martedì 11 novembre 2014

#Marò mille giorni senza libertà, la dignità delle Famiglie.



11 Novembre 2014, giorno 966 di sequestro, giorno 1000 dall' inizio della farsa.


Riportiamo senza alcun commento due scritti affidati a  " Il Tempo " da Vania Girone e al " Corriere del Mezzogiorno " da Paola Moschetti.


Sono passati 1000 giorni dall’inizio di questa complicata vicenda e ogni giorno che passa ha sempre un peso maggiore nelle nostre esistenze. Ogni giorno spero che ci sia una fine e che non sia molto lontana. Vorrei che si avveri il mio desiderio di moglie, quello dei nostri figli, dei genitori e dei fratelli di Salvatore condiviso da migliaia di italiani; il desiderio di poter rivedere mio marito tra di noi, tra le mura delle nostre case, tra le vie della nostra amata Bari. Continuiamo a desiderare di rivedere Salvatore schierato nelle compagnie della Brigata Marina San Marco, restituendogli la gioia di poter tornare a svolgere con passione il proprio lavoro. Ringrazio sentitamente, a nome di tutti noi, i tantissimi italiani che non ci hanno mai lasciati soli in questi interminabili mille giorni: il nostro pensiero è rivolto ai promotori dei gruppi per la libertà dei marò sui social network e ai tanti generosi sostenitori di iniziative, davvero centinaia e in tutta Italia, che contribuiscono a rendere sempre viva e partecipata la campagna per il rimpatrio di Massimiliano e Salvatore. Un ringraziamento è rivolto anche ai media, come Il Tempo, che continuano a seguire quotidianamente questa dolorosa vicenda. Vorrei che presto la nostra famiglia torni ad essere unita e serena. In Patria.
Vania Girone




(ANSA) - BARI, 11 NOV - "Pur consapevoli di essere vittime di una ingiustizia, non hanno mai mollato. E per mille giorni hanno stretto i denti, in attesa della riconquista della liberta'. Come fanno i veri italiani". 

Termina cosi' la lunga lettera di Paola Moschetti, la compagna del maro' Massimiliano Latorre, pubblicata
oggi in prima pagina dal Corriere del Mezzogiorno con il titolo 'Maro', mille giorni senza liberta''.

Dopo aver ricordato che dal febbraio 2012 la vicenda di Massimiliano e del commilitone Salvatore Girone "ha segnato il vissuto dei due integerrimi fucilieri della Marina militare italiana e soprattutto delle rispettive famiglie", la donna rimarca il fatto che "in queste interminabili giornate di lontananza" sono "stati privati della gioia di godere dei propri  affetti e di momenti preziosi di intimita' familiare, perdendo i passaggi piu' belli e carichi di soddisfazione quando si hanno i figli che crescono". "Sollievo costante e solidarieta' preziosa - prosegue Paola Moschetti - sono giunti dal popolo tricolore schierato in prima linea nella campagna per la liberta'". "Sono italiani di tutte le latitudini e di tutti gli orientamenti culturali e politici - insiste - ci sono ovviamente tanti pugliesi e meridionali, uniti nel darci coraggio di fronte ad una vicenda che al momento non ha ancora trovato soluzione".
"Oltre alle ferite negli animi - continua la lettera - Massimiliano ha riportato un grave ictus a Nuova Delhi che sta curando nei mesi di permesso qui in Italia. Una ripresa lenta e difficoltosa resa ancora piu' penosa dalla consapevolezza di non poter piu' tornare ad essere quello di un tempo ma ancor di piu'
dal pensiero di Salvatore ancora a Nuova Delhi. A legare i due fucilieri, oltre che il senso di appartenenza allo stesso Corpo, c'e' un intenso legame la cui peculiarita' si puo' ricercare nella condivisione di momenti drammatici quali la detenzione durata oltre 100 giorni in un impervio carcere indiano tra mille
difficolta' ed incertezze e le altrettanto drammatiche vicissitudini che hanno caratterizzato questi anni".
"Accogliamo fiduciosi - prosegue la donna - le parole del neoministro degli Esteri Paolo Gentiloni e consapevoli dell'impegno costante della ministra Pinotti e di quanti lavorano alla risoluzione di questa triste vicenda affinche' venga chiuso positivamente questo capitolo interminabile".
"Il contegno dei due leoni del San Marco - conclude - in una storia dai risvolti cosi' complessi e' divenuto un modello di patriottismo e stile italiano: sarebbe stato facile perdere l'equilibrio e il controllo tra rinvii promesse e questioni giuridiche sempre piu' intricate, ma Massimiliano e Salvatore hanno tenuto fede agli impegni presi".






oggi più di ieri e domani più di oggi #iostoconimarò
Antonio Milella

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