sabato 29 novembre 2014

#iostoconimarò, lettera aperta alle istituzioni.



Gentilissimi, mi trovo nel difficile compito di esprimere, con questa lettera, i sentimenti e le emozioni di migliaia di italiani che da ormai tre anni stanno, giorno dopo giorno, seguendo la interminabile attesa di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e, contemporaneamente, fare arrivare alle Istituzioni, la richiesta di contribuire alla ricerca di una soluzione.
In questi quasi tre anni, molteplici sentimenti sono stati espressi, sulla rete o direttamente con manifestazioni pubbliche, da tanti italiani: rabbia, sdegno, speranza, impotenza, commozione. Sentimenti ispirati tutti dal bisogno esprimere concretamente, solidarietà ai due militari impegnati nella lotta contro la piaga della pirateria e dal bisogno di vedere rispettati i principi di diritto internazionale, e soprattutto, al sentimento di rispetto verso la nostra Carta Costituzionale che sancisce la presunzione di innocenza e la sovranità delle nazioni, e che in questa vicenda, è stata più volte calpestata. Ognuno di noi si è più volte immedesimato nei pensieri di Massimiliano e Salvatore, lontani dalle famiglie e dai figli che stanno crescendo e costretti, loro malgrado, ad affrontare una situazione resa, ancora più pesante, dal ruolo a loro richiesto: essere rappresentanti, a livello internazionale, della loro Patria. Una Patria, che ha dato l’impressione, a volte di essere assente ed indifferente. Li abbiamo visti tesi, preoccupati, affaticati ed ora, anche malati, ma sempre coerenti nel rispetto delle istituzioni e dei suoi rappresentanti e nella capacità di assumersi direttamente le proprie responsabilità e, forse, anche quelle di altri. Oggi, dopo quasi tre anni di una storia, che ognuno di noi conosce, siamo arrivati, a malincuore, ad una conclusione: i rapporti politici tra gli Stati, molto spesso, percorrono strade che poco hanno a che fare con le persone e i loro vissuti; i tempi di risoluzione della controversia, purtroppo, non tengono conto e non possono tener conto del trascorrere della vita degli uomini. A questo punto, quindi, per ognuno di noi è sempre più impellente, al di là delle posizioni di principio e delle ideologie, raggiungere un obiettivo: in attesa che Italia ed India trovino le strade politiche, giuridiche e diplomatiche per risolvere questa vertenza, dobbiamo portare a casa Massimiliano e Salvatore. Senza timore, con questo, di voler sfuggire a delle responsabilità, anche perché, in questi tre anni, hanno dimostrato, più volte, all’India, di essere uomini la cui parola ha ancora un significato. E proprio questa è la richiesta che stiamo avanzando a tutti i rappresentanti delle Istituzioni, Italiane ed Indiane: non permettiamo che anche questo Natale 2014 veda ancora Salvatore lontano dalla famiglia e Massimiliano in attesa di una partenza per un futuro dai tempi incerti. Facciamo tornare a casa i nostri due marò e poi lasciamo tutto il tempo necessario alla magistratura Indiana di individuare i veri colpevoli dell'uccisione dei pescatori. Un tempo necessario, non per vincere o perdere un conflitto, ma per fare, finalmente, giustizia, senza preconcetti e sulla base di un diritto internazionale certo. Tutto il resto verrà dopo. Auguriamoci, per il prossimo Natale, di non dover ancora una volta lanciare una campagna a distanza per fare sentire la nostra vicinanza ai due marò. Nonostante tutto e il tempo trascorso siamo ancora fiduciosi, come Salvatore e Massimiliano, negli uomini che rappresentano le nostre istituzioni e sono, per questo, i primi difensori dei principi scritti nella nostra Costituzione


di Mirka Signorini e Roberta De Luca

fonte : https://www.facebook.com/events/527628090714800/?ref=29&ref_notif_type=like&source=1

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