martedì 8 marzo 2016

L’EVOLUZIONE DELLA BRIGATA MARINA SAN MARCO

La Brigata Marina San Marco sta completando un processo di riorganizzazione funzionale e di modifiche ordinative che mira a razionalizzare l’intera componente anfibia della Forza Armata ed a renderla di impiego più flessibile ed efficace.
Come noto la Brigata ingloba la Forza da Sbarco e raggruppa sotto un unico comando le funzioni di proiezione di forza dal mare, di supporto alle operazioni di interdizione marittima ed antipirateria e quelle di difesa delle basi ed installazioni della Marina. Con un organico complessivo di circa 3.800 uomini, dipende dal punto di vista operativo e funzionale dal Cincnav, il comando in capo della squadra navale, e costituisce l’intelaiatura portante della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare.
Al momento della sua recente costituzione, avvenuta il 1° marzo 2013, la Brigata San Marco includeva, oltre al Comando Brigata con elementi di staff appartenenti anche all’Esercito Italiano ed all’Infanteria de Marina spagnola, il Quartier Generale, il Battaglione di Supporto al Comando, il Gruppo Mezzi da Sbarco e tre Reggimenti, ciascuno con compiti e funzioni differenti.
La Brigata
 
Il Quartier Generale  assicurava il funzionamento e la gestione delle infrastrutture in Patria, mentre il Battaglione Supporto al Comando raggruppava alcuni assetti specialistici pregiati, quali la Compagnia Recon UDT (già Compagnia Operazioni Speciali e successivamente COSLA – Compagnia Operazioni Speciali Lotta Anfibia) incaricata delle operazioni di ricognizione avanzata  prima dello sbarco, la Compagnia C4 per la gestione delle telecomunicazioni e la  Compagnia Supporto Tecnico per gli interventi manutentivi e di riparazione su tutte le apparecchiature elettroniche, optoelettroniche e gli armamenti.
Il Gruppo Mezzi da Sbarco includeva invece il personale destinato alla condotta e gestione di mezzi da sbarco e battelli pneumatici a scafo rigido (RHIB), oltre ad assicurare l’organizzazione della spiaggia di sbarco.
Il 1° Reggimento San Marco, erede delle tradizioni del glorioso Battaglione San Marco e  pedina di manovra della brigata, comprendeva un Battaglione Assalto, il “Grado”, su tre compagnie assalto ed una compagnia armi, il Battaglione Combat Support, con mortai pesanti, guastatori e capacità controcarro, ed il Battaglione Combat Service Support, in grado di fornire la logistica di aderenza con le compagnie supporto logistico, trasporti e sanità. Completava l’organico reggimentale la Compagnia C2 Supporto Aerotattico e Fuoco, che raggruppava vari elementi per il coordinamento del fuoco di supporto aereo, terrestre e navale.
Il 2° Reggimento San Marco, con i due battaglioni Operazioni Navali e Force Protection, entrambi su due compagnie, comprendeva i Boarding Team ed i Nuclei Militari di Protezione ed era  incaricato di fornire alle navi della flotta i team di sicurezza per gli abbordaggi e le ispezioni, i controlli di  vigilanza pesca ed il contrasto all’immigrazione clandestina, oltre ad assicurare la costituzione dei nuclei di protezione anti pirateria da imbarcarsi sui mercantili battenti bandiera italiana.
Il 3° Reggimento San Marco, infine, assumeva la duplice funzione di assicurare la formazione del personale, grazie al Battaglione Scuole “Caorle”, e di garantire la protezione delle basi, delle installazioni e dei siti sensibili della Marina, inglobando il precedente Servizio Difesa Installazioni.  Il reggimento poteva inoltre concorrere ad attività di ordine pubblico e sicurezza sul territorio nazionale.
Nella seconda metà del 2015, dopo pochi anni di vita, la composizione della brigata è stata oggetto di un ulteriore processo di revisione organica, dettato dall’esperienza operativa. Ne sono scaturite diverse modifiche ordinative, che hanno interessato in maniera particolare la componente di proiezione, resa più autonoma, flessibile e modulare.
Nell’ambito del 1° Reggimento San Marco è stato infatti costituito un secondo Battaglione Assalto, il “Venezia”, identico al “Grado” ed ottenuto per trasformazione del Battaglione Combat Support e con la ridistribuzione delle armi di sostegno di quest’ultimo tra le compagnie fucilieri dei due reparti.
Naturalmente in tempi di revisione della spesa e di contrazione degli organici non era possibile programmare un incremento numerico complessivo degli effettivi del  reggimento. Pertanto i due battaglioni assalto annoverano, almeno al momento, ciascuno due sole compagnie assalto, tutte dotate di assetti e supporti al combattimento identici.
Nonostante l’assenza di una terza pedina di manovra la nuova struttura consente comunque una maggiore flessibilità di impiego del reggimento o di sue aliquote, assicura una turnazione tra i due battaglioni in presenza di operazioni di stabilizzazione di lunga durata e permette di suddividere la componente operativa fra due differenti missioni.
Nell’adozione di questo provvedimento non deve essere risultata estranea l’esperienza maturata nell’estate-autunno del  2011, quando il battaglione Grado, con pochi rinforzi, dovette fornire contemporaneamente e non senza difficoltà una Task Force di battaglione alla missione ISAF in Afghanistan ed assetti aggiuntivi in stand-by con i quali poter fronteggiare eventuali emergenze improvvise. Era infatti in corso l’intervento militare in Libia (operazione Odyssey Dawn), che avrebbe potuto richiedere missioni di Personnel Recovery o di bonifica e messa in sicurezza delle installazioni estrattive poste al largo della costa africana.
Per assicurare al 1° Reggimento un maggior livello di autonomia operativa sono inoltre confluite nel suo organico la Compagnia Comunicazioni e la Compagnia Recon/UDT, quest’ultima destinata ad includere gli specialisti del controllo del Supporto Aerotattico e Fuoco ed a subire l’ennesimo cambio di denominazione.
Privato di queste due pedine operative il Battaglione di Supporto al Comando è stato quindi sciolto, trasferendo le sue funzionalità residue al Quartier Generale.
Esaminando più nel dettaglio l’organizzazione del 1° Reggimento San Marco, notiamo che la sua struttura di comando è più complessa ed articolata di quella di un analogo reparto dell’esercito, avvicinandosi per taluni aspetti a quella di una brigata di manovra.
Dal comandante, un Capitano di Vascello, dipendono infatti, oltre agli Aiutanti ed alla Segreteria, sia un Comandante in Seconda ad incarico esclusivo che un Capo di Stato Maggiore (Capo Ufficio Comando), cui fanno capo le abituali sezioni di staff S1-Personale, S2-Informazioni, S3-Operazioni, S4Logistica, S6-Comunicazioni ed S8-Amministrazione.
Il Comandante in Seconda dirige e coordina alcune pedine di supporto: la Compagnia Comunicazioni, che assicura al reggimento ed all’intera brigata i collegamenti verso le unità dipendenti ed i comandi superiori, il Plotone Guastatori, che garantisce alle forze operative la necessaria libertà di movimento e costituisce i nuclei di bonifica ostacoli esplosivi di tipo tradizionale ed improvvisati, e la Cellula Humint e di Cooperazione Civile-Militare.
Direttamente dal Comandante dipendono invece i due Battaglioni Assalto “Grado” e “Venezia”, il Battaglione Logistico di Supporto al Combattimento “Golametto” e la Compagnia Nuotatori Paracadutisti NP.
Quest’ultima unità nasce dalla fusione dei precedenti reparti Recon/UDT e Supporto Aerotattico e Fuoco, e svolge compiti di ricognizione, bonifica ostacoli antisbarco, preassalto, messa in sicurezza della spiaggia, osservazione ed acquisizione obiettivi e coordinamento e direzione di tutte le sorgenti del fuoco di supporto: aereo, terrestre o navale. A tal fine comprende due Plotoni Recon/SDO (Sommozzatori Demolitori Ostacoli) e due Plotoni SALT – Supporting Arms Liaison Team, ognuno su 3 squadre FCT, Firepower Control Team, i nuclei per l’osservazione, direzione e controllo del fuoco.
I due Battaglioni Assalto comprendono, oltre al Comando ed alla segreteria, la Compagnia Supporto al Comando e due Compagnie Assalto: 1° Bafile e 2° Tobruk per il battaglione Grado, 3° An Nassiriya e 4° Monfalcone per il battaglione Venezia.
Le Compagnie di Supporto al Comando di entrambi i reparti includono due plotoni: un Plotone Supporto al Comando, che assicura la funzionalità del posto comando, garantisce le comunicazioni sia in sede che in operazioni e fornisce un primo livello di logistica di aderenza, ed un Plotone A.A.V. dotato di cingolati anfibi AAV-7, che permette al battaglione di operare almeno parzialmente in veste meccanizzata.
Le compagnie assalto sono strutturate in modo identico su quattro plotoni: tre assalto ed uno di supporto. I plotoni assalto comprendono tre squadre di 8 uomini, composte da due gruppi di fuoco dotati ciascuno di una mitragliatrice leggera Minimi in calibro 5,56 o 7,62mm, più una quarta squadra che costituisce nucleo comando, per un totale di 31 uomini. Ogni plotone dispone al proprio interno di elementi specializzati come soccorritori, addetti alla bonifica NBC e tiratori scelti, questi ultimi muniti di fucili HK 417.
Nel quarto plotone  è integrata una squadra mortai, che porta l’organico complessivo a 40 uomini.
Il personale assegnato a questo reparto dispone generalmente di una maggiore esperienza operativa e di servizio, che ne rende possibile l’impiego, secondo le necessità specifiche della missione, come quarta pedina fucilieri o come elemento per il supporto di fuoco, potendo disporre di sistemi missilistici controcarro Milan e Spike e di mortai da 60, 81 e 120 mm lisci.
Quello che emerge da questi provvedimenti è pertanto un reggimento in grado di operare con breve preavviso in completa autonomia logistica e con l’apporto di  numerosi assetti organici di supporto al combattimento.
Incrementare le capacità operatuve
Queste modifiche organizzative, per quanto opportune e funzionali, non sono certamente sufficienti, di per sé, a realizzare e concretizzare quel salto qualitativo auspicato dalla Marina Militare, che mira sempre più a fare della propria componente anfibia una nicchia di eccellenza, riconosciuta non solo in ambito nazionale.
Lo Stato Maggiore ha deciso pertanto di promuovere un’analoga spinta propulsiva ed innovativa nel settore della formazione del personale, al fine di elevare gli standard qualitativi e professionali a tutti i livelli.
In particolare, è stato deciso di attribuire ad entrambi i Battaglioni Assalto del 1° Reggimento San Marco la capacità “Commando”, ossia di specializzare le compagnie assalto nella conduzione di incursioni e raid anfibi e di mettere  gli uomini e le unità in condizione di operare in  tutte le condizioni, in ambienti non permissivi ed in completa autonomia, fino ai minimi livelli organici.
Due plotoni assalto del reggimento sono stati inoltre destinati ad assumere il suolo di “Combat Support”, ossia di fornire, in caso di necessità, appoggio diretto e supporto tattico ai distaccamenti del Gruppo Operativo Incursori di Comsubin impegnati nell’esecuzione di un’Operazione Speciale in ambiente marittimo. Tale capacità è stata raggiunta in seguito ad uno specifico ed intenso ciclo addestrativo con le Forze Speciali, teso a sviluppare tecniche, tattiche e procedure congiunte.
Queste  innovazioni consentono alla componente di proiezione della Brigata di svolgere un’ampia gamma di missioni, che spaziano dalle operazioni anfibie tradizionali a quelle di supporto alle crisi, dall’evacuazioni di connazionali da zone ad alto rischio al soccorso alle popolazioni colpite da gravi calamità naturali.
Specializzato nella conduzione di raid anfibi, il reparto può essere impiegato quale “Initial Entry Force” per la creazione di una testa di punte in cui far  successivamente affluire forze terrestri nell’ambito di un’operazione di più vasta portata, oltre ad essere utilizzabile in operazioni di tipo prettamente terrestre,  quale unità di fanteria leggera specializzata.
Per quanto riguarda il 2° Reggimento si è deciso inoltre di innalzare significativamente la capacità di interdizione marittima dei Boarding Team, già oggi tutti in grado di operare in contesti non cooperativi (ossia con l’equipaggio della nave da ispezionare che non segue le direttive ricevute), per metterli progressivamente tutti nella condizione di affrontare anche scenari “obstructed”, ossia caratterizzati dall’aperto contrasto all’attività ispettiva del BT.
Sono inoltre in formazione, previa selezione degli elementi più capaci, alcuni Boarding Team abilitati a condurre anche abbordaggi in condizioni “opposed”, ossia quando l’equipaggio della nave reagisce con le armi da fuoco all’azione ispettiva.
A tal fine vengono posti in essere moduli addestrativi a cura degli Incursori del GOI che contemplano scenari di complessità crescente e prevedono movimento e combattimento in ambienti ristretti a livello di squadra e tattiche di tiro dinamico a bordo di unità navali.
Il Battaglione Scuole “Caorle”, reso ora autonomo e posto alle dirette dipendenze del Comando Brigata, ha ampliato  di molto la propria offerta formativa, rivolta ogni anno a circa 2500 allievi provenienti sia dalla Marina Militare che da altre forze armate nazionali ed estere, e dedica particolare attenzione e cura nel costante miglioramento del livello qualitativo dei vari corsi gestiti.
Selezione e addestramento
Dal 2014 il Battaglione, oltre a svolgere corsi specialistici impegnativi e selettivi per la formazione dei futuri Fucilieri di Marina, ha assunto infatti la responsabilità della preparazione del personale di nuova immissione nella Forza Armata.
I VFP1 appena arruolati affluiscono ora direttamente a Brindisi per un periodo di 7 settimane. Le prime tre sono dedicate all’inquadramento preliminare ed alla formazione militare di base, mentre le successive quattro, trascorse in completo isolamento al fine di massimizzare il rendimento del corso, portano al conseguimento dell’abilitazione alla Force Protection (FP), con un’intensa attività fisica e lezioni pratiche e teoriche di impiego delle armi e sulle tecniche e procedure per la difesa delle installazioni.
Lo stesso corso FP viene svolto anche a favore degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno e della Scuola Marescialli, durante un modulo denominato “FP ed Arte del Comando”.
La formazione di base dei Fucilieri di Marina prosegue invece, dopo il corso FP, con una successiva fase addestrativa di 13 settimane che intensifica ed approfondisce la formazione tecnica e professionale degli allievi e porta al conseguimento delBrevetto di  Abilitazione Anfibia.
Prima dell’ammissione al corso gli aspiranti fucilieri vengono selezionati sulla base di test di ammissione che prevedono, tra l’altro, 5000 metri di corsa piana da eseguire nel tempo massimo di 28 minuti, 5 trazioni alla sbarra in un minuto, 50 addominali in massimo due minuti, prove di nuoto, apnea e galleggiamento.
Gli argomenti coperti includono addestramento individuale al combattimento, topografia, formazione avanzata sull’uso delle armi, tattiche e procedure della squadra fucilieri, addestramento anfibio, tecniche di combattimento terrestre, superamento ostacoli verticali ed impiego degli elicotteri.  Costanti le marce in assetto tattico su distanze crescenti.
Per buona parte del personale questo è solo un traguardo intermedio, cui farà seguito la formazione avanzata, svolta sia al Grado che al reparto di impiego.

In particolare, per quanto riguarda gli elementi assegnati al 1° Reggimento San Marco, l’iter prevede come accennato in precedenza il progressivo incremento del livello operativo ed il raggiungimento delle capacità “commando”.
Tale obiettivo viene perseguito con un progressivo affinamento della forma fisica, sia a terra che in acqua, che culmina con l’effettuazione di marce di resistenza di 40 chilometri ed esercitazioni di nuoto in mare aperto per un miglio, e con la frequenza di specifici moduli tattici sulla conduzione di raid anfibi, incursioni, colpi di mano, sulle procedure di movimento e combattimento negli abitati ed in ambiente montano e boschivo.
Il Battaglione Scuole offre molti altri corsi di alta specializzazione istituiti per il personale già brevettato, al fine di elevarne le caratteristiche professionali e metterlo in condizione di ricoprire i veri incarichi specifici previsti nell’organico della brigata.
Tra questi:
-    Corso abilitazione RECON per operatori della Compagnia NP. Della durata di 18 settimane, abilità i frequentatori ad effettuare missioni di ricognizione anfibia avanzata ed azioni dirette  nell’ambito di un’operazione anfibia. Copre in particolare gli aspetti legati alla topografia e navigazione terrestre, alle operazioni continuative in ambiente non permissivo, alla conduzione della pattuglia da ricognizione ed all’impiego degli apparati per le comunicazioni. Costituisce la prima fase, terrestre, della formazione degli operatori, che proseguirà con il conseguimento dei brevetti SDO presso Comsubin e Paracadutismo con fune di vincolo a Pisa.
-    Corso per Tiratori Scelti Anfibi per qualificare personale destinato sia al 1° che al 2° Reggimento all’impiego di armi di precisione, sia in ambiente terrestre che da bordo di unità navali e degli elicotteri della Forza Armata. Della durata complessiva di 5 settimane, comprende un modulo terrestre di tre ed uno navale di due.
-    Corso Osservatori Fuoco di Supporto – Joint Fire Observer, che abilita alla richiesta, aggiustamento e controllo del fuoco di superficie, aereo, terrestre e navale. Della durata di 8 settimane, include anche lezioni di topografia, comunicazioni, riconoscimento mezzi ed impiego di puntatori/designatori laser.
-    Corso di Abilitazione Anfibia per Padroni di Barchini di 4 settimane, abilita alla condotta  di battelli e barchini  in ambiente operativo durante un’operazione anfibia.
-    Modulo Basico per Boarding Team di 10 settimane, per far acquisire ai team ispettivi del 2° Reggimento la capacità di operare in contesti “non cooperativi” in concorso con i Tiratori Scelti Anfibi. Il livello raggiunto, come abbiamo visto in precedenza, viene successivamente approfondito con un corso avanzato, volto a far acquisire la capacità di operare in ambienti apertamente ostili (“obstructed”).
-    Corso di Medicina da Combattimento di 4 settimane per ufficiali sanitari ed infermieri, per metterli in condizione di effettuare le attività di soccorso a personale ferito in un contesto operativo e ad alto rischio.
-    Corso di abilitazione anfibia per Ufficiali di vascello.  23 settimane destinate ad abilitare i giovani ufficiali frequentatori a condurre le minori unità, quali plotoni e pattuglie, in attività di combattimento nell’ambito di un’operazione anfibia. Le tematiche di base, simili a quelle previste per tutti i i Fucilieri di Marina, sono integrate da lezioni ed addestramenti specifici legati al ruolo di comando da ricoprire.
-    Corso di Specializzazione Anfibia per Ufficiali di 25 settimane, finalizzato ad approfondire la preparazione e le capacità di pianificazione operativa, di sviluppo del processo decisionale e di comando e controllo dei Tenenti di Vascello impiegati nel settore della lotta anfibia.
Foto Marina Militare
di *Alberto Scarpitta - 7 marzo 2016
 

Alberto Scarpitta
* Nato a Padova nel 1955, ex ufficiale dei Lagunari, collabora da molti anni a riviste specializzate nel settore militare, tra cui ANALISI DIFESA, di cui è assiduo collaboratore sin dalla nascita della pubblicazione, distinguendosi per l’estrema professionalità ed il rigore tecnico dei suoi lavori. Si occupa prevalentemente di equipaggiamenti, tecniche e tattiche dei reparti di fanteria ed è uno dei giornalisti italiani maggiormente esperti nel difficile settore delle Forze Speciali. Ha realizzato alcuni volumi a carattere militare ed è coautore di importanti pubblicazioni sulle Forze Speciali italiane ed internazionali.

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