giovedì 1 gennaio 2015

FORSE E' SOLO UNA QUESTIONE DI LINGUAGGIO PER CHI NON HA ANCORA CAPITO IL CASO



QUESTO ARTICOLO E' SCRITTO PER CHI,  A DISTANZA DI 3 ANNI, NON HA ANCORA  CAPITO  COSA E' SUCCESSO, E CHE PER TOGLIERSI IL PENSIERO DI RAGIONARCI SOPRA, DECIDE DI GIUDICARE COLPEVOLI I NOSTRI MILITARI. L'HO SCRITTO CON UN LINGUAGGIO SEMPLICE CHE E' IN LINEA GENERALE QUELLO CHE PREFERISCO, PERCHE' POSSA ESSERE ACCESSIBILE A TUTTI SENZA DOVER RICORRERE ( ME LO AUGURO! ) ALL'AUSILIO DI NOTI ATTORI CHE COSTEREBBERO TANTISSIMO( scusate l'ironia )





L’INCIDENTE E’ AVVENUTO IN ACQUE INTERNAZIONALI, LA GIURISDIZIONE DUNQUE SPETTA ALLO STATO DI BANDIERA DELLA NAVE, CIOE' ALL’ITALIA, SULLA CUI NAVE A BORDO C’ERA UN NUCLEO MILITARE DI PROTEZIONE, QUALE ORGANO DELLO STATO RICONOSCIUTO LEGALMENTE E DUNQUE SOGGETTO AD IMMUNITA’ GIURISDIZIONALE ASSOLUTA RISPETTO A QUELLE STRANIERE.

NON ESISTE UN ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA IL COMANDANTE DELLA NAVE MERCANTILE E I MILITARI . L'INCRESCIOSO INCIDENTE E LE ACCUSE RIVOLTE AI NOSTRI MILITARI, PRESENTANO PERO' DELLE PALESI INCONGRUENZE TALI DA FAR PENSARE CHE SI TRATTI DI DUE EPISODI SEPARATI, POICHE’:

1 ) GLI ORARI DEI RAPPORTI NON COINCIDONO ANZI, HANNO UNA DIFFERENZA DI 4 ORE .

2) LE POSIZIONI HANNO UNA DIFFERENZA DI PIU’ DI 10 KM (5 MIGLIA NAUTICHE).

3) I DUE COMANDANTI : QUELLO DELLA LEXIE E QUELLO DEL NUCLEO MILITARE, ASSERISCONO CHE IL PESCHERECCIO DEI PESCATORI MORTI ERA DIVERSO SIA PER LA FORMA CHE PER IL COLORE DA QUELLO VERSO IL QUALE E’ STATA TENTATA L'AZIONE DISSUASIVA E CHE DALL’OSSERVAZIONE DEI 2 MILITARI, A BORDO C’ERANO PERSONE ARMATE VISTE IN MANIERA CHIARISSIMA.

4) LA CAMERA DI COMMERCIO INTERNAZIONALE ( INTERNATIONALE MARITTIME BUREAU ) REGISTRA CHE ALLA STESSA DATA CI FU UNA SEGNALAZIONE DI UN ATTACCO DI PIRATERIA, RIPORTATO DA UNA PETROLIERA ALLE ORE 21.50 ORA LOCALE AL LARGO DI KOCHI DA PARTE DI DUE IMBARCAZIONI LE QUALI AVEVANO A BORDO 20 PERSONE ARMATE CONTRO LE QUALI LA POLIZIA MARITTIMA INDIANA LOCALE POTREBBE AVER AVUTO UNO SCONTRO A FUOCO CRUENTO CHE POTREBBE ESSERE STATO LA CAUSA DELLA MORTE DEI DUE SFORTUNATI PESCATORI TROVATISI NEL MEZZO. METRE LA SEGNALAZIONE DEL TENTATIVO DI ABBORDAGGIO EFFETTUATO DALLA PETROLIERA ITALIANA, E’ COLLOCATO ALLE ORE 16 DELL’ORA LOCALE INDIANA, MA MOLTO PIU’ A SUD DEL PUNTO ROSSO DELLA MAPPA.

4) IL DUBBIO CHE INSORGE E’ CHE L'EPISODIO SEGNALATO DAI NOSTRI , SIA DIVERSO DALLO SCONTRO A FUOCO AVVENUTO NELL’AZIONE PIRATESCA E DELLA RELATIVA REAZIONE, AVVENUTO PROBABILMENTE ALLE ORE 21.5O IN UN’ALTRA POSIZIONE PIU’ A NORD. ORARIO CHE COINCIDE ANCHE CON L’ORARIO RIPORTATO DAI MEDIA INDIANI SUI 2 PESCATORI MORTI, QUINDI CON UNA TOTALE DIFFERENZA DI TEMPO CON L’AVVENIMENTO RIPORTATO DAI NOSTRI MILITARI DEL BATTAGLIONE S.MARCO.

MA COSA E’ SUCCESSO?

E' SUCCESSO CHE IL 15 FEBBRAIO 2012 LA PETROLIERA ITALIANA ENRICA LEXIE STAVA VIAGGIANDO AL LARGO DELLA COSTA DI KERALA ( India Sud Occidentale ), IN ROTTA VERSO L'EGITTO, CON A BORDO 34 PERSONE TRA CUI 6 MARO' DEL 2° REGGIMENTO S.MARCO CON IL COMPITO DI PROTEGGERE L'IMBARCAZIONE DAGLI ASSALTI DEI PIRATI , COSA CHE FREQUENTEMENTE ACCADE CONCRETAMENTE LUNGO QUELLA ROTTA, VERSO LE ACQUE DELLA SOMALIA.

1) Verso le ore 16.30 , l ’ufficiale di guardia in plancia,informa la Sicurezza,della presenza di un'imbarcazione oggettivamente presente sul “radar” ma priva del numero Identificativo, che viaggiava a prora dritta dell’unità navale Enrica Lexie, con una rotta a puntare verso la loro direzione;

2) Monitorata costantemente sia con il “radar” sia “otticamente”, questa risultava essere un’imbarcazione di piccole dimensioni.

3) A quel punto alla distanza di circa 800 yarde venne effettuata la procedura con : ripetuti flash ,i 3 colpi di sirena regolamentari e il mostrare le armi da parte dei nostri militari, ma senza ottenere alcun risultato,fu chiamata l’attivazione di sicurezza, mentre il dispositivo prendeva posizione, e uno dei due operatori già in posizione mostrava appunto l’arma AR 70/90 portandola ben in vista verso l’alto. Ma la cosa non servì a far cambiare rotta all’imbarcazione.

4) A distanza di circa 500 yarde fu effettuata la prima raffica di avvertimento in acqua, anche questa risultata inutile nel tentativo dissuadere tale imbarcazione ad allontanarsi , infatti persistette sulla sua rotta a puntare.

5) Successivamente vi fu una seconda raffica di avvertimento in acqua a circa 300 yarde dopo che un operatore aveva dato l’allarme della presenza di persone con armi a tracolla a bordo, avvistati con l’ausilio del binocolo;

6) Ma l’imbarcazione continuava ad avvicinarsi, e i due uomini hanno continuato ad effettuare il fuoco di sbarramento in acqua fin quando l’imbarcazione, a meno di 100 Yarde, finalmente cambiava la direzione defilando sotto il lato dritto della Lexie, scarrocciando da poppa.

7) L’imbarcazione, una volta defilata non aveva una rotta definita, in quanto più volte , riprese la navigazione verso l' unità, mentre tutto il team della Sicurezza continuava a palesare le armi e flash , fino a quando l’imbarcazione a velocità spedita, si diresse in direzione di “mare aperto” allontanandosi definitivamente.

8) Alle ore 17. 00 ltaliane fu ritenuto opportuno cessare lo stato di allarme antipirateria ,data la notevole distanza dalla minaccia. Si conoscono i dati di moto della petroliera, la direzione ( verso l'Egitto), conosciamo l'ora in cui vira e in cui arriva e che al momento dell'avvistamento dell'imbarcazione pirata , venne data tutta la potenza ai motori. Manca solo il dato del tempo della virata, ma il termine è delle 23.00

9) Poco più lontano, c'era il peschereccio indiano St.Antony che trasportava a sua volta 11 persone intorno alle 16.30 ore locali indiane.

Alle ore 22.20 una nave greca, la Olympic Flair segnala di aver subito un Approach pirate attack” da due imbarcazioni.


Così la sera del 15 febbraio 2012,la guardia costiera indiana si ritrovò con un incidente subìto dalla nostra nave LEXIE alle16,30,e la denuncia tramite radiotelefono inoltrata da un peschereccio poco dopo le 21,30, ma dichiarò che il St. Antony rientrò alle 18.20 locali, avendo ricevuto l'allarme dei pescatori rientrati in tutta fretta, coi corpi dei due poveri defunti Ma in quel luogo, il 15 febbraio del 2015, il sole tramontò intorno alle 18.35 e il crepuscolo circa sino alle 19.47.

Si evince quindi che il peschereccio rientrò già a notte inoltrata, dopo le 19.47, cosa che si vede benissimo nelle fotografie e nel filmati su you tube riguardanti l'approdo e il recupero delle vittime. I dati sicuri che abbiamo in possesso, sono : 1) l'orario dato alla stampa dalla Guardia Costiera Indiana, e confermato dal video di you tube, cioè le 22.25 dell' approdo al porto;

2) L'ora della sparatoria cioè le 16.15, per cui il tempo tra la partenza e l'arrivo è di 6 ore e 10 minuti.

3) Le distanze dante dal comandante della St. Antony in due versioni diverse,che ci fanno porre la domanda se sia possibile che il peschereccio colpito e con due deceduti a bordo, possa essere rientrato così lentamente da metterci h. 6.10min. Poichè nessuna delle 2 versioni fornite, giustifica la possibilità che a colpire i pescatori possano essere stati i nostri due militari.

Quindi due fatti avvenuti in orari e luoghi diversi diventano non si capisce come , uno solo perché la Lexie, viene collegata alla morte dei due pescatori nonostante le dichiarazioni del comandante del peschereccio St. Anthony e delle comunicazioni via radiotelefono. Ma la guardia costiera indiana non tiene conto della segnalazione della petroliera greca , anche se gli orari indicati proprio da essa :la Olympic Flair e dal peschereccio via radiotelefono coincidono.

In comune la nave greca e quella italiana hanno il colore nero e rosso della chiglia come venne descritto dai superstiti del St. Anthony.

La Lexie è l’unica che inverte la rotta per rientrare in porto, mentre la nave greca invece prende il largo.

A distanza di un anno dall’accaduto, si è potè accertare la presenza di contractors a bordo dell’Olympic Flair della società greca Diaplous, dotati di armi e proiettili di calibro Nato (lo stesso rinvenuto nei cadaveri dei pescatori).

Ma un'altra domanda ancora sorge spontanea :

PUO’ UNO STATO SOVRANO DELEGARE LA GIURISDIZIONE DEI PROPRI MILITARI ( ART.97 CONVENZIONE SULL’ALTO MARE DELL’ONU) AD UN ALTRO STATO?

Questa è la prima parte della spiegazione, poi c'è quella delle perizie balistiche ecc. ecc..

Marilina Fenice Grassi



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