giovedì 20 dicembre 2018

La diabolica truffa del Signoraggio bancario

di Lucio Sanna






Secondo la nostra Costituzione, lo Stato, come emanazione politica del Popolo, ha il potere e il dovere costituzionale di esercitare la sovranità politica e monetaria nell’interesse supremo dei cittadini dai quali ha ricevuto il mandato popolare. L’articolo 1 della Costituzione al comma 2 stabilisce che “La Sovranità appartiene al Popolo, (anche se) la esercita nelle forme e nei limiti stabiliti dalla costituzione.” Allora è del tutto evidente che se il Popolo è Sovrano, di fatto dovrebbe esercitare la sua sovranità anche e sopratutto sulla emissione della propria moneta! Infatti la maggior parte delle persone è convinta che il nostro denaro sia emesso per decreto dal governo o dalla zecca dello Stato.Purtroppo però le cose non stanno assolutamente così ! In realtà lo Stato ha consentito alla Banca Centrale, controllata da privati, di esercitare in sua vece il potere sovrano di creare moneta e gestire il credito, di conseguenza le banche hanno acquisito il monopolio sull’emissione della moneta e attraverso la gestione “privatistica” del credito e il controllo del debito pubblico, determinano e condizionano il sistema monetario e quindi: il destino economico del nostro paese. Attualmente il nostro sistema bancario è in mano a un ristretto gruppo di banchieri privati che, in perfetta sintonia e complicità con la classe politica corrotta e attraverso vari sotterfugi istituzionali, è riuscito ad assumere il totale controllo sull’emissione della moneta divenendo di fatto proprietario e gestore di tutto il denaro in circolazione. Questo colossale inganno ha permesso al sistema bancario privato di acquisire il monopolio sulla creazione della moneta trasformando il Popolo da Sovrano in eterno “debitore” e schiavo di questo sistema bancario fondato sulla truffa monetaria del Signoraggio primario e secondario. È fondamentale capire che il Signoraggio è lo strumento utilizzato dai banchieri per imporre ai popoli il proprio dominio ed è praticamente sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone che a causa di questa “ignoranza”, voluta e programmata dallo stesso potere bancario, lo subisce passivamente. Uno Stato, defraudato della propria Sovranità monetaria, non può dirsi davvero Indipendente e Sovrano e un Popolo, privato della sua moneta, automaticamente cessa di essere libero e diventa schiavo di chiunque, al di fuori del popolo stesso, detenga il monopolio dell’emissione monetaria.
Il meccanismo del Signoraggio è assolutamente geniale proprio per la sua diabolica semplicità. La B.C.E. (Banca Centrale Europea), per conto della Banca d’Italia, mette in circolazione le euro/banconote stampate a costo zero “prestandole”agli Stati, in cambio di titoli del tesoro (B.O.T o C.C.T) ma attenzione: non“accreditando” bensì “addebitando” agli stati sovrani, ovvero cedendo le banconote non al costo tipografico ma al valore nominale (50, 100, 500 euro), gravandole poi degli interessi, al tasso che la stessa Banca Centrale decide in totale autonomia e senza alcun reale controllo da parte delle istituzioni pubbliche.
Tutti possono “prestare” il proprio denaro, ad esclusione della Banca Centrale di emissione poiché non ne ha la proprietà. Alla banca centrale, infatti, appartiene solamente il “valore intrinseco” della banconota che è pari al suo costo di produzione (carta e inchiostro). Il sistema bancario mette in circolazione denaro senza valore in virtù di leggi e provvedimenti di comodo approvati in parlamento dai politici compiacenti se non direttamente coinvolti nella colossale truffa del Signoraggio. Inoltre, questo è possibile grazie alle direttive impartite dal famigerato, nonché incostituzionale, “Trattato di Maastricht”, (trattato sulla moneta unica europea) entrato in vigore il 1° novembre 1993.
La Banca Centrale Europea, quando “fabbrica” una qualunque banconota, sostiene un costo materiale di soli 0.3 centesimi di euro. La differenza tra il costo di stampa e il valore facciale delle banconote viene comunemente definito “Reddito da Signoraggio” e viene attribuito alla Banca Centrale per la sua funzione di emissione. Ad esempio: su un biglietto da 100 la Banca Centrale incamera 100 euro più gli interessi, diciamo del 2,50%, meno il costo di produzione di circa 3 centesimi, perciò il guadagno da Signoraggio per la banca è pari a euro 102.47, che in parte vanno ad incrementare il debito pubblico e in parte vengono incassati come interessi dalla stessa Banca Centrale. Ora non rimane che moltiplicare questa semplice operazione contabile per il valore totale delle banconote in circolazione e si avrà l’entità reale della truffa monetaria che la B.C.E./Banca d’Italia realizza frodando lo Stato “consenziente” e truffando tutti i cittadini pressoché ignari dell’inganno.
In effetti, la Banca Centrale Europea non è altro che una normalissima “tipografia” ma si comporta e trae cospicui benefici dalla stampa delle banconote come se fosse“proprietaria della moneta”!!! Questo espediente contabile procura alla Banca Centrale e ai suoi azionisti privati enormi profitti che andrebbero perlomeno tassati dal fisco! Gli utili reali però vengono “occultati” attraverso semplici e collaudati artifici contabili. In effetti si falsificano i bilanci, iscrivendo nelle poste passive il “valore nominale” delle banconote in circolazione e nell’attivo il controvalore dei titoli di stato avuti in cambio dal Ministero del Tesoro, ottenendo così un finto “pareggio di bilancio” che produce l’occultamento della maggior parte del reddito da Signoraggio. La banca per regola dovrebbe iscrivere nelle passività solo il costo di produzione delle banconote in circolazione e non il valore nominale, così facendo si avrebbe, per un biglietto da 100 euro, una passività di 0,3 centesimi e non di 100 euro e nelle attività va registrato giustamente il valore “nominale” dei titoli di stato emessi dal Tesoro cioè 100 euro perché questo è l’introito effettivo a fronte dei titoli che la banca realizza (più gli interessi).
Ecco come si occultano gli utili di bilancio !
In altri termini, un credito cioè il titolo di stato del valore di 100 euro viene pareggiato con il controvalore nominale della banconota da 100 euro che in realtà è costato alla banca solo 0,3 centesimi perciò: 100 (banconota) meno 100 (titolo di stato) = (falso) pareggio di bilancio. Il calcolo corretto dovrebbe essere invece: 100 (titolo di stato) meno 0,3 cent. (costo banconota) = guadagno 99,97 più interessi. Il falso in bilancio consiste nel dichiarare come reddito solo gli interessi, che comunque sono decine di miliardi di euro all’anno, ma allora: come andrebbero contabilizzati in bilancio i 1.900 miliardi di debito pubblico che in larghissima parte gli italiani hanno contratto con la Banca Centrale e più in generale col sistema bancario nazionale e internazionale? Quindi i conti non tornano, infatti non vengono tassati dal fisco i 99,97 euro più gli interessi bensì solo gli interessi (meno le spese) e, visto che gli importi occultati sono davvero notevoli, la Banca Centrale, falsificando il proprio bilancio, ottiene enormi e illeciti profitti anche dalla conseguente evasione fiscale. Quanto poi alle banconote in circolazione, non si possono considerare un debito per la Banca Centrale, lo sarebbero se la stessa emettesse moneta a fronte di una riserva aurea, ma così non è dal 1971 con l’abolizione degli accordi di Breton Wood e la fine della convertibilità del dollaro con l’oro, da quel momento in poi infatti tutte le Banche Centrali emettono moneta creandola dal nulla, cioè senza riserva, insomma, emettono…cartastraccia.
In Italia la Banca Centrale di emissione è denominata “Banca d’Italia” ma in realtà non è “pubblica” o “dello Stato” come ingenuamente è indotta a credere la gente comune, sopratutto per la generica ma ingannevole definizione di “Istituto di diritto pubblico”contenuta nel suo statuto. La banca d’Italia in pratica è e si comporta come una S.p.A. ed è gestita da privati e anche se continua ad apparire a tutti come “la Banca Centrale dello Stato Italiano”, in realtà Bankitalia è “di fatto privata” perché controllata per il 90%, attraverso “le quote di partecipazione”, dalle maggiori banche private italiane e da alcune grandi Assicurazioni come “Le Generali” e solamente il 5% di quote è posseduto dall’INPS come “ente pubblico” (più una parte trascurabile dall’I.N.A.I.L.). Tutto questo è in contrasto con quanto stabiliva lo stesso Statuto di Bankitalia che all’Art. 3, recitava: “in ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale da parte di Enti pubblici”. Il 16 dicembre 2006 il Governo Prodi approva una modifica dell’Art. 3 dello Statuto, che ora recita così: “il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto”. Cioè la Banca stessa decide chi può detenere le quote/azioni, sia esso pubblico o privato, senza dover rendere conto di nulla a nessuno.
In poche parole i banchieri e i politici hanno “privatizzato” la Banca d’Italia e con essa il nostro denaro!
Se la Banca Centrale fosse “pubblica” e fosse lo Stato ad emettere la “nostra moneta”, il cosiddetto “reddito da Signoraggio” tornerebbe allo Stato e non sarebbe sottratto al Popolo sotto forma di interessi sul “debito pubblico”. Lo Stato Italiano infatti è oberato da un debito pubblico che ormai supera i 2.000 miliardi di euro proprio a causa di questo perverso indebitamento statale in larga parte nei confronti della Banca Centrale e per pagare gli interessi sul debito, il governo tassa impunemente i cittadini, il lavoro, i servizi, i beni primari e tutto ciò che è tassabile. La triste realtà è che i cittadini italiani sono costretti a sborsare, su questo debito pubblico inventato da politici e banchieri, oltre 80 miliardi di euro di interessi all’anno, estorti dal Governo con l’imposizione fiscale e attraverso il prelievo forzoso di innumerevoli tasse e gabelle. Se fossimo Cittadini e non sudditi, dovremmo opporci attivamente contro lo strapotere delle banche private e il malgoverno di questa classe politica corrotta, l’Italia ha diritto a un Governo che sia espressione democratica del suo Popolo in cui il cittadino si identifichi pienamente e non si senta invece perseguitato, truffato e oggetto di pratiche estorsive, vessatorie e truffaldine specialmente nella funzione delicata della riscossione dei tributi affidata a organizzazioni semi criminali e mafiose come “Equitalia”.
In definitiva, è allo Stato che spetta il compito di emettere “tutta” la nostra moneta e gestire la politica del credito, lo dice espressamente l’articolo 47 della Costituzione: “la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito…” Controllare infatti non significa necessariamente “cedere” supinamente alle banche private questo fondamentale servizio pubblico che la Costituzione assegna chiaramente allo stato perché sia svolto a favore della popolazione. Ma la parte peggiore della faccenda è che solo il 10% della massa monetaria è costituito da denaro fisico, ossia banconote emesse dalla B.C.E. e monete metalliche coniate dallo Stato. Il restante 90% della moneta viene messo in circolazione dalle banche ordinarie o commerciali, sotto forma di “credito”, ovvero“denaro virtuale”: assegni, carte di credito e cifre sulla memoria informatica di un computer, cioè moneta fittizia/fasulla perché senza copertura, che non costa nulla alla banca ma che trasforma i cittadini, solo perché obbligati a spendere questa moneta“privata”, in eterni schiavi del debito ma, in compenso, fa diventare ricchi e potenti gli adoratori del dio denaro.
Ora è chiaro che il denaro viene letteralmente creato dal nulla dalle banche, infatti sulla base degli accordi interbancari di Basilea 2, le suddette banche “ordinarie” o “commerciali” si sono date come regola quella di detenere come riserva obbligatoria “a garanzia” soltanto il 2% dei depositi per poi prestare il restante 98% ad altri clienti, ma si badi bene, non utilizzando il denaro depositato dai correntisti, bensì “inventandolo dal nulla” ad ogni successiva richiesta, sotto forma di denaro creditizio ovvero nuovo credito,“sulla base” del deposito iniziale moltiplicato quasi all’infinito. Facciamo un esempio: se depositiamo, 1.000 euro in una banca, il “sistema bancario” nel suo insieme, sulla base di quei 1.000 euro, può prestare, creando altro denaro dal nulla sotto forma di “credito”, con la moltiplicazione del valore dei depositi, fino a 50.000 euro per ogni 1.000 depositati, (questo meccanismo in gergo bancario è noto col nome di “moltiplicatore monetario”). Così il sistema bancario, indebitando i cittadini, incassa interessi, non sui mille euro iniziali e che, peraltro non sono nemmeno suoi ma del correntista, bensì sui 50.000 creati con poca fatica e a costo zero. Questo meccanismo di espansione della massa monetaria, nell’oscura terminologia bancaria, viene definita: “Riserva frazionaria” o Signoraggio secondario. Non tragga in inganno il termine “secondario” poiché in quanto a danni e potere distruttivo per la comunità esso non è certamente secondario ma anzi è ben maggiore del Signoraggio primario sulle banconote che fa capo alla B.C.E./Bankitalia. La banca concede prestiti con denaro che non possiede e che inventa sul momento moltiplicando numeri e pezzi di carta senza valore reale, ma poi il debitore deve restituire alla banca denaro “vero” guadagnato lavorando con fatica e sudore e persino sotto il ricatto del pignoramento dei beni dati a garanzia del prestito nel malaugurato caso di“insolvenza”. Infatti, come se non bastasse, la banca concede il prestito solamente se esso è “garantito” dai beni materiali dei cittadini. La banca stampa denaro falso e lo presta a usura accumulando enormi profitti sottraendoli a chi lavora e produce vera ricchezza.
La ricchezza di un Paese è prodotta dal Popolo, non dalle banche, la moneta è stata inventata per “facilitare” gli scambi dei beni e dei servizi prodotti col lavoro dai cittadini, quindi la moneta ha valore solo perché gli stessi cittadini la accettano e la fanno circolare usandola come mezzo di scambio dei beni. Le banche non producono nessuna“vera ricchezza” ma solo “l’unità di misura” dei beni oggetto dello scambio, esse creano dal nulla il nostro denaro, ne assumono illecitamente la proprietà e poi ce lo prestano lucrando enormi profitti con l’applicazione di un interesse !
Perché lo permettiamo ???
fonte https://sovranidadeblog.wordpress.com/2014/01/11/scilipoti-spiega-in-parlamento-la-truffa-del-signoraggio/?fbclid=IwAR2kDkXub7NadEJNPGgmpL5kncr9p_sFD0QGXEUo29EdfKU71oz_2ZNIFZc

Luciano Barra Caracciolo - Come uscire dall’euro


lunedì 17 dicembre 2018

Paul Craig Roberts : Il mito della democrazia occidentale



Un servizio di chi sono i governi occidentali? Washington serve Israele, il complesso sicurezza / militare, Wall Street, le banche e le imprese petrolifere.
Tutto il resto dell'Occidente è al servizio di Washington.


Il mito della democrazia occidentale
Come si allontana l'Occidente con la sua pretesa di essere un'alleanza di grandi democrazie in cui il governo è il servitore del popolo?
In nessuna parte dell'Occidente, tranne forse l'Ungheria e l'Austria, il governo serve il popolo.
Chi servono i governi occidentali? Washington serve Israele, il complesso militare / di sicurezza, Wall Street, le grandi banche e le corporazioni dei combustibili fossili.
La totalità del resto dell'Occidente serve Washington.
In nessun posto in Occidente contano le persone. La classe operaia americana, tradita dai democratici che hanno inviato il loro lavoro in Asia, eletto Donald Trump e il popolo americano sono stati prontamente licenziati dal candidato democratico Hillary Clinton come "i deplorabili Trump".
I democratici, come i repubblicani, servono il potere, non il popolo.
In Europa vediamo lo schiacciamento della democrazia ovunque.
Il primo ministro britannico May ha trasformato la Brexit in asservimento all'UE. Ha tradito il popolo britannico e non è ancora stato appeso a un lampione, il che dimostra come l'accettazione del popolo britannico sia di tradimento. I britannici hanno imparato che non contano. Sono come un nulla.
I greci votarono per un governo di sinistra che prometteva di proteggerli dall'UE, dal FMI e dalle grandi banche, ma prontamente li vendettero con accordi di austerità che distrussero ciò che restava della sovranità greca e degli standard di vita greci. Oggi l'UE ha ridotto la Grecia in un paese del terzo mondo.
I francesi sono stati nelle strade in rivolta da settimane contro il presidente francese che serve tutti tranne i francesi.
Ci sono attualmente massicce proteste a Bruxelles, in Belgio, con la metà del governo che si dimette per protesta contro il governo che firma un patto che sostituirà il popolo belga con migranti provenienti dall'Africa, dal Medio Oriente e dall'Asia. I governi corrotti e spregevoli che hanno firmato questo patto rappresentano gli stranieri e il denaro di George Soros, non i loro stessi cittadini.
Perché i cittadini sono così impotenti che i loro governi possono elevare l'interesse degli stranieri ben al di sopra degli interessi dei cittadini?
Ci sono molte ragioni. Il principale è che le persone sono disarmate e propagandate per accettare violenze da parte dello stato contro di loro, ma non per fornire violenza in cambio dell'uso illegale della forza da parte dei governi nei confronti dei cittadini.
In breve, finché i popoli conquistati dell'Europa non uccideranno la polizia, che servirà l'élite dominante e si compiacerà di infliggere brutalità a coloro le cui tasse pagano i loro stipendi, prendere le armi dalla polizia e uccidere i politici corrotti che li hanno venduti, il i popoli d'Europa rimarranno popoli conquistati e oppressi.
Qualche tempo dopo Chris Hedges, uno dei restanti giornalisti reali, ha chiarito che senza una rivoluzione violenta per asportare il tumore della superiorità governativa sulle persone, la libertà in tutto l'Occidente è morta come un chiodo di porta.
La domanda che ci sta di fronte è se i popoli occidentali siano troppo sottoposti al lavaggio del cervello, troppo saldamente bloccati in Matrix, per essere sfiniti e alzarsi in piedi e difendere la loro libertà. La resistenza sta accadendo in Francia e in Belgio, ma il governo che ha venduto la Grecia non è stato appeso ai lampioni. Gli americani sono così sottoposti al lavaggio del cervello da pensare che Russia, Cina, Iran, Siria, Corea del Nord e Venezuela siano i loro nemici quando è perfettamente chiaro che il loro nemico è il "loro" governo a Washington.
Ad eccezione dei miei lettori americani, gli americani sono bloccati in The Matrix. E uccideranno per rimanere in The Matrix, dove le spiegazioni controllate sono rassicuranti. Chiunque guardi a Washington come dirigente è un idiota.
Washington è un maestro di propaganda. La propaganda di Washington ha persino infettato il governo russo, che da tutti i rapporti crede stupidamente che la sistemazione a Washington sia il segreto che renderà la Russia un successo.
Un governo così stupido non ha possibilità di sopravvivere.
(Ripubblicato da PaulCraigRoberts.org con il permesso dell'autore o del rappresentante)

http://www.unz.com/proberts/the-myth-of-western-democracy/

http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=7160

Presidente peggiore della Repubblica Francese: Emmanuel Macron


di Andrea Pasini – La Francia è al collasso. E i gilet gialli con la manifestazione violenta e trasversale con la quale hanno messo e ferro e fuoco Parigi hanno fatto venire alla luce un problema profondo che sta facendo crollare non solo la presidenza di Macron, ma anche la stessa struttura della Quinta Repubblica. La Francia in questi giorni si sta risvegliando da un triste e tragico periodo di totale incapacità politica-amministrativa del Presidente Emmanuel Macron totalmente inadeguato a ricoprire quel ruolo. Ed è purtroppo un risveglio da incubo, con operai, studenti, agricoltori e cittadini comuni che si danno appuntamento in strada per manifestare il proprio malcontento.
Che il caro-carburanti fosse solo la miccia che ha fatto scatenare l’incendio, lo si è capito dai primi giorni di protesta. Un Paese non si paralizza per l’aumento di alcuni centesimi sul prezzo della benzina e del gasolio, questo non può che essere l’ultimo di una serie di azioni anti popolari messe in campo da Macron. E anche i manifestanti più feroci contro questa nuova imposizione fiscale si sono palesati per quello che sono: un movimento che si ribella a uno status quo economico, sociale e politico che la Francia non riesce più a tollerare.

La povertà in Francia continua ad aumentare e con essa anche la popolazione che vive sotto la soglia minima di reddito. Lo Stato francese, che controlla la vita del cittadino con la sua burocrazia, non riesce più a rispondere alle necessità di milioni di cittadini che vivono in grosse ristrettezze economiche. E non stiamo assolutamente parlando di numeri bassi. Secondo le stime dell’Institut national de la statistique et des études économiques (Insee) riportate da uno dei giornali più autorevoli francesi Le Figaro, la Francia ha 8,8 milioni di poveri. Le famiglie monoparentali, i disoccupati, i giovani, gli agricoltori e i commercianti sono le categorie più colpite dalla crisi. E sono proprio queste categorie quelle che sono scese in strada a protestare in tutto il Paese. Il tasso di povertà sta continuamente aumentando e quello che preoccupa è soprattutto il disagio dovuto al blocco dell’ascensore sociale, secondo l’ Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico) occorrerebbero sei generazioni più di 150 anni perché una persona nata da una famiglia povera raggiunga il reddito medio.
È su questo disagio che si è costruita la rivolta dei gilet gialli. C’è una Francia scontenta, profonda, marginalizzata. Quella che Macron non ha mai saputo osservare, capire e aiutare. Quella Francia di cui Macron non si è mai voluto occupare perché non rappresenta di certo un interesse per le lobby finanziarie europee delle quali Il presidente Francese è da sempre molto in confidenza. Questa Francia, lontana dai riflettori del centro di Parigi e dal cortile dell’Eliseo, ribolle da tempo. E ora è completamente esposta con una violenza che nessuno poteva aspettarsi. O meglio, che nessuno voleva aspettarsi.
I segnali che si stesse per scatenare qualcosa di molto più feroce rispetto a ciò che si credeva all’Eliseo, c’erano ed erano evidenti. Ma Macron invece di impegnare il suo tempo a pensare a questi di problemi si dedicava a redarguire io governo italiano. Povero sciocco. La violenza è diventata endemica in molte aree di Parigi e delle città di provincia. E il mix di protesta, rivolte e vandalismo non poteva non condurre a questa situazione di caos.
Ora la Francia e blindata: il governo ha mobilitato più di sessantamila agenti per evitare proteste. Ma la rabbia delle persone non si può evitare. Si può evitare che Parigi venga messo a ferro e fuoco come del resto altre città, ma ribadisco la rabbia della gente non si può placare solo con la polizia. E questo è un problema che non può essere risolto né dal governo né dalla polizia. C’è un sistema in crisi, un welfare che inizia a perdere colpi, e un popolo, come quello francese, che non tollera qualsiasi tipo di rinuncia alla sua rendita di posizione. Lo ha fatto con l’Europa e lo fa adesso contro il presidente.
Il modello francese sta diventando sempre più inadeguato. Con la fine del Partito socialista, le istanze sociali della sinistra sono state prese da la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon che ha cercato immediatamente di assorbire le proteste dei gilet gialli. Dall’altro lato, a destra, i Repubblicani contano sempre meno e sono preoccupati dal fatto che Rassemblement National di Marine Le Pen possa erodere ancora più consensi confermandosi la prima forza di destra del Paese. E noi in Italia preghiamo perché il partito della Le Pen possa diventare al più presto la prima forza politica nel paese. Adesso però a comandare la Francia c’è Macron che per fortuna è sempre più debole, isolato, sotto assedio e che sta pagando il fatto di essere distante anni luce dai bisogni dei francesi. Questo malcontento lo si poteva vedere sin dal primo giorno delle presidenziali che lo hanno condotto all’Eliseo con pochissimi voti rispetto agli altri candidati e vise perché al ballottaggio venne preferito lui alla Le Pen. Aggiungerei io: “per grande sfortuna dei francesi”.
Macron è un presidente altezzoso, superbo e totalmente incapace di relazionarsi con la gente. Praticamente totalmente incapace di ricoprire il ruolo di Presidente. Anche all’interno del governo, negli apparati statali e nella gendarmeria c’è chi non ce la fa più a sopportarlo. La polizia è esausta ed e proprio Macron l’unico artefice di questo disastro, mai avvenuto prima d’ora in Francia. Spero vivamente che per una volta nella sia vita politica Macron faccia una cosa giusta: si dimetta.
Andrea Pasini  – – Trezzano Suo Naviglio
fonte http://www.imolaoggi.it/2018/12/17/presidente-peggiore-della-repubblica-francese-emmanuel-macron/

domenica 16 dicembre 2018

Gilet Gialli, i nuovi Tsipras italiani e l’Alba Mediterranea. Intervista al Prof. Luciano



Vasapollo “Il cedimento sul 2,4% è grave anche dal punto di vista simbolico, è il segnale di resa verso tutti quei paesi che invece l’Italia avrebbe potuto attrarre in una lotta contro i dogmi folli imposti da questo regime.”
Intervista a Luciano Vasapollo, docente di Politica Economica Internazionale presso l’Università La Sapienza
Professore, da economista come giudica la decisione del governo italiano di ridurre dal 2,4 al 2,04 il deficit di bilancio nella trattativa in corso con l’Unione Europea?
Ormai la competizione economica, finanziaria e commerciale inter-imperialista è sempre più brutale. La guerra dei dazi lo dimostra e lo dimostra per l’ennesima volta le presunte trattative, che trattative non sono mai, con l’Unione Europea. Non ci sono margini. Loro ordinano e i paesi eseguono. La trattativa finisce sempre come con Tsipras.  E’ accaduto anche con questo governo italiano, che sarà costretto a rivedere tutto quello che aveva promesso in campagna elettorale e con il noto “contratto” con cui era nato l’esecutivo. Non sarà più quota 100 ma quota 105 come già si inizia a dire e il reddito da cittadinanza universale come promesso diventerà un reddito “miserabile”, una carità. 
Come giudica, in particolare, le ultime dichiarazioni di Salvini?
Salvini è una versione incattivata di Renzi. I due Mattei sono uguali: tutte le proposte repressive e economiche sono identiche. Rilancio delle privatizzazioni, un neo-liberismo sfrenato a vantaggio delle grandi corporazioni e un capitalismo aggressivo che sta producendo intorno ai derivati una immensa bolla speculativa pronta ad esplodere da un momento all’altro. Su questo il Pd di Renzi e la Lega di Salvini la pensano allo stesso modo. Il Pd ha insegnato i termini della repressione dei movimenti sociali attraverso Minniti e Salvini in continuità sta sgomberando e arrestando con le accuse di “associazioni a delinquere” gli occupanti a Milano e a Roma. Non accettiamo la criminalizzazione delle lotte. E’ la stessa cosa da tanto tempo. Vengo da lontano è un film che abbiamo già visto, dall’epoca di Cossiga (il Salvini attuale) e Pecchioli (il Minniti attuale). Non ci siamo mai arresi e non lo faremo certo oggi.
Mentre Moscovici bocciava anche la nuova proposta molto al ribasso dell’Italia, quasi in contemporanea, ci faceva sapere che per la Francia va bene sforare il deficit con le nuove misure proposte da Macron perché – all’Alberto Sordi nel Marchese del Grillo – “la Francia è diversa”….
Non bisognava essere dei nuovi Tsipras. E lo dice chi, attraverso le continue lotte del sindacato si può arrivare alle trattative se le condizioni di forza lo permettono. Non siamo contrari alle trattative, ma quando ci sono le condizioni. Bisogna essere sempre pronti a rovesciare il tavolo quando i margini non esistono. L’Unione Europea è un mostro di neo-liberismo che si basa sulle concezioni di austerità della Germania e la moneta, l’euro, è la rappresentazione del marco e delle fobie sull’inflazione di Berlino. Ecco in questo quadro ci sono stati due paesi che da Maastricht ad oggi hanno dimostrato agli altri non solo che loro delle regole possono fare quello che vogliono, ma che le stesse regole valgono solo per i paesi più deboli. Sulle parole e il comportamento di Moscovici permettetemi due annotazioni che reputo importanti. La prima è che l’Italia non è la Grecia. E’ la terza economia della zona euro, un paese importante, fondamentale e vitale per tutto l’impianto. Il cedimento sul 2,4% è grave anche dal punto di vista simbolico, è il segnale di resa verso tutti quei paesi che invece l’Italia avrebbe potuto attrarre in una lotta contro i dogmi folli imposti da questo regime. La seconda riguarda i media. Sono rimasto davvero allibito da professore universitario da un articolo di Repubblica che titolava: “Rapporto deficit / pil, ecco perché la Francia può permettersi di sforare e l’Italia no“. Non una parola chiaramente sulle truffe ormai assodate e note a tutti della Francia sulla pelle dei paesi africani legati al Franco Cfa – con cui Parigi frega letteralmente sul suo debito e sui parametri europei – ma quello che è più grave è che si alterano le lezioni del primo anno di politica economica. E’ un’economia in crisi che deve fare un deficit maggiore per rilanciarsi, non una “sana”. Ma non è certo un caso che, con la linea degli editorialisti di Repubblica, la sinistra in Italia sia morta e sepolta.
Che senso ha ancora, come ha fatto Salvini recentemente ma come fanno anche in molti della cosiddetta sinistra antagonista, parlare di “riformare da dentro” l’Unione Europea?
Il concetto che vorrei fosse chiaro è che in queste presunte trattative, per i popoli del Sud Europa non ci sono più margini. Chi, da Salvini alla sinistra antagonista, propone ancora “la riforma” o è in malafede o non persegue gli interessi del popolo, o tutte e due le cose insieme.
Ed è per questo che si stanno intensificando i lavori da parte nostra per la realizzazione del progetto dell’“Alba Mediterranea”. I nostri contatti con l’Unione Popolare in Grecia, con France Insoumise di Melenchon per un’uscita di classe, un’uscita di popolo attraverso la democrazia popolare si stanno intensificando.  All’ipocrisia del regime neo-liberista dell’Unione Europea e della zona euro responsabile della distruzione dei diritti, delle Costituzioni e del Welfare di intere popolazioni bisogna rispondere con la cooperazione tra i popoli attraverso i principi di solidarietà, compensazione e rispetto assoluto della sovranità – che è sovranità politica, monetaria, fiscale, alimentare e energetica –  indipendenza e autodeterminazione. Questo è il progetto dell’Alba Mediterranea.
Abbiamo appreso che Potere al Popolo parteciperà in Francia alle nuove lotte dei Gilet gialli. E’ un seme di questa uscita di classe?
Potere al Popolo è un fronte unitario, per l’alternativa a sinistra di classe e quindi sta dove si muovono gli interessi della massa degli sfruttati. Perché quando il popolo lotta e si ribella Potere al Popolo è presente. Ci potrebbero essere anche persone di estrema destra, qualche incappucciato di estrema destra. Da sempre, e ripeto ne ho viste tante nella mia storia politica, i servizi segreti e fascisti si infiltrano nelle manifestazioni. Ma io voglio che sia chiaro un punto: quali settori della popolazione francese stanno manifestando, quali sono in lotta da settimane? Precari, disoccupati, migranti e classe media impoverita. Quella classe media che prima con 1300-1500 euro faceva una vita dignitosa e che ora il neo-liberismo dell’Unione Europea ha trasformato in nuovi poveri. Noi saremo con tutti loro.
Voglio essere ancora più chiaro. La classe media che non arriva a fine mese è la nuova povertà, è il nuovo proletariato. Il piccolo imprenditore che lavora 12-13 ore al giorno e non arriva a fine mese, ma resta in piedi perché ha intere famiglie di suoi lavoratori che sopravvivono grazie a lui è la nuova povertà, il nuovo proletariato. Fa parte di quel blocco sociale, per usare un termine gramsciano, di ribellione che non ha ancora una coscienza di classe. Ma la rivolta organizzata dai Gilet gialli dimostra che qualcosa si sta muovendo e Potere al Popolo per tutte queste ragioni sarà in piazza con loro.
La Piattaforma dei Gilet gialli non lo dice apertamente ma chiaramente la realizzazione di quegli obiettivi prevede in modo esplicito e chiaro la rottura con zona euro e Unione Europea. Allo stato attuale, può un paese da solo staccare la spina dal regime di Bruxelles, Berlino e Francoforte?
Chiaramente dipende dalla grandezza e forza del paese in termini economici e politici. La rottura di Francia e Italia comporta il giorno dopo la fine di tutto. Io però su questo punto vorrei ritornare al nostro progetto che prevede una condivisione dei paesi mediterranei (sponda Sud e Sponda Nord) per l’organizzazione del Piano B che risulta inevitabile. Posso dirvi che France Insoumise di Melenchon, di fatto oggi il primo partito in Francia, sta valutando sempre più attentamente con noi quest’opzione. Ho avuto uno scambio molto interessante la settimana scorsa alla Sapienza con una importante dirigente del partito e mi ha confermato che France Insoumise fa si parte del cosiddetto Patto di Lisbona (anche con Podemos), ma che all’opzione A – riforma dell’Unione Europea – non crede più e che per il Piano B sono concordi nell’opzione Mediterranea 5 + 5 (5 paesi della sponda sud e 5 della sponda Nord). 
In Francia la rivolta continua. Ma in Italia?
In Italia anche. Come Potere al Popolo e Usb, saremo in piazza domani, sabato 15 dicembre, dalle ore 14.00 a Piazza della Repubblica, per la manifestazione “Get up, Stand Up! Stand up for your rights”, magari con un gilet giallo. Si tratta di una risposta di massa unitaria, di tutti i lavoratori di qualsiasi colore di pelle siano. Non solo perché il “decreto sicurezza” è un’infamia che grida vendetta, ma se in un paese è “legale” sfruttare manodopera pagata due-tre euro l’ora, facendola dormire in baraccamenti che esistono da anni, sotto gli occhi di polizie locali, nazionali e internazionali, allora nessun lavoratore può sentirsi sicuro di non esser spinto anche rapidamente nella stessa condizione. Saremo a Parigi e saremo a Roma perché dentro quest’Unione Europea lo scenario è chiaro e la lotta è comune. Sappiamo da che parte sta Salvini, è la stessa parte di Minniti e di Renzi. La domanda però che ci poniamo è: da che parte sta Di Maio?
Alessandro Bianchi
http://www.politicamentescorretto.info/2018/12/14/gilet-gialli-i-nuovi-tsipras-italiani-e-lalba-mediterranea-intervista-al-prof-luciano/


VANGELO SECONDO BERGOGLIO: “GESÙ ERA UN PROFUGO”



Ormai è chiaro, Bergoglio ha una religione tutta sua: Vangelo secondo Bergoglio.


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“Il Natale è sempre nuovo, perché ci invita a rinascere nella fede, ad aprirci alla speranza, a riaccendere la carità. Quest’anno, in particolare, ci chiama a riflettere sulla situazione di tanti uomini, donne e bambini del nostro tempo – migranti, profughi e rifugiati – in marcia per fuggire dalle guerre, dalle miserie causate da ingiustizie sociali e dai cambiamenti climatici”.
Non dire falsa testimonianza è uno dei comandamenti più importanti. Bergoglio lo viola continuamente: da quali guerre fuggono i nigeriani e i ghanesi di Famiglia Cristiana? Quali sarebbero i sedicenti cambiamenti climatici dai quali fuggono i pakistani?
Poi il suo Vangelo personale






























Anche Gesù proveniva “da un altro luogo”: “dimorava in Dio Padre” ed è “venuto ad abitare in mezzo a noi, in mezzo ai nostri limiti e ai nostri peccati, per donarci l’amore della Santissima Trinità”. “L’ira violenta di Erode” poi costrinse il “piccolo Gesù” a vivere la condizione della “metà dei profughi di oggi”: “bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane”.
Quindi, il nigeriano che paga migliaia di euro per venire in Italia, è come Gesù che tornava a casa per il censimento. Non fa una piega.
“A questi drammi la Chiesa risponde con tante iniziative di solidarietà e assistenza, di ospitalità e accoglienza. C’è sempre molto da fare, ci sono tante sofferenze da lenire e problemi da risolvere. C’è bisogno di un coordinamento maggiore, di azioni più organizzate, in grado di abbracciare ogni persona, gruppo e comunità, secondo il disegno di fraternità che accomuna tutti. Ecco perché è necessario fare rete”.
Ecco la rete:
Gesù non era un ‘profugo’. E soprattutto non era un clandestino come il 99% di chi viene in Italia.
fonte https://voxnews.info/2018/12/14/vangelo-secondo-bergoglio-gesu-era-un-profugo/?fbclid=IwAR1L6Tb-c3MVUEjI2wGAkHPuNnmxXWkLf8GC85828uAkYzaVq-7LAPhH9Jo

sabato 15 dicembre 2018

Basta prese in giro: L’Europa non è da riformare, è solo da abbattere



I vincoli valgono solo per i governi nemici di Bruxelles?

di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
Non ci sono più dubbi. E’ ufficiale. Questa Unione europea non è da riformare, è solo da abbattere e distruggere. “Valutiamo l’impatto sulla manovra della Francia a primavera” fa sapere la Commissione dei tecnocrati non eletti da nessuno. Eccola qua l’Europa, quella che qualcuno ancora ha il coraggio di venerare. All’Italia boccia una Legge di Bilancio che fissa il rapporto deficit/Pil al 2,4% e al signor Macron, l’uomo delle banche che respinge i migranti alla frontiera e poi viene a farci la morale, non dice nulla e rimanda tutto a ‘babbo morto’ anche se Parigi sforerà nettamente il parametro del 3%. Ma i vincoli e i parametri valgono solo se il governo è amico di Bruxelles?
Ci saranno anche spiegazioni contabili e motivazioni legate al debito pubblico, ma quanto accade oggi è del tutto inaccettabile. Spiace che le opposizioni italiane, dal Pd a Forza Italia, diano fiato alla litania eurofanatica anziché unirsi in una doverosa battaglia a difesa degli interessi nazionali contro l’arroganza della Commissione Juncker. Una Commissione che sa perfettamente che dopo le elezioni del maggio 2019 verrà pensionata e che sta cercando in ogni modo di stroncare sul nascere l’esperienza del governo del Cambiamento Lega-M5S.
La protesta dei Gilet gialli in Francia, ma anche in Belgio e in Olanda, dimostra che questi signori arroccati nei Palazzi sono lontani anni luce dal popolo e ormai rispondono solo alle logiche delle banche, della finanza e dello spread. D’altronde, che cosa vogliamo aspettarci da questa Unione europea? Quando la Commissione ha fornito le sue valutazioni sui bilanci degli Stati membri, bocciando la manovra italiana, ha promosso a pieni voti quanto fatto negli ultimi anni dalla Grecia di Tsipras. Peccato che la cura dell’austerity imposta dalla Troika abbia fatto aumentare del 40% i suicidi per povertà e mancanza di lavoro proprio in Grecia.
Forse l’obiettivo dell’Ue anti-democratica è la miseria di massa, magari con milioni di immigrati clandestini da utilizzare come nuovi schiavi per abbattere il costo del lavoro e distruggere gli ultimi barlumi di welfare. Il tutto per soddisfare i poteri forti della finanza e le multinazionali franco-tedesche e del nord-Europa. I due pesi e due misure usati con la Francia e con l’Italia dalla Commissione sono la prova che non c’è alcuna riforma possibile, questa Europa va solo smantellata.
http://www.politicamentescorretto.info/2018/12/13/basta-prese-in-giro-leuropa-non-e-da-riformare-e-solo-da-abbattere/



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