venerdì 28 giugno 2013

Lettera aperta sui marò al Presidente del Consiglio Enrico Letta.

Egregio Presidente Enrico Letta,mi scuso se in maniera irrituale mi permetto di arrivare subito al nocciolo della questione,e se le risparmio l’elenco di comunicazioni fatte da rappresentanti del suo governo,ma le ho lette e raccolte tutte,e le trovo sempre più sconcertanti,ma arriviamo al punto centrale.
Egregio Presidente due nostri concittadini sono ostaggio e prigionieri dell’India da quasi 500 giorni. Appena insediatosi il suo governo su tutti i giornali è stata riportata la notizia della priorità della vicenda marò.e questo anche nelle dichiarazioni,sottolineo sconcertanti,di alcuni suoi Ministri, inviati speciali e sottosegretari,e aggiungerei anche Presidenti di commissioni (sen. Latorre).
Come tutti i cittadini ho sperato in una svolta ,perché questa vicenda è veramente vergognosa,e diciamo che la svolta c’è stata,perché senza dire niente a nessuno e con il solito atteggiamento arrogante e irrispettoso nei confronti del paese avete deciso di affidare all’India la gestione del caso,avete deciso che gli indiani in base alle loro esigenze interne e a come vogliono essere percepiti nel mondo faranno quello che cavolo vogliono,in barba al diritto internazionale,alla sovranità nazionale,e alla dignità di tutti quelli che risiedono geograficamente in un paese chiamato Italia.
Potevate chiedere l’arbitrato internazionale,no avrebbe turbato le relazioni economiche. Potevate chiedere l’intervento dei nostri partner Onu,Europa,Stati Uniti,Nato,no turbavano le relazioni economiche.
Mi verrebbe da chiederle su quale Costituzione ha giurato lei,Egregio Presidente Letta,E mi verrebbe da chiederle se si rende conto che con la decisione che avete preso oltre a Massimiliano e Salvatore,avete trasformato tutti i cittadini in ostaggio.
Invece di pensare a questi aspetti importanti e a fare quello che qualsiasi paese al mondo avrebbe fatto,le risparmio i consigli, visto che è circondato da un esercito di tecnici e diplomatici,noi cittadini abbiamo dovuto subire parole farneticanti del tipo.”abbiamo cinque coordinatori non cacofonici.”Avranno un processo equo e giusto”.”Abbiamo concordato anche l’eventuale condanna”.”Avranno uno sconto di pena”.
Non so chi sia il regista di questa operazione se è lei o se lei è soltanto l’esecutore,di un qualcosa che è stato stabilito altrove,già la scelta della memoria storica e inviato speciale è un brutto segnale,è il non riconoscimento dell’azione fallimentare e vergognosa di chi l’ha preceduta,salvo soltanto l’ex ministro degli esteri Giulio Terzi che ha avuto il coraggio di dimettersi,quando ha capito che qualcuno remava contro,che qualcuno doveva assecondare la grande India,che qualcuno aveva le mani in pasta,con la Madre della democrazia e della civiltà.
Madre di tutte le vergogne e ignominie definirei questa vicenda e a parte Giulio Terzi non è venuto fuori un dimissionario,non ne venuto fuori un nome,non ne è venuto fuori niente di niente. Possiamo sapere chi ha dato gli ordini? E possiamo sapere chi ha dato gli ordini a chi doveva dare gli ordini?
Può controllare tutti i giornali ,può controllare tutte le televisioni,può controllare tutti i parlamentari,ma come diceva un grande poeta “Può recidere tutti i fiori,ma non per questo fermare la primavera”.
Sperando in un cambiamento e di un ritorno ai valori sanciti dalla nostra carta Costituzionale ,le rivolgo i miei auguri di buon lavoro.
Alfredo d’Ecclesia.


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