giovedì 5 febbraio 2015

RICHIESTA L'ARCHIVIAZIONE DEL CASO MAJORANA



Ettore Majorana, nacque il 5 agosto 1905 e si laureò in fisica nel 1928, fu tra i più promettenti allievi di Enrico Fermi il noto fisico italiano naturalizzato statunitense .

Il suo nome venne alla ribalta per diventare un caso internazionale a causa della sua improvvisa scomparsa, che avvenne nel 1938. Della sua scomparsa si interessò persino Benito Mussolini e il caso divenne un enigma nazionale ad oggi oggi ancora irrisolto.

Le ipotesi che furono avanzate sono molte: chi disse che si fosse suicidato, chi ipotizzava fantasiosamente che fosse stato rapito da qualche Paese che conduceva studi atomici; altri invece ritenevano che si fosse rifugiato presso qualche convento o addirittura che avesse deciso di diventare un mendicante. Anche dal punto di vista familiare fu una tragedia, infatti laa madre si rifiutò di vestire abiti luttuosi,restando restando in attesa del suo ritorno.

Proveniva dalla dei famiglia Majorana-Calatabiano, un’ illustre famiglia , discendente dal ramo cadetto dei Majorana della Nicchiara; con una metafora si potrebbe dire che a questa andarono il blasone gentilizio e le ricchezze terriere mentre alla prima citata, altri beni, quelli tipici e preziosi dell'intelligenza.

Ettore fu l'ultimo di cinque fratelli, che si distingueranno in qualche campo specifico : chi in giurisprudenza, chi nell'amministrazione dello Stato, chi ancora in fisica.

Ettore Majorana è senza dubbio l’apri pista del gruppo, un vero genio della fisica. Estremamente precoce ma anche eccentrico e con squilibri preoccupanti del carattere che ebbero un ruolo determinante nella sua fuga dal mondo , sempre ammesso che di fuga si sia trattato. Ettore era un misantropo radicato e perennemente ombroso, pigro e dal carattere spigoloso.

Anche la sua carriera universitaria non fu del tutto lineare. Dopo il primo approccio con l’ingegneria, si laureò in fisica nel 1929 con una tesi sulla teoria quantistica dei nuclei radioattivi.

Sotto la guida di Enrico Fermi si occupò di spettroscopia atomica e successivamente di fisica nucleare.

Con Orso Mario Corbino, Emilio Segré e Edoardo Amaldi entrò a far parte del gruppo dei "Ragazzi di via Panisperna", il gruppo di geni che ha fecero la storia della fisica italiana.

Le sue più importanti ricerche riguardano una teoria sulle forze che assicurano stabilità al nucleo atomico: e per primo avanzò l'ipotesi secondo la quale protoni e neutroni, gli unici componenti del nucleo atomico, interagiscono grazie a delle forze di scambio.

Ma questa teoria è tuttavia nota con il nome del fisico tedesco Werner Heisenberg che giunse agli stessi risultati in modo indipendente e li diede alla stampa prima di Majorana.

Nel campo delle particelle elementari Majorana formulò un’altra teoria, che ipotizzava l'esistenza di particelle dotate di spin arbitrario, individuate sperimentalmente solo molti anni più tard

Dal 1931, conosciuto il suo straordinario valore di scienziato, fu invitato a trasferirsi in Russia, a Cambridge, a Yale, nella Carnegie Foundation, ma lo scienziato inviti a questi inviti oppose il suo rifiuto.

Dopo il soggiorno a Lipsia e a Copenaghen, rientrò a Roma, ma non frequentò più l'istituto di fisica. Al concorso nazionale come professore universitario di Fisica nel 1936, non volle partecipare, nonostante la segnalazione di Fermi a Mussolini. Si trasferì allora da Roma a Napoli nell'albergo "Bologna" nel 1937, dove accettò la nomina per meriti speciali come titolare della cattedra di Fisica teorica all'Università di Napoli. Ma si chiude in casa e rifiutando addirittura la posta scriveva di suo pugno sulle buste : "Si respinge per morte del destinatario".

Ettore Majorana si lascerà persuadere a intraprendere un viaggio di riposo, Napoli-Palermo nel marzo del 1938. A Palermo alloggerà nell'albergo "Sole", ma vi trascorrerà solo mezza giornata, infatti, la sera fu visto sul ponte del piroscafo all'altezza di Capri ma a Napoli non arriverà.

La commissione di inchiesta che intraprense le indagini scartò l'ipotesi che Mjorana si fosse lanciato in mare, avanzando invece la supposizione che si fosse trasferito segretamente all'estero.

Ettore Majorana confidò ad uno dei suoi più stretti confidenti: "Non mi condannare perché non sai quanto soffro".

Ad oggi la procura di Roma indagando sulla scomparsa ha accertato che nel periodo 1955-1959, e si trovava, volontariamente nella città venezuelana di Valencia nel periodo fra il 1955-1959, e che volontariamente si trovava nella città di Valencia in Venezuela. Infatti ,in una foto scattata in Venezuela nel '55 e poi analizzata dai Ris, lo scienziato, che era conosciuto con un’altro cognome : Bini, appare insieme ad un emigrato italiano, Francesco Fasani, un meccanico,viene ritratto nell'attimo successivo all'aver aver ricevuto un prestito. 


L'uomo che appare i col Fasani risulterebbe compatibile coi tratti somatici del fisico catanese.

La Procura dunque dopo che nel 2011 aprì un fascicolo sulla sua scomparsa ne ha chiesto ora l'archiviazione

Marilina Fenice Grassi




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