martedì 3 marzo 2015

Il rapporto tra cioccolato e le performance degli sportivi

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L’argomento che di certo rapisce l’attenzione di un qualsiasi lettore è il cioccolato.

Questo alimento grazie al suo elevato contenuto di antiossidanti ha la caratteristica di coadiuvare il recupero muscolare dopo l’attività fisica oltre, se utilizzato in modo corretto, ad aumentare la capacità atletica dello sportivo migliorando la sua performance.
Il cioccolato fondente apporta innumerevoli benefici all’organismo; uno studio effettuato presso l’Università di San Diego (California – USA) ha messo in luce che la epicatechina, sostanza antiossidante contenuta nel cacao, ha la capacità di aumentare la resistenza allo sforzo e migliorare le performance sportive dell’atleta ed in particolare per tutte le attività aerobiche come la corsa, la bicicletta ed il nuoto.
Il ruolo del cioccolato non è importante soltanto durante l’attività fisica ma anche nella fase di recupero successiva allo sforzo; infatti in pochi sanno che i tempi per recuperare le scorte di energia del muscolo sono lunghi, anche oltre 24 ore.
Dopo l’attività fisica, la cosa migliore è mangiare frutta per reintegrare liquidi, vitamine e zuccheri, ma anche un quadratino di cioccolato fondente può aiutare regalando una marcia in più; l’elevata presenza di polifenoli (potenti antiossidanti) in questo alimento, infatti, favorisce enormemente il recupero muscolare, proteggendo le fibre dei muscoli anche dopo il forte stress dovuto alle attività più traumatiche (per es. quelle che prevedono urti come il rugby). Tutte queste proprietà benefiche, tra l’altro, non sono in conflitto con la linea: un quadratino di cioccolato fondente ha la capacità di apportare un’enorme mole di sostanze importanti per l’organismo con un contenuto calorico ben misero (solamente 22 Kcal).
Perché resistere alla tentazione?
Antonio Nardella
Coordinatore Sud Italia
Fonte: Salute a tavola – RaiEri
http://www.legadellaterra.it/il-rapporto-tra-cioccolato-e-le-performance-degli-sportivi/

Le pennichelle dei nostri politici e dei sindacalisti

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Sicuramente vi starete domandando il significato della foto dell’articolo, ma sinceramente preferisco astenermi dall’esprimere quello che ho in mente per evitare un seminario intransigente.

I nostri politici lavorano talmente tanto che, logorati dalla fatica, ritengono che la gestione dell’Azienda Agricola sia talmente semplice e banale da considerarla una buona vacca da mungere. Non sanno, causa della loro incompetenza, che per la creazione di un allevamento servono anni di fatica senza guardare l’orologio sindacale, che gli agricoltori sono custodi del territorio evitano le calamità da incuria e che siamo Aziende famigliari con ‘antichi’ valori purtroppo spesso smarriti.
I politici, con l’appoggio delle nostre ‘amate’ Associazioni sindacali, ritengono che l’unico modo per uscire dalla crisi sia creare nuova burocrazia e nuovi balzelli da pagare (vedi IMU) magari favorendo produttori stranieri in termini di costo finale del prodotto.
L’importante è non conoscere la reale situazione economica del settore primario italiano, ma favorire politici impegnati negli affari edilizi di Expo, manifestazione costata 11,5 miliardi di euro, sindacalisti con stipendi da paperoni ed una montagna di amici ben nutriti.
Nessun socio di un Sindacato agricolo ha il diritto di conoscere lo stipendio di un qualsiasi dipendente e le modalità di assunzione. Perchè? Il socio deve essere educato a non sapere e deve imparare a chinare il capo senza fare troppe domande. Cosa dice la politica di questa situazione? Nulla!
Di una cosa siamo certi: l’etichettatura sarà definita fra 100 anni e la popolazione agricola italiana dovrà morire a discapito di quella extracomunitaria.
E se li svegliassimo dalle loro pennichelle?
Dr. Nicola Gozzoli
http://www.legadellaterra.it/le-pennichelle-dei-nostri-politici-e-dei-sindacalisti/


A tu per tu con Raffaella Brognoli organizzatrice eventi a tema agricoltura e food

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Oggi pubblichiamo la piacevole chiacchierata realizzata con Raffaella Brognoli nota organizzatrice di eventi in terra bresciana e non solo.
Innanzitutto chi è Raffaella Brognoli?
Raffaella Brognoli, si occupa da una decina d’anni di organizzazione di eventi culturali. Nell’ultimo anno, grazie a nuove collaborazioni, si è specializzata su eventi a tema agricoltura e food.
Ha un progetto che in questo momento le sta a cuore?
Si, il Progetto Agostino Gallo, realizzato da un’idea di Pietro Arrigoni (regista teatrale), curato da Pietro Arrigoni e Riccardo Lagorio (giornalista enogastronomico) ed io in veste di organizzatrice eventi.
Raffaella, da dove nasce l’idea di questo Progetto?
Partendo dalla riflessione secondo cui il cibo è cultura, abbiamo analizzato l’opportunità di collegare le nostre capacità comunicative a un testo cardine dell’agronomia italiana, scritto da un bresciano a cavallo tra il 500 e il 600. Nelle XX Giornate dell’agricoltura di Agostino Gallo infatti si possono leggere, non solo una serie di ammonimenti tecnici, ma anche la descrizione di un territorio, quello bresciano, che oggi più di allora merita una ponderata attenzione per quanto riguarda la sua ricchezza e profondità.
Qual è il punto di partenza del Progetto?
Il progetto parte ed ha come momento iniziale una rappresentazione teatrale dal titolo “Vetere Tellure Recludit” poiché desideriamo collegarci ad un aspetto colto che ci permetta poi di affrontare il tema della cucina e dei prodotti territoriali sotto il profilo della loro identità culturale.
Ci aiuta a capire come si sviluppa?
Di seguito e di conseguenza individuiamo uno o più prodotti caratterizzanti per ciascuno dei territori coinvolti e intorno ad essi sviluppiamo incontri, approfondimenti, riflessioni che stabiliscono il corretto nesso tra storicità e valorizzazione dei prodotti stessi.
Quali sono gli obbiettivi che volete raggiungere?
Esistono con tutta evidenza motivazioni sociali, economiche, geografiche e talvolta socio politiche che hanno dato vita ad un preciso prodotto in un determinato territorio. Il nostro compito è quello di puntare i riflettori su ciascuno di questi aspetti nel corso di giornate di studio alle quali intervengono antropologi, sociologi, economisti, letterati, per una descrizione del cibo paradigmatica a ciascuna delle discipline citate. Anche la religione, i riti e le antiche usanze verranno da noi analizzate affinché, a fine del lavoro, al prodotto-simbolo del territorio si sia riservata un’analisi onnicomprensiva. Al termine del ciclo di incontri prevediamo anche una giornata finale durante la quale i vari spicchi di lettura si confrontano tra loro.
Quali sono gli elementi che arricchiranno il percorso intrapreso dal Progetto?
Il progetto verrà arricchito con elementi musicali, che raccontano emozionalmente il cibo, film ed opere cinematografiche, presentazioni di libri, mostre monografiche di utensili dedicate ai vari prodotti. Il nostro compito sarà inoltre quello di coinvolgere attivamente i ristoratori locali affinché, attraverso un’analisi merceologica dei prodotti, si rendano usufruibili le (cosiddette) tipicità locali. Chiamati a descrivere ai ristoratori i vari prodotti sarà personale qualificato sotto il profilo storico e sociale. Riteniamo altresì opportuna una fattiva collaborazione con le scuole locali di ogni ordine e grado, con particolare riferimento a quelle del territorio che già nel loro piano di studi presentano gli aspetti alimentari.
Dr. Nicola Gozzoli
http://www.legadellaterra.it/a-tu-per-tu-con-raffaella-brognoli-organizzatrice-eventi-a-tema-agricoltura-e-food/

Nemmeno 1 cent ai terremotati mantovani. Dopo il dramma del 2012 arriva la beffa !

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Dalla lettura dell’edizione odierna de La Voce di Mantova apprendiamo come dopo il dramma causato dal terremoto sia arrivata la beffa causa mancanza di fondi destinati alle popolazioni lombarde colpite dal sisma.
Lega della Terra ringrazia il quotidiano La Voce di Mantova nella persona del Direttore Alessio Tarpini per la disponibilità e sensibilità dimostrata nei confronti della nostra Associazione ed in particolare verso tutte le tematiche relative al territorio ed al sociale.
Il sindaco di Quistello, Luca Malavasi, lancia un grido dall’arme, rosso lo definisce lui: “da oggi sono bloccate le assegnazioni dei contributi per le private abitazioni; le imprese agricole e gli immobili strumentali all’attività agricola rischiano di perdere definitivamente il contributo”. La mancata elargizione dei 330 milioni di euro, promessi dal Governo ma mai darti (nonostante le richieste), sono la causa.
“Ricostruzione post sisma: allarme rosso. Mantova chiama, Renzi rispondi”. Questo è il testo dell’hashtag lanciato dal sindaco di Quistello, Luca Malavasi , all’indomani della pubblicazione dell’ennesima ordinanza di Roberto Maroni. In questa si legge che “in attesa di definire l’esatto ordine cronologico di presentazione delle domande, l’assegnazione dei contributi è sospesa; sarà così definito – entro una quindicina di giorni – il momento sino a cui le richieste di contributo possono trovare copertura con i fondi attuali e per quelle che dovranno attendere successivi provvedimenti”.
«L’atto è il primo concreto effetto della mancanza degli oltre 330 milioni di euro più volte segnalata, frutto dell’iniziale errore di ripartizione regionale dell’emergenza e del sottodimensionamento del danno nella provincia di Mantova – ha dichiarato il sindaco Malavasi, portavoce di tutti quelli che amministrano i Comuni terremotati -. L’ordine cronologico di presentazione delle domande, come sempre sottolineato dai sindaci, diventa poi una beffa, in quanto le ultime pratiche presentate sono ovviamente le più complesse, così chi ha avuto meno danni riesce ad essere finanziato, i cittadini colpiti da danni più gravi esclusi. E’ un assurdità, se pensiamo che in Emilia Romagna è ancora possibile presentare le domande per la ricostruzione e se consideriamo che Regione Lombardia vanta un residuo fiscale di oltre 56 miliardi di euro l’anno, pari al 17% del Pil. In una regione così ricca non è accettabile che i cittadini colpiti da una catastrofe come quella del terremoto del maggio 2012 siano abbandonati. Il problema più grande riguarda poi le aziende agricole – prosegue -. Un regolamento europeo prevede, infatti, che ai proprietari di aziende agricole colpite da calamità naturali possano essere assegnatari di contributi pubblici entro 3 anni dall’evento calamitoso. Il 29 maggio 2015 è l’ultimo giorno utile per l’emissione delle ordinanze, ma a quella data è concreto il rischio che gli uffici non abbiano completato l’istruttoria delle pratiche e che non vi siano sufficienti fondi disponibili. Senza una proroga, nel solo comune di Quistello 26 pratiche (il 10%) per oltre 11 milioni di euro non potranno mai trovare finanziamento. Ci sentiamo abbandonati. Non dovremmo essere costretti a forti azioni dimostrative per ottenere l’attenzione del Governo».
Dr. Nicola Gozzoli
http://www.legadellaterra.it/nemmeno-1-cent-ai-terremotati-mantovani-dopo-il-dramma-del-2012-arriva-la-beffa/

domenica 1 marzo 2015

QUERELA DENUNCIA CONTRO IL GOTHA DEGLI SCRANNI NAZIONALI


QUERELA - DENUNCIA CONTRO IL GOTHA DEGLI SCRANNI NAZIONALI CHE INVECE DI PROVVEDERE A FAR DECADERE E SOSTITUIRE A SEGUITO DI OBBLIGATORIE ELEZIONI.... CONTINUANO A FAR FINTA CHE UNA SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI (PUR URLATA DAGLI STRILLONI)... QUASI NON ESISTA,... E COMUNQUE NON SIA PRESA IN CONSIDERAZIONE IN TUTTA LA SUA DRAMMATICA VALENZA

Mogherini gioca alla guerra con Putin: "Le sanzioni alla Russia hanno funzionato".



Mogherini gioca alla guerra con Putin: Le sanzioni alla Russia hanno funzionato.
L'Europa decide di proseguire la sua becera politica estera, che finora ha prodotto come unico la minaccia dell'Isis aldilà del Mediterraneo. L'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherinivuol giocare alla guerra con chi invece dovrebbe essere nostro prezioso alleato e ha deciso così di esprimersi circa le relazioni con la Russia: "Le sanzioni sono uno strumento di pressione economica e in questo senso hanno funzionato". Non dovremmo essere noi a dover ricordare alla beniamina di Renzi che gli Stati aderenti all'Unione europea stanno perdendo miliardi di euro in seguito all'applicazione delle sanzioni alla Russia: la sola Italia sta perdendo 1,25 miliardi di export nei confronti della Russia, per non parlare dei paesi confinanti alla Russia come la Lettonia, il cui Pil si è contratto dello 0,25% per colpa delle sanzioni (52 milioni di euro persi in export).

Nel Belpaese i settori dell'agroalimentare, del tessile, dell'arredamento e dei mezzi di trasporto stanno subendo contrazioni inaudite, in un periodo di già forte crisi economica, a causa delle "lamentele umanitarie" degli alti rappresentanti Ue. La Russia è colpevole di armare i separatisti ucraini, ma dall'altra parte Stati Uniti e Ue hanno il diritto di armare fino ai denti i nazionalisti ucraini, quando ormai la creazione di due stati sembra l'unica soluzione applicabile.

Non è servito dunque a Federica Mogherini essere stata apertamente esclusa dal vertice Merkel-Hollande-Putin oltre che essere stata accusata di "non contare un cazzo" dall'on. Buonanno, per orientare la sua politica e le sue dichiarazioni verso lidi più logici e razionali. Le sanzioni alla Russia, applicate dalla scorsa estate, non sono servite a bloccare l'escalation di violenza in Ucraina, perché è evidente che la Russia non è l'unico attore politico a voler questa guerra.

Invitiamo invece l'on. Mogherini a chiedere agli agricoltori italiani se tali sanzioni possono essere servite a qualcosa se non alla distruzione delle loro produzioni.

L'Italia, e l'Europa intera, non solo stanno perdendo un preziosissimo partner economico, ma anche l'unico attore politico internazionale che negli anni ha dimostrato di saper gestire in maniera lodevole le relazioni con il mondo arabo. La Russia di Putin ha sempre osteggiato le mire coloniali statunitensi prima in Afghanistan, poi in Iraq ed infine in Libia e Siria, dimostrando così intelligenza politica (solo governi forti e centralizzati possono tenere a bada gli estremisti jihadisti). La Mogherini ha intrapreso il mandato solo da qualche mese (novembre 2014), non osiamo immaginare cosa possa combinare nei restanti cinque anni di carica.  
http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/esteri/3961_mogherini-gioca-alla-guerra-con-putin-le-sanzioni-alla-russia-hanno-funzionato.html?pag=1

sabato 28 febbraio 2015

LE NUOVE REGOLE DELL'ANTITERRORISMO INTERNAZIONALE

Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 41 del 19 febbraio 2015, il d.l. n. 7/2015, sono state introdotte delle nuove urgenti misure in materia di terrorismo. Le forze dell’ordine avranno maggiori poteri nell’ambito del trattamento dei dati personali e del controllo della rete internet.


Trattamento dei dati personali per fini di polizia. In primo luogo, vengono semplificate le modalità con cui le forze dell’ordine effettuano i trattamenti dei dati personali. Il testo normativo amplia il concetto di trattamento di dati personali per fini di polizia, da intendersi come i trattamenti «direttamente correlati all'esercizio dei compiti di polizia di prevenzione dei reati, di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché di polizia giudiziaria, svolti, ai sensi del codice di procedura penale, per la prevenzione e repressione dei reati».

Proselitismo su internet. Vengono introdotte delle norme di contrasto all’utilizzazione di internet per scopi di proselitismo e di agevolazione di gruppi terroristici. Sono state previste, infatti, delle pene aggravate per i delitti di apologia e di istigazione al terrorismo, se commessi mediante strumenti telematici. L’autorità giudiziaria ha poi il potere di ordinare agli internet provider di impedire l’accesso ai siti utilizzati per commettere questi reati. Questi indirizzi internet vengono inseriti in un elenco costantemente aggiornato. Se gli internet provider non adempiranno a quanto richiesto, sarà la stessa autorità giudiziaria a disporre l’interdizione dell’accesso ai domini internet.

Gli agenti dei servizi segreti potranno mantenere segreta la propria identità qualora venissero chiamati a deporre come testimoni e non saranno punibili per alcuni reati in materia di terrorismo, diversi però dalle fattispecie di attentato o di sequestro di persona. Inoltre, fino al 31 gennaio 2016, potranno effettuare, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria, dei colloqui con persone detenute o internate per «acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale».
Vengono attribuite al Procuratore nazionale antimafia le funzioni di coordinamento, su scala nazionale, delle indagini relative a procedimenti penali e di prevenzione in materia di terrorismo.
Nuove fattispecie di reato. Il d.l. n. 7/2015 introduce poi una nuova fattispecie di reato: sarà punibile chi organizza, finanzia o propaganda viaggi per commettere condotte terroristiche. In più, anche chi viene reclutato con finalità di terrorismo rischia la condanna, così come i soggetti che si auto-addestrano alle tecniche terroristiche.
Infine, verranno puniti anche i casi di detenzione, omessa denuncia di furto o sparizione delle sostanze c.d. precursori di esplosivi, utilizzabili per costruire ordigni con materiali di uso comune
Misure di sicurezza. Per i potenziali foreign fighters, viene prevista la possibilità per il questore di ritirare il passaporto ai soggetti indiziati di terrorismo, all’atto della proposta di applicazione della sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno, oltre alla facoltà di applicare la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Per questo provvedimento, sarà necessaria la convalida del magistrato. Un’eventuale inosservanza delle misure di prevenzione costituirà reato.



Già da me pubblicato su 
http://marilinalince.blogspot.it/2015/02/le-nuove-regole-per-lantiterrorismo.html


Marilina Fenice Grassi

Rotterdam - Disinformazione democratica

    Rotterdam - Disinformazione democratica Nei giorni scorsi tutte le televisioni (ad iniziare dal TG di SKY) e i giornali (e non soltanto...