giovedì 17 dicembre 2015

La data di nascita di Gesù



E’ ormai pensiero comune degli storici e degli studiosi che l’anno di nascita di Gesù Cristo non sia stato correttamente calcolato. Si parla di un errore fatto dal monaco Dionigi il piccolo che, tra V-VI sec., fu incaricato da Roma di proseguire la compilazione della tavola cronologica per il calcolo delle data della Pasqua, preparata al tempo del vescovo Cirillo. Il monaco prese come punto di partenza la data dell’incarnazione del Signore.

Lo sbaglio di Dionigi stette nel fatto che il monaco calcolò la nascita di Gesù dopo la morte di Erode, ovvero 4 o 6 anni dopo la data in cui sarebbe veramente avvenuta, che corrisponderebbe all'anno 748 dopo la fondazione di Roma. Ma Giuseppe Flavio testimonia che la morte di Erode I il Grande avvenne dopo 37 anni del suo regno e, considerando che salì al trono nel 40 a.C., l’anno della sua morte sarebbe da far coincidere con il 4 a.C.

Lo conferma un altro evento astronomico, che il cronista ricorda prima della morte del monarca, e cioè quello di un’eclissi lunare che sarebbe avvenuta tra l’11 e il 12 aprile del 4 a.C. Per cui, se la data di morte di Erode è da assegnare al 4 a.C., Gesù non può essere nato oltre questo anno.

Per quanto riguarda il mese e il giorno della nascita, invece, molti aspetti portano a una loro veridicità. L'analisi parte da due fonti: il Vangelo di Luca e il calendario solare rinvenuto a Qumran. Luca dice che l’Angelo Gabriele annunciò a Zaccaria che Elisabetta era incinta, mentre “esercitava sacerdotalmente nel turno del suo ordine” (Lc 1, 8). E' stato possibile calcolare le 24 classi in cui erano divise le famiglie sacerdotali e risalire all’ottava classe di Abia, alla quale apparteneva il sacerdote Zaccaria. Egli svolse servizio presso il tempio dall’8° al 14° giorno del terzo mese e dal 24° al 30° giorno dell’ottavo mese. Quest’ultima data corrisponde alla fine di settembre, nove mesi prima del 24 giugno, ossia della data di Nascita del Battista.
Così, anche l’annuncio alla Vergine Maria “nel sesto mese” (Lc 1, 28) dal concepimento di Elisabetta, corrisponderebbe al 25 marzo. Di conseguenza si può considerare storica anche la data di nascita di Gesù, il 25 dicembre.

Nonostante questo è pensiero comune che la tradizione della Chiesa abbia stabilito la data della solennità della nascita di Gesù in corrispondenza della festività pagana del Dies natalis solis invicti. Questa cadeva il 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno. Probabilmente le due festività furono fatte coincidere per sostituire il culto pagano e divulgare velocemente quello cristiano. Ma è anche evidente che una festa così centrale non poté essere stabilita solo per motivi di sincretismo ma che doveva avere alla base delle solide radici storiche. E’ anche vero che il passaggio dalla festività pagana a quella cristiana fu molto facile, perché la tradizione biblica parla del Messia come di un sole e di una luce: “verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge” (Lc 1, 78).




I territori della Palestina, conquistati definitivamente da Pompeo nel 63 a.C. rientrano, all'epoca delle vicende della vita di Gesù Cristo, sotto il dominio romano. Tutti i territori conquistati dai romani erano divisi in varie tetrarchie. Tra queste, la città di Betlemme era sottomessa al potere del re Erode I il Grande, che nel 30 ca. fece costruire nei pressi della città un palazzo-fortezza chiamato Herodion.

L'evento della Nascita di Gesù segna quest'epoca. Nel 6 d.C. con la deposizione dell'etnarca Archelao, la Giudea venne incorporata nella provincia imperiale della Siria e amministrata dai procuratori residenti a Cesarea Marittima.

Fortunatamente Betlemme fu risparmiata dalla reazione di Tito contro i giudei avversi al potere di Roma, rivolte che portarono alla distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C.
Betlemme divenne presto luogo di culto per i primi cristiani dove veneravano la grotta in cui era nato il Messia.
Dopo la prima rivolta contro Roma soppressa nel sangue si acuirono le tensioni, che divennero sempre più forti, sfociando nella seconda Guerra giudaica, repressa sotto il dominio dell'imperatore Adriano.
Quest'ultimo decise di far costruire a Betlemme un tempio pagano dedicato al dio Adone sopra la Grotta della Natività; il luogo venerato dai primi cristiani fu interrato e distrutto in ogni segno di venerazione, come già era avvenuto sopra il Santo Sepolcro di Gerusalemme.

La grotta doveva presentarsi allo stato naturale, come descriverà poi Girolamo nelle sue testimonianze. Restò sempre vivo il ricordo del luogo esatto della nascita di Gesù, come ci testimonia Origene nei suoi scritti. A causa delle forti repressioni molti cristiani lasciarono la cittadina in mano ai pagani che continuarono il loro culto.

Studio dei Francescani Missionari

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