lunedì 30 maggio 2016

Salvatore Girone torna in Italia e ora che facciamo?Intervista al dott Giuseppe Pacione.


Intervista di Alfredo d’Ecclesia al dott Giuseppe Pacione

dott Pacione lei era presente al ritorno di Salvatore a Bari e le ha donato il suo libro che parla della vicenda dei nostri marò cosa le ha detto ?
E’ stato un onore averlo incontrato e averlo omaggiato del mio libro che riguarda proprio la sua vicenda. Le parole che mi ha espresso sono state di ringraziamento e che era al corrente, grazie ai suoi familiari, del libro che stava per uscire e che riguardava la sua storia e quella di Massimiliano Latorre.
Come l’ha trovato?
Un po’ sciupato e psicologicamente stanco, ma, da buon soldato, ha saputo resistere; infatti, non gli mancava il sorriso. L’importante è stare vicino a lui e alla sua famiglia, come pure a Massimiliano Latorre e alla sua famiglia.
In Italia la vicenda è stata usata da tutti e ora sembra essere un problema tra innocentisti e colpevolisti e il diritto internazione che fine ha fatto?
Ho preferito, sin dall’inizio di questa storia, iniziata il 15 febbraio del 2012, che non è ancora terminata, essere neutrale e affrontare questo braccio di ferro tra Italia e India sul piano del diritto internazionale. La guerra tra guelfi e ghibellini, non mi ha mai interessato, preferendo inquadrare la controversia dei due Stati su aspetti giuridici. Il diritto internazionale, pur subendo, negli ultimi tempi, ripetuti schiaffi, si veda la questione migratoria o il problema dell’ISIS o del terrorismo internazionale, continua a resistere. Oggi, gli Stati tendono a manifestare la gelosia della propria sovranità anche quando, attraverso i trattati internazionali da loro stessi accordati, decidono di trasferirne in parte per il bene comune dell’umanità.
Non crede che sia stata fatta un operazione di malafede pilotata dall’alto?
Lascio rispondere a color che credono ancora negli alieni. Ritengo, invece, che ci siano stati errori compiuti da coloro che hanno governato, mi riferisco al governo Monti, sino a giungere a quello di Renzi. Errori che si potevano evitare sin dal primo momento, quando l’unica persona che ha cercato di dare ottimi suggerimenti, grazie alla sua esperienza nel mondo delle relazioni internazionali, per trovare una soluzione immediata alla vicenda dei marò e che non saremmo giunti oggi a questa situazione di matassa ingarbugliata, è stato l’ambasciatore Giuliomaria Terzi di Sant’Agata, già Ministro degli Affari Esteri, il quale si oppose al rientro dei due marò in India nel 2013, ma, purtroppo, non fu ascoltato, tanto da rassegnare le dimissioni non nelle mani del governo Monti, ma in quelle del Parlamento, manifestando, a mio parere, l’importanza che il popolo italiano ha, dato che rappresenta la vera sovranità.
Il suo libro esce dagli schemi manipolatori creati ad arte da qualcuno ,perché è importante e perché oltre a lei nessuno ha voluto affrontare la questione dal punto di vista del diritto internazionale
Grazie a Dio, viviamo in un Paese dove ciascuno può dire la sua liberamente scrivendo quello che pensa. La controversia fra Italia e Unione d’India, secondo il mio punto di vista, andava, in ogni modo, inquadrata esclusivamente sul piano giuridico, perché riguardava l’aspetto del diritto internazionale generale, del diritto internazionale del mare e anche del diritto all’immunità funzionale. Ecco la ragione per la quale ho deciso di prendere penna e foglio e scrivere un libro scientifico, proprio per indirizzare l’opinione pubblica a seguire con attenzione e minuziosamente il giusto schema.
Qual è stato il contributo dell’ex ministro Giulio Terzi nella presentazione del suo libro
Quando ebbi modo di inviargli la bozza del mio libro, grazie all’amico Generale Fernando Termentini che è stato il mediatore nel contatto con Terzi, la risposta che ebbi fu positiva e approfittai di chiedergli se desiderasse scrivere la prefazione. La risposta fu positiva.
Cosa si potava fare prima che non è stato fatto?
Seguire, come ho già detto prima, i suggerimenti dell’ambasciatore Terzi, ma purtroppo ciò non è accaduto.
E adesso cosa si può fare per chiudere questa storia ,dobbiamo aspettare le decisioni della corte dell’Aja?O c’è una soluzione che possiamo adottare da subito visto che ormai abbiamo i nostri marò a casa?
Credo che sia d’uopo che entrambi gli Stati manifestino prova di collaborazione e docilità al fine di evitare di rendere ancora più aspra tale controversia. A mio parere, sarebbe interessante se sia il nostro Paese, sia l’Unione d’India percorressero la strada del negoziato a livello diplomatico, che porterebbe ad una soluzione celere della disputa senza dover attendere l’esito del Tribunale arbitrale del mare. 

Caro Giuseppe nell’invitare i nostri amici lettori a comprare il suo libro approfitto anche per salutare L’ambasciatore Giulio Terzi e il gen Fernando Termentini molto attivi sia sulla vicenda marò che nella presentazione del suo libro. 
Alfredo d’Ecclesia

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