lunedì 9 settembre 2013

70 anni e dimostrarne molti di più

8 settembre 1943

Alle ore 19:42 dalla EIAR il Capo del Governo, Gen. Pietro Badoglio, dichiara:

" Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.
La richiesta è stata accolta.
Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.
Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza "

da Wikipedia:
"...La fuga dalla Capitale dei vertici militari, del Capo del Governo Pietro Badoglio, del Re Vittorio Emanuele III, e di suo figlio Umberto dapprima verso Pescara, poi verso Brindisi, e la confusione, provocata soprattutto dall'utilizzo di una forma che non faceva comprendere il reale senso delle clausole dell' armistizio e che fu dai più invece erroneamente interpretata per la seconda volta come la fine della guerra, generarono ulteriore confusione presso tutte le forze armate italiane in tutti i vari fronti sui quali ancora combattevano, e che, lasciate senza precisi ordini, si sbandarono. Oltre 600.000 soldati italiani vennero catturati dall'esercito germanico, e destinati a diversi Lager con la qualifica di I.M.I. (internati militari italiani) nelle settimane immediatamente successive.
Più della metà dei soldati in servizio abbandonarono le armi e tornarono alle loro case in abiti civili. La ritorsione da parte degli ormai ex-alleati tedeschi, i cui alti comandi, come quelli italiani avevano appreso la notizia dalle intercettazioni del messaggio radio di Eisenhower, non si fece attendere tanto che fu immediatamente attuata "l'operazione Achse" (asse), ovvero l'occupazione militare di tutta la penisola italiana.
Nelle stesse ore una parte delle forze armate rimase fedele al Re Vittorio Emanuele III come la Divisione Acqui sull'isola di Cefalonia che fu annientata; una parte si diede alla macchia dando vita alle prime formazioni partigiane come la Brigata Maiella. Altri reparti, soprattutto al nord, come la  Flottiglia MAS e la MVSN, decisero di rimanere fedeli al suo vecchio alleato e al fascismo. Nonostante il proclama di Badoglio, gli alleati ostacolarono una massiccia e immediata scarcerazione dei prigionieri di guerra italiani..."

Sono passati 70 anni da questo infausto atto, infausto per come è stato gestito da chi, in quel momento, aveva le redini del Governo. Il Re in fuga verso Brindisi, decine di divisioni italiane ancora all'estero, naviglio disperso in tutti i mari...non fu un armistizio, ma una capitolazione incondizionata...e la vergogna di averlo stipulato il 03 settembre, cinque giorni prima dell'annuncio: quante vite si sono perse in quei cinque giorni...le migliaia di sodati/avieri/marinai avrebbero avuto il tempo necessario per salvarsi, come fece il Governo? forse no, ma quantomeno si sarebbero potuti organizzare meglio, avendolo saputo con tale largo anticipo. 
Sarebbe bastato salvare anche solo la Divisione Acqui...anche loro avrebbero avuto tutto il diritto, di vivere ancora...
Onori ai Caduti !!!

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