lunedì 7 novembre 2016

“Il comma Napolitano” "Votando SI al Referendum si garantirà per sempre la somma di 50mila euro al mese all’emerito ex Presidente della Repubblica"

Giorgio Napolitano
Ad un mese dal voto per il Referendum Costituzionale (4 dicembre) assistiamo a dei veri salti mortali del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, e di tutta la sua ciurma, per convincere gli Italiani a votare “si”.
Questo avviene, chiaramente, raccontando falsità e omettendo alcune verità inconfutabili scritte, e abilmente celate, nella Riforma della Costituzione. Fratelli d’Italia da qui al 4 dicembre elencherà tutte le storture di questa Riforma in modo che tutti possano ben capire le fregature che si celano dietro questa operazione che vuole portare sotto una “dittatura” mascherata da una finta democrazia.
I nostri politici proprio non vogliono capire la realtà, si sono resi strumento dello strapotere della finanza, delle multinazionali e delle lobby, che per le loro logiche di mercato, a sfavore dei Cittadini, perseguono l’indebolimento delle Costituzioni e degli Stati Nazionali. A fronte di questa ulteriore “svendita della sovranità”, il “NO” è un dovere civico.
Tanti sono gli articoli modificati nella Costituzione Italiana che danneggiano, o non aiutano, gli Italiani, e oggi vi parliamo del “comma Napolitano”, così chiamato anche dagli addetti ai lavori. Un ulteriore schiaffo agli Italiani di cui nessuno parla. Grazie ad un piccolo comma messo con maestria nella Riforma, votando si al Referendum si garantirà Costituzionalmente per sempre la misera somma di 50.000 mila euro al mese all’emerito ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e a tutti quelli che verranno dopo di lui. L’abilità non sta tanto nell’averlo scritto, ma nell’averlo blindato ad arte, ossia mai nessuna futura riforma lo potrà cambiare questo comma.
Basta leggere il contenuto conclusivo del comma 5 dell’art. 40 (Disposizioni Finali) dove si legge: “Lo Stato e le prerogative dei Senatori di diritto a vita restano regolate secondo le disposizioni già vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale”. Questo significa che se la Riforma Costituzionale dovesse entrare in vigore, le prerogative (leggi PRIVILEGI) degli ex Presidenti della Repubblica e dei Senatori a vita restano congelate nella Costituzione e non saranno più toccate o toccabili, a meno che non vinca il “NO” e spazzi via tutta questa indegna porcata.
Ma quali sono queste “prerogative” (PRIVILEGI) garantite a vita? Ecco l’elenco con la dotazione full optional:
– Ufficio (nel caso di “Re Giorgio” cento metri quadrati al quarto piano di Palazzo Giustiniani) comprensivo di: capo ufficio, tre funzionari, due addetti ai lavori esecutivi, due addetti ai lavori ausiliari, consigliere diplomatico e consigliere militare. Tutti dotati di 15 mensilità di stipendio;
– Auto di servizio con chauffeur;
– Linee telefoniche protette;
– Scorta;
– Maggiordomo e guardarobiere a disposizione per la residenza privata;
– Poi c’è il costo per le segreterie personali degli ex presidenti che ha un tetto massimo di 579.643, 26 mila euro. Un budget che da solo rappresenta più del triplo di quanto guadagna Obama.
Il tutto al netto dei 15mila euro mensili che Napolitano già incassa dal Senato e senza contare le altre numerose pensioni accumulate nell’arco di una vita spesa a Palazzo sul groppone degli italiani fin dal 1953.
In un momento particolare di crisi e di problematiche strutturali urgenti (Terremoto e Alluvioni), anziché cercare di risparmiare, fare dei giusti tagli, limitare le spese, che cosa fanno “questi signori”? Spendono e spandono senza ritegno, tanto i soldi non sono i loro, sono dei Cittadini che con fatica, sacrifici e sudore pagano le tasse allo Stato, e questo per ringraziarli pensa bene di spenderli a “pene di segugio”!
Quando andrete a votare al referendum ricordatevi anche di questi “dettagli”.
da Marcello Liverani
Coordinatore Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Senigallia.
fonte http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=5890da652c774cda

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