domenica 3 aprile 2016

L’Onu proclama il Decennio di azione per porre fine alla fame



Dal 2016 al 2025 si svolgerà il “Decennio d’azione delle Nazioni Unite sulla nutrizione”: a proclamarlo, l’Assemblea Generale dell’Onu che ha adottato una specifica risoluzione al riguardo. Il documento, informa una nota, si propone di intensificare l’impegno per porre fine alla fame e alla malnutrizione nel mondo, garantendo l’accesso ad un’alimentazione più sana e più sostenibile per tutti.

Fissare obiettivi nazionali sulla nutrizione
La risoluzione invita i governi a fissare obiettivi nazionali sulla nutrizione da attuare entro il 2025 e tappe intermedie sulla base di indicatori concordati a livello nazionale. Il documento dell’Assemblea Generale invita, inoltre, Fao e Oms a guidare l’attuazione del Decennio di azione, in collaborazione con Unicef, Programma alimentare mondiale (Pam) e Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (Ifad).

Soddisfazione della Fao: passi avanti nella lotta contro la fame nel mondo
Soddisfazione, naturalmente, è stata espressa dalla Fao che ha definito la decisione “uno scatto in avanti nel dare vigore alla lotta contro la fame nel mondo e a favore di una migliore alimentazione”. Ricordando, poi, che ad oggi 800 milioni di persone rimangono cronicamente denutrite e oltre due miliardi soffrono di carenze alimentari, il direttore generale dell’organismo, José Graziano da Silva, ha ribadito: "Questa risoluzione mette la nutrizione al centro dello sviluppo sostenibile e riconosce che migliorare la sicurezza alimentare è essenziale per raggiungere un programma di sviluppo sostenibile entro 2030”.

Tutelare i bambini
Fondamentale, poi, la tutela dei minori: “I bambini – ha sottolineato da Silva - non possono godere dei benefici dell’istruzione se non hanno di che nutrirsi”. Non solo: “Le economie emergenti non possono raggiungere il loro pieno potenziale se i lavoratori sono debilitati a causa di una dieta sbilanciata”. Di qui, l’auspicio della Fao che il Decennio di azione abbia successo. (I.P.)

Fonte Radio Vaticana



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