sabato 2 gennaio 2016

Marò:E hanno la faccia da culo da chiederci di "impegnarci" a rimandare in India due che sappiamo innocenti per essere processati e condannati in base a una legge barbara

di Luigi Di Stefano

"Infine l'Italia dovrebbe impegnarsi davanti alla Corte suprema a rimandare Latorre e Girone per un processo in India qualora la Cpa si esprimesse a favore di essa sul tema della giurisdizione"
Le uniche prove che abbiamo dimostrano che le autorità indiane hanno portato un falso peschereccio sotto la murata della Lexie per costruire una colpevolezza inesistente, quelle a carico dei due accusati prodotte dagli inquirenti indiani sono una pagliacciata e ognuno ora lo può verificare.
E fra qualche giorno vi dimostro che l'India ha organizzato tutto per celebrare il processo con la Legge SUA Act proprio perchè è consapevole che i due accusati sono innocenti, ricorrendo a "testimonianze" funzionali a questo obiettivo e che smantelleremo come abbiamo smantellato le famose "prove scientifiche".
E la SUA Act è una legge incompatibile con il Diritto italiano, europeo, internazionale e indiano, che rovescia l'onere della prova sull'accusato come nel medioevo, obbliga il giudice a emettere una sentenza di colpevolezza, comporta una automatica condanna a morte, e addirittura nell'art.14 prevede la non punibilità o processabilità per chi, applicando la SUA Act, commetta abusi o errori di qualsiasi tipo.
E hanno la faccia da culo da chiederci di "impegnarci" a rimandare in India due che sappiamo innocenti per essere processati e condannati in base a una legge barbara affinchè i buffoni del Kerala non siano smentiti e a New Delhi possano recitare la parte della potenza regionale che impone il suo arbitrio.
Non è che in queste ultime settimane siamo stati a dormire, abbiamo aspettato che maturasse qualche decisione a favore dell'ostaggio Girone, come ufficiosamente era stato indicato. Nel frattempo si è elaborata una efficace sintesi del quadro d'insieme processuale, in modo che nessuno possa fingere di non sapere. A Roma come a l'Aia come a New Delhi.
Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato e stanno collaborando, il motto è sempre lo stesso: "Verità e Giustizia per Massimiliano e Salvatore".
La prossima uscita sarà per smantellare le testimonianze funzionali all'applicazione del SUA Act.
Luigi Di Stefano

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