lunedì 20 aprile 2015

UNA VITA PER LA SINDONE


Pierluigi Baima Bollone  medico e pubblicista è professore ordinario di Medicina legale nell’Università di Torino.  Fondatore e direttore del dipartimento «Diagnosi e prevenzione» dell’ospedale Gradenigo.
 Autore di moltissime pubblicazioni scientifiche e di un  «Manuale di Medicina legale» adottato in numerose sedi universitarie. Noto saggista a livello internazionale, ha scritto opere  ampiamente tradotte all’estero, occupandosi  particolarmente della vita di Gesù e soprattutto della Sindone.
È il presidente Onorario del «Centro Internazionale di Sindonologia» di Torino, unica istituzione ufficiale per lo Studio della Sindone. ( M.F.G )

Ha dedicato una  intera vita  alla  Sindone. Da quando, fin da bambino, i suoi genitori gli parlavano del Sacro Lino e lui  affascinato li ascoltava, non potendo certo immaginare che, dopo che nel 1969 una commissione di esperti nominata dall’arcivescovo di Torino aveva ipotizzato la presenza di tracce di siero, sarebbe stato il primo patologo al mondo in grado di analizzarle.

Professor Pierluigi Baima Bollone, come è avvenuta la scoperta di microtracce di materia nel tessuto?
«Analizzando nel ’78 dodici fili sottratti al lenzuolo, e una microcrosta di pochi millesimi di millimetri, prelevata con una équipe di scienziati svizzeri. Ma l’idea era stata mia. Così ho scoperto che si trattava di sangue umano, con tanto di gruppo sanguigno. E poi, con l’aiuto di alcuni specialisti di dna, anche alcune delle sue caratteristiche».
Come mai avevano incaricato lei?

«Negli Anni 70 ero un giovane e pimpante medico legale che si interessava di microtracce: don Coero-Borga mi aveva chiesto se ero in grado di stabilire se le macchie sulla Sindone fossero davvero di sangue. Una sfida che ho colto al volo. Ho portato quei dodici fili nel mio laboratorio di corso Galileo Galilei 22 e li ho analizzati sia con il microscopio ottico, sia con quello elettronico a scansione. E poi la meravigliosa scoperta».

Che sensazioni ha provato quando si è trovato per la prima volta a tu per tu con il Lenzuolo?

«È stato un momento che non potrò mai dimenticare. Ero con altri patologi nella biblioteca di Palazzo Reale che aveva le finestre oscurate da sacchi neri messi da noi. Il Lenzuolo era appoggiato su un lungo tavolo illuminato da una luce radente inclinata di 45 gradi per prelevare i frammenti di stoffa, noi stavamo seduti a turno su un trespolo. Quando è toccato a me, ho avuto l’impressione che l’immagine prendesse corpo. Era come se la vedessi in tre dimensioni, e ho pensato che i miei occhi mi stessero facendo un brutto scherzo».
A quando risalgono i suoi ultimi rapporti con il Sacro Lino?

«Non sono mai terminati. Disponendo ancora di alcuni preparati di allora, con l’aiuto di Grazia Mattutino, una delle più importanti criminologhe, i miei studi vanno avanti. E qualche tempo fa abbiamo individuato le particole d’oro e d’argento riferibili al reliquario che conteneva la Sindone durante l’incendio di Chambéry del 1532».

Con che spirito vive l’Ostensione che inizia oggi?

«Con grande partecipazione emotiva, anche se in questi giorni mi sono trovato in diverse occasioni al suo cospetto in occasione della preparazione dell’evento. Verrò a osservarla quasi tutti i giorni, perché il suo effetto ai miei occhi di pellegrino, più che di scienziato, continua a essere decisamente traumatizzante».

Quanto la sua vita è cambiata dopo quegli studi?

«La Sindone è stata molto più di un semplice oggetto di studio. Oltre a contribuire alla mia formazione umana, ha condizionato favorevolmente tutta la mia successiva attività professionale».


Lei si è definito cattolico apostolico romano: un credo che ha condizionato l’interpretazione data alle sue origini?

«L’educazione che ho ricevuto e il mio senso della spiritualità non hanno niente a che vedere con le convinzioni che ho sulla Sindone. Sono certo, per ragioni razionali e scientifiche, che quello di cui stiamo parlando sia il Lenzuolo con cui è stato avvolto Gesù Cristo duemila anni fa. Lo direi anche se fossi ateo. E tra i ricercatori che credono nella sua genuinità ci sono numerosi ebrei, protestanti e agnostici».

Cosa si sentirebbe di dire a chi ritiene sia un falso?


«Di rimanere nelle sue convinzioni, ma che si sta sbagliando, enunciandogli dettagliatamente tutte le ragioni che fanno propendere per la sua assoluta veridicità. Anche perché il calcolo delle probabilità parla di una possibilità su 225 miliardi che la Sindone sia falsa».





domenica 19 aprile 2015

DON'T WORRY BE HAPPY



Il segreto della gioia è più facile da trovare di quanto non si possa pensare. Per essere felici basta volerlo. Anche solo provare ad esserlo aiuta il benessere. Lo sostengono due ricerche pubblicate sul Journal of Positive Psychology. I ricercatori Yuna L. Ferguson dello Knox College e Kennon M. Sheldon dell’Università del Missouri hanno scoperto, nel corso di due esperimenti, che basta il pensiero per vivere meglio.


Nel primo esperimento, gli studiosi hanno fatto ascoltare a 167 studenti del college“Rodeo” di Copland, generalmente considerata musica “allegra”. Gli studenti sono stati divisi in due gruppi. Al primo è stato chiesto di fare uno sforzo consapevole di sentirsi felici, mentre al secondo è stato “chiesto di evitare ogni sforzo cosciente di alterare il proprio umore, di rilassarsi e anzi di osservare passivamente le proprie reazioni”.


I ricercatori hanno scoperto che i partecipanti a cui era stato chiesto di provare a sentirsi felici – e che avevano ascoltato una musica gioiosa – avevano i livelli di umore più alti. “Ciò dimostra che - si legge nella ricerca - associare le proprie intenzioni a un metodo appropriato è importante nel migliorare l’umore”.


L’altro esperimento è stato condotto su un periodo di tempo più lungo, e ha coinvolto 68 studenti a cui sono stati fatti ascoltare diversi generi di musica “positiva” nel corso di due settimane. I ricercatori li hanno divisi in due gruppi: a uno è stato chiesto di concentrarsi sul sentirsi felici, all’altro è stato detto di non fare alcuno sforzo di esserlo. Ancora una volta, il gruppo a cui è stato chiesto di concentrarsi ha ottenuto una spinta decisamente superiore al benessere rispetto a quello a cui non era stato chiesto.


Cercare di essere felici, conclude la ricerca, potrebbe rappresentare un metodo efficace per ottenere vantaggi per la propria salute, soprattutto quelli che derivano da un senso di benessere e da un atteggiamento positivo. La felicità viene spesso legata a condizioni psicofisiche ottimali, a un livello superiore di soddisfazione nel rapporto con il partner, a una minore vulnerabilità alle malattie, nonché a una vita più lunga. Stati di rabbia prolungata, al contrario – insieme ad altre emozioni negative –, sono in grado di incidere significativamente sulla nostra salute, fisica e mentale.


Tanto che una ricerca dell’Università di Granada del 2012 ha scoperto che un atteggiamento pessimista o fatalista verso il passato, presente e futuro viene associato a una più bassa qualità della vita, e a una percezione più negativa della propria salute. Tuttavia i ricercatori hanno anche notato che le buone intenzioni di per sé non bastavano ad accrescere la felicità, ma che dovevano essere sostenute da attività che la favorissero. Quindi il senso è: sommare il desiderio della felicità ad attività positive come l’esercizio, il sonno e l’interazione sociale serve ad elevare il tuo umore, e a migliorare la tua prospettiva di vita.


“Chiaramente non possiamo alterare il patrimonio genetico o le circostanze specifiche delle nostre vite”, scrivono gli autori, “ma potremmo essere in grado di modificare intenzionalmente il nostro comportamento in modo tale da migliorare il nostro benessere”.
















fonte : http://www.huffingtonpost.it/2013/09/24/segreto-felicita_n_3980400.html

sabato 18 aprile 2015

NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE!

Una donna su tre nella sua vita subisce violenza. Sessuale, domestica, psicologica, stalking. Sono dati esagerati? No, sono i dati di un’indagine Europea del 2014 che ha mostrato come a livello di Stati Membri 1 donna su 3 ha subito qualche violenza sessuale e/o fisica almeno una volta nella vita a partire dall’età di 15 anni.
Sono numeri che fanno riflettere? Sì e anche tanto. Spesso le donne hanno paura, continuano a subire in silenzio per la presenza di un legame emotivo con il partner, per il timore delle conseguenze o di essere stigmatizzata dagli altri, o ancora che la sua denuncia non venga presa sul serio e che nessuno possa aiutarla.
Ma tutto questo è sbagliato. E' il concetto che sta alla base di questo pensiero ad esserlo, innanzitutto. La violenza può avere effetti devastanti sulla vittima, le conseguenze sono non soltanto di tipo psicologico ma anche di tipo fisico legate alla salute oppure di tipo economico per le ripercussioni sulla attività lavorativa. Le conseguenze negative della violenza coinvolgono tutti i membri di una famiglia, soprattutto i figli anche se sono testimoni .

Per difendersi le donne devono condividere il problema con chi sta loro accanto: amici, parenti, colleghi. E rivolgersi alla polizia, alle associazioni contro la violenza, a un avvocato. Ci rivolgiamo a Voi, sappiate che non siete Sole. Noi ci siamo, siamo pronti ad accogliere ogni vostra richiesta di aiuto. NON SIETE SOLE!


marilinalincegrassi

domenica 12 aprile 2015

‪#‎Renzi‬ fa lo gnorri, presto dovrà giustificare spese pazze ai giudici!!

‪#‎Renzi‬ fa lo gnorri, presto dovrà giustificare spese pazze ai giudici!!
L’accoppiata Taormina-Maiorano sempre più determinati nel tirare allo scoperto Il premier, che dal canto suo sembra non fare nemmeno una piega, ma questa sua tattica dell’indifferenza però, adottata soprattutto nei confronti del suo più grande accusatore Alessandro Maiorano, prima o poi dovrà essere abbandonata dal premier visto che presto si troverà costretto a rispondere a domande precise davanti ai giudici. Li, come disse l’avvocato Taormina:” ne vedremo e sentiremo delle belle..”
“Qualche spesetta di Renzi quando era presidente della provincia di Firenze. Somma complessiva circa 31milioni di euro cioè’ 64 miliardi della vecchie lire. Spese extra istituzionali :somma complessiva 13 milioni di euro per:ristoranti,caffè ,case vinicole,pizzerie,pasticcerie,scampi,aragoste,sushi;viaggi in California,Massachiussets;finanziamenti anche per noti bisognosi come Maison Emilio Pucci,la galleria Tornabuoni e la Santa Maddalena fondation,Pimpa e la cagnolina a pois. Fondazione Strozzi per un complessivo di 2,5 milioni di euro per finalità da approfondire. Genio Fiorentino per un complessivo di 7,5 milioni spesi in Catering,Premio Vallombrosa,Semper,1.700.000 mila euro elargiti a pioggia a circa 70 beneficiari per causali da approfondire,1.850.000 euro al Comune di Firenze tramite Genio Fiorentibi,di nuovo per motivi da approfondire; il resti per esigenze di comunicazione spesso a vantaggio della Florence Multimedia,peraltro istituita per la comunicazione,finanziandosi con la comunicazione della comunicazione. Florence Multimedia per complessivi 9.000.000 di euro. Organismo che soppianto’ il pubblico ufficio per le relazioni pubbliche. Tutte spese per comunicazione difficilmente comprensibili e sulle quali si è’ abbattuta la censura del Ministero Economia e Finanze che ha riconosciuto la illegittimità ,chiedendo anche le deliberazioni degli organi competenti della Provincia,mai spedite e ciononostante senza alcuna conseguenza ne’ penale ne di altro genere. Abitazione di Via Alfani con affitto pagato da Carrai al proprietario Alessandro Dini. Carrai assegnatario senza bando della fornitura di audio guida per i musei di Firenze;amministratore delegato Firenze Parcheggi ;Presidente Aeroporti Firenze;Amministratore delegato Florence Multimedia. Denaro percepito da Renzi e mandatogli da Lusi per 122.000 euro,il condannato in primo grado per la appropriazione indebita di oltre 20 milioni di euro dalle casse della Margherita. I dati precedenti sono copia di pubbliche deliberazioni o di documenti non coperti da alcun segreto. Auguri di buon lavoro alla Procura di Firenze.”
Tribunale di Firenze 25/06/2015 ore 11,30.

venerdì 10 aprile 2015

Se reato di tortura deve esserci che lo sia per tutti coloro che lo commettono indistintamente

Pubblico volentieri questo articolo perchè penso che se si vuole cercare di migliorare la situazione nel nostro Paese, dobbiamo essere giusti ed equilibrati nella visuale del contesto in cui avvengono i fatti, e dico che non è giusto criminalizzare le Forze dell'Ordine mescolando i fatti fra loro in modo da fare schiuma e non permettere così di vedere la realtà nella sua totalità. 
Indubbiamente l'irruzione alla Diaz e quanto accadde a Bolzaneto restano pagine molto nere nella nostra Storia, ma non per questo si deve vanificare tutto il lavoro delle FFOO che spesso con addosso la loro Divisa ricevono i peggiori insulti e sono colpiti da sassi, vernice, uova e quant'altro  durante le manifestazioni e i vari servizi d'ordine. ( Marilina Fenice Grassi )





(di Alessandro Sallusti) - La Corte di Strasburgo per i diritti dell'uomo ha sentenziato che la polizia italiana ha compiuto atti di tortura contro i manifestanti del G8 di Genova che la sera del 21 luglio 2001 si rifugiarono dentro le mura della scuola Diaz.


È vero che lo Stato deve comportarsi sempre e comunque a norma di legge, ma è anche vero che in quelle ore a Genova era in corso una vera e propria guerra contro lo Stato e contro la comunità internazionale che l'Italia stava ospitando. Cinquemila criminali provenienti da mezzo mondo si erano mescolati a una folla di manifestanti complice e avevano messo a ferro fuoco la città, attentato alla vita di poliziotti, carabinieri e civili, devastato attività commerciali.

La reazione delle forze dell'ordine, una volta ripreso il controllo del campo di battaglia, fu sicuramente dura e molti uomini in divisa l'hanno già pagata personalmente, a differenza del livello politico che ovviamente si dileguò, a partire dall'allora vicepremier Gianfranco Fini presente sul posto per coordinare gli interventi. Ma scambiare i carnefici (i manifestanti) per vittime e le vittime (i poliziotti) per assassini e torturatori è davvero troppo.

Io lo dico chiaro: non mi vergogno della polizia e dei carabinieri che operarono a Genova per difendere lo Stato di diritto dalla furia di criminali comuni, loro sì, torturatori impuniti delle nostre città e delle nostre libertà. Prima di bollare come indegne le forze dell'ordine italiane, la Corte di Strasburgo dovrebbe dichiarare fuorilegge le bande paraterroristiche di black bloc, e i loro cugini no global (pacifisti a senso unico), viste in azione a Genova, Roma, in Val Susa e più di recente sulle linee dell'alta velocità ferroviaria.


E prima che il Parlamento italiano introduca - come sta per fare - il reato di «tortura» per limitare la possibilità di contrasto delle forze dell'ordine, è bene riflettere. Credo che nessuno di noi si senta minacciato da uomini in divisa. Semmai lo Stato ci tortura lasciando mano libera ai magistrati (vedi la carcerazione preventiva per estorcere confessioni), abbandonandoci in balia della sua burocrazia, aizzando contro di noi il mostro fiscale ingiusto e ricattatore. Tutte caste intoccabili a prescindere dai reati che commettono. Reati che sono molto più pericolosi e frequenti di quelli delle forze dell'ordine. I cittadini inermi siamo noi tutti, non chi va in piazza con passamontagna, spranghe e molotov e poi fa il santarellino in Europa.






lunedì 6 aprile 2015

Il DOLORE DELL'ELEFANTINO ROI E DI ALTRI PACHIDERMI

Sappiamo che ogni 15 minuti un elefante muore a causa del prelevamento delle zanne d'avorio. Nel Parco Nazionale di Garamba, della Repubblica democratica del Congo, ne è stata fatta una carneficina.
L'IFAV, Fondo internazionale per il benessere degli animali riferisce di 68 elefanti uccisi in due mesi, e di altri 30 in poco più di due settimane.
Tutte vittime innocenti solo per l'avorio, che in questo modo è facile da accaparrarsi. Il fatto è che purtroppo ci sono solo 150 ranger che devono pattugliare oltre 12949.94 km² del parco. Così i suoi 1.700 elefanti sono diventati facile bersaglio per bracconieri e militanti armati.
Vengono dall'Uganda, dal Sudan e dal Congo e ora anche da fuori.
Il bracconaggio e la vendita dell'avorio illegale serve loro per comprare cibo, ma anche armi e munizioni. A volte gli uomini armati di fucili hanno attaccato gli animali da elicotteri, mentre altri a terra , con delle motoseghe tagliavano loro le zanne. Il prezzo del mercato nero dell'avorio in Asia, dove ill prodotto arriva, varia fra 1.000 e 1.300 dollari per libbra.
Una sola zanna a seconda delle dimensioni,può arrivare a valere da 20.000 e 175.000. In Africa, invece, a volte vengono solo cedute in cambio di munizioni e una sola zanna può valere 18.000 proiettili.
Paesi come Ciad, Camerun e Repubblica Democratica del Congo, che hanno popolazioni di elefanti sotto minaccia fortissima di bracconaggio per il loro avorio, ancora non danno segni di alcun progresso nemmeno per rallentare la strage di questi maestosi bellissimi animali.

Una triste storia come esempio, arriva dalle pianure del Masai Mara National Reserve, in Kenya ed è quella di un giovane elefantino che rimane immobile, davanti al corpo della sua mamma senza neppure voler staccare la sua piccola proboscide dalla schiena materna. Però purtroppo la mamma è stata avvelenata dai bracconieri che con una lancia l' hanno colpita in testa.
Il piccolo, che così non può più bere il latte della mamma, rischiando di morire ha bisogno di essere salvato subito. Il branco che lentamente inizia ad allontanarsi, induce l'elefantino a seguire un'altra madre che ha il suo cucciolo da allattare. Il piccolo orfano così cerca di succhiare, ma l'elefantessa dolcemente lo respinge .
Solitamente gli elefanti adottano gli orfani del branco, ma condividendo il latte solo in situazioni in cui non mettano a repentaglio la salute dei propri cuccioli. Fortunatamente, però, viene allertato Richard Roberts, del Mara Elephant Project e può avere inizio così un estremo salvataggio. La matriarca diventata molto protettiva verso l'orfano fa si che i soccorritori fatichino a catturarlo. Ma se pur faticosamente riescono e finalmente il piccolo Roi, così da loro chiamato, può essere portato in un 'orfanotrofio per elefanti.
Le prime settimane dei un giovani cuccioli di elefante orfani sono sempre critiche e non sempre tutti sopravvivono sfortunatamente ,perché la sensazione di dolore e di angoscia che li assale può diventare così forte da portarli letteralmente a lasciarsi morire nel rifiuto totale di cibo o acqua. Roi, invece viene da subito confortato e consolato dagli orfani più anziani del centro, che gli danno l'attenzione e l'amore di cui necessitava.


Marilina Fenice Grassi 
Video della storia del cucciolo Roi https://www.youtube.com/watch?v=amUWVJC1vl4



sabato 4 aprile 2015

LA CHIESA DELLA SPERANZA



Monsignor Georges Abou Khazen parla di chiese gremite e presenza "commovente" dei fedeli,



“Sono giorni difficili, soprattutto dopo la caduta di Idlib” nelle mani dei movimenti islamisti; la città “non è lontana da Aleppo e la gente teme che succeda la stessa cosa qui. Nonostante i timori e le paure, i cristiani partecipano ai riti della Settimana Santa e le chiese sono sempre gremite”. È quanto afferma all'agenzia AsiaNews il vicario apostolico di Aleppo dei latini, mons. Georges Abou Khazen, il quale racconta che “in occasione della Domenica delle Palme era bella e commovente la presenza e il numero dei fedeli”. A dispetto dei colpi di mortaio “che cadono dappertutto”, aggiunge il prelato, “la gente non ha avuto paura e ha assistito alla Messa e alla processione con i propri bambini. Per i più piccoli è stata una festa speciale, erano loro a portare le candele ornate nella processione… la fede è stata davvero più forte della paura”.

Per i cristiani la fede è più forte della paura

Il vicario apostolico di Aleppo conferma la situazione di timore e difficoltà non solo dei cristiani, ma di tutta la popolazione locale preoccupata dal possibile arrivo delle milizie jihadiste. Nei giorni scorsi i fondamentalisti hanno conquistato la città di Idlib, nel nord-ovest del Paese, sequestrando un sacerdote greco-ortodosso. Ma nonostante questa realtà di guerra, persecuzioni e violenze, la comunità cristiana di Aleppo sta vivendo la Settimana Santa con partecipazione, raccoglimento ed entusiasmo perché - ripete il vicario apostolico - la fede è più forte della paura. “La loro testimonianza - spiega mons. mons. Georges Abou Khazen - è stata per noi pastori fonte di incoraggiamento, grazie alla loro fede e alla loro preghiera il Signore risorto ci libererà”.

L'aiuto della Caritas senza distinzione di credo

Dalla comunità musulmana, racconta ancora il vicario apostolico, “abbiamo ricevuto forti testimonianze di affetto, una bella prova di convivenza”. Del resto, spiega, la Chiesa “sta giocando un grande ruolo nell’assistenza ai profughi, cristiani e musulmani, e di questo loro ci sono grati”. “Aiutiamo i ragazzi, senza distinzioni di fede religiosa, attraverso Caritas Siria - continua il prelato - non solo con il cibo, ma anche donando loro scarpe, pantaloni, magliette. È bello vedere la gioia di questa gente, dei giovani e dei loro genitori, che capiscono che guardiamo loro con affetto, cercando il bene della persona. Anch’essi sono parte di questa famiglia e di questa festa”.

I cristiani vivono questa Via Crucis alla luce della Resurrezione

A livello di pastorale “abbiamo promosso funzioni religiose, prediche e incontri in varie chiese, insistendo sulla penitenza e la conversione, legati alla situazione generale” afferma mons. Georges. Le vicende accadute a Idlib “fanno paura”, ma “nonostante questo noi viviamo con coraggio la nostra Via Crucis, lo facciamo alla luce della resurrezione e questo ci dà una grande speranza”. Egli ha inviato una lettera pastorale in cui ha sottolineato che “Cristo risorto non si è vendicato, ma ha mandato i suoi a predicare la Buona Novella insegnando amore e perdono. Questo - conclude - è il mio messaggio per la Pasqua e i fedeli hanno colto l’invito. Si sono formati gruppi di incontro, per meditare la lettera. Speriamo che il Signore ci usi come segno e testimonianza di pace”. (D.S.)...



(Radio Vaticana)

( Foto Nino Fezza)

Rotterdam - Disinformazione democratica

    Rotterdam - Disinformazione democratica Nei giorni scorsi tutte le televisioni (ad iniziare dal TG di SKY) e i giornali (e non soltanto...