martedì 3 marzo 2015

Le pennichelle dei nostri politici e dei sindacalisti

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Sicuramente vi starete domandando il significato della foto dell’articolo, ma sinceramente preferisco astenermi dall’esprimere quello che ho in mente per evitare un seminario intransigente.

I nostri politici lavorano talmente tanto che, logorati dalla fatica, ritengono che la gestione dell’Azienda Agricola sia talmente semplice e banale da considerarla una buona vacca da mungere. Non sanno, causa della loro incompetenza, che per la creazione di un allevamento servono anni di fatica senza guardare l’orologio sindacale, che gli agricoltori sono custodi del territorio evitano le calamità da incuria e che siamo Aziende famigliari con ‘antichi’ valori purtroppo spesso smarriti.
I politici, con l’appoggio delle nostre ‘amate’ Associazioni sindacali, ritengono che l’unico modo per uscire dalla crisi sia creare nuova burocrazia e nuovi balzelli da pagare (vedi IMU) magari favorendo produttori stranieri in termini di costo finale del prodotto.
L’importante è non conoscere la reale situazione economica del settore primario italiano, ma favorire politici impegnati negli affari edilizi di Expo, manifestazione costata 11,5 miliardi di euro, sindacalisti con stipendi da paperoni ed una montagna di amici ben nutriti.
Nessun socio di un Sindacato agricolo ha il diritto di conoscere lo stipendio di un qualsiasi dipendente e le modalità di assunzione. Perchè? Il socio deve essere educato a non sapere e deve imparare a chinare il capo senza fare troppe domande. Cosa dice la politica di questa situazione? Nulla!
Di una cosa siamo certi: l’etichettatura sarà definita fra 100 anni e la popolazione agricola italiana dovrà morire a discapito di quella extracomunitaria.
E se li svegliassimo dalle loro pennichelle?
Dr. Nicola Gozzoli
http://www.legadellaterra.it/le-pennichelle-dei-nostri-politici-e-dei-sindacalisti/


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