martedì 6 ottobre 2015

Israele: dopo le proteste le scuole cattoliche inaugurano l’anno



Archiviato lo sciopero prolungato delle scuole cattoliche contro i tagli disposti dal ministero israeliano dell’Istruzione, gli oltre 30mila studenti sono tornati da qualche giorno ad affollare le classi per partecipare alle lezioni. E, come da consuetudine, il vicario patriarcale per Israele mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, e il direttore generale del patriarcato, padre Faysal Hijazin, hanno compiuto la tradizionale visita in uno degli istituti del patriarcato latino e altre scuole cristiane. Secondo quanto racconta il sito del patriarcato latino di Gerusalemme (Lpj), quest’anno l’appuntamento “ha avuto un sapore speciale e significativo”. Mons. Marcuzzo e padre Hijazin hanno incontrato insegnanti e studenti “vittime” dello sciopero, trovando all’interno delle classi “un clima di entusiasmo e buonumore” che la battaglia per i diritti degli studenti cristiani non ha intaccato, ma rafforzato. I due leader cristiani hanno potuto inoltre scoprire che anche i bambini delle classi elementari “erano a conoscenza dei motivi dello sciopero”.

Sostegno di Chiesa di Terra Santa e vescovi europei per genitori e alunni
Dopo quattro settimane, il 28 settembre scorso si è conclusa la protesta lanciata dalle scuole cattoliche di Israele contro il taglio dei fondi e la statalizzazione degli istituti deciso da un governo che, a lungo, ha mostrato poca “sensibilità” verso gli istituti cristiani e i loro studenti. Professori e alunni hanno denunciato una doppia discriminazione: il governo aveva ridotto le sovvenzioni fino a coprire solo il 29% delle spese; allo stesso tempo, aveva posto un limite alle rette che le scuole possono ricevere dalle famiglie. La battaglia di genitori e alunni ha ricevuto il sostegno della Chiesa di Terra Santa e dei vescovi europei.

Una Commissione mista dirimerà le prossime controversie
In base all’accordo il governo israeliano si impegna a versare una prima rata di 50 milioni di shekels per l’anno accademico 2015-2016 (12 milioni di euro, a fronte di un budget per le scuole in Israele di 50 miliardi di euro), ed è stato annullato il taglio al budget in vigore dal 2013. Agli studenti viene riconosciuto il diritto al tempo pieno e gli insegnanti verranno pagati per i corsi di aggiornamento, la malattia e i permessi speciali. I due fronti hanno poi concordato sulla nascita di una Commissione che sarà chiamata a dirimere le future controversie.

Gli alunni invitati a conoscere l'enciclica del Papa "Laudato si'"
Rivolgendosi a insegnanti, studenti, genitori e autorità il vicario patriarcale di Gerusalemme ha sottolineato il loro “ruolo positivo” durante le giornate di protesta. Il prelato ha delineato il piano di lavoro della Commissione e ha chiesto di “recuperare i 14 giorni persi a causa dello sciopero”. Augurando un buon anno scolastico nel segno dell’Anno della misericordia, mons. Marcuzzo ha infine chiesto che tutte le attività scolastiche siano “orientate a permettere ai bambini di conoscere le esigenze dell’enciclica di Papa Francesco, Laudato si”.

Fonte Radio Vaticana



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