giovedì 4 settembre 2014

I nemici dei #Marò parte 3, chi al potere non vuole salvarli ( solo false promesse )


4 settembre 2014, giorno di sequestro 928

Eccoli quelli che potrebbero fare qualcosa di concreto per i Marò e invece essendo al potere e per di più con la presidenza di turno Italiana dell' UE continuano a far promesse da marinaio ( scusate l' ironia ) e di conseguenza a non far nulla di quello che andrebbe fatto...

Per intenderci è dal 22 febbraio 2014 che abbiamo il gelataio, la strabica e l' eterna perdente alle elezioni comunali in carica e da allora di bugie e promesse ne abbiamo sentite tanto, la loro strategia ? presto detto quella degli annunci...  e nulla più, grasse risate si odono nei corridoi dei palazzi di Delhi ad ogni annuncio di questi incapaci.

Volete qualche suggerimento inetti e bugiardi ?

Ecco alcuni esempi di quello che si potrebbe fare :

Porre il veto all' accordo di libero scambio tra UE e India, basta il voto negativo dell' Italia e tutto salta,

Ritiro immediato dei mezzi e uomini Italiani nella missione anti-pirateria, salvo poi scoprire che all' unanimità ieri in commissione hanno votato di aspettare il 31 dicembre per farlo, ovvero tranquillamente a scadenza prorogheranno il tutto a prescindere dagli sviluppi di questo sequestro,

Ritiro immediato da tutte le missioni ONU in corso,

Non partecipare alle esercitazioni militari in programma in Estonia per mostrare i muscoli a Putin,

Porre immediatamente in atto l' arbitrato internazionale ma invece ci dicono che stanno cercando " il dialogo " con gli adoratori di vacche,

Non vendere le acciaierie agli acquirenti indiani, ma sappiamo come al gelataio e alla mummia invece importi svendere la sovranità su ogni nostro bene,

chiudiamo con un estratto dell' articolo odierno di Riccardo Pelliccetti :


Il 22 febbraio 2014 arriva il rottamatore Matteo Renzi che sfratta tutti e inaugura la strategia degli annunci. E sono già trascorsi due anni. Latorre e Girone sono sempre alla mercé di una giustizia lenta e che vìola le più elementari norme del diritto. «Riportare a casa i marò è una priorità», continuano a ripetere i ministri degli Esteri Federica Mogherini (ora salita al sacro soglio di responsabile europeo della politica estera) e della Difesa Roberta Pinotti. Il mantra però non sortisce più effetti. Sono solo chiacchiere.
Ma qualcosa cambia. Sì, in peggio. La scorsa primavera il voto indiano ha portato al governo un'altra maggioranza politica e un primo ministro nazionalista indù. E che cosa tirano fuori dal cilindro i nostri rappresentanti al governo? La trattativa. Ora è più facile negoziare con New Delhi, dicono convinti. Quindi Renzi e compagnia cantante pensano bene di fermare la richiesta di arbitrato internazionale. Ma «resta pronta», ci tiene a dire la Mogherini, anche se «stiamo lavorando per riaprire canali di dialogo col nuovo governo indiano». Perché questo cambio di strategia?
Lady Pesc Mogherini sostiene che per l'arbitrato servono tempi lunghi, mentre la «priorità» è riportare i marò a casa presto. Balle, le stesse che ripetono da due anni e mezzo. Se la fa sotto anche questo governo. Che, oltre all'arbitrato, avrebbe un jolly nel suo mazzo: l'accordo di libero scambio tra Ue e India. Basta che l'Italia ponga il veto e salta tutto. Potrebbe essere più che sufficiente per un accordo di libero scambio con i marò. Ma non lo faranno: bisogna avere gli attributi per contare qualcosa e il nostro Paese in questa vicenda non li ha avuti. Né mai li avrà. E la lista dei complici italiani dell'India si allungherà. Che schifo.

di Riccardo Pelliccetti -  4 settembre 2014
fonte: http://www.ilgiornale.it



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