venerdì 12 settembre 2014

IL SEQUESTRO DEI FUCILIERI DI MARINA LATORRE E GIRONE - di Stefano Tronconi


IL SEQUESTRO DEI FUCILIERI DI MARINA LATORRE E GIRONE -
LATORRE RIENTRA IN ITALIA, MA IN QUESTA VICENDA PER L'ITALIA AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE

12 Settembre 2014

Stefano Tronconi 

Dopo l'ischemia che ha colpito Massimiliano Latorre nelle ultime due settimane mi sono costretto a tacere per il bene di Massimiliano ed evitare qualsiasi intralcio al suo rientro. E naturalmente sono contento che Massimiliano possa finalmente rientrare in Italia.

Ciò chiarito, non posso ora che chiamare le cose con il proprio nome e scrivere come le modalità che hanno portato a tale rientro rappresentino a tutti gli effetti la nuova ed ultima umiliazione subita in questa vicenda dalle istituzioni italiane tutte ed dal nuovo governo italiano nello specifico.

Non userò molte parole per spiegare e ribadire mie valutazioni già ampiamente espresse in passato e tutte disponibili negli articoli raccolti su questa mia pagina fb.
Credo piuttosto sia sufficiente riportare l'estratto del resoconto fatto dal 'più serio' dei giornali indiani (The Hindu) sull'udienza tenuta in Corte Suprema Lunedì 8 Settembre e che ha aperto la strada al rientro in Italia di Massimiliano Latorre.

“ … (omissis) ….
Mr. Tulsi (l'avvocato di Latorre – n.d.r.) ha sostenuto che Mr. Latorre ha sofferto di un leggero infarto ed è fortemente depresso. L'avvocato ha chiesto alla corte di permettere al marò di recarsi in Italia per essere con la propria famiglia ed i figli per due mesi.
Ha poi attirato l'attenzione della Corte sul fatto che fosse presente in aula l'ambasciatore italiano Daniele Mancini come garanzia che l'Italia sia pronta a rispettare qualsivoglia condizione che la Corte vorrà imporre nel venire incontro al desiderio del marò.
….... (omissis)"

Questo semplice e chiaro resoconto non viene da uno dei tanti giornali più o meno scandalistici o più o meno popolari i cui articoli demenziali e farciti di menzogne vengono sempre ripresi senza filtri e con grande enfasi dall'indecente giornalismo che si pratica oggi in Italia.

Questo è il resoconto di un giornale indiano serio che racconta come l'Italia ufficiale (rappresentata nello specifico da Mancini) si presenti ancora oggi nei tribunali indiani anche dopo che il nuovo governo ha raccontato per sei mesi le balle sul cambio di strategia, sull'internazionalizzazione del caso e sull'avvio dell'arbitrato internazionale (a cui non ho personalmente creduto per un solo secondo come si evince da quanto scritto precedentemente, ma che molti pare si siano bevuti).

La posizione assunta da Mancini durante l'udienza in Corte Suprema è purtroppo l'unica posizione (tanto per essere espliciti, quella del pezzente che invoca clemenza) che l'Italia ufficiale può oggi assumere in seguito ai tragici errori commessi negli oltre due anni e mezzo della vicenda e FINCHE' NON AVRA' IL CORAGGIO DI SPOSARE UFFICIALMENTE L'INNOCENZA DEI DUE FUCILIERI DI MARINA.

La vicenda dei due fucilieri di marina dimostra una volta di più, qualora ve ne fosse ancora bisogno, perché l'Italia e gli italiani meritino l'irrisione, l'ironia ed il disprezzo con cui sono oggi visti e trattati nel mondo. Ma evidentemente neanche quando vengono ritratti mangiando un gelato (recente copertina dell'Economist) riescono a capire ed a fare tesoro del messaggio loro diretto.
Caro Matteo Renzi, tu continui a dire tante cose anche giuste, ma finora non ne hai azzeccata una! Da chi ti sei circondato?

Non voglio comunque chiudere questo intervento su temi politici.
Nel dare il bentornato a casa a Massimiliano il mio pensiero non può che correre a Salvatore Girone che rimane come ostaggio in India.
Caro Salvatore, hai sempre creduto al motto 'Tutti insieme, nessuno indietro!' e sono certo che tu voglia continuare a crederci.
Anch'io, e sono certo con me tanti, ci crederò fino alla fine. Sappi che oggi più che mai sono-siamo con te!


Fonte : https://www.facebook.com/stefano.tronconi.79?hc_location=timeline

La foto in testa a questo articolo è della pagina Facebook Comunità Militare a cui vanno i nostri ringraziamenti
Antonio Milella

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