giovedì 3 aprile 2014

IL SEQUESTRO DEI FUCILIERI DI MARINA LATORRE E GIRONE - UN RIEPILOGO DELLA VICENDA ( E VIDEO TGCOM 24 CON COMMENTI ALLA SOSPENSIONE DEL PROCESSO, E ALLE RAGIONI DELL'INNOCENZA)








Non ho l'illusione di riuscire ad evitare che sulla tragica vicenda che vede coinvolti Massimiliano e Salvatore continuino purtroppo a circolare sui media in generale - e sulla rete in particolare - ricostruzioni ed opinioni talvolta del tutto strumentali, altre volte solo fantasiose, talvolta del tutto fuorvianti, altre volte vere solo in parte, spesso perlopiù utili a questo o quel soggetto (o a chi per loro simpatizza) nel gioco infinito della politica e del rimpallo delle responsabilità.
Il mio dovere è comunque continuare a provarci.
E quindi oggi provo nuovamente a sintetizzare gli aspetti fondamentali di quello che, con convinzione, credo sia avvenuto da due anni a questa parte con la speranza di aiutare chiunque in questa vicenda voglia arrivare al più presto all'affermazione della verità.
Più persone avranno chiari i punti che di seguito mi accingo sinteticamente a riproporre più sarà veloce ed ineluttabile che giustizia e verità possano essere ristabilite.

1° Punto – Come si sono svolti gli eventi

Il 15 febbraio 2012 al largo delle coste del Kerala avvennero due diversi incidenti.
Nel primo incidente poco dopo le ore 16.00 un tentativo di abbordaggio della nave Enrica Lexie da parte di un'imbarcazione pirata venne respinto senza vittime grazie all'intervento di Latorre e Girone a 20.5 miglia dalla costa indiana.
Nel secondo incidente alle ore 21.20 il peschereccio St. Anthony rimase coinvolto nel tentativo di abbordaggio della nave Olympic Flair da parte di un'imbarcazione pirata all'interno delle 12 miglia delle acque territoriali indiani. Il St. Anthony rimase verosimilmente intrappolato nello scontro a fuoco tra il personale dell'Olympic Flair e la barca pirata in fuga con la conseguente morte di due pescatori.
Esistono innumerevoli elementi, già presentate nei mesi scorsi insieme a Toni Capuozzo e Luigi Di Stefano, a prova di tale ricostruzione degli eventi.
La nave Enrica Lexie ed il peschereccio St. Anthony non si sono mai incontrati.
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono del tutto innocenti delle accuse a loro rivolte ed il loro sequestro che dura da oltre due anni ha quindi tutt'altre motivazioni. 





2° Punto – Chi c'è dietro al sequestrato di Latorre e Girone in India

Il primo ministro del Kerala, Chandy, ed il ministro della difesa indiano, Antony, nel Febbraio 2012 avevano tutto l'interesse politico a strumentalizzare la vicenda e questo interesse lo mantengono tutt'ora in quanto sul caso si giocano ormai i destini politici di entrambi.
Per questa ragione questi due potenti politici del Partito del Congresso di Sonia Gandhi per oltre due anni hanno costruito false prove, manipolato dati e boicottato ogni tentativo di soluzione della vicenda.
Sul piano investigativo hanno indotto i pescatori del St. Anthony a cambiare versione sugli eventi ed a testimoniare il falso, hanno spinto la Guardia Costiera indiana a ricostruire eventi mai accaduti e manipolare orari, hanno provato a nascondere o far sparire prove a discolpa come l'incidente dell'Olympic Flair e l'autopsia sul corpo dei pescatori morti.
Sul piano politico hanno orchestrato una campagna mediatica falsa e colpevolista sulla stampa indiana senza precedenti e hanno condizionato tanto il lavoro di polizia e magistratura quanto le scelte del governo centrale indiano.

3° Punto – L'Italia è colpevole di tante cose, ma Latorre e Girone non lo sono!

Gli errori dei vertici politici, militari e diplomatici italiani sono infiniti e Chandy, Antony ed i loro complici ne hanno tratto vantaggio fin dal primo momento. Per ricordarne alcuni:
- la nave Enrica Lexie non avrebbe potuto trovarsi nella zona economica esclusiva indiana con guardie armate senza autorizzazione,
- le regole di ingaggio tra marina militare ed armatore non erano definite,
- il nucleo anti-pirateria imbarcato sulla Lexie era sprovvisto delle dotazioni minime previste,
- il rientro nelle acque territoriali indiane è stato il risultato di superficialità ed incompetenza senza precedenti per non parlare poi della ancora più grave decisione di far scendere a terre Latorre e Girone,
- la scelta di salvaguardare prioritariamente e ad ogni costo gli interessi economici anche a scapito dell'accertamento della verità,
- le dichiarazioni colpevoliste di De Mistura,
- il cosiddetto rapporto Piroli che si è mosso sulla stessa linea,
- il pagamento fatto alle famiglie dei pescatori indiani,
- il silenziatore consigliato/imposto ai media italiani,
- e poi …. e poi …. e poi ….... potremmo continuare quasi all'infinito.

Un simile disastro nazionale in cui è affondata l'intera classe dirigente del Paese (quindi non solo quella politica) ha fatto sì che fin dall'inizio tutti coloro che avrebbero dovuto difendere Latorre e Girone, che in quanto militari hanno sempre e solo fatto conto sul personale e sull'azione di difesa a loro garantita dallo Stato italiano, abbiano in realtà purtroppo soprattutto cercato di difendere gli interessi dei 'potenti incompetenti' che non quelli degli innocenti Girone e Latorre.

4° Punto – Cosa si dovrebbe fare

Il governo Monti ha sbagliato tutto e si attende che magistratura e/o commissioni d'inchiesta facciano luce.
Il governa Letta, infilando la testa sotto la sabbia ed accettando fin dall'inizio come soluzione che l'India processasse i due marò italiani, ha, se possibile, peggiorato la situazione.
L'inviato De Mistura, che in questi 26 mesi ha assunto più 'ferme' posizioni di quante posizioni esistano nel Kamasutra (con l'Italia sempre in posizione 'ricevente') dovrebbe semplicemente essere rimosso per evitare ulteriori danni e ristabilire, se e per quanto possibile, una qualche credibilità italiana.
Il governo Renzi deve trovare il coraggio di sposare e rendere pubblica la verità per quanto difficile essa sia tanto per l'India che per l'Italia.
Le dichiarazioni dell'ultimo mese sull'internazionalizzazione della vicenda o sulla richiesta di arbitrato internazionale da avviare in modo unilaterale servono a prendere tempo ed a dare l'impressione all'opinione pubblica che si stia facendo qualcosa, ma, al punto in cui siamo arrivati, da sole non possono certo rappresentare, anche in prospettiva di lungo termine, la soluzione della vicenda.
La verità deve essere fatta conoscere alle opinioni pubbliche, quella indiana in primo luogo, fin qui tratte in inganno da giornali e televisioni asserviti al potere ed ai giochi politici. A scuola, studiando Socrate, si imparava che esiste un solo vero bene, la verità, ed un solo vero male, l'ignoranza.
Se il governo Renzi ha avuto affidabili rassicurazioni dall'India, che pure ha interesse a trovare una via d'uscita, che attraverso il ricorso in Corte Suprema si potrà arrivare ad un primo sblocco della vicenda nelle prossime settimane almeno con il rientro di Latorre e Girone in Italia come primo passo, posso anche chiudere gli occhi ed accettare l''ammuina' di questi giorni.
Ribadisco comunque quanto già scritto nei giorni scorsi. Fino a quando l'Italia non troverà le palle (non è necessario che siano d'acciaio) per affermare con forza L'INNOCENZA dei marò, senza più confonderla con altre questioni, per il rientro ci si affida sostanzialmente alla 'benevolenza' indiana con tutti gli ineludibili rischi connessi.
Quando (e se) l'Italia troverà invece finalmente la forza e la dignità per rivendicare L'INNOCENZA dei fucilieri il loro rientro sarà allora questione di pochissimo tempo.


Video tgcomm 24 :
https://www.facebook.com/photo.php?v=220322364832212&set=p.220322364832212&type=2&theater 

3 Aprile 2014 - Stefano Tronconi


fonte: https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?ref=ts&fref=ts
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