giovedì 9 luglio 2015

Onu: in Siria superati i quattro milioni di profughi



Non si fermano le violenze in Siria. Almeno sette jihadisti del Fronte al-Nusra sono morti in un raid di un drone Usa nel nord-ovest. Intanto, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, denuncia il reclutamento da parte del califfato di oltre 1.100 minorenni dall’inizio dell’anno; mentre l'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, ha reso noto che il numero dei rifugiati in fuga dal conflitto siriano e giunti nei Paesi vicini ha superato la soglia dei quattro milioni. La più grande popolazione di sfollati proveniente da un unico conflitto negli ultimi vent’anni. Marco Guerra ha sentito Carlotta Sami, portavoce Unhcr per il Sud Europa:

R. – La crisi siriana è la peggiore della nostra era. E’ dal ’92 che non si assisteva ad una fuga di così tante persone dal proprio Paese: allora furono 4 milioni e 600 gli afghani che fuggivano. Ma qui parliamo di oltre 4 milioni di rifugiati siriani, rifugiati nei Paesi vicini, a cui si devono aggiungere 270 mila che si sono rifugiati in Europa e molte altre migliaia che si sono rifugiate in Paesi molto lontani: dal Brasile agli Stati Uniti, al Canada fino addirittura all’Estremo Oriente.

D. – Sono numeri che stanno mettendo alla prova, come abbiamo sentito, i Paesi confinanti. Si parla tanto dei flussi verso l’Europa, ma poi la vera emergenza è in Medio Oriente…

R. – Sì, perché questi oltre 4 milioni sono tutti rifugiati nei Paesi vicini alla Siria. Quindi abbiamo 2 milioni di rifugiati nella sola Turchia; 250 mila in Iraq; più di 630 mila in Giordania; circa 130 mila in Egitto. Particolarmente grave la situazione in Libano, dove c’è una popolazione totale di 5 milioni di persone, con un 1 milione e 200 mila rifugiati siriani. Stanno mettendo a dura prova chiaramente questi Paesi, che hanno bisogno di supporto, perché le loro stesse strutture nazionali faticano a continuare questa accoglienza che, non dimentichiamo, è entrata nel suo quinto anno. In Europa, invece, parliamo di 270 mila persone, ma su un continente di 500 milioni di abitanti. Le proporzioni, quindi, sono enormemente diverse. Quello che è veramente il dato tragico è che, purtroppo, le condizioni dei rifugiati in questi Paesi si stanno deteriorando di giorno in giorno, al punto che i malati non possono più essere curati e addirittura siamo arrivati ad una carenza di cibo, con famiglie in cui i genitori non mangiano per dare da mangiare ai propri figli.

D. – Di cosa ha bisogno questa popolazione? Come può essere alleviata la sofferenza di questo popolo in fuga?

R. – Ciò di cui avrebbero bisogno i siriani oggi in assoluto è la possibilità che il proprio Paese ritrovi la pace. La guerra in Siria è diventata sempre più complessa, più intricata, e le condizioni dei rifugiati nei Paesi limitrofi si deteriorano, perché dopo cinque anni in cui hanno perso tutto - hanno perso le proprie case, e spesso anche i familiari e il proprio lavoro – non riescono a lavorare nei Paesi in cui hanno trovato accoglienza; non riescono a curarsi. Purtroppo le strutture locali dei Paesi che li ospitano non possono andare più di tanto incontro alle loro necessità. Ma ciò che ci preoccupa di più è che un’intera generazione è a rischio, perché moltissimi sono i bambini che stanno perdendo molti anni di scuola e quindi intere generazioni stanno mettendo veramente a rischio il proprio futuro.

D. – In molti casi si tratta di famiglie che vorrebbero tornare nelle loro terre…

R. – La popolazione siriana è una popolazione che ha lasciato con grandissimo dolore il proprio Paese. In moltissimi casi sono persone che avevano un lavoro, proprio come noi, un’attività e che sono pienamente coscienti di voler appena possibile rientrare e contribuire a costruire, a ricostruire il proprio Paese. Vivono veramente questa condizione come un dolore lacerante. Appena si va a chiedere loro qualcosa di più, i racconti sono tutti simili: un marito ucciso mentre tornava dal lavoro e morto sotto le bombe, con un figlio piccolo che se l’è visto morire davanti; un fratello sparito in una prigione e mai più tornato; persone che hanno dovuto lasciare a malincuore i propri genitori perché, essendo anziani, non si vogliono muovere ed hanno però obbligato i più giovani ad andarsene; giovani che hanno perso veramente tutto: le loro amicizie, i loro amori, le loro passioni, il loro studio. Quando si parla con i rifugiati siriani si ha l’impressione di una popolazione completamente lacerata dal dolore, purtroppo.

D. – Ai rifugiati fuggiti nei Paesi vicini si sommano almeno 7,6 milioni di persone sfollate all’interno della Siria. Anche questo è un altro dramma…

R. – Questa è una situazione terribile, perché lo spazio di sicurezza all’interno della Siria si sta riducendo moltissimo. Gli scontri armati proseguono e si spostano, causando gli spostamenti di milioni di persone. Ogni siriano che è ancora in Siria è fuggito mediamente dieci volte. Sicuramente molti altri cercheranno ad un certo punto di uscire dalla Siria.

Fonte Radio Vaticana


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