato dalla stella a sei punte o triangoli intrecciati di Sion e anche dalle sei facce del cubo. Rappresenta le direzioni nord, est, sud, ovest, su e giù, e i primi sei giorni della Creazione. Nella sua lista delle parti del Microprosophus, MacGregor-Mathers include Binah come prima e parte superiore dell’Adam Inferiore, rendendo così la sua costituzione settenaria. Se il Microprosophus è costituito da sei parti i suoi globi (Sephiroth) sono analoghi ai sei giorni della Creazione, e il decimo globo, Malchuth, al Sabbath del riposo.
(5) La Sposa del Microprosophus è Malchuth – l’epitome dei Sephiroth, la cui costituzione quaternaria è composta da sfumature dei quattro elementi. Questa è la divina Eva che viene tolta
Il diagramma sopra è considerato di valore unico per gli studenti del Qabbalismo e anche come un esempio dell’abilità insolita di Robert Fludd nell’assemblare tabelle di corrispondenze. Robert Fludd è uno dei più eminenti rosacrociani e massoni; infatti, è stato spesso definito “il primo rosacrociano inglese”. Ha scritto diversi documenti di valore direttamente sull’enigma rosacrociano. È significativo che la più importante delle sue opere sia stata pubblicata nello stesso periodo di quelle di Bacon, Shakespeare e dei primi autori rosacrociani.
Avendo dimostrato che i Qabbalisti dividevano l’universo in quattro mondi, ognuno composto da dieci sfere, è necessario considerare in seguito come le dieci sfere di ogni mondo fossero disposte in quello che è chiamato “Albero Sephirotico”. Questo Albero è composto da dieci cerchi, che rappresentano i numeri da 1 a 20 e collegati tra loro da ventidue canali – le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico.I dieci numeri più le ventidue lettere danno come risultato il numero occulto 32, che, secondo il Mishna , indica i Trentadue Sentieri della Saggezza: lettere e numeri, secondo i Qabbalisti, sono le chiavi di tutta la conoscenza, poiché da un sistema segreto di organizzazione dei misteri si rivelano i misteri della creazione, per questo motivo sono chiamati “i Sentieri” della saggezza. “Questo fatto occulto viene accuratamente nascosto nel trentaduesimo grado della massoneria.
Ci sono quattro alberi, uno in ciascuno dei quattro mondi stabiliti nel capitolo precedente. Il primo è nel Mondo Atzilutico, i dieci cerchi sono i dieci globi di luce stabiliti nel mezzo di AIN SOPH. I poteri e gli attributi di questo Albero sono riflessi in ciascuno dei tre mondi inferiori, la forma dell’Albero rimane la stessa ma il suo potere diminuisce man mano che scende. Per complicare ulteriormente la loro dottrina, i Qabbalisti crearono un altro albero, che era un composto di tutti e quattro gli alberi del mondo, ma consisteva in soli dieci globi. In questo singolo albero sono stati condensati tutti gli arcani precedentemente dispersi attraverso i voluminosi archivi della letteratura cabalistica.
dal lato del Microprosophus e combinata alle potenze dell’intero Albero Qabbalistico in un’unica sfera, che può essere definita uomo.
Secondo i misteri dei Sephiroth, l’ordine della Creazione, o il Lampo Divino che ha pervaso i quattro mondi secondo l’ordine delle emanazioni divine, è così descritto: Da AIN SOPH, il Nulla e il Tutto, l’Eterno e incondizionato Potere, genera il Macroprosophus, il Volto Lungo, di cui è scritto, “All’interno del Suo cranio esistono tredici mila milioni di mondi che traggono la loro esistenza da Lui e da Lui sono sostenuti.” (Vedi La Grande Assemblea Santa). Macroprosophus, la volontà direzionale di AIN SOPH, corrispondente a Kether, la Corona dei Sephiroth, dà origine a Se stesso alle nove sfere minori di cui Egli è la somma e la causa travolgente. Le 22 lettere dell’alfabeto ebraico, dalle varie combinazioni di cui sono stabilite le leggi dell’universo, costituiscono lo scettro di Macroprosophus che governa dal suo trono fiammeggiante nel mondo Atzilutico.
Da questo eterno e antico androgino – Kether – deriva Chochma, il grande Padre, e Binah, la grande Madre. Questi due sono di solito indicati rispettivamente come Abba e Aima – il primo maschio e la prima femmina. Questi corrispondono alle prime due lettere del sacro nome, Jehovah, יהוה, IHVH. Il Padre è il י, o io, e la Madre è l’ה, o H. Abba e Aima simboleggiano le attività creative dell’universo e sono stabilite nel mondo creativo di Briah. Nel Sepher ha Zohar è scritto: “E quindi tutte le cose sono stabilite nell’uguaglianza tra maschio e femmina, perché se non fosse così, come potrebbero sussistere? Questo principio è il Padre di tutte le cose, il Padre di tutti i Padri; ed entrambi sono legati l’un l’altro e l’unico sentiero risplende nell’altro – Chochma, Saggezza, come Padre, Binah, Comprensione, come Madre. ”
C’è una divergenza di opinioni su certe relazioni tra le parti della prima triade. Alcuni Qabbalisti, incluso Ibn Gebirol, considerano Kether come il Padre, Binah come la Madre e Chochma come il Figlio. In questa disposizione successiva, la Saggezza, che è l’attributo del Figlio, diventa il creatore delle sfere inferiori. Il simbolo di Binah è la colomba, un vero emblema dell’istinto materno della Madre Universale.
A causa della stretta somiglianza tra la loro triade creativa e la Trinità cristiana, i successivi Qabbalisti riordinarono i primi tre Sephiroth e aggiunsero un punto misterioso chiamato Daath – un ipotetico undicesimo Sephira. Questo si trova dove la linea orizzontale che collega Chochma e Bina attraversa la linea verticale che unisce Kether e Tiphereth. Mentre Daath non è menzionato dai primi Qabbalisti, è un elemento molto importante e la sua aggiunta all’Albero Sephirotico non è stata fatta senza la piena realizzazione del significato di tale azione. Se Chochma è considerata l’energia attiva e intelligente di Kether e Binah la capacità recettiva di Kether, allora Daath diventa il pensiero che, creato da Chochmah, fluisce in Binah. La postulazione di Daath chiarisce il problema della Trinità Creativa, poiché qui è rappresentata schematicamente come composta da Chochma (il Padre), Binah (la Madre o Spirito Santo) e Daath, la Parola con cui i mondi sono stati stabiliti. Isaac Myer sconta l’importanza di Daath, dichiarandolo un sotterfugio per nascondere il fatto che Kether e non Chochma; è il vero padre della triade creativa. Non fa alcun tentativo di dare una spiegazione soddisfacente per il simbolismo di questa ipotetica Sephira.
Secondo la concezione originale, dall’unione del Padre Divino e della Divina Madre viene prodotto Microprosophus – il Volto Corto o il Volto Minore, che è stabilito nel Mondo di formazione Yetziratico e corrisponde alla lettera ו, o V. I sei poteri del Microprosophus fluiscono e sono contenuti nella loro stessa fonte, che è Binah, la Madre dell’Adam Minore. Questi costituiscono le sfere dei pianeti sacri; il loro nome è Elohim, e si muovono sulla faccia degli abissi. La decima Sephira – Malchuth, il Regno – è descritta come la Sposa dell’ Adam Inferiore, creata di nuovo con il suo signore, e ad essa è assegnata la finale, ה, o H, l’ultima lettera del Nome Sacro. La dimora di Malchuth è nel quarto mondo – Assiah – ed è composta da tutte le potenze superiori riflesse negli elementi della sfera terrestre. Così si vedrà che l’Albero Qabbalistico si estende attraverso quattro mondi, con i suoi rami nella materia e le sue radici nell’Antico degli Antichi – il Macroprosophus.
Tre colonne verticali supportano il sistema universale, come è tipico dell’albero sephirotico. Il pilastro centrale ha le sue fondamenta in Kether, l’Eterno. Passa verso il basso attraverso l’ipotetica Sephira, Daath, e poi attraverso Tiphereth e Jesod, con la sua estremità inferiore che poggia sulle solide fondamenta di Malchuth, l’ultimo dei globi. La principale caratteristica del pilastro centrale è l’equilibrio. Dimostra come la Divinità si manifesti sempre emanando poli di espressione dal mezzo di Sé ma rimanendo libera dall’illusione della polarità. Se colleghiamo i numeri dei quattro Sephiroth  attraversati da questa colonna (1 +6 +9 + 10), la somma è 26, il numero di Jehovah. (Vedi il capitolo sulla matematica pitagorica).
La colonna sulla destra, che è chiamata Jachin, ha le sue fondamenta su Chochma, la Saggezza di Dio effusa; i tre globi sospesi sono tutte potenze maschili. La colonna a sinistra si chiama Boaz. I tre globi su di essa sono potenze femminili e ricettive, poiché sono fondate nella Comprensione, una potenza recettiva e materna. La saggezza, si noterà, è considerata radiosa o effusiva e la Comprensione come ricettiva, o qualcosa che è riempita dal fluire della Saggezza. I tre pilastri sono infine uniti in Malchuth, in cui si manifestano tutti i poteri dei mondi superiori.
I quattro globi sulla colonna centrale rivelano la funzione del potere creativo nei vari mondi. Nel primo mondo il potere creativo è Volontà – l’unica causa divina; nel secondo mondo, l’ipotetico Daath – la Parola che esce dal Pensiero Divino; nel terzo mondo, Tiphereth – il Sole, o punto focale tra Dio e la Natura; nel quarto mondo è duplice, essendo il sistema riproduttivo bipolare, di cui Jesod è il maschio e Malchuth la femmina.
Nell’albero sephirotico di Kircher si dovrebbe notare in particolare che gli ornamenti del Tabernacolo appaiono nelle varie parti del diagramma. Questi indicano una relazione diretta tra la sacra Casa di Dio e l’universo – una relazione che deve sempre essere considerata come esistente tra la Divinità attraverso la cui attività è prodotto il mondo, che deve essere la casa o il veicolo di quella Divinità . Se il mondo scientifico moderno percepisse la vera profondità di queste deduzioni filosofiche degli antichi, si renderebbe conto che coloro che fabbricavano la struttura della Qabbalah possedevano una conoscenza del piano celeste paragonabile sotto ogni aspetto a quella dei moderni savant.
Il Tetragrammaton, o il Nome di Dio a quattro lettere, così scritto יהוה, è pronunciato Geova. La prima lettera è י, Yod, il Germe, la Vita, la Fiamma, la Causa, l’Uno, e il più fondamentale degli emblemi fallici ebraici. Il suo valore numerico è 10, e deve essere considerato come l’1 contenente il 10. Nella Qabbalah si afferma che lo Yod è in realtà tre Yod, di cui la prima è l’inizio, il secondo è il centro, e il terzo è la fine Il suo trono è Sephira Chochmah (secondo Ibn Gebirol, Kether), dal quale esce per impregnare Binah, che è il primo, He. Il risultato di questa unione è Tiphereth, che è l’ו Vau, il cui potere è 6 e che simboleggia l’Adam Inferiore. L’ultimo è Malchuth, la Madre Inferiore, che partecipa in parte alle potenzialità della Divina Madre. Mettendo le quattro lettere del Tetragrammaton in una colonna verticale, viene prodotta una figura che assomiglia molto al corpo umano, con Yod per la testa, il primo He per le braccia e le spalle, Vau per il tronco del corpo, e il finale He per i fianchi e le gambe. Se le lettere ebraiche sono scambiate per i loro equivalenti inglesi, la forma non cambia materialmente. È anche estremamente significativo che inserendo la lettera ש, Shin, nel mezzo del nome Geova, la parola Jehoshua, o Gesù, si forma in questo modo:
יהשוה
Nei Misteri Qabbalistici, secondo Eliphas Levi, il nome Jehovah viene occasionalmente scritto collegando 24 punti – le 24 potenze davanti al trono – e si ritiene che il nome del Potere del Male sia il simbolo di Geova rovesciato o invertito. (Vedi la Magia Trascendentale). Della Grande Parola, Albert Pike scrive: “La vera Parola di un massone si trova nel significato nascosto e profondo del Nome ineffabile della Divinità, comunicata da Dio a Mosè, il quale significato e` perso da lungo perso dalle stesse precauzioni prese per nasconderlo.La vera pronuncia di quel nome era in realtà un segreto, in cui, tuttavia, era implicato il segreto ben più profondo del suo significato.In questo significato è inclusa tutta la verità che può essere conosciuta da noi, riguardo alla natura di Dio “. (Vedi Morale e Dogma.)
Thomas Maurice ha riprodotto l’incisione sopra, che è la modifica dell’albero elaborato nella pagina precedente. I Sephiroth sono qui sovrapposti, diminuendo di dimensioni mentre diminuiscono in potenza e dignità. Pertanto, la Corona è il più grande e il tutto inclusivo, e il Regno – che rappresenta l’universo fisico – è il più piccolo e di minore importanza.

Roberto Burioni: la burionata del giorno. (Quando il blastatore si autoblasta!)

Roberto Burioni si autoblasta.


La Burionata del giorno di Roberto Burioni. 

Roberto Burioni si autoblasta! Ma nell'ora di matematica andavi a judo?

250 supposte da UN GRAMMO.
Equivalenze portatemi via.
Forse intravede il suo futuro.
E tra l'altro esiste la Tachipirina 1000mg (1g per Burioni capra)


Dalla "Bubu Po'Mona" in Farmacia.
Leggere attentamente le cazzate del bugiardone.
Aut.minch.Conc. N°6-1-C05210NE

fonte 
https://sciechimicheinformazionecorretta.blogspot.com/2019/04/roberto-burioni-la-burionata-del-giorno.html

Come evitare che le Persone ci rovinino la giornata e… la Vita

di Ana Maria Sepe

“Apprezzare ciò che siamo e ciò che abbiamo, è il primo passo verso la Felicità”. Eduard Leon Word



Vi capita spesso di svegliarvi pieni di energia, pensando che oggi tutto è possibile e poi appena mettete un piede fuori casa, incontrate della gente che vi rovina la giornata? Può essere il vostro capo, una telefonata, il vicino… beh, c’è sempre qualcuno disposto a rovinare il nostro legittimo desiderio di vivere una giornata felice.
A questo punto, vorrei fare una pausa per ricordare una storia raccontatta da David J. Pollay, autore del libro “Come smaltire la spazzatura emotiva”. Egli racconta che un giorno aveva piuttosto fretta e il treno che prendeva di solito era in ritardo di mezz’ora, così che non ci pensò due volte e prese un taxi. Mentre il taxi cercava di lasciare la corsia preferenziale, un’auto sbucò fuori all’improvviso e l’autista dovette frenare di colpo: in pochi secondi che a David sembrarono eterni, il taxi riuscì a frenare e, per pochi centimetri, non si verificò un incidente.
Ad ogni modo, la storia non finì lì. Il conducente della vettura, anche se non aveva ragione, scese dall’auto pronto ad iniziare una discussione con il taxista. Invece di scusarsi, lo accusò dell’accaduto, con un atteggiamento molto aggressivo. Pareva che dovesse venirne fuori una rissa… Tuttavia, il taxista, sebbene arrabbiato, si limitò a sorridere, salutò il conducente dell’altra auto e riprese la sua marcia. David non poteva credere ai suoi occhi e gli chiese come avesse potuto agire con tanta freddezza. Questo fatto sarà in seguito preso da David J. Pollay come ispirazione per la stesura del suo libro e per fargli immaginare quella che chiamerà la “Legge dello smaltimento rifiuti emotivi”.
L’autista gli spiegò che molte persone sono come dei camion dell’immondizia, perché scorrazzano liberi per il mondo pieni di “rifiuti”, intesi come: rabbia, frustrazione, insoddisfazione, ecc… Maggiore è la quantità di spazzatura che accumulano e maggiore sarà il bisogno di trovare un posto dove scaricarla. Quindi, se noi glielo permettiamo, scaricheranno tutta quella spazzatura su di noi, rovinandoci la giornata.

Cosa fare quando qualcuno cerca di rovinarci la giornata?

A questo punto, avrete capito che quando una persona cerca di attaccarvi o di rovinarvi la giornata, è perché porta con sé un pesante fardello emotivo che cerca di scaricare da qualche parte. Tuttavia, la buona notizia è che potete decidere se farvi carico di queste emozioni negative o, al contrario, di passare oltre.
Sicuramente in questo momento vi state ricordando di alcune persone con le quali interagite di frequente e che si comportano come dei “camion della spazzatura”. In realtà, questo è il primo passo per evitare di farvi rovinare la giornata e magari anche la vita, perché una volta che avrete individuato chi sono queste persone sarete in grado di prestare attenzione al loro comportamento ed evitare che scarichino su di voi tutti i loro problemi. Conosciamo già il detto: “guerra preannunciata non uccide soldati”.
Quindi, quando queste persone cercano di scaricare la loro “spazzatura” emotiva su di voi, rispondete loro con calma, con serenità e senza alzare la voce. Lo sappiamo, è difficile, soprattutto le prime volte, malentamente ci prenderete gusto e vi verrà così naturale che vi chiederete come mai prima vi arrabbiavate tanto per cose così futili.

“Come smaltire la spazzatura emotiva”, il libro di David Pollay

Il libro di David Pollay può essere un valido aiuto per coloro che vivono il peso emotivo delle persone tossiche. Il libro è  strutturato in “8 impegni”. Ad ogni impegno segue una spiegazione tramite scenari quotidiani di come lavorare con i problemi che abbiamo e di come riconoscere quando è necessario evitare una risposta “normale”… Alla fine di ogni capitolo c’è un “invito all’azione”, dove l’autore ci dà il compito di esaminare la nostra vita e fare un cambiamento positivo.
  • PRIMO IMPEGNO: Fai in modo che i camion della spazzatura altrui ti passino accanto senza toccarti;
  • SECONDO IMPEGNO: Fai in modo che i tuoi camion della spazzatura passino oltre;
  • TERZO IMPEGNO: Evita di diventare il cestino dei rifiuti di qualcun altro;
  • QUARTO IMPEGNO: Aiuta più che puoi a smaltire la spazzatura emotiva;
  • QUINTO IMPEGNO: Onora l’impegno a “vietare lo scarico”;
  • SESTO IMPEGNO: Vivi nel circolo della gratitudine e lontano da quello dei rifiuti;
  • SETTIMO IMPEGNO: Vivi in una zona di “divieto di scarico”;
  • OTTAVO IMPEGNO: Afferma il tuo diritto a lavorare in una zona di “divieto di scarico”.
Articolo di Ana Maria Sepe
Rivisto da Conoscenzealconfine.it

lunedì 4 marzo 2019

La rivelazione di Tria: “Ecco come la Germania ha ricattato l’Italia”



Roma.Stanno facendo molto discutere le dichiarazioni di Giovanni Tria, rilasciate ieri pomeriggio alla Commissione finanze del Senato, che puntano il dito contro la condotta di Berlino. Il ministro dell’Economia si riferisce all’introduzione delle nuove regole europee sul bail-in, ossia il salvataggio delle banche non attraverso denaro pubblico, bensì facendo ricorso ai risparmi dei correntisti. Ciò avvenne nel 2013, quando alla presidenza del Consiglio c’era Enrico Letta, mentre il dicastero di via XX settembre era guidato da Fabrizio Saccomanni. Il quale – secondo Tria – «venne praticamente ricattato dal ministro delle Finanze tedesco», Wolfgang Schäuble.

La longa manus di Berlino

Tria ha quindi spiegato che «se l’Italia non avesseaccettato, si sarebbe diffusa la notizia che l’Italia non accettava perchéaveva il sistema bancario prossimo al fallimento, e questo avrebbe significatoil fallimento del sistema bancario».Il ministro si è detto inoltre convinto che il bail-in «dovrebbe essereabolito», proprio perché «quando è stato introdotto in Italia, quasi tutti eranocontrari; anche la Banca d’Italia, in modo discreto, si oppose». Secondo laricostruzione di Tria, la Germania avrebbe dunque imposto al governo Lettaquesta misura da lacrime e sangue dietroricatto, agitando cioè lo spauracchio del panico dei mercati in merito a un presunto fallimento delle bancheitaliane. Un panico generato, appunto, da Berlino attraverso il suo segugio Schäuble.

La retromarcia

Se ciò fosse vero, si tratterebbe di una condotta gravissima della Germania neiconfronti dell’Italia. Accuse pesanti che Tria, in serata, ha poi ritirato. Latoppa, però, sembra peggio del buco: «Con un’espressione evocativa ma infelice –si legge in una nota del Mef – il ministro dell’Economia e delle Finanze,Giovanni Tria, durante l’informativa alla commissione Finanze del Senato, havoluto fare riferimento a una situazioneoggettiva in cui un rifiuto isolato dell’Italia di approdare lalegislazione europea sul bail-in avrebbe potuto essere facilmente interpretatocome un segnale dell’esistenza di seri rischi nel sistema bancario italiano.Con questo il ministro non intendevacertamente lanciare un’accusa specifica né alla Germania né al ministro delleFinanze tedesco dell’epoca».

Le versione diSaccomanni

Eppure, la ricostruzione di Tria non si discosta poi moltoda quella di Saccomanni che nel 2017, in Commissione parlamentare d’inchiesta,specificò che «la linea severa dicoinvolgimento dei creditori delle banche», sostenuta da un nutrito gruppo di Paesieuropei «capeggiato dalla Germania»,portò a una votazione che impose di fatto all’Italia di procedere al bail-in, equindi al prelievo forzoso di denaro deirisparmiatori italiani. Insomma, tra rivelazioni ritrattate e prudenzadiplomatica, molti interrogativi rimangono ancora senza una risposta.
Gabriele Costa – Il Primato Nazionale
http://www.stopeuro.news/la-rivelazione-di-tria-ecco-come-la-germania-ha-ricattato-litalia/

Contro il governo italiano, Fazio scatena il nemico Macron

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Otto francesi su dieci lo prenderebbero cordialmente a calci nel sedere, invece Fabio Fazio si sloga il collo per annuire ginnicamente ad ogni singola parola pronunciata da sua santità Emmanuel Macron, nella non-intervista in cui il conduttore ha fatto più che mai da stuoino, il 3 marzo, in prima serata su RaiUno. Obiettivo dell’operazione: il nemico dell’Italia, per una volta travestito da amicone del Belpaese (e sodale di Sergio Mattarella, esplicitamente citato insieme a Giorgio Napolitano), ha tentato di conquistare gli italiani per spingerli a mollare il governo in carica, cioè il “vomitevole” Salvini e l’odiato Di Maio, quello che flirta apertamente coi Gilet Gialli in vista delle europee. A proposito: nella inevitabile domandina sui Gilet Jaunes, Fazio ha incorportato indebitamente il tema dell’antisemitismo: uscita di sicurezza immediatamente imboccata dal Presidentino, che ha potuto largheggiare in solenni insegnamenti morali, come se i Gilet Gialli non esistessero nemmeno. Tra inchini e sorrisi, Fabio Fazio ha letteralmente oscurato il presidente francese, trattato come una specie di rockstar cui strappare comunque un autografo, nonostante l’evidente declino. Una kermesse teatrale, a prescindere dalle non-risposte fornite alle non-domande. Il Trattato di Aquisgrana? Sappiano, gli italiani, che se la Francia fa accordi con la Germania scavalcando l’Ue lo fa per il bene dell’Italia. Così la vera star – Fazio – ha surclassato l’ectoplasma Macron, ormai ridotto a “morto che cammina” della politica francese.
Nel saggio “Gli stregoni della notizia”, Marcello Foa – fortemente osteggiato proprio dall’Amico dell’Italia nella sua ascesa alla presidenza della Rai – ha messo all’indice i vizi capitali del giornalismo odierno, che troppo spesso rinuncia a fare Macron intervistato da Fazioinformazione ripiegando pavidamente sul gossip e sulla propaganda ispirata dai grandi decisori. Forse però non immaginava, Foa, che la televisione di Stato potesse scendere così in basso, offrendo – al potereeuropeo attualmente più ostile al nostro paese – un palcoscenico privilegiato per esibirsi, mentendo spudoratamente su tutto, senza uno straccio di contraddittorio. Abbiamo un problema, segnala Guido da Landriano su “Scenari Economici”: nell’informazione politica, il Tg1 parla al 60% del defunto Pd e della moribonda Forza Italia, lasciando meno del 15% di spazio ai Cinque Stelle e meno del 5% alla Lega. Visto che adesso presiede la Rai, Marcello Foa – l’ex vittima di Macron – non potrebbe battere un colpo? Sempre sul newsmagazine creato da Antonio Maria Rinaldi, Francesco Carraro propone di studiare il “fazismo”, un vero proprio «prodotto ideologico», che quindi si può definire un «complesso di pregiudizi, tic, luoghi comuni, mappe mentali, filtri interpretativi, indotti filosofici, culturali e intellettuali nati per rispecchiare (e giustificare) la struttura dei rapporti di forza economico-sociali, tra le classi».
In base a questa impostazione, sostiene Carraro, al di sopra della “sottostruttura” delle dinamiche sociali «si erge la sovrastruttura delle idee che consolidano, e legittimano, la prima». Oggi, la “sottostruttura” è chiarissima e si concreta «nel trionfo (definitivo?) delle élite finanziarie (rappresentate soprattutto dagli oligopoli bancari e assicurativi) su un’unica, sterminata classe di uomini-massa». Questa situazione «conduce a un precipitato di carattere politico-istituzionale sotto forma di nuovi metodi di governo (quale, ad esempio, l’euro) e plance di comando (quale, ad esempio, il ginepraio di burocrazie a-democratiche dell’attuale architettura Ue)». Ma seleziona anche «una ideologia di riferimento e una classe intellettuale in grado di veicolarla grazie alle bocche di fuoco dei media di regime». Questa intellighenzia «è vocata, per inesorabile inerzia, ad assecondare i padroni del vapore», scrive Carraro. «Da tutto ciò germina, tra l’altro, il “fazismo” e la sua prolifica propensione a farsi megafono del potere costituito». Tipiche le “lezioni” tenute a “Che tempo che fa” da Carlo Macron a colloquio con FazioCottarelli, maestro indiscusso «della civiltà fondata sul complesso di colpa del debito pubblico e sul culto dell’austerity, sull’efficientissima manutenzione della macchina dello spread».
Ancor più eclatante, aggiunge Carraro, è stata la chiacchierata con Macron, «l’uomo di Stato che per eccellenza incarna l’istrionica attitudine dei manovratori dietro le quinte», inventando «ingannevoli pifferai di Hamelin ad uso delle masse disorientate». Poi, persino le masse fiutano la fregatura e arrivano i Gilet Gialli. Gli ultimi – anzi, gli unici – a non accorgersi della natura ideologica dei propri pensieri e delle proprie azioni sono gli stessi ideologi di punta dell’Ancien Régime, chiosa Carraro: «Nella loro acritica custodia dello status quo risiede la quintessenza del “fazismo”». Può cambiare l’abito, a seconda della serata, ma non la sostanza: l’ometto dell’Eliseo, che ha scaricato clandestinamente migranti alla frontiera italiana, è il principale avversario dell’attuale governo italiano, al quale ha appena fatto saltare l’ultima commessa francese di Fincantieri. Mesi fa, durante i primi scambi polemici col “vomitevole” vicepremier leghista, provvide Papa Bargoglio a invitarlo in Vaticano, ad onta dei gialloverdi. Ora il testimone è passato al Fazio con Macron all'EliseoQuirinale, che tesse a sua volta la sua trama: così Macron vi si tuffa, scommettendo velenosamente sul Tav Torino-Lione, cioè sul tema che oggi, più di ogni altro, divide Lega e 5 Stelle. L’obiettivo non cambia: far male all’Italia. Fazio Fazio s’inchina e applaude (e la Rai paga).
Arriva anche a menzionare la temeraria parola tecnocrazia, l’insaponatore Fazio, ma giusto per permettere all’Amico dell’Italia di avviluppare il tema nel confortante logos, bugiardissimo, che il mediocre attore Macron – tecnocrate, supermassone, banchiere di casa Rothschild – propina impunemente, la domenica sera, ai telespettatori della Rai, grazie alla servizievole disponibilità del presentatore-intrattenitore, mascherato da quasi-giornalista. Fazio, ovviamente, prende per buono il fatto che Macron parli a nome dei francesi, come se ne avesse la stima. Se il colloquio si fosse svolto in una piazza di Parigi, probabilmente, l’omino dell’Eliseo sarebbe stato interrotto dai fischi. Le sue frottole le ha potute cinguettare fino in fondo solo grazie all’amico Fabio, che ha usato la televisione di Stato per mettere sotto i riflettori il nostro maggiore avversario, travestito da elegante e generoso principe della politica contemporanea. Non era riuscito, Macron, a impedire a Foa l’accesso alla Rai? Si è potuto consolare ampiamente, grazie alla squisita ospitalità del “fazismo”, alleato ideale – nei fatti – di qualunque potereanti-italiano, al lavoro per indebolire il nostro sistema-paese.
fonte http://www.libreidee.org/2019/03/contro-il-governo-italiano-fazio-scatena-il-nemico-macron/

Terrorista che vince non si cambia












Siccome l’ISIS è praticamente sconfitto, c’è bisogno di rinnovare la paura del terrorista arabo, poiché gli USA non possono stare senza un nemico da additare all’opinione pubblica, grazie al quale verranno impiegate enormi somme del denaro dei contribuenti. Gli attentati sono organizzati dai servizi segreti occidentali, e su questo non ci piove, utilizzando manodopera araba all’uopo manipolata, balordi che del Corano e dei suoi precetti hanno fatto carta straccia. Tanto è vero che, dandone il rendiconto giornalistico, una volta che la sceneggiata è finita, immancabilmente veniamo a sapere che il terrorista era un balordo già conosciuto dalla polizia del posto. Il più delle volte viene freddato sul posto, così che non possa raccontare le trame nascoste, ovvero come e da chi è stato ingaggiato.


Parallelamente all’esecuzione di attentati dinamitardi, compiuti possibilmente in date cabalisticamente opportune, c’è una campagna di propaganda sostenuta da pensatori all’uopo stipendiati, i quali, nel caso specifico, vedendo che in Siria ormai i russi hanno sconfitto gli ultimi miliziani dell’ISIS, hanno pensato bene di riesumare il fantasma di Bin Laden, nome che ha terrorizzato per anni l’opinione pubblica mondiale. In Occidente c’è un detto: “Il frutto non cade mai troppo lontano dall’albero”. Peccato che Bin Laden sia morto nel dicembre del 2001, per una malattia ai reni e peccato che suo figlio Hamza, oggi trentenne, non abbia nessuna intenzione di seguire le orme paterne, ovvero di fare la stessa fine del padre, manipolato e strumentalizzato come nemico pubblico numero uno. Poiché, oltre ad essere un bel ragazzo, ha anche una faccia sveglia, potrei giurare che sia abbastanza saggio da non voler imbarcarsi in un’operazione destinata a sicuro fallimento. Il bello è che lui non sta facendo niente, se non fare la sua vita da qualche parte in Medio Oriente. Tutto viene fatto da altri: i manipolatori di masse, coloro che ti fanno credere che il bianco sia nero e viceversa, che la guerra sia pace, ecc. Come insegna Giorgio Orwell. E’ chiaro che Hamza è usato come uno strumento per scopi che conosciamo molto bene: mantenere viva la paura negli occidentali e avere sempre nuovi pretesti per combattere il terrorismo, spillando denaro all’erario pubblico. Sta per cominciare una nuova stagione di attentati terroristici, forse stavolta anche in Italia. Loro, gli ebrei a capo di questa organizzazione criminale, si sono portati avanti con il lavoro. Hanno già creato il nemico. Vediamo stavolta quanta gente ci cascherà, rispetto a quando c’era il Bin Laden senior.
fonte https://freeanimals-freeanimals.blogspot.com/2019/03/terrorista-che-vince-non-si-cambia.html


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