mercoledì 4 giugno 2014

MARO', ESPOSTO A MAGISTRATI PER FAR LUCE SU RESPONSABILITA' IN ITALIA



Roma, 3 giu - Un esposto alla magistratura che ripercorre i fatti che hanno portato i due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ad essere detenuti in India da oltre
2 anni. E' questa l'iniziativa annunciata in una conferenza stampa a Montecitorio dal generale Fernando Termentini e che verrà messa in atto probabilmente in coincidenza con la manifestazione del
14 giugno a Roma in sostegno dei due marò. Un atto al quale "siamo giunti ora per un motivo preciso", spiega Termentini, "perché viviamo un momento a dir poco di 'oscurantismo', siamo all'oscuro di tutto e andiamo avanti per illazioni". L'iniziativa è appoggiata anche dall'ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata, ex ministro degli Esteri all'epoca dei fatti che hanno portato al fermo dei due militari italiani e oggi membro di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale. "Ieri è stato il terzo 2 giugno che ha visto i due marò Latorre e Girone illecitamente trattenuti in India - sottolinea Terzi - e il percorso internazionale dell'azione di un arbitrato obbligatorio è stato quello affermato dal governo come l'unica vera strada che può risolvere questo caso". "Sono favorevole alla presentazione di questo esposto - dice l'ex ministro - così come alla proposta portata avanti da FdI di istituire una commissione parlamentare d'inchiesta sulla vicenda", perché "non sono tra quelli che pensano che le cortine fumogene giovino alla situazione dei due militari italiani". 
"La nostra iniziativa - spiega il generale Termentini - consiste in un esposto alla magistratura affinché venga fatta chiarezza sulle responsabilità iniziali, in corso d'opera e attuali sul fatto che ancora il problema dei due marò non si sia risolto e rimangano ostaggio di uno Stato terzo sottoposti a un giudizio indebito". Secondo Termentini "è venuto il momento per lo stato di diritto di riguadagnare qualche punto" e questo "non vuol dire affermare che sono innocenti, ma gli deve essere riconosciuta l'indennità funzionale e hanno diritto di essere giudicati dal loro giudice naturale, che è quello italiano".

"Durante questi due anni - ribadisce Terzi - c'è sempre stato un forte dialogo con le autorità indiane che purtroppo non ha portato l'unico esito soddisfacente che è quello di restituire i due marò al loro giudice naturale. Continuiamo a chiederci perché alla politica degli annunci non faccia seguito quella dei fatti e l'atteggiamento continui ad essere assolutamente interlocutorio". "Non mi risulta infatti - sottolinea il presidente FdI Ignazio La Russa, arrivato in conferenza stampa a testimoniare la sua "vicinanza" all'iniziativa - che nonostante gli annunci del governo Renzi sia stata ancora avviata la procedura per l'arbitrato internazionale".

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