martedì 14 maggio 2019

Greta passa dal clima all’antifascismo. E diventa l’icona della lotta contro i sovranisti



La Greta dei miracoli. Ora l’enfant prodige con le treccine che mobilita il pianeta sull’allarme clima passa a un altro fronte caldo di sicuro successo: l’antifascismo militante e la sfida al pericolo nazista-sovranista. L’icona del progressismo planetario, dopo i sit-in davanti al Parlamento di Stoccolma, non perde occasione per farsi notare ed egemonizzare il web, questa volta con una crociata per i valori democratici messi a rischio dal pericolo nero.
La globettrotter, infatti,  è volata a Ludvika, una piccola cittadina dell’entroterra svedese, per dire no alla manifestazione del movimento identitario “Nordiska motståndsrörelsen”. Un selfie con alle spalle il corteo dei militanti del movimento e il cordone della polizia e il gioco è fatto: da attivista dell’ambientalismo à la page all’impegno politico. La didascalia alla foto pubblicata sui suoi cliccatissimi canali social è un chiaro manifesto programmatico: «A Ludvika per sostenere la parità dei diritti umani e la democrazia. E contro il nazismo». Anche nella laicissima Svezia, fulgido esempio mutietnico, il copione anti-sovranista-razzista-nazista-fascista è lo stesso che nel resto d’Europa. Così a pochi giorni dal voto per rinnovare il Parlamento di Strasburgo anche Greta Thunberg fa la sua parte.

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